Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 1 giugno 2015

2 giugno dibattito pubblico sulle armi

La rete NO WAR
ANPI provinciale - Partito comunista d'Italia - Sinistra ecologia e libertà - Partito della rifondazione comunista Se - Federazione giovani socialisti - Movimento "5 stelle" - Assoc. Oltre l’Occidente - Comitato di lotta per il lavoro - Confederazione Cobas - Comitato "Salviamo la Costituzione" 

La rete NO WAR provinciale, coordinamento tra organizzazioni sensibii ai temi della pace e della convivenza tra popoli, si oppone alle guerre, che umiliano e devastano culture, storie e civiltà.
La guerra imperversa ormai dalla Somalia all’Iraq, dalla Siria al Sud Sudan, dal Califfato Islamico(ISIS) al Califfato di Boko Haram (Nigeria), dal Mali all’Afghanistan, dal Sudan (la guerra contro il popolo Nuba) alla Palestina, dal Centrafrica al Libano. La Libia sta sprofondando in una paurosa guerra civile di tutti contro tutti, come sta avvenendo nello Yemen. L’Ucraina sta precipitando in una carneficina che potrebbe portare l’Europa in guerra contro la Russia. E’ già ritornata la Guerra Fredda fra Russia e i paesi del Patto NATO che persegue una politica di espansione militare che va dall’Ucraina alla Georgia.
A livello mondiale infatti oggi si spendono quasi cinque miliardi di dollari al giorno in armi. Solo in Italia spendiamo 70 milioni di euro al giorno in armi, senza contare i 15 miliardi di euro stanziati per gli F-35 e 5,4 miliardi per una quindicina di navi militari. Ma ancora più grave è il ritorno trionfale delle armi atomiche. Gli USA spenderanno nei prossimi anni 750 miliardi di dollari per ‘modernizzare’ il loro arsenale atomico.
In questo scenario la Rete si adopera per richiamare tutte e tutti ad una attenta riflessione, che nel nostro paese comincia con il considerare imprescindibile una chiara ed invalicabile lettura ed applicazione dell'art.11 della Costituzione italiana e una strettissima osservanza della legge n.185 del 1990 (modificata), relativa al commercio, esportazione e transito delle armi.
La Rete si impegna a tenere un tavolo di confronto che sarà il punto di incontro della Rete, allargato a realtà, gruppi e coordinamenti già presenti sul territorio ma non ancora raggiunti, che sappiano dialogare, partendo da posizioni e sensibilità anche molto lontane le une dalle altre, su tematiche di ampio respiro.
 Tra le iniziative promosse dalla Rete, domani 2 giugno ‘15 h.17,30 Frosinone l.go Turriziani si terrà l’incontro “ 2 giugno 1946 La Repubblica sconfigge la guerra… 2015 le spese militari preparano nuove guerre” a cui partecipaeranno Luca Frusone Deputato Movimento 5 Stelle, Commissione Difesa  e Maurizio Musolino, Segreteria nazionale Partito comunista d'Italia.
 L’incontro tratterà in maniera puntuale sulla questione delle armi, anche grazie all’intervento di Frusone: "Interverrò domani ad un interessante dibattito pubblico organizzato dalla Rete no war Frosinone incentrato su diversi argomenti inerenti il comparto Difesa. Parlerò dei nuovi documenti che il Parlamento si appresta ad esaminare, come il Libro Bianco che definisce per i prossimi 15 anni il ruolo e le caratteristiche della Difesa italiana e il documento pluriennale programmatico che, al contrario di quanto si dice, riporta un notevole aumento delle spese per armamenti come gli F35 e altri sistemi d'arma. Si parlerà delle bugie dette in 2 anni sul tema della spesa per la difesa e il finto sforzo del governo verso il disarmo. Invito tutta la cittadinanza a partecipare."

