Domenica 28
agosto dalle ore 17 e 30 In poi inizierà la giornata 'freedom party - peace and
not war ' organizzata dal PRC della provincia di Frosinone insieme ad i Giovani
Comunisti e con la collaborazione dell'associazione culturale oltre l’occidente
. Nell'arco della giornata sarà proiettato il film 'fuocoammare', vincitore Del Festival di Berlino. Questo film è
stato scelto perchè rispecchia perfettamente la realtà che si vive e si respira
in quei posti di 'confine', quel sapore agrodolce misto tra rabbia e tenerezza
ma anche di passione e di sogni. Fuocoammare è un film che tutti dovrebbero vedere
perchè ti porta senza filtri nel posto che da anni è il crocevia del destino di
migliaia e migliaia di persone. A seguito della proiezione sarà organizzato un
aperitivo - cena solidale tra tutti i partecipanti. Questo è un semplice modo
per stare insieme, confrontarsi e sensibilizzare le persone perchè anche e
soprattutto in queste occasioni si può riscoprire un senso di aggregazione e
partecipazione in spazi comuni. Inoltre sarà predisposto un programma di aiuto
che attueremo le prossime settimane direttamente sui luoghi colpiti dal recente
terremoto. Siete invitati tutti a partecipare. Vi aspettiamo!!
Le rovine
"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Buenaventura Durruti
venerdì 26 agosto 2016
giovedì 25 agosto 2016
Il terremoto e i due orologi
Arturo Gnesi sindaco di Pastena
Il terremoto che ha seminato distruzione, morte e dolore nel reatino ha impressionato profondamente la coscienza della gente di Pastena che ha cercato immediatamente di rendersi utile e di dare un contributo per alleviare i disagi e le sofferenze della popolazione martoriata dal sisma.
Non è facile stabilire le priorità, ma oltre alla solidarietà espressa sui social network, riflessioni, preghiere, appelli, in tanti hanno chiesto cosa si poteva fare da subito.
Partire ed andare sul posto per dare una mano a tirare fuori dalle macerie coloro che ancora mancano all'appello, fare i banchetti per raccogliere i beni di prima necessità, offrire un alloggio a chi non ha più una casa, unire gli sforzi e raccogliere fondi da affidare ad associazioni o enti in grado di gestirli in modo trasparente e mirato.
L'appello alla donazione del sangue ha suscitato adesioni oltre qualsiasi aspettativa e tutte le associazioni del territorio hanno deciso di incontrarsi per stabilire una strategia comune.
Nessuno, dinanzi ad un disastro simile si è tirato indietro e ognuno darà un contributo secondo le proprie possibilità e ai referenti ed organizzazioni che riterrà più efficaci ed efficienti.
Ieri il servizio dell'elisoccorso regionale si è concentrato sui bisogni dei terremotati e per questo motivo ho avuto modo di vedere l'immensa tragedia di Amatrice e sorvolando i tetti distrutti e le macerie impolverate mi sono reso conto che purtroppo in tanti avrebbero dovuto piangere la scomparsa dei loro familiari. Un paese che come ha detto il sindaco non c'è più e che, temo, sarà difficile rimettere in piedi in una zona che purtroppo sperimenta quotidianamente i problemi e le difficoltà dei piccoli centri montani, periferici e con scarse opportunità occupazionali. Il caso ha voluto che l'orologio di Amatrice fermo al momento del terremoto segnasse la stessa ora dell'orologio del nostro comune, in attesa di essere riparato. Abbiamo il dovere di non fermare il tempo, di rimettere in moto la storia dei nostri paesi e il cammino della nostra gente, i giovani, anzitutto, devono farsi carico di questa speranza e non possono venir meno a questo compito.
foto di Arturo Gnesi
editing Luciano Granieri
Il gioco al massacro dei partigiani del Si contro quelli del No
a cura di Luciano Granieri
Luciano Granieri.
