"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Peppe Sini, responsabile del "Centro di
ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Sono un cittadino italiano, la mia opinione
varrà quindi per un sessantamilionesimo.
Non posso associarmi al coro di consensi al
discorso di fine anno del Presidente della Repubblica.
In quel discorso, in cui molte cose vere,
buone e giuste sono state dette da una persona egregia per cui nutro profondo
rispetto, convinta stima e sincero affetto, due sono state omesse, e la
loro omissione è grave e dolorosa, poiché essa occulta e banalizza due mali che
tutti vediamo ed a cui tutti dovremmo opporci, dal Presidente della Repubblica
fino all'ultimo dei cittadini.
La prima cosa: con la politica di
persecuzione dei migranti, di omissione di soccorso dei naufraghi, di
istigazione all'odio razzista, il governo italiano in carica sta
commettendo un vero e proprio crimine contro l'umanità e sta trasformando di
nuovo il nostro paese in un barbaro regime razzista.
La seconda (ma solo in ordine cronologico):
con il cosiddetto "decreto sicurezza" è stato consumato un colpo di
stato razzista che introduce in Italia elementi di apartheid, che viola la
Costituzione della Repubblica Italiana, che viola fondamentali diritti
pertinenti a tutti gli esseri umani.
Queste due cose andavano dette, averle
taciute - al di là delle intenzioni - favorisce il golpe razzista in corso.
Sarei assai grato al Presidente della
Repubblica, che pure in questi mesi a me è sembrato che ripetutamente abbia
dato segno di essersene reso conto, e ripetutamente abbia dimostrato il suo
impegno a contrastarle, se volesse aggiungere almeno ora a quel suo
discorso mutilo le parole necessarie di contrasto al razzismo e al
golpismo del governo, di difesa nitida e intransigente della Costituzione
repubblicana e dei diritti umani di tutti gli esseri umani che il governo in
carica criminalmente viola.
Dal febbraio scorso la Certosa di Trisulti è gestita da
un’associazione privata la “Dingitatis Huamnae Institute”. Tale organizzazione è finanziata da Steve Bannonex timoniere delle politiche di ultra destra del Presidente Trump, collocato ancorapiù a destra dell’inquilino della Casa Bianca
. Alla guidadella DHI Bannon ha
insediato l’ultraconservatore britannico
Benjamin Harnwell “Il più intelligente ragazzo che abbiamo a Romaun tipo tosto”, così lo definisce Bannon
sul sito dell’associazione. La DHI ha vinto il bando di concessione emesso dal
Ministero per i beni e le attività culturali nella precedente legislatura quando ministro era
Dario Franceschini del Pd. Il canone d’affitto concordato è di100mila euro l’anno. La finalità doveva essere la tutela e la salvaguardia del bene.Adincarico acquisito, invece la
DHI ha chiaramente dichiarato di voler
fare della Certosa un luogo di
formazione “di gladiatori guerrieri della
cultura giudaico-cristiana occidentale”,così la definisce Harnwell in un
articolo del Washington Post del 25
dicembre scorso. Un’accademia che, secondo il presidente dell’associazione, possa formare i prossimi Salvini ed Orban.
Naturalmente da quando la DHI ha preso possesso della Certosa si paga per entrare e finanche per
respirare.Mi pare ce ne fosse abbastanza per scendere in piazza.
La marcia: chi c'era, chi non c'era ma c'era lo stesso
Infattisabato 29 dicembre, finalmente, si è svolta una marcia di protesta con
partenza da Collepardo e arrivo alla Certosa, proprio per contestare un iter che toglie allapopolazione,cattolica e non cattolica, la libera fruizione di un bene dello
Statoe ne insedia una scuola politica
basata su disvalori del tutto contrari ai principi della Costituzione.La manifestazione è stata organizzata dalle Comunità Solidali di
Frosinone, la cui portavoce è la ex consigliera regionale Daniela Bianchi e ha
visto la partecipazione di alcune associazioni del cattolicesimo sociale fra cui
“Il Cammino di San Benedetto” con il suo ideatore Simone Frignani, oltre a
movimenti ambientalisti locali e nazionali , fra i quali Legambiente e
l’associazioneSylvaticarappresentata dal Presidente Riccardo Copiz.