domenica 31 maggio 2015

AND: molti punti del DDL Scuola a rischio incostituzionalità. Chiesto ritiro

 Ufficio Stampa AND



In un incontro seminariale, svoltosi presso Sala Santa Maria in Aquiro, del Senato della Repubblica, il 28 maggio 2015, sono stati evidenziati molti punti che presentano criticità sotto il profilo costituzionale.
Si è svolto a Roma presso la Sala Santa Maria in Aquiro, del Senato della Repubblica l’incontro seminariale organizzato dall’Associazione Nazionale Docenti (AND) su: “Scuola, Università e Democrazia”. Nel seminario è stato trattato il Disegno di legge AS 1934 di “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”.
Il progetto di legge, contro il quale si è mobilitato, come non mai, il mondo della scuola, studenti e genitori, e gran parte della società civile, è stato esaminato da parte di giuristi ed esperti, parlamentari e rappresentati del mondo associativo dei docenti.
I lavori sono stati coordinati da Valeria Bruccola, mentre le relazioni sono state svolte da Giuseppe Bagni, presidente del CIDI, da Francesco Greco, presidente dell’Associazione Nazionale Docenti e da Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della suprema Corte di Cassazione.
Particolarmente preciso ed efficace l’intervento di Imposimato il quale ha smontato punto per punto l’impianto del DDL appena approdato all’esame della Commissione Istruzione del Senato. Il presidente Imposimato ha rilevato evidenti elementi di criticità in aperto contrasto, tra gli altri, con gli articoli 33 e 97 della Costituzione, tanto da rendere possibile il ricorso alla Consulta, qualora dovesse diventare legge.
La senatrice Enza Blundo del Movimento Cinque Stelle è intervenuta affermando che il progetto di riforma del Governo rappresenta un attacco inaudito all’intero ordinamento scolastico italiano.
Nel suo intervento l’onorevole Stefano Fassina, deputato del PD, ha detto di ritenere molto importanti le iniziative di protesta perché tengono alta l’attenzione sulla scuola. Per parte sua, sosterrà insieme ad altri colleghi del PD azioni volte ad eliminare i punti critici del progetto di legge. Anche il senatore Walter Tocci del PD nell’incontrare i rappresentanti dell’AND, ha assicurato il proprio impegno nella discussione in Senato, affinché vengano apportati correttivi adeguati al progetto di riforma della scuola.
Fra gli intervenuti al seminario molti hanno comunque sostenuto la necessità di promuovere azioni di lotta ancora più incisive di quelle finora attuate, di dar luogo, in sostanza, a una vera e propria resistenza civile ormai assolutamente necessaria, visto il muro opposto dal Governo ad ogni richiesta di modifica.
Insomma, un incontro particolarmente intenso che contribuisce a tenere alto il livello del dibattito in atto sulla scuola italiana e sull’opposizione al progetto di riforma, che interviene a poche ore dall’audizione dell’AND in Commissione del Senato, nella quale è stato richiesto con estrema chiarezza il ritiro del Decreto legge del governo, che mira a smantellare completamente la scuola quale componente integrante di un sistema di valori, definito nella Carta Costituzionale che interpreta e afferma i principi imprescindibili dello Stato democratico.



Sanità. Ristrutturazione dello sfascio

Coordinamento Provinciale per la sanità

Il Coordinamento Provinciale della sanità convoca una conferenza stampa per lunedì 1 giugno 2015, alle ore 12, presso la libreria "Edicolè"  in Piazza Madonna della Neve - Frosinone. Il tema è il seguente:" La sanità ciociara: TRA PSEDO INAUGURAZIONI, PROMESSE E RISTRUTTURAZIONI CONTINUA LO SFASCIO".
Questo argomento sarà oggetto di una tavola rotonda che si terrà venerdì 5 c.m., alle ore 16, presso la Casa del Volontariato di Frosinone. Hanno dato la loro adesione quattro consiglieri regionali.

 

venerdì 29 maggio 2015

Il gioco del voto

Luciano Granieri


Domenica prossima 31 maggio si terranno le  elezioni amministrative in nove  comuni della Provincia. Fra le città più importanti figurano Ceccano e Fiuggi. In ogni tornata elettorale la battaglia fra i candidati è aspra, dura, spesso parte dalle primarie, per quei gruppi che le organizzano. Si susseguono le spiegazioni su programmi, fioccano gli impegni ad occuparsi dei problemi dei cittadini. A leggere con attenzione i propositi dei candidati a sindaco, tutti sono condivisibili, qualcuno è più fantasioso, molti partono dall’assunto di mandare a casa la vecchia amministrazione,  causa di tutti i mali.  Spesso anche i  candidati delle vecchie amministrazioni vogliono mandare a case le vecchie amministrazioni, cioè se stesse ?!? Tutto ruota attorno al cambiamento e al rinnovamento. 

Personalmente ritengo l’happening delle elezioni, il giocattolo che viene regalato  ai cittadini per farli sentire democraticamente importanti. Passata la festa della cabina elettorale, rimane gabbato lo santo della democrazia. Viene fatta carta straccia di programmi, propositi di cambiamento,  di rinnovamento, e tutte le decisioni, come al solito vengono assunte sulla testa dei cittadini per la salvaguardia di interessi che minimamente riguardano colori i quali, avendo assolto al loro diritto democratico del voto, credono di essere stati fautori del proprio destino. 

Rispetto a questo ragionamento,  forse nelle elezioni  comunali un minimo spazio per la partecipazione della cittadinanza alle decisioni sul proprio territorio ancora esiste. E’ possibile, attraverso la formazione di comitati di quartiere, l’istituzione di forum tematici, costruire un sistema di democrazia partecipate che nelle sue forme più evolute potrebbe perfino occuparsi di urbanistica e finanche del bilancio comunale.  

