"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Il presidente dell'associazione partigiani Carlo Smuraglia critica la capogruppo Roberta Lombardi: mi chiedo su dove posi la cultura di certi esponenti politici. In merito alle dichiarazioni della neodeputato Roberta Lomabrdi, interviene il presidente dell'Anpi, Associazione nazionale partigiani d'Italia, Carlo Smuraglia: «A proposito delle affermazioni di una esponente del gruppo dei "grillini" in Parlamento, Roberta Lombardi, rilevo ancora una volta che i pregiudizi, come quello del "fascismo buono", sono duri a morire, anche quando confliggono con la realtà storica».
«Sarei curioso di sapere - dice Smuraglia - in che modo e quando il fascismo avrebbe dimostrato un "altissimo senso dello Stato". Sarei curioso di sapere quando sarebbe cominciata le "degenerazione", se prima o dopo gli incendi delle Case del popolo, le aggressioni, le botte e le purghe a chi veniva considerato antifascista, la marcia su Roma, la progettata occupazione del Parlamento, gli omicidi compiuti gi prima che il fascismo salisse al potere; e, magari, se prima o dopo le leggi razziali».
E continua: «Se quella del "fascismo buono" può essere ancora considerata una tesi proponibile - conclude Smuraglia - c'è da chiedersi cosa si insegni nelle scuole e su quali fondamenta riposi la cultura di certi esponenti politici».
Hugo
Chavez ha dato un grande impulso alla causa dell’emancipazione delle classi e
dei popoli oppressi dalle catene del sistema imperialista mondiale!
La
sua vita e la sua opera continuano nella seconda ondata della rivoluzione
proletaria che avanza in tutto il mondo!
Hugo Chavez Frias resterà nella storia e
avrà un posto crescente nel cuore e nella memoria di tutti i popoli del mondo.
Col passare degli anni risalterà sempre più
che l’opera che egli ha compiuto negli anni che è stato alla guida del
Venezuela ha avuto un’importanza storica per tutti i popoli del mondo.
Hugo Chavez ha proiettato dal Venezuela in
tutto il mondo una grande luce di speranza in un momento che per l’umanità era
particolarmente difficile. La Repubblica Popolare Cinese aveva rinunciato al
suo ruolo di base rossa della rivoluzione proletaria mondiale, l’Unione
Sovietica dopo anni di decadenza era crollata, la prima ondata della
rivoluzione proletaria si era esaurita, i movimenti progressisti erano in
difficoltà in tutto il mondo. I gruppi imperialisti europei, americani e
sionisti avevano ripreso a spadroneggiare e proiettavano la loro ombra oscura e
criminale sul mondo intero. Nei paesi imperialisti la rassegnazione e la
disperazione si combinavano con l’evasione dalla realtà e il ricorso alle
droghe a rendere amara la vita di milioni e milioni di sfruttati e oppressi. La
causa delle classi sfruttate e dei popoli oppressi del mondo intero sembrava
senza speranza. La denigrazione del socialismo e del comunismo imperversava.
Francis Fukuyama proclamava la fine della lotta di classe con la vittoria
dell’imperialismo USA. Toni Negri consigliava di evadere dal triste presente
scavandosi nicchie beate.
In questo periodo oscuro della storia
dell’umanità, Hugo Chavez ha acceso una luce di speranza che dal Venezuela si è
sparsa sull’America Latina e sul mondo. Ha levato alta la bandiera della
fiducia che le classi e i popoli oppressi di tutto il mondo devono avere in se
stessi, della fiducia che ad essi appartiene il futuro, che essi possono e
devono cambiare il mondo e fare la storia. Ha fatto soffiare nel mondo un vento
di resistenza, di coraggio, di solidarietà e di lotta. Egli ha combinato
l’amore per il suo paese, il Venezuela, la passione e il lavoro instancabile
per migliorare le condizioni minute della vita di ogni giorno delle masse
popolari del suo paese, con la generosa collaborazione senza frontiere con i
popoli, i paesi e i movimenti che in quale parte del mondo resistevano
all’imperialismo. In un momento difficile, egli ha guidato le masse popolari
del suo paese a impiegare per migliorare le proprie condizioni e per sostenere
la Cuba di Fidel Castro e i movimenti progressisti di un grande numero di
paesi, le risorse che fino allora i ricchi avevano dissipato per i loro lussi e
sprechi o usato per rafforzare il loro potere. Egli ha ampiamente meritato
l’amore e la devozione degli oppressi e degli sfruttati e l’odio irriducibile dei
loro sfruttatori e oppressori. Perché ha assunto un ruolo centrale nella lotta
in cui si decide del futuro dell’umanità.
