Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 4 luglio 2013

Napolitano. The new commander in chief

Luciano Granieri

L’affare F-35 s’ha da fare. Presidente Napolitano dixit. Il presidentissimo della Repubblica entra a gamba tesa sulla questione e come un elefante dentro ad un negozio di cristalli, distrugge la fragile e sudata intesa che gli azzeccagarbugli delle larghe intese e dei procrastinabili rinvii, avevano raggiunto per neutralizzare la mozione presentata da Sel e M5S finalizzata a interrompere il programma di acquisto degli infernali otto volanti da luna park . 

Gli azzeccagarbugli delle larghe intese l’avevano studiata bene. Per varare l’ennesimo rinvio e sminare un’ulteriore  minaccia innescata soprattutto sotto la sedia dei parlamentari piddini, si è richiamata la legge 244/2012 sul finanziamento dei sistemi d’arma. Un norma varata dal governo Monti, E PROMULGATA dal presidentissimo Napolitano, atta a risparmiare un po’ di soldi sulle spese militari. In base a questa legge” le spese militari straordinarie  e quelle ordinarie a completamento  di  programmi pluriennali finanziati da precedenti esercizi con  leggi speciali,  devono essere deliberate esclusivamente dal Parlamento  che deve tenere conto delle situazioni internazionali e della disponibilità economica dello Stato per evitare oneri maggiore a  carico della finanza Pubblica”  

Dunque, ecco pronta la quadratura del cerchio. Dal momento che, in base a questa norma, è il Parlamento e solo il Parlamento a decidere sul finanziamento del progetto F-35 joint strike fighter,  che nello specifico costituisce   un “ finanziamento  di  programmi pluriennali finanziati da precedenti esercizi con  leggi speciali” , è necessario che le camere prima di deliberare  abbiano a disposizione  altri sei mesi di tempo per vagliare tutte le variabili. Tutti contenti. Sia il Pdl che ha evitato il blocco del programma, sia il Pd che ha evitato l’immediato rifinanziamento. Poi fra sei mesi si vedrà. 

Ma l’imperatore Giorgio primo, fustigatore delle inettitudini profuse dai perdigiorno che affollano le segreterie dei partiti, per non dispiacere gli amici americani, si è inalberato. Rivestendo i panni di novello commander  in chief , come capo   assoluto delle forze armate, un ruolo che la Costituzione riconosce al Presidente della Repubblica, ha convocato d’urgenza il Consiglio Supremo di Difesa, manco ci fossero i cosacchi ad abbeverare i loro cavalli in Fontana di Trevi,  o pericolosi comunisti a cibarsi di teneri infanti, e ha imposto che: “La facoltà del Parlamento riconosciuta dalla legge 244/2012 non può tradursi in un diritto del veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’esecutivo”. 

Cioè ha annullato gli effetti di una norma da lui stesso promulgata togliendo al Parlamento la prerogativa a legiferare in merito e trasferendola al governo da lui stesso, di fatto, comandato. Per cui bando ai rinvii e avanti a tutta forza con l’acquisto di questi trabiccoli.   Delle due l’una. O  Re Giorgio  sbagliò nel 2012 a firmare la norma decisa dal governo Monti, o questa pagliacciata della convocazione del Consiglio Supremo di Difesa, un organo che si convoca solo in casi di estrema urgenza e di pericolo nell’imminenza di una guerra, per sbugiardare quella  stessa norma,  è stata del tutto fuori luogo. 

Questa vicenda spazza via ogni dubbio   per cui ormai, di fatto,  la nostra sia  diventata, a dispetto del dettato costituzionale, una Repubblica presidenziale. E un presidente che sbugiarda, dall’oggi al domani le leggi che egli stesso ratifica, non merita di essere deposto come Mubarak e Morsi?  E, soprattutto, non meritano di essere deposti coloro i quali, in barba ad ogni consuetudine di garanzia istituzionale, e per rimanere avvinghiati ai propri privilegi minacciati dall’indignazione popolare, hanno incoronato per la seconda volta un tale inetto presidente?  

Pensate, una volta liberato il  campo da questi tristi figuri con una bella sollevazione  non si dovrebbe neanche annullare la Costituzione come in Egitto. Infatti  quella vigente, una delle più efficaci del mondo, non solo resterebbe inalterata,  ma verrebbe ulteriormente salvaguardata dai vergognosi sfregi  che questi sciagurati vorrebbero infliggerle, modificandola da carta a difesa dei diritti di tutti i cittadini a peloso documento a tutela dei  privilegi di pochi.




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