Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 25 maggio 2014

Diamo il DASPO a Nick a' Carogna

Luciano Granieri

Dopo un primo tempo in cui al 33’ il bomber Daniel Ciofani, con un fulminea girata, aveva freddato il portiere  Provedel  portando in vantaggio il Frosinone sul Pisa, il sindaco Nicola Ottaviani  sembrava godersi un bel momento di rivalsa su chi lo aveva accusato di portare iella. Tanto più che sullo zero a zero  il Pisa per ben due volte aveva mancato il gol del vantaggio e l’arbitro aveva sorvolato su una mezza gomitata rifilata da Biasi, difensore del Frosinone, a Napoli, trequartista del Pisa, in piena area  ciociara. La fortuna c’aveva messo una pezza anche su una sventurata respinta corta di Zappino sulla quale gli attaccanti del Pisa si erano  goffamente impicciati lasciando la rete canarina intonsa.  

Tutto bene dunque il Frosinone era in vantaggio con merito, ma anche con un pizzico di fortuna.  Nella ripresa, la squadra nerazzurra di Menichini prova ad attaccare a testa bassa, ma il Frosinone non sembra soffrire più di tanto. Il sindaco crede finalmente che il tabù dello iettatore stia  definitivamente svanendo.  Il primo cittadino si guarda compiaciuto l’abbacchiato  telecronista  di Canale 50 TV, emittente  locale di Pisa, che sta bofonchiando una tele cronaca gonfia di delusione  per i telespettatori  toscani collegati in video e in streaming . 

Ma ecco che in un ennesimo attacco  della,  fino ad allora, sterile compagine pisana un giocatore nerazzurro finisce a terra al limite dell’area del Frosinone. Punizione  da una posizione molto invitante. Dopo un conciliabolo fra Beppe Giovinco, fratello del più noto Sebastian giocatore della Juve, e  il ruvido Kosnic, quest’ultimo si avvicina alla sfera e mena un fendente potente sul quale Zappino sembra pronto. Già sembra.... perché  una sfortunata, sfortunatissima, deviazione della barriera canarina, indirizza il pallone dalla parte opposta rispetto al tuffo del portiere ciociaro.  

Sfera a destra, Zappino e sinistra e fa uno a uno.  L’esangue telecronista di Canale 50 TV, risorge e comincia a gridare tarantolato dalla gioia, “Kosnic la pareggiaaaa, è lui che la pareggiaaa, Kosnic rimette le cose a posto crediamociiii” e via così per buoni due o tre minuti. Il sindaco Ottaviani ripiomba nello sconforto.  E’ in dubbio che  quel tiro di Kosnic senza la IELLATA deviazione della barriere sarebbe stato preda di Zappino. IELLA, IELLA E ANCORA IELLA NERA. Il  sindaco sprofonda  nel terrore di confermare la sua fama di iettatore.  

Il telecronista continua ad urlare con enfasi la cronaca della partita,   Carlo Zampa a confronto sembra un prete nel confessionale. Il sindaco lo guarda male, vorrebbe disintegrarlo.  Scade il novantesimo,  i supplementari  ormai sembrano cosa fatta. A molti tifosi del Frosinone viene in mente il triste destino vissuto la sera prima nella finale di champions league  dall’Atletico Madrid,  in vantaggio 1 a zero per tutta la partita contro il Real Madrid, raggiunto in pieno recupero da una rete di Sergio Ramos e schiantato ai supplementari dai campioni del Real, per un risultato finale lacrime e sangue.  1 a 4 e coppa  alla squadra di Ancelotti. 

Mentre il sindaco non ci spera più Paganini del Frosinone riceve palla sulla trequarti  destra, avanza di qualche passo e lascia partire un siluro che si schianta   nel sette sotto la  traversa . Due a uno. Lo stadio esplode, esplode pure il sindaco che si avventa sull’incauto telecronista e i giornalisti  giunti  da Pisa per commentare la partita. Al sindaco oltre che all’embolo pare gli parta anche il telefonino che centra in pieno il monitor del cronista di Canale 50 TV. 

