Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 13 novembre 2010

Per ragionare sui fascismi




La libreria Caffè e Live Music Ithaca (circolo arci)  e la 
Rete Antifascista antirazzIsta del Basso Lazio
                                                    PRESENTANO:
Da Salò a Tremonti, dalla schiavitù a Obama.
Evoluzione  della destra e del razziamo, in Italia , in Europa , negli Stati Uniti 
                                  

 SABATO 20 NOVEMBRE,  PRESSO LA LIBRERIA, CAFFE’, LIVE MUSIC ITHACA circolo ARCI, in Via Garibaldi n, 62 a Frosinone, dalle ore 18,00, lo scrittore GUIDO CALDIRON presenta il saggio:
             
 “LA DESTRA SOCIALE DA SALO’ A TREMONTI
                     e il suo recentissimo libro: 
 “L’IMPERO INVISIBILE, DESTRA E RAZZISMO DALLA SCHIAVITU' A OBAMA
                      editi entrambi da “manifestolibri”
           
Seguirà un dibattito e un confronto con i lettori.

L’evento è quanto mai utile ad approfondire le dinamiche di infiltrazione nel territorio delle nuove formazioni  post fasciste e, in particolare, dei “Fascisti del terzo millennio” i quali, stanno tentando di infiltrarsi anche a Frosinone. E’ importante inquadrare correttmente il fenomeno. Grazie al contributo di Guido Caldiron si potrà valutare meglio quanto i “Fascisti del terzo millennio”  siano da considerarsi semplici nostalgici di un infausto periodo storico, che va dai manganellatori di Balbo, durante il biennio rosso, ai fucilatori repubblichini,  oppure  se   la loro potenzialità  di radicamento all’interno dei quratieri popolari,   agevolata anche  da comportamenti  nobilitati  da presunte finalità sociali ,  la loro capicità di instillare nei giovani una subcultura razzista e fascista, possano costituire  una reale minaccia per la democrazia,  la civile e pacifica convivenza. Sarà inoltre utile ragionare  sulle dinamiche  evolutive della destra  del razzismo e del conservatorismo compassionevole oltre i nostri confini, in particolare negli Stati Uniti. Certi che con il decisivo apporto di Guido Caldiron sarà possibile cogliere tutti gli aspetti di questo fenomeno, invitiamo tutti, ma proprio tutti a partecipare.  L’adesione all’invito da parte degli amministratori locali sarebbe oltremodo gradita  visto che l’invasione dei Fascisti del terzo millennio sta interessando anche il centro storico della NOSTRA CITTA’.

Guido Caldiron  studioso del fenomeno sociale dell nuove destre. Giornalista di Liberazione per la “manifestolibri ha scritto anche: “Gli squadristi del 2000”, “La destra plurale”,  “Lessico postfascista” , “Banlieues” “Populismo globale”.

    


La parole ritrovate

da Itake Frosinone

Un saluto cordiale a tutti.
Il giorno 25 novembre alle ore 19:00 presso  ITHACA libreria caffè sita in via Garibaldi n°42 a Frosinone,
ITAKE propone a soci, sostenitori ed amici la visione del film “MUYEYE” realizzato da Juliane R. Biasi e Sergio Damiani nei luoghi africani divenuti familiari a tutti noi.
Il film è nato dalla collaborazione tra ITAKE e LEPAROLERITROVATE nel corso della realizzazione della costruzione della scuola professionale a Muyeye.
Non anticipo nulla, dico solamente: ne vale la pena!
Riguardo ai soci lontani pensiamo sarà possibile fare copie masterizzate del film da spedire su richiesta.
Sarà nostra cura darvi notizie più certe quanto prima. A presto.
Maria Grazia Fanfarillo a nome di ITAKE






Siamo tutti sulla gru

da Brescia, Mirko Seniga  



Gli immigrati di Brescia continuano la loro lotta contro la sanatoria truffa cercando di ottenere il permesso di soggiorno per tutti. Da dodici giorni sei immigrati (a oggi 4 ndr)  stanno sulla gru del cantiere della metropolitana di piazzale Cesare Battisti. La protesta sfocia dalla manifestazione cittadina di sabato 30 ottobre, repressa violentemente dall'attacco poliziesco che ha sgomberato anche il presidio permanente di via Lupi di Toscana.

