Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 9 settembre 2012

Via Aldo Moro apre alla CUL...tura

Luciano Granieri

Via Aldo Moro apre alla cultura, ma non si è capito se la cultura sia  entrata. Domenica sera,  abbiamo deciso di percorrere la “Via Monte Napoleone” frusinate per farci  coinvolgere nell’afflato culturale, nel turbinio della sapienza e dell’arte. Ad essere  sinceri la prima edizione dell’evento organizzata dalla giunta precedente non ebbe molto successo. La partecipazione popolare fu massiccia, ma la cultura era di molto latitante. Quest’anno, giunta nuova kermesse nuova, dunque con fiducia ci siamo rituffati nella movida.  Anche nell’edizione 2012  la partecipazione è stata massiccia, e quando la gente schioda il sedere dalla sedia e si riversa per strada  per parlarsi, o anche solo salutarsi è sempre un fatto positivo.  Molte  persone in giro ma, come l’anno prima, la ricerca dell’evento culturale si è rivelata  impresa titanica. Fendendo la folla ci siamo trovati davanti ad un gazebo dove alcune gentile signorine vendevano pacchetti di fitness per una palestra della zona. Di seguito, da un altro gazebo,  si vendevano servizi internet. Ancora più avanti  la solita compagnia telefonica proponeva tariffe super agevolate,  sgomitando ancora un po’ tra la folla ci siamo ritrovati davanti ad uno stand da cui un noto ottico della città promuoveva    lenti , occhiali e, meraviglie delle meraviglie, consentiva agli astanti di scavare  e gustare da una forma di parmigiano colà posta delle  ottime pepite di grana stagionato. Evviva un po’ di cultura finalmente, culinaria ma pur sempre cultura. Fra  bancarelle di zucchero filato, stand di istituti finanziari e di agenzie di viaggio,  fra flash di facce  alcune conosciute altre no, fra pestate di piedi e spintoni, l’impressione era di trovarsi in un centro commerciale a cielo aperto nei giorni di saldi.  A  confermare questa sensazione contribuivano i negozi aperti  ma desolatamente vuoti con le commesse scoglionate per il fatto di dover lavorare di notte e probabilmente "aggratis".  Perché non si capisce che  un esercizio  commerciale può rimanere aperto anche l notte di   Natale ma se la gente non ha il becco di un quattrino sarà dura incrementare i propri affari?  Mistero.  Ma torniamo a Via Aldo Moro così aperta alla cultura. Nel bel mezzo della stentata passeggiata ci siamo trovati davanti ad una discoteca itinerante,  house music a palla, ma pochi giovani a dimenarsi. Sarà cultura questa? Beh forse l’espressività del ballo,  il ritmo ossessionante, possono definirsi cultura…molto forse. Avanzando ancora finalmente un rivolo sonoro amico investiva le orecchie martoriate.  E’  il tema de “La garota de Ipanema”  un gruppo di giovani ragazzi ci metteva molto impegno nell’eseguire il noto brano di Anton Carlos Jobim,  decisamente un piccolo contributo alla cultura ma ben poca cosa.  Un altro gruppetto di ragazzi ci dava dentro nel strimpellare disco music degli anni ’80. Apprezzabili gli sforzi, ma il livello della proposta  culturale rimaneva basso, quasi nullo. Il solito mangiafuoco e il saltimbanco che lo accompagnava strabiliavano  il pubblico infantile. Ma eccoci finalmente e inaspettatamente al cospetto di ciò che così faticosamente andavamo cercando. Sotto uno stand moto affollato, occupato da un istituto di bellezza,  due modelle in perizoma, tipo filo interdentale fra le chiappe,  si facevano massaggiare,   stese a pancia in giù su dei lettini, da abili massaggiatrici  per mostrare le mirabilie di quei trattamenti.  Eccola! Finalmente l’abbiamo trovata la CUL…tura.  Insomma accontentiamoci, lo sappiamo che la CUL…tura  non è proprio la cultura, ma suona allo stesso modo e per ora è sufficiente. Del  resto anche questa nuova giunta non è che abbia tanti soldi da spendere per gli eventi culturali e poi bisogna cominciare a mettere da parte qualche denaro per il grandioso SUV di San Silverio e Sant'Ormisda per cui chi si accontenta gode  ma spesso s’incazza.  

sabato 8 settembre 2012

Quel sacrario per Graziani è una vergogna

ANPI NAZIONALE

Intervista su l'Unità di oggi al Presidente Nazionale ANPI, come da oggetto, in occasione del dibattito alla Festa democratica nazionale di Reggio Emilia sul tema: "Per un nuovo impegno e una nuova cultura antifascista"




Sarà il 6 ottobre

Le associazioni hanno scelto il 6 Ottobre.
Le parti sociali hanno scelto il 6 Ottobre.
I singoli cittadini hanno scelto il 6 Ottobre.