C’era
anche l’ANPI di Frosinone conil suo
presidente Simone Campioni ed altri iscritti. Hanno partecipato diverse forze
politiche, ma rigorosamente in incognito. Come è noto la politica è una cosa
sporca, per cui meglio non spaventare l’immacolato viandante pellegrino . Comunque Sinistra
Italiana era presente con il segretario nazionalee deputato Nicola Fratoianni, oltre al coordinatore regionale Marco Maddalena,
insieme a loro alcuni esponenti locali
di Possibile (Annarosa Frate, Armando Mirabella). Potere al Popolo ha
partecipato con il sottoscritto e Maria Lucia Giovannangelo, si sono aggiunti per il dibattito svoltosi dopo la marcia,
Giuseppe Guerrera e Carla Corsetti del
coordinamento nazionale di PaP, nonché segretario nazionale di DemocraziaAtea. Ah dimenticavo cerano anche esponenti
del Pd , fra i qualila presidente del
circolo di Frosinone Alessandra Maggiani. Ma come! La colpa di sto’ casino
non è stata di un ministro del Pd? Certo, ma i militanti sono diversi
dall’oligarchia partitica, almeno credo, ma la questione non mi appassiona.
Unpaesaggio straordinario baciato dal sole ha reso i quasi sei chilometri di salita
necessari a raggiungere la Certosaestremamente piacevoli. Come in tutte le manifestazioni ci si confronta
si discute, insomma si fa politica nonostante tutti i divieti e le prese di
distanze. La partecipazione è stata soddisfacente, circa 300 persone più due
asinelli, un pappagallo e svariati cani fra cui la star dei social, Celestino.
Arrivati in vetta, dopo le foto di rito agli striscioni, Mr. Benjamin Harnwell, presidente della DHL, ci ha fatto entrare gratis, è bene precisarlo, per scambiare alcune opinioni con
il popolo manifestante. L’eco mediatica è stato notevole, oltre a TV , giornali nazionali e locali abbiamo notato la
presenza della giornalista Constanze Ruescher corrispondente di Die Welt, ospite
abituale della trasmissione Propaganda
Live.
Maria Lucia con Constanze
Dibattito pubblico o consiglio parrocchiale?
L’incontro con Mr. Benjamin si è
rinnovato nel corso del dibattito organizzato nel pomeriggio dai promotori
della marcia presso la sala consiliare di Collepardo. Anche qui ,alla presenza
del sindaco Mauro Bussiglieri officiante in
qualità di padrone di casa, ma spettatore neutrale - tale si è dichiarato - i
discorsi politici erano banditi. L’obiettivo era quello di avanzare proposte per una fruibilità più diffusa della Certosa .
A chi? All’addestratore dei gladiatori della cultura giudaico cristiana? Dalle
nostre parti si direbbe “bbono fiate!!!”.Infatti durante la prima parte del dibattito sembrava di assistere ad un
consiglio parrocchiale, o per lo meno aquello che io immagino sia un consiglio parrocchiale , non avendo mai frequentato assise di questo tipo.
L’oggetto del contendere era relativo alle funzioni religiose. Una messa è
gratis, quella delle 9,00. Potrebbe, di grazia, Monk Benji concedere qualche
altra messa senza pagare? AiCollepardesi l’accesso alla chiesa è sempre
gratuito, ma bisogna che partecipino a tutte le messe, altrimenti si perde il
bonus fedeltà. E ai pellegrini niente?