E’ incontenibile Ottaviani, promette di impegnarsi in una epurazione urbanistica di Pisa che vede come primo obbiettivo la demolizione della torre pendente, insulta il cronista,  il quale è costretto ad interrompere la telecronaca per parere i colpi e rispondere ad una minaccia di appuntamenti di box fuori dallo stadio . 

I giornalisti pisani sono increduli. Perché mai e poi mai si sarebbero aspettati di essere insultai pesantemente non da un Genny a’ Carogna qualsiasi, ma da Nick a’Carogna sindaco di Frosinone. Durante gli ultimi secondi di partita i  telespettatori di Canale 50 TV, non assistono alla cronaca delle fasi di gioco  ma alle rimostranze dei giornalisti e del cronista che denunciano increduli le intemperanze di un soggetto che in qualità di membro delle istituzioni dovrebbe adoperarsi per evitare disordini  anziché fomentarli.  

Alla fine della storia, tutto è bene ciò che finisce bene. Il Frosinone, più forte della iella, oltre che del Pisa, vince  la finale per la B contro il Lecce.  Il sindaco forse sfata la fama di iettatore, ma non si risparmia una pessima figura con un comportamento indegno  per  l’amministratore di una città  che vorrebbe esser considerata civile. 


sabato 24 maggio 2014

L’Istituto Agrario Angeloni e l’Osservatorio Peppino Impastato ricordano Falcone Borsellino e Peppino Impastato.

Luciano Granieri

Gli interventi sul tema della legalità , la discussione e  il confronto all’interno delle scuole è una delle attività più importanti e, personalmente ritengo,  più appaganti svolte dall’Osservatorio Peppino Impastato.  Confrontare la storia del movimento  antimafia sociale e istituzionale, le sue implicazioni nel presente, con le speranze e i desideri dei ragazzi è affascinante, a volte anche spiazzante.  E’ un confronto  anche conflittuale con cui si riesce, se non a capire, quantomeno ad intuire quell’universo di aspirazioni e bisogni che circonda il mondo adolescenziale e giovanile. 

L’esperienza maturata nel corso dell’incontro con gli studenti dell’istituto agrario Angeloni  di Frosinone,  grazie all’invito della  professoressa Caterina Basso, in occasione dell’anniversario dalla morte di Giovanni Falcone,  è stata diversa rispetto alle altre.  Per la prima volta abbiamo avuto come interlocutori , non studenti dell’ultimo anno, prossimi alla maturità, ma ragazzi dei primi corsi di studio, adolescenti appena usciti dalla scuola media inferiore. La differenza è stata enorme.  

Ad una grande curiosità ed interesse che ha coinvolto alcuni ragazzi, si è affiancato il rifiuto, tipico dell’età adolescenziale,  dell’autorità, identificando anche  noi dell’Osservatorio come autorità da rifiutare. Un ruolo che, tanto  il sottoscritto quanto  Mario Catania, cerchiamo sempre di evitare nel porci davanti ai ragazzi. 

Ma spesso dietro al rifiuto disgraziatamente dilaga il vuoto.  Sono i danni che produce  il vento malefico dell’individualismo imperante,  danni  spesso irreparabili se vanno a violare della personalità sprovviste degli strumenti  necessari a difendersi. Individualismo che si trasforma in indifferenza per tutto ciò che è al di fuori di se , ecco il vuoto, il  puro nichilismo. Uno stato che annienta la capacità di avare desideri, aspirazioni e speranze .  

