Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 10 novembre 2010

UNIONE SINDACALE DI BASE: NASCE L'AREA CLASSISTA "UNIRE LE LOTTE"

da Area Classista USB



Domenica 31 ottobre si è svolta a Roma un'assemblea nazionale degli attivisti di Usb (Unione Sindacale di Base) che hanno condiviso, in occasione del congresso fondativo di Usb, il documento titolato "Contributo per la battaglia per il sindacato di classe". L'assemblea ha visto la partecipazione di circa 50 attivisti sindacali, in rappresentanza di quasi tutte le realtà sindacali proviciali che hanno contribuito alla stesura e alla diffusione del documento. Tra le realtà di lotta presenti con alcuni rappresentanti domenica ricordiamo in particolare: il pubblico impiego di Vicenza, Usb di Latina (con una rappresentanza del Comitato Operai Contro l'Amianto), Usb Scuola Emilia Romagna (Bologna, Reggio Emilia, Modena), Usb Bergamo (attiva nelle Rete Operaia della Val Seriana), Usb Cremona (tra cui una delegazione operaia dello stabilimento Marcegaglia), Usb Beni Culturali di Firenze, attivisti Usb della Puglia attivi nei coordinamenti dei precari in lotta contro i tagli della giunta Vendola. All'assemblea hanno portato il loro saluto, nella prospettiva di una futura collaborazione, il Comitato Immigrati in Italia, un rappresentante del S.I. Cobas, collettivi studenteschi e varie realtà politiche e sindacali interessate a costruire un'opposizione alle politiche padronali del centrodestra e del centrosinistra borghesi.
L'assemblea, che ha visto un confronto serrato su proposte diverse di articolazione della battaglia sindacale, è stata organizzata cooerentemente coi principi della democrazia operaia espressi sul documento diffuso al congresso di Usb. Ogni proposta è stata discussa e posta ai voti: è importante che, anche nelle regole, l'area si costruisca coerentemente coi principi che intende proclamare.
 
Dopo un dibattito di alcune ore, l'assemblea del 31 ottobre ha approvato le seguenti decisioni:
 
- Costruire un'area classista all'interno di Usb, chiamata "Unire le lotte - Area Classista Usb. L'area si costruisce sui principi esposti nella piattaforma (discussa e votata dall'assemblea) che potete leggere qui sotto.
- Informare gli organismi dirigenti nazionali di Usb della costituzione dell'area, chiedendo la pubblicazione della piattaforma costitutiva sul sito nazionale del sindacato.
- Promuovere nelle prossime settimane assemblee di presentazione dell'area in tutte le federazioni provinciali di Usb.
- Organizzare la prossima primavera un'assemblea nazionale della neonata area, aperta agli attivisti di tutti i sindacati di base e dei settori classisti degli altri sindacati, al fine di costruire un'interlocuzione costante e un intervento coordinato ai fini della battaglia per il sidacato di classe.
- Farsi promotori di un sit in di solidarietà agli operai di Treviglio che hanno contestato la Cisl e oggi subiscono sanzioni da parte degli stessi vertici Fiom.
 
L'assemblea ha anche discusso e infine votato un Coordinamento nazionale dell'area costituito da 9 compagni in rappresentanza delle principali realtà che hanno sottoscritto il documento diffuso al congresso fondativo di Usb. Il Coordinamento - composto dai compagni Bocchese Riccardo, Bonomi Stefano, Cammarata Patrizia, Danieli Emilio, Frigoli Angelo, Mantovani Ruggero, Raiola Giuseppe, Stefanoni Fabiana, Turetta Maria Teresa. Il Coordinamento, che ha il compito di organizzare le iniziative e l'intervento di "Unire le lotte - Area classista Usb" fino alla prossima assemblea nazionale, è revocabile ogni volta che l'assemblea viene convocata. L'assemblea potrà sempre esprimersi sia sui membri del Coordinamento che sui criteri in base ai quali essi vengono nominati.
L'assemblea ha, infine, votato un ordine del giorno di solidarietà ai lavoratori immigrati in sciopero che il 29 ottobre a Brescia hanno subito una pesante repressione poliziesca per aver organizzato un'iniziativa di protesta contro lo sfruttamento. L'ordine del giorno è consultabile sul sito
www.sindacatodiclasse.org.
 

LA BATTAGLIA PER IL SINDACATO DI CLASSE

Piattaforma per la costruzione di un'area classista in Usb



Crisi del capitalismo e ripresa del conflitto di classe
 
La crisi in corso si annuncia come lunga e devastante. In essa, che è crisi di sovrapproduzione, si esprimono le contraddizioni del sistema capitalistico. Mentre un mondo intero di diseredati e di lavoratori soffrono la fame o a stento arrivano alla fine del mese, le immense merci già prodotte giacciono invendute nei magazzini e la produzione crolla. Anziché gli annunciati miglioramenti delle condizioni di vita, il capitalismo in putrefazione determina la distruzione delle forze produttive, con conseguenze catastrofiche soprattutto sulle nuove generazioni, condannate alla miseria e alla disoccupazione. E' lecito prevedere che il capitale alimenterà una deriva guerrafondaia che potrà condurre a una nuova stagione di conflitti interimperialistici. Al contempo, in questo quadro di devastazione economica e sociale e di pesante attacco persino alle condizioni di vita minimali dei lavoratori, la borghesia è consapevole del rischio di una possibile esplosione del conflitto di classe, esplosione che potrebbe, in un momento storico in cui non ha briciole da distribuire, minacciare il suo dominio.
In altri Paesi la lotta di classe ha già raggiunto livelli importanti. In Francia si susseguono grandi scioperi generali in grado di bloccare il Paese per settimane, accompagnati da manifestazioni di massa e dall'occupazione di numerose fabbriche. In Grecia dopo le manifestazioni e gli scioperi della scorsa primavera - nel corso dei quali i lavoratori, i giovani disoccupati e i pensionati hanno tentato di assaltare il Parlamento - il conflitto non si placa e sono quotidiane le iniziative di lotta contro le misure restrittive del governo. Similmente, la Spagna e il Portogallo hanno visto negli scorsi mesi manifestazioni e scioperi di massa che hanno messo in grossa difficoltà i rispettivi governi. Significativamente, in Sud Africa uno sciopero prolungato di tre settimane del pubblico impiego - organizzato nonostante le norme antisciopero - è riuscito, nell'unità di lotta con molti settori del privato, ad ottenere il ritiro dei tagli e aumenti salariali.
E' lecito prevedere che anche in Italia i fenomeni, per ora isolati e frammentari, di lotta di classe in Italia - dalla lotta degli operai dell'Alcoa alla resistenza degli operai di Pomigliano, dalla lotta delle masse proletarie di Terzigno alla protesta dei lavoratori immigrati a Rosarno - sono destinati ad estendersi. Se, nonostante i licenziamenti di massa e la pesantezza dell'attacco padronale, in Italia il conflitto non ha ancora raggiunto la radicalità di altri Paesi è soprattutto grazie alle direzioni burocratiche dei principali sindacati.
 
