Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 19 giugno 2013

Brasile Si estende la protesta di massa

di Fabiana Stefanoni
Le strade di molte città del Brasile sono in queste ore invase da decine di migliaia di manifestanti - in gran parte giovani studenti o lavoratori precari - che si battono contro l'aumento delle tariffe del trasporto pubblico, ma anche per rivendicare un futuro diverso di quello che il capitalismo offre loro. Una mobilitazione che si è unita alle proteste contro il governo di Dilma Rousseff (il governo del Pt di Lula) per le spese faraoniche per l'organizzazione dei Mondiali di calcio del 2014: mentre il governo privatizza la sanità e chiude gli ospedali pubblici (con larga parte della popolazione brasiliana che non ha copertura sanitaria), mentre vengono tagliati i finanziamenti all'istruzione pubblica, Dilma investe miliardi per un evento sportivo.
La repressione brutale...
Le mobilitazioni sono iniziate la prima settimana di giugno. Il 10 e l'11 giugno, prima a Rio de Janeiro e poi a San Paolo, sono scese in piazza migliaia di studenti e giovani lavoratori per protestare contro l'aumento delle tariffe del trasporto urbano. Importanti risultati immediati sono stati ottenuti con la lotta fin dall'inizio: a Porto Alegre, Natal e Goiânia le proteste sono riuscite a bloccare il rincaro delle tariffe.
La repressione è stata da subito brutale: a Rio la polizia ha arrestato 31 persone, a San Paolo sono state utilizzate le forze di polizia speciali che hanno sparato lacrimogeni e pallottole di plastica ad altezza d'uomo dando dato vita a una vera e propria caccia all'uomo nel cuore della metropoli. Anche qui sono state arrestate circa 20 persone.
Il governatore dello Stato di San Paolo (Alckmin, del PsdB, partito di destra) ha elogiato la repressione e ha bollato i giovani come "vandali" e "rivoltosi". Non diverse sono state le reazioni di esponenti del Pt di Dilma e Lula, che hanno appoggiato la repressione (come il sindaco di San Paolo, Fernando Haddad, esponente del Pt, che ha ringraziato la polizia). Il ministro della giustizia del governo Dilma, Eduardo Cardoso, ha dichiarato alla stampa di aver ordinato alla polizia federale di reprimere le proteste. Gli organi di informazione borghesi hanno avviato una campagna contro i giovani manifestanti, riprendendo gli epiteti del governatore Alckmin: "sono dei vandali".
...ma la protesta non si ferma e cresce!
La repressione ha avuto come unico effetto quello di fomentare la protesta. Ai giovani studenti si sono uniti importanti settori popolari e sindacali: in primo luogo la Csp-Conlutas, la più grande confederazione sindacale di classe dell'America Latina (3 milioni di aderenti), promotrice della Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta nata a Parigi la scorsa primavera. Anel, il sindacato studentesco che aderisce alla Csp-Conlutas (e che ha da poco celebrato il suo III congresso, con la partecipazione di migliaia di studenti: si veda l'articolo pubblicato sul numero in uscita di Progetto comunista), è alla testa delle proteste studentesche.
Il sostegno dei lavoratori e di settori popolari e di lotta ha rafforzato la protesta: dopo giorni di mobilitazioni continue, il 17 giugno sono scesi in piazza 100 mila persone a Rio de Janeiro, 65 mila a San Paolo, 50 mila a Belo Horizonte, 20 mila a Porto Alegre, 15 mila a Belem, 10 mila a Brasilia e così in decine di città del Brasile. A Brasilia centinaia di studenti e giovani lavoratori sono riusciti a sfondare il cordone della polizia e a occupare il tetto del Parlamento al grido di "il parlamento è nostro" e "facciamo come in Turchia!". Mentre scriviamo, la protesta non si ferma e si estende a macchia d'olio: non si vedevano in Brasile manifestazioni così imponenti da oltre vent'anni.
Il Pstu in prima fila nelle proteste
Il Pstu (la sezione brasiliana della Lega Internazionale dei Lavoratori-Quarta internazionale, di cui il Pdac è sezione italiana) è in prima fila nelle proteste. Per le strade di tutte le città del Brasile nei cortei oceanici sventolano le bandiere rosse dei nostri compagni brasiliani. Non solo: i militanti del Pstu hanno reso possibile l'unificazione delle proteste studentesche con settori importanti della classe lavoratrice e dei movimenti di protesta popolare. Molti settori studenteschi che stanno dirigendo le manifestazioni di questi giorni hanno tra i loro dirigenti militanti del Pstu.
Il Pstu è un partito radicato, d'avanguardia e con influenza di massa, che dirige importanti settori della classe operaia brasiliana: da quando è nato, nel 1972, ha guadagnato progressivamente un'influenza crescente, costruendosi come partito di militanti, sulla base del proprio programma rivoluzionario, trotskista, e mantenendo sempre una posizione di ferma opposizione di classe ai governi di fronte popolare di Lula e Dilma: governi che hanno favorito investimenti di capitale straniero (si pensi alla Fiat) in cambio della progressiva dismissione di diritti sindacali. Anche grazie a una politica di concessioni caritatevoli agli ampi settori di sottoproletariato presenti in Brasile (si calcola che siano più di 12 milioni gli abitanti delle favelas) tramite la cosiddetta "Bolsa família" (una sorta di assegno caritatevole elargito alle famiglie più povere), i governi di fronte popolare sono riusciti a mantenere il controllo delle masse: un controllo che ora, per la prima volta, comincia seriamente a vacillare. Lo stesso tanto decantato "miracolo" dell'economia brasiliana (che tanto ha entusiasmato da sempre anche la sinistra governista nostrana) si sta progressivamente sgretolando: le contraddizioni di un'economia dipendente dagli investimenti delle multinazionali stanno esplodendo.
Oggi in queste imponenti proteste di massa svolgono dunque un ruolo fondamentale i compagni del Pstu del Brasile, che in questi anni di relativa pace sociale hanno costruito un'influenza sui settori di avanguardia della classe operaia e delle lotte popolari (si pensi al ruolo di direzione svolto nella celebre ribellione della favela di Pinherinho lo scorso anno; o alla presenza massiccia tra gli operai della General Motors).
Unità internazionale delle lotte!
Gli slogan che gridano i giovani per le strade delle città brasiliane sono slogan internazionalisti: "Facciamo come in Grecia! Facciamo come in Turchia! Riprendiamoci il futuro!". E particolarmente importante è il fatto che i militanti di Red (la sezione turca della Lit-Quarta Internazionale) in Turchia stanno diffondendo comunicati di solidarietà alla lotta in Brasile e al Pstu: un esempio di solidarietà internazionale che dimostra l'importanza di costruire e rafforza un'organizzazione politica su scala internazionale per dirigere e unificare le lotte contro il sistema capitalistico e l'imperialismo. E' il compito che si pongono i compagni del Pstu in Brasile, i compagni di Red in Turchia, i compagni del Pdac in Italia, insieme a decine di altri partiti in Europa e nel mondo che aderiscono alla Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale.