Il Coordinamento della Valle del Sacco, che ciascuna realtà riunisce, ha scelto il 6 Ottobre.

Ha scelto il 6 Ottobre per non dimenticare i quattro inceneritori.
Ha scelto il 6 Ottobre per non dimenticare la discarica di Colle Fagiolara.
Ha scelto il 6 Ottobre per non dimenticare i fusti tossici interrati.
Ha scelto il 6 Ottobre per non dimenticare i capi di bestiame abbattuti, le fattorie distrutte e gli
agricoltori rovinati.
Ha scelto il 6 Ottobre per non dimenticare che l’aria, l’acqua e la terra sono stati compromessi.
Ha scelto il 6 Ottobre per non dimenticare il significato della parola dignità.

La dignità di un territorio seviziato, stuprato ed abbandonato a sé stesso.
La dignità di quel 55% di contaminati a vita da Beta-HCH, su un campione di 256 persone.
La dignità dei malati dei tumore, di leucemia, di chi lotta per la vita e di chi invece la battaglia per
la vita l'ha già persa.

Ha scelto il 6 Ottobre per ribadire la sacralità del diritto alla salute.
Ha scelto il 6 Ottobre per ribadire la sacralità del diritto al futuro.

Se hai a cuore tutto questo, il 6 Ottobre scendi in strada al nostro fianco, manifesta.

Manifesta, per urlare il tuo NO al piano regionale rifiuti della giunta Polverini.
Manifesta, per urlare il tuo NO agli snaturati progetti di impianti TMB a Castellaccio (Paliano) e
Colleferro.
Manifesta, per una vera raccolta differenziata, porta a porta.
Manifesta, per una gestione che valorizzi il rifiuto, quale materia prima secondaria, anziché
promuoverne l'eliminazione per incenerimento.
Manifesta, per un futuro a rifiuti zero.
Manifesta, per rivendicare il tuo ruolo da protagonista.
Manifesta, per non dover manifestare più.

Il 6 Ottobre, scendi in strada.
Il 6 Ottobre grida al mondo che non SEI UNO ZERO!


6 OTTOBRE 2012


(Colleferro - Piazzale dello Scalo - di fronte Stazione Ferroviaria)
ORE 14.30

Adesioni: http://seiunozerovalledelsacco.wordpress.com/adesioni/
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Anche il Collettivo Ciociaro Anticapitalista manifesterà il 6 ottobre a fianco  al coordinamento della Valle del Sacco.

Per ribadire l’inalienabilità del diritto di vivere in luoghi dover terra, aria e acqua non siano contaminati e inquinati.

Per ribadire che la terra l’aria e l’acqua sono beni destinati a tutti per diritto naturale e dunque non assoggettabili al degrado e allo sfruttamento del mercato.

Per ribadire che il diritto alla salute non è negoziabile, neanche con il diritto al lavoro e che il diritto al lavoro non è negoziabile con il diritto alla salute, entrambi devono essere garantiti.

Per ribadire che Frosinone non ha alcun bisogno di un aeroporto dall’impatto ambientale devastante per il territorio, utile esclusivamente al profitto dei grandi imprenditori edili e nocivo per la salute dei cittadini.

