Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 3 gennaio 2011

Neo fascisti italiani bloccano l'estradizione di Cesare Battisti

di Luciano Granieri



Monta la mobilitazione dei parenti delle vittime di  Cesare Battisti  indignati per la mancata concessione  da parte del  presidente brasiliano Lula,  dell’estradizione in Italia dell’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo,  decisione confermata dall’attuale neo capo di stato la Sig.a Dilma Roussef.  Nei prossimi giorni  si terranno  presidi   di protesta davanti al consolato brasiliano a Milano  - dove sarà presente Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, gioielliere ucciso su mandato di Battisti -   e  nei pressi dell’ambasciata brasiliana a Roma  . La mobilitazione è diretta da membri del governo e della maggioranza piccati e oltraggiati (secondo loro) dalla decisione della presidenza brasiliana. In prima linea come al solito, la feccia e il peggior squadrismo che oggi occupa gli scranni istituzionali, parlamento e governo. Da Daniela Santanchè, a  Storace. Lo stesso Torregiani incontrerà Berlusconi prima di partecipare alla protesta. Anche l’opposizione (Idv) scenderà in piazza per protestare contro la mancata concessione dell’estradizione di Battisti. Si dimentica comunque che non è colpa della presidenza brasiliana se i parenti delle vittime dell’ex terrorista dei Pac vengono privati del loro diritto di avere giustizia. La responsabilità è tutta dell’odierno  quadro isitituzionale e governativo italiano, che vede ai posti di comando ex squadristi  affini all’estrema destra che all’epoca , oltre che contrastare armi in pugno i movimenti extra parlamentari di sinistra - la cui degenerazione sfociò nel terrorismo cui Battisti fu uno dei primi attori -  era connivente con parti più o meno deviate dello Stato nell’alimentare la stagione delle stragi. Sulla poltrona di ministro della difesa siede certo La Russa Ignazio, nel 1973 era a capo di un’organizzazione neofascista, che picchiava  i rossi e tirava bombe a mano contro le forze dell’ordine uccidendo anche un poliziotto , al Senato con la carica di capogruppo del suo schieramento siede Gasparri Franco un figuro che  negli anni settanta faceva parte delle squadracce nere  dell’università e attaccava manifesti fascisti abusivi al Rione Monti.  Il sindaco di Roma è tale Alemanno Gianni  un tizio che sfoggia una croce celtica al collo e  procura   posti di lavoro all’interno delle municipalizzate  romane ad  ex terroristi di destra come Francesco Bianco militante dei Nar negli anni ’70 ricordato come l’autista  di una rapina  a un’armeria che avrebbe dovuto segnare il salto di qualità del suo gruppo armato. In uno scenario simile, si chiede l’Avvocatura di Stato Brasiliana, è possibile evitare che  l’ex terrorista comunista Battisti, una volta in Italia non subisca  atti discriminatori e persecutori che ne mettano a rischio  l’incolumità? E’già perché il Brasile motiva la mancata estradizione di Cesare Battisti per la sussistenza   dei rischi, previsti al comma 6 dell’art.3 del trattato di estradizione tra Italia e Brasile in vigore dal 1991, relativi alla concreta possibilità che l’estradato subisca “ATTI DISCRIMINATORI E PERSECUTORI”. Infatti l’Avvocature dello Stato brasiliana ha fornito a Lula  una corposa documentazione  grazie alla quale l’ex presidente ha maturato la sua decisione. Fra i tanti documenti esiste una ricca rassegna stampa in cui gli esponenti della maggioranza di Silvio Berlusconi, non fanno altro che alimentare le preoccupazioni per i rischi determinati dal comma 6 dell’art. 3. Ad esempio non è comune che un parlamento interrompa i suoi lavori per dedicare un applauso unanime alla notizia –del novembre 2009 – che il tribunale supremo brasiliano aveva autorizzato l’estradizione. Ancora, nel gennaio scorso il ministro La Russa cosi si esprimeva:” I brasiliani devono sapere chi è Battisti. Gli viene detto che noi lo tortureremmo. Noi torturarlo?  Se ce lo danno...Non dico che non ci piacerebbe ma ci tratteniamo. No non lo faremmo mai” . Gli esponenti della Lega partito del ministro dell’interno Maroni nel 2009 invitavano Battisti a suicidarsi. Anche lo squadrista Gasparri ci metteva del suo quando voleva trascinare in Italia non solo Battisti ma anche il ministro della giustizia brasiliano che gli aveva concesso asilo politico. Non sfuggì ai brasiliani che sempre La Russa voleva far annullare la partita amichevole Italia-Brasile giocatasi a Londra nel febbraio scorso, né che una ministra del governo in carica Giorgia Meloni si sia incatenata anni fa davanti al municipio di Parigi per reclamare l’estradizione di Battisti. A  queste evidenti testimonianze di passioni persecutorie verso Battisti si aggiunga   che  il Brasile rifiuta la pena perpetua essendo l’ergastolo non previsto nel suo ordinamento e che l’Italia non ha aderito al sistema di controllo internazionale dei luoghi di privazione della libertà. Un dispositivo introdotto dalle Nazioni Unite nel dicembre 2002 . A quella data infatti, l’Assemblea adottò un protocollo opzionale alla convenzione contro la tortura che prevede un meccanismo ispettivo sovranazionale: il Brasile lo ha ratificato , al contrario dell’Italia che lo ha firmato ma nessuno governo né di centro destra né di centro sinistra ha mai provveduto alla  sua ratifica. Risulta quindi chiaro con chi i familiari delle vittime di Battisti debbano prendersela, non certo con la presidenza brasiliana ma con quegli stessi gaglioffi che cavalcano la loro indignazione.