Le direzioni di Cisl, Uil, Ugl e Cgil: un'ancora di salvezza per il padronato
 
La Cisl, la Uil e l'Ugl si sono resi parte attiva del peggiore attacco padronale alla classe lavoratrice dal dopoguerra ad oggi: questi sindacati hanno svolto il ruolo di meri vassalli del governo e dell'imperialismo italiano. L'accordo sulla riforma degli assetti contrattuali ha dato il colpo di grazia alla contrattazione nazionale e al ruolo del sindacato. Con questo accordo, Cisl e Uil hanno rafforzato i contorni politico-organizzativi del nuovo modello di sindacato corporativo e cogestore della crisi a fianco del capitale, accentuando la subordinazione dei lavoratori alle compatibilità imposte dal sistema e dalla crisi. La conferma è venuta col recente sì al modello Marchionne: Cisl, Uil e Ugl hanno rappresentato i principali e preziosi alleati del padrone. Le legittime reazioni degli operai iscritti alla Fiom che hanno attaccato le sedi della Cisl rappresentano un primo embrione di consapevolezza, tra la classe operaia, del ruolo delle burocrazie sindacali nella cogestione dell'attacco padronale.
Allo stesso tempo, la Cgil - che pure è stata esclusa dal tavolo della concertazione ed è stata costretta a collocarsi in una posizione di opposizione di facciata (in realtà recependo e firmando la revisione degli assetti contrattuali in quasi tutti i comparti) - ha risposto all'attacco padronale con una riduzione delle mobilitazioni (i dati ufficiali parlano di un vero e proprio crollo delle ore di sciopero in questo ultimo anno e mezzo). E quando ha chiamato alla lotta lo ha fatto con la solita routine di scioperi puramente dimostrativi, mai protratti al di là di una o mezza giornata di astensione dal lavoro, in giorni diversi per le diverse categorie. Scioperi vuoti di contenuti e di radicalità, che pesano sulle tasche dei lavoratori ma non hanno portato ad alcun risultato concreto. Questo metodo di lotta crea alla lunga frustrazione e stanchezza fra i lavoratori, e viene utilizzato dalla direzione Cgil solo in funzione di riconquistare un ruolo egemone al tavolo della concertazione, oggi scalzato dalla Cisl. Non a caso, Epifani si fa garante, davanti agli occhi di Confindustria, della pace sociale, evitando addirittura di proclamare uno sciopero generale di tutte le categorie (nella probabile consapevolezza che, nel contesto economico e sociale attuale, uno sciopero generale potrebbe innescare una dinamica di conflitto di classe).
La stessa direzione della Fiom, che pure a Pomigliano si è pronunciata per il no e oggi invoca lo sciopero generale, sta facendo di tutto per procrastinare ed evitare l'esplosione del conflitto. Non è un caso che, anche nelle zone dove tradizionalmente la Fiom è più forte, le manifestazioni sono state deliberatamente organizzate in modo da creare il minor disagio possibile al padronato: scioperi centellinati e di sole poche fabbriche, manifestazioni durante la settimana separate le une dalle altre, divisione dagli scioperi dei lavoratori degli altri settori, ecc. Non solo: la generosa disponibilità alla lotta, dimostrata dagli operai di tante fabbriche, viene sistematicamente tradita dai dirigenti (e spesso dagli stessi delegati) della Fiom, che smobilitano le lotte in cambio di accordi al ribasso (accordi che prevedono cassa integrazione straordinaria, mobilità, esuberi). La stessa grande manifestazione del 16 ottobre ha avuto un carattere meramente dimostrativo (nel tentativo da parte di Landini di riaprire la contrattazione) e non ha portato, come era legittimo prevedere, a nessuna retromarcia da parte di governo e padronato (significativamente il governo qualche giorno dopo ha dato il via libera al "Collegato Lavoro", che smantella definitivamente i diritti acquisiti dai lavoratori con le lotte degli anni Sessanta e Settanta).
 
Settarismo e autoreferenzialità: gli ostacoli da superare nel sindacalismo di base
 
