Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 14 maggio 2011

Ri- Scopriamo le terme Romane

Francesco Notarcola                                                            

HAPPENING DAY 2011

                               La CONSULTA delle ASSOCIAZIONI presenta “
                          RI-SCOPRIAMO LE TERME ROMANE di   FROSINONE”
Programma della manifestazione:
ore 10.30
Apertura Happening- Benvenuto e presentazione dell'Happening Day
Francesco Notarcola - Presidente Consulta delle Associazioni
ore 10.45
Frosinone Nascosta e DimenticataUn percorso alla scoperta dell'antico accompagnati da una guida del Centro Guide Cicerone - Anfiteatro Romano Viale Roma
- Fontana Bussi Viale Roma
- Necropoli VolscaVia Maria
- Terme RomaneVia G. De Matthaeis
ore 10.45
WorkShop di Fotografia - Associazione Fotografica Frosinone
- Collettivo Artiste e Fotografe
ore 10.45
WorShop di Pittura – ArtQube
ore 10.45
WorShop Fumetto - “Lo sbronzo di Riace”
ore 10.45 
WorkShop Laboratorio per la costruzione di Aquiloni
ore 11.00
Spazio Bimbi
ore 13.00
PIC-NIC In Villa (Pranzo a sacco)
ore 14.00
Apertura Mostra dei Lavori WorkShop
ore 14.30
Spazio Giochi - “ Emozioni a naso in su !”
Il Volo degli Aquiloni
ore 15.00
Spazio Musica – Federico Palladini
ore 15.45
Frosinone nell'Età Romana
Conoscere il luoghi, le strutture, i palazzi, della Frosinone Antica
Relatore: Francesco Antonucci
La dieta mediterranea e alcune ricette degli antichi romani a cura di Pina Sangiorgi
ore 16.20 Spazio Comico/teatrale con la partecipazione di Guglielmo Bartoli
ore 17.00 L'Importanza e la scoperta delle Terme Romane di Frosinone
Relatori: Francesco Antonucci
Luca Oropallo
www.termeromane.info 

Berlusconi pensionato al Quirinale

Mario Saverio Morsillo


Il motivo reale per cui Berlusconi va cianciando di ridimensionare i poteri del Presidente della Repubblica non è, come sembra a molti, il suo dissidio col Quirinale.Il motivo è sempre quello che lo ha spinto a scendere in politica: salvare il suo flaccido deretano( come assicura Nicole Minetti che li conosce bene, sia Berlusconi che il suo culo) dagli strali di una magistratura brigadisto-comunista, che gli vuole ignobilmente fare scontare la marea di crimini finanziari che ha commesso. In effetti, il Presiniente del Consiglio sa che ormai la sua parabola
elettorale è finita. Ha vinto il berlusconismo, siamo tutti molto meno liberi e molto più coglioni, ma lui, Berlusconi, è al tramonto. Come salvarsi dalla svergognata magistratura ? Un'unica possibilità: farsi eleggere Presidente della Repubblica. Ma con gli attuali sia pur risicati poteri del Quirinale sarebbe impossibile trovare una maggioranza che, in mafiosa concordia, gli consenta il raggiungimento di questo traguardo. Il messaggio che il Cavaliere ha lanciato ai suoi sedicenti avversari con il folle attacco ai 'poteri eccessivi del Quirinale' è quindi il seguente: "Mi tolgo dalle balle, occuperò una carica dello Stato totalmente inutile, farete Primo Ministro chi volete, purchè mi consentiate di non essere processato" (in Italia, il Capo dello Stato può finire sotto processo per impeachement solo per Alto Tradimento).