Quelli che errano con rinnovata fede per il cammino di San Benedetto pure
devono pagare per entrare? E quelli che
fanno altri cammini, tipoSantiago di
Compostela e lo compravano con tanto di contapassi legati ai piedi li vogliamo
far pagare? E gli invitati dei matrimoni che si celebrano in Certosa, perché
devono scucire l’obolo per testimoniare la felicità degli sposi? Mr Benjamin si è mostrato ben disposto all’ascolto, e ad
accondiscendere a qualcuna di queste richieste. Bene allora la seduta su può
togliere. Tutto risolto? Nel consiglio parrocchiale forse, ma nel contesto
civile e sociale non è risolto un bel niente.
E allora bisogna parlare di
politica. Risulta che il ministero dei
beni e le attività culturali, guidato dall’allora ministro del Pd Franceschini,
a fronte di un bando a quanto pare ineccepibile, non sia stato altrettanto irreprensibile
nel giudicare l’appropriatezza dei requisiti dei proclamati vincitori. Ma ci
sono altre incongruenze clamorose. Benjamin Harnwell da tre anni almeno frequentava il comprensorio
di Trisulti, a suo dire per verificare la convenienza o meno di rispondere alla
gara che il MIBACT ha, o avrebbe emesso,
visto che parliamo di tre anni addietro. Dunque Harnwell e Bannon già sapevano che il ministero avrebbe indetto
una gara per la gestione della certosa? Forse
la loro fede li rende veggenti ?
Ma
torniamo al maledetto bando. In esso non si fa menzione di alcun tipo di
accademia nè di scuola politica. Chi ha in gestione il bene demaniale deve
assolvere all’unico compito di mantenerlo e valorizzarlo. Non mi pare corretto
quindi assegnare un incarico a chi non si limitia compiere attività inerenti esclusivamente alle finalità
della concessione, inparticolare se
introduceaccademie o scuole chediffondano dottrine teocratiche e integraliste
contrarie ai principi della Costituzione
laica e repubblicana . Altro requisito:per aggiudicarsi il bando bisognava dimostrare di aver valorizzatoun
sito religioso, privato o pubblico, negli ultimi 5 anni .Requisito soddisfatto secondo Mr. Benjamin. La DHI si è occupata della
chiesetta privata di San Nicola a Civita, dotandola di un piccolo sito museale.
Sito di cui non si ha traccia, a parte la nomina del direttore che pare sia la
figlia di un assessore. Una valorizzazione che sta nel libro dei sogni.
Quindi non solo la DHI non avrebbe avuto i requisiti per vincere la gara, ma dalla
gara è stato escluso un partecipante in
modo, secondo alcuni, un po’ troppo
frettoloso. l'Accademia
Nazionale delle Arti del Castello Petroro di Todi, Comunità di monaci e laici
appartenenti a Chiese Cristiane ortodosse, aveva proposto la propria
candidatura rigettata per la presentazione di una documentazione non
idonea. Qui il discorso si fa ulteriormente politico! La proposta avanzata e
condivisa dai rappresentanti di Potere alPopolo presenti è precisa e tutta politica. Verificare in termini giuridici la correttezza della valutazione effettuata
dal MIBACTsui requisiti proposti dalla
DHI e, in caso di incongruenze, rescindere il contratto di concessione che per
altro non risulta ancora firmato. Inoltre ricorrere alla Corte Costituzionale
per la palese incostituzionalità delle bestialità che si vuole inculcare ad
eventualistudenti , e per il mancato rispetto dell’art. 41 della
Carta per il quale l’attività privata, (quella che DHI intende intraprendere all’interno della certosa) non può svolgersi
in contrasto con l’utilità sociale (ovvero la possibilità di tutti i cittadini,
Collepardesi e non, cattolici, islamici, buddisti, non credenti, di usufruire
liberamente di un bene dello Stato) . Inoltre
sarebbe opportuno interessare la Corte dei Conti per verificare se una
concessione per l’usufrutto e la gestione di un bene come la Certosa di
Trisulti, a solo 100milaeuro l’anno, non
prefiguri un danno erariale.
