Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 6 maggio 2015

Acea ato5. Domani 7 maggio conferenza dei sindaci

Luisa Montoni Comitato provinciale Acqua Pubblica Frosinone


Da anni cerchiamo l'interlocuzione con la parte pubblica che dovrebbe controllare gestione e gestore e che in 11 anni di gestione acea non ci ha di certo tutelato e garantito il servizio impeccabile che vorrebbero farci pagare con le bollette. Da anni partecipiamo alle loro assemblee (in verità sono state poche in passato visto che fino all'anno scorso non hanno mai deciso niente). Nel dicembre 2009 in via del tutto straordinaria, Severo,(Lutrario del comitato provinciale  ndr) ebbe modo di intervenire durante la Conferenza dei sindaci e a seguito di quell'intervento i sindaci deliberarono la revoca delle tariffe illegittime che stavano applicando fino ad allora e la restituzione ai cittadini di quanto indebitamente fatturato (soldi mai restituiti) e dove già decisero la risoluzione del contratto per colpa del gestore! 
nell'ultima assemblea non volevano nemmeno farci entrare...in quella di domani l'unico punto all'ordine del giorno sarà l'approvazione del piano degli investimenti! 
ma noi siamo sempre lì per ricordare a chi amministra la cosa pubblica e il bene di tutti per eccellenza che l'interesse delle loro decisioni deve essere quello collettivo, che il gestore inadempiente deve andare via e che la legge di iniziativa popolare regionale orientata verso una gestione pubblica ed efficiente, approvata all'unanimità dal consiglio regionale, stabilisce i nuovi ambiti di bacino idrografico e la nuova convenzione che riporta le decisioni ai consigli comunali.
Sicuramente anche questa volta saremo presenti alla loro assemblea. 

Nel tempo che abbiamo e che mettiamo a disposizione stiamo creando un sito dove tutti potranno accedere alle informazioni.
Ricordo che per la comunicazione stiamo usando questo gruppo aperto fb: Comitato provinciale Acqua Pubblica Frosinone

a domani

video di Luciano Granieri

No war 9 maggio

Segr. prov. PCdI Oreste della Posta 


Il Partito comunista d'Italia è tra i promotori del Tavolo provinciale NO WAR. Vogliamo ricostruire anche nella nostra Provincia, un movimento contro la guerra,  un luogo di analisi e iniziativa politica, culturale, aperto. Il nostro primo evento pubblico si svolgerà nel capoluogo per ricordare le giornate dell'8-9 maggio 1945, in cui si spense la Seconda Guerra mondiale sia in Europa occidentale che in Unione sovietica, dopo che a Reims e Berlino i nazisti firmarono la resa incondizionata. E' quest'anno il 70° anniversario. Dire NO alle guerre per noi significa anche trovare nella memoria del nostro passato dei simboli,  ovvero analizzare i fatti, leggere le storie e tornare nei luoghi. La provincia di Frosinone e' stato teatro insuperabile di battaglie che tutto il mondo ricorda: bombardamenti sulla citta', Montecassino sfregiata e abbattuta, violenze e stupri di massa su donne, uomini e bambini, fame e scempio ovunque. Cosi' forti quelle emozioni da rivivere nel libro e nel film "La ciociara" che resta il documento piu' rappresentativo di quell'epoca. I comunisti in Italia hanno dato durante la Seconda Guerra mondiale tutto quello che potevano: organizzazione, uomini e donne, resistenti, politici, grandi intellettuali mai piegati neanche di fronte alla galeria e all'inedia, scienziati, e sopratutto la vita. Abbiamo bisogno di ricordare oggi e per sempre chi ci ha dato la libertà e dobbiamo essere sentinelle contro  i grandi pericoli che vediamo avanzare: Paesi in guerra fratricida per le risorse, ondate xenofobe e razziste, movimenti politici dichiaratamente nazisti e fascisti in Italia, in Europa  e oggi anche tra il baltico e l'Ucraina. Il Partito comunista d'Italia  dice NO a guerra fascismo e barbarie. Dedichiamo i nostri sforzi per una società realmente organizzata in lavoro, solidarietà,  pace  e antifascismo. Vi invitiamo ad intervenire numerosi il giorno 9 maggio 2015 a Frosinone in Largo Turriziani  dale ore 17.30. Si alterneranno al microfono movimenti, partiti e associazioni che in questi mesi hanno discusso sui temi della memoria, del pacifismo e del NO a nuove guerre,  su quanto i conflitti ci impoveriscono quotidianamente; spese militari per le quali anche il nostro governo manda in fumo ogni giorno decine di milioni di euro. Per questo sintetizziamo le nostre parole d'ordine come segue: "Guerra civile, guerra economica, guerra ai migranti, guerra per le risorse, guerra di religione... le guerre utili al capitale".