La solidarietà da parte di immigrati e attivisti antirazzisti da sotto la gru, e la fermezza che dimostrano nella lotta i sei compagni sulla gru, si è concretizzata nella grande manifestazione dello scorso sabato, dove in diecimila hanno sfilato fermandosi sotto la gru: "permessi di soggiorno per tutti, basta rubare, basta pagare, siamo tutti sulla gru".
Lunedì 8 novembre, mentre vi è il tentativo di rimuovere il presidio che permane da giorni in piazzale Battisti, alle sei del mattino vengono perquisiti i locali dell'oratorio San Faustino che dà ospitalità alle decine di compagni che si alternano per mantenere il presidio permanente. Manganellate e i primi arresti: decine di poliziotti e carabinieri sgomberano inoltre il presidio. La repressione è tra le più becere: vengono caricate persone indifese e vengono arrestati in modo sistematico i rappresentanti delle varie realtà attive da oltre una settimana in sostegno della lotta. Decine sono stati i fermi tra immigrati e antirazzisti e l'ordine viene direttamente dal ministro dell'Interno Maroni. 
Dopo varie cariche il presidio si ricompatta in via San Faustino, a cento metri dalla gru dove i sei ragazzi permangono respingendo col lancio di oggetti i tentativi di mettere reti di protezione sotto la struttura (per poi tirarli giù). 
La repressione colpisce tre compagni egiziani, portati al Cie di via Corelli a Milano, sette altri immigrati sono rinchiusi al Cie di Corso Brunelleschi a Torino, cinque obblighi di firma, un ragazzo e un delegato Fiom agli arresti domiciliari in attesa di processo.
Siamo ormai al tredicesimo giorno e la lotta contro la sanatoria truffa e contro il reato di clandestinità si propaga anche in altre città: a Milano alcuni immigrati sono saliti su una torre in via Ibonati, diversi i comitati sorti per contribuire in questa importante battaglia. 
Si fa strada una consapevolezza: solo unendo le lotte dei lavoratori immigrati e nativi riusciremo ad ottenere diritti per tutti: il diritto a una vita dignitosa, il diritto al lavoro e all'istruzione pubblica per tutti.
Intanto la lotta continua ad oltranza, nell'unità con i compagni sulla gru a Brescia come sulla torre a Milano: rigettando la Bossi-Fini che crea il reato di clandestinità obbligando migliaia di immigrati a lavorare in nero e a vivere ai margini della società; contro le politiche razziste e xenofobe condotte in questi anni sia dai governi di centrodestra che di centrosinistra (ricordiamo i pullman di Prodi per rispedire i rom in Romania, col benestare dell'allora ministro del Prc Paolo Ferrero). 
Nella situazione cercano di inserirsi i fascisti. Forza Nuova, nel tentativo di trovare visibilità, ha indetto proprio a Brescia una manifestazione nazionale per sabato 13 novembre.
Il Partito di Alternativa Comunista, già presente con i propri militanti in questi giorni di presidi e manifestazioni, partecipa e invita tutti a partecipare al presidio di sabato 13 per contrastare la parata dell'organizzazione neofascista e per portare solidarietà agli immigrati ancora sulla gru.






