Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 22 aprile 2013

Una sinistra per Roma. Cominciamo con il 25 aprile.

Fabio Alberti


Giovedì 25 aprile festa della Liberazione.

Come candidati di Sinistra per Roma (PRC/PdCI), insieme alle liste Repubblica Romana e #Romapirata, parteciperemo alla manifestazione indetta dall'ANPI portando un fiore, che depositeremo al monumento "Tutti potenziali bersagli" in piazzale Ostiense, dedicato alle vittime del nazifascismo, del razzismo, dell'omofobia e, piu' in generale, a tutte le minoranze perseguitate e ai diversi del mondo.

Inizia con questo gesto la campagna elettorale della coalizione per Medici sindaco. Per cacciare i fascisti dal Campidoglio e liberare Roma dai poteri forti che l'hanno imprigionata .

AFFILE: ZINGARETTI, SOSPENDIAMO FINANZIAMENTO PER MAUSOLEO GRAZIANI


ANPI FROSINONE

Cari tutti,
finalmente una buona notizia! Si spera che venga confermata in tutti i suoi aspetti, e che l'amministrazione di Affile non inventi qualche altra furberia per raggiungere i suoi scopi propagandistici.
Intanto un plauso al Presidente Zingaretti ed alla sua maggioranza che hanno riportato le cose al loro corretto corso.

Fraterni saluti

Carissime e carissimi, trasmettiamo, con gioia estrema, il seguente comunicato.
Saluti, Andrea Liparoto

“Ho chiesto agli uffici regionali di sospendere il finanziamento concesso al Comune di Affile, originariamente destinato al ‘completamento del Parco Rodimonte’ e alla ‘realizzazione di un monumento al soldato’, cioè al milite ignoto. Il Comune impropriamente ha poi deciso di dedicarlo a Rodolfo Graziani.
A parte le palesi violazioni rispetto all’utilizzo del finanziamento pubblico, la nostra amministrazione non avallerà mai qualsiasi tentativo di distorsione o falsificazione della memoria storica, tanto più nel caso di una figura come quella del generale Graziani, su cui la storia ha già emesso da tempo il suo giudizio: per i crimini di guerra compiuti nel corso dell’aggressione coloniale nei confronti dell’Etiopia, con l’uso di gas, bombardamenti indiscriminati e rappresaglie contro la popolazione civile, con la costruzione di campi di concentramento, con la reclusione coatta delle popolazioni nomadi; per il suo sostegno indiscusso al regime fascista e al proseguimento della guerra affianco alla Germania nazista fino all’ultimo giorno nella Repubblica di Salò; per il suo apporto convinto alla guerra civile contro la Resistenza, da cui mai prese le distanze e che gli valse una condanna a 19 anni di reclusione con l’accusa di collaborazionismo,  mentre rimasero pendenti i suoi trascorsi in Africa e le accuse di crimini contro l’umanità a lui rivolte da più parti.
Già sei mesi fa, quando non ero ancora presidente della Regione, avevo chiesto un passo indietro. A questo punto non possiamo che prendere atto della palese illegittimità del comportamento del Comune di Affile, sospendendo l’erogazione del saldo di 180mila euro per la realizzazione dell’opera fino al ripristino della proposta progettuale originariamente finanziata. Questo vuol dire apportare delle modifiche strutturali al monumento e intitolarlo come originariamente concordato ‘al soldato’, facendo scomparire qualsiasi riferimento a Rodolfo Graziani e cancellando questa provocazione, che rappresenta non solo un atto scorretto dal punto di vista legale e amministrativo, ma  un’inaccettabile offesa alla libertà, alla democrazia e alla memoria di tutti gli italiani”.
Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
22 aprile 2013

domenica 21 aprile 2013

Se non è possibile debellare subito la malattia cominciamo a combatterne i sintomi.

