Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 6 aprile 2014

FROSINONE: PROFONDO SUD

Oreste Della Posta segretario del PdCI di Frosinone

Con gli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile , che nella nostra provincia ha superato il 50%, è una prova inconfutabile che ormai apparteniamo al profondo sud dell’Italia. Perché questo è avvenuto?

Basta ricordare che solo pochi anni fa la nostra provincia aveva il settore manifatturiero ed industriale più forte del Lazio, con punti di eccellenza produttivi. Oggi possiamo affermare che il nostro sistema delle grandi imprese è crollato (Videocolor,FIAT) o è in profonda crisi, e questo ha portato alla distruzione degli indotti e di conseguenza un crollo dell’occupazione. A questo si è aggiunto la crisi del sistema della piccola e media industria, che era il vanto della nostra provincia, che senza aiuti statali riuscivano comunque a reggere bene il mercato. E questo ha portato il crollo dell’artigianato e del commercio che ormai sono in una crisi irreversibile. Quindi possiamo affermare che la povertà ha raggiunto la nostra provincia in modo devastante, senza se e senza ma. In questo quadro :che fare? Innanzitutto dobbiamo sgombrare il campo dalle ricette del Ministro del Lavoro Poletti, che propone il precariato a vita, ricette già fallite che non porteranno nessun posto di lavoro.

Qui si condivide l’analisi del Segretario della CGIL Tomassi Guido. La situazione è grave e ci sono pochi spiragli  applicando politiche di austerità che i governi passati e presenti hanno e stanno portando avanti. Questo significa povertà per tutti. Occorre un urgente piano per il lavoro, che si basi  sul turismo religioso-archeologico, sul risanamento ambientale, sul rilancio di produzione agricola nostrana, e provveda a rilanciare la formazione professionale, in modo da dare un futuro possibile alle nuove generazioni.
Ai giovani la classe politica ha dato solo una prospettiva: emigrare all’estero! È tornata la valigia di cartone come negli anni ’50.


Noi Comunisti facciamo appello ai giovani: vi hanno tolto il futuro, organizzatevi e ribellatevi, perché un’altra strada è possibile e si chiama lavoro. Chiediamo al Governatore di affrontare subito l’urgenza lavoro, su questo verrà giudicato dagli elettori.

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