venerdì 12 novembre 2010

Sostegno a lavoratori della sanità e allo sciopero regionale nel Lazio

dSinistra Critica Roma     

Dichiarazione di Armando Morgia, portavoce regionale di Sinistra Critica: “L’approvazione del piano sulla sanità regionale nel Lazio ad opera del  centro destra è un attacco frontale non solo ai cittadini del Lazio che vedranno ancora più eroso il diritto alla salute e la possibilità di accedere alle cure, a causa della chiusura di ospedali e ad un ulteriore aumento delle tasse, infatti il piano varato dalla Polverini comporta anche ricadute gravissime sui diritti dei lavoratori. Ricadute sul personale
sanitario in termini occupazionali e di garanzie per le condizioni di lavoro, attraverso provvedimenti disastrosi come il taglio congiunto di posti di lavoro e di posti letto negli ospedali con danni, quindi, anche per la garanzia alla salute. Una dismissione del servizio pubblico sanitario non è tollerabile a nessun livello, regionale o nazionale, mentre è proprio quello che sta accadendo attraverso una serie di provvedimenti tra cui spicca la proposta di legge Tarzia sulla riforma dei consultori, un ennesimo
attacco alla salute dei cittadini e delle donne in particolare.” Conclude Morgia:
  “Siamo a fianco delle lotte dei lavoratori e dei cittadini: Sinistra Critica solidarizza con il personale sanitario e dà il pieno sostegno allo Sciopero regionale indetto per il 12 novembre dalla RdB/USB P.I. del Lazio settore Sanità in difesa della sanità regionale e dell’occupazione.”
 
  http://www.sinistracritica.org

giovedì 11 novembre 2010

RIFIUTI “La discarica di Cecchina è fuorilegge”

Ufficio Stampa Fds Regione Lazio Valeria Russo

“Con un sotterfugio la Regione proroga lo smaltimento dei rifiuti nella discarica ormai satura di Cecchina”. Lo denunciano Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, capogruppo e consigliere della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, con un’interrogazione all’Assessore alle Politiche dei rifiuti.

“La verifica effettuata il 23 settembre presso la discarica dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e dall’Azienda Regionale per l’Ambiente –affermano i consiglieri- aveva riscontrato numerose violazioni di legge ed, in particolare, che già dal febbraio 2010 la discarica era fuorilegge: invece delle 40.000 tonnellate autorizzate, la società Pontina Ambiente, di proprietà del ras dei rifiuti Manlio Cerroni, ne aveva scaricate almeno 90.000. Più del doppio”.

“A questo punto –proseguono- la discarica andava chiusa. Invece, con un’ordinanza datata 29 settembre e resa nota dal comitato No Inceneritore di Albano, la presidente Polverini ne ha autorizzato la continuazione per altri sei mesi, accettando per vere le dichiarazioni unilaterali dell’azienda. Qui sta il sotterfugio: l’azienda ha nascosto la documentazione sull’attività della discarica ai verificatori del NOE, impedendo una completa valutazione della situazione. La Regione ha chiesto proprio alla Pontina Ambiente di certificare la situazione. La società di Cerroni ha certificato il falso”.

“Ma non è tutto: l’ordinanza del 29 settembre –continuano- ha addirittura autorizzato la realizzazione di un nuovo invaso, il settimo, sulla base dell’autorizzazione per la costruzione dell’inceneritore, bypassando così, evocando l’emergenza, il parere negativo già dato alla ASL RomaH”.

“Il Lazio –concludono Peduzzi e Nobile- continua ad avere la maglia nera per la raccolta differenziata, Cerroni continua a fare affari e le conseguenze si scaricano sulla salute dei cittadini.”.

Usb, E' NATA L’AREA CLASSISTA"UNIRE LE LOTTE"