Perché votare sì al referendum sul nucleare

 Coordinatore della Legambiente per la provincia di Frosinone Francesco Raffa


Nell'ambito delle attività previste dal Comitato di Frosinone per il Referendum Contro il Nucleare, il Circolo “Il Cigno” della LEGAMBIENTE, comunica che sabato 14 maggio 2011 (nel pomeriggio dalle ore 17.00 alle ore 20.00) e Domenica 15 maggio (dalle ore 9.30 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 21.00) si svolgerà l’iniziativa di volontariato ambientale, “UN SI PER DIRE NO - STOP AL NUCLEARE” consistente sostanzialmente in un’azione di sensibilizzazione sui temi referendari, sugli effetti dell’energia nucleare e sui disastri ad essa connessi.
Nell’occasione sarà allestito un banchetto, nei pressi della chiesa Sacra Famiglia in via Don Minzoni, presso cui è prevista la distribuzione di volantini e di materiale informativo del Comitato nazionale del referendum e della Legambiente.
Si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.
Per i dettagli organizzativi
Francesco Raffa 339.1886677

Perché votare sì al referendum sul nucleare

1. Il nucleare è una tecnologia pericolosa

Come dimostrano la tragedia giapponese di Fukushima e il disastro di Cernobyl, non esiste tecnologia che possa escludere il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività.

2. Le centrali rilasciano radioattività nell’ambiente anche nel normale funzionamento

Un impianto nucleare emette radioattività anche senza incidenti. I bambini che abitano vicino alle centrali corrono maggiori rischi di contrarre la leucemia. L’agricoltura e il turismo rischiamo di essere pesantemente penalizzati.

3. Lo smaltimento definitivo delle scorie è un problema irrisolto

Le scorie sono molto pericolose e restano radioattive per decine di migliaia di anni. Non esiste al mondo un deposito definitivo per smaltirle in sicurezza per un periodo così lungo. 

4. Il nucleare è una fonte energetica molto costosa

L’elettricità dall’atomo, considerando anche la dismissione delle centrali e lo smaltimento delle scorie, costa più delle altre fonti di energia. I maggiori costi inevitabilmente verranno scaricati nella bolletta dei cittadini.

5. Il nucleare non riduce le importazioni

Il nucleare produce solo elettricità (pari a solo il 25% dei consumi energetici dell’Italia) e non viene usato per alimentare il settore dei trasporti, produrre calore per l’industria e per gli edifici. Per questo non ridurrà in modo significativo le importazioni delle fonti fossili: infatti in Francia, noto paese nuclearista, il consumo procapite di petrolio è più alto che in Italia.

6. Il nucleare produce pochi posti di lavoro

Una centrale in costruzione produce 3.000 posti di lavoro, che si riducono a 300 nella fase di esercizio. In soli 10 anni la Germania può vantare 350.000 addetti nel settore delle rinnovabili, mentre in Italia al 2020 con le fonti pulite si potrebbero creare almeno 200mila posti di lavoro.

7. Le centrali utilizzano l'uranio, materia prima in via di esaurimento

L’uranio è una materia prima che deve essere importata. È una risorsa limitata, disponibile in natura ancora per qualche decina di anni, come il petrolio e il gas.

8. La legge italiana prevede l’uso dell’esercito per realizzare le centrali

Grazie alla legge approvata nel 2009 il governo italiano può usare l’esercito per imporre al territorio la costruzione delle centrali nucleari, con inevitabili conflitti istituzionali e sociali.

9. L’Agenzia per la sicurezza nucleare è a favore dell’atomo

I membri dell’Agenzia, a partire dal presidente Umberto Veronesi, minimizzano ogni problema del nucleare, dallo smaltimento delle scorie all’insicurezza delle centrali. Sono quindi a favore dell’atomo: un interesse di parte come può garantire la sicurezza dei cittadini?

Tra i paesi  industrializzati, l’Italia è stato il primo ad uscire dall’atomo. Nei prossimi anni ci seguirà la Germania. Perché tornarci?