Luciano Granieri


La desolazione emersa dalla triste vicenda dell’elezione del Presidente della Repubblica rimanda a un quadro non già di golpe ma di resa incondizionata dei partiti alla loro ormai cronica incapacità di organizzare il benché minimo progetto che non sia finalizzato alla propria sopravivenza.  Secondo questa logica si spiega il ricorso per l’ennesima volta ai buoni uffici di Napolitano, ormai identificato non come presidente garante della Costituzione, ma guardiano e custode delle politiche imposte dalla Unione Europea, dalla Bce e dal Fondo Monetario Internazionale. 
I ragionamenti sono i seguenti : Se per il Pdl  serve  assecondare i disegni neo liberisti che investono Napolitano dell’autorità necessaria a portare avanti tali piani,  allo scopo di  garantire la salvaguardia giudiziaria di Berlusconi, si rivoti Napolitano. Per il Pd il discorso porta alle stesse conclusioni, con la differenza che assecondare i voleri del neo liberismo attraverso un Presidente come Napolitano significa la propria  perpetuazione alla dirigenza di un partito che ormai è formato solo di dirigenti in perenne conflitto tra loro e che perde ad ogni minuto elettori e militanti. 
Il Movimento 5 Stelle è evidentemente estraneo a questo ragionamento, ma la mancanza di una strategia, fosse anche quella di salvaguardare i propri interessi di bottega, oltre che alla elaborazione di un progetto politico definito, rendono questo movimento, forte per un consenso numericamente notevole, ma debole in relaziona alla pianificazione di un opposizione basata su una proposta e non sulla semplice protesta. Il  ruolo del Movimento 5 Stelle rimane semplicemente legato ad un’azione di contrasto e denuncia. Una posizione in cui Grillo si trova più che a suo agio   perché utile ad accrescere il consenso  attorno ai penta stellati senza sporcarsi le mani. 
In uno scenario in cui al Pd e al Pdl conviene supportare un governo di larghe intese e al Movimento 5 Stelle conviene rimanere all’opposizione è difficile ipotizzare un ritorno al voto a breve termine. Il governo che costituirà il prossimo presidente incaricato da Napolitano non sarà né di scopo né di breve durata. 
Sarà un esecutivo  formato da politici che perseguiranno gli stessi obbiettivi dei tecnici  appena dismessi e durerà a lungo. In una situazione così consolidata opporre una qualsiasi azione di contrasto dal basso è impensabile. L’unica speranza potrebbe arrivare degli esiti dei processi di Berlusconi che condurranno probabilmente i giudici a chiedere al Parlamento le necessarie autorizzazioni a procedere verso il Cavaliere. 
E’ possibile, anche se difficile, che al voto Grillino e di Sel contrario a Berlusconi, possa aggiungersi quello di qualche pezzo in  libera uscita della galassia Piddina , rancoroso verso  correnti avverse. Sciagura  che  costringerebbe  il Pdl a far saltare il banco  per difendere strenuamente il capo così  improvvisamente  esposto  alle condanne dei giudici con buone possibilità di finire in galera.   Eliminata questa remota evenienza, non è possibile in alcun modo attivarsi per cambiare questo stato di cose in tempi brevi. 
Ciò che si può fare invece è rituffarsi nel proprio territorio, fra le gente che accanto a noi, come noi, vive ogni giorno le umiliazioni e le ristrettezze dell’attuale crisi economica e sociale. E’ necessario ricostruire una rete di rapporti sociali nei luoghi di lavoro, nelle scuole, che porti alla condivisione e al confronto anche e soprattutto con quelle persone che stanno al di fuori della  nostra solita cerchia di militanti disincantati e un po’ autoreferenziali .  Anche le argomentazioni devono cambiare. 
La responsabilità del capitalismo e del neo liberismo in relazione a questa crisi sono acclarate, ma per renderle chiare a chi per formazione culturale non le intende è necessario cambiare strategia convogliando la  lotta non già alla malattia capitalista nella sua totalità  ma ai singoli sintomi che questa produce. Sarà più facile creare condivisione su un singolo elemento, quale ad esempio la promozione della legalità, che non sul concetto globale di lotta anticapitalista che ha nell’illegalità una delle sue forme più subdole. 
 Questo è il nuovo indirizzo che con altri compagni di viaggio intendo intraprendere. Abbiamo deciso di riportare in vita l’Osservatorio Peppino  Impastato, un associazione per la promozione della quale era nato Aut. Per vicissitudini varie il progetto originario si era frantumato, ora più che mai è necessario che torni a rivivere.  E’ fondamentale  riportare all’attenzione soprattutto dei giovani l’importanza del rispetto della legalità e sottolineare che questo si ottiene non solo osservando  le leggi scritte,  ma anche e soprattutto, quelle non scritte. 
Partendo  dall’illustrazione delle dinamiche della criminalità organizzata,  delle mafie, dalla denuncia dell’illegalità di chi non paga le tasse,  di chi corrompe per ottenere appalti e rendite di posizione economiche si deve arrivare alla condivisione della necessità di denunciare anche l’illegalità non penalmente perseguibile . 
Ad esempio quell’illegalità che causa l’accumulo dei profitti da parte di pochi impoverendo il resto della popolazione , che spinge un parlamentare a cambiare casacca dietro lauto compenso, che obbliga  la classe politica a votare un Presidente della Repubblica non perché garante dei diritti di tutti i cittadini e della Costituzione , ma perché garante  della propria sopravvivenza e permanenza al potere, indipendentemente dai risultati elettorali. 
Grazie alla collaborazione e al coinvolgimento di docenti ed esperti in questo settore, è nostra intenzione organizzare incontri per dibattere su questi concetti nelle scuole e in altri luoghi pubblici . Abbiamo già preso contatti con istituti superiori della città  i quali hanno risposto positivamente.  Già in occasione del prossimo anniversario della morte di Peppino Impastato ( 8 maggio)  abbiamo in programma alcuni incontri. Sarà nostra cura tenere informati i naviganti su orari e luoghi dei dibattiti. 
Coinvolgimento, condivisione e azione, questi sono i capisaldi di qualsiasi processo rivoluzionario. Noi proviamo a ripartire dal coinvolgimento, senza il quale gli altri due elementi non sono ottenibili. Non sappiamo, quando, come e se questo processo rivoluzionario avrà luogo, probabilmente il popolo stremato arriverà alla sollevazione spontanea prima, ma intanto noi ci proviamo.