da Patrizia Cammarata  Dipartimento sindacale Pdac; Usb, Rsu Comune di Vicenza



L’assemblea del 31 ottobre a RomaC’erano anche  compagne e compagni del PdAC, attivisti in Usb (Unione sindacale di base), all’assemblea che si è svolta a Roma il 31 ottobre scorso, assemblea organizzata dagli iscritti che al congresso fondativo avevano condiviso il documento: "Contributo per la battaglia per il sindacato di classe".
L’assemblea è stata di notevole importanza per tutti coloro i quali, e quindi principalmente per chi si dichiara comunista, abbiano a cuore gli interessi dei lavoratori e siano consapevoli della necessità di uno strumento sindacale adeguato per difendere tali interessi. Con gli altri compagni abbiamo condiviso, in quella giornata, la consapevolezza dell’importanza di Usb come strumento per la costruzione del sindacato di classe, un sindacato che possa offrirsi, per i lavoratori, quale alternativa ai sindacati confederali e filopadronali. Usb avrebbe  le potenzialità per diventare strumento di aggregazione di tutto il sindacalismo di base e conflittuale.
L’assemblea, però, ha evidenziato in Usb gravi carenze e ritardi su questioni essenziali e ha ritenuto per questo indispensabile la costituzione di un'area programmatica interna a Usb, area che è stata chiamata “ Unire le lotte- area classista Usb”.
Erano presenti (pagando di tasca propria viaggio e affitto della sala), circa 50 attivisti sindacali in rappresentanza di diverse realtà. C’erano rappresentanti di Usb di Latina con una rappresentanza del Comitato Operai Contro l'Amianto, Usb Scuola Emilia Romagna (Bologna, Reggio Emilia, Modena), Usb Bergamo (attiva nelle Rete Operaia della Val Seriana), Usb Cremona (tra cui una delegazione operaia dello stabilimento Marcegaglia), rappresentanti Usb del Pubblico impiego di Vicenza e provincia, Usb Beni Culturali di Firenze, attivisti Usb della Puglia e dei coordinamenti dei precari in lotta contro i tagli della giunta Vendola, e diverse altre realtà da un po' tutte le regioni. All'assemblea hanno portato il loro saluto il Comitato Immigrati in Italia, un rappresentante del S.I. Cobas, collettivi studenteschi e alcune realtà politiche e sindacali interessate alla costruzione di una reale opposizione alle politiche padronali del centrodestra e del centrosinistra borghesi.
Il dibattito è stato vivace e interessante, ogni scelta è stata discussa e posta ai voti.
I motivi che hanno spinto diversi compagni e compagne alla costruzione di questa iniziativa sono stati esplicitati in un documento dal titolo: “La battaglia per il sindacato di classe-piattaforma per la costruzione di un'area classista in Usb”, leggibile sul sito dell'area sindacale: www.sindacatodiclasse.org
Se è vero, come crediamo, che la crisi economica sarà lunga e devastante è quindi assolutamente necessario che i lavoratori si uniscano per difendersi dall’attacco che le classi dominanti stanno sferrando in modo sempre più determinato.
 