Se le direzioni burocratiche dei sindacati concertativi mirano a congelare il conflitto, è allo stesso tempo vero che ad oggi quei sindacati raggruppano ancora la grande maggioranza dei lavoratori. In particolare, la Fiom rappresenta oggi il principale sindacato operaio, con l'adesione di larghi settori metalmeccanici. La stessa manifestazione del 16 ottobre, con la partecipazione di centinaia di migliaia di lavoratori, così come il partecipato sciopero generale di 4 ore indetto dalla Cgil a giugno, dimostrano che l'apparato Cgil dispone ancora di grosse possibilità di mobilitazione. Da questo punto di vista, ai fini del radicamento del nostro sindacato in particolare tra la classe operaia, riteniamo necessaria la partecipazione a tutti gli scioperi e a tutte le manifestazioni potenzialmente conflittuali - sia locali che nazionali - anche se indetti dagli altri sindacati inclusi quelli concertativi, purché la nostra presenza si caratterizzi come critica aperta e frontale all'operato dei dirigenti traditori e collaborazionisti.
Da questo punto di vista, riteniamo grave la decisione da parte dell'attuale direzione di Usb di non impegnare il sindacato nella partecipazione della manifestazione del 16 ottobre: un atteggiamento autoreferenziale e autoproclamatorio - in continuità con la tendenza a proclamare scioperi separati rispetto a quelli dei sindacati concertativi - che non favorirà certo la crescita della lotta di classe nel nostro Paese. Il 16 ottobre Usb ha rinunciato alla possibilità di interloquire con le migliaia di lavoratori in piazza, in una giornata di lotta. Come dimostrano i lavoratori francesi e greci, è proprio a partire dagli scioperi e dalle manifestazioni indette dai sindacati concertativi che possono svilupparsi i momenti più acuti di conflitto. Gli stessi episodi di conflitto operaio nel nostro Paese - dall'Alcoa a Pomigliano - mostrano che la scintilla della lotta di classe può partire anche da uno sciopero indetto da un sindacato reazionario (tutti ricordano le immagini degli operai dell'Alcoa che sfondano il cordone della polizia con le bandiere della Cisl e dell'Ugl).
Il settarismo degli scioperi e delle manifestazioni separati si associa alla grave frammentazione del sindacalismo di base, a causa della quale i sindacati non concertativi non appaiono oggi un'alternativa credibile agli occhi dei lavoratori. Se con la nascita dell’Unione Sindacale di Base e l’unificazione di RdB e SdL si è fatto un primo passo verso l’unificazione del sindacalismo di base, allo stesso tempo pare ancora lontana la prospettiva di una reale unificazione di tutti i sindacati di base. Il Patto di Base, in cui tanti attivisti sindacali hanno creduto quale primo passo verso l’unificazione di tutte le sigle sindacali di base, oggi appare un progetto abbandonato per volontà delle direzioni delle varie organizzazioni. E’ necessario ripartire, invece, proprio dal Patto per arrivare ad una reale unificazione di tutto il sindacalismo conflittuale, Usb, Cub, Cobas, Slai Cobas, S.I. Cobas, ecc. Parallelamente, è necessario mantenere un’interlocuzione costante con i settori classisti di tutti gli altri sindacati. La prospettiva deve essere quella della composizione in un unico sindacato di classe, all'interno del quale viga una reale democrazia operaia.
 
La battaglia per un grande sindacato di classe che ancora non c'è
 
E' evidente, soprattutto ai lavoratori, che ancora manca nel nostro Paese un grande sindacato di classe in grado di difendere i lavoratori dagli attacchi padronali e costruire un percorso di lotte ad oltranza in grado di rovesciare gli attuali rapporti di forza tra le classi. Ciò che serve è un sindacato che, innanzitutto, difenda e metta in pratica l’indipendenza di classe, preservando cioè l’indipendenza politica della classe e costruendosi come una trincea di lotta dei lavoratori contro tutte le forme di sfruttamento capitalista e contro tutte le istituzioni a tale scopo utilizzate dalla borghesia (Stato, governi e organizzazioni imprenditoriali). Un sindacato combattivo, che metta in pratica l’idea che solo la mobilitazione permanente dei lavoratori può difendere i diritti dei lavoratori e aprire la strada a nuove conquiste. Un sindacato che, sulla base di questi principi, rivendichi: il respingimento dei licenziamenti e la difesa di tutti i posti di lavoro; la difesa del salario, con forti aumenti salariali, maggiori per le categorie meno pagate, con la riduzione drastica delle ore di lavoro; l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori precari; la difesa degli strati più sfruttati della classe lavoratrice, a partire dagli immigrati; pieno salario, equivalente al salario medio, per i disoccupati e i sottoccupati; aumento delle pensioni e riduzione dell'età pensionabile; organizzazione dell'autodifesa operaia a partire dai picchetti di sciopero.
Serve un sindacato che, lungi dall'isolarsi dalle lotte, sappia mettere in campo una risposta adeguata alla pesantezza dell'attacco padronale, riappropriandosi degli strumenti di lotta classici del movimento operaio: dallo sciopero ad oltranza all'occupazione delle fabbriche e di tutti i luoghi di lavoro, non accettando le logiche di compatibilità con la società borghese del capitale. E' necessario superare l'attuale frammentazione tra categorie artificialmente isolate (a partire dalla divisione tra lavoratori del privato e del pubblico impiego): i lavori sono accomunati dal fatto di subire lo stesso sfruttamento capitalistico e ogni frammentazione significa indebolimento. Al fine di superare il carattere isolato e frammentario delle lotte in corso, serve un sindacato che operi per unire le azioni delle differenti categorie di lavoratori in un'unica generale azione di classe. E’ necessario un sindacato che si ponga l'obiettivo della costruzione di un coordinamento nazionale e internazionale delle lotte al fine di superare il carattere isolato e frammentario delle lotte in corso. Imprescindibile, ai fini della costruzione di un organismo autenticamente di classe, organizzare il sindacato sulla base della democrazia operaia: potere decisionale dei lavoratori nelle assemblee, revoca dei delegati in caso di mancato rispetto o tradimento del mandato, controllo delle assemblee da parte della base, costituzione di casse di solidarietà per le lotte.
 
Vogliamo contribuire, anche nel nostro sindacato (l'Unione Sindacale di Base), alla battaglia per la costruzione di un grande e unico sindacato di classe. Crediamo che Usb possa essere uno strumento importante ai fini di questa battaglia e, per questo, ci siamo impegnati e continueremo ad impegnarci nella sua costruzione e nel suo radicamento nei posti di lavoro e nella lotte. Sulla base dei principi programmatici sopra esposti, costituiamo un'area interna a Usb, che chiamiamo UNIRE LE LOTTE - AREA CLASSISTA USB.
 

martedì 9 novembre 2010

Storie di extracomunitaria follia, Claudileia Lemes Dias.

di Fausta Dumano.