martedì 18 giugno 2013

In memoria di Massimo Urbani.

Luciano Granieri



Roma esterno notte.  Da piazza Venezia a due passi da Via Giulia non ci vuole molto anche a piedi. L’inverno romano non è mai troppo rigido ed è sempre piacevole camminare anche se a passo svelto .  In  L.go dei Fiorentini c’è il Music Inn, lo storico jazz club romano. Spesso le mie  serate di studentello squattrinato  finivano li ad aspettare una performance di Enrico Pierannunzi, o di Roberto Gatto, ma anche di Chet che spesso passava di là  e ci regalava delle notti indimenticabili. L’ambiente del jazz romano, ma anche italiano e mondiale,  ha animato la mia vita di giovanetto scapestrato, batterista in erba, rimasto in erba, affascinato dalle gesta di Elvin Jones,  Tony Williams, Jack De Johnette e di  grandi batteristi italiani che ho avuto l’onore di apprezzare dal vivo come Roberto Gatto, Giampaolo Ascolese.  Ma quando entrava lui il nebbioso ambiente invernale rimaneva fuori dalla grotta di Largo Fiorentini che rifulgeva del sacro fuoco della trans improvvisativa di un alto sassofonista assolutamente fuori dal comune.  Un po’ Parker, un po’ Coltrane, un po’ Ayler , ma tanto, tanto Massimo Urbani.  Ogni volta ascoltare Massimo era un crogiuolo di sensazioni. Passava dal lirismo e la leggerezza nell’esecuzione di un standard,  al fraseggio frenetico e velocissimo  di improvvisazioni free sempre con il suo linguaggio originale. Massimo ha concesso a molti jazzisti  italiani europei e mondiali il privilegio di dialogare con la sua straordinaria tecnica. Una tecnica che derivava da un grande intuito armonico. Un solo altro sassofonista era in grado di ascoltare un’armonia, capirne le potenzialità melodiche e svilupparle nel giro di pochi minuti. Era Charlie Parker.  Il  figlio del popolo Massimo Urbani era capace di improvvisare  con Freddie Hubbard , Jack De Johnette nei più grandi jazz festival  ,ma anche di suonare  per gli abitanti di Primavalle esibendosi in un prato vicino alla sezione del Partito Comunsita.  Prodotto di una Roma proletaria , nato nel quartiere Trionfale, figlio di un bidello, Massimo fu il sassofonista preferito    degli Area di Demetrio Stratos,  ha messo il suo talento e la sua creatività, per anni al servizio di musicisti e appassionati  di tutto il mondo. La sua via, fatta di inquietudini , e travagli interni, in continua alternanza fra depressione ed esuberanza, purtroppo era  minata da una grave tossicodipendenza .  Nella notte fra il 23 e 24 giugno del 1993 a soli 36 anni (era nato nel 1957) fu stroncato da  un collasso cardiocircolatorio. A venti anni dalla sua morte Aut lo ricorda con un bellissimo documentario dal titolo emblematico "Massimo Urbani nella fabbrica abandonata"  di Paolo Colangeli girato per Jazz from  Italy. Ciao Massimo ancora ci manchi
Good Vibrations