I lavoratori continuamente traditi dalle burocrazie sindacaliIn numerosi Paesi i lavoratori si sono mobilitati e la lotta di classe ha già raggiunto livelli importanti, anche riuscendo a strappare concreti risultati come in Sudafrica dove è stato organizzato, nonostante le norme antisciopero, uno sciopero prolungato di tre settimane del pubblico impiego che è riuscito, nell'unità di lotta con molti settori del privato, ad ottenere il ritiro dei tagli e cospicui aumenti salariali.
Se in Italia, nonostante i licenziamenti di massa e la pesantezza dell'attacco padronale e governativo nei confronti dei lavoratori pubblici e privati, il conflitto non ha ancora raggiunto la radicalità di altri Paesi, è soprattutto a causa delle direzioni burocratiche dei principali sindacati.
Le preoccupazioni principali dei sindacati concertativi sono quelle di salvare il capitalismo, l’interesse padronale o la stabilità dei vari governi amici, anche se a danno dei lavoratori. La Cgil ha recitato un’opposizione di facciata (in realtà recependo e firmando la revisione degli assetti contrattuali in quasi tutti i comparti) e ha risposto all'attacco padronale con una riduzione delle mobilitazioni chiamando alla lotta con la solita routine di scioperi puramente dimostrativi, mai protratti al di là di una o mezza giornata di astensione dal lavoro, in giorni diversi per le diverse categorie. “Sciopericchi” che ottengono il solo risultato di svuotare ulteriormente le tasche ai lavoratori ed aumentare la loro frustrazione. Mobilitazioni che vengono utilizzate dalla direzione Cgil solo in funzione di riconquistare un ruolo egemone al tavolo della concertazione. Dopo Epifani che si è fatto garante, davanti agli occhi di Confindustria, della pace sociale, ora la nuova segretaria, Susanna Camusso, cerca un nuovo idillio con Cisl e Uil, non vuole sentir parlare di sciopero generale e, davanti alla disperazione delle lotte e delle richieste degli immigrati, nonostante il suo ruolo di segretaria della più grande organizzazione dei lavoratori in Italia, si limita a fare “appello al Ministro dell’Interno Maroni affinché i migranti sulla gru ( a Brescia n.d.r) siano ascoltati”.
Ma anche la direzione della Fiom, che pure a Pomigliano si è pronunciata per il no, sta facendo di tutto per procrastinare ed evitare l'esplosione del conflitto, limitandosi a ricordare alla Camusso che ci vorrebbe uno sciopero generale. Peraltro la stessa grande manifestazione del 16 ottobre, dove la piazza ha invocato lo sciopero generale, ha avuto un carattere meramente dimostrativo e non ha portato per questo a nessuna retromarcia da parte di governo e padronato (infatti il governo qualche giorno dopo ha dato il via libera al "Collegato Lavoro", che smantella definitivamente i diritti acquisiti dai lavoratori con le lotte degli anni Sessanta e Settanta).
Il sindacalismo di base, però, non riesce a porsi, nonostante tutti i gravi tradimenti degli altri sindacati, come un’alternativa credibile agli occhi della maggioranza dei lavoratori e anche per questo motivo risulta incomprensibile, ai fini del radicamento di Usb, l’indicazione del suo gruppo dirigente di non partecipare alle manifestazioni indette da altre sigle. Chi ha dato vita all’area classista pensa, invece, che la presenza degli attivisti Usb, a fianco degli altri lavoratori in lotta, è importante sia per incoraggiare l’unità dei lavoratori sia per contattare i lavoratori presenti alle mobilitazioni e criticare apertamente l'operato dei dirigenti traditori e collaborazionisti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, indicando un'altra strada.
Durante l’assemblea del 31 ottobre è stato sottolineato come la decisione da parte dell'attuale direzione di Usb di non impegnare il sindacato nella partecipazione alla manifestazione del 16 ottobre ha di fatto privato Usb della possibilità di interloquire con le migliaia di lavoratori in piazza, in una giornata di lotta.
Non è accettabile che l’unità delle lotte dei lavoratori, unità indispensabile e invocata dalla base, venga disattesa da atteggiamenti settari del gruppo dirigente. La frase “Usb non rincorre nessuno”, usata come risposta alla richiesta di partecipare alle mobilitazione dei lavoratori o precari della scuola, agli scioperi organizzati da lavoratori immigrati, alle manifestazioni che vedono in piazza migliaia di operai metalmeccanici sui quali il padronato sta facendo cadere la sua scure di sfruttamento e violenza, non è una frase che può essere accettata dopo tanti anni spesi per la costruzione di un sindacato che possa offrire una reale alternativa ai lavoratori.
Non si tratta di difendere l’originalità di un marchio aziendale, né si tratta di sventolare una bandiera ad uso e consumo di un gruppo ristretto di dirigenti ma si tratta di difendere e ampliare un percorso di lotta e una storia sindacale che si è offerta, grazie al quotidiano e generoso lavoro militante di tanti attivisti di base, come una piccola ma determinata luce nella notte buia dei sindacati concertativi.
Ed è grave che, in questo autunno di crisi e di guerra sociale che governo e padronato stanno mettendo in campo contro i lavoratori, i dirigenti Usb, come i gruppi dirigenti degli altri sindacati di base, non abbiano ancora, almeno fino ad oggi, indicato una data per lo sciopero generale di tutte le categorie. Finora gli argomenti principali che hanno occupato l’agenda del nuovo soggetto sindacale sono state le manifestazioni locali e regionali, oppure nella giornata di sabato, le raccolta firme, le proposte di legge di iniziativa popolare, i caaf…
 