Al di la di queste considerazione resta il fatto che   per alcuni cittadini della Provincia, domenica sarà tempo di elezioni. In particolare per gli abitanti di Ceccano che dovranno  eleggere il sindaco ed uscire dalla  gestione commissariale.  Mi sembra oltremodo utile, quindi, rendere  un servizio  agli amici della città fabraterna,  riproponendo il confronto fra i candidati a sindaco svoltosi la sabato scorso 23 maggio. Cari ceccanesi, ascoltate e votate, se vi va. Buon voto a tutti. 

La differenza tra i comunisti e il resto della sinistra

Verso le elezioni regionali




Mauro Buccheri

Nel prossimo weekend più di venti milioni di italiani saranno “chiamati alle urne” nel gioco della democrazia borghese, che attraverso le elezioni cerca di legittimarsi agli occhi delle masse popolari. Questa volta, nello specifico, si voterà in sette regioni per eleggere consigli e presidenti regionali, e in più di mille comuni per eleggere sindaco e consiglieri comunali.
Un gioco delle marionette, come lo definiva Lenin, a cui settori crescenti delle masse popolari stentano oggi a riconoscere credibilità, come si evince anche dal diffondersi del fenomeno dell'astensionismo elettorale (giusto per fare un esempio, alle ultime regionali in Calabria, qualche mese fa, appena il 44% degli aventi diritto al voto si è recato alle urne). L'astensionismo è la conseguenza di una profonda e diffusa sfiducia nei confronti dei partiti di sistema e, in certa parte, dello stesso regime borghese, in una fase di crisi acuta in cui la borghesia non ha più nemmeno le briciole da distribuire. Esprime insomma una risposta, deformata e inefficace (perché passiva), di larghi settori popolari che – non vedendo altri mezzi a disposizione – esprimono il proprio disprezzo verso le classi dirigenti del Paese e i loro partiti.
I comunisti e le elezioni
Nonostante le elezioni borghesi siano di per sé basate su un meccanismo truffaldino (a prescindere dal sistema elettorale in uso), nonostante riteniamo, da comunisti, che la liberazione delle classi oppresse non passi dalle urne, bensì dalla rivoluzione sociale, pensiamo altresì che le elezioni possano anche avere un'utilità nella misura in cui i comunisti riescano a sfruttarle nella corretta prospettiva. Laddove ve ne siano le condizioni, infatti, i comunisti possono utilizzare le elezioni borghesi come tribuna di propaganda per il programma rivoluzionario (approfittando degli spazi che le stesse normative borghesi ci concedono in periodo elettorale, spazi che normalmente ci vengono negati) e per provare a guadagnare a quel programma settori del movimento operaio e nuovi militanti (1). E' con questo scopo che il Pdac si presenta, quando è possibile, alle elezioni: così come in queste elezioni regionali avanziamo l'unica candidatura di classe, comunista e rivoluzionaria in Puglia (e, di fatto, l'unica anche a livello nazionale).
Le tornate elettorali forniscono utili indicazioni per discriminare fra i comunisti e le forze della sinistra riformista e semi-riformista (i centristi), cioè fra i comunisti e quelli che si limitano a definirsi tali.
Se esaminiamo infatti quanto sta accadendo a questa tornata elettorale, in particolare in relazione alle forze di “sinistra”, notiamo una pletora di opportunisti che si presenta alle elezioni, nascondendosi talvolta (e questo è l'aspetto più odioso della faccenda) dietro la falce e martello. Dovere dei comunisti è denunciare questi opportunisti, che continuano a causare danni enormi alle ragioni del mondo del lavoro e del movimento operaio, e ad alimentare la sfiducia e l'ostilità verso il comunismo (con sommo gaudio della borghesia, già molto attiva da secoli in questo senso).
I vendoliani alle prossime amministrative