Il Sole a Scuola

COMUNE DI FROSINONE

Assessorato alla Tutela Ambientale, ai Servizi Ecologici e alla Energie Rinnovabili



Il Comune di Frosinone ammesso a finanziamento
per tre progetti nell’ambito del Bando “IL SOLE A SCUOLA”.

IL SOLE A SCUOLA è un’iniziativa finalizzata alla diffusione della conoscenza dell’uso sostenibile dell’energia e delle fonti rinnovabili rivolta al mondo della scuola promossa dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio – Direzione Generale per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia.

Una maggiore consapevolezza sulle diverse fonti di produzione di energia e sulle conseguenze sull’ambiente del loro utilizzo da parte dei cittadini, costruita fin dai tempi della scuola, può infatti contribuire al conseguimento degli impegni assunti dal nostro paese a livello nazionale e internazionale selle riduzioni dei gas serra e sulle altre sfide ambientali.

L’Assessorato alla Tutela Ambientale e alle Energie Rinnovabili del Comune di Frosinone ha colto la significativa potenzialità della presenza di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici scolastici ed ha fatto proprio il suggerimento sull’avvio di attività a sostegno di un maggior coinvolgimento dei docenti e degli studenti e si è candidato con tre progetti che prevedevano l’installazione di altrettanti impianti fotovoltaici.

E’ un importante iniziativa per le scuola secondarie di primo grado in quanto offre la concreta possibilità a chiunque “vive” all’interno di un edificio (studenti, docenti, dirigenti scolastici, personale ausiliario/tecnico/ amministrativo, genitori) di toccare con mano ciò di cui, in molti casi, hanno solamente sentito parlare, ma anche la possibilità di discutere di temi fondamentali come quelli del risparmio energetico, la riduzione dei gas climalteranti e la possibilità di ridurre la spese per l’approvvigionamento energetico della scuola mediante l’utilizzo di energia pulita e a produzione zero di anidride carbonica. 

Ciò premesso il Comune di Frosinone è stato ammesso a finanziamento per l’installazione di 3 impianti solari fotovoltaici (di potenza pari a 1.76 kW cadauno e per un costo complessivo di 33.000 ) sugli edifici scolastici sedi delle scuola medie cittadine e precisamente:
- la Scuola secondaria di primo grado “Frosinone III”, sita in via Fosse Ardeatine con il Progetto denominato GIRASOLE;     
- Scuola secondaria di primo grado “Aldo Moro”, sita in via Mastruccia  con il Progetto denominato APOLLO;    
- Scuola secondaria di primo grado “L. Pietrobono”, sita in via G. Puccini con il Progetto denominato RA.