Per ribadire che è proprio dalla difesa dei propri territori contro l’aggressione delle multinazionali della grande distribuzione e dalla speculazione edilizia concertata, che si costruisce il primo caposaldo contro la tirannia liberista.



venerdì 7 settembre 2012

spread ideale

Giovanni Morsillo

Come tutti sano Nicole Minetti ha dichiarato un paio di giorni fa che non si dimetterà da consigliere della Regione Lombardia perché ammira "gli ideali di Silvio". Escludiamo che si tratti di Silvio Pellico che, sebbene lombardo non è sicuramente nei pensieri della prestigiosa amministratrice pubblica visto che non frequentava nemmeno uno straccio di centro fitness, così come siamo quasi certi che non si sia voluta riferire a Silvio Spaventa, che oltre a non essere elettore del PdL se non altro perché deceduto dal 1893 era pure terrone, e così non riusciamo proprio a capire a quale prsonaggio pensasse nei suoi ragionamenti. Avesse specificato almeno di che ideali si tratti avremmo potuto interpretare il suo pensiero, ma così, nel vago non riusciamo proprio ad orientarci. Certo, i dubbi ci torturano, e sono forti: se la consigliera regionale ha omesso qualsiasi carattere identificativo del suo modello intellettuale e valoriale, si tratterà certamente di qualcuno talmente noto da non necessitare di alcun indirizzo, di alcuna indicazione pur minima per essere individuato con certezza. Solo Silvio, soltanto il nome di battesimo, quasi che ne esista uno solo o che sia talmente distante la sua notorietà di fronte a quella di altri omonimi meno popolari, che non sono autorizzati dubbi.
Abbiamo sfogliato oltre alla nostra memoria, sempre fallace, tutte le fonti di cui disponiamo, enciclopedia, vecchi volumi, riviste di tutti i tipi, fino ai più importanti motori di ricerca, ma niente! L'unico Silvio che ci viene proposto in tutte le salse mediatiche e informative è Berlusconi, ma visto l'argomento è evidentemente escluso in partenza, è un fuori concorso a prescindere. Di questo siamo certi: la Minetti ha detto proprio "ideali", e per onore alla verità non si può sostenere in alcun modo che il Silvio citato ne abbia mai sfiorato uno qualsiasi.
A meno che, ma questo una raffinata pensatrice come la consigliera lombarda non può certo considerarlo, non si vogliano intendere ideali i disegni eversivi di un magnate che vuole comprare lo Stato per farci giocare le sue mantenute. No, la plurilaureata Nicole Minetti, oltre all'igiene dentale del suo capo è certamente in gardo di curare l'igiene mentale di sé stessa e non scambierebbe mai, ad esempio, la consezione privata del potere pubblico per un "ideale".
Un amico molto fantasioso ci proponeva una lettura del Minetti-pensiero in una chiave secondo noi leggermente azzardata, che sarebbe la seguente: la dichiarazione andrebbe interpretata intendendo "ideale" come "idealizzato", ossia il Sivlio di cui sarebbe davvero quello di Arcore, e verrebbe indicato come figura ideale di dirigente politico e non solo. Questa lettura, però, ci sembra non solo forzata, ma palesemente non attinente alla dichiarazione, perché la consigliera ha detto proprio "gli ideali di Silvio", non "Silvio come ideale" o simili.
Insomma, aspettavamo in questi giorni qualche nota di precisazione, qualche chiarimento che consentisse di individuare chi fosse il modello di pensiero cui la consigliera si ispira. Non se ne sono visti, pertanto dobbiamo dedurre che si sia trattato di un lapsus, un nome detto al posto di un altro, e non pensiamoci più.
Solo una cosa: siamo proprio certi che la colpa delle nostre sofferenze sia dello spread? Non è che c'entra anche un pochino di inadeguatezza delle classi dirigenti?