Iniziamo questa breve disamina da Sel, forza socialdemocratica di destra che, per fortuna, sin dalla sua nascita ha rinunciato al riferimento al “comunismo”. Abbiamo sempre denunciato nei nostri articoli l'organicità di Sel al sistema e le politiche filopadronali seguite del suo leader, Vendola, come governatore della Puglia (proverbiali ormai le sue risate al telefono con Archinà, braccio destro di Emilio Riva, l'ormai defunto patron dell'Ilva di Taranto). Sebbene in parlamento Sel sostenga – in realtà con scarsa convinzione - di fare l' “opposizione” al governo del Pd, nei fatti i vendoliani si sono limitati fino ad oggi a “critiche” saltuarie quanto ipocrite verso Renzi, e mai comunque da un versante di classe.
A riprova di ciò, oggi i vendoliani appoggiano i candidati del Pd in Puglia, dove sostengono Michele Emiliano (renziano, sostenitore del Jobs Act e della “Buona scuola”), in Umbria, dove puntano sulla presidente uscente Catiuscia Marini, e in Veneto, dove appoggiano Alessandra Moretti. Mentre in Liguria supportano Luca Pastorino, parlamentare eletto nelle file del Pd, partito da cui poi è fuoriuscito al seguito di Pippo Civati (soggetto quest'ultimo con cui Sel prova a interloquire in funzione della costruzione di un ennesimo contenitore socialdemocratico che occupi lo spazio a sinistra del Pd).
Dal “Pcdi” ai verdi: denominatore comune l'opportunismo
Sempre a proposito di Emiliano, va detto che il candidato del Pd alle regionali in Puglia, oltre al supporto di Sel, nonché dell'Udc, ha ottenuto quello del sedicente “Pcdi”, neonato gruppo che prova a coagulare i rottami dello stalinismo italiano. L'obiettivo che questo gruppo si propone è di ricostruire il “Partito comunista d'Italia” (di cui recupera abusivamente il nome), e la prima mossa che fa per raggiungere questo storico obiettivo... è sostenere in Puglia i padroni e il loro principale candidato di riferimento! E pensare che questi stessi che appoggiano il candidato del Pd in Puglia, in un comunicato a firma della dirigente Manuela Palermi attaccano la “buona scuola” renziana scrivendo che “il Pd verrà punito alle elezioni regionali” per la sua “ottusa arroganza”! (2) Ci sarebbe da ridere se non fosse che questi soggetti si definiscono “comunisti”.
A conferma della totale confusione del soggetto politico in questione, e per completezza d'informazione, va detto che in Liguria il “Pcdi” sostiene, assieme a Sel e all'interno della cosiddetta “Rete a Sinistra”, il già citato civatiano Pastorino (la cui vittoria, sempre secondo la Palermi, “potrebbe dare un colpo forte, forse decisivo, al Pd che si sente padrone del mondo”! (3), mentre in Umbria sta dentro al cartello elettorale riformista Altra Marche – Sinistra Unita (assieme al Prc, Sel e al comitato Tsipras-Marche) che candida a governatore regionale Edoardo Mentrasti, coordinatore regionale di Sel. Insomma, quando si dice: poche idee ma chiare!
Il tutto mentre i Verdi – a proposito di “sinistra” riformista - sostengono in Campania il candidato del Pd, l'impresentabile De Luca, ex sceriffo di Salerno, sotto processo fra le altre cose per lottizzazione abusiva e reati ambientali: proprio il candidato ideale per degli ambientalisti! (4)
Il Prc fra i rantoli della Lista Tsipras e la suggestione di Landini e Civati
Per quanto riguarda Rifondazione Comunista, sulla scia dell'esperienza europea all'interno della Lista Tsipras, il Prc sostiene, non senza divisioni e contraddizioni interne: in Puglia (dove ha governato 8 anni su 10 con il Pd) Riccardo Rossi (L'altra Puglia), nelle Marche Edoardo Mentrasti (Altre Marche – Sinistra unita), in Veneto Laura Di Lucia Coletti (L'Altro Veneto) in Toscana Tommaso Fattori (Sì – Toscana a sinistra), in Umbria Michele Vecchietti (L'Umbria per un'altra Europa). Si tratta di esperienze politiche che rimuovono il comunismo nella simbologia (cui fino a ieri i dirigenti del Prc si richiamavano, sia pur ipocritamente) e nella sostanza. Del resto, si rifanno alla forza socialdemocratica di Syriza, che governa in Grecia assieme alla destra nazionalista filoclericale di Anel, avendo come obiettivo non la rottura col capitalismo ma il mercanteggiamento con la Troika (5). Insomma, in barba a un principio basilare del marxismo, quello dell'indipendenza di classe dalla borghesia, dai suoi partiti e dai suoi governi, i dirigenti di Rifondazione si ostinano a seguire strade già battute e già fallite mille volte nel passato, la strada del governismo e della collaborazione di classe (6).