E’ doveroso ricordare che tutto è stato possibile grazie al convinto interesse dimostrato dai Dirigenti Scolastici (proff. Patrizia Carfagna, Lisi Beniamino e Monforte Mariano) che hanno da subito condiviso il progetto proposto ed hanno previsto l’avvio di un’attività didattica volta alla realizzazione di analisi energetiche e di interventi di razionalizzazione e risparmio energetico nei rispettivi edifici scolastici, tramite il coinvolgimento degli studenti e dei docenti.       

L’ iniziativa e la realizzazione dei progetti soddisfano, inoltre, gli indirizzi e le priorità dell’Ente in merito alle politiche volte alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e alla promozione di nuove tecnologie pulite.

Prof. Francesco RAFFA
Assessore alla tutela dell'ambiente,
ai servizi ecologici e alle energie rinnovabili
del Comune di Frosinone
Via A. Fabi snc (ex MTC)
Cell. 339.1886677 - 393.9084854
Tel. 0775.265211 - Fax 0775.265256
ass.raffa@comune.frosinone.it
cescoraffa@

La torta pasticciata

di Fausta Dumano



Ops....ops....la redattrice di Aut stamattina dopo essersi ''insognata''è stata svegliata da una tegolata lanciata dalla terrazza della REGIONE LAZIO......nelle stesse ore in cui la redattrice si apprestava a raccogliere gli oggetti vecchi da gettare come da tradizione consolidata........pronta per festeggiare l' arrivo del nuovo anno rispettando le migliori usanze dalle lenticchie ai mitici.......slip rossi......alla regione lazio il 30 dicembre si scambiavano gli auguri di buon anno , mancando il panettone, hanno pensato di brindare ,mangiando una torta pasticciata,  ottenuta con lo sbriciolamento del polo artistico. Ovviamente il pasticcio compernde altre incongruenze, ma la lingua della redattrice batte dove le fa più male il dente cariato dalla torta pasticciata: LO SMEBRAMENTO DEL POLO ARTISTICO   , i quattro licei della provincia sono stati spalmati e distribuiti secondo una logica da macedonia con l' aggiunta di un pò di succo di limone. Il risultato è da yoghurt scaduto......considerato che è stata approvata  anche LA SCELLERATA RIFORMA GELMINI. Questa decisione cozza con la riforma licei con licei, ipsia non è un liceo.....   I contratti di matrimonio non possono essere recisi dopo un anno il polo artistico si è sposato l' anno scorso per volontà dello stesso assessore QUADRINI, che ha chiesto l' annullamento alla SACRA ROTA,scavalcando le leggi dello STATO........Ovviamente certe decisioni si prendono sempre nei momenti giusti a ferragosto e a capodanno....la redattrice di Aut ,folgarata dai fuochi d' artificio.......camminava sotto i cornicioni.......ma dalla terrazza è arrivata la tegolata della torta pasticciata, un mattone duro, tanto duro .....che le serve una lavanda gastrica.


"Riformismo : ecco il nemico" (Lev Trotsky)

In un momento in cui i diritti dei lavoratori   sono sotto attacco, non solo per l’aggressività  della classe dirigente ma anche per l’insipienza dell’opposizione politica e per  la complicità dei sindacati di regime ridotti a semplici passacarte della volontà padronale, è utile rilggere la storia, trarne i necessari insegnamenti per  pianificare le azioni conseguenti.
La Redazione


Il brano che riportiamo, è parte di uno scritto di Francesco Ricci dirigente del Pdac dal titolo “ Livorno 1921: un partito per la conquista del potere operaio”

 "Il movimento politico della classe operaia ha, naturalmente, come fine ultimo la conquista del potere politico per la classe operaia stessa (…)."
K. Marx, Lettera a Bolte (23 novembre 1871)


