Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 11 aprile 2013

LA SANITA’ PUBBLICA NON SI TOCCA


Circolo PRC “M. De Sanctis”


   

            Il sistema sanitario italiano che finora è stato invidiato da buona parte del resto del mondo rischia di diventare un sistema che fa acqua da tutte le parti. Chiusure di Ospedali, riduzione di posti letto, accorpamenti e spostamenti di reparto. Gli ospedali rimasti attivi sono intasati da interminabili code ai Pronti Soccorso, reparti sempre più affollati, tempi di attesa per esami diagnostici sempre più lunghi. Il risparmio ricavato dalle controriforme dove è andato a finire? Il personale recuperato dagli ospedali chiusi? Per riparare alla carenza del personale si chiede agli stessi di fare tantissime ore di straordinario appesantendo il carico di lavoro a discapito della qualità del servizio. A Pontecorvo il Pronto Soccorso è passato da 24H a 12H. Occorre invertire la rotta a partire da una razionalizzazione delle spese e di uniformazione degli standard qualitativa e dei costi nelle varie regioni. In Europa la media della spesa sanitaria è del 9% rispetto al PIL , in Italia è del 7,1%. Quindi non è vero che spendiamo più degli altri paesi semmai il contrario. Occorre invece andare a colpire il clientelismo, le infiltrazioni mafiose, corruzione e approssimativismo amministrativo invece di subire tagli lineari. Perché non si dice che l’Eurispes ha calcolato che la riduzione di un solo 10% degli incidenti sul lavoro comporterebbe un risparmio di 4,4 miliardi? E che un omologo risparmio potrebbe essere ottenuto tutelando l’ambiente e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini (Ilva docet), attraverso la  diminuzione delle spese derivanti dalle cure necessarie alle malattie da inquinanti atmosferici (spese che ci vedono classificati fra i primi in Europa). Perché non si riconosce che questo risultato potrebbe essere ottenuto semplicemente incrementando il numero di ispettori a disposizione dei Dipartimenti di prevenzione.
E a proposito di sprechi, che dire degli innumerevoli primariati inutili che ci sono in Italia? Nel Lazio sono 1600! Degli accreditamenti e delle convenzioni fasulle che contribuirono a far dilapidare, nella stessa regione, alla giunta Storace oltre 10 miliardi, inaugurando lo spaventoso disavanzo della regione più in rosso d’Italia; dei prezzi manicomialmente diversi dei presidi medici nelle varie regioni; del fatto che si spende un miliardo l’anno solo per la prescrizione degli inibitori dell’acidità gastrica; dei costi pazzeschi della medicina difensiva e cioè di quegli esami inutili prescritti dai medici esclusivamente per tutelarsi da eventuali azioni legali. Ma ancora come si fa a non tener conto dei 15 miliardi spesi per i cacciabombardieri F 35 e dei 60 miliardi che ogni anno vanno persi in corruzione. E’ chiaro che l’elenco potrebbe allungarsi all’infinito e che quindi esiste la possibilitàbattraverso una razionalizzazione nemmeno troppo sofisticata delle spese inutili dannose e persino anticostituzionali, di ottenere straordinari risparmi.