Legambiente è tra le 60 associazioni che hanno costituito il comitato referendario "Vota SI' per fermare il nucleare" www.fermiamoilnucleare.it

 

venerdì 13 maggio 2011

Il governo ha passato ogni limite

Carlo Smuraglia  Presidente Nazionale dell'ANPI                                           
 
Ancora una volta, da parte di esponenti del Governo, si è oltrepassato  ogni limite, con rinnovati attacchi alla Magistratura, con l'incredibile aggressione verbale nei confronti di una Magistrata della Procura della Repubblica di Milano, con la proposta di ridimensionamento dei poteri del Presidente della Repubblica,  con  correlativo aumento di poteri in favore del Governo, con riferimenti irrispettosi nei confronti della Corte Costituzionale e relative proposte di modifica, insomma con rinnovate ed esasperate manifestazioni di spregio nei confronti delle istituzioni di garanzia. Il tutto accompagnato dalla dimostrazione di una inequivocabile vocazione autoritaria e dall'incredibile proposta di una commissione parlamentare d'inchiesta sull'operato di alcuni settori della magistratura.    Ritengo che  queste dichiarazioni e proposte, assieme ai continui attacchi   alla Costituzione, siano insopportabili per tutti coloro che hanno a cuore  le sorti della democrazia e ritengono che una corretta convivenza civile non possa che fondarsi sul confronto e sul rispetto delle regole, delle istituzioni e delle persone, nonchè su principi intangibili come quello della divisione dei poteri.
Valuteremo  nel prossimo Comitato Nazionale dell'ANPI le iniziative che sarà opportuno adottare affinchè questo Paese smarrito  (nel quale, oltretutto, si plaude ad un imprenditore condannato per la morte atroce di otto lavoratori e si considera la sicurezza del lavoro come un lusso che il Paese non può permettersi) possa tornare ad essere quella democrazia fondata sul lavoro, sull'uguaglianza, sulla dignità che fu sognata dai combattenti per la libertà e realizzata da una Costituzione che, per i principi ed i valori che rappresenta, deve essere cara al cuore ed alla ragione di tutti gli italiani.

Ora nulla sarà più lo stesso

Danilo D'Antonio Monti della Laga Italia  Centrale



Gentile Presidente,

le presento i miei migliori riguardi.

Da semplice cittadino qual io sono, la ringrazio per aver rimarcato il pessimo operato del Governo.

Son qui però pure a ricordare che, parafrasando una profetica visione di Carlo Levi, quello straordinario movimento popolare che si chiamava Resistenza non ha avuto uno sviluppo nei fatti, rinnovando le strutture del Paese, ma è stato subito respinto tra i ricordi storici, ancora oggi essendo rinnegato come attiva realtà  .

E così, a distanza di sei decenni e più dall'avvento della Repubblica, la nostra Funzione Pubblica, la scuola, l'università , la RAI, la Magistratura, ogni Ente Pubblico conserva ancora oggi una concezione, un assetto, una struttura, un piglio del tutto antidemocratici, autoritari, assolutistici, dispotici. 

Signor Presidente, nessuna società può dirsi democratica fintantoché abbia degli assunti a vita nei fondamentali ruoli e poteri della Res Publica. Signor Presidente, piuttosto che perdere tempo con Berlusconi, che tra poco se ne dovrà andare per regolare rinnovo democratico, si renda conto che invece gli STATALI ce li dobbiamo tenere finché campano!!!

Per questo, Signor Presidente, si impegni anche lei a far sì che la Funzione Pubblica diventi democratica:


FUORI GLI STATALI DAI PUBBLICI RUOLI,
DENTRO A ROTAZIONE CITTADINI PREPARATI.


Signor Presidente, ora c'è Internet. Ora noi CITTADINI abbiamo Internet!

ORA NULLA SARA' PIU' LO STESSO. Ora non si potranno più fare i giochi di un tempo.

Decida lei, decidete voi tutti dell'ANPI, se volete essere DAVVERO ANTIFASCISTI o solo per finta, se volete aiutare il Paese a portare a compimento la LIBERAZIONE oppure rimanere dalla parte di una struttura che è rimasta antidemocratica, retrograda, burocratica, gerarchica così come la concepì e la sviluppò il FASCISMO.


64 anni e gli statali stanno ancora tutti lì! Come volle Mussolini!