ADF Aeroporto: atto nullo.

fonte: http://www.francescodeangelis.net/

 il deputato europeo Francesco De Angelis e la Senatrice Maria Spilabotte incontrano il Prefetto. “Via tutti gli enti inutili”



Si è svolto questa mattina, lunedì 17 Giugno, presso la Prefettura di Frosinone, l’incontro richiesto dalla Senatrice Maria Spilabotte per discutere del problema di carattere normativo relativo alla nomina a presidente della società ADF Aeroporto di Frosinone e dell’inopportunità della persistenza di tale società. Il Prefetto Eugenio Soldà ha convocato, oltre al Commissario provinciale Patrizi, anche i due sub commissari prefettizi il Vice Prefetto Francesco Cappelli e la dott.ssa Anna Mancini, il deputato Nazzareno Pilozzi e l’eurodeputato Francesco De Angelis che aveva sollevato delle contestazioni in merito all’atto. Tutti i presenti hanno concordato sulla nullità dell’atto ed il Commissario Patrizi ha spiegato che non era a conoscenza del decreto legislativo n. 39 dell’8 aprile 2013 in vigore solo dal 6 Maggio scorso. Al termine dell’incontro, la Senatrice Spilabotte ha commentato: “Tutti hanno convenuto sulla nullità dell’atto, mentre noi abbiamo ribadito anche l’inopportunità di tale provvedimento, soprattutto alla luce delle bocciature del progetto dell’aeroporto da parte degli organismi competenti, come anche Patrizi ha ammesso. Bisogna rivedere il ruolo di queste società e di questi enti intermedi alla luce di una revisione della spesa: dove è possibile le società devono essere sciolte, nei casi in cui questa strada non fosse praticabile siano i Commissari stessi ad assumerne la Presidenza, per non gravare ulteriormente sulla spesa pubblica”. Il deputato europeo Francesco De Angelis ha sottolineato: ““Tutti abbiamo convenuto che questa fase commissariale provinciale non venga caratterizzata politicamente ma sia una fase di traghettamento, in attesa di conoscere il destino delle province. Il tema dei costi della politica è prioritario: il lavoro dei Commissari sia finalizzato alla riduzione degli sprechi, con lo scioglimento di tutti gli enti inutili: in quest’ottica abbiamo chiesto al prefetto di sciogliere sia la società Aeroporto che quella dell’Interporto in quanto non hanno più ragione di esistere. Siamo soddisfatti, perché il Commissario Patrizi ha condiviso e raccolto questa giusta e sacrosanta richiesta. Inoltre è molto positivo il fatto annunciato proprio dal Commissario Patrizi di voler istituire un calendario periodico di incontri con gli eletti per instaurare una forma di collaborazione fattiva”.

Gli esponenti del PD De Angelis e Spilabotte, nel corso dell’incontro, hanno colto l’occasione per evidenziare le problematiche dei lavoratori dell’Agenzia di Formazione e della Multiservizi, coinvolgendo direttamente il prefetto ed i due sub commissari; il commissario Patrizi si è detto disponibile a valutare soluzioni che possano salvaguardare i livelli occupazionali e per farlo provvederà a non rinnovare l’esternalizzazione dei servizi in modo da valorizzare le risorse umane interne.

La disoccupazione al centro della “crisi”


Il lavoro al centro dello sviluppo è una iniziativa nazionale di 3 giorni organizzata dalla Fondazione Studi
Consulenti del Lavoro e dal Consiglio Nazionale dell’Ordine  e si svolge presso la Fonte Anticolana Fiuggi il 20-21-22 giugno 2013




