Consulta
delle associazioni della Città di Frosinone
Cittadinanzattiva-Tribunale
difesa malato
Associazione
Italiana Pazienti Anticoagulati
Nei
giorni scorsi, la stampa locale ha
pubblicato una dichiarazione del dott.
Claudio Berna, direttore della struttura complessa di prevenzione e protezione della ASL, con la quale si porta
a conoscenza che “gli ospedali ciociari
sono dotati di Piano di emergenza e soccorso”.
Si
pretende con ciò di dare una risposta ad una precisa denuncia delle
associazioni sulla assenza di un piano di evacuazione nell’ospedale del capoluogo.
Il
comportamento della ASL appare strano ed anormale anche in questa occasione.
Infatti:
Le
Associazioni con lettera del 18 giugno 2012 indirizzata al Direttore sanitario
chiedevano di essere minuziosamente informati dell’esistenza del Piano di
evacuazione dell’ospedale di F.Spaziani del Capoluogo;
in data 4 luglio 2012 il Direttore
dell’ospedale del Capoluogo comunicava che il Piano di evacuazione era in fase
avanzata di stesura da parte della struttura complessa prevenzione e
protezione;
il
26 luglio la Segreteria
del Direttore Generale comunicava che il Piano di evacuazione sarebbe stato
completato nei minimi dettagli entro il 31 dicembre 2012.
Il
3 dicembre 2012 le Associazioni hanno riproposto il problema del Piano di
evacuazione insieme ad altre tematiche in un incontro con il dott. Narciso
Mostarda (Direttore Socio Sanitario della ASL) incaricato dal Direttore
Generale f.f. di trattare argomenti e questioni che aspettano da tempo di avere
una risposta;
Il
25 gennaio 2013 le Associazioni hanno avuto un altro incontro con il dott. Mostarda,
sempre per trattare anche il Piano di emergenza-evacuazione.
Nel
coso dell’incontro il dott. Mostarda ha chiesto telefonicamente al Dirigente
responsabile l’esistenza di questo documento, riferendoci, seduta stante, che il giorno dopo
ci avrebbe consegnato il documento esistente che, però, non si sapeva se era il
Piano di evacuazione o meno.
Inoltre,
ci ha comunicato che questo documento era stato inviato alla Regione Lazio ma
non si sapeva se era stato approvato.
Per
quanto ci riguarda stiamo ancora aspettando la consegna del documento.
Questo
è quanto dovevamo per ristabilire la verità.
Le
elezioni hanno visto il successo di un vecchio miliardario imbroglione
(Berlusconi) e soprattutto di un comico milionario (Grillo).
Un
“guru” che propone tra le altre cose (in sintonia con il progetto del “guru del
guru”, il padrone milionario Casaleggio) l'abolizione pura e semplice del
sindacato in quanto tale (“roba dell'800”), proprio nel momento della massima
aggressione padronale contro il lavoro e i diritti sindacali. Che a Parma, dove
governa, alza le rette di asili e mense per pagare gli interessi alle banche.
Che rivendica licenziamenti di massa nel pubblico impiego e la riduzione di
tutte le pensioni per ridurre le tasse ai padroni (con l’abolizione dell
‘IRAP).
Perché
tanti giovani, tanti lavoratori, tanti precari, sbagliando clamorosamente,
hanno finito con l'affidarsi a un guru milionario che non ha nulla a che
spartire con i loro interessi? Perché si è sentita priva di riferimenti,
rappresentanza, prospettive, dentro la crisi sociale più drammatica del
dopoguerra.
Per
anni tutti i governi (Prodi, Berlusconi, Monti) hanno colpito i lavoratori per
conto degli industriali e dei banchieri. Tutti i partiti dominanti, di ogni
colore (dal PD al PDL) hanno servito gli interessi dei capitalisti da cui sono
finanziati (basta vedere i loro bilanci) contro i lavoratori, i precari, i
disoccupati.