Ferrero-Vendola contro l'inciucio? Allora uscite dalle giunte col PD!

ControCorrente


E’ successo quello che doveva succedere. Tra un anziano azzeccagarbugli e un vecchio burocrate amico dei poteri forti hanno scelto il secondo come migliore garante del dominio capitalistico europeo sull’Italia e dunque, oggi di un governissimo in grado di mettere insieme i resti del PD e Berlusconi, da subito fautore della riconferma di Napolitano, forse in ricordo dei bei tempi andati, quando il Cavaliere finanziava generosamente la corrente 'migliorista' del PCI milanese. D’altra parte in un quadro di irrigidimento di quel dominio e tuttavia di stagnazione del conflitto sociale perché mai le cose sarebbero dovute andare diversamente? Gli unici che si stupiscono sono i leader della sinistra. Vendola, stizzito, si accorge che il centrosinistra è finito e dopo le ‘fabbriche’ apre il ‘cantiere’, insieme all’ex ministro di Monti, Fabrizio Barca. Ferrero ieri lanciava SMS ai dirigenti di Rifondazione, invitandoli a mobilitarsi davanti alle prefetture contro il governo di larghe intese PD-PDL, con cui - aveva dichiarato il giorno prima - il centrosinistra finisce nella spazzatura. Se veramente vogliono salvaguardare una presenza di sinistra in Italia c’è una sola cosa da fare, subito: dire che Rifondazione e SEL escono da tutte le giunte dove siedono in maggioranza col PD. Sennò si tratta solo di una delle solite fanfaronate. E nella spazzatura ci finiscono loro. Anzi ci sono già. 

Toro incatenato (Torino-Roma 1-2)

Kansas City 1927




Aò sei punti su sei.


Ma quanto è bello er Toro?


Ma ndo o trovi nanimale così fico?


Co quee corna, co quaa stazza, dai, è popo fico er Toro.


Amici granata.


AMICI GRANATA.


Tuttosommato er campionato è pieno de squadre inutili.


A che serve sta competizione così diversificata, giocamole tutte co loro no?


18 andate e 18 ritorni tra Olimpico e Olimpico, nsarebbe male come format.


Tanto non è che s’annoiamo, se trova sempre modo de tenè viva l’attenzione der pubblico.


Nuovi personaggi, nuovi intrecci narrativi, nuove dinamiche.


Tipo: Dodò attaccante!


E’ na pensata da paura, so 5 punti de share secchi quelli.  Se ricomincia Lost alla prima puntata
subito BAM! DODO’ ATTACCANTE e la gente a casa disorientata se chiederà “ma chissà che simboleggia, deve esse legato all’orso bianco che ancora dopo 6 anni non ho capito a che cazzo serviva”.


Tipo noi insomma, disorientati.


Però dai, veramente, co 36 puntate te inventi de tutto.