I lavoratori della Videocon e quelli della Frosinone Multiservizi accoglieranno con baci e abbracci questo nuovo mirabile governo che ha un occhio di riguardo agli operai, ai lavoratori dei servizi, ai disoccupati, a coloro che percepiscono redditi da fame, ai pensionati. Un Governo che pensa al futuro, dopo aver inquinato e devastato il territorio, ridotto i servizi, tagliato i posti di lavoro ora nega anche il reddito della CIG a lavoratori che da anni sono in attesa del reinserimento nel mondo del lavoro dopo che si è permesso il saccheggio e il depauperamento delle risorse.
Il 20 giugno ’13 dalle ore 10 dalla Fonte di Bonifacio alle 10 partirà un corteo fino alla Fonte Anticolana dove i lavoratori chiedono un incontro ai rappresentanti del governo volto alla rappresentazione della gravissima situazione locale. Saranno accolti D’Alia e Zanonato (Ministri) – Damiano (presidente Commissione Lavoro Camera) – Santelli (sottosegretario al lavoro) – Brunetta (parlamentare)



Dal loro “decreto del fare” alla nostra “POLITICA DEL FARE”
17/06/2013
Il cosiddetto “decreto del fare” del governo Letta si sta rivelando per quello che è in realtà: un miscuglio di briciole sparse qua e la e una serie di provvedimenti che non hanno alcun valore economico in termini di sviluppo o di risanamento.
Se sono queste le misure che il governo Napolitano/Letta/Berlusconi/Epifani ha studiato per rilanciare l’economia, siamo certi che i risultati saranno praticamente pari a zero.
Gli unici ad essere contenti saranno sicuramente i possessori di barche ai quali verranno ridotte le tasse, ma sicuramente questo provvedimento non avrà grandi riflessi sulle sorti del paese.
Il signor Letta non vuole riconoscere apertamente che il suo spazio di manovra e quello del governo che guida sono limitati da quanto stabilito dalla Comunità europea, dalla BCE e da tutte quelle istituzioni pubbliche e private che si stanno mangiando le ricchezze e le risorse dell’intero pianeta.
Bisogna essere chiari sino in fondo: o si sfondano quei parametri dettati da accordi comunitari e tra stati che stanno comprimendo le economie di gran parte dei paesi europei, si supera il vincolo del debito rivendicando l’autonomia e la sovranità dei singoli stati e si avvia una politica economica di sviluppo attraverso il ruolo prioritario e trainante dello stato, oppure qualsiasi “decreto del fare” si trasformerà in carta straccia.
Carta straccia e fumo per nascondere le vere manovre economiche e finanziarie che mentre la crisi si fa sempre più feroce per milioni di famiglie, stanno disegnando nuovamente una enorme ridistribuzione di risorse e di ricchezza dai più poveri ai più ricchi.
Il rilancio dell’economia, su basi diverse e più solide di quelle attuali, si costruisce soltanto attraverso un rinnovato ruolo dello stato che dovrebbe intervenire direttamente nell’economia reale e non salvando banche e regalando soldi alle industrie che nella maggioranza dei casi non li investono ma li “trasformano” in rendite finanziarie.
Un intervento massiccio e calibrato su settori che possano realmente rilanciare l’economia attraverso politiche ambientali e di risanamento e messa in sicurezza del territorio, di sviluppo del turismo, dei beni culturali, della valorizzazione dei beni comuni, del rilancio della ricerca e della scuola pubblica, della lotta all’abusivismo e all’evasione ecc.
Un intervento che però deve comprendere anche azioni di carattere industriale, utilizzando anche lo strumento della nazionalizzazione per garantire il mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali e l’intervento economico diretto in aziende e settori strategici.
Questi sono obiettivi concreti e realizzabili, sono strumenti attraverso i quali si ricostruisce un sistema industriale, turistico, alimentare, culturale forte e compatibile con il nostro territorio e le nostre esigenze occupazionali e di lotta alle disuguaglianza e all’enorme squilibrio esistente tra chi ha tutto e chi non ha più nulla.
Tutto il resto sono chiacchiere e inutili imbellettamenti di una situazione che sta portando l’intero paese allo sfascio e milioni di donne e uomini alla povertà, in nome di un’Europa che è guidata esclusivamente dalla BCE e dalla finanza internazionale, in nome di un “dio mercato” che ha mutato culturalmente, prima ancora che economicamente, la testa e le abitudini di centinaia di milioni di abitanti di questo pianeta.
E allora è necessario che siano le lavoratrici ed i lavoratori, i disoccupati, gli studenti e i pensionati a cominciare a praticare la “POLITICA DEL FARE”, del fare conflitto sociale!

