Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 2 gennaio 2019

Non posso tacere

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo




Sono un cittadino italiano, la mia opinione varrà quindi per un sessantamilionesimo.
Non posso associarmi al coro di consensi al discorso di fine anno del Presidente della Repubblica.
In quel discorso, in cui molte cose vere, buone e giuste sono state dette da una persona egregia per cui nutro profondo rispetto, convinta stima e sincero affetto, due sono state omesse, e la loro omissione è grave e dolorosa, poiché essa occulta e banalizza due mali che tutti vediamo ed a cui tutti dovremmo opporci, dal Presidente della Repubblica fino all'ultimo dei cittadini.
La prima cosa: con la politica di persecuzione dei migranti, di omissione di soccorso dei naufraghi, di istigazione all'odio razzista, il governo italiano in carica sta commettendo un vero e proprio crimine contro l'umanità e sta trasformando di nuovo il nostro paese in un barbaro regime razzista.
La seconda (ma solo in ordine cronologico): con il cosiddetto "decreto sicurezza" è stato consumato un colpo di stato razzista che introduce in Italia elementi di apartheid, che viola la Costituzione della Repubblica Italiana, che viola fondamentali diritti pertinenti a tutti gli esseri umani.
Queste due cose andavano dette, averle taciute - al di là delle intenzioni - favorisce il golpe razzista in corso.
Sarei assai grato al Presidente della Repubblica, che pure in questi mesi a me è sembrato che ripetutamente abbia dato segno di essersene reso conto, e ripetutamente abbia dimostrato il suo impegno a contrastarle, se volesse aggiungere almeno ora a quel suo discorso mutilo le parole necessarie di contrasto al razzismo e al golpismo del governo, di difesa nitida e intransigente della Costituzione repubblicana e dei diritti umani di tutti gli esseri umani che il governo in carica criminalmente viola.

domenica 30 dicembre 2018

Trisulti, la marcia per la Certosa bene comune

Luciano Granieri  Potere al Popolo di Frosinone





Dal febbraio scorso   la Certosa di Trisulti è gestita da un’associazione privata la “Dingitatis Huamnae Institute”. Tale organizzazione   è finanziata da Steve Bannon   ex timoniere delle politiche di ultra destra  del Presidente Trump, collocato ancora  più a destra dell’inquilino della Casa Bianca . Alla guida  della DHI Bannon ha insediato l’ultraconservatore  britannico  Benjamin Harnwell “Il più intelligente ragazzo che abbiamo a Roma  un tipo tosto”, così lo definisce Bannon sul sito dell’associazione. La DHI ha vinto il bando di concessione emesso dal Ministero per i beni e le attività culturali nella  precedente legislatura quando ministro era Dario Franceschini del Pd. Il canone d’affitto concordato è di   100mila euro l’anno.  La finalità doveva essere la  tutela e la salvaguardia del bene.  Ad  incarico acquisito, invece  la DHI ha  chiaramente dichiarato   di voler fare della Certosa  un luogo di formazione “di gladiatori guerrieri della cultura giudaico-cristiana occidentale”,così la definisce Harnwell in un articolo del Washington Post  del 25 dicembre scorso. Un’accademia che, secondo il presidente dell’associazione,  possa formare i prossimi Salvini ed Orban. Naturalmente da quando la DHI ha preso possesso della Certosa  si paga per entrare e finanche per respirare.  Mi pare ce ne fosse  abbastanza per scendere in piazza. 



La marcia: chi c'era, chi non c'era ma c'era lo stesso
Infatti  sabato 29 dicembre, finalmente,  si è svolta una marcia di protesta con partenza da Collepardo e arrivo alla Certosa, proprio per contestare un iter  che toglie alla   popolazione,  cattolica e non cattolica, la libera fruizione di un bene dello Stato  e ne insedia una scuola politica basata su disvalori del tutto contrari ai principi della Costituzione.  La manifestazione è stata  organizzata dalle Comunità Solidali di Frosinone, la cui portavoce è la ex consigliera regionale Daniela Bianchi e ha visto la partecipazione di alcune  associazioni del cattolicesimo sociale fra cui “Il Cammino di San Benedetto” con il suo ideatore Simone Frignani, oltre a movimenti ambientalisti locali e nazionali , fra i quali Legambiente e l’associazione  Sylvatica  rappresentata dal Presidente Riccardo Copiz. 