"FAREMO COME IN RUSSIA!"
Gli anni 1919 e 1920 sono noti come "il biennio rosso", in quei due anni tumultuosi la classe operaia italiana arrivò così vicina a dipingere l'intero Paese col colore della rivoluzione come non le riuscirà più fino all'altra mancata "conclusione rivoluzionaria" nel '43-'48 (che precederà l'ondata rivoluzionaria del '68).
Il movimento prende vita con i moti contro il "caro-vita" nel giugno del '19 a La Spezia, dove alla serrata dei grossisti di frutta risponde lo sciopero degli operai dei cantieri navali. I marinai si schierano con il movimento che assume un carattere insurrezionale. L'appello di Turati, dirigente riformista, ai lavoratori è: "non fate sciocchezze!". Ma la lotta si estende. A Genova sciopero generale e scontri. Da lì a Milano e poi a Torino, con 20 mila operai che bloccano il centro al canto di Bandiera Rossa per salutare la memoria di Rosa Luxemburg, assassinata dal governo di "sinistra plurale" tedesco. E poi a Pisa, e poi a Bologna (dove una "commissione operaia e contadina" assume il controllo delle merci e dei prezzi). Ai primi di luglio c'è lo sciopero generale a Firenze. I moti popolari scuotono l'intera penisola con i carabinieri che sparano sui manifestanti per uccidere. Il 20 e il 21 luglio due giorni di sciopero generale contro l'aggressione imperialista al governo sovietico. A difendere l'ordine borghese non ci sono più i soldati (che fraternizzano con i manifestanti) ma ci sono i dirigenti socialisti che utilizzano le Camere del Lavoro per incanalare il movimento verso la trattativa con l'avversario di classe. E' un aiuto alla borghesia i cui meriti saranno rivendicati da D'Aragona quando farà presente che "forse abbiamo la colpa di aver concesso troppo all'infatuazione bolscevica delle masse, ma certamente non ci può essere negato l'onore di aver impedito una esplosione rivoluzionaria." (1) Ma nonostante l'abilità dei pompieri riformisti il fuoco continua ad ardere per tutto il 1920 fino all'autunno, quando si arriva al punto più alto: l'occupazione delle fabbriche. E' l'ultima fiammata, che scocca ancora dalla scintilla degli operai in lotta per aumenti salariali, come spiega Gramsci: "I metallurgici formano l'avanguardia del proletariato torinese. Date le particolarità di questa industria, ogni movimento dei suoi operai diventa un movimento generale di massa e assume un carattere politico e rivoluzionario, anche se al principio esso non perseguiva che obiettivi sindacali." (2) Con l'occupazione la produzione prosegue ma sotto il controllo dei "consigli di fabbrica" e con reparti di "guardie rosse", armate, che presidiano il Lingotto.
La forza della classe operaia si rivela nelle cifre degli iscritti al sindacato: nel 1918 la CGL aveva 250 mila tesserati, nel 1919 un milione e 160 mila, nel 1920 arriva a due milioni e 300 mila. Ciò che manca non è né la forza né la combattività. Manca una direzione politica e sindacale conseguente.