lunedì 17 giugno 2013

Il risultato degli infausti...miracoli

Luciano Granieri, foto inviata da Anna Rosa Frate


La lettera di licenziamento


































Ecco il risultato di un miracolo alla "BEATA QUARTINA"   compiuto dal Sindaco Ottaviani. La sparizione di 150 posti di lavoro. A dire il vero il miracolo si è materializzato  anche grazie alle giunte precedenti di centro sinistra del comune di Frosinone, della Provincia guidata da Iannarilli, del Comune di Alatri , che rimpinzando l'organico della Multiservizi di dirigenti strapagati, dalla dubbia se non nulla  utilità, hanno portato al fallimento una società per  cui il lavoro era assicurato . Fra  Alatri, Frosinone e l'intera provincia, infatti, non sono mai mancati  una strada da riparare, un giardino pubblico da curare, un cimitero da manutenere, dei bambini da accompagnare a scuola . Poi il miracolo finale alla "Beata Quartina" del sindaco Ottaviani, che non ha voluto sentire ragioni e ha affidato a ditte private l'erogazione dei servizi che i lavoratori Multiservizi, quelli che lavoravano, non i raccomandati, avevano sempre assicurato alla comunità . Ottaviani  non ha accettato le proposte della nuova giunta regionale guidata da Zingaretti per salvare i lavoratori. Proposte cui erano favorevoli sia il commissario Provinciale Patrizi che il sindaco di Alatri Morini, azionisti pubblici inseme al comune di Frosinone. Ed ecco compiersi il miracolo della sparizione del lavoro  che porta 150 famiglie alla disperazione della disoccupazione. Sia fatta la volontà della " BEATA QUARTINA"

I miracoli del sindaco Ottaviani.

Luciano Granieri





Progetto della Torre della Pace
Ma veramente!!!!  Non sarà che il sindaco Ottaviani  anziché fare i miracoli, porta iella? Alla festa dei santi patroni dell’anno scorso, invitò a cantare Max Gazzè.  Il giorno del concerto un nubifragio travolse Frosinone costringendo gli organizzatori ad annullare il concerto. Promise  poi ai lavoratori della Multiservizi  che  ci avrebbe pensato   lui,  con l’aiuto del fido collaboratore  Piacentini,  a salvarli  dal licenziamento, altro che le promesse della giunta precedente. Oggi ai lavoratori della Multiservizi stanno arrivando le lettere di licenziamento.  Questo inverno fece chiudere  le scuole in vista di una nevicata eccezionale che avrebbe investito il Capoluogo. Il giorno della chiusura decisa dal sindaco non nevicò, in compenso la coltre bianca scese copiosa nella giornata successiva quando Ottaviani fece riaprire le scuole. Quando l’ascensore inclinato si bloccò il sindaco prontamente disse:” non ci sono i soldi, ma faremo ripartire l’ascensore in poco tempo. Da quel momento l’ascensore è rimasto quasi sempre fermo al palo flagellato da continui guasti.  La settimana scorsa si è verificato l’ennesimo incidente dell’impianto con la cabina che ha travolto le barriere del fermo corsa e con un gran botto è finita sulla sede stradale.  Che dire poi della decisione di accedere ai fondi stanziati da governo Monti per finanziare opere urbanistiche di rilievo. Appena fatta la richiesta è crollato miseramente il viadotto Biondi. Non solo, qualche settimana dopo che il sindaco, a proposito del cappuccio di cemento posto sulla frana,  aveva sostenuto    che l’intervento avrebbe bloccato il fenomeno franoso, questo è ripreso come e più di prima crepando la sfoglia di cemento che doveva fermare i crolli. E poi…. Il Frosinone è rimasto in serie C,  il Latina è stato promosso in B ( nessun sindaco di Frosinone ha mai dovuto subire l’onta di vedere i dirimpettai bufalari arrivare in serie B, altro miracolo di Ottaviani),  la Roma ha  perso il derby di coppa  Italia con la Lazio, la Lazio ha vinto la coppa Italia con la Roma…. E se non so’  disgrazie queste?  Lo so il calcio non c’entra, ma se fossi  con i facchini che dovranno trasportare la torre della pace durante la prossima festa patronale,  farei i debiti scongiuri, mi consumerei i coglioni a furia di grattare!!!!

domenica 16 giugno 2013

Ross-@: indietro non si torna

A cura di Luciano Garanieri. Contributi di http://www.libera.tv/ e http://www.contropiano.org/