Tipo: Cerci forte!


Ncaleidoscopio de emozioni! Co Cerci forte ce vinci mpar de premi pe l’effetti speciali, io too dico.


Perchè mo non è che siccome sta a giocà bene e siccome è diventato er cocco de Prandelli noi se lo aspettamo forte. Winston Cerci, er Therry Henry de Varmontone, noi se lo aspettamo sempre pippa, veloce ma inconcludente, mai efficace, spesso irritante.


Quindi poi lo vedi così e rimani a bocca aperta, e come te er pubblico der grande format Tv, e quindi grande riconoscimento pe st’effetti de ultima generazione.


Ma in generale cor cast ce fai incetta de premi.


Migliore attore emergente: Barzaretti che se impone sulla scena cor PRIMO CAZZO DE CROSS AZZECCATO DALL’INIZIO DE STO CAZZO DE ANNO E MAMMA MIA E LO VEDI CHE ALLORA SEI CAPACE E CHE E’ STATO UN ANNO STORTO PE TE CHE GIA’ TANTO DRITTO NON SEI EPPERO’ CHE ZELLA CHE TE DEVE CAPITA’ L’ANNO STORTO PROPRIO DA NOI MA VA BENE LO STESSO FEDERICO QUEST’ESTATE RIPOSATE BENE POI VEDIAMO A SETTEMBRE. (So proprio le motivazioni dell’Academy queste eh, è na giuria mpo così: fumantina e a corto de punteggiatura).


Migliore scenografia: la cofana de Osvardo, che non solo se distingue pe l’architettura avveniristica ma se ricorda pure come se segna, e ce mette in quella condizione scomoda de chi c’aveva ragione a esse incazzato e mo vorebbe esse contento e ce riesce solo fino a un certo punto, e quindi se lo guardamo pensando possinammaitte ma cor soriso de chi sta in vantaggio anche grazie a UN CAZZO DE CROSS DE BARZARETTI, ok ok..ok.


Migliore film drammatico: Rolando Bianchi e Nicolas Burdisso, capaci de scrive a quattro mani na storia ai limiti dell’incredibile che finisce co l’impensabile gò de un attaccante ormai ai margini dello sport che conta. Na favola de disagio e riscatto sociale alla The Fighter.


Migliore commedia: Rolando Bianchi e Nicolas Burdisso, capaci de scrive a quattro mani na storia ai limiti dell’incredibile che finisce co l’impensabile gò de un attaccante ormai ai margini dello sport che conta. Na favola de risate e botte in testa e gente che casca alla Pieraccioni.


Miglior attore non protagonista: Ercapitano che stanco de 20 anni de premi dice all’altri, fate voi, me so stufato, io entro mezzora e faccio mpo come me pare e ve faccio comunque vince perchè nso capace de fa altro. E se non me va manco me pio er premio. Se è ce manno Pjanic.


Migliori effetti sonori: Franco Stekelenburg e Traversa, per l’ispirata collaborzione che porta allo splendido rumore della palla che solo apparentemente fa “bum” sul legno, ma che ascoltato con più attenzione e al rallentatore rivela un enigmatico “A Cerci ma vacce a provà ar campo de Passo Corese, te e le punizioni a giro”.


Miglior attore protagonista: Erik El Coco Ladolescente Parabolarientrare Lamela, che decide che oggi, per l’appunto, er protagonista è lui. Quando tutto sembra perso o quantomeno pareggiato, quando se stamo a rassegnà all’ennesimo brodino, sto pischello de dios realizza che tutto ciò in cui crede avrà meno sapore e meno colore, se sarà l’ennesima settimana de merda.
“E allora per Justin Bieber, per Facebook, per i Modà, per Whatsapp, per Jersey shore, per gli Amici di Maria, per le pinne sur motorino, per Youporn sull’iPhone ar bagno de scuola, per le ascelle pezzate, per i brufoli spremuti, per tutto ciò che ci rende liberi e piccoli e pettinati, famo sto gol e famolo bello!” così risuonano le parole del nuovo William Wallace, e la battaglia è vinta.


Evabbè che qui non è Hollywood, evabbè che ce ne vole prima de meritase il tappeto rosso, evabbè che noi ogni anno se famo i film e poi se ritrovamo coi cartoni inanimati, evabbene tutto.

Evvabbene che dobbiamo divide il merito coi colleghi Benicio Del e Guillermo Del, vabbene.


