Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 2 marzo 2017

Legge 194/78 , cosa vogliono le donne

 Il Segretario Prc-Se  Paolo Ceccano


La decisione di assumere, da parte della Regione Lazio, all’ospedale San Camillo di Roma due medici con un concorso al quale si può aderire solo se non obiettori rispetto alla legge 194/78 la riteniamo una decisione giusta.

L’iniziativa è stata presa per contrastare l’enorme ricorso all’obiezione di coscienza che in molte regioni d'Italia rende sempre più difficile accedere all’aborto.
Di fronte alle contrarietà manifestate in questo caso dalle diverse parti, CEI in testa passando per il ministro della Salute, più interessate all’applicazione della legge solo nel senso dell’obiezione che non alla tutela dei diritti alla salute e all’autodeterminazione, ci sentiamo di affermare che l’unico parere al riguardo veramente importante è solo quello delle donne.

Come partito politico possiamo esprimere una nostra posizione che deriva da un ragionamento squisitamente istituzionale vale a dire che a noi corre l’obbligo di porre l’attenzione sulla responsabilità delle istituzioni affinché operino per la legittima applicazione della legge 194/78 nel tutelare, ribadiamo, i diritti all’autodeterminazione e alla salute della donna. Ma non solo in termini di principio quanto piuttosto nel rendere effettivi tali diritti, definiti dalla Costituzione: fondamentali, rimuovendo tutti gli ostacoli che ne rendono difficile o addirittura impossibile l’attuazione.


La decisione della Regione Lazio va in questa direzione e pertanto il PRC è in totale accordo con tale decisione. Tutto ciò dimostra che non c’è nessuna intenzione discriminatoria nei confronti dei medici obiettori che sono la stragrande maggioranza.

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