martedì 5 maggio 2015

Milano | 1° maggio No Expo - “Un po’ di possibile, altrimenti soffochiamo…

Riceviamo e diffondiamo una lettera aperta ai compagni e alle compagne: fonte http://informa-azione.info/

“Un po’ di possibile, altrimenti soffochiamo…”

Milano, corteo no-expo del 1 maggio.
Benvenuti nel deserto del reale... o meglio, benvenuti nella desertica realtà che viviamo ogni giorno. Qualche tempo fa in giro per l'Europa, e ieri a Milano vi abbiamo fatto assaggiare un po’ di quella devastazione con cui la maggior parte di noi è costretta a convivere ogni giorno. Vi abbiamo fatto vedere un po’ di quella rabbia che molto probabilmente anche molti e molte di voi covano sotto la coltre di una vita da miseria. Vi abbiamo sbattuto in faccia quella guerra in cui siamo ingaggiati ogni giorno nei nostri quartieri e nelle città in cui viviamo. Quella guerra che vi ostinate a non voler vedere, quella guerra nascosta sotto i veli mediatici della pace occidentale, minacciata, a quanto ci dicono, solo dai cataclismi e dai cosiddetti terrorismi…

E ora di nuovo riascolteremo il coro dell’indignazione civica: la violenza degli antagonisti, la cieca follia dei devastatori. Ma siete davvero così rincoglioniti? Fermatevi un secondo e provate a guardare con più attenzione tutto quello che la stampa e la tv hanno prodotto in questi giorni... poi scendete in strada e confrontatelo con quello che vedono i vostri occhi, con quello che sentono le vostre orecchie e la vostra pancia, con la paura che avete di perdere tutto, con quella voglia di farvi gli affari vostri che vi assale perché vi sentite ridotti all’impotenza e pensate che qualsiasi cosa facciate tanto tutto resta uguale. Provate a mettervi in gioco e all’ascolto e forse riuscirete a capire…

Riuscirete a capire che vivete davvero una vita di merda. E che molto spesso dite che non c'è niente da fare. Ma così parlano solo i cadaveri. E forse visto che intorno a voi c'è solo morte parlate proprio come dei vecchi che stanno per morire. E questo è il paese di merda in cui vivete, un paese di vecchi. Vecchio nella mente, vecchio nelle ossa. Qui da noi i “giovani politicizzati” sono più vecchi dei vecchi e la politica è l'abitudine più vecchia di sempre. Ecco perché non ci stupiremo nell’ascoltare, ancora una volta, le litanie di “movimento”: si dirà che giornate come queste possono dividerlo, il “movimento”, che i riot fini a se stessi non sono valorizzabili su un piano politico, e che gli obiettivi colpiti erano casuali e “capisco la banca ma le macchine non bisognava toccarle”… Chi utilizza questi argomenti come critica forse dovrebbe cominciare a chiedersi veramente cosa vogliono dire giornate come queste.

Cominciamo dal “movimento”...quella strana cosa che collega l'impolitico del popolo con il politico dello stato. Quella malattia tutta italiana che spesso affossa e ha affossato la spinta rivoluzionaria. E forse risentiremo anche i suoi teorici avventurarsi in complesse analisi politiche, parlare del ’77, dell'autonomia, diffusa, operaia e stronzate varie. Vi siete mai chiesti perché la figlia di uno dei peggiori partiti comunisti d’Europa abbia fallito così miseramente? Perché la grande spinta rivoluzionaria degli anni ‘70 si sia frammentata in cosi tante sigle e siglette, lasciandoci in eredità tante teorie e troppa rassegnazione? Ecco, questa “internazionale” di compagni e compagne che lottano quotidianamente sui territori, che si incontrano in giro per l’Europa e sulle barricate, vuole sbarazzarsi proprio di tutta questa melma politica. E speriamo dunque che la giornata di Milano metta a tacere anche tutti quegli scazzi che finché restano su questioni di principio e non si misurano con la lotta nelle strade, con il respiro del compagno e della compagna che ti è accanto e rischia con te, fa il gioco di tutti quei politicanti che si nascondono più o meno dietro le loro pre-confezionate identità.

