Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 21 aprile 2013

Toro incatenato (Torino-Roma 1-2)

Kansas City 1927




Aò sei punti su sei.


Ma quanto è bello er Toro?


Ma ndo o trovi nanimale così fico?


Co quee corna, co quaa stazza, dai, è popo fico er Toro.


Amici granata.


AMICI GRANATA.


Tuttosommato er campionato è pieno de squadre inutili.


A che serve sta competizione così diversificata, giocamole tutte co loro no?


18 andate e 18 ritorni tra Olimpico e Olimpico, nsarebbe male come format.


Tanto non è che s’annoiamo, se trova sempre modo de tenè viva l’attenzione der pubblico.


Nuovi personaggi, nuovi intrecci narrativi, nuove dinamiche.


Tipo: Dodò attaccante!


E’ na pensata da paura, so 5 punti de share secchi quelli.  Se ricomincia Lost alla prima puntata
subito BAM! DODO’ ATTACCANTE e la gente a casa disorientata se chiederà “ma chissà che simboleggia, deve esse legato all’orso bianco che ancora dopo 6 anni non ho capito a che cazzo serviva”.


Tipo noi insomma, disorientati.


Però dai, veramente, co 36 puntate te inventi de tutto.


Tipo: Cerci forte!


Ncaleidoscopio de emozioni! Co Cerci forte ce vinci mpar de premi pe l’effetti speciali, io too dico.


Perchè mo non è che siccome sta a giocà bene e siccome è diventato er cocco de Prandelli noi se lo aspettamo forte. Winston Cerci, er Therry Henry de Varmontone, noi se lo aspettamo sempre pippa, veloce ma inconcludente, mai efficace, spesso irritante.


Quindi poi lo vedi così e rimani a bocca aperta, e come te er pubblico der grande format Tv, e quindi grande riconoscimento pe st’effetti de ultima generazione.


Ma in generale cor cast ce fai incetta de premi.


Migliore attore emergente: Barzaretti che se impone sulla scena cor PRIMO CAZZO DE CROSS AZZECCATO DALL’INIZIO DE STO CAZZO DE ANNO E MAMMA MIA E LO VEDI CHE ALLORA SEI CAPACE E CHE E’ STATO UN ANNO STORTO PE TE CHE GIA’ TANTO DRITTO NON SEI EPPERO’ CHE ZELLA CHE TE DEVE CAPITA’ L’ANNO STORTO PROPRIO DA NOI MA VA BENE LO STESSO FEDERICO QUEST’ESTATE RIPOSATE BENE POI VEDIAMO A SETTEMBRE. (So proprio le motivazioni dell’Academy queste eh, è na giuria mpo così: fumantina e a corto de punteggiatura).


Migliore scenografia: la cofana de Osvardo, che non solo se distingue pe l’architettura avveniristica ma se ricorda pure come se segna, e ce mette in quella condizione scomoda de chi c’aveva ragione a esse incazzato e mo vorebbe esse contento e ce riesce solo fino a un certo punto, e quindi se lo guardamo pensando possinammaitte ma cor soriso de chi sta in vantaggio anche grazie a UN CAZZO DE CROSS DE BARZARETTI, ok ok..ok.


Migliore film drammatico: Rolando Bianchi e Nicolas Burdisso, capaci de scrive a quattro mani na storia ai limiti dell’incredibile che finisce co l’impensabile gò de un attaccante ormai ai margini dello sport che conta. Na favola de disagio e riscatto sociale alla The Fighter.


Migliore commedia: Rolando Bianchi e Nicolas Burdisso, capaci de scrive a quattro mani na storia ai limiti dell’incredibile che finisce co l’impensabile gò de un attaccante ormai ai margini dello sport che conta. Na favola de risate e botte in testa e gente che casca alla Pieraccioni.


Miglior attore non protagonista: Ercapitano che stanco de 20 anni de premi dice all’altri, fate voi, me so stufato, io entro mezzora e faccio mpo come me pare e ve faccio comunque vince perchè nso capace de fa altro. E se non me va manco me pio er premio. Se è ce manno Pjanic.


Migliori effetti sonori: Franco Stekelenburg e Traversa, per l’ispirata collaborzione che porta allo splendido rumore della palla che solo apparentemente fa “bum” sul legno, ma che ascoltato con più attenzione e al rallentatore rivela un enigmatico “A Cerci ma vacce a provà ar campo de Passo Corese, te e le punizioni a giro”.


Miglior attore protagonista: Erik El Coco Ladolescente Parabolarientrare Lamela, che decide che oggi, per l’appunto, er protagonista è lui. Quando tutto sembra perso o quantomeno pareggiato, quando se stamo a rassegnà all’ennesimo brodino, sto pischello de dios realizza che tutto ciò in cui crede avrà meno sapore e meno colore, se sarà l’ennesima settimana de merda.
“E allora per Justin Bieber, per Facebook, per i Modà, per Whatsapp, per Jersey shore, per gli Amici di Maria, per le pinne sur motorino, per Youporn sull’iPhone ar bagno de scuola, per le ascelle pezzate, per i brufoli spremuti, per tutto ciò che ci rende liberi e piccoli e pettinati, famo sto gol e famolo bello!” così risuonano le parole del nuovo William Wallace, e la battaglia è vinta.


Evabbè che qui non è Hollywood, evabbè che ce ne vole prima de meritase il tappeto rosso, evabbè che noi ogni anno se famo i film e poi se ritrovamo coi cartoni inanimati, evabbene tutto.

Evvabbene che dobbiamo divide il merito coi colleghi Benicio Del e Guillermo Del, vabbene.


Ma pe na vorta che sbancamo er botteghino, pure mpo de culo, pure parecchio de culo, pure pe assenza de controprogrammazione, potemo pure fa come fanno l’altri: incassamo e se ne annamo cor malloppo.


A fa er cinema d’autore ce pensamo poi.

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