Ma
soprattutto le sinistre sindacali e politiche che avrebbero dovuto difendere i
lavoratori, li hanno abbandonati a loro stessi. La direzione della
CGIL ha prima concertato coi governi di Centrosinistra le politiche
antioperaie, e poi ha consentito al governo Monti le peggiori misure contro
lavoro e pensioni (pur di coprire il PD di Bersani). Le sinistre cosiddette
“radicali” prima hanno votato (unite) guerre e sacrifici in cambio di ministeri
nei governi di centrosinistra e poi hanno finito col rifugiarsi (divise) sotto
il comando del PD o dei pubblici ministeri (Ingroia), sino a cancellare
l'autonomia delle ragioni del lavoro e la propria stessa riconoscibilità
elettorale.
C'è
da stupirsi se una disperazione sociale, allo sbando, si affida al primo
ciarlatano, magari ottimo comiziante, e pure “simpatico”?
Ricostruire
una rappresentanza indipendente del lavoro, per un'alternativa alla dittatura
degli industriali e delle banche: questa è la vera necessità. Unire lavoratori,
precari, disoccupati in una mobilitazione straordinaria: senza di questo le
condizioni sociali di milioni di lavoratori e di giovani continueranno a
peggiorare. Perché il sistema capitalistico non ha più niente da offrire ma
solo da togliere, chiunque governi (Berlusconi, Monti, Bersani.. o
Grillo-Casaleggio).
Solo
i lavoratori possono costruire, con la propria forza, un'alternativa vera,
imponendo un proprio governo che rovesci il capitale finanziario e riorganizzi
alla radice l'intera società. Senza una lotta per questa prospettiva, i
lavoratori resteranno divisi, senza difese e senza risultati. E nella loro
disperazione inzupperanno il pane, a proprio vantaggio, padroni e truffatori di
ogni specie. Magari comici.
Ricostruire
tra i lavoratori la coscienza dei propri interessi, della propria forza, della
necessità di una soluzione anticapitalista, è la ragione d'essere del Partito
Comunista dei Lavoratori (PCL). E’ solo per questo che ci siamo presentati
alle elezioni, ed è solo per questo che una sia pur modesta avanguardia di
lavoratori e giovani ha sostenuto le nostre liste.
Certo: siamo un piccolo
partito, dentro un maremoto, che nuota contro corrente. Ma siamo l'unico
partito della sinistra che non si è mai compromesso con politiche antioperaie.
L'unico che non si subordina né al PD, né ai magistrati, né ai comici guru. L'unico
che si batte, in ogni lotta, per una prospettiva di governo dei lavoratori e di
rivoluzione sociale: la sola rivoluzione vera per eliminare sfruttamento,
miseria, disoccupazione e corruzione
Il triplice fischio dell’arbitro Pairetto pone
fine alle ostilità. In una uggiosa domenica d ottobre del 1994, la Roma operaia
di Mazzone batte la Samp del profeta del calcio champagne Sven Goran Eriksson. Ci alziamo sollevati dopo
aver assistito ad una partita complicata, dal primo tempo insipido. Una robusta linea difensiva composta da Annoni, Lanna,
Benedetti, e Carboni è efficace ma un centro campo inedito con Aldair trasformato da Mazzone in
regista, affianco dell’arcigno mediano Piacentini, e il principe Giannini in panchina, non riesce ad innescare la sontuosa linea d’attacco
romanista composta da Fonseca e Balbo. I resti della Samp priva di Mancini Platt e
Bertarelli, soprattutto grazie all’abilità
di Vierchowod e Ferri rendono innocua una tatticamente sconclusionata squadra
giallorossa. Lo zero a zero del primo tempo sembra un risultato ovvio. Fortunatamente dopo poco più di dieci minuti
del secondo tempo, il centrale difensivo Aldair, prestato al centro campo, lancia una palla precisa per Fonseca, l’uruguagio
contrastato da Vierchowod cada, la sfera sembra persa, ma da terra con un guizzo improvviso
Fonseca riesce ad allungare per Balbo, finta dell’argentino a disorientare Mannini
e cuoio alle spalle di Zenga per l’uno a zero. Punteggio che rimarrà fino alla fine, nonostante la Samp
si riversi nella metà campo giallorossa, sfiorando il pareggio con Jugovich, e
la Roma si mangi con Fonseca due gol fatti, per chiudere anzitempo i giochi e risparmiare a noi sugli spalti la