E così, tutti quelli che erano in piazza a Milano, determinati ad abbellire un degradato arredo urbano e pronti a scontrarsi con la polizia (autonomi o anarchici che siano) dovrebbero aver capito di essere in questo momento l'unica forza reale, radicale e dirompente in questo paese di fascisti, infami, delatori e democristiani. E non parliamo delle aree, quelle resteranno sempre separate, ma dei compagni e delle compagne che per l'ennesima volta si sono ritrovati insieme per le strade. E le relazioni, che in questa “internazionale” sono tutto, condensano anni e anni di lotte comuni. Lotte in cui la posta in gioco è la vita, lotte che combattano quel capitalismo che ha devastato e saccheggiato il pianeta e i suoi abitanti umani e non umani.

E così quello che è successo ieri a Milano era davvero l'unica opzione possibile. Di fronte ai salamelecchi dei soliti noti, di fronte alla paura dei soliti gruppetti e di fronte alla clamorosa ed evidente presa per il culo che rappresenta l'expo non si poteva fare diversamente. Anzi non si poteva non fare. Sarebbe disonesto dire che non ci piace infierire su un mondo di vetro e acciaio ma questa volta l'occasione richiedeva proprio una bella spallata distruttiva. E a chi cercherà di dare un significato politico al corteo no expo risponderemo con un ghigno. La verità è che giornate così non possono essere capitalizzate politicamente, non esprimono la rabbia dei precari o della plebe (o come la si voglia chiamare), non esibiscono nessuna potenza, non producono e non vengono da un preciso soggetto politico. Per noi, giornate come queste esprimono solo un possibile, sono, per chi combatte tutti i giorni e in diverse forme una guerra sotterranea al capitalismo, una boccata d’aria fresca.

E chi ci verrà a parlare dei motivi della protesta contro expo diciamo solo una cosa: a noi di expo ce ne frega poco o niente. Dovremmo davvero interessarci ad una pagliacciata di tali dimensioni? Una esposizione universale del nulla, che parla di fame nel mondo, di capitalismo verde dal volto umano? Il corteo no expo era un’occasione, domani sarà un'altra. Ma solo se sapremo o proveremo a ritentare la magia. Perché è vero, anche con tutta l'organizzazione del mondo ci sono troppe varianti impossibili da prevedere e solo insieme, tutti e tutte insieme si può tentare, ogni volta, l'impossibile. Quella magica alchimia di coraggio, determinazione e, perché no, di incoscienza che ci fa sentire vivi. Proprio così, come si leggeva sui muri di Roma il 15 Ottobre 2011, a Milano “abbiamo vissuto”.

E cosi Milano è uguale a Francoforte, alla valle di Susa o alla Zad, le sue strade sono quelle di Barcellona come quelle di Atene o di Istanbul. E i riot inglesi, di Baltimora, di Stoccolma, del mediterraneo risuonano come melodie di una stessa musica. Una musica che dice senza mezzi termini che ci avete stufato. Che non smetteremo di disturbare i vostri sonni pieni di incubi, di sabotare le vostre misere vite piene di fragilissime sicurezze, di rovesciare le vostre paure da cittadino attivo. Siamo tanti e tante, e forse è il caso di iniziare a capire da che parte stare.

E poche cose in questo mondo ci fanno ridere così tanto come la scena di tutti quei cittadini milanesi che scendono in strada per ripulire, o come una ragazza che si fa un selfie con una macchina bruciata… ma ogni epoca ha il suo ridicolo, questo il nostro…
Insomma avete voluto la vostra festa? La vostra bella inaugurazione? Beh...anche noi.
Alla faccia di tutti quelli che si riempiono la bocca di democrazia, infiltrati e violenza. E qui non serve entrare nello specifico. Ancora credete che ci siano gli infiltrati? Ancora credete che questo mondo vada solo sistemato? La democrazia è questa, e prima o poi ci soffocherete dentro.
E chi crede che ce ne sia una migliore è ancora più sognatore di chi invece vuole l'insurrezione.

Ci vediamo sulle prossime barricate...