da L'Unità:
E' francamente disarmante assistere allo sconquasso che il referendum costituzionale sta provocando nella sensibilità democratica di molti. Era inevitabile. Perchè, nonostante Matteo Renzi cerchi oggi di spersonalizzare e rinnegare la sua guerresca presa di posizione (se perdo il referendum vado a casa) sulla riforma costituzionale - che andava proposta, non da lui (Presidente del Consiglio), nè dal Governo, nè approvata con epurazioni in commissione affari costituzionali e sotterfugi squallidi (canguri e super canguri), ma discussa collegialmente dal Parlamento - ormai la becera querelle Si-No ha preso una piega fortemente divisiva e aspra. Ciò è frutto della profonda ignoranza che caratterizza i nuovi riformatori guidati da Renzi-Boschi-Verdini. Un ignoranza emersa nel merito della riforma, spesso incomprensibile e pasticciata, nel metodo di approvazione , attraverso gli strappi istituzionali già citati, e nella propaganda referendaria condotta, almeno fino ad oggi, insultando chiunque fosse a favore del No. L'Arci e soprattutto L'Anpi, ne hanno fatto le spese. L'Anpi in particolare ha subito una campagna denigratoria basata sulla menzogna. Giova ricordare che la decisione di supportare il No alla riforma costituzionale è stata presa quasi all'unanimità dal Comitato Nazionale e dai Comitati Provinciali. Per cui discutere in disaccordo con quei pochi aderenti all'associazione pur legittimamente schierati per il Si, credo sia doveroso e non precluda a nessuna epurazione neostalinista. Quelle le ha fatte Renzi, epurando i Senatori contrari alla sua riforma in commissione affari costituzionali, così come è capitato ai parlamentari contrari all'Italicum in commissione affari costituzionali alla Camera. Riproponiamo di seguito l'attacco che l'ex iscritta all'Anpi, Teresa Verdelli ha sferrato dalle pagine dell'Unità (il quotidiano fondato da Gramsci e sfondato da Renzi) alla sua ex associazione. A seguire la risposa di Andrea Liparoto, responsabile comunicazione stampa dell'Anpi.
Luciano Granieri.
da L'Unità:
Carissimo Sergio Staino......
Ti scrivo oggi perché sono abbastanza e di nuovo indignata per le polemiche sul referendum del sì e del no. Ho invitato i compagni dell’Anpi che sono per il sì a rompere il divieto di Smuraglia se vogliono salvare l’Anpi dallo sfascio e dal neostalinismo. Non mi sta bene che quelli del no, dell’Anpi o della sinistra interna con D’Alema in testa, abbiano dal PD e da Renzi tutto lo spazio possibile, tutta la disponibilità possibile.
Alla quale poco fa, l’ineffabile Smuraglia ha risposto che un confronto alla pari con Renzi non risolve e ci deve pensare, deve riunirsi coi suoi!!! Pretende di volantinare a favore del no dentro alle feste! Dice che non sarebbe successo con Togliatti! Certo che no, visto che mai l’Anpi, col bel nome “par tigiani” aveva deciso di schierarsi contro l’unico partito di sinistra (o riformatore, vedi il termine democrazia progressiva) a fianco di tutta la destra, neofascisti compresi, xenofobi compresi! Ho scritto sul mio blog una bella “filippicaa” che vi è finita ieri, quindi avrei dovuto metterci anche qualcosa in più.
Ma sono proprio stanca di ve dere strumentalizzato il nome di partigiani, quindi le nostre vite e i nostri sacrifici in funzione di una battaglia che si spiega solo con l’astio o l’invidia o la voglia di ricicciare della vecchia nomenclatura che coi suoi fallimenti ci ha portato fin qui. Se possibile vorrei raccogliere un p o’di “ve cchi” e fare insieme qualcosa. Purtroppo molti sono un po’ svaniti o spenti e si adagiano per affetto e fiducia cieca a ciò che decide l’Anpi. Se hai qualche consiglio da darmi te ne sarei molto grata. Oltre che sul mio blog scriverò su quello de “i Mille”, ma non so che effetto può avere.
