Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 2 ottobre 2016

Colleferro, su inceneritori e discarica è necessaria una presa di posizione dei nostri amministratori.

Rete per la Tutela della Valle del Sacco





La questione degli impianti per il trattamento dei rifiuti a Colleferro, come detto più volte, sta giungendo ad un punto di svolta. Le decisioni che la regione Lazio sta prendendo si confermano negative per il comprensorio.

Lazio Ambiente SpA sta predisponendo il piano industriale che prevede il revamping degli impianti di incenerimento (di fatto la ricostruzione degli impianti visto lo stato in cui si trovano). Per quanto riguarda la discarica di Colle Fagiolara, si prospetta lo spostamento dei tralicci dell’alta tensione per permettere l’utilizzo di una parte della discarica ancora da riempire.

Entrambe le soluzioni sono già state stigmatizzate dalle associazioni in numerose occasioni tra atti formali, comunicazioni di ogni genere, dissenso di piazza.

A Colleferro l’amministrazione attuale è andata in controtendenza rispetto al passato opponendosi in sede giuridico amministrativa all’atto regionale di rinnovo dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) degli inceneritori e sta predisponendo le osservazioni per il riesame della stessa, procedimento aperto dagli uffici preposti della regione Lazio.

Ma ciò non può bastare.

Ad oggi, dal giorno dell’insediamento, la nuova Giunta non ha mai espresso la propria contrarietà con un atto ufficiale come può esserlo un passaggio in consiglio comunale attraverso una mozione o qualsivoglia strumento valido che possa realmente confermare la posizione espressa in campagna elettorale.

Sul fronte dell’opposizione, a parte qualche scaramuccia in consiglio comunale e sui social network, anche i rappresentanti della minoranza non hanno mai espresso chiaramente le proprie intenzioni, salvo qualche interrogazione o riferirsi alla pratica delle passate amministrazioni.

Ebbene, riteniamo che ciò sia necessario in modo che i cittadini, in molti presenti alle manifestazioni degli anni passati, possano conoscere in maniera chiara quale sia la linea politica espressa e se possano sentirsi garantiti da chi li governa.

La discussione pubblica in aula consiliare è assolutamente necessaria anche se ancora insufficiente: costituisce solo uno dei momenti di una pratica di informazione capillare e costante dei cittadini; se debitamente informati essi sono in grado di comprendere problematiche anche complesse che le amministrazioni devono affrontare per svolgere il proprio compito.
Le amministrazioni devono innanzi tutto chiarire quanto è rimasto in loro potere: diciamo questo poiché è in corso da anni una pratica di sottrazione alle amministrazioni locali di risorse e poteri decisionali. Tuttavia ciò non può essere una giustificazione per qualsivoglia decisione. A fronte di imposizioni dall’alto le amministrazioni devono ritrovare la capacità di coalizzarsi e di opporsi come territorio, di informare i cittadini, di motivarli alla partecipazione ed alla mobilitazione.

E’ decisamente il caso del problema di cui stiamo parlando.

Qualora la risposta del consiglio risulti contraria al piano industriale di Lazio Ambiente SpA, dovranno seguire atti concreti e trasparenti, pratiche continuative per contrastare le decisioni che la regione Lazio ha prospettato sin dallo scorso anno.

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