C’era anche l’ANPI di Frosinone con  il suo presidente Simone Campioni ed altri iscritti. Hanno partecipato diverse forze politiche, ma rigorosamente in incognito. Come è noto la politica è una cosa sporca, per cui meglio non spaventare l’immacolato  viandante pellegrino . Comunque Sinistra Italiana era presente con il segretario nazionale  e deputato  Nicola Fratoianni, oltre al  coordinatore regionale Marco Maddalena, insieme a loro  alcuni esponenti locali di Possibile (Annarosa Frate, Armando Mirabella). Potere al Popolo ha partecipato con il sottoscritto e Maria Lucia Giovannangelo, si sono aggiunti  per il dibattito svoltosi dopo la marcia, Giuseppe Guerrera e  Carla Corsetti del coordinamento nazionale di PaP, nonché segretario nazionale di Democrazia  Atea. Ah dimenticavo cerano anche esponenti del Pd , fra i quali  la presidente del circolo di Frosinone Alessandra Maggiani. Ma come! La colpa  di sto’ casino non è stata di  un ministro del Pd? Certo, ma i militanti sono diversi dall’oligarchia partitica, almeno credo, ma la questione non mi appassiona.  



Un  paesaggio straordinario baciato dal sole  ha reso i quasi sei chilometri di salita necessari a raggiungere la Certosa  estremamente piacevoli. Come in tutte le manifestazioni ci si confronta si discute, insomma si fa politica nonostante tutti i divieti e le prese di distanze. La partecipazione è stata soddisfacente, circa 300 persone più due asinelli, un pappagallo e svariati cani fra cui la star dei social, Celestino. Arrivati in vetta, dopo le foto di rito agli striscioni, Mr. Benjamin Harnwell, presidente della DHL,  ci ha fatto entrare  gratis, è bene  precisarlo, per scambiare alcune opinioni con il popolo manifestante. L’eco mediatica  è stato notevole, oltre a TV ,  giornali nazionali e locali abbiamo notato la presenza della giornalista Constanze Ruescher corrispondente di Die Welt, ospite abituale della  trasmissione Propaganda Live. 

Maria Lucia con Constanze

Dibattito pubblico o consiglio parrocchiale?
L’incontro con Mr. Benjamin si è rinnovato nel corso del dibattito organizzato nel pomeriggio dai promotori della marcia presso la sala consiliare di Collepardo. Anche qui ,alla presenza del sindaco Mauro Bussiglieri officiante   in qualità di padrone di casa, ma spettatore neutrale - tale si è dichiarato - i discorsi politici erano banditi. L’obiettivo era quello di avanzare proposte  per una fruibilità più diffusa della Certosa . A chi?  All’addestratore dei gladiatori della cultura giudaico cristiana? Dalle nostre parti si direbbe “bbono fiate!!!”.  Infatti durante la prima parte del dibattito sembrava di assistere ad un consiglio parrocchiale, o per lo meno a  quello che io immagino sia un consiglio parrocchiale , non avendo  mai frequentato assise di questo tipo.