L’8 settembre prossimo siamo chiamati noi di Roma e provincia in Campidoglio dove il prefetto (donna) ci darà le medaglie del governo Renzi, o Ministero della Difesa. Non so che cerimonia pietosa o commovente potrà essere. Cercherò di chiamare qualche giornalista anche per far vedere che moltissimi di quei “ve cchi” non sono iscritti all’Anpi o non lo sono più. Ti abbraccio con tanta gratitudine e …. andiamo avanti.
Teresa Vergalli
La risposta dell'ANPI
Lungi da me entrare in polemica con la partigiana Teresa Vergalli (che conosco e stimo) per il suo editoriale di fuoco contro l'ANPI pubblicato ieri su l'Unità.
Non lo farò perché non voglio prestarmi al gioco al massacro dei partigiani del SÌ contro i partigiani del NO fomentato da certa stampa e da certi attori referendari poco coscienti e rispettosi.
Dispiacciono e inquietano i toni di Teresa e le non verità.
Il presunto “neostalinismo” dell'ANPI è del tutto ed evidentemente privo di fondamento. Quest'Associazione, nel corso della sua lunga esistenza, ha sempre naturalmente fatto onore alla democrazia in tutte le sue scelte e decisioni, così è stato rispetto al No alla Riforma Costituzionale assunto il 21 gennaio scorso, praticamente all'unanimità (con solo 3 astensioni), dal suo massimo organo dirigente, il Comitato nazionale.
Deliberazione, tra l'altro, confermata di fatto dalla stragrande maggioranza dei Congressi di Sezione, Provinciali e dal Congresso Nazionale scorsi.
Spiace leggere della “pretesa” dell'ANPI di volantinare il suo NO alle Feste dell'Unità.
Non abbiamo chiesto noi di partecipare alle suddette, ma siamo stati invitati, a condizioni francamente irricevibili per chiunque: avremmo dovuto, usando un'immagine esemplificativa, tagliarci una gamba ed andare zoppi come se nulla fosse. La nostra battaglia referendaria è parte integrante del complesso degli impegni dell'Associazione, al pari della missione della memoria. Ricordo che la Costituzione, la sua piena attuazione, è nel nostro Statuto. Quindi, ancora, questa storia, davvero ormai stucchevole, dell'ANPI apparentata con CasaPound... Non conosco le ragioni del NO di Casapound (e posso assicurare che la nostra Associazione non si è trovata a cena con questi signori per accordarsi), conosco quelle dell'ANPI, in linea con la sua antica cura dei fondamenti democratici del Paese.
Spiace Teresa.
Spiace questa tua posizione urlata.
E, ripeto, va ripetuto, è davvero molto poco civile questa operazione di far scendere nell'agone brigate partigiane del SÌ contro quelle del NO.
-- Andrea Liparoto, Responsabile Comunicazione e Stampa ANPI Nazionale
video di Luciano Granieri
mercoledì 24 agosto 2016
Unità delle forze progressiste e democratiche per rinnovare il Capoluogo
Francesco Notarcola – Presidente dell’ass. “ Osservatorio Peppino Impastato”
Una stagione
lunga venti anni ha visto alternarsi al governo della Città un centro sinistra,
sostenuto da forze di destra (15 anni); un
centro destra (5 anni) che ha avuto vita
facile perché non ha avuto opposizione.
Necessita anche dire, per la verità, che
la cosiddetta sinistra radicale, di volta in volta, ha sostenuto l’operare del
centro sinistra.
Tutte le
GESTIONI, comunque denominate, sono state al servizio delle potenti famiglie
locali e di quelle scese dai comuni vicini come Veroli, Ripi, Torrice, ecc. che
hanno aggredito e saccheggiato il territorio con la speculazione edilizia. Queste impure alleanze tra politica ed
affari, hanno ridotto Frosinone alla
desolazione, al degrado e all’abbandono. Questo modo di gestire la Città ha
distrutto tesori enormi di cultura e di storia, impedendo l’avvio di uno sviluppo democratico e civile, economico ed
occupazionale di Frosinone e dei comuni limitrofi.
In questi
decenni l’associazionismo cittadino,
dentro la Consulta delle associazioni e fuori, ha condotto, senza soluzione
di continuità, grandi battaglie progressiste e democratiche , conquistandosi un ruolo di primo piano nella difesa dei
diritti costituzionali dei cittadini ( Lavoro, sanità, scuola, cultura, servizi
sociali, gestione idrica, archeologia, ecc.)