Questo NON è più tollerabile. Soprattutto per degli ANTIFASCISTI!

E' una vergogna che questo stato di cose sia durato tanto a lungo.



giovedì 12 maggio 2011

Racconti di donne

Fausta Dumano

Blocco notes, giovedi 12 maggio,''MEDEA, LA DONNA, LE SUE LUCI, LE SUE OMBRE'' l' occasione è offerta dalla coraggiosa cooperativa gea,una cooperativa quasi tutta al femminile, che si interessa di donne, minori con disagio, specializzata nel disturbo borderline. La redattrice di aut è nelle vesti di docente, ha accompagnato gli studenti , nel corso della mattina c'è anche la premiazione del concorso''ARMONIE E DISARMONIE'' , la sezione giovanissimi è stata vinta da una studentessa del liceo artistico, GIULIA BRAGALONE. Della serie piccole grandi rivincite, proprio nella struttura che ha disintegrato il polo artistico, viene premiata un' artista. Blocco notes, la redattrice prende diligentemente gli appunti, ma potrebbe dividere il blocco notes in due, questa volta le vincitrici dell' oratoria sono le donne dalla prof alla neuropsichiatra, dalla mamma alla giornalista, i loro interventi sono a braccio,non leggono una fredda relazione, sono travolgenti, cariche di passione, emozionate ed emozionanti, raccontano ad una platea il loro privato.''PAROLE PRIVATE PER ESSER DETTE IN PUBBLICO'' direbbe MOZZI.....la neuropschiatra RITA SCHIARA racconta l' adozione come madre, VERONICA AVRESA di professione mamma si racconta nel suo ruolo di mamma, ma anche di figlia adottiva, la giornalista NICOLETTA SIPOS affronta il tema di ''PERCHE' IO NON POSSO??''''L' inseminazione articiale,la prof FRANCESCA MAURA TIENE UNA LEZIONE A 360 GRADI SU MEDEA E LE ALTRE. Una lezione travolgente, qui la parola femminismo non è un tabù.....medea dall' antichità a PASOLINI, favoloso il passaggio su SIBILLA ALERAMO. I maschietti oggi, ad eccezione del dottore PASCULLI, sono freddi , sciorinano dati interessanti, statistiche,tanto da spingere il desiderio represso del ''vado al bagno''Il fotoreporter della giornata è BRUNO MACCOTTA,che sarà premiato nella sezione visiva adulti.Un corto fuori concorso di una donna, malata dell' animaaffronta il problema del chiusi di ogni dove si soffre......