            Ma l’attacco al servizio sanitario nazionale parte da lontano. al totale fallimento di quel processo di aziendalizzazione della sanità che con i decreti 501, 517 e 229 negli anni Novanta fecero a pezzi la splendida riforma 833 del 1978. L’insieme di questi decreti trasformò la salute in merce, impose le regole del marketing e dell’impresa, quelle della politica clientelare e della corruzione.  Le aziende sanitarie sono state trasformate in monarchie assolute dove i direttori generali venivano nominati direttamente dalla politica e ad essa rimanevano legati a catena. Qualsiasi controllo democratico dal basso veniva cancellato. Il foraggiamento dell’impresa privata e l’esternalizzazione dei servizi, piuttosto che l’eccezione, divenivano la norma. La sanità territoriale distrutta e l’attenzione rivolta (male) solo agli ospedali. In pochi anni oltre 35 miliardi di tagli e 45 mila posti letto in meno. Per arrivare al fatidico rapporto di 3, 7 posti letto ogni 1000 abitanti, quando questo rapporto è di 5  nella media europea. Insomma un mix perverso di iperliberismo, clientelismo politico e corruzione da anni sta ammazzando la Sanità pubblica. Ma se ci limitassimo a questa analisi non faremmo ancora un buon servizio alla causa di una vera e propria rinascita del SSN. Occorre ritrovare lo spazio politico per gridare ad alta voce le cose urgenti da fare a partire da
1) Attingere ai principi di una Sanità pubblica universalistica e solidale. Dire basta alla devastazione dei tagli lineari. Ridurre i tickets (9 milioni e mezzo di persone hanno smesso di curarsi perché non arrivano a sostenerne il costo).
2) Invertire la logica dell’aziendalizzazione che ha portato alla rovina il SSN. Liberare le  aziende sanitarie dalle logiche politicistiche. Combattere il dilagare della corruzione e delle infiltrazioni mafiose.
3) Istituire un albo nazionale a cui attingere per la nomina dei direttori generali. Sottoporre a controllo pubblico l’accreditamento delle strutture private. Centralizzare e rendere vincolanti i tariffari.
4) Rivedere una visione della sanità centrata esclusivamente sull’ospedale. Sviluppare l’Assistenza domiciliare in alternativa ai ricoveri evitabili. Riportare il fondo per la non autosufficienza a 500 milioni e prevederne un progressivo incremento a 1.500 milioni.
5) Rilanciare la Sanità territoriale (prevenzione, cure primarie e riabilitazione) e l’integrazione  socio-sanitaria. Arrestare il taglio dei posti letto, adeguandone il numero agli standard europei. Abbattere  le liste di attesa, introducendo il principio dell’appropriatezza prescrittiva e limitando la pratica dell’intramoenia.
6) Rifondare fin dalla formazione universitaria la figura del medico, affermando una cultura unitaria che avversi le divisioni più esasperate del sapere e del fare, e riconosca la centralità dell’uomo e della donna nella loro indivisibile complessità.
Non resta che dare gambe a queste proposte per tenere lontane le mani di chi da destra e da sinistra vuole affossare la Sanità pubblica a partire dal governo regionale per fissare i livelli minimi di assistenza sanitaria.

mercoledì 10 aprile 2013

Chi piange per la Thatcher?

Luciano Granieri



Quando muore un personaggio così controverso come Margaret Thatcher  le reazioni sono diverse e probabilmente la gioia espressa da molti per la morte della ex premier inglese potrebbe sembrare fuori luogo. Non si dovrebbe mai gioire per la scomparsa di qualcuno  ma in questo , come in altri casi relativi a figure di spicco della politica e della storia, la pietà umana si scontra con la spietatezza del giudizio politico e storico.

Una cosa è certa la contro offensiva ultra liberista, messa in atto dalla Thatcher, insieme al presidente americano Ronald  Reagan, ha provocato morte e disperazione. Tanto che si potrebbero  addossare le colpe dei recenti suicidi avvenuti nelle Marche e gli altri fatti delittuosi in cui piccoli imprenditori si tolgono la vita, alla stessa Lady di ferro e al suo delirio neo liberista che oggi, diffusosi in tutto il mondo occidentale,  a distanza di 30 anni distribuisce a piene mani disperazione e diseguaglianza sociale. Le colpe quindi del grande impoverimento della popolazione  sono da attribuirsi al letale ticket Reagan-Thatcher. 

E’ comprensibili   che i familiari dei dieci minatori assassinati durante le repressioni volute  dalla Lady di Ferro atte a eliminare il sindacato della categoria,  abbiano festeggiato la morte della loro aguzzina e dell’aguzzina di tutto il sistema di welfare state  che contraddistingueva l’Europa come un’entità politica dalle protezioni sociali molto avanzate. Al di là del massiccio piano di smembramento dei diritti, dell’attacco sistematico al mondo del lavoro con l’assurda lotta ai sindacati, e della promozione dei profitti finanziari, con leggi e provvedimenti a favore degli istituti bancari, al di là del suo feroce anti comunismo e della sua amicizia con Pinochet, ciò che ha segnato inesorabilmente la sciagurata azione devastatrice della Thatcher è stata la sua capacità di convincere  gran parte delle classi più povere che la diseguaglianza fosse un fatto naturale. L’assoluta convinzione di questo concetto portò la Thatcher nel 1989 a introdurre la Poll-Tax una tassa di cittadinanza che tutti i cittadini avrebbero dovuto pagare in egual misura indipendentemente dalle loro condizioni economiche.  