Saluti ideali

Un futuro vincolato alla fame

Luciano Granieri, Collettivo Ciociaro Anticapitalista

Il grande banchiere ex Goldmann Sachs  ed  ex affamatore della Grecia   Mario Draghi,  ora a capo della Bce,  ha fatto quello che doveva fare.  La Banca Centrale  Europea   potrà acquistare in modo illimitato  il debito pubblico a breve termine dei Paesi  membri che ne faranno richiesta.  Ciò significa che gli Stati  giudicati meno solvibili , costretti quindi a cedere i propri titoli a tassi di interesse elevati, per   maggiore rischio di insolvenza,  potranno chiedere, attraverso il fondo Salva Stati, che la Bce acquisti i propri titoli in modo da acquisire credibilità, ottenendo così il conseguente abbassamento del tasso d’interesse e quindi dello spread. Inoltre la  mossa del “DRAGONE” potrà sottrarre tali obbligazioni  al perverso gioco degli speculatori.  Una buona notizia senonché gli Stati che faranno richiesta dell’aiuto della Bce dovranno sottoporsi ad un programma severo di rigore di bilancio. Quindi, sotto con i tagli allo stato sociale,  con la precarizzazione  e l’alienazione del lavoro, con i tagli a pensioni e stipendi, con la privatizzazione di scuola e sanità, con la svendita dei beni pubblici . Insomma sotto con i programmi di impoverimento sistematico  del popolo per ingrassare le capienti pance dei signori della finanza.   Se  non ricordo male lo stesso programma lacrime e sangue già si sta attuando per cercare di abbassare lo spread. E che cambia? Se non si chiedono gli aiuti alla Bce bisogna fare la fame per abbattere   lo spread. Se si chiedono aiuti alla Bce, bisogna fare la fame lo stesso perché è la condizione imposta dalla banca centrale per concedere gli aiuti  prevede  il rigore di bilancio. Perché sono tutti così contenti e plaudono? Il cetriolo, a me pare vada  sempre nelle terga dell’umile ortolano.   Non sarà ora di finirla di farci prendere per il culo? Questa cura da cavallo che ammazza il cavallo ha già  ridotto in povertà   116 milioni di cittadini europei, è questo il dato che conta non i punti di spread.  Inoltre  il piano di Draghi rischia di diventare una vera e propria trappola per i governi che ci cascheranno. Infatti è previsto che la Bce continuerà ad acquistare debito pubblico da quegli Stati che ne faranno richiesta,  a patto che  questi continuino a mettere in atto il rigore di bilancio, anche se il loro governo dovesse cambiare.  Un esempio pratico. Se Monti dovesse chiedere alla Bce di acquistare titoli italiani, il programma di macelleria sociale richiesto in cambio, dovrebbe proseguire anche con il governo che succederà al presidente del consiglio bocconiano nella prossima primavera, pena il decadimento immediato degli  aiuti. Ecco dunque che in questa prospettiva l’accapigliarsi dei vari schieramenti  politici nel cambiare la legge elettorale, nel pianificare o meno le primarie, nell’ ipotizzare sordide alleanze è del tutto inutile.  Non è il popolo che elegge i propri rappresentanti, ma è la finanza che sceglie la coalizione più capaci di difendere gli interessi del liberismo. Nel video che segue, relativo alla trasmissione Piazza  affari andata in onda ieri, in collegamento da Cernobbio dove squali e  sfruttatori   sono riuniti per concertare nuove azioni vessatorie, GIANLUCA GARBI  amministratore delegato, di BANCA SISTEMA  detta la sua agenda politica. Dal minuto 3,29 del video il perfido banchiere comincia a delirare  sostenendo  che  Monti dovrebbe chiedere ugualmente  gli aiuti europei, anche  se l’Italia non  ne ha bisogno,  in modo da vincolare il governo prossimo   allo  stesso programma di devastazione umana e sociale perseguito fino ad ora. “Dal momento che non siamo certi che il prossimo governo continuerà  nell’opera di rigore messa in atto da  Monti, il rispetto dei vincoli che la Bce pretenderà  a seguito degli aiuti richiesti imporrà anche al nuovo esecutivo  la prosecuzione della linea di contenimento della spesa . E’  UN MODO PER VINCOLARE IL FUTURO” Questo è il delirante pensiero del banchiere.    II futuro dunque di noi lavoratori, gente comune, sarebbe vincolato a prospettive di continuo impoverimento, per contro  il futuro del capitalismo finanziario è  destinato ad arricchirsi in modo smisurato. Il tutto  attuato con il totale asservimento della politica.  Non è ancora chiara l’inettitudine di questa classe dirigente sempre più succube della finanza?  Non sarà ora di ribellarsi?