 L’oggetto del contendere era relativo alle funzioni religiose. Una messa è gratis, quella delle 9,00. Potrebbe, di grazia, Monk Benji concedere qualche altra messa  senza pagare? Ai  Collepardesi l’accesso alla chiesa è sempre gratuito, ma bisogna che partecipino a tutte le messe, altrimenti si perde il bonus  fedeltà. E ai pellegrini niente? Quelli che errano con rinnovata fede per il cammino di San Benedetto pure devono pagare per entrare? E  quelli che fanno altri cammini, tipo  Santiago di Compostela e lo compravano con tanto di contapassi legati ai piedi li vogliamo far pagare? E gli invitati dei matrimoni che si celebrano in Certosa, perché devono scucire l’obolo per testimoniare la felicità degli sposi? Mr Benjamin  si è mostrato ben disposto all’ascolto, e ad accondiscendere a qualcuna di queste richieste. Bene allora la seduta su può togliere. Tutto risolto? Nel consiglio parrocchiale forse, ma nel contesto civile e sociale non è risolto un bel niente. 

E allora bisogna parlare di politica.  Risulta che il ministero dei beni e le attività culturali, guidato dall’allora ministro del Pd Franceschini, a fronte di un bando a quanto pare ineccepibile, non sia stato altrettanto irreprensibile nel giudicare l’appropriatezza dei requisiti dei proclamati vincitori. Ma ci sono altre incongruenze clamorose.  Benjamin Harnwell  da tre anni almeno frequentava il comprensorio di Trisulti, a suo dire per verificare la convenienza o meno di rispondere alla gara che il MIBACT  ha, o avrebbe emesso, visto che parliamo di tre anni addietro. Dunque Harnwell e Bannon  già sapevano che il ministero avrebbe indetto una gara per la gestione della certosa?  Forse la loro fede li rende veggenti ?  



Ma torniamo al maledetto bando. In esso non si fa menzione di alcun tipo di accademia nè di scuola politica. Chi ha in gestione il bene demaniale deve assolvere all’unico compito di mantenerlo e valorizzarlo. Non mi pare corretto quindi assegnare un incarico a chi non si limiti  a compiere   attività inerenti esclusivamente alle finalità della concessione, in  particolare se introduce  accademie o scuole che   diffondano dottrine teocratiche e integraliste  contrarie ai principi della Costituzione laica e repubblicana .   Altro requisito:  per aggiudicarsi il bando bisognava  dimostrare di aver valorizzato    un sito religioso, privato o pubblico, negli ultimi 5 anni .  Requisito soddisfatto  secondo Mr. Benjamin. La DHI si è occupata della chiesetta privata di San Nicola a Civita, dotandola di un piccolo sito museale. Sito di cui non si ha traccia, a parte la nomina del direttore che pare sia la figlia di un assessore. Una  valorizzazione che sta nel libro dei sogni. 

Quindi non solo la DHI non avrebbe avuto i requisiti per vincere la gara, ma dalla gara è  stato escluso un partecipante in modo, secondo alcuni, un po’ troppo  frettoloso.  l'Accademia Nazionale delle Arti del Castello Petroro di Todi, Comunità di monaci e laici appartenenti a Chiese Cristiane ortodosse, aveva proposto la propria candidatura  rigettata per  la presentazione di una documentazione non idonea. Qui il discorso si fa ulteriormente politico! La proposta avanzata e condivisa dai rappresentanti di Potere al  Popolo presenti è precisa e tutta politica.  Verificare in termini giuridici  la correttezza della valutazione effettuata dal MIBACT  sui requisiti proposti dalla DHI e, in caso di incongruenze, rescindere il contratto di concessione che per altro non risulta ancora firmato.  Inoltre ricorrere alla Corte Costituzionale per la palese incostituzionalità delle bestialità che si vuole inculcare ad eventuali  studenti , e  per il mancato rispetto dell’art. 41 della Carta per il quale l’attività privata, (quella che DHI intende intraprendere  all’interno della certosa) non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale (ovvero la possibilità di tutti i cittadini, Collepardesi e non, cattolici, islamici, buddisti, non credenti, di usufruire liberamente di un bene dello Stato) .  Inoltre sarebbe opportuno interessare la Corte dei Conti per verificare se una concessione per l’usufrutto e la gestione di un bene come la Certosa di Trisulti, a solo 100mila  euro l’anno, non prefiguri un danno erariale. 

