Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 13 novembre 2010

Siamo tutti sulla gru

da Brescia, Mirko Seniga  



Gli immigrati di Brescia continuano la loro lotta contro la sanatoria truffa cercando di ottenere il permesso di soggiorno per tutti. Da dodici giorni sei immigrati (a oggi 4 ndr)  stanno sulla gru del cantiere della metropolitana di piazzale Cesare Battisti. La protesta sfocia dalla manifestazione cittadina di sabato 30 ottobre, repressa violentemente dall'attacco poliziesco che ha sgomberato anche il presidio permanente di via Lupi di Toscana.

La solidarietà da parte di immigrati e attivisti antirazzisti da sotto la gru, e la fermezza che dimostrano nella lotta i sei compagni sulla gru, si è concretizzata nella grande manifestazione dello scorso sabato, dove in diecimila hanno sfilato fermandosi sotto la gru: "permessi di soggiorno per tutti, basta rubare, basta pagare, siamo tutti sulla gru".
Lunedì 8 novembre, mentre vi è il tentativo di rimuovere il presidio che permane da giorni in piazzale Battisti, alle sei del mattino vengono perquisiti i locali dell'oratorio San Faustino che dà ospitalità alle decine di compagni che si alternano per mantenere il presidio permanente. Manganellate e i primi arresti: decine di poliziotti e carabinieri sgomberano inoltre il presidio. La repressione è tra le più becere: vengono caricate persone indifese e vengono arrestati in modo sistematico i rappresentanti delle varie realtà attive da oltre una settimana in sostegno della lotta. Decine sono stati i fermi tra immigrati e antirazzisti e l'ordine viene direttamente dal ministro dell'Interno Maroni. 
Dopo varie cariche il presidio si ricompatta in via San Faustino, a cento metri dalla gru dove i sei ragazzi permangono respingendo col lancio di oggetti i tentativi di mettere reti di protezione sotto la struttura (per poi tirarli giù). 
La repressione colpisce tre compagni egiziani, portati al Cie di via Corelli a Milano, sette altri immigrati sono rinchiusi al Cie di Corso Brunelleschi a Torino, cinque obblighi di firma, un ragazzo e un delegato Fiom agli arresti domiciliari in attesa di processo.
Siamo ormai al tredicesimo giorno e la lotta contro la sanatoria truffa e contro il reato di clandestinità si propaga anche in altre città: a Milano alcuni immigrati sono saliti su una torre in via Ibonati, diversi i comitati sorti per contribuire in questa importante battaglia. 
Si fa strada una consapevolezza: solo unendo le lotte dei lavoratori immigrati e nativi riusciremo ad ottenere diritti per tutti: il diritto a una vita dignitosa, il diritto al lavoro e all'istruzione pubblica per tutti.
Intanto la lotta continua ad oltranza, nell'unità con i compagni sulla gru a Brescia come sulla torre a Milano: rigettando la Bossi-Fini che crea il reato di clandestinità obbligando migliaia di immigrati a lavorare in nero e a vivere ai margini della società; contro le politiche razziste e xenofobe condotte in questi anni sia dai governi di centrodestra che di centrosinistra (ricordiamo i pullman di Prodi per rispedire i rom in Romania, col benestare dell'allora ministro del Prc Paolo Ferrero). 
Nella situazione cercano di inserirsi i fascisti. Forza Nuova, nel tentativo di trovare visibilità, ha indetto proprio a Brescia una manifestazione nazionale per sabato 13 novembre.
Il Partito di Alternativa Comunista, già presente con i propri militanti in questi giorni di presidi e manifestazioni, partecipa e invita tutti a partecipare al presidio di sabato 13 per contrastare la parata dell'organizzazione neofascista e per portare solidarietà agli immigrati ancora sulla gru.






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