Per Gramsci lo strumento sociale della lotta sono i "consigli di fabbrica" che prendono il posto delle "commissioni interne", costituite da elementi opportunisti scelti dalle burocrazie sindacali. Il Consiglio "realizza la forza del proletariato, lotta contro l'ordine capitalistico e esercita il controllo sulla produzione, educando tutta la massa operaia per la lotta rivoluzionaria e per la creazione dello Stato operaio." (3). Non si tratta solo di un auspicio. A Torino i consigli di fabbrica hanno un potere reale. Il 3 dicembre del '19, come racconta Gramsci, "dietro ordine della sezione socialista, che concentrava nelle sue mani tutto il meccanismo del movimento di massa, i Consigli mobilitarono senza alcuna preparazione, nel corso di un'ora, centoventimila operai (…) che arrivarono fino al centro della città e spazzarono dalle strade tutto il canagliume nazionalista e militarista." (3). Ma questo movimento, continua il giovane dirigente, "incontrò la resistenza accanita dei funzionari sindacali, della direzione nazionale del PSI e de l'Avanti!" (3) ,che si rifiutò di pubblicare il manifesto della sezione torinese del partito rivolto agli operai.
I comunisti del PSI (a Torino raggruppati principalmente intorno all'Ordine Nuovo, il cui primo numero come settimanale porta la data del 1 maggio '19) sono ancora troppo deboli per rappresentare una direzione alternativa alle burocrazie e ai centristi.
Gramsci e il suo gruppo utilizzano l'Ordine Nuovo e l'edizione piemontese de l'Avanti! per indicare il vero obiettivo che il movimento si deve porre: il potere operaio, come hanno fatto i bolscevichi in Russia. Scorrendo l'elenco degli editoriali di Gramsci di quel periodo si può verificare il lavoro fatto dai "torinesi": "Il partito e la rivoluzione" (27/12/19), "L'anno rivoluzionario" (1/1/20), "L'esempio della Russia" (10/1/20), "Soviet e consigli di fabbrica" (10/4/20). "Il problema concreto, immediato del PSI è quindi il problema del potere (…) è il problema della costruzione di un apparecchio statale che (…) garantisca a tutte le tendenze anticapitalistiche la (…) possibilità di diventare partiti di governo proletario, e verso l'esterno sia come una macchina implacabile che stritoli gli organismi del potere industriale e politico del capitalismo." (4)
Il movimento dei consigli è essenzialmente concentrato a Torino. Ed è la direzione sindacale (in cui è forte la destra turatiana del Psi e il cui leader è D'Aragona), che dopo aver fatto di tutto per isolarlo, apre la strada alla trattativa coi padroni e col governo Giolitti. In cambio della cessazione delle ostilità generali la FIOM ottiene consistenti aumenti salariali (fino al 20%) e il pagamento delle giornate di occupazione degli stabilimenti. L'accordo è approvato da un congresso straordinario della CGL (22 settembre '20), con l'opposizione della sinistra socialista. Nel giro di una settimana le aziende sono riconsegnate ai padroni.
La necessità di una nuova direzione politica del movimento operaio è l'elemento che anche l'Internazionale comunista sottolinea analizzando la vicenda italiana attraverso la penna di Lev Trotsky: "Nel settembre del 1920 la classe operaia italiana, in effetti, aveva assunto il controllo dello Stato, della società, delle fabbriche (…). Che cosa mancava? Mancava un'inezia, mancava un partito, che poggiando sul proletariato rivoluzionario, ingaggiasse una lotta aperta per (…) prendere il potere (…)." Dunque, continua Trotsky, gli insegnamenti dell'esperienza italiana sono questi: "1) il riformismo: ecco il nemico; 2) le esitazioni dei centristi costituiscono un pericolo mortale per un partito operaio; 3) la condizione più importante per la vittoria del proletariato è l'esistenza di un PC cosciente e omogeneo." (5). E' a questo compito urgente che si dedicarono nei mesi successivi le sinistre del PSI.