L’assise si è conclusa con l’irata reazione di
Benjamin Harnwell alla messa in evidenza daparte di Carla Corsetti delcarattere nazista della scuola che si vuole insidiare nella Certosa.
Nonostante tutti i giornali, compresi quelli americani, riportino dichiarazioni
di Mr. Benjamin in merito al carattere populistico di estrema destra
dell’indottrinamento che si vuole instillare fra le mura della certosa, Harnwell
ha rinnegato tale evidenza con violenza zittendo la rappresentante di Potere al
Popolo . Alla fine del parapiglia creato dalla discussione , la riunione si è
chiusa con l’accordo per un’ulteriore convocazionea marzo.
Benjamin Harnwell foto WP
Conclusioni
Il dibattito politico ha
rischiato, e rischia, di mandare a
“meretrici” il consiglioparrocchiale.
Infatti Harnwell, a seguito delle accuse ricevute, non
sarà più disponibile a partecipare ad alcuna altra riunionee a concedere
aperture né ai Collepardesi, né ai camminatori, né a chiunque altro. Anche noi
come Potere al Popolo, portatori di valori democratici e solidali, siamo per questo convinti di non dover essere più disponibili
al confronto con personaggi di siffatta formazione politico-religiosa,
sicuramente in antitesi alla nostra, il cui solo scopo è quello di formare una
futura classe dirigente (dei piccoli Salvini e Orban) acritica, completamente
asservita alle loro idee disumane e antidemocratiche.
Come siamo cattivi noi Ciociari!!! Siamo cattivi e fuori
legge. Chi lo afferma? Acea, oltre che le istituzioni. Siamo cattivi perché osiamo
non pagarebollette idriche vessatorie dove un metro cubo d’acqua a volte è fatturato 20 euro. Siamo fuorilegge perché, anche se chiediamo il rispetto degli esiti referendari - quando nel giugno
2011 26 milioni di cittadini deliberarono
che sull’acqua non si può fare profitto
- oggi non è la Costituzione che conta
ma la legge del mercato quella, cioè,
che noi infrangiamo.
Per la legge del mercato - che ha avuto il conforto del
Consiglio di Stato attraverso un
pronunciamento del 2017 nel quali si sancì
che l’acqua è un bene di rilevanza economica - i Ciociari sono degli avanzi di galera. Talmente fuori legge da essere oggetto di un decreto speciale
emanato nel 2016 dall’allora ministro
delle finanze Padoan per cui solo per noi discendenti dei Volsci non pagare le bollette Acea è reato penale e comporta il distacco del contatore.
Le forze politiche hanno cercato di
rabbonirci, quando non di fregarci, e di sfruttare la nostra rabbia per biechi
scopi elettorali. Lo ha fatto il Pd
quando la sua maggioranza in Regione approvò la legge 5 sulla gestione pubblica del
servizio idrico rimasta però lettera
morta vista la mancata promulgazione deidecreti attuativi. Lo ha fatto il Movimento 5 Stelle quando è stata eletta sindaco di Roma, e quindi maggiore
azionista di Acea, la sua esponete Virginia Raggi.
Nonostante la promessa di cambiare il
management della multiutility e di pubblicizzare l’azienda, ha dimenticato che la prima stella delle 5 era
quella dell’acqua pubblica . Oggi gli
azionisti continuano a spartirsi dividendi milionari e l’acqua a fuoriuscire
senza controllo da una rete obsoleta a malandata . In realtà la sindaca un po’
di buona volontà ce l’aveva messa ponendo a capo di Acea un suo uomo di fiducia
, tale Luca Lanzalone , uno talmente abile da essere coinvolto, secondo l’accusa,
in un affare di mazzette in combutta con
il costruttore Parnasi per lo stadio della Roma.