Venerdì pomeriggio la location è Ithaca, blocco notes, la redattrice di Aut raccoglie le sensazioni e le emozioni dell’incontro con  Claudileia Lemes Dias “Storie di extracomunitaria follia”. Non è la prima volta che mi inciampo in Claudileia, la prima volta è stata nel 2007 in occasione del concorso letterario “Lingua Madre” , lei ha partecipato alla sezione donne migranti, io a quella delle italiane che narrano di una donna migrante. Poi nel 2010 a Ceccano la cooperativa Gaia ha organizzato un concorso “Emozioni” lei era la madrina e io la giuria. Non c’è due senza tre, l’occasione offerta dalla presentazione del suo libro “storie di extracomunitaria follia” un libro che richiama nel titolo Bukowski, di cui è innamorata, un libro che affronta a 360 gradi l’immigrazione nei suoi aspetti. Un caleidoscopio sulla vita che mette a fuoco esistenze diverse di protagonisti, uniche, ma legate da un filo invisibile, il filo della separazione della terra, dagli affetti. Un’umanità sfruttata, respinta, macchiata da luoghi comuni, ma anche l’esplosione di colori, odori, sapori nuoci che invadono le strade di Roma. Una città che diventa protagonista che Claudileia sebbene dottoranda di ricerca del Sistema Giuridico alla “Sapienza” ha scoperto nei suoi meandri volantinando davanti  ai supermercati. Claudileia in Brasile è crescita con le immagini della Roma di cartapesta e del cinema, della musica di Peppino di Capri , quella dei best selleres. Ha scoperto una Roma dove si aggirano servi neri, che parlano romanesco, comprano cose da Ikea, vengono venduti come schiavi e poi “grattuguati” dai bianchi ricchi cannibali “Matusalem l’ultimo africano” . La Roma dove anziane signore sono atterrite dall’invasione di extracomunitari coma la signora Livia incontrano “draghi” cinesi autentici che entrano dalla finestra in cucina  e diventano “amici” . E nel suo narrare ribalta lo stereotipo del brasiliano travestito, protetto dall’angelo custode. Un libro che racconta le contraddizioni profonde  e i traumi che provengono da un  passato “mai troppo remoto” dove è forte il desiderio di arrivare anche  non sapendo nulla della lingua italiana, attirati dalle belle parole, eleganti e da una sola SPEREQUAZIONE..... morire innocenti nelle “acque internazionali”. Un libro impegnato con la lettera al dittatore, un libro dove i bambini scoprono  nell’isola F.P.S. 257 (Fattore Protezione Solare 257) che Gandhi con la sua filosofia non è sempre applicabile  e l’eccesso di sole provoca danni irreparabili nel cervello .
Un libro costruito da racconti, poesie e teatro. Un intreccio di personaggi Oceania, Amina etc.... Un libro che nel leggerlo gli occhi si riempiono di lacrime amare come quelli di Amina “ il cuore si divide in due”  da una parte lei trasudava amore e dall’altra anche.
Attualmente Claudileia è diventata socia di una casa editrice che pubblica testi di immigrati, ma anche testi di emigrati italiani  che vivendo all’estero non scrivono più in italiano, di emigranti della terza generazione che vengono tradotti in Italiano.  Claudileia Lemes Dias è un vulcano di iniziative, un cantiere sempre in movimento. Un venerdì particolare quello dentro da Ithaca proprio nel cuore degli invisibili migranti.... che percepisci nell’aria dai suoni, dai colori e dagli odori.

Saturno Film Festival, programma

da Assessorato alla Cultura del Comune di Frosinone



Programma Lunedì 8 Novembre 2010 Ore 09.00 Frosinone
Multisala SISTO
Saturno scuola
L’Italia attraversata e messa a confronto dal cinema
“Paisà” (Italia, 1946) di Roberto Rossellini
Introduce Ernesto G. Laura  
 
Ore 9.00 Ceccano
Cinema Antares
“Tutti a casa” (Italia, 1960) di Luigi Comencini
Introduce Francesco Crispino  
 
Ore 9.30 Frosinone
Villa comunale
(Sala A)  Seminario di studi
Il Ruolo della televisione nella costruzione dell’identità nazionale
Fare gli italiani. Note sulla TV e il suo pubblico
Coordina Vanessa Roghi (Sapienza - Università di Roma, Rai Tre)
Saluti del direttore artistico del SIFF Ernesto G. Laura
Cinzia Bianchi (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)
Le forme brevi dell’audiovisivo pubblicitario
come esempio di costruzione identitaria e memoria collettiva
Marco Dotti (Università di Pavia e giornalista di )
Il ruolo delle micro-televisioni locali negli anni '80 
 
Ore 10:30 Coffee Break  
 Marcella Rizzo (Università degli studi del Piemonte Orientale)
 La televisione negli anni Ottanta:
domesticità, cultura del consumo e creazione di nuove appartenenze
Enrico Schirò (Associazione Syzetesis),
Lo spettro del linguaggio.
Identità mediatiche e presa di parola nell'Italia contemporanea
 
Ore 15.00 Frosinone
Villa Comunale
(Sala A)  Seminario di studi
Il ruolo della televisone nella costruzione dell’identità nazionale
Seconda sessione.Sceneggiati e fiction televisive
Coordina Luca Peretti (Agenzia del Tempo)
Giancarlo Lombardi (College of Staten Island,
Graduate Center della City University of New York)
Misteri d'Italia tra storia e fiction tv
Giandomenico Curi
(Università Roma Tre, Saturno International Film Festival)
Unità d'Italia e mondo contadino negli sceneggiati televisivi e nel cinema italiano 
 
Ore 16:00 Coffee Break  
 Emiliano Perra (University of Bristol)
 La Shoah nelle miniserie TV
Damiano Garofalo (Associazione culturale BombaCarta)
La donna nella Resistenza (1965):
il caso Liliana Cavani nella retorica televisiva degli anni Sessanta
Federico Ruozzi (Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII)
Televisione, Chiesa cattolica e Democrazia cristiana:
dalle benedizioni degli impianti alle fiction religiose
 
Ore 16.30 Frosinone
Villa Comunale
(Sala B)
Retrospettiva
I 150° dell’Unità d’Italia al cinema
“1860” (Italia,1934) Alessandro Blasetti
Commenta Ernesto G.Laura
  