L’assise si è conclusa con l’irata reazione di Benjamin Harnwell alla messa in evidenza da  parte di Carla Corsetti del  carattere nazista della   scuola che si vuole insidiare nella Certosa. Nonostante tutti i giornali, compresi quelli americani, riportino dichiarazioni di Mr. Benjamin in merito al carattere populistico di estrema destra dell’indottrinamento che si vuole instillare fra le mura della certosa, Harnwell ha rinnegato tale evidenza con violenza zittendo la rappresentante di Potere al Popolo . Alla fine del parapiglia creato dalla discussione , la riunione si è chiusa con l’accordo per un’ulteriore convocazione  a marzo. 

Benjamin Harnwell foto WP

Conclusioni 
Il dibattito politico ha rischiato, e rischia,  di mandare a “meretrici” il consiglio  parrocchiale. Infatti   Harnwell, a seguito delle accuse ricevute, non sarà più disponibile a partecipare ad alcuna altra riunione  e a  concedere aperture né ai Collepardesi, né ai camminatori, né a chiunque altro. Anche noi come Potere al Popolo, portatori  di valori democratici e solidali, siamo per questo  convinti di non dover essere più disponibili al confronto con personaggi di siffatta formazione politico-religiosa, sicuramente in antitesi alla nostra, il cui solo scopo è quello di formare una futura classe dirigente (dei piccoli Salvini e Orban) acritica, completamente asservita alle loro idee  disumane e antidemocratiche.

L'intervento di Carla Corsetti

giovedì 27 dicembre 2018

Ciociari, brutti,sporchi, cattivi e assetati

Luciano Granieri Potere al Popolo Frosinone




Come siamo cattivi noi Ciociari!!! Siamo cattivi e fuori legge. Chi lo afferma? Acea, oltre che le istituzioni. Siamo cattivi  perché osiamo non pagare  bollette  idriche vessatorie dove  un metro cubo d’acqua a volte è fatturato  20 euro. Siamo fuori  legge perché, anche se chiediamo il rispetto  degli esiti referendari - quando nel giugno 2011 26 milioni di cittadini  deliberarono  che sull’acqua non si può fare profitto - oggi non è  la Costituzione che conta ma la  legge del mercato quella, cioè, che noi infrangiamo. 

Per la legge del mercato - che ha avuto il conforto del Consiglio di Stato attraverso  un pronunciamento del 2017  nel quali si sancì che l’acqua è un bene di rilevanza economica - i Ciociari  sono degli avanzi di galera. Talmente fuori  legge da essere oggetto di un decreto speciale  emanato nel 2016 dall’allora ministro delle finanze Padoan per cui solo per noi discendenti dei Volsci  non pagare  le bollette Acea è  reato penale e   comporta  il distacco del contatore.  

Le forze politiche hanno cercato di rabbonirci, quando non di fregarci, e di sfruttare la nostra rabbia per biechi scopi elettorali. Lo ha fatto  il Pd quando la sua maggioranza in Regione approvò  la legge 5 sulla gestione pubblica del servizio idrico rimasta  però lettera morta vista la mancata promulgazione dei  decreti attuativi. Lo ha fatto il Movimento 5 Stelle quando  è stata    eletta sindaco di Roma, e quindi maggiore azionista di Acea, la sua esponete Virginia Raggi. 

 Nonostante la promessa di cambiare il management della multiutility e di pubblicizzare l’azienda,  ha dimenticato che la prima stella delle 5 era quella dell’acqua pubblica . Oggi  gli azionisti continuano a spartirsi dividendi milionari e l’acqua a fuoriuscire senza controllo da una rete obsoleta a malandata . In realtà la sindaca un po’ di buona volontà ce l’aveva messa ponendo a capo di Acea un suo uomo di fiducia , tale Luca  Lanzalone , uno talmente abile da essere coinvolto, secondo l’accusa,  in un affare di mazzette in combutta con il costruttore Parnasi per lo stadio della Roma. 