In tutti
questi momenti i sindaci, le giunte e i consiglieri
in carica si sono schierati sempre contro le proposte e gli obbiettivi
richiesti ed avanzati dai cittadini e dal popolo del Capoluogo. Non solo. Essi
hanno operato per contrastare ed annullare la vita ed il ruolo delle
associazioni fino a cancellare la Consulta, voluta e istituita con
delibera consiliare.
Nella
primavera dell’anno prossimo la Città dovrà rinnovare il Consiglio Comunale.
Una grande occasione per voltare pagina ed aprire a Frosinone un futuro come
città moderna e vivibile. Ciò sarà possibile, se le forze che vogliono il
cambiamento e lo sviluppo democratico sapranno sacrificare ambizioni e velleità
all’intesa politica unitaria.
Le elezioni
di Frosinone, per il ruolo che ha o che dovrebbe avere il Capoluogo, hanno un rilevante
valore politico provinciale e regionale. Basta
pensare alla gestione del Servizio idrico Integrato, alla sanità, ai
rifiuti, ecc. Una gestione democratica, partecipata e condivisa, sarà un
messaggio di rinnovamento della politica e del modo di gestire la cosa pubblica
per tutti i comuni. Senza unità tutto ciò sarà vano.
Ci pare, che
giocando a chi arriva primo chiudendosi nel proprio campicello, illudendosi di
essere il nuovo predestinato divino, il fallimento e la delusione saranno
certi. Se si vuole veramente innovare e cambiare occorre lavorare con tutte le
energie a disposizione per costruire un forte fronte unitario e portare alla
mobilitazione ed all’impegno migliaia e migliaia di cittadini di ogni ceto e di
ogni età.
Governare
una Città non è cosa facile per nessuno. E tanto meno ci si può illudere di
farcela con qualche persona esperta o con professionisti pur validi
e onesti. Serve costruire un sistema di partecipazione popolare ,
articolata nei quartieri e nei luoghi di lavoro che discuta, decida e sostenga
le scelte decisive del nuovo governo
locale.
Per porre le
basi di questo nuovo modo di essere della
gestione della Città è necessario elaborare un programma amministrativo ed un piano di iniziative elettorali, con la
gente e per la gente.
Tutto ciò
potrà essere realizzato se l’unità vincerà sulla divisione, sulle ambizioni
personali e di gruppo, per affermare gli interessi generali della Città e della
sua popolazione.
Le forze che sono state protagoniste e alleate con il centro sinistra e, oggi, dicono di voler cambiare come
intendono muoversi? Si può aprire un dibattito serio, corretto, disinteressato
e costruttivo alla luce del sole?
L’associazionismo
ha lavorato sempre per l’unità e continuerà a farlo, garantendo, comunque, la
sua presenza nella prossima campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio
comunale per costruire con i cittadini un futuro a questo nostro Capoluogo ed
al nostro territorio.
Terremoto nel centro Italia. Come aiutare
La federazione PRC di Frosinone si organizza per aiutare i cittadini dei comuni colpiti dal sisma.
Cose da fare
1 recarsi al centro trasfusionale più vicino (ospedali di Sora, Frosinone, Cassino) oppure cercate il punto avis più vicino a voi per donare sangue.
2 alcuni nostri compagni sono in contatto con la protezione civile disponibili a partire con loro se ciò possa essere utile e richiesto
3 domenica 28 al FREEDOM PARTY a Frosinone organizzaremo una raccolta di beni di prima necessita da inviare alla popolazione colpita ( urge intimo nuovo, assorbenti, pasta, scatole di alimenti....)
Si prega di divulgare a tutti i comunisti della provincia in qualsiasi mezzo ritenete più opportuno.
24-08-2016
Unità di crisi Prc-Se Federazione di Frosinone
Le nostre sedi di VIVIFROSINONE – VIVICIOCIARIA
in VIA GARIBALDI 10, A FROSINONE
a disposizione per raccolta di beni di prima necessità che partiranno per le zone colpite dal sisma di questa notte.