Ma pe na vorta che sbancamo er botteghino, pure mpo de culo, pure parecchio de culo, pure pe assenza de controprogrammazione, potemo pure fa come fanno l’altri: incassamo e se ne annamo cor malloppo.


A fa er cinema d’autore ce pensamo poi.

sabato 20 aprile 2013

Scampato pericolo

Luciano Granieri


  

 Tutto è bene quel che finisce bene. L’hanno proprio scampata bella, ma ormai il pericolo sembra scongiurato . Diciamocelo francamente, le elezioni politiche del febbraio scorso e la successiva scadenza del settennato del presidente di garanzia Giorgio Napolitano erano una vera iattura. Il rischio che il popolo bue  imbufalisse di rabbia per gli stenti della crisi economica e sociale imposta dall’establishment del capitalismo finanziario, erano più che  concreti. E si sa quando il popolo bue imbufalisce per fame  gli esiti, soprattutto in concomitanza di una tornata elettorale, possono essere imprevedibili. Anche se il popolo bue italiano è particolarmente bue, rincoglionito dalle rintronanti sirene De filippiane e gossippare diffuse dalle  macchine da  guerra annichilisci cervello berlusconiane , anche se il Pd, un  partito che quando c’è da dare in saccoccia al già citato popolo non si tira mai indietro, sembrava tenere il controllo delle masse bovine, i signori degli Hedge Fund non dormivano sonni tranquilli. Infatti se nelle urne, pur abilmente anestetizzate da una legge elettorale “DI GARANZIA”, si fosse materializzata un’entità nuova ostile al solito tran tran di spolpamento delle masse popolari a favore del profitto finanziario, anche la presidenza della Repubblica “DI GARANZIA”  così abilmente esercitata da Giorgio Napolitano sarebbe diventata a rischio. Questi timori non erano del tutto infondati, infatti un moderato imbufalimento del popolo bue ha affiancato alle forze demo fasciste e  pseudo riformiste,  serve del   capitalismo finanziario, un movimento di cittadini un po’ naif, senza grandi orizzonti ideologici programmatici, ma molto incazzati. Un entità nuova numericamente importante che era necessario o governare o silenziare il più possibile. Come al solito di svolgere il lavoro sporco si è incaricato il Pd, un partito che quando c’è da dare in culo al popolo non si risparmia mai. Facendo ampio uso anche delle proprie faide interne, prima ha cercato di approcciare il nuovo movimento grillino per cercare di avvilupparlo in un abbraccio narcotizzante, poi, sfruttando il diniego del Movimento 5 Stelle per far passare i parlamentari grillini come distruttori della dialettica democratica,    è ritornato alla vecchia  strategia della  disgraziata associazione con il popolo degli inquisiti guidato dal nemico –amico di sempre Silvio Berlusconi. Una strategia che la base del partito ha rigettato in senso metodologico ma anche gastrico. L’azione del Pd, un partito che quando c’è da fregare il popolo e i propri militanti non si tira ma indietro, apparentemente inconcludente a livello della formazione di governo,  si è rivelata invece vincente nell’elezione del Presidente della Repubblica. Infatti dovendo il Presidente della Repubblica incaricare qualcuno per  formare un governo “DI GARANZIA” per il capitalismo finanziario, doveva essere anch’esso un capo dello Stato DI GARANZIA, così come lo era stato Giorgio Napolitano. Giorgio Napolitano è stato  veramente un presidente “DI GARANZIA”  serio. Ha garantito Silvio Berlusconi  non decretando la fine del suo governo quando questo, a causa dello strappo di Fini, non aveva più la