Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 15 dicembre 2011

Risposta del Prc al segretario cittadino dei Socialisti Italiani

Partito della Rifondazione Comunista, circolo "Carlo Giuliani" Frosninone






























In merito alla nostra posizione, espressa nella NOTA di domenica 11 dicembre, concernente le recenti deliberazioni del consiglio comunale sulla vendita dell’immobile ex Mtc e relativa alla    messa in liquidazione della Multiservizi, ci teniamo a precisare alcune questioni. Ciò anche per rispondere al compagno Vincenzo Iacovissi, segretario  cittadino del Psi. Dal nostro punto di vista è grave che un’amministrazione comunale decida di alienare una sua proprietà, o meglio,  proprietà dei cittadini, per fare cassa: fare questo significa applicare le politiche neoliberiste contro cui noi ci battiamo da sempre, politiche che stanno spingendo gli enti pubblici a disfarsi a favore dei privati di ogni proprietà, da quelle immobiliari ai servizi, fino ad arrivare ai beni comuni. Nel caso in particolare l’operazione programmata è tanto più inaccettabile, in quanto il fine sarebbe nientepopòdimeno che quello di dare al comune una sede appropriata: compagni del Psi i, noi restiamo convinti che i cittadini in questo periodo si aspettano altro dalle istituzioni, magari un po’ di giustizia e di attenzione ai bisogni delle fasce sociali più deboli.
Non vorremmo inoltre che si ripetessero operazioni fallimentari come l’acquisto da parte del comune del palazzo di piazza VI dicembre, costato fior di milioni e utilizzabile solo in piccola parte perché non a norma.
Visto che ci si accusa di demagogia, allora chiediamo ai compagni socialisti : con la vendita del comprensorio MTC, il cui valore è stato stimato in 9milioni di euro, si vorrebbe, oltre che reperire i fondi necessari all’acquisto del palazzo della Banca d’Italia, anche ricavare i denari necessari a concludere la ristrutturazione dello stabile di P.zza VI dicembre e guadagnarci pure? Ma quanto costa il palazzo della Banca d’Italia?  Nel consiglio comunale del 16 dicembre 2010, in cui si votò la mozione nel merito presentata dal consigliere Coniglio, si ipotizzava una cifra di 10miloni di euro, e allora i conti non tornano. Inoltre, chiediamo, ma si è conclusa  da parte della banca la procedura  di  individuazione  dell’advisor che deve curare gli aspetti operativi della vendita dell’immobile?  Sono stati stimati i costi di adattamento dello stabile alle esigenze del comune?  E le spese per la messa a norma?  Senza avere contezza di questi costi ipotizzare l’acquisto del palazzo e credere di ricavare anche i fondi per altre operazioni è insensato, oltre che demagogico: sa tanto di boutade da campagna elettorale. In merito alla questione Multiservizi, la messa in liquidazione della società si poteva e si doveva evitare. Il comune di Frosinone con il suo 20%  di quote, ad esempio, poteva vigilare sulle assunzioni clientelari effettuate dall’ente,  sul numero abnorme di dirigenti assunti, 13 unità in luogo delle 5 previste per un esborso di 415mila euro  l’anno mentre ai lavoratori veniva riconosciuto uno stipendio da fame. Nonostante tutto la Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Lazio, nella deliberazione 4/2011 valutava che, a fronte del contenimento di alcuni i sprechi, la Multiservizi avrebbe potuto  continuare la sua attività, mentre   suggeriva la chiusura di altre società partecipate dal comune come la Società Aeroporto di Frosinone Spa  e  la S.I.F (Società Interportuale Frosinone)  Spa. Invece come è finita? Oggi la Multiservizi è in liquidazione mentre le altre due società continuano ad operare fagocitando denari pubblici. Inoltre se ci fosse stata la volontà politica di farlo, i dipendenti della Multiservizi si sarebbero potuti stabilizzare: ma purtroppo è stata proprio la volontà politica a mancare.
Infine sul piano strettamente politico, comunichiamo al segretario Iacovissi che non è lui che deve decidere dove dovrebbe collocarsi il Prc in ambito di alleanze: forse lui dimentica che alle provinciali scorse ci separavano dal centrosinistra differenze programmatiche inderogabili quali la posizione sull’aeroporto di Frosinone, il piano sui rifiuti, la posizione sull’acqua pubblica. Noi non siamo abituati a fare alleanze solo per sommare percentuali di voto: noi intraprendiamo percorsi politici con chi condivide le nostre idee, e quando ci rendiamo conto di aver sbagliato a giudicare gli alleati, siamo anche pronti a fare un passo indietro, come abbiamo fatto recentemente nel comune di Frosinone uscendo dalla maggioranza, e come faremo nelle prossime elezioni comunali nel capoluogo, nelle quali ci proporremo come un polo di sinistra alternativo a centrodestra e centrosinistra. La nostra posizione attuale è al di fuori dei due poli: sta agli altri soggetti di sinistra giudicare se seguirci o rimanere a sorreggere l’impalcatura di cartapesta di quel bipolarismo fallimentare che ha portato centrodestra e centrosinistra ad appoggiare trasversalmente il governo più reazionario e persecutorio della storia d’Italia, il governo Monti. Ma d’altronde anche in provincia abbiamo un esempio di tale anomala alleanza, visto che il segretario provinciale dei Socialisti Italiani  in un comune importante come Isola Liri è assessore in una giunta nella quale governa insieme al Pdl, salvo poi avere la pretesa di venire a dare lezioni di politica al Prc.

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