Purtroppo questo vuoto viene riempito da messaggi sbagliati, fra cui il più aberrante è  quello che identifica nella mafia un soggetto in grado di sostituirsi allo Stato e di fornire una speranza, una prospettiva per un futuro migliore.  La responsabilità di fornire gli strumenti affinchè i ragazzi possano attrezzarsi per combattere quel vuoto,   che inevitabilmente li destina a soccombere, è  di tutti noi. Dei genitori, spesso anche loro investiti da un disarmante nichilismo, dei docenti,  alcuni dei quali si impegnano oltre ogni immaginazione per salvaguardare le coscienze dei propri alunni, ma sovente vengono lascati  soli davanti alla diffidenza quando non aperta ostilità  dell’ambiente e delle istituzioni in cui si trovano operare, è responsabilità, infine, dei  membri  della società civile. 

Non ci vuole molto, è sufficiente spiegare quanto la vita sia bella e preziosa e quanto sia odioso e da contrastare, tutto ciò che attenta alla bellezza di una esistenza  fatta di condivisione, di passione, di gioia. La violenza, la prevaricazione, il sopruso, il dominio dell’uomo sull’uomo, questi sono gli elementi che attentano alla bellezza della vita, elementi propri delle mafie ,  di chi diffonde illegalità, e questi  sono gli elementi da combattere perché sono, di fatto,  MORTE. 

Il lavoro da fare è notevole, ma quando in un istituto tecnico agrario degli adolescenti poco più che bambini, sollecitati  dai docenti appassionati del loro lavoro di educatori, riescono a produrre due eccellenti contributi video su Falcone e Borsellino,  abbelliscono il cortile della loro scuola con l’albero della legalità, si interessano a come combattere la MORTE mafiosa,  forse qualcosa è stato già fatto, esiste ancora qualche speranza. 


venerdì 23 maggio 2014

EUROPEE 2014, LO SCONTRO ELETTORALE DEI PICCOLI “TITANI”