maggioranza. Concedendo al nano di Arcore  il tempo necessario per fare campagna acquisti presso deputati e senatori in vendita come troie   e recuperare  a suon di milioni di euro la sua perduta maggioranza. Ha ancora garantito il cavaliere redarguendo la magistratura dal non  disturbare l’esimio statista puttaniere, evasore, concussore ed evasore fiscale chiamandolo  in giudizio  in pretestuosi e inutili processi, mentre questi era impegnato nella formazione di un governo il cui primo obbiettivo era quello di parere il proprio sedere.  La salvaguardia Silvio Berlusconi era un atto necessario a garantire gli interessi del capitalismo finanziario. Il quale  si è sbarazzato del Berlusconi  grazie alle tutele concesse a   Re Silvio dall’inquilino del Colle   e  ha posto a capo del Paese direttamente un proprio emissario proveniente da Goldman Sachs, Mario Monti. Il presidente di GARANZIA Giorgio Napolitano ha consegnato il governo del paese al banchiere guardandosi bene da rispettare la procedura costituzionale per cui quando un esecutivo  va in crisi si sciolgono le camere e si indicono nuove elezioni. Inoltre Napolitano si è rivelato Presidente di Garanzia anche per gli americani concedendo la grazia ad un dirigente della CIA riconosciuto colpevole di aver agevolato il rapimento in territorio italiano del presunto terrorista Abu Omar, condotto poi in Egitto e sottoposto a  tortura.  Il vero problema quindi, al di là dell’esito elettorale del 24 e 25 febbraio era quello di trovare un altro presidente che fosse   di GARANZIA per il capitalismo finanziario, per evasori, concussori e puttanieri vari, per mentitori alla Sallusti  e per i giochi sporchi dell’imperialismo americano. Un impresa  assai difficile, ma grazie all’abnegazione del Pd, un partito che quando c’è da metterlo in culo al popolo non si tira mai indietro, l’operazione è riuscita. Se trovare un altro come Napolitano era impossibile allora ricandidiamo l’originale così il popolo dei garantiti si è ricompattato e il Pd, dopo aver bruciato candidati per portare a termine l’operazione, oltre che a metterla in quel posto al popolo l’ha messo nel di dietro anche ai suoi militanti. Risolto il problema del presidente di “GARANZIA” sciogliere il nodo di un esecutivo altrettanto  “DI GARANZIA” sarà un gioco da ragazzi. Avanti dunque con il governo del Presidente il quale avrà al comando un garante del capitalismo finanziario, degno prosecutore delle mortali strategie  iniziate con il  fiscal compact,  il  pareggio di bilancio, che  potrà disporre dell’appoggio della allegra congrega di delinquenti berlusconiani e dei peones  del Pd, un partito che quando c’è da metterlo nel sedere al popolo non si tira mai indietro, con buona pace del popolo bue al quale è stato fatto credere di poter cambiare le cose con il proprio voto. In realtà il popolo bue un tantinello imbufalito è riuscito a determinare con il voto uno straccio di opposizione facente capo al M5S.  Ma quanto questo contrasto sarà efficace lo scopriremo solo  dalla formazione delle commissioni parlamentari. Una cosa è certa,  come già più volte sostenuto, la sarabanda elettorale non è altro che una sonora presa per il culo. Prima delle elezioni comandavano i banchieri sostenuti da Pdl e Pd grazie ai buoni uffici di Napolitano, oggi dopo le elezioni del Parlamento e del nuovo presidente della Repubblica, comanderanno i banchieri sostenuti da Pdl e Pd e al Quirinale siede ancora la cariatide Giorgio Napolitano, Se questa non è presa per il culo!!!