Ci scusiamo per la forma di “appunti”, forse insufficiente a restituire il clima e la profondità di molti interventi. ma ci è sembrato prioritario dare una prima informazione in tempo reale.
Prima della discussione, aperta con una relazione di Giorgio Cremaschi (sarà anche questa pubblicata quanto prima, tenendo conto del dibattito odierno), sono stati letti i messaggi dei compagni “promotori” che non hanno potuto essere presenti ma che hanno ribadito la propria partecipazione al progetto e al percorso:  Nicoletta Dosio, Antonio Di Stasi, Antonio Moscato, Carlo Formenti.
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Pasquale Voza. La questione del debito pubblico già capita e studiata da Marx, citazione.(“Il debito pubblico, ossia l’alienazione dello Stato — dispotico, costituzionale o repubblicano che sia — imprime il suo marchio all’era capitalistica. L’unica parte della cosiddetta ricchezza nazionale che passi effettivamente in possesso collettivo dei popoli moderni è il loro debito pubblico. Di qui, con piena coerenza, viene la dottrina moderna che un popolo diventa tanto più ricco quanto più a fondo s’indebita. Il credito pubblico diventa il credo del capitale. E col sorgere dell’indebitamento dello Stato, al peccato contro lo spirito santo, che è quello che non trova perdono, subentra il mancar di fede al debito pubblico. Il debito pubblico diventa una delle leve più energiche dell’accumulazione originaria: come con un colpo di bacchetta magica, esso conferisce al denaro, che è improduttivo, la facoltà di procreare, e così lo trasforma in capitale, senza che il denaro abbia bisogno di assoggettarsi alla fatica e al rischio inseparabili dall’investimento industriale e anche da quello usurario.In realtà i creditori dello Stato non danno niente, poichè la somma prestata viene trasformata in obbligazioni facilmente trasferibili, che in loro mano continuano a funzionare proprio come se fossero tanto denaro in contanti. Ma anche fatta astrazione dalla classe di gente oziosa, vivente di rendita, che viene cosi creata, e dalla ricchezza improvvisata dei finanzieri che fanno da intermediari fra governo e nazione, e fatta astrazione anche da quella degli appaltatori delle imposte, dei commercianti, dei fabbricanti privati, ai quali una buona parte di ogni prestito dello Stato fa il servizio di un capitale piovuto dal cielo, il debito pubblico ha fatto nascere le società per azioni, il commercio di effetti negoziabili di ogni specie, l’aggiotaggio: in una parola, ha fatto nascere il giuoco di Borsa e la bancocrazia moderna.)- Bisogna essere al tempo stesso retroguardia politica e avanguardia culturale….
Franco Russo. Ricorda le proposte di referendum di indirizzo sul Fiscal Compact e i trattati europei, e su una legge di iniziativa popolare sulla rappresentanza sindacale; il giudizio totalmente negativo sull’accordo del 31 maggio è la vera discriminante; tanta sinistra e parti di Rifondazione però non firmano..
Sergio Cararo. Non bisogna guardare alla crisi solo dal lato dei partiti; il mondo del sociale può anche essere “brutto e contraddittorio”, ma la sinistra non può essere elitaria e antipatica… Bisogna comprendere a fondo l’”ideologia delle masse”, quella che concretamente esprimono in un certo momento. In Turchia, per esempio, si scende in piazza con la bandiera nazionale… Dobbiamo capire che le lotte avvengono anche su terreni e culture diverse da quello cui ci riferiamo. La scadenza elettorale delle europee non è decisiva…
Imma Barbarossa. Tenere presente a rispettare il ruolo delle persone… L’essenza del libertarismo.. Su Grillo: il male di fondo è il trasversalismo di un’ideologia che copre i poteri veri che stanno dietro la casta e l’apparente democrazia, che in realtà trasforma i sudditi non in cittadini ma in spettatori…
Franco Turigliatto…. Il nostro è un percorso lento, non come è avvenuto con Cambiare si può…. In Rifondazione Comunista ci sono tanti bravi militanti, ma la loro “non scelta” è un dato di fondo del loro modo di pensare pensare. C’è ancora una debolezza politica di Rossa nei territori… I nostri avversari ed il potere temono la rivolta popolare più di quanto noi ci crediamo…
Umberto Oreste. Ci si sta organizzando sul territorio. Ci sono circoli di Rifondazione che agiscono autonomamente. Ci vedremo come Campania in assemblea a Salerno il 28 giugno. I conflitti avvengono. Per esempio stamattina le cariche della polizia a Pomigliano… Ma ci sono anche momenti di mobilitazione unitaria, come per i migranti di Caserta e I disoccupati di Napoli, assieme… Ma le difficoltà esistono… Sulle elezioni europee nutro dubbi, sono troppo vicine; a meno di non essere parte di un fronte anticapitalista europeo, più forte, ampio e unitario di quanto ora non sia…