In Liguria il Prc converge assieme a Sel sul civatiano Pastorino (Rete a Sinistra). In Campania, invece, in un primo tempo Rifondazione aveva tentato di formare un cartello (“Appello Maggio”) con Sel (che nel frattempo flirtava anche col Pd, con cui ha rotto poi sul nome di De Luca), la Rete dei comunisti e vari movimenti dell'area napoletana. Quando Sel si è poi defilata da Appello Maggio per lanciare la candidatura di Vozza, il Prc l'ha seguita a rimorchio lasciando con un pugno di mosche i neostalinisti della Rete dei comunisti e il resto della ciurma (7).
Sempre a proposito di Campania, va detto che la lista “Sinistra al lavoro per la Campania” (con Vozza candidato presidente), oltre a Sel e al Prc raccoglie i già citati stalinisti del “Pcdi”, un sedicente “Partito del lavoro” (8) e Green Italia, gruppo "ambientalista" che ha fra i suoi uomini di punta Fabio Granata, ex parlamentare di An e del Pdl, che prova a rientrare nel giro dopo il tramonto di Fini e il fallimento alle elezioni politiche del 2013 con Futuro e Libertà (9).
E di fronte all'ormai conclamato fallimento del progetto tsiprasiano in Italia (10), a cui il Prc continua oggi ad andar dietro per inerzia, Paolo Ferrero si guarda attorno. L'idea fissa è quella di costruire una “Syriza italiana” che riunisca “le forze a sinistra del Pd per aprire un processo costituente” (11). Con occhio attento anche alla “Coalizione sociale” che Landini intende costruire, anche se ad oggi lo stesso Landini appare più confuso che persuaso (12).
Le ultime operazioni opportunistiche del Pcl di Ferrando
Come dicevamo in premessa, i comunisti hanno il dovere – in caso di partecipazione alle elezioni borghesi - di presentarsi col loro programma, al fine di provare a guadagnare nuovi militanti aquel programma, cioè alla causa rivoluzionaria. Questo principio basilare del marxismo è stato totalmente rimosso dal Pcl, il gruppo ferrandiano che si presenta come “rivoluzionario” e financo come "trotskista" ma che noi definiamo centrista, nel senso di oscillante fra (saltuari) proclami rivoluzionari e pratiche riformiste.
In queste regionali il Pcl si presenta in due regioni: Liguria e Umbria. In Umbria questo partito, che si è sempre definito "antistalinista", fa un blocco elettorale e programmatico con il gruppo "Casa Rossa", che si richiama a Togliatti (numero due dello stalinismo e mandante dell'omicidio di Tresso, fondatore del trotskismo italiano a cui è intitolata qualche sezione del Pcl), nonché a Mao e al Partito "comunista" cinese. Non si tratta, come è stato scritto sul sito del Pcl (13) qualche giorno fa, in risposta polemica a noi ma evidentemente parlando più che a noi a qualche militante del Pcl che sarà rimasto turbato da questa operazione opportunistica, di un "accordo tattico" tra due gruppi (operazione che sarebbe in ogni caso discutibile, date le posizioni di questa "Casa Rossa"): ma di un vero e proprio blocco programmatico con i togliattiani (14). Il simbolo del Pcl è fuso con quello di "Casa Rossa" e il programma che si presenta è unico, comune (15).
Conclusioni Dire la verità, presentarsi per quello che si è, portare il programma comunista nei movimenti, nei luoghi di lavoro, nelle lotte, ed eventualmente nelle tribune politiche. Questo è ciò che i comunisti devono fare, questo è quello che facciamo, in Italia come Pdac, così come in tanti altri Paesi del mondo dove i nostri compagni stanno contribuendo assieme a noi alla costruzione del partito internazionale e internazionalista necessario alle masse oppresse e sfruttate. Siamo ben consapevoli, rispetto all'enormità del compito, che il nostro lavoro è ancora alla fase embrionale, ma siamo altrettanto consapevoli che abbiamo posto delle solide basi a questo progetto, laddove altri arretrano, implodono, si frantumano e qualche volta, più o meno consapevolmente, passano dall'altra parte della barricata.
Note
1. E' sulla base di queste ragioni che il Pdac si presenta alle imminenti elezioni nella Regione Puglia:http://www.alternativacomunista.it/content/view/2150/1/