Una campagna in crisi di argomenti

Una lettura di classe delle prossime consultazioni

Partecipiamo al voto per dire no all’austerità

Editoriale dell’Esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista

Si chiude oggi una orribile campagna elettorale. Se pensavamo che nelle elezioni politiche di un anno fa i partiti maggiori avessero già dato il peggio, in queste settimane abbiamo avuto modo di ricrederci.
Renzi, Berlusconi e Grillo hanno fatto a gara a rincorrere i sentimenti e le pulsioni meno nobili degli elettori, ad insultarsi vicendevolmente, a favorire un voto passivo e di delega sul presunto salvatore di turno, diversamente declinato da ciascuno, che dovrebbe governare su un coacervo di demoralizzazione e rabbia indistinta che attraversa vasti settori della popolazione.
Berlusconi si è ritrovato a fare i conti con il PD e con i Grillini che mordono ormai sul suo elettorato di destra, rischiando di essere marginalizzato. Renzi si è accorto che la partita per lui è molto più dura di quanto potesse lasciar prevedere la sua ascesa politica che è stata fulminante grazie al sostegno dei media e della classe padronale ma che rischia di ottenere una vittoria azzoppata sia nelle elezioni europee che in quelle di una regione cruciale come il Piemonte. Grillo ha alternato le sparate (verbali) più violente ed anche antidemocratiche, con dichiarazioni (vedi Casaleggio) di rispetto delle istituzioni nel tentativo di coprire il terreno di voto più ampio possibile ed anche di rassicurare certi settori borghesi sulle sue gestioni istituzionali future.
Berlusconi e Renzi rappresentano appieno la classe padronale nelle sue articolazioni; in forme diverse sono la continuità delle politiche delle borghesie europee e delle loro istituzioni capitaliste: l’austerità a 360 gradi, la distruzione dei diritti del lavoro, lo sfruttamento e la precarietà, la rendita perpetua garantita ai potentati economici e finanziari, una società sempre più inegualitaria e oligarchica, fomentatrice di nuove crisi e conflitti e di nuove contrapposizioni in tutto il continente, il contrario di quanto propagandano con le menzogne sulla “loro unità” dell’Europa.
Il giornale della Confindustria, Il sole 24 ore ha dedicato ben 12 pagine a sostegno dell’ex sindaco di Firenze, a dimostrazione di come il personaggio sia stato messo lì dalla classe padronale per servirla. E’ la persona che ritengono ad oggi più adatta a combinare la demagogia dell’elemosina con la distruzione di quel che ancora resta delle conquiste e delle forze organizzate del movimento operaio.
E’ necessario soffermarsi un poco di più su Grillo perché grande è la confusione sotto il cielo e molte delle critiche a lui indirizzate da parte di alcuni settori della sinistra, legati a filo doppio al PD, non sono per nulla credibili, dato il pulpito da cui arrivano.
Grillo è l’espressione di una rabbia politica indistinta, giustificata dalle malefatte delle classi dominanti e dei loro gestori politici, ma anche primitiva, in cui ciascuno dei rivoltati ha una sua idea su cosa dovrebbe accadere per veder difese le sue condizioni di vita; non avendo a disposizione gli strumenti per costruire effettivamente un’alternativa partecipata e collettiva, si affida ad un demiurgo/attore, incaricandolo di dare voce alla sua collera, nella speranza che sia capace di indicare una qualunque via d’uscita.
Una volta avremmo definito il Movimento 5 stelle espressione della piccola borghesia (e dal punto di vista politico credo che sia ancora giusto utilizzare questa categoria), cioè una classe intermedia tra la borghesia e la classe operaia e, proprio per questo, con una ideologia interclassista (“non siamo né di destra né di sinistra”) che ha potuto conquistare tanto spazio per il venire meno di un forte soggetto (classe lavoratrice) organizzato ed attivo socialmente e politicamente. I suoi esponenti non difendono un progetto sociale alternativo, ancor meno di rottura del capitalismo, ma semplicemente si propongono come i vendicatori della società, vista come un pulviscolo di singoli individui, di fronte alle ruberie e alle malefatte dei politici, esaltando le spinte giustizialiste e perfino forcaiole presenti nel paese, con una concezione della politica non meno verticista e plebiscitaria di quella dei suoi avversari.
Il fatto che molti dei militanti grillini, nella società o in parlamento, riprendano e difendano temi e contenuti propri della sinistra non modifica di un rigo la tendenza politica rappresentata da questo movimento, del tutto interna alla società e alla logica capitalista e dalle incerte e preoccupanti dinamiche.
Chi pensa che una loro affermazione sbaracchi il PD e compagnia e che quindi sia da sostenere a scapito anche di una presenza di una sinistra reale si sbaglia di grosso; non saranno i grillini a cambiare il mondo e la borghesia, anche se preferirebbe non averli tra i piedi, mantiene poteri e capacità per poterli gestire grazie al semplice fatto che molte delle loro modalità di azione sono di destra e la loro visione del mondo è del tutto interna all’ideologia dominante.
L’unica cosa che può seriamente mettere in discussione l’azione della classe padronale è una classe lavoratrice organizzata e capace di un programma che metta in discussione i dogmi e i contenuti della proprietà capitalista. Ma non è certo questo l’orizzonte di Grillo. Anzi, il M5S avrebbe tutto da temere da una dinamica di questo genere.