Il destino dei fuori legge  ciociari, quindi, non resta  che quello della difesa dei propri contatori e della piazza, per reclamare l’illegale rispetto di un esito referendario plebiscitario.  Una rivendicazione  destinata a cadere nel vuoto?  Probabilmente si . 

Ma forse non tutto è perduto. Proprio il Parlamento del cambiamento potrebbe avere l’occasione di ristabilire la sovranità, più che popolare, sancita con i referendum del 2011. Il 25 ottobre scorso è iniziata la discussione presso la Commissione Ambiente della Camera  della legge recante “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” Non è altro che il testo aggiornato della legge d’iniziativa popolare presentato nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per  l’Acqua  a sostegno della quale  furono raccolte 400.000 firme. 

Lo stesso testo,  depositato nella scorsa legislatura con l’appoggio  dell’intergruppo parlamentare per l’acqua bene comune,  è stato  riproposto, debitamente aggiornato, anche in questa legislatura firmato da diversi parlamentari  5 Stelle. La proposta di legge prevede che il nostro Paese debba  dotarsi di un quadro legislativo unitario sul governo delle risorse idriche definite  come bene comune, con l’introduzione di modelli di gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.  

Ovviamente le grandi lobby dell’acqua e dell’energia (Hera, Iren, A2A e per l’appunto Acea), che negli ultimi sei anni hanno distribuito ai propri azionisti 3 miliardi di dividendi, stanno facendo il diavolo a quattro  in tutte le sedi istituzionali per impedire che la legge venga discussa ed approvata sottraendo alla voracità  del profitto un bene necessario alla sopravvivenza. 

Avrà il coraggio il M5S, oggi al  governo, di mettersi contro le multinazionali dell’acqua, oltre che i loro alleati leghisti visto che Salvini detiene 3.500 azioni di A2A? Si tratta di realizzare due promesse spese in campagna elettorale:  la gestione partecipata dell’acqua e la certezza di esame e valutazione delle leggi d’iniziativa popolare da parte del Parlamento. 

Considerato che da quando è al governo il Movimento 5 Stelle, non solo ha mandato a farsi friggere gran parte  dei  buoni propositi  abbondantemente profusi in campagna elettorale, ma ha anche fatto carta straccia delle funzioni  Parlamentari, non nutriamo molta fiducia.  Se si esautora il Parlamento della sua funzione legislativa, figuriamoci se tale prerogativa potrà essere concessa  ad un’iniziativa popolare. 

Dunque l’appello che facciamo ai 26 milioni di cittadini che hanno votato per l’acqua pubblica è quello di tornare nelle piazze a fare pressione su Parlamento  e Governo affinchè la proposta di legge sulla gestione del sistema idrico venga finalmente discussa e approvata. E’ un appello che rivolgiamo soprattutto ai Ciociari che, qualora passasse il testo d’iniziativa popolare , cesseranno di essere dei fuori legge senza Dio e non dovranno più difendere con le unghie e con i denti i propri contatori, oltre che a tornare in possesso di un bene  necessario allo sviluppo della dignità della persona umana.

FERMATEVI

Coordinamento per la Democrazia Costituzionale 



Non possiamo sottovalutare quanto sta avvenendo nelle istituzioni del nostro paese e neppure l'assenza di un vero confronto politico.
Il parlamento è ridotto a votificio, con l'uso di decreti, voti di fiducia, testi sconosciuti votati a scatola chiusa come sta accadendo sulla legge di bilancio. 
Speravamo in una svolta dopo la deriva istituzionale nella precedente legislatura e la vittoria del No nel referendum del 4 dicembre 2016. Invece il governo espresso dalla coalizione giallo-verde sta rifacendo gli stessi errori, con un crescendo preoccupante.
Per riassumere in un concetto la nostra richiesta alla nuova maggioranza:

Fermatevi !