Ceccano: scoperto un altro insediamento archeologico di epoca romana

Antonio Nalli. Fonte https://antonionalli.wordpress.com

Anni fa, erano stati gli scavi per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità, Roma – Napoli, a portare alla luce una straordinaria villa di epoca romana, sulla quale oggi pascolano tranquillamente i bufali, a testimonianza di come il patrimonio dei beni culturali a Ceccano sia oggetto di una scarsa, anzi, scarsissima attenzione e valorizzazione, frutto della cultura del disinteresse di chi da anni, ormai, amministra ininterrottamente l’ente comunale.
Oggi, sono gli scavi per la realizzazione del gasodotto a portare alla luce un altro insediamento archeologico di epoca romana.
Il fatto conferma come la cittadina di Ceccano sia un territorio ricco di insediamenti archeologici di questo tipo, eppure, nonostante gli studi e le pubblicazioni rese note, su tutte quella di Antonini Sabina, il piano regolatore di Ceccano non ha mai previsto alcuna zona archeologica, portando ad un’edificazione selvaggia su tutto il territorio, in spregio non soltanto alla sua storia, ma anche alla bellezza delle risorse naturali, come ad esempio le rocce di via Aldo Moro.
Il Ministero dei Beni Culturali ha inviato sul posto degli archeologi con il compito di effettuare uno studio, un sondaggio nell’area oggetto dei lavori da parte della SGI (Società Gasdotti Italia) ed un monitoraggio dei lavori stessi, per il prosieguo dei quali, è stato addirittura autorizzato, dal Ministero stesso, il taglio di una porzione di mura del fabbricato rinvenuto. Mura che sono state “schiumate” e che a detta degli stessi archeologi, saranno ricollocate dopo la messa in posa dei tubi.
Gli archeologi inviati dal Ministero hanno fornito anche qualche dettaglio importante, raccontando come la metanizzazione realizzata negli scorsi anni, ha già compromesso il sito archeologico oggi rinvenuto.
In pratica, quell’insediamento era già stato scoperto in passato, ma i lavori proseguirono in totale spregio al suo valore storico ed archeologico, comportandone, in parte, la sua distruzione, nel silenzio assordante di tutti!
Anche in questo caso, come per quello della villa romana, i reperti rinvenuti, saranno ricoperti dal terreno, una volta ultimata la collocazione dei tubi della linea del gasdotto e di raccordo a quella già esistente. L’ispezione, infatti, è limitata, per ora, soltanto all’area oggetto del cantiere.
Per scoprire la reale entità del sito rinvenuto, il Ministero, la Regione ed il Comune stesso, dovrebbero farsi promotori di un interesse volto alla valorizzazione di questa area, con un investimento, anche in termini economici, probabilmente troppo elevato o comunque ritenuto troppo importante vista l’ignoranza diffusa.
Nel frattempo, un gruppo di residenti della zona, riunitosi in Comitato di quartiere, ha indirizzato al Commissario prefettizio una specifica missiva, con la quale hanno posto precise domande circa gli intenti della pubblica amministrazione.
Queste alcune immagini che mettono in mostra una parte di quanto rinvenuto:









lunedì 4 maggio 2015

La buona scuola neusea anche i docenti di Frosinone

Luciano Granieri


 Tra poche ore andrà in scena una delle più grandi mobilitazioni che il mondo della scuola abbia mai attuato. Sciopero generale con cortei previsti in diverse città, il più importante a Roma. Non c’è  che dire Matteo Renzi riesce dove altri prima di lui hanno fallito. 

Vedere insieme uniti nella protesta, insegnanti, alunni e tutto il personale della scuola è fatto abbastanza insolito, se non unico. Complimenti al buon Matteo che con la sua banda di accoliti e servi è riuscito a produrre una legge sulla scuola che fa schifo a tutti: dagli studenti  agli insegnanti, dai bidelli ai segretari, finanche ai presidi. Non solo, ma l’ex sindaco di Firenze è riuscito nell’impresa  di  far scendere in piazza persone che mai si sarebbero sognate di sfilare fra bandiere e fischietti.   

Nella giornata di ieri, ad esempio, qui a Frosinone davanti al semi deserto Palazzo Magnolia, in Via Aldo Moro  si sono radunati un manipolo di insegnanti per spiegare ai cittadini le nefandezze di questo ennesimo insulto renziano. Per chi come noi in piazza ci va abbastanza spesso è stato sorprendente vedere facce così  nuove. Gente che mai e poi mai  ti saresti aspettato in strada  a protestare.  

Giustamente alcune professoresse facevano notare che i docenti hanno cervello e non sono asserviti  come le ancelle ministre del Presidente del Consiglio. E certe prese in giro, tipo  la stabilizzazione di 150mila precari, poi diventati 100mila ed infine, per ora, ridotti a 47mila,  abbindolano solo i servi sciocchi non certo il personale della scuola che chiede,  rispetto, oltre che una legge decente.