Ore 18.30 Frosinone
Villa Comunale
(Sala C)
  INAUGURAZIONE FESTIVAL
Aperitivo letterario
Presentazione del libro:
“Gotico padano Dialogo con Pupi Avati” (Le Mani,2010)
di Claudio Bartolini e Ruggero Adamovit
Saranno presenti gli autori e Pupi Avati
Modera Luca Peretti
 
 Ore 21.00 Frosinone
Multisala SISTO Eventi Speciali
“L’arcano incantatore” (Italia, 1996) di Pupi Avati
Presentano il film in sala Pupi Avati, Stefano Dionisi e Patrizia Sacchi
Inaugurano il festival Antonio Abbate (Ass. Cultura Provincia di Frosinone)
Angelo Pizzutelli (Ass.Cultura e Spettacolo Comune di Frosinone),
 Ernesto G. Laura, direttore artistico
e Mariella Li Sacchi, vice-presidente

 
 
  Programma Martedì 9 Novembre 2010
 
Ore 09.00 Frosinone
Multisala SISTO
Saturno scuola
L’Italia attraversata e messa a confronto dal cinema
“Tutti a casa” (Italia, 1960) di Luigi Comencini
Introduce Ernesto G.Laura
 
Ore 9.00 Ceccano
Cinema Antares
 “Paisà” (Italia, 1946) di Roberto Rossellini
Introduce Francesco Crispino
 
Ore 9.30 Frosinone
Villa comunale
(Sala A)  Seminario di studi
Il Ruolo della televisione nella costruzione dell’identità nazionale
Terza Sessione
La storia in televisione
 Coordina Matteo Sanfilippo (Università della Tuscia)
Francesca Anania (Università della Tuscia)
La televisione fra storia e memoria
  Ernesto G. Laura (storico del cinema, direttore artistico del SIFF)
Meccanismi della comunicazione televisiva 
 
Ore 10:30 Coffee Break 
 Italo Moscati (autore e regista televisivo)
 La storia in televisione raccontata da uno dei protagonisti
  Luigi Bizzarri (capostruttura del Nucleo Produttivo Storia di Rai Tre)
 La storia come format televisivo
 
 
Ore 15.00 Frosinone
Villa Comunale
(Sala A)  Seminario di studi
Il ruolo della televisone nella costruzione dell’identità nazionale
Quarta Sessione
I programmi che hanno fatto l’Italia
Coordina Antonello Savoca (Autore TV)
Nicola Tranfaglia (Professore emerito Università di Torino)
La storia in televisione
  Davide Baviello (Università degli Studi di Firenze)
Una storia sconosciuta. La battaglia per la televisione negli esercizi pubblici
Lorenzo De Nicolai (Università degli Studi di Torino)
 Il cantastorie in bianco e nero 
 
Ore 16:00 Coffee Break 
 Yuri Guaiana (Università degli studi di Milano)
La televisione italiana e le celebrazioni del centenario dell’unità d’Italia
Giovanni Cerro (Scuola Internazionale di Alti Studi Scienze della Cultura,
Fondazione Collegio San Carlo)
Un racconto possibile del terrorismo: La notte della Repubblica
 
Ore 16.00 Frosinone
Villa Comunale
(Sala B) 
  Cinema e territorio in Ciociaria
L'Unità d’Italia con grandi protagonisti del cinema
legati al nostro territorio: Nino Manfredi
“In nome del Papa Re”(Italia, 1977) di Luigi Magni
Sarà presente Erminia Manfredi

Ore 18.00 Frosinone
Multisala SISTO
Retrospettiva
“Camicie Rosse”(Anita Garibaldi) (Italia, 1952)
di Goffredo Alessandrini e Francesco Rosi

Ore 18.30 Frosinone
Villa Comunale
 Eventi Speciali
“Il Paese Mancato” di Italo Moscati (2005)
Sarà presente l’autore
 
 
Ore 21.00 Frosinone
Multisala SISTO
Concorso Internazionale
Manusi Rosii/Red Gloves (t.l. Guanti Rossi, Romania, 2010)
di Radu Gabrea
Anteprima per L'Italia
Sarà presente il regista  

 
 Programma Mercoledì 10 Novembre 2010
 
Ore 09.00 Frosinone
Multisala SISTO
Saturno scuola
L’Italia attraversata e messa a confronto dal cinema
“Il cammino della speranza” (Italia, 1950) di Pietro Germi
Introduce Ernesto G.Laura
 
 
Ore 9.00 Ceccano
Cinema Antares
 “Bianco rosso e verdone” (Italia, 1981) di Carlo Verdone
Sarà presente Milena Vukotic
Introduce Francesco Crispino
 
 
Ore 10.00 Frosinone
Villa comunale Seminario di studi
Il Ruolo della televisione nella costruzione dell’identità nazionale
 Tavola rotonda
Televisione e cinema nella storia d'Italia
Coordina Francesco Linguiti (autore tv)
Nel corso dell'incontro saranno proiettati alcune clip del nuovo documentario
di Gianfranco Pannone ma che Storia… (Italia, 2010)
 Francesco Crispino (Università di Roma Tre) 
 Ernesto G. Laura (storico del cinema, direttore artistico del SIFF)
 Stefano Reali (regista)
 Giuliano Montaldo (regista)
 Gianfranco Pannone (documentarista)
 

Ore 16.30 Frosinone
Villa Comunale
(Sala A) 
Eventi Speciali
Proiezione del documentario
La rinascita del parlamento.Dalla Liberazione alla Costituzione (Italia, 2009)
di Antonio Farisi con Neri Marcorè
prodotto dalla Fondazione della Camera dei Deputati
Sarà presente l'autore e delegati della Camera dei Deputati

Ore 16.30 Frosinone
Villa Comunale
(Sala B)  Il territorio si racconta
a cura di Antonio Di Ruzza
Cortometraggi del territorio e incontro con le associazioni culturali locali 
 

Ore 18.00 Frosinone
Villa Comunale
(Sala A) 
  Frammenti video in ricordo di Ugo Tognazzi
Dal set di Ultimo Minuto (Italia, 1987) di Pupi Avati
Realizzato da Mario Canale
Saranno presenti Gianmarco Tognazzi e Marco Leonardi
 