Consentite un confronto politico di merito, non prendetevi la grave responsabilità di continuare su una deriva, fin troppo in continuità con gli errori precedenti, che porterebbe a mettere in discussione aspetti centrali della nostra Costituzione e a creare un distacco ulteriore tra rappresentati e rappresentati.
Sarebbe un grave errore rimettere al centro del dibattito politico le modifiche della Costituzione. La Costituzione della nostra repubblica, nata dalla Resistenza al nazifascismo, merita rispetto ed è l'architrave del nostro assetto istituzionale. Singole modifiche della Costituzione com'è previsto dall'articolo 138 sono possibili, ma non possono e non debbono essere piegate a interessi di parte e ad esigenze momentanee.
La Costituzione è un bene comune a tutti noi, nessuno può stravolgerla a proprio piacimento. Quando ci si è provato i cittadini hanno respinto i tentativi di stravolgimento e se dovesse essere ancora necessario il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale è pronto, se necessario, a rientrare in campo per impedire stravolgimenti costituzionali, fino ad impegnarsi in campagne referendarie. Tutti farebbero bene a ricordare che all'inizio del 2016 il No era dato al 20 % ma alla fine il voto No è arrivato al 60% e il 4 dicembre 2016 ha vinto.
Chiediamo di fare conoscere le proposte di modifica della Costituzione e di poterle discutere con il tempo necessario. In particolare chiediamo di aprire una riflessione preventiva sulle proposte di attuazione dell'attuale (nefasto) articolo 116 della Costituzione per bloccare ogni tentativo di differenziare diritti fondamentali dei cittadini italiani per regioni, pensiamo a salute, istruzione, ambiente, condizione di lavoro, pensioni.
La trattativa in corso tra Governo e Lombardia, Veneto, Emilia è del tutto nascosta ai cittadini. Chiediamo di conoscere, di poter esprimere opinioni. Non solo noi ma tutti i cittadini italiani, avviando una grande operazione di trasparenza. Questo va fatto ora perche' le decisioni istituzionali rischiano di essere irreversibili.
Invece è necessario affrontare ora, senza ritardi, la modifica della legge elettorale, che deve essere cambiata sulla base di due principi: sostanziale rispetto della proporzionalità e garanzia che i cittadini potranno scegliere direttamente tutti i deputati e i senatori chiudendo il triste periodo dei nominati dall'alto.


lunedì 24 dicembre 2018

L'hub emergenziale


 Il Comitato  “ Salviamo l’ Ospedale  di  Anagni “
Diritto alla Salute,  Anagni  Viva,   Comitato Osteria della  Fontana,  Anagni Scuola Futura,
LegAmbiente Circolo di Anagni,  Comitato Residenti Colleferro,   Re.Tu.Va.Sa., Comitato S.
 Bartolomeo,Comitato Ponte del Papa.





La questione  sanitaria  di Anagni è rimasta sospesa in un limbo di incertezze. Ci sono iniziative in corso per le  quali hanno  messo il loro impegno  istituzioni, associazioni  e  comitati ma finora i risultati non  ci sono stati.

A risvegliare un po’ l’ attenzione sulla  situazione ha  pensato, ancora una  volta,  l’ ex –assessore regionale, ora  consigliere, Mauro Buschini, con un altro dei suoi clamorosi annunci/proposta di  interventi volti al  miglioramento dell’ assistenza sanitaria  ai cittadini di Anagni e dei comuni  limitrofi.

Ora si  annuncia  un “ hub” emergenziale   ( bisogna  chiamarlo così per quell’ inguaribile provincialismo linguistico-culturale che   vieta  alle  persone  comuni  di capire  subito di che si parla), cioè un  Centro di  Emergenza (cioè un parcheggio?),  da realizzare  nelle  adiacenze dell’ autostrada, che risolverebbe  l’ esigenza  delle  urgenze.