3. Quello che balza subito all'occhio è la totale assenza di una visione e, conseguentemente, di una prospettiva di classe, nelle parole e nelle azioni di questi soggetti: per loro, evidentemente, il problema si risolve nel Pd, non nella classe sociale che sostiene e foraggia il Pd come tutti gli altri partiti di sistema! http://www.comunisti-italiani.it/2015/05/15/manuela-palermi-la-liguria-dara-dispiaceri-a-renzi/
5. Per un'analisi di classe sul fenomeno Syriza: http://www.alternativacomunista.it/content/view/2123/1/
6. In merito a questo argomento, consigliamo la lettura del seguente articolo:http://www.alternativacomunista.it/content/view/2128/1/
7. Nei link di seguito si può leggere la reazione piccata della Rete dei comunisti e soci:http://contropiano.org/interventi/item/29825-elezioni-in-campania-l-autonomia-e-l-indipendenza-non-sono-un-optional ;http://www.appellomaggio.it/?p=238 . Come si può notare, al di là della critica all' “accordo elettorale fra sigle partitiche, completamente staccato dalla realtà sociale”, anche questi altri non vanno oltre la visione riformista, indicando infatti come propri modelli di riferimento i populisti spagnoli di Podemos e i socialdemocratici greci di Syriza.
8. Indichiamo al link di seguito il programma di questo gruppo riformista che, in quanto tale, contesta non il sistema capitalista quanto piuttosto i suoi "aspetti negativi" (come se ce ne fossero di buoni). Si sostiene infatti, fra le altre cose, che è “in crisi il patto sociale e democratico mediato fra le classi sociali nel secondo dopoguerra”, e dunque, che siano conciliabili gli interessi fra le classi sociali in lotta! Piuttosto che la nazionalizzazione delle banche si rivendica “la presenza dello Stato” (quello borghese ovviamente) “nella proprietà delle banche” e, più in generale, si auspica “un'inversione radicale rispetto alle politiche che hanno segnato i decenni scorsi”, politiche in difesa del lavoro, dell'ambiente, dei migranti, del diritto alla salute e alla casa ecc Tutte cose che i nostri riformisti ovviamente non spiegano come possano essere ottenute nel quadro del sistema capitalista: http://www.partito-lavoro.it/images/documenti/sintesi_riprendiamoci_il_futuro.pdf
9. Da notare questo articolo firmato da Della Seta e Ferrante, ex parlamentari del Pd e poi tra i fondatori di Green Italia, che pregustano la possibilità di imbarcarsi in un eventuale soggetto politico che abbia come riferimento Pippo Civati (recentemente fuoriuscito dal Pd), un soggetto che avrà il pregio – sostengono con certezza – di non essere una “cosa rossa” e di essere libero da “gabbie ideologiche”. Un bel biglietto da visita per Civati, non c'è che dire!http://greenitalia.org/quella-di-civati-non-sara-una-cosa-rossa-per-questo-funzionera/
10. Proprio pochi giorni fa, il veloce processo di sgretolamento dell'Altra Europa con Tsipras ha conosciuto un ulteriore passaggio, con l'addio dell'europarlamentare Barbara Spinelli:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/11/barbara-spinelli-addio-alla-lista-tsipras-no-ad-atomizzazione-sinistra/1673212/
11. http://www.affaritaliani.it/politica/nasce-la-costituente-della-sinistra-ferrero-lavorare-con-landini-366105.html
Sulla stessa lunghezza d'onda l'ultimo comunicato di Paolo Ferrero, in cui il dirigente del Prc prende come modello di riferimento per la sua "costituente" gli spagnoli di Podemos e i greci di Syriza, che a suo dire costituirebbero delle "alternative" alle politiche di austerità: http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=18262
12. Landini lancia la "coalizione sociale", ma nemmeno lui sa di cosa si tratta. Parla di "un cantiere in evoluzione" ma senza specificarne la funzione e gli obiettivi. Lamenta il fatto che le leggi le fa la Confindustria quando lui, al di là delle chiacchiere nei salotti televisivi, ha chinato la testa anche davanti all'accordo vergogna sulla rappresentanza sindacale firmato proprio dai confindustriali con Cgil, Cisl e Uil.
 