SERVE:
latte in polvere
pannolini
cibo in scatola e lattine
beni alimentari non deperibili
prodotti per la pulizia personale
acqua in bottiglia
FORZA!
380 7651894 – 392 98 77 866
in VIA GARIBALDI 10, A FROSINONE
a disposizione per raccolta di beni di prima necessità che partiranno per le zone colpite dal sisma di questa notte.
SERVE:
latte in polvere
pannolini
cibo in scatola e lattine
beni alimentari non deperibili
prodotti per la pulizia personale
acqua in bottiglia
FORZA!
380 7651894 – 392 98 77 866
martedì 23 agosto 2016
Quell'aeroporto si doveva fare
Luciano Granieri
Il sostituto procuratore della Repubblica di Frosinone , Adolfo Coletta, dopo
aver chiuso le indagini in merito all’inchiesta sull’aeroporto commerciale di
Frosinone, dopo aver consentito agli
indagati di produrre le memorie
difensive, ha formulato la richiesta al gip Bracaglia Morante di rinviare a
giudizio i presidenti della società Adf Spa
(Aeroporti di Frosinone). Ovvero: Francesco Scalia attuale senatore Pd, ed ex
presidente della Provincia, che ha
guidato la società dal 2003 al 2009,
Giacomo D’Amico, chief manager dal 2009
al 2010, e Gabriele Picano presidente di
AdF dal 2010 al 2013. L’accusa ipotizzata è peculato. Tradotto, i suddetti manager e politici, avrebbero speso 3milioni
e passa di euro per finanziare l’ipotesi di un’opera che tecnicamente non si
sarebbe mai potuta realizzare. Cioè, Scalia,
D’Amico e Picano, avrebbero sperperato tali
somme pubbliche per pagare i propri stipendi di manager, consulenze, ed eventi promozionali in una società ,AdF , di fatto impossibilitata
a realizzare l’obbiettivo per cui si era costituita. A onor di verità, anche la
Giunta regionale, allora guidata dalla Polverini, aveva stanziato 4 milioni di euro per un aumento
di capitale in AdF, di cui solo uno erogato.
Siamo proprio
sicuri che l’aeroporto di Frosinone non si sarebbe potuto realizzare? Lo aveva
sostenuto il Ministero dei trasporti, l’Enac, perfino l’allora Ministro della
difesa Ignazio La Russa. Tali giudizi mostreranno
come la visione di enti e politici sia stata poco lungimirante. La Russa, avrebbe
dovuto ipotizzare che un giorno quell’aeroporto sarebbe stato fondamentale per
i giochi olimpici del 2024 che il Cio assegnerà a “Frosinone Capitale”. L’Enac,
il Ministero dei trasporti, avrebbero
dovuto capire che un predestinato come l’avvocato Nicola Ottaviani un giorno
sarebbe diventato sindaco del Capoluogo ciociaro. Un azzeccagarbugli primorum cittadinorum in grado di ottenere
l’assegnazione della manifestazione a 5 cerchi per tutta la Regione esclusa Roma. L’avvocato
Scalia, dall’alto della sua sapienza Piddina ex democristiana, qualcosa aveva subodorato
perciò insisteva tanto nel voler edificare lo scalo di Frosinone .
Adesso come si fa? La sindaca di Roma, Virginia Raggi, immersa
nella sua pochezza -spaventata dal
fallimento della Grecia a seguito delle olimpiadi di Atene, influenzata dai buffi
che l’Inghilterra ha dovuto coprire dopo
i giochi di Londra, impressionata
dall’enorme spreco di denaro pubblico seguito ai mondiali di calcio
italiani del 1990 e alle olimpiadi
invernali di Torino, con l’edificazioni di strutture oggi in degrado - ha deciso
che a Roma nel 2024 l’olimpiade non si faranno. Dunque il suo Comune non tirerà fuori
neanche mezzo euro. E’ un guaio perché oggi gli unici aeroporti recettivi sono
quelli romani.
Vuoi mettere invece se si fosse realizzato lo scalo di
Frosinone? Fiumicino e Ciampino si sarebbero tranquillamente potuti bypassare.