E’ l’amenità di fine anno che si aggiunge a quelle che ci siamo sentiti raccontare in questi  anni  di battaglie tra  cittadini e istituzioni, provinciali e regionali. Una per tutte: il Presidio Sanitario Ambientale (PRESA), tanto dispendioso quanto inutile.

Alla  proposta di  Buschini ha risposto il Sindaco Natalia in termini  molto  netti e  chiari, sottolineando come  ad  Anagni serva  la  riapertura del  Pronto  Soccorso.

Il  Comitato per l’ Ospedale ribadisce che la  richiesta del Pronto Soccorso, il mantenimento degli impegni sottoscritti  dalla ASL nel piano  Aziendale vanno rispettati.  Non c’ è da  aggiungere altro.
L’ impegno di tutti va in questa  direzione.  Nessuno, Comitati e  associazioni, intende  arretrare  rispetto a  questa  linea.

Il nostro obiettivo, comunque, resta sempre il Pronto Soccorso e la realizzazione dei  cinque punti della delibera dei sindaci del 2016!

domenica 23 dicembre 2018

Riflessioni sulla conferenza stampa della asl –Tempi di attesa - 19.12.2018


Francesco Notarcola – Coordinatore di CittadinanzattivaTDM – Componente dell’Osservatorio sui tempi di attesa della asl di Frosinone





La conferenza stampa, indetta dalla dirigenza generale, allo scopo di illustrare la pianificazione adottata per ridurre le liste d’attesa inerenti alla diagnostica per immagini ha evidenziato:

a) L’importanza di una pressante e quasi quotidiana denuncia di Cittadinanzattiva TDM e delle sue iniziative pubbliche, che hanno costretto, finalmente la dirigenza asl a uscire allo scoperto adottando i primi provvedimenti;

b) Un ulteriore spostamento del pubblico verso il privato;

c) Una notevole insufficienza dirigenziale della asl ne’ alcuna chiarezza in merito ad eventuali responsabilità personali dei dirigenti in base a quanto dichiarato in conferenza;

d) La umiliazione professionale dei medici e degli operatori delle UOC di radiologia.

Il dott/sig. Maurizio Nicolini, consulente incaricato di mettere a punto detto piano, ha esposto, SENZA PRESENTARE UNA RELAZIONE SCRITTA, le azioni che il gruppo manageriale della Asl, guidato dal commissario straordinario Luigi Macchitella, avrebbe adottato a ben tre anni dal suo insediamento. Ecco gli annunci: .

1) Sostituzione o nuova fornitura “in affitto” del parco ecografi per N. 6 ecografi . Frosinone avrà un ecografo di alta fascia. Primo passo ma assolutamente insufficiente, considerando che nello” Spaziani” il reparto di Chirurgia ha un ecografo rotto da mesi e che in quello di Medicina l’ecografo è obsoleto;

2) Frosinone ha un nuovo primario ma Cassino e Sora restano ex art.18. L’applicazione di questo articolo genera un contenzioso che costa centinaia di migliaia di euro;

3) I turni di lavoro saranno dalle ore 8 alle ore 14 e dalle ore 14 alle ore 20 per tutti gli operatori. Quanto sopra, previsto dal decreto regionale dell’aprile 17, è applicato un anno e 8 mesi dopo;

Dopo tre anni di permanenza alla direzione generale, il Commissario, ha dovuto chiamare un consulente, di cui non si conosce ne’ il relativo contratto firmato in data 18 10 2018 ne’ il relativo costo per il 2018 e 2019, per accorgersi, dopo tre anni, dell’ovvio. E cioe’ che occorreva :

a) Armonizzare i turni d’impiego di radiologi, tecnici, infermieri dedicati.