Bloccare subito questo Colpo di Stato è ancora possibile!

Nuovo Partito Comunista


I Partiti che hanno perso le elezioni di febbraio confermano Napolitano alla presidenza della Repubblica Pontificia, ratificano l’installazione del “pilota automatico” alla guida del suo governo, congelano il Parlamento appena eletto!

I vertici della Repubblica Pontificia hanno perso le elezioni che essi stessi avevano convocato, ma cercano di costituire egualmente un governo che continui a estorcere denaro alle masse popolari anche a costo di spegnere ancora più l’economia reale, pur di soddisfare il capitale finanziario italiano e internazionale, in accordo e con il sostegno della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti.
                                                                                                          
Bloccare subito questo Colpo di Stato è ancora possibile!
I vertici della Repubblica Pontificia non sono in grado di far fronte a una mobilitazione diffusa e alla protesta delle masse popolari!

I golpisti hanno violato e violano ogni regola e legge e hanno calpestato la Costituzione. Tutte le loro istituzioni sono illegali e illegittime.
Avranno partita vinta e il nuovo Parlamento sarà veramente bloccato, solo se i nuovi Parlamentari, del M5S e degli altri gruppi, osserveranno le regole e le leggi e non si costituiranno in unico governo legittimo del paese.

Ogni persona autorevole, ogni organismo che gode di qualche prestigio, sindacati e partiti sinceramente democratici e fedeli alla Costituzione e agli interessi delle masse popolari, parlamentari, sindaci e consiglieri democratici devono mobilitare ovunque e subito le masse popolari a scendere in piazza contro il Colpo di Stato e ad organizzarsi per prendere in mano servizi pubblici e aziende!

L’opposizione di Beppe Grillo e del M5S è reale solo se reagisce efficacemente, con tutti i mezzi di cui dispone e ad ogni costo, al Colpo di Stato! Così confermano che il loro successo elettorale è al servizio delle masse popolari!

I promotori e portavoce del Comitato No Debito, del No Monti Day, di ALBA, di Cambiare si Può, del Forum dei Beni Comuni, della lista Rivoluzione Civile, delle altre reti e aggregazioni, chiunque ha una qualche autorità deve chiamare alla protesta di piazza, devono accordarsi tra loro e con il Movimento 5 Stelle per dare voce all’indignazione delle masse popolari.



Ogni Organizzazione Operaia e ogni Organizzazione Popolare deve mobilitarsi e stringere accordi con altre per scendere in piazza, deve fare pressioni su ogni personaggio e organismo che gode di qualche autorità perché chiami alla mobilitazione e alla protesta.

USB, Federazione Cobas, Cub e tutti i sindacati alternativi, FIOM, Rete 28 Aprile e tutti gli organismi della sinistra dei sindacati di regime (CGIL, CISL, UIL) dimostrano la loro volontà e capacità di difendere gli interessi dei lavoratori se si mobilitano e chiamano alla mobilitazione contro il Colpo di Stato! Se ora lasciano che i vertici della Repubblica Pontificia costituiscano un loro governo violando perfino la Costituzione, se in questi giorni lasciano che il governo della macelleria sociale si consolidi, si mettono contro i loro stessi iscritti e contro tutti i lavoratori  e così si avviano verso la loro fine!

RSU ed RSA, operai e altri lavoratori avanzati devono esercitare tutte le pressioni di cui sono capaci per dare forza alla mobilitazione e alla protesta di piazza.

Costituire a ogni livello Comitati di Salvezza Nazionale che funzionino come governi provvisori, come unici governi legittimi, mobilitino le masse popolari e gestiscano i servizi e la produzione!

Ogni Amministrazione Locale deve dichiararsi e diventare un’Amministrazione d’Emergenza e assumere compiti d’emergenza con mezzi d’emergenza!


Che i Parlamentari realmente democratici si costituiscano in unico governo legittimo del paese, Governo Provvisorio e Comitato di Salvezza Nazionale!
Che i funzionari civili e militari dello Stato non prestino obbedienza agli ordini degli autori e dei complici del Colpo di Stato, ma al Governo Provvisorio!
Che i ministri della Giunta Monti-Napolitano si dimettano, se non sono complici del Colpo di Stato!

Non riconoscere alcuna legittimità alla banda di prevaricatori che si è insediata alla testa dello Stato violando leggi e Costituzione!

Compagni, lavoratori, democratici!
Anticipiamo la celebrazione del 25 Aprile!
Anticipiamo la celebrazione del Primo Maggio!

I vertici della Repubblica Pontificia hanno dimostrato e dimostrano di essere una congrega criminale che porta il paese alla disgregazione!
Le OO e OP devono prendere in mano a ogni livello la produzione e i servizi, organizzare l’autogestione nelle aziende chiuse o a rischio di chiusura, costringere le aziende capitaliste e le agenzie pubbliche a organizzare i lavori utili e necessari anche al di fuori del loro normale campo d’attività assumendo tutti i disoccupati in grado di lavorare!
Ogni Amministrazione Locale deve diventare un’Amministrazione d’Emergenza che opera con procedure d’emergenza per assolvere ai compiti d’emergenza!
Tutte le Amministrazioni Locali devono rompere il Patto di Stabilità imposto dal governo della Repubblica Pontificia a nome delle istituzioni dell’Unione Europea, devono mobilitare tutti i fondi di cui dispongono, devono costringere i dirigenti e i consigli d’amministrazione delle banche a fare tutto il credito necessario a rimettere in moto a pieno regime l’economia reale e assicurare tutti i servizi! Le masse popolari devono assediare le agenzie bancarie che non fanno il loro dovere e occuparle se insistono!

Ci sono imprese che non affrontiamo perché ci sembrano impossibili, ma che in realtà ci sembrano impossibili solo perché non osiamo affrontarle