sofferenza di arrivare al 90’ con la paura di pareggiare. Sollevati ci godiamo
il primo posto in classifica anche se consapevoli di essere solo alla V
giornata. Scendiamo le scale che dalla Tevere sud ci conducono all’uscita accompagnati dalle note di Grazie Roma. Come
al solito per evitare di rimanere intrappolati nel traffico dell’esodo da
stadio, anziché raggiungere subito la macchina parcheggiata nel piazzale della
Farnesina, decidiamo di aspettare i
calciatori all’uscita dagli spogliatoi.. Raggiungiamo altri tifosi pronti con
penna e taccuino ad intercettare qualche loro beniamino per ottenere il
sospirato autografo. Dal cancello posto affianco all’entrata dei distinti sud,
cominciano ad uscire alla spicciolata i calciatori. Carboni saluta veloce,
Piacentini si ferma a rilasciare autografi, assieme a Cappioli. Passa il pullman della Samp, accolto con indifferenza,
ben più caloroso il saluto al torpedone con i giocatori della Roma che hanno
deciso di rientrare a Trigoria. Aldair e Giannini salutano dai finestrini. Nonostante
la confusione non possiamo fare a meno di notare un ragazzetto sui diciassette anni
che arriva sgasando su una sferragliante vespetta bianca e incurante del fior
di campioni che gli passano davanti sembra restare in attesa di qualcuno, o
qualcuna, supponiamo noi, pensando esclusivamente agli affari suoi . Lo
guardiamo incuriositi dalla sua indifferenza alla confusione che c’è intorno.
Si rianima solo alla vista di un altro ragazzetto che sguscia dal cancello
degli spogliatoi, trattenuto invano da un addetto della Roma che lo apostrofa
dicendo, “non puoi uscire di li, i
calciatori devono rimanere al di qua delle transenne”. “Lassame passà -dice il ragazzino poco più che adolescente -
devo annà co’ l’amico mio, me stà a
aspettà” . Il ragazzo con la vespetta si avvicina e carica il compagno uscito dagli spogliatoi in modo così inconsueto
Quest’ultimo porta sulle spalle la borsa della Roma e stringe una busta di
plastica trasparente da cui si intravede la maglia della Sampdoria, si accomoda
sul sellino della vespetta e corre via con il suo amico. Quel ragazzetto uscito
così freneticamente dagli spogliatoi, con la Sampdoria quella domenica non aveva giocato, era rimasto in panchina affianco a Giannini , ma dopo qualche anno avrebbe vinto uno scudetto con la Roma, sarebbe stato
campione del mondo. Oggi è il
calciatore in attività che ha segnato più gol di tutti in serie A ed è il secondo marcatore di sempre nella
storia del calcio italiano insieme a Nordhal dietro solo al grande Piola. E’ Francesco
Totti. Allora in quel due ottobre 1994, già giocava a pallone, non nel campetto
della parrocchia, ma nell’AS Roma a
fianco di campioni come Giannini, Balbo e Fonseca, aveva già segnato il suo
primo gol in serie A al Foggia nella
gara di esordio, e poi, come se tutto ciò fosse una cosa normale, se ne andava a spasso in vespetta con gli
amici del suo quartiere. Quel ragazzetto è oggi è il capitano delle Roma ed è
entrato nella storia del calcio Italiano e mondiale. Domenica scorsa contro il
Genoa ha segnato il gol n.225, quello che lo ha fatto entrare nella leggenda e
lo incorona come goleador più prolifico dei calciatori ancora in attività.
Personalmente ho avuto la fortuna di vedere direttamente dal campo le sue prodezze
e alcune delle sue reti, ne sono rimasto impressionato. Altri 225 di questi gol capitano!
P.S. Abbiamo poi saputo
che la maglia della Sampdoria che l’allora diciassettenne Totti portava nella
busta, era di Mancini, il quale pur saltando quella partita perché infortunato,
gliel’aveva fatta recapitare sapendo che Francesco allora era un suo ammiratore.
Della serie non possono non far parte il gol n.224 realizzato contro la Juve e il n.225 contro il Genoa
Una legge sul conflitto di interessi, che rende Berlusconi ineleggibile, esiste già. Vittorio Cimiotta, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Margherita Hack, Franca Rame, Barbara Spinelli chiedono al nuovo Parlamento che venga finalmente applicata, e Berlusconi non avrà più nessuna immunità di impunità.