Il destino dei fuori legge ciociari, quindi, non resta che quello della difesa dei propri contatori e
della piazza, per reclamare l’illegale rispetto di un esito referendario
plebiscitario. Una rivendicazione destinata a cadere nel vuoto?Probabilmente si .
Ma forse non tutto è
perduto. Proprio il Parlamento del cambiamento potrebbe avere l’occasione di
ristabilire la sovranità, più che popolare, sancita con i referendum del 2011.
Il 25 ottobre scorso è iniziata la discussione presso la Commissione Ambiente
della Cameradella legge recante “Disposizioni in materia di gestione pubblica
e partecipativa del ciclo integrale delle acque” Non è altro che il testo
aggiornato della legge d’iniziativa popolare presentato nel 2007 dal Forum
Italiano dei Movimenti per l’Acquaa sostegno della quale furono raccolte 400.000 firme.
Lo stesso testo,depositato nella scorsa legislatura con l’appoggio
dell’intergruppo parlamentare per l’acqua
bene comune, è stato riproposto, debitamente aggiornato, anche in
questa legislatura firmato da diversi parlamentari5 Stelle. La proposta di legge prevede che il
nostro Paese debba dotarsi di un quadro
legislativo unitario sul governo delle risorse idriche definite come bene comune, con l’introduzione di
modelli di gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.
Ovviamente le grandi lobby dell’acqua e dell’energia
(Hera, Iren, A2A e per l’appunto Acea), che negli ultimi sei anni hanno
distribuito ai propri azionisti 3 miliardi di dividendi, stanno facendo il
diavolo a quattro in tutte le sedi
istituzionali per impedire che la legge venga discussa ed approvata sottraendo alla
voracità del profitto un bene necessario
alla sopravvivenza.
Avrà il coraggio il M5S, oggi al governo, di mettersi contro le multinazionali dell’acqua,
oltre che i loro alleati leghisti visto che Salvini detiene 3.500 azioni di A2A?
Si tratta di realizzare due promesse spese in campagna elettorale: la gestione partecipata dell’acqua e la
certezza di esame e valutazione delle leggi d’iniziativa popolare da parte del
Parlamento.
Considerato che da quando è al governo il Movimento 5 Stelle, non
solo ha mandato a farsi friggere gran partedei buoni propositiabbondantemente profusi in campagna
elettorale, ma ha anche fatto carta straccia delle funzioni Parlamentari, non nutriamo molta fiducia. Se si esautora il Parlamento della sua
funzione legislativa, figuriamoci se tale prerogativa potrà essere concessa ad un’iniziativa popolare.
Dunque l’appello
che facciamo ai 26 milioni di cittadini che hanno votato per l’acqua pubblica è
quello di tornare nelle piazze a fare pressione su Parlamentoe Governo affinchè la proposta di legge sulla
gestione del sistema idrico venga finalmente discussa e approvata. E’ un
appello che rivolgiamo soprattutto ai Ciociari che, qualora passasse il testo d’iniziativa
popolare , cesseranno di essere dei fuori legge senza Dio e non dovranno più
difendere con le unghie e con i denti i propri contatori, oltre che a tornare
in possesso di un bene necessario allo
sviluppo della dignità della persona umana.
Non possiamo sottovalutare quanto sta avvenendo nelle
istituzioni del nostro paese e neppure l'assenza di un vero confronto politico.
Il parlamento è ridotto a votificio, con l'uso di
decreti, voti di fiducia, testi sconosciuti votati a scatola chiusa come sta
accadendo sulla legge di bilancio.
Speravamo in una svolta dopo la deriva istituzionale
nella precedente legislatura e la vittoria del No nel referendum del 4 dicembre
2016. Invece il governo espresso dalla coalizione giallo-verde sta rifacendo
gli stessi errori, con un crescendo preoccupante.