 http://www.repubblica.it/politica/2015/05/18/news/coalizione_di_landini_ecco_il_programma-114611955/
14. Significativo poi che, a coronamento del terribile pasticcio, il Pcl nel suo comunicato relativizzi le differenze fra i comunisti e gli stalinisti (“al di là di alcune posizioni che riteniamo sbagliate”), liquidando in due parole un secolo di lotte fra rivoluzionari e controrivoluzionari! Ci chiediamo se in campagna elettorale il Pcl presenterà agli elettori il comunismo di Marx ed Engels, oppure quello del Venezuela chavista (!) piuttosto che quello della Cina (!).

giovedì 28 maggio 2015

Ventotto maggio, di ritorno da Roma

Comitato di Lotta per il lavoro


Ventotto maggio, di ritorno da Roma

E’ stata deserta la tenda davanti al Municipio di Frosinone questa mattina. Tutti i lavoratori della ex Frosinone Multiservizi  si sono trasferiti a Roma sotto la Regione in attesa di buone nuove.
E come al solito le presenze erano consistenti: la segreteria dell’Ass.to al Lavoro con Caligiuri, due consiglieri regionali Buschini e BIanchi, il Sindaco di Alatri, il Presidente della Provincia e il Vicesindaco di Frosinone. Più 6 dirigenti parti sociali lavoratori…. Insomma in tanti intorno al morto nella speranza che resusciti. Ma qualcuno gufa. Tutti gli sforzi di decine d’incontri di viaggi, di mozioni, ordini del giorno, promesse e quanto altro trovano sempre al dunque un muro invalicabile.
Così è stato anche stavolta. Alle parole della Regione di una necessità di una volontà politica chiara tra enti, con numeri definititi e redatti su un piano industriale, alla stanca ma chiara e distinta posizione del Comune di Alatri che rimane disponibile alla costituzione della newco avendo dovuto fare un bando per dare risposta alla richiesta di stabilizzazione dei lavoratori, faceva un’afona eco la Provincia impigliata nel tritatutto della legge DelRio ma che in ogni modo rimane disponibile non appena saranno date le deleghe sulla viabilità. Ribadiva la posizione regionale sia Bianchi che Buschini  sulla disponibilità dei €.2 milioni per la viabilità e per una soluzione degli esuberi… Ma Trina no. Appena le cose, come non mai, si sono fatte stringenti, ammetteva di non poter siglare alcun minimo accordo se non stravolgendo le richieste di una compartecipazione economica della Regione già esclusa almeno due anni fa… Trina, incartatosi, cercava di dare responsabilità ad altri rispetto alle mancate scelte della Amministrazione di Frosinone rendendo effervescente il tavolo tanto da provocare reazioni piccate nei rappresentanti regionali.
Veniva fuori abbastanza chiaramente il gioco delle risorse del comune di Frosinone, che piange miseria quando deve parlare di nuova società pubblica e invece elargisce a piene mani quando si parla di cooperative (più di 5 milioni in due anni): perché il prossimo appalto del cimitero non subisce un taglio come subirebbe se fosse nella newco e rimane fermo a €.349 mila come da delibera 18/14, quando invece gli altri servizi saranno tagliati almeno del 20%? La risposta è stata data da Manchi stesso che ancora una volta si è mostrato prono al potere giustificando tecnicamente un interesse tutto politico. Il cimitero è il terzo appalto oggi affidato dopo almeno 7  proroghe ancora a Sol.Co.  Nei prossimi mesi o giorni alcuni servizi verranno mantenuti intatti a seconda degli interessi della Amministrazione, altri saranno tagliati o del tutto o alla bisogna.
L’incontro veniva aggiornato all’8 giugno quando, con l’impegno preso dal segretario Scimè - che non è riuscito ad articolare alcuna difesa dell’operato amministrativo sugli affidamenti alle coop sociali di tipo B -,l Frosinone valuterà per intero le risorse disponibili, le sommerà a quelle di Alatri e insieme proveranno a quantificare il numero di lavoratori da ricollocare.   
I lavoratori rimangono perplessi davanti all’inconsistenza delle posizioni di Frosinone che però non vuole alzarsi da un tavolo sempre sparecchiato. Essi hanno chiesto quale futuro per i servizi al 31 maggio come prova della sincerità delle parole di Trina: alcuno ha voluto rispondere, né la politica né i dirigenti.
Di ritorno a Frosinone si viene a sapere che i servizi avranno un mese ancora di deroga, alla faccia della legge. La politica e i dirigenti hanno fatto ancora una figura barbina, senza coraggio, senza serietà, paurosi fino al punto di no rispondere per dire come stanno le cose.  
Con queste le proroghe alle coop sociali di tipo B arriveranno quasi a ottanta! La presa in giro collettiva si conferma. I lavoratori, che hanno imparato la strada, non devono fare altro che inviare una nuova segnalazione. Cantone non ti distrarre. 

L'irresistibile fascino universale dell'entropia

Luciano Granieri



Martedì scorso, 26 maggio, ha avuto luogo, presso l’aula magna del Liceo Classico Norberto Turriziani la presentazione del volume “dell’entropia ancora”   ultimo libro del poeta saggista Alfonso Cardamone.  L’evento, promosso dall’”Associazione  ExAlunni Turriziani” ha visto la partecipazione, dell’autore Alfonso Cardamone,  dei professori Renzo Scasseddu e Marcello Carlino il quale ha arricchito  il testo con una efficace prefazione.  

Ho avuto la fortuna di partecipare all’incontro grazie all’invito di Alfonso che, oltre a saggista e  poeta, è anche prezioso ed illuminante amico.  Prima di proseguire nella stesura dell’articolo mi preme sottolineare, per correttezza,  come le considerazioni che seguono siano il frutto delle riflessioni di  un  semplice appassionato  lettore, non particolarmente addentro alle dinamiche lessicali e semantiche della poesia. Per cui confido nella clemenza di chi è più esperto di me su eventuali inesattezze o pressapochismi. 

Il volume “dell’entropia ancora “ racchiude una serie di componimenti poetici, brevi asciutti, accompagnati dalle tavole del pittore Angelo D’Onorio.  Un connubio di arte, poetica e pittorica, dalla potenza comunicativa ed emozionale fuori dal comune. Ad accompagnarci, nel mondo anarchicamente  ed entropicamente creativo  di Alfonso Cardamone, due maestri  d’eccezione:  Il professor Renzo Scasseddu, il quale ci ha guidato nei meandri stilistici, del fluire poetico di Alfonso, e il professor Marcello Carlino che si è soffermato sulla semantica di quei versi graffianti e teneri (mi scuserete di questo ossimoro che è tutto mio, ma che dovrebbe rendere bene uno dei filoni su cui si snoda l’entropia di Alfonso). 

Si comincia da Itaca, la dove nasce il viaggio di Ulisse,  dove nasce il viaggio della vita di ognuno di noi. E ad Itaca si torna, “l’approdo” dopo essere ripartiti ancora una volta “tornando a sciogliere le gomene”. Questo è l’Universo. L’Universo di Ulisse, e  l’Universo di ognuno di noi. Uno dei temi cari ad Alfonso Cardamone  è proprio l’idea di un’identità universale  legata  e limitata alla vita delle persone. Si ignora  l’esistenza  di un’entità al di fuori di noi, la si può intuire, immaginare, ma nulla si conosce di essa. 