Mauro Casadio. La crisi della sinistra radicale è stata dovuta non solo a errori, ma alla mancata rifondazione del pensiero comunista… Ci vuole un’analisi nuova… L’Europa rappresenta progetto imperialista moderno per reggere la nuova competizione mondiale tra sistemi e aree monetarie… Anche gli USA fanno lo stesso, come dimostra il fatto che fanno rientrare le produzioni delocalizzate…. Le classi dominanti europee operano su base continentale, hanno costruito gabbie salariali europee, e i salari italiani (greci, portoghesi, spagnoli, ecc) ne diventano vittima … Dall’Afghanistan fino all’Africa c’è una fascia ove non ci sono più gli stati…. Una proposta di lavoro e discussione teorica: fare i Quaderni di Rossa..
Jacopo Venier. Non bisogna sottovalutare la scelta di stare sul terreno politico, che significa misurarsi con il mondo politico. Esempio; sull’Europa è chiaro il no al fiscal compact etc, meno chiaro è se siamo su base nazionale o per un’altra Europa… Le relazioni internazionali sono necessarie.. Se partiamo davvero dal parlare il linguaggio della verità ,allora ci vogliono proposte concrete per affrontare il conflitto generazionale… Il nostro essere “retroguardia” non vuol dire arroccarsi nelle istituzioni, ma neanche l’opposto, ovvero ignorarle… La questione della “speranza”: come inganno no, ma la fiducia nella possibilità di cambiare serve… Occorre far sapere che siamo forti… Noi non dobbiamo pensare a andare in tv, ma a costruire una nostra rete di comunicazione e informazione..
Emidia Papi. Sì al promemoria di Giorgio, di taglio garibaldino…. Bisogna mantenere la piattaforma di Bologna, perché va bene. La questione di fondo è la costruzione del blocco sociale. A Roma, per dirne una, Marino ha preso più voti nei quartieri bene che in quelli popolari…. C’è stato nei giorni scorsi un omicidio a Roma, in un quartiere popolare di vecchi occupanti di case; costoro sul referendum Europa ci risponderebbero a pernacchie…. Oggi il blocco sociale non è in grado di individuare il nemico…. C’è stata una devastazione culturale e la frantumazione degli interessi… Vedo tre blocchi: destra guidata dai furbetti del quartierino, PD che copre il lavoro tutelato e il ceto medio, Grillo che ha cercato di rappresentare i precari e chi sta fuori… Rossa deve stare nelle lotte e promuoverle, non solo “dare solidarietà” a quelle che si verificano autonomamente..
Andrea Ricci. Sì ai punti di fondo del progetto politico, anche con la critica al l’opportunismo della sinistra radicale…. è ancora debole invece la posizione sull’Europa… Bisogna avere una posizione precisa sull’euro… La crisi non è affatto risolta, la bolla in Borsa si è gonfiata di nuovo… E c’è un connubio con crisi sociale… La questione dell’Euro è politica e viene usata per legittimare le classi dirigenti italiane… Nel ’92 l’uscita dallo SME fu a tempo, per fare poi ingresso nell’Euro.. Oggi non sarebbe così.. Uscire dalla moneta significa andare in mare aperto, e questo ci pone davanti all’interrogativo: noi lavoriamo per il crollo o dobbiamo aspettare di essere forti? La decisione è comunque necessaria …. Ci vuole un sito web adeguato per comunicare…
Nando Simeone… Il punto centrale è essere alternativi al centrosinistra… D’accordo con Casadio su analisi dell’imperialismo europeo, che ha al centro la distruzione dello stato sociale… Bisogna valorizzare il movimento di lotta in atto dal 2011, con eccezione Francia e Italia… Valorizzare occupy USA anche se elitario, le rivoluzioni arabe e soprattutto Turchia ove la lotta usa modalità dei movimenti come l’acampada… Rossa è importante perché unisce diverse collocazioni sindacali… Ma no al sindacato unico di Rossa, meglio un fronte sindacale antagonista… C’è un rischio a centrare tutto sull’Euro; si parte dalla questione sociale e casomai si arriva all’Euro… Bisogna mantenere un’ottica sovranazionale… C’è autorganizzazione dei movimenti, come gli insegnanti lo scorso anno che hanno ottenuto l’unico risultato positivo… Sulle elezioni, evitiamo il passaggio distruttivo delle aspettative come a Roma… Si fanno solo se servono…
Aldo Romaro. In Veneto non ci sono neanche più le macerie: tutto è rimasto spianato. Le adesioni sono ancora poche, ci vuole organizzazione per reggere… Bigona misurarsi con la classe reale, che è “brutta sporca e cattiva”… L’euro è un progetto politico. se era il dollaro non avremmo avuto problemi a creare uno schieramento contro… Dobbiamo scegliere, ma lavorare per organizzare: non solo lotte, nel sociale c’è di tutto, anche il mutualismo…
Nico Vox. Troppe certezze negli interventi… Quanti lavoratori conoscono l’accordo del 31 maggio ?.. Come lo si spiega… Secondo me con brutale chiarezza: o si accetta la tomba o si organizza la ribellione.. Bisogna misurarsi con le altre esperienze… Grecia Turchia Spagna …. Mancano ancora i giovani..