 Dopo l’Italicum, la riforma del Senato, il Jobs Act, ecco l’ultimo atto del cambiamento. La scuola pubblica era disastrata?  Con il colpo assestato da Renzi entra definitivamente in coma, in balia di presidi sceriffi che esercitano potere di vita e di morte su insegnanti e studenti. 

Questo signore sostiene di avere il compito  di cambiare l’Italia. Ma di grazia chi gliel’ha dato questo incarico? Non certo gli elettori neanche quelli del Pd che alle ultime elezioni hanno votato un programma molto diverso rispetto alle nefandezze di  Renzi.  L’Italia con Renzi cambia verso? Non proprio si accelera quel verso già esistente in  cui ingenti profitti vengono  realizzati da banchieri e uomini di finanza sulla pelle di lavoratori, studenti  e disoccupati. Cambiamo verso? No cambiamo Renzi.

9 maggio festa dell'Europa, festa di legalità

Luciano Granieri

Art.4  Tutti i lavoratori hanno diritto ad un’equa retribuzione che assicuri a loro e alle loro famiglie  un livello di vita soddisfacente.

Art.7  I bambini e gli adolescenti  hanno diritto ad una speciale tutela contro i pericoli fisici e morali cui sono esposti.

Art.11 Ogni persona ha diritto di usufruire di tutte le misure che le consentano di godere del migliore  stato di salute ottenibile

Art. 12 Tutti i lavoratori e i loro aventi diritto hanno diritto alla sicurezza sociale.

Art.13 Ogni persona sprovvista di risorse sufficienti  ha diritto all’assistenza sociale e medica

Art. 23 Ogni persona anziana ha diritto ad una protezione sociale

Art.24 Tutti i lavoratori hanno diritto ad una tutela in caso di licenziamento.

Art.30 Ogni persona ha diritto alla protezione dalla povertà  e dall’emarginazione sociale.


Gli articoli sopra citati, sembrano una  boutade, od  utopie di una mente malata di antiliberismo, ma sono , invece, legalmente sanciti nella Carta Sociale Europea (versione riveduta nel 1996). Questo trattato, come anche il Trattato Fondativo dell’Unione Europea ,ed altri  che ribadiscono gli stessi dritti,  sono stati   firmati delle istituzioni europee  ed internazionali (Commissione europea e Fmi).  I tagli alla sanità, alle pensioni, agli stipendi, l’annullamento dei diritti del lavoro, dell’istruzione  e dei servizi pubblici, imposti da Commissione Europea , Fmi e Bce a Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia, infliggono  privazioni a milioni di persone. Violano, quindi, palesemente  i  trattati  sopra richiamati.  Il   nove maggio  ricorrerà  la festa dell’Europa. Quale migliore occasione per provare a  ristabilire un principio di legalità.   Denunciamo   Commissione Europea,  Bce, Fmi,  innanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea o alla Corte Penale Internazionale per violazione dei diritti umani?  Già che ci siamo potremmo denunciare anche qualche governo che con alcuni provvedimenti,  leggi jobs act, sta  violando gli stessi trattati.  Siamo o non siamo cittadini europei?  La televisione ce lo ricorda ad ogni spot.  Dunque come cittadini europei gradiremmo vedere riconosciuti i nostri diritti, quelli  sanciti nei trattati.  E se questi  vengono considerati carta straccia dall’èlite internazionale che pure li ha firmati, allora non è affatto delittuoso definire l’Unione Europea, con tutti i suoi orpelli finanziario-monetari  un solenne imbroglio. Sarebbe bene quindi  evitare di continuare ad essere imbrogliati. 

domenica 3 maggio 2015

Alcuni dubbi su black bloc e forze dell'ordine.

Giuliano Giuliani

Ho letto inaspettati commenti elogiativi sul comportamento delle FO a Milano (anche il Manifesto!) e allora provo a chiarire.
Quando parlo di infiltrati fra i bb non escludo affatto che la gran parte siano fuori di testa o delinquenti comuni. Ma mi pongo due domande:
1) Come mai le FO, da tempo, massacrano manifestanti pacifici e ai bb, quando va bene, si limitano a tirare qualche lacrimogeno, ininfluente perché prima gli hanno venduto sottocosto le maschere antigas?
2) Perché questi eroici bb oppositori del capitalismo (di cui una vecchia Punto non è certo il simbolo!) attendono sempre che ci sia una manifestazione legale e pacifica per compiere le loro azioni delinquenziali finalizzate a creare consenso alla repressione del dissenso?