Sciopero generale e sindacato di classeL’importanza dello sciopero, soprattutto di quello generale, è dirompente per il successo delle lotte e affinché la coscienza dei lavoratori avanzi.
Noi siamo consapevoli, come diceva un grande rivoluzionario, del fatto che gli scioperi “incutono sempre terrore ai capitalisti perché incominciano a scuotere il loro dominio” e “ogni sciopero ricorda ai capitalisti che i veri padroni non sono loro, ma gli operai, i quali proclamano a voce sempre più alta i loro diritti. Ogni sciopero ricorda ai lavoratori che la loro situazione non è disperata, che essi non sono soli” e “dietro ad ogni sciopero è appostata l’idea di rivoluzione”.
Manca, nel nostro Paese, un grande sindacato di classe. Manca un sindacato combattente, in grado di difendere i lavoratori dagli attacchi padronali e capace di favorire, sul terreno sindacale, un percorso di lotte ad oltranza che rovesci gli attuali rapporti di forza tra le classi.
Usb potrebbe contribuire a riempire questo vuoto ma per farlo è necessario che interloquisca con i settori avanzati presenti in tutti i sindacati, che lavori a superare le barriere settarie che mantengono frantumato lo stesso sindacalismo di base, per raggiungere finalmente l’unione invocata dalla base e che aveva portato anche ad alti momenti di mobilitazione, come lo sciopero generale del 17 ottobre 2008 e le partecipatissime assemblee del "patto di base". Lo può fare mettendosi al fianco di tutti i lavoratori in lotta, appartenenti a qualunque sigla sindacale, e proponendosi come strumento alternativo e reale di difesa degli interessi di classe.
“Unire le lotte-area classista Usb” avrà il compito, all’interno del sindacato, di indicare quotidianamente questo obiettivo, e di lavorare per il suo raggiungimento, coinvolgendo il maggior numero possibile di attivisti. 
Alternativa Comunista, come è noto, è impegnata nella battaglia strategica per il sindacato di classe sia nel sindacalismo di base che nella sinistra Cgil. Per quanto ci riguarda, come attivisti che stanno costruendo Usb e il suo radicamento nei luoghi di lavoro, perseguiremo questo obiettivo impegnandoci nello sviluppo dell'area classista "Unire le lotte". 
 
 
 

mercoledì 10 novembre 2010

Concerto di Gerardo Iacoucci e Stefano Cantarano

di Luciano Granieri

L'amico  Gerardo mi comunica che finalmente la Casa del Jazz di Roma  gli ha confermato un concerto per il 2 dicembre in duo con Stefano  Cantarano.  Per l'occasione  verranno proposti i brani dell'ultimo CD "Omaggio a Tristano". Ovviamente noi di Aut non mancheremo. A breve comunicheremo l'orario. Di seguito riportiamo la recensione  di uno dei più autorevoli critici di jazz Franco Fayenz. Nel post seguente  invece, pubblichiamo la nostra recensione che risale al marzo 2008, corredata da una clip  dove si può ascoltare il brano "Indipendent Line" tratto dal CD "Omaggio a Tristano" . Il pezzo accompagna la sequenza fotografica delle opere del pittore 
Giordano Colafrancesco. 







Alfaproject  Presenta
OMAGGIO A LENNIE TRISTANO
IL nuovo Album di
GERARDO IACOUCCI & STEFANO CANTARANO
Gerardo Iacouccci: Compositions, arrangements, Piano
Stefano Cantarano: Bass