Per riassumere in un concetto la nostra richiesta alla
nuova maggioranza:
Fermatevi !
Consentite un confronto politico di merito, non
prendetevi la grave responsabilità di continuare su una deriva, fin troppo in
continuità con gli errori precedenti, che porterebbe a mettere in discussione
aspetti centrali della nostra Costituzione e a creare un distacco ulteriore tra
rappresentati e rappresentati.
Sarebbe un grave errore rimettere al centro del
dibattito politico le modifiche della Costituzione. La Costituzione della
nostra repubblica, nata dalla Resistenza al nazifascismo, merita rispetto ed è
l'architrave del nostro assetto istituzionale. Singole modifiche della
Costituzione com'è previsto dall'articolo 138 sono possibili, ma non possono e
non debbono essere piegate a interessi di parte e ad esigenze momentanee.
La Costituzione è un bene comune a tutti noi, nessuno
può stravolgerla a proprio piacimento. Quando ci si è provato i cittadini hanno
respinto i tentativi di stravolgimento e se dovesse essere ancora necessario il
Coordinamento per la Democrazia Costituzionale è pronto, se necessario, a
rientrare in campo per impedire stravolgimenti costituzionali, fino ad
impegnarsi in campagne referendarie. Tutti farebbero bene a ricordare che
all'inizio del 2016 il No era dato al 20 % ma alla fine il voto No è arrivato
al 60% e il 4 dicembre 2016 ha vinto.
Chiediamo di fare conoscere le proposte di modifica
della Costituzione e di poterle discutere con il tempo necessario. In
particolare chiediamo di aprire una riflessione preventiva sulle proposte di
attuazione dell'attuale (nefasto) articolo 116 della Costituzione per bloccare
ogni tentativo di differenziare diritti fondamentali dei cittadini italiani per
regioni, pensiamo a salute, istruzione, ambiente, condizione di lavoro,
pensioni.
La trattativa in corso tra Governo e Lombardia,
Veneto, Emilia è del tutto nascosta ai cittadini. Chiediamo di conoscere, di
poter esprimere opinioni. Non solo noi ma tutti i cittadini italiani, avviando
una grande operazione di trasparenza. Questo va fatto ora perche' le decisioni
istituzionali rischiano di essere irreversibili.
Invece è necessario affrontare ora, senza ritardi, la
modifica della legge elettorale, che deve essere cambiata sulla base di due
principi: sostanziale rispetto della proporzionalità e garanzia che i cittadini
potranno scegliere direttamente tutti i deputati e i senatori chiudendo il
triste periodo dei nominati dall'alto.
Diritto alla Salute,AnagniViva,Comitato Osteria
dellaFontana,Anagni Scuola Futura,
LegAmbiente Circolo di Anagni,Comitato Residenti Colleferro,Re.Tu.Va.Sa., Comitato S.
Bartolomeo,Comitato Ponte del
Papa.
La questionesanitariadi Anagni è rimasta
sospesa in un limbo di incertezze. Ci sono iniziative in corso per lequali hannomesso il loro impegnoistituzioni, associazioniecomitati ma finora i risultati nonci sono stati.
A risvegliare un po’ l’ attenzione sullasituazione hapensato, ancora unavolta,l’ ex –assessore regionale, oraconsigliere, Mauro Buschini, con un altro dei
suoi clamorosi annunci/proposta diinterventi volti almiglioramento
dell’ assistenza sanitariaai cittadini
di Anagni e dei comunilimitrofi.
Ora siannunciaun “ hub” emergenziale( bisognachiamarlo così per quell’ inguaribile provincialismo
linguistico-culturale chevietaallepersonecomunidi capiresubito di che si parla), cioè unCentro diEmergenza (cioè un
parcheggio?),da realizzarenelleadiacenze dell’ autostrada, che risolverebbel’ esigenzadelleurgenze.