Ore 19.00 Frosinone
Villa Comunale
(Sala C)
Aperitivo letterario
Presentazione del libro: Cinema Nostrum
 Registi, attori e professionisti ciociari del cinema (Teseo, 2010)
a cura di Giovanni Curtis
Sarà presente l’autore. Introduce Giacomo Ravesi

 Ore 21.00 Frosinone
Multisala SISTO
 Concorso Internazionale
Cnrci/The back (t.l. I neri, Croazia, 2009)
Sarà presente il regista Goran Devic
 Versione originale con sottotitoli italiani
 
 
  Programma Giovedì 11 Novembre 2010
 
Ore 09.00 Frosinone
Multisala SISTO
Saturno scuola
L’Italia attraversata e messa a confronto dal cinema
“Bianco rosso e verdone” (Italia, 1981) di Carlo Verdone
Introduce Ernesto G.Laura
 

Ore 9.00 Ceccano
Cinema Antares
“Il cammino della speranza” (Italia, 1950) di Pietro Germi
Introduce Giandomenico Curi
 
 Ore 16.00 Frosinone
Villa comunale
(Sala A)  Cinema e territorio in Ciociaria
L'Unità d’Italia con grandi protagonisti del cinema
legati al nostro territorio: Giuseppe De santis
“Non c’è pace tra gli ulivi” (Italia, 1950) di Giuseppe De Santis
Sarà presente Giordana Miletic e il regista Franco Giraldi
 
Ore 18.30 Frosinone
Villa Comunale
(Sala B) 
Il territorio si racconta
a cura di Antonio Di Ruzza
Cortometraggi del territorio
e incontro con associazioni culturali locali
 
Ore 19.00 Frosinone
Villa Comunale
(Sala C) 
  Aperitivo letterario
Presentazione del libro:“Bella e Perduta” (Laterza, 2009)
di Lucio Villari
Sarà presente l’autore e Giuliano Montaldo
Introduce Ernesto G.Laura
 
 Ore 18.30 Frosinone
Multisala SISTO
Concorso Internazionale
Mała matura 1947/The rite of passage
(t.l. Il rito del passaggio 1947,Polonia, 2010)
di Janusz Majewski
Versione originale con sottotitoli in italiano  
 
Ore 21.00 Frosinone
Multisala SISTO
 Concorso Internazionale
Dall’altra parte del mare (Italia, 2009) di Jean Sarto
Saranno presenti il regista, Gordana Miletic
e Veronica Bilbao La Veja (supervisore alla regia) 
 
  Programma Venerdì 12 Novembre 2010
 
Ore 09.00 Frosinone
Multisala SISTO
Saturno scuola
L’Italia attraversata e messa a confronto dal cinema
“Il Ladro di bambini” (Italia,1992)di Gianni Amelio

Ore 9.00 Ceccano
Cinema Antares
“Mio fratello è figlio unico” (Italia, 2007)di Giandomenico Curi
Introduce Giandomenico Curi

Ore 16.00 Frosinone
Villa comunale
(Sala A) 
Cinema e territorio in Ciociaria
L'Unità d’Italia con grandi protagonisti del cinema
legati al nostro territorio: Marcello Mastroianni
“Allonsanfan” (Italia, 1984) di Paolo e Vittorio Taviani
 
Ore 18.30 Frosinone
Villa Comunale
(Sala B) Il territorio si racconta
 a cura di Antonio Di Ruzza
Cortometraggi del territorio e incontro con le associazioni culturali locali 
 
Ore 18.30 Frosinone
Villa Comunale
(Sala C) 
Aperitivo letterario
Presentazione del libro:
"Maledetti Savoia, Savoia Benedetti
Storia e controstoria dell’Unita d’Italia" (Piemme, 2010)
Di Emanuele Filiberto di Savoia e Lorenzo del Boca
Sarà presente Lorenzo del Boca
Introduce e coordina Antonio Parisi ( Giornalista)
 
Ore 21.00 Frosinone
Multisala SISTO
Concorso Internazionale
Hugo Koblet – Pédaleur de charme (Svizzera, 2010)
di Daniel Von Aarburg
Sarà presente il regista
Targa alla carriera:
Gigi Sgarbozza (ciclista e commentatore RAI)
Valerio Agnoli (ciclista ciociaro)
Versione originale con sottotitoli in italiano

 
 
  Programma Sabato 13 Novembre 2010
 
Ore 09.00 Frosinone
Multisala SISTO
Saturno scuola
L’Italia attraversata e messa a confronto dal cinema
“Mio Fratello è figlio unico” (Italia, 1998)di Daniele Lucchetti
Introduce Ernesto G.Laura
 
Ore 9.00 Ceccano
Cinema Antares
“ll Ladro di bambini” (Italia,1992)di Gianni Amelio
Introduce Giandomenico Curi
 
Ore 17.00 Frosinone
Multisala SISTO
Carlo Lizzani e Ernesto G. Laura
ricordano Mario Verdone
Intervista video con Carlo Verdone
Sarà presente Luca Verdone
 
Incontro
Lo Sport ieri e oggi
Coordina Silvana Silvestri (giornalista)
Intervengono Nino Benvenuti e Daniel Von Aarburg  
 
Ore 18.30 Frosinone
Multisala SISTO
 PREMIAZIONE DEL CONCORSO INTERNAZIONALE
Presenta la serata
Mariolina Simone
Madrina del Festival
Gioia Spaziani
 
 A seguire 
CONCERTO di STEFANO REALI
 Giuria
  Sergio Rubini, Presidente
Giorgia Bongianni
Alessandro Capone
Giancarlo Lombardi
Anna Maria Pasetti