Berlusconi non era e non è eleggibile. Lo stabilisce la legge 361 del 1957, che è stata sistematicamente violata dalla Giunta delle elezioni della Camera dei deputati. Nel 1994 (maggioranza di centro-destra) e nel 1996 (maggioranza di centro-sinistra, primo governo Prodi), un comitato animato da Vittorio Cimiotta (“Giustizia e libertà”) e composto da Roberto Borrello, Giuseppe Bozzi, Paolo Flores d’Arcais, Alessandro Galante Garrone, Ettore Gallo, Antonio Giolitti, Paolo Sylos Labini, Vito Laterza, Enzo Marzo, Alessandro Pizzorusso, Aldo Visalberghi, e sostenuto da una campagna stampa del settimanale “l’Espresso”, organizza i ricorsi dei cittadini elettori, ricorsi che vengono respinti dalla Giunta delle elezioni della Camera (con l’unico voto in dissenso dell’on. Luigi Saraceni, che il centro-sinistra non confermerà nella Giunta del 1996) con la motivazione che l’articolo 10 comma 1 della legge dichiara in effetti che non sono eleggibili “coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica”, ma che “l’inciso ‘in proprio’ doveva intendersi ‘in nome proprio’, e quindi non applicabile all’on. Berlusconi, atteso che questi non era titolare di concessioni televisive in nome proprio”.
Palese interpretazione da azzeccagarbugli, poiché come scrisse il presidente emerito della Corte Costituzionale Ettore Gallo “ciò che conta è la concreta effettiva presenza dell’interesse privato e personale nei rapporti con lo Stato”.
Tanto è vero che la “legge Mammì” del 6 agosto 1990, n° 223 sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato stabiliva all’art. 12 il “Registro nazionale delle imprese radiotelevisive” e all’art. 17 comma 2 precisava che “qualora i concessionari privati siano costituiti in forma di società per azioni ecc. … la maggioranza delle azioni aventi diritto di voto e delle quote devono essere intestate a persone fisiche, o a società ecc. … purché siano comunque individuabili le persone fisiche che detengono o controllano le azioni aventi diritto al voto”.
MicroMega decide perciò di riprendere quella battaglia di legalità ormai ventennale attraverso due iniziative: un appello di un gruppo di personalità della società civile, sui cui raccogliere on line le adesioni di tutti i cittadini (con l’obiettivo di migliaia e migliaia di firme), e il fac-simile del ricorso, che potrà essere attivato da ogni elettore del collegio senatoriale per il quale opterà Berlusconi. Nell’ultimo giorno valido (20 giorni a partire dalla proclamazione degli eletti), MicroMega organizzerà la consegna di massa dei ricorsi alla Presidenza e alla Giunta delle elezioni del Senato.
Vittorio Cimiotta, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Margherita Hack, Franca Rame, Barbara Spinelli
(con firma autenticata presso notaio o ufficio del Comune) da parte dei cittadini elettori della Circoscrizione del Senato per la quale avrà optato Berlusconi
Al Presidente del Senato della Repubblica Al Presidente della Giunta delle elezioni del Senato della Repubblica
Oggetto: ineleggibilità di un neo-eletto al Senato della Repubblica
Il sottoscritto ***** *******, nato a ***** (prov. di *****) il */**/**** e residente a *******, via ************ n.**
premesso
che sono iscritto alla lista elettorale della Circoscrizione ********
premesso
che alle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013 in detto Collegio risulta eletto Senatore il signor Berlusconi Silvio
tenuto conto che
il signor Berlusconi Silvio è il referente economico di una società concessionaria di frequenze televisive e che pertanto si trovava e si trova in condizioni di ineleggibilità al Parlamento italiano secondo l’articolo 10, comma 1, numero 1 del DPR 30/3/1957 n°361
chiedo che sia dichiarata l’ineleggibilità del signor Berlusconi Silvio da membro del Senato della Repubblica e la conseguente decadenza dal mandato.
A pioggia, er pioggione, er nubbifraggio, la nebbia, la neve, la
tormenta, se le semo fatte tutte.
Oste, portace nantra piaga, che noi se la giocamo.
Daje, contro ogni avversità, contro ogni microclima leghista,
contro ogni tereno rizzollato, noi semo la Roma de Aurelio cinica e sorniona,
noi famo contro tutto e tutti anacapito, noi nciavemo paura de nessuno ammerde!