Il SUV di San Silverio e Sant'Ormisda

Luciano Granieri

Buchi di bilancio ereditati dalla giunta precedente, richiami della Corte dei Conti su anomalie relative ai suddetti bilanci, mancanti trasferimenti di fondi dalla Regione, anche se di colore amico, fallimento delle società in-house, ascensori arrugginiti che non ascendono, spending review che taglia ulteriormente i fondi alla città, buche che flagellano le strade; queste sono alcune questioni fra le tante che angustiano il nuovo sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani . Per far fronte a tutti questi problemi servirebbero una montagna di soldi. Applichiamo la massima aliquota dell’Imu? Non funzionerebbe. Con la crisi immobiliare che c’è in giro, chi andrà ad occupare tutti gli alloggi vuoti e di pregio che riempiono abnormemente gli spazi della città? E poi i nostri amici costruttori sai come si incazzerebbero? Vendiamo gli immobili del comune? Si può fare , anzi sarà fatto, magari sbattendo in mezzo alla strada un po’ di gente indigente che occupa qualche casa di proprietà comunale. Ma anche in questo caso la crisi del mercato immobiliare porterebbe degli introiti risibili , non basterebbe qualche regalia di beni pubblici al privato di turno per raddrizzare le cose. Aumentiamo l’addizionale comunale Irpef? E’ una buona idea, tanto un morto di fame in più o uno in meno non è che cambi molto la faccenda. Ma ancora non è sufficiente. Il sindaco Ottaviani è in difficoltà. Non sa a che santo votarsi…. Santo votarsi? ECCO L’IDEA!!!. Frosinone è una comunità molto religiosa e devota, ha ben due santi protettori , San Silverio e San Ormisda. Possibile che fra l’uno e l’altro non riescano ad organizzare qualche miracoletto ad hoc, tipo un benefattore milionario che muore e devolve le proprie sostanze al comune, oppure la scoperta di un giacimento petrolifero negli scavi delle terme romane? Eh già ma i santi vanno incoraggiati, i miracoli costano fatica. Dunque se Viterbo dedica a Santa Rosa una macchina, Frosinone dedicherà a Silverio e Ormisda un Suv. Il Suv dei santi Ormisda e Silverio. Già il sindaco Ottaviani si è recato, con una delegazione di ingegneri a Viterbo per visionare la macchina di Santa Rosa ed assistere alla processione dei facchini che portano in giro per la città la macchina pesante più di 50 quintali e alta ventotto metri. La decisione è presa, con i pochi spiccioli rimasti, e il consistente aiuto di notabili teocon della città, il sindaco Nicola Ottaviani costruirà per Ormisda e Silverio una macchina ancora più grande e bella di quella che Marini, sindaco di Viterbo ha dedicato a Santa Rosa. Secondo alcune indiscrezioni, Santa Rosa sarebbe rimasta talmente insoddisfatta della processione, che apparsa in sogno al sindaco ne avrebbe sollecitato le dimissioni, dimissioni che il primo cittadino viterbese ha puntualmente rassegnato due giorni fa. Un macchinone grande più del doppio di quello di Santa Rosa, alto 60 metri e pesante più di 100 quintali, portato in devota processione per tutta la città, da un’orda di facchini, macchinisti, fuochisti , uomini di fatica, magari aiutati nelle salite dal vecchio motore dell’ascensore inclinato , sicuramente potrà convincere Silverio e Ormisda a fare qualche miracolo per la nostra città. Non c’è che dire questo si che è un sindaco del fare.

Mostriamo in anteprima alcune prove della processione. Ovviamente il progetto è segreto e durante le prove  il nome dei santi Ormisda  Silverio è sotituito da Eusebio.



Nostri ispiratori nello scrivere questo intervento sono stati i calimeros di Ecodellarete, qui sotto il link al loro post.

