Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 27 agosto 2017

SOLIDARIETA’ AGLI OPERAI DELLA COMITAL DI VOLPIANO (TO)

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia



 Esprimiamo pieno appoggio e solidarietà di classe agli operai della Comital di Volpiano (TO), azienda produttrice di laminato di alluminio, dal 31 luglio in presidio davanti ai cancelli, per lottare contro la decisione di chiusura dell’azienda e l’avvio dei licenziamenti collettivi (140 lavoratori) per cessata attività.

L’azienda è di proprietà del gruppo francese Aedi che, dopo 2 anni di gestione aziendale fallimentare, ha dichiarato la cessata attività. 

Il 23 agosto ci sono stati degli scontri. Una decina di camion, che servivano con ogni probabilità per portare via i macchinari, hanno cercato di forzare il blocco degli operai in sciopero. Le “forze dell’ordine” (padronale) sono intervenute contro il presidio. Due operai sono dovuti ricorrere alle cure mediche.

Risibili le reazioni dei capi sindacali e delle istituzioni borghesi. Il segretario della FIOM provinciale, invece di chiamare alla lotta le fabbriche e il territorio interessato, si limita a mantenere il presidio operaio isolato e senza reali prospettive, chiedendo “l’intervento urgente delle istituzioni”. Le quali si dichiarano sorprese e come al solito pestano l’acqua nel mortaio con il solito “tavolo regionale”.

Ancora una volta, come alla K-Flex e in tante altre fabbriche, si ripete la stessa storia: si tratta di licenziamenti per i profitti.

Ancora una volta, gli operai si ritrovano a pagare le scelte scellerate dei capitalisti.
Il presidio continua, dimostrando la volontà di resistenza operaia. Ma le tante vertenze di questi anni dimostrano che questo non basta. Per respingere la chiusura della fabbrica e i licenziamenti, ci vuole la lotta dura e unitaria!

Occorre alzare il livello dello scontro, fino all’occupazione delle fabbriche, con  il sostegno degli altri lavoratori e delle realtà di lotta locali e nazionali.
Occorre l’unificazione delle vertenze con la costruzione del fronte unico proletario, esigendo la soluzione positiva dei problemi urgenti e immediati della classe operaia, sulla base di rivendicazioni di classe.

NO ai licenziamenti per i profitti!

Esproprio senza indennizzo delle aziende che chiudono e delocalizzano!

Ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori!

Nessun  posto di lavoro deve essere perso, nessuna fabbrica deve essere chiusa!

Ogni licenziato, ogni disoccupato, una barricata della lotta di classe degli sfruttati contro gli sfruttatori!
 

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