Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 2 dicembre 2014

La legge giusta

Luciano Granieri



Quand’è che una legge è giusta? Quando tutela i cittadini e assicura un equilibrio fra i diritti e i doveri  di ognuno, determinati  dalla  variegata composizione sociale della collettività? Probabilmente si ma non è detto. 

Ad esempio, è giusto che un Consiglio comunale voti l'inserimento in bilancio di   una  spesa necessaria   a garantire l’assistenza ai minori nelle case famiglia?  Che diamine! Certo che si.  Bisogna essere dei  senza cuore per non garantire una vita decente ad un’infanzia non propriamente fortunata! Eppure non è così scontato. 

Nel Consiglio comunale di Frosinone, quattro giorni fa, questa legge, inserita in un più ampio contesto riferito ad  aggiustamenti di bilancio, non era giusta, non perché non fosse giusta in se, ma per il semplice motivo che gli assessori, componenti la giunta del sindaco Ottaviani, non erano graditi ai consiglieri di maggioranza. Ergo la legge, in questo caso ingiusta, non è passata e il sindaco è andato sotto. Si cambia la norma?  I  fondi stanziati sono insufficienti?  Si prevede una diversa allocazione delle voci di spesa per garantire questa sacrosanta tutela sociale? Insomma si discute nel merito? 

Nient’affatto il problema non è  il dispositivo ma la squadra che lo presenta. Dunque si rimuove la squadra. Così a quattro giorni dal primo flop, il sindaco Ottaviani elimina l’ostacolo, avoca a se tutte le deleghe assessorili, azzera la giunta e ripresenta il tutto  motu proprio. Improvvisamente la legge da ingiusta diventa giusta e passa ad ampia maggioranza. 

Bello però questo sistema degli assessori precari!  Quando la giunta, per mutate condizioni di schieramenti,  non rispetta   più la  distribuzioni delle poltrone, come  da manuale Cencelli,  e per questo è  di ostacolo all’approvazione di una legge, si  azzera.  

Dopodiché se ne  promuove un’altra che rimane in carica fino a quando anch’essa, per un motivo  o per un altro, diventa d’intralcio, pronta ad essere sostituita  da un’altra  ancora  più  confacente alle esigenze del caso, e così via.  

Un sistema un tantino despota, da podestà di regime, ma sicuramente efficiente ad assicurare la durata della consiluatura.  Un sistema, per altro, che dovrebbe suscitare la rivolta delle opposizioni, ma si sa nella nostra città l’opposizione non è pervenuta, non ci risulta.

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