Ok, meno.
De quarcuno ce dovremmo sempre avè paura, sta cosa nse la
dovremmo scordà mai.
Se c’è uno che non ha mai segnato in Serie A, non è perchè non
c’ha avuto occasione, è che stava a aspettà a noi.
Cioè li sbajano proprio apposta tutti quelli prima, capito come?
Nce ponno esse artre spiegazioni dai.
Poi ariva er giorno che Livaja guarda caso non sbaja. Alle volte
il caso eh. Sto cazzo de caso.
Tra l’altro noi diciamo NO! e aggiungiamo un sonoro ABBASTA ai
tiri sbajati dall’artri che diventano assist pe artri artri. E prima a Parma, e
poi ar derby, e mo questo. Abbasta, veramente.
E niente, manco er tempo de capì se sta partita continua o no
che già tocca ripialla.
Ma è facile riprende quarcosa quando sai individuà pe fiuto,
esperienza e determinazione, ndo stanno i manici de quer quarcosa. Soprattutto
er fiuto è importante, se i manici so de na busta a sto pubblico ormai ben
nota.
Too ricordi Marquinho? Quello che tirava le buste de piscio?
Quello che ogni tanto ce segnava però co le buste?
Dai oh, Marquinho, già fu Aquistinho, poi fu Riscattinho, poi fu
quello debole tra i due cor nome che iniziava pe “Marquinh”, poi ancora fu
ghettizzato, fu sputatore de Catania, fu Quasiargremio. Eh lui. Lui decide de
iscrivese ar club dei Baciati da Aurelio, se scrolla de dosso neve e negatività
e piazza na busta de miele sur palo lontano sulla quale nce stanno Consigli che
se possano riceve. Poi riceve solo er gò.
Unauno.
Se vede che sta squadra mo sa reagì!
Se vede che so uniti sti ragazzi!
Se vede che c’è come un senso nella disposizione!
No aspè, nse vede un cazzo.
Ma no pe colpa nostra, è che proprio nse vede gnente.
Labbuferadeneve.
Cominciano i pronostici da divano.
“Mo la ferma” - “Me sa che nsariva a fine primo tempo” - “Sta
partita non ricomincia” - “Provano a ricomincià ma poi se fermano ar secondo”
so le posizioni che se confrontano in un vivace talk all’interno
del quale la costante è comunque garantita da un fantasioso turpiloquio. Perchè
gne va a a nessuno de tornà a Bergamo pe finì sta partita. Perchè gnaa famo più
a lascià le partite in sospeso. Epperò nce va manco de giocà sula fanga che
penalizza er gioco de chi etc etc
Quindi? Che se fa?
Se segna!
Er Malincosniaco, che già da mezzora s’è caricato sule spalle (e
quando ha finito lo spazio sule spalle ha aperto l’ingresso der prestigioso
loft “Capoccia”) la squadra ssorica co la majassorica fracica de neve e sudore,
decide de fa la magia.
Che già er tiro de suo sarebbe quasi magia e farebbe de lui un
novello Johnny, ma poi batte quela punizione così bene e NON FALLO VEDE’ A
NESSUNO, quella è magia!
La bariera nun vede, figurate er portiere, figurate noi a casa.
Noi strillamo quando s’accorgemo che Consigli sta a bestemmià e
quando vediamo Miraletto che se sbraccia e sentiamo un urlo che dal campo buca
i microfoni
“COMESEFOSSIQUIOVUNQUESEIINSIEMEEEEEEEEEE”
L’arbitro, con un giusto rispetto per il bello, dopo sta
punizione decide che quer pallone va conservato ner celebre Museo Del
Contagiri, e chiede che venga sostituito cor primo che se trova, pazienza se è
de nantro colore.
Ma stai a vede che squadretta?
Stai a vede che reazione?
Ah no, giusto, nse vede ncazzo.
Però stai a intuì? Stai a percepì? Dai, se percepisce. Traspare
che Osvardone se sta a fa un ciuffo così pure se nse vede tanto, che ar Lucido
gne poi chiede de fa un passaggio dritto ma che quanno c’è da sbullonà palloni
a centrocampo quanto cazzo macina, che ar Kierika invece je poi chiede sia de
spigne che de coprì, basta che gne chiedi niente sulla situazione tricologica,
che co sta neve sciorta l’immagine è davero impietosa.