La  nostra percezione, il nostro vivere l’Universo inizia  dal non noto, con la nascita, ed inevitabilmente torna al non noto con la morte. Ed in mezzo? In mezzo c’è la vita, la nostra vita, un percorso che si consuma secondo un presente di “deformazione delle immagini, di dissolvimento delle esperienze e della percezione” per citare Alfonso. E’ dunque un percorso fortemente entropico, è un continuo susseguirsi di ossimori: la crudeltà dei sogni ingannatori, che come schegge avvelenate ingiuriano la carne illusa dell’uomo,  unita alla  tenerezza del nonno che guida il nipotino per mano. Dunque l’entropia in attesa della morte. Ma proprio perché entropico il viaggio della vita, che ha un esito certo, è incerto e affascinante.  Questo è uno dei messaggi che mi è sembrato cogliere dal volume di Alfonso Cardamone. Ripeto sono considerazioni del tutto personali. 

Questo succedersi della nascita, dell’evolversi entropico e della morte del “NOSTRO” Universo, mi richiama alla musica di John Coltrane. Una poetica musicale che parte dall’esposizione di un tema, magari non pedissequamente eseguito nella sua precisa  forma melodica, (Itaca) per poi  avventurarsi nell’entropia dell’imporvvisazione più delirante, parola intesa nel  suo senso strettamente  etimologico derivante dal Latino. In cui de -lirare significa  seminare fuori dal solco dell’aratro (lira) , come ci ha mirabilmente spiegato il professor Scasseddu. Dunque un’imporvvisazione delirante, entropica, determinata dalla creatività emotiva di quel musicista,  diluita  e limitata al  tempo dell’esecuzione, che non è prevedibile. Un viaggio sonoro che inevitabilmente riporta a Itaca, cioè alla figura melodica di partenza, al tema. 

Unitamente ai video relativi alla presentazione del libro, ho pubblicato un contributo musicale, che dovrebbe essere esplicativo di queste dinamiche. Il brano è “Naima” di John Coltrane. Dopo l’esposizione del tema, eseguita dal Coltrane al sax tenore e da Erich Dolphy al clarino basso, lo stesso Dolphy si lancia in una improvvisazione entropica, fuori dal solco dell’aratro. Quel solco rimane sullo sfondo impercettibile. E’ ignorato, ma esiste. Anche il successivo assolo  del pianoforte di McCoy Tyner è completamente esterno  al solco, deviano anche le figure ritmiche di Elvin Jones alla batteria. Solo Reggie Workman al contrabbasso rimane a delineare, appena accennata,  la lira dell’aratro. Tutto poi ritorna alla melodia iniziale e termina. Naima costituisce il sottofondo musicale delle immagini  di alcune opere di Angelo D’Onorio ,straordinario autore delle tavole che illustrano il libro di Alfonso. 

Ma nell’entropia assoluta di questo mio argomentare esiste un punto fermo. E’ la  tendenza a buttarla in politica.   Martedì scorso mi sono rigenerato, fra le mura amiche del Liceo Classico Turriziani, istituto che ho frequentato ahimè con scarso profitto, diversi decenni fa. Ho assaporato  il privilegio e la gioia di  dissetarmi  presso fonti  di sapienza e di humanitas, alimentate dalle  parole di Cardamone, Carlino e Scasseddu. Ma nello stesso tempo, in un lampo di razionalità, ho realizzato come tale privilegio, difficilmente potrà essere goduto da altri alunni nei prossimi anni. 

E’ una riflessione amara che deriva dal constatare come l’idea di scuola che da decenni si tenta di imporre, e che sta trovando il suo pieno compimento con il ddl renziano sulla Buona Scuola, sia anni luce lontana da ciò che stava avvenendo fra le mura del Liceo Classico.  L’istruzione finalizzata alla formazione della sensibilità umana , alla capacità di apprendere e capire le persone intorno a noi, la predisposizione alla condivisione del sapere, è in grave pericolo, è prossima alla distruzione. Destinata a soccombere sotto i colpi di una nuova idea di scuola pubblica , in cui gli insegnanti  sono obbligati  ad eseguire i comandamenti del preside manager, e gli studenti,  sono trasformati  in nuovi schiavi,   anziché in persone coscienti e pensanti.  Ecco,  l’ordine pianificato finalizzato di questa idea di scuola asservita al mercato, va assolutamente combattuto con la sterminata ed affascinate entropia della cultura vera, quella che aiuta a diventare donne e uomini. 

Un grazie di cuore ad Alfonso Cardamone per il privilegio che mi ha concesso.