Su questo non si può scherzare: alle forze della sinistra che si vogliono di alternativa anticapitalista spetta il compito di ricostruire le condizioni di una protagonismo dei lavoratori, consapevoli che ci vorrà forse del tempo, ma che la crisi sociale presente può anche accelerarne gli sviluppi. Così come dobbiamo battere Renzi e Berlusconi, anche Grillo va combattuto e battuto; è il presupposto per poter recuperare energie e settori sociali che oggi guardano con molte illusioni a questo movimento.
Le tre forze principali hanno condotto campagne completamente finalizzate allo scontro politico interno in Italia. Per Renzi e Berlusconi non c’era il problema di affrontare seriamente il tema europeo, perché ne sono interni e gestori; sono parte del problema stesso.
Per Grillo il richiamare su alcuni terreni la critica alle attuali politiche europee era solo un elemento di copertura e di credibilità per una parte delimitata degli elettori.
La scelta mediatica, la vera scelta politica è stata quella di parlare alla pancia di un vasto elettorato e di chiedere un indistinto plebiscito per “cacciarli tutti”.
Grillo che va da Vespa col plastico delle carceri dove mettere politici e giornalisti non esprime propriamente il nostro concetto di alternativa di società. Vogliamo cacciare i padroni, ma non immaginiamo un futuro a immagine di una caserma o di una prigione.
Questo scontro mediatico di “uomini forti” aveva la funzione di mettere la sordina sui contenuti reali da portare nel dibattito elettorale e che le forze della sinistra, penalizzate brutalmente dalla sproporzione nell’accesso a media, hanno avuto difficoltà a far vivere nella campagna la necessità per le masse popolare di rigettare le politiche di austerità e gli infernali trattati che garantiscono il dominio e gli interessi dei capitali, di ricostruire un progetto solidale per evitare ogni concorrenza e contrapposizione di un settore di lavoratori con un altro, del proletariato di un paese rispetto a quello di un altro.
Al centro della nostra iniziativa, che abbiamo proposto alle altre forze della sinistra è stato quindi il rifiuto dell’Europa capitalista, della Unione Europea liberista che hanno costruito contro la classe lavoratrice e i popoli del continente, ma anche il rifiuto di qualunque salvifico ed illusorio ripiegamento nazionalista, basato sul presunto recupero della “sovranità nazionale”.
Noi siamo per un’altra Europa, per l’Europa delle lavoratrici e dei lavoratori, delle lotte per l’occupazione, i diritti e i salari da Atene a Madrid, da Lisbona a Parigi, passando per Roma ed anche Berlino.
E in questo quadro ci siamo rapportati in Europa a quelle forze politiche che hanno costruito una presenza elettorale sulla base di un programma decisamente anticapitalista come quello dell’NPA francese, ma anche alla interessante esperienza spagnola di PODEMOS o a quella greca dei settori più radicali di SYRIZA.
In Italia la Lista Tsipras rappresenta il tentativo di dare, attraverso una coalizione molto ampia e diversificata, un possibilità di voto a sinistra di rigetto delle politiche dell’austerità e di solidarietà internazionalista.
Alcuni dei suoi esponenti principali hanno condotto una campagna molto minimalista, preoccupati di apparire estremisti e quindi mettendo la sordina alle parole d’ordine più alternative. Pensavano in questo modo forse di raccogliere più consensi. Noi riteniamo invece che oggi sia necessaria la massima radicalità non solo per le ragioni strategiche dell’anticapitalismo, ma anche per essere più credibili ed alternativi al PD.
Al di là di questi evidenti limiti, tuttavia, un voto a questa lista costituisce una misurazione, seppure molto parziale, del rigetto delle politiche delle istituzioni europee e una direzione di marcia collocata a sinistra.
Proprio perché pensiamo che la partita decisiva si giocherà dopo le elezioni nello scontro sociale e nella mobilitazione, tanto più in presenza anche del semestre italiano alla guida dell’Unione Europea, la nostra indicazione di voto è chiara: partecipiamo al voto, sostenendo l’unica lista di Sinistra presente sulla scheda elettorale, “L’Altra Europa per Tsipras”, dando la preferenza a quelle candidate e quei candidati che, protagonisti delle lotte sociali ed operaie, si battono per contrastare questo sistema capitalista inaccettabile che minaccia nuove catastrofi sociali e nuovi conflitti.
Per quanto riguarda le due elezioni regionali abbiamo pienamente partecipato alla formazione delle due liste di sinistra in Piemonte e in Abruzzo (dove è stata imposta una simbologia discutibilmente personalizzata sul candidato presidente) alternative ai blocchi sociali borghesi e alle loro espressioni politiche esistenti nelle due regioni.
Abbiamo dunque in queste liste candidate e candidati di Sinistra Anicapitalista. Invitiamo le elettrici e gli elettori a votare le liste unitarie della sinistra nelle due regioni ed a indicare la preferenza sui candidati della nostra organizzazione.
Per quanto riguarda le elezioni comunali rimarchiamo l’esperienza dei nostro circolo di Rimini impegnato a Misano per le comunali con una lista direttamente di Sinistra Anticapitalista, che ha visto un formidabile lavoro delle nostre compagne e compagni e a cui va il nostro più forte augurio.