Per cui al netto di qualche boeing che avrebbe potuto precipitare per le correnti nefaste sferzanti fra le piste incastonate nel corridoio delimitato dai monti Lepini e dagli Ernici, (sono gli effetti
collaterali del progresso e poi l’ospedale Spaziani dispone di un pronto
soccorso fra i migliori in Europa), atleti e spettatori avrebbero potuto in un amen
recarsi sui campi di gara. Ciò grazie ad una flotta di elicotteri pronti a decollare
dal moderno eliporto, anch’esso previsto nel progetto dell’aeroporto, poi
abortito.
In un battibaleno tifosi e sportivi avrebbero potuto raggiungere lo stadio dell’atletica di Rieti,
i laghi dei Castelli per il canottaggio, il mare di Latina per la vela, il
nuoto di fondo, il beach volley, lo stadio del Capoluogo Pontino per il calcio , il palazzetto di Viterbo per la pallacanestro
e altri sport al coperto e tutte le altre strutture sportive e recettive sparse
per la Regione. Un’alternativa all’aeroporto
frusinate in termini di collegamenti si
sarebbe potuta realizzare cancellando tutte le linee ferroviarie tradizionali per trasformarle in una megarete utlra-veloce in modo da connettere rapidamente tutti i siti olimpici .E i pendolari? A Rio de Janeiro, per i mondiali di calcio e le olimpiadi hanno potuto cancellare
intere favelas deportando gli abitanti in altri lager, e noi
stiamo qui a preoccuparci per pochi disgraziati che vanno a lavorare col treno!
Qualcuno potrebbe obiettare, che non ho
menzionato Frosinone nella lista delle città dove si svolgeranno i giochi. E
che ci vuoi fare a Frosinone? L’attuale
amministrazione condotta dall’illuminato latinista non riesce neanche a
completare la piscina comunale, sono anni che ce la mena con lo stadio di
calcio la cui realizzazione, nonostante il cospicuo aiuto dei privati, è in netto ritardo , nonostante sia costato già
4milioni di euro ai cittadini. Il palazzetto dello sport e la piscina
olimpionica sono in degrado. Si dirà: da qui al 2024 ci penseranno gli altri
sindaci. Ottaviani ha sistemato anche i suoi successori. Per i cinque anni del prossimo mandato chi diventerà primo cittadino, in ragione
del piano di riequilibrio economico e finanziario concordato
dall’azzeccagarbugli ciociaro con la Corte dei Conti, dovrà realizzare, per ogni esercizio, avanzi di bilancio pari a due milioni di
euro, centesimo più, centesimo meno, altro che aggiustare la piscina!
Quali
atleti potrebbero esibiresi nel Capoluogo? Nessuno se consideriamo le attuali discipline
olimpiche . Per quanto, il primo cittadino potrebbe suggerire degli sport alternativi
tranquillamente praticabili a Frosinone.
Ad esempio il torneo di rotazione degli assessori. Ottaviani e la sua squadra vincerebbero sicuramente la medaglia d’oro. Oppure una nuova specialità nel tiro con la carabina ; lo sparo
della cazzata. Qui però , il sindaco dovrebbe
misurarsi con autorevoli concorrenti a
cominciare dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Ma la difficoltà più grande sarà gestire il doping. Se gli atleti scoprissero
che un tuffo nel malsano fiume Sacco consentirebbe loro di emergere con superpoteri straordinari,
meglio di Jeeg Robot i record cadrebbero
come birilli. Ah si fosse fatto l’aeroporto!
lunedì 22 agosto 2016
Toots non "gioca più"
Luciano Granieri
Ci ha lasciato lo
straordinario armonicista, chitarrista Toots Thielemans. Il musicista belga, nato a Bruxelles nel
1922, si è spento nel sonno presso l’ospedale dove era ricoverato da un mese
per i postumi di una caduta.