E’ l’amenità di fine anno che si aggiunge a quelle che ci
siamo sentiti raccontare in questiannidi battaglie tracittadini e istituzioni, provinciali e
regionali. Una per tutte: il Presidio Sanitario Ambientale (PRESA), tanto
dispendioso quanto inutile.
Allaproposta diBuschini ha risposto il Sindaco Natalia in terminimoltonetti echiari, sottolineando
comeadAnagni servalariapertura delProntoSoccorso.
IlComitato per l’
Ospedale ribadisce che larichiesta del
Pronto Soccorso, il mantenimento degli impegni sottoscrittidalla ASL nel pianoAziendale vanno rispettati.Non c’ è daaggiungere altro.
L’ impegno di tutti va
in questadirezione.Nessuno, Comitati eassociazioni, intendearretrarerispetto aquestalinea.
Il nostro
obiettivo, comunque, resta sempre il Pronto Soccorso e la realizzazione deicinque punti della delibera dei sindaci del
2016!
Francesco Notarcola – Coordinatore di CittadinanzattivaTDM – Componente dell’Osservatorio sui tempi di attesa della asl di Frosinone
La
conferenza stampa, indetta dalla dirigenza generale, allo scopo di illustrare
la pianificazione adottata per ridurre le liste d’attesa inerenti alla
diagnostica per immagini ha evidenziato:
a)L’importanza di unapressante
e quasi quotidiana denuncia di Cittadinanzattiva TDM e delle sue iniziative
pubbliche, che hanno costretto, finalmente la dirigenza asl a uscire allo
scoperto adottando i primi provvedimenti;
b)
Un ulteriore spostamento del pubblico verso il privato;
c)
Una notevole insufficienza dirigenziale della asl ne’ alcuna chiarezza in
merito ad eventuali responsabilità personali dei dirigenti in base a quanto
dichiarato in conferenza;
d)
La umiliazione professionale dei medici e degli operatori delle UOC di
radiologia.
Il
dott/sig. Maurizio
Nicolini, consulente incaricato di mettere a
punto detto piano, ha esposto, SENZA PRESENTARE UNA RELAZIONE SCRITTA, le
azioni che il gruppo manageriale della Asl, guidato dal commissario
straordinario Luigi Macchitella, avrebbe adottato a ben tre anni dal suoinsediamento. Ecco gli annunci: .
1)
Sostituzione o nuova fornitura “in affitto”
del parco ecografi per N. 6 ecografi . Frosinone avrà un ecografo di alta
fascia. Primo passo ma assolutamente insufficiente, considerando che nello”
Spaziani” il reparto di Chirurgia ha un ecografo rotto da mesi e che in quello
di Medicina l’ecografo è obsoleto;
2)
Frosinone ha un nuovo primario ma Cassino e Sora restano ex art.18.
L’applicazione di questo articolo genera un contenzioso che costa centinaia di
migliaia di euro;
3) I turni di lavoro
saranno dalle ore 8 alle ore 14 e dalle ore 14 alle ore 20 per tutti gli
operatori. Quanto
sopra, previsto dal decreto regionale dell’aprile 17, è applicato un anno e 8
mesi dopo;
Dopo tre anni di permanenza alla direzione generale, il Commissario, ha dovuto chiamare un consulente, di
cui non si conosce ne’ il relativo contratto firmato in data 18 10 2018 ne’ il
relativo costo per il 2018 e 2019, per accorgersi, dopo tre anni, dell’ovvio. E cioe’ che
occorreva :
a)Armonizzare i turni d’impiego di
radiologi, tecnici, infermieri dedicati.
b)Adeguare i tempi di esame alla media
regionale con conseguente risparmio di spese per straordinari, pari ad unimporto quantificato superiore ai 300 mila euro l’anno
, dopo aver pubblicamente dichiarato una carenza di una trentina di radiologi ?. Ma perché mai solo oggi la Asl si rende conte del
monte ore in straordinario pagato, quando negli anni passati si e’ utilizzato,
a 60 euro/ora, personale dipendente della Regione Campania? Personale che
ancora viene utilizzato in altre branche specialistiche per esempio a Cassino ?