b) Adeguare i tempi di esame alla media regionale con conseguente risparmio di spese per straordinari, pari ad un importo quantificato superiore ai 300 mila euro l’anno , dopo aver pubblicamente dichiarato una carenza di una trentina di radiologi ?. Ma perché mai solo oggi la Asl si rende conte del monte ore in straordinario pagato, quando negli anni passati si e’ utilizzato, a 60 euro/ora, personale dipendente della Regione Campania? Personale che ancora viene utilizzato in altre branche specialistiche per esempio a Cassino ?

c) Perche’ approntare un piano di formazione ,senza specificarne le relative spese , per i tecnici di radiologia di cui , a detta della direzione generale, l’80% non sarebbe in grado di gestire le macchine così dette pesanti ( TAC e RMN ), ossia le apparecchiature che prevedono maggior utilizzo di mezzi di contrasto, quando sono anni che i laureati in “tecnica sanitaria di radiologia medica “ escono gia’ formati per dette competenze? Il problema potrebbe in gran parte essere dipendente dall’eta’ media avanzata del personale e a fine carriera?

d) Uniformare , in attesa della mitologica futura scheda-tessera informatica sanitaria del cittadino , le agende CUP al sistema informativo per la diagnostica per immagini RIS. Oggi il radiologo che riceve il paziente deve riscrivere la cartella clinica ex novo con perdite di tempo non certo utili a ridurre la lungaggine dell’esame ma soprattutto con mancata possibilita’ di valutarne la congruità, valutare i precedenti e la storia clinica del paziente ma anche differenziare il paziente ricoverato meno collaborante e con multiple problematiche sanitarie.

e) Accesso solo tramite sistema CUP alla disponibilità di esame delle strutture private accreditate per limitare sia la perdita di tempo per il paziente ma anche per i controlli incrociati degli esami prenotati ed effettuati e sulla loro CONGRUITA’ nel principio che Il CUP ( struttura pubblica) e’ al servizio del privato ma il privato convenzionato viene programmato ed e’ soggetto al controllo del pubblico.

f) Destinare gli esami di routine alle strutture territoriali, lasciando alla UOC gli esami più complessi piuttosto che delegare alle strutture private accreditate un numero maggiore di esami . Perché ad oggi non ne svolgono già abbastanza?

g) Adeguamento ed uniformita’ del consenso informato

h) Valutazione dei reali carichi di lavoro delle diverse figure professionali con adeguamento al tempario regionale assumendo le figure carenti tramite concorsi, sempre promessi, dopo espletata la mobilità, evitando contratti bimestrali a partite iva di per se’ limitativi di qualsivoglia reale e seria programmazione .

Altre delucidazioni in merito al servizio le ha fornite il nuovo primario della UOC di radiologia dott. Germano Scevola, radiologo interventista. Il quale ha annunciato l’assunzione a tempo indeterminato tramite concorso di nuovi radiologi in modo da evitare il ricorso a prestazioni per incarico straordinario notoriamente anche più costose. (Delibera della asl per assunzioni radiologi bocciata dalla Regione con conseguente nuova ripresentazione il 18/12/2018 ,di una nuova delibera per soli 4 radiologi  -in presenza anche di personale in prossimo pensionamento - e inizio di una nuova trafila sperando di non rivedere il “ping pong regione-asl della precedente delibera)

Oltre l’affitto degli ecografi la asl si doterà di moderni macchinari per LA TAC E LA RMN che oggi mancano o forse più correttamente sono con il tempo diventati obsoleti .

Insomma entro febbraio 2019 il sistema riassorbirà le liste d’attesa e funzionerà meglio . Perché ad oggi funziona peggio, o non funziona proprio?

Le liste di attesa sono una camera oscura. Di tutto quanto detto non c’e’ stato fornito alcun documento scritto inerente le coperture economiche, le modalità, il numero e la tipologia del personale da assumere, i protocolli con gli Enti convenzionati, ecc.

OSSERVATORIO della asl sui tempi di attesa: prima riunione 17 sett. Richiesta dati. Ad oggi niente. Che cosa si osserva e si valuta senza dati ?