Professori politicizzati

Giovanni Morsillo

I professori politicizzati devono essere perseguiti. Male, anzi, malissimo! A parte la chiarissima violazione del principio della libertà di insegnamento che non è teorico ma attiene alle libertà del cittadino; a parte ancora il fatto che gli insegnanti vengono selezionati (dopo formazione nelle scuole italiane in potere di rilasciare titoli validi all'esercizio della professione) in concorsi pubblici con tanto di commissioni ministeriali, anche se adesso non vanno più di moda e si procede con una sorta di caporalato sub-regolamentato; a parte che nella valutazione della presunta politicizzazione degli insegnanti non sembrano entrare le convinzioni religiose, ci sembra che questo nuovo colpo di mortaio alla libertà degli italiani prefiguri piuttosto una messa sotto il ricatto dei dirigenti per gli insegnanti scomodi. Come si fa, ad esempio, a stabilire se un insegnante è politicizzato un tanto che basti a sbatterlo fuori dalle patrie aule scolastiche? Ci saranno commissioni che valuteranno con che foga parla del Risorgimento? O si studieranno le sue lezioni sull'Impero romano? E se è un insegnante di matematica, basterà citare Einstein per essere arruolato nei disfattisti, o Odifreddi per meritare il ludibrio? Se poi si insegna Scienze (noi siamo all'antica, chiamiamo le cose in italiano), si potrà dire che l'Uomo discende dalla scimmia (sebbene qualcuno stia velocemente risalendo) oppure sarà indispensabile aggiungere il prologo "Secondo alcune teorie..." e poi dichiarare in fretta che "Ma non si hanno certezze, più definita è l'idea di una creazione divina...". 
Personalmente, ci siamo formati nelle discipline di Storia e di Filosofia (che scriviamo con la maiuscola per profonda riconoscenza e reverenza dovuta) con docenti alternativamente di altissimo e infimo valore, tutti cattolici. E non di sisnistra. Alcuni (quelli alti) davvero stimolanti e di grande capacità nell'appassionare gli studenti alla materia, rispettandone le pur acerbe convinzioni ed aiutandone la ricerca intellettuale, con grande senso della responsabilità di guida (e non di padrone) che l'insegnante deve avere. Altri, (quelli meno dotati), mediocri anche sul piano intellettuale, oltre che culturale e formativo, con scarse doti di sensibilità, ma non pericolosi. Magari un po' perdigiorno, ma non in grado di costringere gli allievi innocenti a forgiarsi un'idea conforme alla linea politica dei professori. In lettere italiane  e latine, esclusa una parentesi di un solo anno, abbiamo avuto il piacere di conoscere un'infinità di insegnanti, alla faccia della continuità, ma sempre tutti stranamente democristiani DOC, che però generalmente non impedivano un lavoro serio, proficuo e culturalmente aperto. Che poi alcuni allievi più zucconi come noi abbiano appreso poco, fa statistica ma non cambia la sostanza. Matematica e scienze le abbiampo affrontate (Liceo Scientifico) con docenti anche qui di volta in volta nuovi, il che ci ha garantito un panorama vasto da vera par condicio. Tuttavia, non ci è mai sembrato che un integrale o una derivata potessero essere di destra o di sinistra. I nostri riferiemnti topografici sono stati sempre e solo le ascisse e le ordinate, che non sono opposte ma perpendicolari. Inoltre, il punto di partenza delle coordinate (che potrebbe idealmente assomigliare al centro) era lo zero, che non ci pare fosse una gran considerazione di sé, se espressa da democristiani...
Dopo tutta questa odissea liceale, quale risultato abbiamo? Che i poveri professori centristi, democristiani, qualche reazionario che non manca mai, hanno prodotto una classe nella quale, su sedici diplomati, otto erano comunisti nelle varie connotazioni (all'epoca c'era Lotta Continua, gli Indiani Metropolitani, Autonomia Operaia, e un sacco di altri ultrarivoluzionari che chiamavano nemici del popolo noi poveri comunisti della FGCI), due o tre democristiani o socialisti, il resto se ne stropicciava allegramente.
Adesso nostro figlio, che frequenta una scuola assai più qualificata della nostra, si trova a confliggere con docenti di Storia, Filosofia, Lettere antiche e moderne, Scienze e Matematica, che vanno dal moderatissimo spirito democratico alla reazione più rozza. Questo non gli ha impedito di maturare una coscienza, acerba e vigorosa, da comunista impegnato e serio.
Forse per opportunismo dovremmo quindi plaudire all'idea normalizzatrice di questi campioni della scemenza che teorizzano madrasse talebane al posto di scuole laiche e democratiche. Ma abbiamo troppo rispetto per i principi, per piegarli alla convenienza, e quindi nonostante tutto sia a favore del nostro sostegno alla richiesta stravagante del governo, noi di fendiamo una scuola dove possano insegnare perfino i comunisti, continuando a celare la speranza che restino in molti i professori conservatori capaci di far nascere coscienze rivoluzionarie, come i nostri a suo tempo hanno fatto.
Saluti.
GM
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Un emendamento che andrà legato alla proposta di legge , sui professori politicizzati, prevede sanzioni anche per i professori tifosi.  Il caso di Lorenzo è sintomatico in . L'alunno frequentando un Liceo Classico di Roma (non citiamo il nome per la privacy) ha un professore di educazione fisica tifosissimo della roma.......ECCO I RISULTATI .