Teniamo aperto il Museo di Via Tasso a Roma

da Carc Federazione Lazio


IL MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE IN ROMA PRESSO VIA TASSO 
STA DEFINITIVAMENTE CHIUDENDO. IERI 7 NOV. 2010 E' STATO UFFICIALIZZATO DAL PRESIDENTE DEL MUSEO MEDESIMO.
E' UN AFFRONTO ALLA CITTA' DI ROMA, AI SUOI MORTI, A CHI HA RESISTITO A TUTTI COLORO CHE ANCORA SOFFRONO DOPO DECENNI PER LA BARBARIE SUBITA DA FAMIGLIARI, AMICI E COMPAGNI. LA' SONO SCOLPITE CON LE UNGHIE E CON I MANICI DI CUCCHIAI NELLE PARETI LE ULTIME GRIDA STRAZIANTI DI CHI FU SEVIZIATO E TORTURATO. LA' ORA VI SONO I DOCUMENTI "VIVI". LA' E' LA NOSTRA MEMORIA. QUESTO GOVERNO DI BANDITI STA ATTUANDO UN PIANO PRECISO: DISTRUGGERE L'IDENTITA' DEI CITTADINI. ESPROPRIARLI DELLA BELLEZZA, DELLA STORIA, DELLE ORIGINI. E' UN PIANO SCIENTIFICO, ORGANIZZATO E DA ATTUARE. CROLLA POMPEI TRA IL MENEFREGHISMO DI TUTTI COSI' COME CHIUDE UN MESEO DOVE E' STATA MESSA IN ATTO L'ELIMINAZIONE DELLA VITA, IL DISPREZZO PER IL PROSSIMO. LO STUPRO DELLA DIGNITA'. 

PER POCHI MISERI EURO LO STATO CHUIDE UN MUSEO CHE TUTTO IL MONDO VISITA E CONOSCE.

TENIAMOLO APERTO NOI!

DI SEGUITO LE COORDINATE PER FARSI AVANTI CON QUELLO CHE SI HA. NON IMPORTA QUANTO IMPORTANTE E' FARE.

E FAR CONOSCERE AD ALTRI OVUNQUE SI TROVI IL NOSTRO INTERLOCUTORE

IL MUSEO HA UN WEBSITE DOVE CI SONO LE INFORMAZIONI E LO STATO DELL'ARTE.