c)Perche’ approntareun piano di formazione ,senza specificarne le relative
spese , per i tecnici di radiologiadi cui , a detta della direzione
generale,l’80% non sarebbein grado di gestire le macchine così dette pesanti (
TAC e RMN ),ossia le apparecchiature che prevedono maggior
utilizzo di mezzi di contrasto, quando
sono anni che i laureati in “tecnica sanitaria di radiologia medica “ escono
gia’ formati per dette competenze? Il problema potrebbe in gran parte essere
dipendente dall’eta’ media avanzata del personale e a fine carriera?
d)Uniformare , in attesa della mitologica
futura scheda-tesserainformatica sanitaria del cittadino , le
agende CUP al sistema informativo per la diagnostica per immagini RIS. Oggi il radiologo che riceve il paziente deve
riscrivere la cartella clinica ex novo con perdite di tempo non certo utili a
ridurre la lungaggine dell’esame ma soprattutto con mancata possibilita’ di
valutarne la congruità, valutare i precedenti e la storia clinica del paziente
ma anche differenziare il paziente ricoverato meno collaborante e con multiple
problematiche sanitarie.
e)Accesso solo tramitesistema CUP alla disponibilità di esame delle
strutture private accreditate per limitare sia la perdita di tempo per il
paziente ma anche per i controlli incrociati degli esami prenotati ed
effettuati e sulla loro CONGRUITA’
nel principio che Il
CUP ( struttura pubblica) e’ al servizio del privatoma
il privato convenzionato viene programmato ed e’ soggetto al controllo del
pubblico.
f)Destinare gli esami di routine alle
strutture territoriali, lasciando alla UOC gli esami più complessi piuttosto che delegare alle strutture private accreditate un numero
maggiore di esami . Perché ad oggi non ne
svolgono già abbastanza?
g) Adeguamento ed uniformita’
del consenso informato
h) Valutazione dei reali
carichi di lavoro delle diverse figure professionali con adeguamento al
tempario regionale assumendo le figure carenti tramite concorsi, sempre
promessi, dopo espletata la mobilità, evitando contratti bimestrali a partite
iva di per se’ limitativi di qualsivoglia reale e seria programmazione .
Altre
delucidazioni in merito al servizio le ha fornite il nuovo primario della UOC
di radiologia dott. Germano Scevola, radiologo interventista. Il quale ha
annunciato l’assunzione a tempo indeterminato tramite concorso di nuovi
radiologi in modo da evitare il ricorso a prestazioni per incarico
straordinario notoriamente anche più costose. (Delibera della asl per assunzioni radiologi bocciata
dalla Regione con conseguente nuova ripresentazione il 18/12/2018 ,di una nuova
delibera per soli 4 radiologi -in presenza anche di personale in
prossimo pensionamento - e inizio di una nuovatrafila sperando di non rivedere il
“ping pong regione-asl della precedente delibera)
Oltre
l’affitto degli ecografi la asl si doterà di moderni macchinari per LA TAC E LA
RMN che oggi mancano o forse più correttamente sono con il tempo diventati
obsoleti .
Insomma entro febbraio 2019 il sistema riassorbirà le
liste d’attesa e funzionerà meglio .
Perché ad oggi funziona peggio, o non funziona proprio?
Le liste di attesa sono una camera oscura. Di tutto
quanto detto non c’e’ stato fornito alcun documento scritto inerente le
coperture economiche,le modalità, il numero e la tipologia del personale da
assumere, i protocolli con gli Enti convenzionati, ecc.
OSSERVATORIO della aslsui
tempi di attesa: prima riunione 17 sett. Richiesta dati. Ad oggi niente. Che
cosa si osserva e si valuta senza dati ?