Grazie alla grande abilità di sfruttare politicamente i pregiudizi popolari la Thatcher  insieme a Reagan,  altro abilissimo comunicatore, riuscì  a convincere i poveri a votare per i ricchi,   proprio diffondendo fin dentro il blocco sociale del proletariato  l’ineluttabilità della disuguaglianza. Il sociologo  DANIEL DORLING nella sua pubblicazione dal titolo emblematico “Injustice” cita un pensiero che la Thatcher espresse durante una sua visita negli Stati Uniti nel 1970: “Una delle ragioni per cui apprezziamo gli individui -  sosteneva la lady di ferro -non è perché sono tutti uguali ma perché sono differenti… Io direi: facciamo crescere alti i nostri figli e  magari un po’ più alti degli altri se hanno in se la capacità di farlo. Perché noi dobbiamo costruire una società in cui ogni cittadino possa sviluppare il suo pieno potenziale,  a suo vantaggio  e a vantaggio della comunità nel suo insieme”  L’inganno sta proprio nell’ultima parte della frase è cioè nel passaggio in cui si da per assodato che il vantaggio del singolo cittadino si traduce automaticamente  in un vantaggio per tutta la comunità.

 Dorling osserva come la Thatcher consideri  l’abilità potenziale alla stessa stregua dell’altezza, cioè al di fuori di ogni possibilità di interferenza umana, nella presunzione non provata che individui diversi abbiano capacità diverse  per natura.  Non è affatto contemplata l’ipotesi che  gli individui possano sviluppare  le proprie  diverse attitudini  in base al fatto di essere inseriti in condizioni sociali differenti. Secondo  la Thatcher l’uomo può fare ben poco per cambiare il verdetto del destino. Su questa assurda convinzione, per la quale esistono individui illuminati per natura la cui lungimiranza deve illuminare gli altri individui meno dotati che devono subire, si è costruita la peggiore e più perfida dottrina liberista. Questa è la portata del grave danno che la signora  di ferro, proveniente dalla piccola borghesia inglese,  ha provocato all’organizzazione sociale occidentale. Un danno che oggi dopo trenta anni continua a dilaniarci, a creare povertà e disperazione in pezzi di società sempre più ampie. Ebbene personalmente non stappo bottiglie di champagne, anche perché non ho i soldi per comprarle, ma sicuramente non mi straccio le vesti per  la morte di Margaret Thatcher .



Da Cosa nasce cosa 7

Associazione Zerotremilacento




























martedì 9 aprile 2013

Crisi PD: Congresso si, commissariamento no

Video Intervista di Angelino Loffredi, fonte http://www.unoetre.it/

Nella crisi artatamente aperta nel PD ciociaro dove una componente che all'improvviso si ritiene maggioritaria chiede le dimissioni del segretario della federazione Sara Battisti tre dirigenti lanciano un appello perchè "in questo momento devono prevalere i bisogni di un popolo sottoposto a enormi sacrifici mentre sono a rischio il suo futuro e la stessa democrazia. Il PD è l'unica forza politica che può rispondere a quelle necessità se sarà capace di accantonare e superare le controversie interne per rivolgere le sue energie alla costruzione di un nuovo modello di società". Angelino Loffredi di unoetre.it ha intervistato Vincenzo Cacciarella, Stefania Martini ed Ermiso Mazzocchi che sono i primi firmatari dell'appello e le loro posizioni sono esposte nel video che vuol essere un messaggio anche al segretario regionale, Enrico Gasbarra, perchè non assuma decisioni autoritarie che sarebbero assolutamente ingiustificate e immotivate.