Sai che artro c’è de impietoso? Quella legge de cui se parlava
prima. Che c’ha na postilla. Se quarcuno non ha mai segnato in serie A, er
primo ce lo deve fa a noi E IN PIU’ se s’è divertito, se ce s’è trovato bene a
fa er primo, je verrà offerta comunque la chance de fanne subito nantro.
Noi famo felice nsacco de gente. Semo na cazzo de Onlus.
E se è vero che laggente siamo noi e il potere ci temono e
ognuno vale uno, oggi nelo specifico laggente è Livaja, e quindi arifamo felice
lui, che bravo è pure bravo, er gò bello è pure bello, e quindi se stamo zitti
e se lo piamo, e più che a noi forse je rode solo all’interisti, che vedono er
Mostro Der Mercato In Uscita che se ripresenta a bussà alla loro porta pe
l’ennesima volta dai tempi de Roberto Carlos.
Evabbè, annamo a cambiasse ste majette.
L’intervallo ha l’incertezza de quando nsai se ricominci.
Envece in quei rari momenti de collegamento tra no spot della
FORMULAUNO CHE MO COMINCIA SU SKY e no spot della FORMULAUNO CHE SE LA SO
COMPRATA LORO E QUINDI MO CE LO DEVONO DIRE STRILLANDO OGNI DUE CAZZO DI MINUTI
se intuisce che ha mpo smorzato de nevicà e che stanno a sistemà er campo. Daje
che se gioca.
Er campo è bianco ma la palla score, ma anche se er gioco palla
a tera caratteristico nostro etc etc non è troppo penalizzato dar campo, oggi
Ladolescente nce pia più de tanto. Forse se la smettiamo co sta cosa delle
maniche mozze abbinate coi guanti de pile, eh? O sai chi faceva così? Jose
Angel da Twitter faceva così. Too ricordi @joseangel? Ecco allora, visto che tu
sei bravo e non stai qua a fa l’Erasmus come lui, mo ormai sta partita è ita,
però alla prossima o manica corta e fai er gaggio o manica lunga e guantino.
So consigli de buon senso, non è che ce vole tanto. Ma quando in
campo manca buon senso c’è solo un omo ar quale te poi rivolge: zio.
Zio Perotta imbocca cor suo carico de calabromanchesteriana
concretezza ar posto de nesausto Riscattinho e, mai pago, mai domo, mai pak, pe
nattimo ricorda er Pek quando mette na scavarchella a centro area che levate
proprio, na palletta precisa a suggerì quarcosa pe quarcuno che non coje, ma
lui intanto aveva suggerito.
Ma lo spirito dello scavarchismo rimane lì aleggiante e
inespresso a ricordare l’antica profezia che laddove si aveva da scavarcare si
deve che da scavarcare.
Er Lucido skukkiaia, la Kierika se karika, la fisika se korika,
la logika se sbriciola, la rete se riempie.
Gò de Torosidis, e a chi je strilla “A Kierika! Nce volevi tirà,
t’è uscito a culo!” quello je risponne: “Aò, ki non risika non rosika!” perchè
lui c'ha provato, perchè lui la neve la sente prima dell'artri.
Stamo sopra! E sto gò s’è pure visto! Tutte a noi le fortune aò!
E mo volemo er ber gioco? NO!E mo volemo continuà la nostra
proposta tecnico-tattica? T’HO DETTO DE NO!E mo volemo restà imperterriti
granitici nelle nostre convinzioni? AO HAI CACATERCA’,TE DICO DE NO!
E allora daje tutta coi pormoni, daje co le scarpe quadrate,
daje co la legna, daje co Sturmentruppen, daje pure co Taccidis che oggi è la
giornata der Greek Pride e torna bono pure lui, daje co Zio Perotta
centravanti, nce frega gnente de gnente, oggi o tornamo co tre punti o non
tornamo.
E alla fine basta poco pe tornà co tre punti. Gli orobici se
infrangono, i minuti finiscono, l’arbitri fischieno, noi se mbriacamo de
abbracci divanati, ma chi sii ricordava più sei punti de seguito.
Amo vinto, amo vinto in trasferta, amo vinto in trasferta senza
i Capitani, amo vinto in trasferta senza i Capitani in rimonta.