1 Su Battaglie sindacali, 25/9/29, in Del Carria, Proletari senza rivoluzione, vol. 3, p. 83.
2 Rapporto del luglio 1920 per l'Esecutivo dell'IC, in Gramsci, l'Ordine Nuovo. '19-'20.
3 V. il Rapporto al C.E. dell'IC già citato.
4 "Il problema del potere", sull'Ordine Nuovo del 29/11/19, ora in O.N. '19-'20.
5 Relazione dell'Ottobre '22 a Mosca, in Lev Trotsky, Scritti sull'Italia, col titolo "Settembre 1920: la rivoluzione mancata".

domenica 2 gennaio 2011

IL GESTO

di Luc Girello.



Riordinando la mia libreria ho trovato  alcune  foto di  Marilaide Ghigliano,  una delle artiste della macchina fotografica che meglio e più efficacemente di altri ha saputo ritrarre  la condizione femminile. La  serie di scatti risale  al 1978 il titolo è “Il gesto”  Da queste stupende foto una postura,  una carezza, il sollevarsi di un dito, l’appoggiarsi del braccio sulla schiena,  uno sguardo, un’espressione  fanno emergere  un universo femminile semplice e indispensabile, sensibile  e forte. Un gruppo di immagini che rivelano come una rivoluzione che trasformi la società da patriarcale in matirarcale,  più che utopica, sarebbe necessaria. Perchè l’emancipazione della donna, le cui icone sono Mara Carfagna, Alessandra Mussolini, Stefania Prestigiacomo, Daniela Santanchè, Nicole Minetti, Ruby, Patrizia D’Addario - mi femo qui ma l’elenco è molto lungo – non è altro che uno sporco imbroglio, è un’emancipazione creata dai maschi ad uso e consumo dei maschi. Quel che lascia amareggiati è che il successo mediatico di queste pseudo eroine  costituisca un enorme ostacolo sulla strada dell’emancipazione vera. Allora da queste foto parte un esortazione:

DONNE DI BUONA VOLONTA’ RIBELLATEVI E PRENDETE IL POTERE

Per commentare le foto abbiamo scelto il brano “Penombre” eseguito da Banditaliana:
Riccardo Tesi – organetto diatonico, Maurizio Geri – chitarra, Claudio Carboni-sax soprano, Ettore Bonafè – precussioni.






Marilaide Ghigliano, nata a Ceva nel 1944, intraprende l’attività fotografica nei primi anni Settanta. Dopo qualche anno realizza illustrazioni per la casa editrice Feltrinelli (libri come Noi e il nostro corpo, Cambia il corpo, cambia la vita, Noi e i nostri figli) e ai primi degli anni Ottanta incentra la sua attività sulla condizione femminile, dedicandosi principalmente alla realizzazione di ritratti fotografici di donne che poi confluiranno in una importante mostra a Palazzo Lascaris a Torino. 
Da qui comincia la sua carriera professionale che la porta a girare tutto il mondo alla ricerca di nuove ispirazioni e nuovi volti. Le sue fotografie sono state spesso utilizzate dall’editoria internazionale per illustrare libri e calendari, guide ed enciclopedie d'arte e di viaggio. 

I SESSANTA NOMI DELL' AMORE

di Fausta Dumano



I SESSANTA NOMI DELL' AMORE” TAHAR LAMRI, la redattrice di Aut in ferie dal discount gelmini, o meglio dalla burocrazia, si sta dedicando alla sua passione preferita leggere, considerando il clima che spinge a stare al caldo, a farmi compagnia è ancora un ospite della nostra terra. TAHAR LAMRI, un algerino,che proviene da quell' area tanto feconda di scrittori, ha studiato legge,un lungo cammino attraverso la LIBIA, la francia e poi L' ITALIA. Traduttore e interprete ,attore teatrale per far conoscere i TUAREG. 60 NOMI DELL' AMORE è un libro particolare,un libro sulle parole, parole d' amore che camminano attraverso la storia per costruire uin ponte tra culture differenti.Un' improvvisa storia d' amore tra una donna ELENA che vuole conoscere i sessanta nomi dell' amore in arabo per scrivere dei racconti, e TAYEB si intreccia con le voci dei racconti, una costruzione particolare che fa viaggiare il lettore nelle storie e contemporaneamente nello sviluppo via email dell' amore tra i due..Il libro è un viaggiare verso la conoscenza dell' altro, un' offerta, mentre si ripercorrono le complesse radici del cammino. JEAN MARIE, con il nome francesizzato per la prima volta va in ALGERIA, suo padre non gli ha trasmesso neanche l' arabo, AKLI ha sposato una danese e giura che è l' ultima volta che mette piede nel mondo che rifiuta, ma le loro storie si intrecciano ed emerge quella solidarietà ospitale . Geografie confuse, sentieri che si biforcano strappati ai propri affetti, anime dilaniate che non si sentono più appartenere all' oriente e all' occidente. Il LETTORE VA NELLA LETTURA , DOVE NON SI SA, SOLO PIU’ LONTANO, SI SVEGLIA TRA I TUAREG,......piacevoli scoperte il segreto della sopravvivenza sta nella mobilità, per chi avanza nel deserto senza fine, la terra dei ribelli, dei profeti . LE PAGINE SCORRONO e mi fermo all' ombra del TENERE’ , l' albero più solitario del mondo, l' unico albero del deserto ad ascoltare la storia dei TUAREG, che prima dell' arrivo dei cristiani erano radicati nel deserto, arrivano le donne TUAREG CHE PUR ESSENDO MUSULMANE NON HANNO IL VELO. Ascolto con avidità la storia, mi sveglia un foglio di via, perchè un' altra voce SAWSAN.......fa una valigia con un sacchetto di plastica ''difendi l' ambiente'' I sessanta nomi dell' amore diventa un romanzo corale. Il libro è preceduto da una nota dell' autore che spiega i motivi per cui scrive nella lingua del paese che l' ospita.....con...vivere con la lingua...l' illusione di aver messo le radici. Grazie Tahar.......una lettura emozionante, un libro pubblicato da MANGROVIE, LA STESSA CASA CORAGGIOSA DI   RONDE E RONDINI  , DI FOLLIA EXTRACOMUNITARIA   E TAGLIATO PER L'ESILIO , i libri di cui abbiamo già parlato