Fabrizio Burattini… Sono d’accordo… è necessario decidere una posizione chiara sull’ Euro. Ma rischiamo di illudere se centriamo tutto sull'Euro… Tatticamente sarebbe un errore apparire come una ruota di scorta di sinistra ai 5 stelle, che hanno parlato a volte di referendum su Unione europea… Le elezioni europee non sono una scadenza ghigliottina.. Dobbiamo organizzarci davvero, consapevoli delle difficoltà… Occorre chiarezza con le altre forze della sinistra radicale e chiarezza sul fare dell’accordo del 31 maggio una discriminante ..
Patrizia Turchi. Indietro non si torna, ma attenzione a non dare paura del vuoto alle persone… Va bene la proposta politica, anche un partito, rigorosa… Va costruita identità di classe e va prodotta egemonia… ALBA, per esempio, ha già delineato la sua collocazione…. Giusto organizzare incontri tematici (Costituzione, attacco art 138, ecc) Sull’Europa dobbiamo essere referente politico anticapitalista… Non accodarsi semplicemente a una campagna anti Euro.. Alle elezioni europee ci vorrebbero liste in tutto il continente, magari con capolista Ken loach….. La doppia appartenenza è un tema scivoloso.
Fabrizio Tomaselli. Non serve più discutere delle divisioni di sessanta anni fa… E no all’elettoralismo tanto per fare. Si affronta semmai come un passaggio… Blocco sociale e “movimenti sociali a km 0” sono realtà spesso indistinte; ciò che decide è la radicalità delle pratiche e non la costruzione di ipotetici bisogni… Per esempio: andarsi a prendere una casa…. Tutte cose per cui ci vuole l’organizzazione, comunicazione e …soldi. Sulla questione elettorale: ricordiamo che alle europee ci vogliono tante firme, non è che sia una cosa che si fa senza organizzazione…
Francesco Piccioni. Rossa deve dimostrare di essere una novità. Il progetto di unità non è un appello, ma richiede l’individuazione dell’avversario per concentrare forze altrimenti impotenti… Occorre un discorso chiaro e obiettivi su cui unire… Ad esempio: l’Euro è una domanda ineludibile: dobbiamo decidere… Ci vuole una struttura comunicativa comune, che superi le microstrutture…. Per questo tipo di movimento occorrono servono attivisti, non specialisti in “rappresentazione”. Abbiamo visto sindacati trasformarsi in centri servizi e partiti in comitati elettorali… Le elezioni: dobbiamo ricordare che sono “il tempo del raccolto”, ma solo se prima si è seminato; altrimenti il risultato è scontato… Ci vuole organizzazione a livello territoriale, partirei con l’obiettivo di fare le assemblee per definire anche dei coordinamenti a livello regionale… L’obiettivo e la tensione deve essere a parlare a chi è fuori dai nostri giri…
Eleonora Forenza. Io mi sento dentro la sconfitta, sulle condizioni materiali e sul senso comune sull’assenza di classe per sé… Indietro non si torna significa anche capire lo sfruttamento di oggi, non tornare ad analisi di prima del femminismo e di altre maturazioni e intrecci… Unità delle forze antagoniste è l’obiettivo… Le elezioni europee e i referendum sull’austerità: tutti i movimenti anti-austerità hanno radici nazionali e si proiettano sull’Europa… Nuove forme di precarizzazione e i “pride” fanno parte delle nostre pratiche? Come dirigente di partito sento il rapporto tra organizzazione e pratica… È il partito il problema… Rossa deve essere una casa comune, un’organizzazione di pratiche e non un partito…
Luigi Marinelli. Indietro non si torna significa anche impossibilità di tornare al modello socialdemocratico, che per alcuni versi non è mai esistito ma di cui tutti sentono una qualche nostalgia… Anticapitalisti dunque, ma se ne è parlato poco… Bisogna superare l’”europeismo” residuale nella sinistra, che va sostituito con l’internazionalismo di questo secolo… Sull’Euro: è la divisa della macchina di guerra europea.. L’organizzazione del blocco sociale è un impegno a tutto tondo, teorico e pratico, non un semplice discorso… Su Rossa è mancato fin qui un approfondimento sull’organizzazione territoriale… Ci vuole almeno una dimensione regionale, per ora…
Francesco Musumeci. Il “che fare?” per noi parte sempre dalla crisi… Il capitale può superare la sua crisi se non si fa avanti un soggetto alternativo… Senza risposte adeguate si va a una ripresa della destra… Bisogna lavorare dal basso per ricongiungerci… è stata importante, per esempio, la riunione a Milano sulla Palestina… Dico spesso che la sinistra fa come i porcospini quando è freddo: ci si avvicina, ma poi ci si respinge… Meglio essere le “vecchie talpe”, e riemergere.. Noi comunisti siamo costretti a vincere, paradossalmente… E infine condivido l’esigenza di una “zona comune di comunicazione”…