giovedì 22 maggio 2014

Open Day per Orizzonti Aperti

Patrizia Monti

L’Open Day del Centro Diurno Orizzonti Aperti si propone di far conoscere a tutta Frosinone la presenza del Centro, come in esso si opera e come esso va trasformandosi in Centro Sociale aperto alla città. La trasformazione in “modalità operativa da Centro Sociale” si sta concretizzando con l’apertura della propria sede a associazioni e singoli cittadini che intendono avere uno spazio operativo per le proprie attività. Le finalità delle associazioni e le attività proposte, attentamente vagliate in modalità partecipata e condivisa, si svolgono nella sede del Centro Diurno in modo che gli utenti e le loro famiglie possano interagire con queste presenze e dunque partecipare. Il proposito di frantumare le barriere  che tendono ad isolare e a cancellare l’esistenza della sofferenza psichica si realizza partendo dal rapporto tra bellezza e benessere e intervenendo sullo spazio e sul tempo della vita nel Centro Diurno secondo le seguite direttrici:
1 - Abbellire e personalizzare gli spazi interni ed esterni della nuova sede presso l’ex Ospedale Umberto I in viale Mazzini. 
2 - Rendere gradevole e gioioso il tempo di permanenza nella sede.
3 – Tenere attività che realizzino arricchimento culturale e acquisizione di abilità finalizzate anche all’operatività di tipo lavorativo.
4 - Aprire alla città il Centro Diurno Orizzonti Aperti perché diventi punto attivo di creazioni e pratiche di relazioni sociali.

Programma dell’Open day

Ore 9:30: Apertura
Ore 10,00: presentazione del progetto Centro Diurno come Centro Sociale
Ore 10,30: attività informatiche
Ore 11,30: Canto Corale
Ore 12,30: pausa pranzo
Ore 14,30:  Postazione Artistica
Ore 15,30: Proiezioni video attività sportive e di orticultura
Ore 17,00 Chiusura del Centro.
Nella sede è  visitabile la mostra fotografica sulle attività in corso 

L' "Onorevole" &tc SCAJOLA , E IO

Oreste Scalzone


Comincia il rito sinistro/farsesco del processo di Torino contro compagni e compagne della battaglia "No-Tav". Il modesto contributo che, assieme con un pugno di "Complici" affini e solidali, chi scrive dentro questo rettangolo puo' e vuol dare, si materializzerà giorno dopo giorno in una sequenza "GIORNALE INTEMPESTIVO". Il "numero d'anteprima", la 'puntata' di oggi... 

mercoledì 21 maggio 2014

L'istituto tecnico agrario Luigi Angeloni commemora Falcone e Borsellino

Osservatorio Peppino Impastato Frosinone

 In occasione della commemorazione dell’eccidio per mano mafiosa del magistrato  Giovanni Falcone e della sua scorta, accomunando nel ricordo anche il collega e amico fraterno   Paolo Borsellino, anch’esso trucidato dalla mafia, l’Istituto Tecnico  Agrario Luigi Angeloni ha organizzato per venerdì 23 maggio una mattinata   di riflessione sul fenomeno mafioso e sullo sviluppo dei movimenti antimafia.  A questo appuntamento, che si terrà nel cortile dell’Istituto in Via Armando Fabi dalle ore 9,00,  siamo stati invitati anche noi dell’Osservatorio Peppino Impastato. Siamo lieti ed orgogliosi di aver ricevuto quest’invito dai docenti dell’Istituto che ringraziamo. Offriremo il nostro contributo organizzando una mostra che illustra la vita di Peppino Impastato. Interverremo anche in merito ad alcuni aspetti importanti dell’attività di Peppino Impastato focalizzati in particolare sull’attività politica e sociale di contrasto alla mafia ma anche sulla complessa personalità del ragazzo di Cinisi  e sulla sua sensibilità poetica. 