lunedì 8 aprile 2013

La salute è un diritto. Sostieni Emergency con una donazione al numero 45505

EMRGENCY ONG ONLUS


Dall'8 al 28 aprile Emergency lancia una campagna di raccolta fondi attraverso il numero solidale a favore del suo Programma Italia.
Chi invierà un sms del valore di 2 euro con il cellulare personale o effettuerà una telefonata da rete fissa del valore di 2/5 euro al numero 45505 contribuirà a offrire con Emergency cure gratuite ai migranti, agli stranieri e alle fasce più svantaggiate della popolazione italiana.
Secondo il CENSIS, oltre 9 milioni di italiani non hanno avuto accesso alle cure mediche nel 2011 per ragioni economiche.
Secondo il Rapporto Oasi 2012 dell’Università Bocconi, presentato a metà marzo dalla Fiaso, la federazione delle Asl italiane, i ticket sui farmaci sono aumentati del 40% nel corso del 2012.
Anche tra i pazienti di Emergency cresce il numero degli italiani che chiedono cure mediche gratuite o un aiuto per pagare il ticket per prestazioni da ricevere presso le strutture del servizio sanitario pubblico.
Nel Poliambulatorio di Emergency a Marghera, ad esempio, un paziente su 5 è italiano.
IL TEMA DELLA CAMPAGNA.
La campagna “La salute è un diritto. Sostieni Emergency con il numero solidale” prende ispirazione dall'articolo 32 della Costituzione: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti".
Pazienti italiani e stranieri di Emergency si alternano nella lettura dell'articolo in un video della durata di 30 secondi che fa riflettere: sebbene in Italia il diritto alle cure sia un diritto riconosciuto dalla legge, nella pratica migranti stranieri, poveri, non hanno acceso alle cure a causa della scarsa conoscenza dei propri diritti  delle difficoltà linguistiche, della capacità di orientarsi   all’interno di un sistema sanitario complesso. A volte anche per paura di essere denunciati se irregolari.
OBIETTIVI DELLA CAMPAGNA.
La campagna si propone di raccogliere fondi per l'ampliamento dell'intervento umanitario di Emergency in Italia. Con i fondi raccolti verranno acquistati e allestiti due ambulatori mobili per portare cure ai braccianti agricoli, si finanzieranno due Poliambulatori che saranno avviati a Napoli e Polistena (RC) durante il 2013, le attività dei due Poliambulatori già operativi a Palermo e Marghera e dei due ambulatori mobili “Polibus” già operativi in zone di forte disagio sociale e dove l’accesso alla sanità è difficoltoso.
EMERGENCY IN ITALIA.
Emergency ha iniziato a lavorare in Italia, intervenendo nell'ambito dell’immigrazione e del disagio sociale.
Nel 2006 Emergency ha aperto a Palermo, in Sicilia, un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti, con o senza permesso di soggiorno, e a tutti coloro che ne hanno bisogno.
Nel dicembre 2010, Emergency ha aperto un secondo Poliambulatorio a Marghera, in Veneto. Nel 2011, due pullman trasformati in ambulatori mobili hanno portato assistenza sanitaria ai migranti impegnati nell'agricoltura. Nel 2012, Emergency ha aperto a Sassari uno sportello che offre servizi di orientamento sociosanitario ai migranti.
Nelle sue strutture Emergency ha offerto oltre 80 mila prestazioni gratuite.

CREDITS.
Emergency ringrazia TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce, Noverca, Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e TWT per la concessione del numero unico; La7, Mediaset, Sky, Radio RMC, 105 e Virgin che trasmetteranno gratuitamente gli spot della campagna.
Emergency inoltre ringrazia:

Mirandola comunicazione per la collaborazione nella diffusione della campagna; Matteo De Mayda e Giacomo Covacich (Art Direction), Giulio Tami (Video Editing), Jhon William Castaño Montoya (Musica), Alessio Romeo (Motion Graphic), Marina Rosso, Carlo Zoratti e Guglielmo Alati (Produzione) e Studio Peperoncino. Un grazie particolare a Lella Costa che ha messo a disposizione la sua voce

I minatori inglesi in festa per la morte di Thatcher

fonte: http://www.lettera43.it/


I sindacati: «Giorno meraviglioso». Ken Loach: «Donna distruttiva».