lunedì 8 novembre 2010

Self Portrait, l'ossimoro stilistico di Mauro Bottini

di Luciano Granieri



E’ veramente un piacere ed un onore per noi presentare a tutti i naviganti del nostro blog   “Self Portrait” del    Mauro Bottini Quintet. Il sassofonista di Alatri ha finito di registrare in primavera, presso il  “Riff Raff Jazz  studio” di Roma , questo eccellente lavoro che    è stato presentato alla fine di ottobre, a Bologna  e ora è in vendita presso tutti i negozi.  Può essere acquistato  anche  online dal sito http://www.cdbaby.com/cd/maurobottini5et . Abbiamo potuto ascoltare, quasi in anteprima  l’album , grazie alla cortesia di Mauro e di Sabrina del caffè libreria Ithaca di Frosinone.  MAURO BOTTINI è uno dei  tanti  grandi  talenti sfornati  dal conservatorio Licinio Refice di Frosinone. Diplomato in sassofono sotto la guida del professor Max Bettazzi,  si  è perfezionato attraverso l’esperienza maturata a fianco di importanti maestri, non ultimo quell’impagabile talent scout, grande musicista, divulgatore di jazz, nonchè nostro amico Gerardo Iacoucci. Bottini oltre che eccellente jazzista, è direttore dell’accademia di musica “Charlie Parker ad Alatri e direttore artistico dell’Alatri Jazz international festival camp; masterclass. In “Self portrait” lo strumentista ciociaro  unisce la sua maestria al sax tenore, soprano e al clarinetto con la sapienza improvvisativa di quattro musicisti di assoluto valore, protagonisti a pieno titolo del fiorente panorama jazzistico italiano. Ci riferiamo ad un mostro sacro del basso e del contrabbasso  come MASSIMO MORICONI, anche lui, guarda caso, diplomato al conservatorio Licinio Refice di Frosinone. Il contrabbassista romano è uno dei più apprezzati e ricercati  strumentisti nel panorama  del jazz mondiale,  vanta collaborazioni con i più grandi jazzisti italiani e non,  da Enrico Rava, Enrico Pierannunzi , il compianto  Lelio Luttazzi, fino a Lee Konitz, Famoudou  Don Moye, Billy Cobham, Archie Shepp solo per citare i più noti. Un altro mostro sacro è il batterista  MASSIMO MANZI.  Anche Massimo vanta collaborazioni con i maggiori jazzisti italiani e mondiali:  l’ex area Ares Tavolazzi, e Pat Metheny su tutti. Il drummer , assiduo allievo della scuola di musica popolare di Testaccio, è in posseso di un drumming poliedrico, riesce ad esprimersi in maniera eccellente  nei tempi funky   , non a caso ha collaborato con Mike Marnieri già vibrafonista di uno dei gruppi funky più famosi quale gli “Steps Ahead” , ma è anche dotato di un swing raffinato  che spesso si combina con ritmi caraibici e sud americani. I complimenti ricevuti da batteristi del calibro di Max Roach, Elvin Jones, Steve Gadd e Jack De Johnette, nei vari clinics da lui frequentati, testimoniano la sua grande valenza tecnica. A cotanta ritmica si affianca,  il pianista  
PAOLO TOMBOLESI. Un’altro talento diplomatosi  al conservatorio Licinio Refice di Frosinone  sotto la guida di uno dei più grandi pianisti italiani Enrico Pieranunzi e dell’immancabile talet scout Gerardo Iacoucci, già ancora lui. Proprio con Iacoucci Tombolesi inizia la sua carriera, prima accompagnando il coro “The New Spiritual Singers”   poi come membro della "Modern big Band" gruppi diretti entrambi dal maestro verolano , ha poi suonato con i più grandi jazzisti del mondo Steve Grossman, Dusko Gojkovich, Gianluigi Trovesi, Maurizio Giammarco fra gli altri. Completa il quintetto il chitarrista  STEFANO MICARELLI, un musicsta dalla tecnica raffinatra che spazia dal jazz al rock, anch’egli come Manzi, collaboratore del vibrafonista Marnieri degli Steps Ahead e side man di importanti jazzisti. Il quintetto così formato, dalle doti musicali illimitate, dispensa emozioni in quantità industriale. Self Portrait, comprende 8 brani tre composizioni originali di Bottini: The train for the moon”,  “flowers shop”, “self portrait”, tre ballads “Estate”  di Bruno Martino , “In a sentimental mood” di Duke Ellington,  il classico di George Gershwin “Summertime” e due  standards, “Four” di Miles Davis, “St.Thomas” di Sonny Rollins. La struttura di Self Portrait, consente ad ogni musicista di esprimersi,  secondo una combinazione di tecnica e feeling che fa emergere le grandi doti di ognuno  e nel contempo la forza creativa di tutto il gruppo. Il Cd si apre e si chiude con due composizioni originali  di Bottini in stile funky  The train for the moon” e “self portrait”. “The train for the moon” è un’esecuzione sontuosa. Introduce Manzi con un incredibile tempo sdruciolo . Una scansione ritmica precisa e rigorosa, ma nel contempo carica di contro tempi che la rendono senza dubbio originale . Si prosegue con una strepitosa improvvisazione di Mauro Bottini al sax soprano e una funambolica performance di Micarelli alla chitarra. Estremamente blusey è l’intervento di Tombolesi. Dopo una efficace interpretazione di “Four” di Miles Davis, si prosegue con “Estate” di Bruno Martino. Il brano dell’autore italiano, entrato ormai a tutti gli effetti nel novero dei più famosi standards jazzistici mondiali (tra le varie interpretazioni, ricordiamo quella di Chet Baker  ma soprattutto quella del vibrafonista Bobby Hutcherson al Village Vanguard nel 1986 con Kenny Baron al pianoforte, Buster Williams al contrabasso e Al Foster alla batteria), offre a Bottini l’opportunità di regalarci un’improvvisazione al sax tenore stilisticamente perfetta con una sequenza di apreggi preziosi e sosfisticati, ma soprattutto una pulizia timbrica  degna del miglior Stan Getz . In realtà nella modalità espressiva di Bottini la lezione  dei Four Brothers dell’ orchestra di Woody Herman e in genere dello stile whity della west  coast anni 50’ traspira da ogni poro armonico. Ma la costruzione blusey dell’improvvisazione, contaminata da gli echi caratteristici di un Lester Young e di un Ben Webster,  rendono il linguaggio estremamente originale. Insomma un sassofonista dallo stile tipicamente bianco  che suona come un “nero”. Un’ ulteriore dimostrazione  di questa peculiarità si trova  in “Flowers Shop” , altra composizione originale di Bottini. Un blues classico ma dall’arrangiamento molto particolare in cui convivono un spirito bop, nelle misure di esposizione del tema e nell’assolo con il sax tenore e un momento di "New Orleans –free", stile la cui definizione non esiste   ma che secondo noi descrive bene il cambiamento di direzione che si determina quando Bottini passa al calrinetto. Si costruisce uno step intermedio, totalmente nuovo, fra  l’era di Barney Bigard e quella di  Joseph Jarman. “In a sentimental mood” di Ellington  ripropone le stesse suggestioni di “Estate” con un grande lirismo improvvisativo e una timbrica cristallina espressa tanto da Bottini quanto da Tombolesi e Micarelli.  In “St.Thomas” si esaltano le doti dei veterani . L’introduzione del duo Moriconi Manzi è da dieci e lode. Timing rigoroso  e contest improvvisativo di prim ordine  offrono un saggio di grande maestria tecnica per cui non è difficile capire quale siano le ragioni che inscrivono Manzi e Moriconi nel novero dei più grandi jazzisti mondiali. Ma il brano più bello e affascinante dell’album, a nostro parere, è “Summertime” . Qui Bottini si supera. Il pezzo si apre con una straordinaria performance di sax solo , senza accompagnamento, difficile da descrivere. Nel solitario fraseggio del sassofonista alterese convivono le anime di Stan Getz e John Coltrane, un ossimoro jazzistico unico a testimonianza di una grande personalità artistica. Ma Summertime non è solo Bottini . Manzi gioca con lo swing , va oltre , spazia in aree ritmiche inesplorate con beat incalzanti sul bordo del rullante e un uso mirabile dell’ hi-hat (charleston) confenzionando un drumming dai colori tenui, unici. Moriconi nello scandire il tempo con il basso vola leggero sulla tastiera facendo ampio uso degli    armonici. Micarelli e Tombolesi offrono due improvvisazioni importanti, tecnicamente perfette. Chiude il pezzo un’altra straordinaria performance di Bottini . Non a caso abbiamo deciso di farvi ascoltare questa esecuzione . L’album si chiude con “Self portrait” . Funky allo stato puro. Si finisce con lo stesso groove con cui si era iniziato. Insomma, tecnica, creatività, feeling sono gli ingredienti principali che caratterizzano “Self Portrait” del Mauro Bottini quintet, un album che si ritaglia uno spazio importante nell’ambito delle produzioni jazzistiche del 2010. Il programma di presentazione del CD prevede una serie di appuntamenti che Aut-Frosinone, grazie anche alla collaborazione del caffè libreria Ithaca seguirà passo dopo passo. Vi lasciamo dunque all’ascolto di Summertime. Good vibration for all of you.



Ornitologia Laziale

di Luc Girello


Chiedo scusa alla redattrice Fausta e a tutti naviganti del blog per questo mio momento di coglionaggine. Ma nonostante i diritti televisivi, il merchandising, gli affari oscuri, i presidenti affaristi, i presidenti del consigli  proprietari di squadre, IL CALCIO resta sempre una fonte di emozioni. E per un romanista come me  festeggiare il compleanno con la Roma che vince il derby   è una goduria pazzesca.  "Godo come un riccio" per dirla con l'allenatore della "maggica" Claudio Ranieri.  E poi sto messo meglio di Bertinotti che è tifoso del Milan e si trova Berlusconi come presidente. Dunque ecco il girello che descrive la metamorfosi dell'aquila olimpia dopo il risultato del derby.