Seminario diritti partecipazione e rappresentanza

Osservatorio Peppino Impastato Frosinone

Si conclude la stagione dei seminari organizzati dall'Osservatorio Peppino Impastato di Frosinone e dalla scuola di formazione sociale e politica Don Gallo. Per quest'ultimo appuntamento ci siamo avvalsi della collaborazione del Comitato provinciale di Frosinone in difesa della Costituzione e del comitato L.I.P. Legge di iniziativa popolare per la Valle del Sacco.


























la relazione tratterà di tre temi fortemente legati tra loro a partire dalla Costituzione del 1948:

·       il principio di legalità, quale principio costitutivo dei rapporti sociali sia in termini di fondamento dei diritti e dei doveri del cittadino che di definizione dei poteri e dei fini dello stato;

·       la partecipazione come strumento mediante il quale i soggetti privati rappresentano i propri interessi, che ha le propria fonte nell'incontro tra legalità e cittadinanza e che contribuisce alla emancipazione del suddito in cittadino;

·       la rappresentanza come il processo in grado di interpretare aspirazioni e speranze dei cittadini, sintesi necessaria tra legalità e partecipazione come capacità e volontà di conoscere e di sapere interpretare i bisogni di coloro che si vogliono rappresentare proponendo soluzioni credibili per l'immediato e per la prospettiva prevedibile.

il circuito virtuoso tra questi tre componenti fonda la stessa democrazia costituzionale:
qualsiasi torsione di uno di questi componenti costituisce un pericolo per l'idea stessa di cittadinanza.
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Alcune riflessioni:
Personalmente reputo Il seminario che avrà luogo venerdì prossimo 23 maggio presso la Casa del Volontariato di Frosinone, a partire dalle ore 16,00, tenuto dal professor Wladimiro Gasparri, docente di dritto presso la facoltà di giurisprudenza di Firenze, molto utile per chiarire  molti aspetti controversi su alcuni dispositivi legislativi già in vigore o ancora da approvare. 

Mi riferisco alle due eleggi elettorali. Quella in essere,  relativa alle elezioni europee, e quella  nazionale in discussione che dovrebbe sostituire il “Porcellum” dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Cominciamo dalla prima. La legge elettorale per le europee. Nel dispositivo è presente lo sbarramento del 4% come soglia di accesso   al Parlamento. L’adozione di una soglia di sbarramento è di per se aberrante in ogni contesto elettorale in quanto limita il processo ,cito testualmente da Gasparri, “ di interpretare aspirazioni e speranze di tutti i cittadini, sintesi necessaria tra legalità e partecipazione come capacità e volontà di conoscere e di saper interpretare i bisogni di coloro che si vogliono rappresentare” Con  una soglia di sbarramento un buon numero di cittadini viene escluso dal processo di interpretazione delle proprie aspirazioni e speranze e la sintesi tra legalità e partecipazione risulta alterata.  Infatti  si toglie ad una parte di popolazione la possibilità di individuare qualcuno che sappia interpretare e conosca i propri bisogni. Per dirla con il professor Gasparri non a tutti è consentito di emanciparsi da sudditi a cittadini. 

Se nel contesto nazionale il principio di sbarramento può essere adottato, pur con una certa forzatura,  per agevolare la governabilità togliendo alle formazioni più piccole poteri di condizionamento nella determinazione  del governo, ciò è assolutamente inammissibile per le elezioni europee. Infatti il Parlamento che risulterà eletto, non ha la prerogativa di votare  la fiducia all’esecutivo, dunque viene a cadere la scusa della governabilità. In quest’ottica è mia personalissima opinione che la soglia di sbarramento sia  assolutamente truffaldina,  sia nel contesto europeo che in quello italiano. Essa tende  a mantenere i cittadini allo stato di sudditi ratificatori di quanto decide il re. 