La divisione della Fiom

fonte: http://ilmegafonoquotidiano.globalist.it/

La segreteria della Fiom è formalmente dimissionaria. Il colpo di scena è andato in onda ieri al termine del Comitato centrale chiamato ad approvare l'ultima proposta di Maurizio Landini: riaprire la trattativa con Federmeccanica, Fim e Uilm sulla base di un piano di defiscalizzazioni del salario e investimenti in "industria di qualità". La votazione si è svolta, però, sulla base di tre documenti (vedi qui i documenti approvati e respinti dal Cc): 92 voti sono andati a quello presentato dal segretario, 30 alla minoranza congressuale legata a Susanna Camusso e 13 alla sinistra interna della ex Rete 28 aprile che fa riferimento a Sergio Bellavita e a Giorgio Cremaschi (oggi non più Fiom, dopo la sua andata in pensione, ma ancora riferimento dell'area in Cgil).
Ed è contro questa differenziazione che è partita una procedura di chiarimento interno alla maggioranza congressuale che la sinistra interna legge come un regolamento di conti. Sono stati i due segretari nazionali, Giorgio Airaudo e Laura Spezia, membri insieme a Sergio Bellavita e Maurizio Landini della segreteria, a presentare le loro dimissioni con l'intento di far decadere l'attuale vertice. Secondo le regole interne, infatti, le dimissioni del 50% della segreteria comportano la sua rielezione da parte del Comitato centrale, strada che la maggioranza di Landini intende perseguire per escludere dal nuovo vertice proprio Sergio Bellavita. Il quale ha commentato così la decisione presa ieri: “Ritengo grave quanto accaduto oggi (giovedì 6 settembre, ndr) in conclusione della riunione del Comitato centrale Fiom-Cgil. Le dimissioni di due componenti della Segreteria nazionale, a causa della differenziazione che si è prodotta sui documenti conclusivi, hanno l'esclusivo obiettivo di escludere la sinistra dalla maggioranza Fiom.”
“La Segreteria nazionale della Fiom è sempre stata plurale - continua Bellavita - sempre nei Comitati centrali ci si è misurati con posizioni diverse. Ma mai è stato messo in discussione il singolo componente della Segreteria rispetto al dissenso espresso.”“Sarebbe gravissimo se la nostra contrarietà assoluta alla svolta Fiom, con la proposta alle imprese di un patto su crisi e lavoro, determinasse la ridefinizione di una Segreteria senza la sinistra.”
La maggioranza però sembra determinata ad andare avanti. A far precipitare la situazione sono state le contestazioni avvenute a Taranto contro Maurizio Landini a opera anche di ex iscritti Fiom. Bellavita, in occasione di quei fischi, aveva diramato un comunicato in cui proponeva di "comprendere" quelle reazioni senza stigmatizzarle come provocazioni. Una presa di posizione che ha irritato Landini e che ha subito una dura risposta da parte della Fiom locale che in una lettera alla segreteria nazionale ha, di fatto, chiesto la testa di Bellavita. In realtà, i rapporti interni alla maggioranza scaturita dall'ultimo congresso Fiom - in cui la coppia Rinaldini-Cremaschi aveva ottenuto il 73% contro il 27 della minoranza espressione della linea di Susanna Camusso - erano tesi da diversi mesi e avevano visto altri punti di scontro. La contestazione a Landini, a Bergamo, di fronte all'assemblea di Federmeccanica - molto controversa e poco compresa anche da settoris della stessa sinistra - e poi, sempre a Bergamo, la vicenda che ha visto la rimozione della funzionaria della Rete28aprile, Eliana Como, "rispedita" a Roma dopo un ottimo lavoro sul territorio che però i vertici locali hanno dimostrato di non digerire. Anche in quell'occasione si sono lanciate accuse e contro-accuse con l'esasperazione dei rapporti interni.
Ma, al fondo, c'è soprattutto la politica. La nuova minoranza di sinistra, circa il 10% della Fiom, non accetta l'evoluzione della linea di Landini, molto più dialogante con la maggioranza di Susanna Camusso, che definisce senza mezzi termini un "cedimento" frutto della sconfitta subita dalla Fiom stessa. A essere sotto accusa è soprattutto l'accettazione dell'accordo del 28 giugno 2011 con Cisl, Uil e Confindustria con il quale si apriva la strada alle deroghe al contratto nazionale. Nella piattaforma approvata dal Comitato centrale, la Fiom utilizza proprio il 28 giugno per rilanciare una linea di trattativa con Federmeccanica in cui si fanno importanti concessioni al padronato e alla linea liberista del governo Monti: defiscalizzazione degli aumenti salariali, cuneo fiscale per incentivare i contratti di solidarietà, addirittura utilizzo dell'apprendistato per stimolare gli investimenti fino all'idea di mettere a disposizione il fondo pensione Cometa per quelle imprese che intendono investire e realizzare "industria di qualità". Un doppio salto mortale che punta a far rientrare la Fiom nel gioco delle trattative di categoria ma anche nella più complessa partita tra governo, Cgil ed equilibri futuri. Una linea che potrebbe comportare il definitivo riallineamento con la maggioranza della Cgil. Per la sinistra interna, oggi Opposizione organizzata in Cgil, che proprio nella Fiom, finora, aveva avuto il suo punto di forza e visibilità, è tempo di definire ruolo e iniziativa. Se ne discuterà al seminario nazionale di quest'area in programma oggi e sabato a Parma.