Tu di che razza sei? Umana o disumana?



E´ molto sentito tra i cittadini il problema del fenomeno del randagismo canino che accomuna questa Amministrazione agli altri comuni italiani per diverse ragioni quali il fenomeno dell´abbandono dei cani di proprietà e la mancata registrazione all´anagrafe canina ed ancor di più il problema del controllo delle nascite dei cani vaganti.

In particolare il fenomeno del randagismo ha assunto una notevole importanza per il disagio sociale  e la salute pubblica . La presenza dei cani randagi nel territorio del Comune di Frosinone desta  preoccupazione nei cittadini, sia dal punto di vista  dell´incolumità (cani pericolosi,cani che causano incidenti stradali) sia dal punto di vista sanitario.
Allo stato attuale  si assiste ad un aumento dei randagi presenti sul territorio ed è evidente, quindi, la necessità di una gestione diversa del fenomeno, gestione integrata tra iscrizioni  all´anagrafe di tutti i cani e sterilizzazioni di quelli a rischio di riproduzione incontrollata.
In questo contesto il Comune di Frosinone  ha posto tra i suoi obiettivi di carattere generale la riduzione del randagismo canino nel territorio con un piano di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione gratuita dei cani randagi catturati, a rischio di riproduzione incontrollata e di proprietà di cittadini in situazioni di disagio sociale.
Tra gli obiettivi specifici della campagna l´educazione dei cittadini:
- al controllo delle nascite
- a non abbandonare i randagi
- alla sensibilizzazione alla pratica della sterilizzazione dei cani a rischio di riproduzione  incontrollata e di quelli appartenenti a proprietari ritenuti in condizioni di disagio sociale
- ad un rapporto positivo uomo-randagio
- alla promozione dell´iscrizione di tutti i cani all´anagrafe canina
Il tutto finalizzato ad ottenere una significativa riduzione del randagismo nel territorio del Comune di Frosinone.
Pertanto, tutto ciò premesso, grazie anche al finanziamento al 50% della Regione Lazio e alla collaborazione della ASL/FR, questa Amministrazione sta promuovendo la campagna di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione canina che viene evidenziata e descritta in pieghevoli e locandine  che saranno distribuiti nelle scuole elementari e medie del Comune e che saranno resi noti alla cittadinanza.



Prof. Francesco RAFFA
Assessore alla tutela dell'ambiente,
ai servizi ecologici e alle energie rinnovabili
del Comune di Frosinone
Via A. Fabi snc (ex MTC)