In realtà questa mia opinione è suffragata dalla Corte Costituzionale, la quale,  a seguito della ricezione da parte del tribunale di Venezia e di quello di Cagliari del procedimento di incostituzionalità della legge elettorale europea avviato dall’avvocato Felice Carlo Bessori, ha ammesso la fondatezza della richiesta e potrebbe esprimersi secondo quanto già deliberato per il Porcellum determinando l’incostituzionalità della legge elettorale italiana utilizzata per le elezioni europee. 

Ma veniamo alla legge frutto del patto scellerato fra Renzi e Berlusconi. Si  ripropone la problematica della soglia di sbarramento che, pur considerato provvedimento ragionevole allo scopo di assicurare il principio di governabilità, è assolutamente abnorme nella sua dimensione. Porre l’asticella all’ 8% come soglia di eleggibilità per un partito significa privare quattro milioni di cittadini della possibilità di scegliere qualcuno che sappia interpretare  e conosca i loro bisogni, a meno che questo qualcuno non si coalizzi con qualcun altro.  

E’ noto che la soglia di sbarramento per i partiti che si coalizzano cala al 3,5% . Inoltre su questa grave mancanza si innestano i pronunciamenti della Corte di Cassazione che ha indicato le linee di applicazione di  quanto deliberato dalla  Corte Costituzionale. In primo luogo è assicurata la piena libertà di scelta per l’elettore solo concedendo ad esso la possibilità di indicare il nome del proprio rappresentante. Le liste bloccate sono incostituzionali sia nella forma contenuta nel Porcellum, sia nell’adozione pure ammessa dalla Corte Costituzionale, di liste corte con quattro cinque candidati al massimo. Si rischia quindi che la nuova legge elettorale “L’Italicum” veda la luce già contaminata da vizi di incostituzionalità. 

Al di là della valutazione sulla legge elettorale, la Corte di Cassazione si è espressa anche sulla legittimità dei provvedimenti presi da un esecutivo eletto con una legge e incostituzionale. La Cassazione concorda con la Consulta sul principio di continuità dell’azione di governo, per cui giudica legittime  e valide le deliberazioni licenziate dai parlamenti precedenti eletti con una norma viziata da incostituzionalità. Per altro confermando  lo stesso principio,   quanto deciso da quest’ultima legislatura  fino ad oggi è da considerarsi valido. Ma la Cassazione se salvaguardia il passato non può fare altrettanto per il futuro. 

Questo parlamento eletto incostituzionalmente, non può porsi l’obbiettivo di condurre a termina la  legislatura, deve limitarsi all’ordinaria  amministrazione, alla definizione di una nuova legge elettorale e presentarsi di nuovo agli elettori.  Ma soprattutto, non può a causa della sua incostituzionalità azzardarsi a sovvertire l’architettura istituzionale. 

La riforma del Senato e qualsiasi altro attacco alla Costituzione non sono minimamente consentite ad un parlamento incostituzionale. Che si debba andar a votare nel più breve tempo possibile è indispensabile, indipendentemente dall’esito delle elezioni europee, che vinca o non vinca il M5S. Lo  dice Grillo, ma lo afferma molto più autorevolmente la Corte di Cassazione.  

Si tratta di rispettare quel principio di legalità che il professor Gasparri individua nel “principio costitutivo  dei rapporti sociali in termini di definizione dei poteri e dei fini dello Stato”. E' evidente che sottoporrò queste mie riflessioni al professor Wladimiro Gasparri, il quale, ne sono certo, offrirà degli spunti estremamente interessanti. Ecco perché reputo un esperienza importante partecipare al seminario di venerdì prossimo. Vi aspettiamo numerosi

Luciano Granieri