Molti anni fa, sulla stampa specializzata italiana ci fu una forte discussione su un tema mai più ripreso in seguito (e fu un errore). Ci si chiese se anche nel jazz fosse possibilel’interpretazione che fu chiamata anche, con brutale semplificazione, . Possiamo definirla un po’ meglio come riproduzione dell’opera esistente che viene riproposta nella sua realtà percettibile, ricreando le condizioni necessarie per la sua fruizione. La tenzone si spense perché giudicata inutile, in quanto il musicista di jazz, secondo i più, quando si cimenti con un tema già frequentato da un altro e lo esponga nello stesso modo, poi lo fa proprio secondo la propria fantasia in sede di variazioni (si pensi al Dixieland Revival). Non solo:
l’interpretazione , si disse, è quanto mai superflua nei dischi, essendoci il confronto spesso sfavorevole con l’opera originale; al massimo si può talvolta giustificare nei concerti, quando si avverta l’esigenza di riascoltare un certo brano dal vivo, anziché attraverso un mezzo meccanico. Invano gli assertori dell’ produssero la prova di ottimi esempi esistenti, primo fra tutti il famoso Singin’ the Blues di Rex Stewart con l’orchestra di Fletcher Henderson che riprese tale e quale lo stesso brano di Bix Beiderbecke. La questione è rimasta lì, in termini piuttosto semplici, come si vede, e non è qui il luogo per approfondirli. Ci basti averli accennati. Però – e l’omaggio a Lennie Tristano di Gerardo Iacoucci con Stefano Cantarano offre l’occasione giusta – esiste nel jazz un tertium genus, qualora un autore-esecutore suoni volutamente “à la maniére” di un
altro, proponendo brani scritti o frequentati dal prescelto, oppure addirittura propri. Tristano, lo sappiamo tutti, è compositore straordinario e difficile, ai di là di una semplicità apparente che a volte sembra (sembra) ci sia. Per ciò ha avuto e ha pochissimi epigoni: qualcuno in Francia, Pietro Tonolo in Italia e vaghi echi che si possono percepire
qua e là. Non va dimenticato inoltre, negli Stati Uniti, un tributo di Anthony Braxton che peraltro non è di certo un epigono. Il vero per assiduità e cultura è Iacoucci, pianista, compositore, direttore d’orchestra e docente di conservatorio. Si faccia attenzione alle prime note del primo brano, Counterpoint. Il tema è di Iacoucci e Cantarano, non del Maestro di Chicago. Ma subito si avverte la maniera, lo stile di Tristano: è questo il tertium
genus, e così si prosegue stupendamente sino alla fine, fatte salve alcune sequenze più autonome – specie dove Cantarano usa l’archetto – che sono ugualmente pregevoli. Dei dieci brani, quelli firmati da Tristano sono soltanto due, il quarto e il sesto, Requiem e Lennie’s Pennies. Vale la pena di soffermarsi sul Requiem, che Iacoucci inizia
da solo riprendendo tale e quale, salvo qualche lieve sfumatura, il celebre incipit di Tristano (un altro esempio di interpretazione letterale nel jazz…). Sembra quasi che Gerardo, preso da timore reverenziale di fronte al Capolavoro Assoluto, non abbia osato toccarlo. Non lo so, non gliel’ho chiesto e non glielo chiederò, ma mi piace pensarlo. Soltanto dopo l’intervento del contrabbasso tutto cambia, ed è ovvio, in quanto l’originale è suonato in solitudine. Non mi resta che ringraziare di essere stato interpellato per queste note (i tristanologi della penna non sono più tanto rari); e aggiungere che un cd come questo costituisce quanto di meglio si potesse realizzare per celebrare il trentesimo anniversario della scomparsa del Maestro.
Franco Fayenz

Track List :
1. Counterpoint (Gerardo Iacoucci) 4,16
2. Remember again (Gerardo Iacoucci) 4.58
3. What is this (Stefano Cantarano) 4.08
4. Requiem (Lennie Tristano) 5.24
5. Being for you only (Gerardo Iacoucci) 4.17
6. Lennie’s pennies (Lennie Tristano) 4.11
7. The light in the darkness (Gerardo Iacoucci) 4.37
8. Energy (Gerardo Iacoucci) 6.13
9. Lennie’s mood (Stefano Cantarano) 5.45
10. Independent lines (Gerardo Iacoucci) 6.36

Il Cd è presente nella sezione ALFAPROJECTS del catalogo Alfamusic
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