Thielemans, dopo aver suonato la fisarmonica, nel
1939, iniziò ad esibirsi con lo
strumento che lo avrebbe reso celebre in tutto il mondo, l’armonica a bocca. Django Reinhardt , il
chitarrista gitano, legenda del jazz, lo impressionò tanto da indurlo a cimentarsi
anche con la chitarra. Ma Thielemans
rimane e rimarrà legato all’armonica.
Ci sono musicisti nel jazz che, ispirati da un contesto sociale tumultuoso, hanno fatto la loro rivoluzione cambiando il modo di suonare del proprio strumento, mutandone la valenza che fino ad allora lo stesso aveva ricoperto nel contesto musicale. Oscar Pettiford, eroe del Minton’s nell’era Bebop con Charlie Parker e Dizzy
Gillespie, cambiò totalmente il ruolo del contrabbasso elevandolo, da
semplice supporto ritmico, a elemento
capace di incidere nelle dinamiche armoniche e melodiche. Kenny Clarke
percorse la stessa strada con la batteria, così come Thelonius Monk e Bud Powell
reinventarono il modo di suonare il pianoforte. Anche Charlie Christian
chitarrista principe delle jam sessions nella 52° strada di New York, stravolse il linguaggio della chitarra
esibendosi in sortite ed improvvisazioni straordinarie.
Toots Thielemas operò la stessa rivoluzione
con l’armonica a bocca. Strumento dal suono lamentoso, ma suggestivo, tipico dei blues di Howlin’ Wolf e Sonny Boy Williamson, iconografia del mondo degli Hobos, l’armonica , grazie a
Thielemans, diventò uno sfavillante elemento melodico armonico al pari di
tromba e sassofono. Dalle ferrovie dell’Alabama e del Mississippi, essa ebbe accesso, nella mani e fra le labbra del musicista belga, alle grandi orchestre e a combo
sfavillanti.
Fu proprio nel 1947, era in cui impazzavano gli eroi del Minton’s,
(Dizzy, Bird, Clarke, Monk) con le loro rivoluzioni armonico-melodiche,
che Thielemans approdò in America. Collaborò con Benny Goodman che lo scritturò per dei tour in Europa, ma
il linguaggio Bebop entrò epidermicamente
nel suo modo di suonare l’
armonica, tanto da consentirgli di esibirsi proprio con Charlie Parker e Dizzy
Gillespie.
Da allora la carriera dell’armonicista belga è stata straordinaria.
Ella Fitzgerald, Oscar Peterson, Quincy
Jones, Gil Evans, Pat Metheney, solo per citarne alcuni, furono suoi eccellenti
compagni di viaggio. Toots Thielemans scrisse diverse colonne sonore . Cult
movie come Un uomo da marciapiede, Sugarland
express e Getaway si avvalsero del suo prezioso apporto musicale.
Negli anni ’70 Thielemans divenne celebre in Italia per la partecipazione alla
trasmissione televisiva del sabato sera Milleluci.
La sua performance, gigionesca ma sontuosa, a fianco di Mina nella sigla di chiusura
intitolata Non gioco più, è diventata un'esecuzione culto nel panorama musicale nazionale
ed internazionale.
Nel 1982 e per
qualche anno a seguire, Toots Thielmans collaborò con un altro rivoluzionario
innovatore. Quel Jaco Pastorius che reinventò completamente lo stile del basso elettrico. Prima di Jaco il
basso era un altro strumento. Una serie
di concerti, tenutisi in Giappone agli inizi
degli anni ’80, rivelò una straordinaria alchimia fra l’orchestra di Jaco
Pastorius (comprendente, fra gli altri, strumentisti del calibro di Bob Mintzer al Sax
tenore e soprano, Randy Brecker alla
tromba , Peter Erskine alla batteria) e
Toots Thielemann.
Per ricordarlo proponiamo due brani relativi a questi
concerti. Il primo è l’ellingtoniano Sophisticated Lady, eseguito in duo con
Jaco Pastorius. Il Secondo e Liberty
City brano scritto dal bassista della Pennsylvania , suonato dall'armonicista belga insieme all’intera
orchestra. Oggi Toots
non gioca più, ma fino a quando ha giocato ci ha entusiasmato ed emozionato.
Iscriviti a:
Post (Atom)











