Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

venerdì 31 ottobre 2014

Riprendiamoci per mano

Simonetta Zandiri


Premetto che le manganellate di ieri al presidio dei lavoratori dell'AST sono l'ennesima porcata, ancora una volta una questione importante come il lavoro (il diritto al lavoro e i diritti dei lavoratori) viene ridotta ad una mera questione di ordine pubblico affidando al manganello la risposta, in assenza di un dialogo sul piano politico. Detto questo però sono rimasta piuttosto schifata da alcuni particolari di quanto è avvenuto ieri, in primis lo sdegno di Landini, lo stesso Ladini che a Torino ha continuato a parlare su palco mentre a pochi metri da lui gli studenti venivano caricati e gasati nel pieno centro cittadino. Landini ieri ha addirittura precisato che la sua indignazione era dovuta al fatto che venissero colpiti "gli unici lavoratori onesti che pagano le tasse", nota stonata perché colloca in modo implicito tra i disonesti tutti i precari, i disoccupati, e persino gli studenti che sul lavoro non hanno ormai neanche la minima speranza che da anni subiscono la repressione. Per non parlare dei lavoratori della logistica, da sempre ridotti alla schiavitù e manganellati ogni volta che alzano la testa, ma di questi signori nelle parole di Landini non c'è traccia.
Altro dettaglio sconvolgente è la rassegna stampa di oggi, date un'occhiata ai titoli e capirete come ogni narrazione stravolge completamente gli eventi, ma il punto comune a tutte è un apparente dualismo all'interno del PD, forse la parte più stonata di questo teatrino, perché se c'è contrapposizione non può esserci sostegno e poiché non mi pare che il governo stia perdendo colpi, anzi, mi pare li stia dando (mi riferisco ai manganelli), potrebbero evitare le parole inutili, sono le scelte politiche quelle che parlano, sono le azioni all'interno delle istituzioni.
Come quella del ministro Alfano che ha convocato immediatamente Landini al Viminale per un incontro. 
Vi sembra normale? Cioè quanta repressione abbiamo subito e stiamo subendo senza che MAI, ripeto, MAI ci siano state delle scuse da parte del Viminale? 
Ieri sera poi ho fatto una carrellata dei notiziari e di alcuni talk show e non ho potuto fare a meno di notare quanto i Poco Democratici tentassero di "scusarsi" per l'accaduto.
Sono schifata. Schifata perché troppe volte ho visto manganellare studenti, precari, disoccupati, per non parlare di chi si occupa degli ultimi, i clandestini rinchiusi nei lager chiamati CIE, e non sono mai arrivate le scuse, anzi, sono arrivati arresti, processi, e tutto quello che ne consegue. Caro Landini, non sono stati manganellati gli unici lavoratori onesti che pagano le tasse, ma i pochi privilegiati che hanno ancora un lavoro... ecco, questa è forse la definizione giusta. Ovviamente non posso che dare a questi lavoratori tutta la mia solidarietà, ma spero che trovino la forza di liberarsi di questi pompieri che da anni hanno ceduto, centimetro dopo centimetro, ogni dannato diritto, favorendo compromessi che oggi ci lasciano un'Italia cementificata da "zone industriali" inquietanti, con capannoni abbandonati davanti ai quali sventolano ancora, un po' lise, le bandiere di quei sindacati.
Lo so che sono monotona e ripetitiva ma è ora che capiamo che se non reagiamo adesso, se non cerchiamo di uscirne collettivamente ci schiacceranno uno ad uno, lo stanno facendo da anni e ora stanno completando il piano.
Sembriamo ritornati negli anni più bui e se osserviamo la situazione dall'alto è così, il potere è sempre più concentrato nelle mani di pochi (mi riferisco al potere economico al quale quello politico è subordinato) ma se la guardiamo dal basso è anche peggio, perché una volta esisteva un reticolo solidale, una rete di relazioni forte tra famiglie e comunità, questa rete oggi non esiste più e nessun "ammortizzatore sociale" può sostituirla. Per questo la caduta sarà veloce, drammatica, e senza possibili appigli per rallentare o frenare.
Svegliamoci, e torniamo a prenderci per mano. Buttiamo nel cesso bandiere, bandierine, simboli e tutto quello che continua a dividerci: ci basterà guardarci negli occhi per capire che l'unico modo per vincere contro l'oppressore è stare in modo netto, chiaro e forte, dalla parte dell'opresso.

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