Altro che lutto, per i minatori inglesi la morte di Margaret Thatcher è motivo di grande festa.
«Oggi è un giorno meraviglioso, sono felice», ha detto David Hopper, responsabile per il Nord-est dell'Inghilterra della Num, il sindacato dei minatori inglesi.
I minatori stanno «cercando di organizzare una festa in coincidenza del giorno del suo funerale», ha aggiunto ricordando il duro scontro tra la Lady di ferro e la categoria.

«HA DECIMATO L'INDUSTRIA». La Thatcher «ha fatto più male nel Nord-est di chiunque altro» e non lo ha fatto solo alle «miniere di carbone: ha iniziato a distruggere i sindacati, decimato l'industria, distrutto la nostra comunità», ha ricordato con rabbia Hopper.

Il sindacalista ha sottolineato che «oggi l'Inghilterra è costretta ad importare 40 milioni di tonnellate di carbone l'anno, è scandaloso». E sul funerale ha concluso: «Non ci saranno molte lacrime: molti guarderanno la cerimonia in tivù, ma come si guarda il calcio».

LABURISTI: «FIGURA CONTROVERSA». Acerrima nemica del partito laburista, oggi il suo leader, Ed Miliband, che con la Thatcher primo ministro è cresciuto (aveva 10 anni quando la Lady di ferro entrò a Downing Street, 20 quando ne uscì) accenna solo a quella durissima contrapposizione che fu la guerra Tory-Labour di quegli anni: «Sarà ricordata come una figura unica, che ha ridisegnato la politica di un'intera generazione», ha detto. «Il Labour è stato in disaccordo con quello che ha fatto e lei rimarrà per sempre una figura controversa, ma rispettiamo grandemente le sue conquiste politiche e la sua forza».
LIVINGSTONE: «POLITICHE SBAGLIATE». Più 'decisa' è la reazione di Ken Livingstone, detto 'il rosso', sindaco laburista di Londra dal 2000 al 2008: «Le politiche di Margaret Thatcher erano fondamentalmente sbagliate. Ha provocato l'odierna crisi degli alloggi, ha prodotto la crisi delle banche e quella dei sussidi pubblici». È poi Gerry Adams a ricordare un altro dolorosissimo capitolo di quegli anni: Margaret Thatcher «ha causato grande sofferenza all'Irlanda», ha detto il leader repubblicano irlandese. «Ha provocato grande dolore agli irlandesi e ai britannici, la classe lavoratrice è stata devastate dalle sue politiche».

Ken Loach: «Privatizziamo il suo funerale»

Duro il commento del regista Ken Loach, che ha dedicato la sua opera cinematografica alla descrizione delle condizioni di vita della classe operaia: «Margaret Thatcher è stata il primo ministro più controverso e distruttivo dei tempi moderni», ha sostenuto. «La disoccupazione di massa, la chiusura di fabbriche, le comunità distrutte: questa è la sua eredità. Era una combattente e il suo nemico era la classe operaia inglese. Le sue vittorie sono state aiutate dai capi politici corrotti del Partito laburista e di molti sindacati. È a causa di politiche avviate da lei che siamo in questo casino oggi».

«BLAIR ERA LA SUA SCIMMIA». Loach ha avuto parole pesanti anche per Tony Blair: «Se la Thatcher era la suonatrice di organetto, lui era la scimmia». E ha ricordato l'amicizia tra il dittatore cileno Augusto Pinochet e la Thatcher, la quale «ha chiamato Nelson Mandela terrorista».

Come dovremmo onorarla dunque, si è chiesto il regista. «Privatizziamo il suo funerale. Lo mettiamo sul mercato e accettiamo l'offerta più economica. È quello che avrebbe voluto».

Lunedì, 08 Aprile 2013

diaz bis un’altro massacro

http://tor100.wordpress.com/


C.I.E. MODENA: SBIRRI DENTRO STANNO FACENDO UN MASSACRO PER SEDARE UNA PROTESTA PACIFICA,SI
SENTONO URLA DA FUORI. CHI PUO’ ANDARE QUALCUNO E’ GIA’ LA’. CHIAMATE RADIO,GIORNALI
OSPEDALI.
FATE GIRARE!