Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 24 aprile 2013

Salotti buoni e lavoratori consumati

Andrea Cristofaro, Controcorrente


Sabato prossimo ci sarà l’inaugurazione di quello che pomposamente viene definito “il salotto di Frosinone”. Ebbene, mentre il sindaco e la sua maggioranza si accomoderanno sulle poltrone del nuovo salotto, tra un aperitivo e una foto ricordo, fuori dal salotto ci saranno 140 famiglie, quelle dei lavoratori della Multiservizi, che invece dovranno pensare a come continuare ad andare avanti senza quel posto di lavoro di cui il sindaco ha deciso di privarle, dimostrando verso i lavoratori un’arroganza tale da pareggiare in dimensioni solo il servilismo dimostrato dall’amministrazione verso i privati a cui è stato deciso di affidare i servizi pubblici della città. Nonostante il tavolo aperto con la Regione, che si era resa disponibile ad una riapertura della vertenza della Multiservizi, nonostante il rinnovato interessamento alla vertenza da parte del comune di Alatri e della Provincia di Frosinone e nonostante le richieste dei sindacati, che rendevano logica una proroga dei servizi da parte del sindaco, mentre era in corso una riunione fra le parti sociali e rappresentanti del comune è arrivata la missiva del sindaco che annunciava che nessuna proroga verrà data, e che quindi dal 26 i servizi comunali saranno affidati alle cooperative: una tegola caduta sulla testa dei lavoratori proprio quando si stava aprendo uno spiraglio di luce. Secondo il sindaco adesso i lavoratori dovrebbero accettare un incarico dalle cooperative della durata di 5 giorni, fino al 30 aprile. E dopo? Nessuna garanzia esiste per i lavoratori dopo il 30 aprile. E chi non accetta di firmare questa cambiale in bianco, che fine farà? Ormai il metodo Marchionne, cioè quello di mettere i lavoratori a scegliere tra un “si” e ad un “no” senza poter avere voce in capitolo suo proprio futuro, pare che si estenda così anche nell’ambito della pubblica amministrazione, coerentemente con le scelte economiche che i partiti di centrodestra e di centrosinistra stanno effettuando in parlamento con il governo delle larghe intese e delle banche, salvo poi far finta di entrare in contrasto a livello locale, dando origine ad un odioso gioco delle parti che ai lavoratori porta solo umiliazioni e perdite di diritti. Ma i cittadini lo sanno che da quando i lavoratori della multi servizi sono stati messi a 18 ore settimanali il comune ha dovuto correre ai ripari chiamando (e pagando) lavoratori esterni per poter completare i servizi offerti alla cittadinanza? Evidentemente i soldi ci sono solo per le banche e per i privati, ma non per lavoratori che per 17 anni hanno svolto il proprio compito con disponibilità e professionalità. Ma tanto cosa importa al sindaco questa cosa? Come evidentemente, vista la mancanza di iniziative che segna una perfetta continuità con chi l'ha preceduto, non gli importa granchè dell'acqua pubblica, della lotta all'inquinamento e al traffico, di una seria stabilizzazione idrogeologica della città, di un trasporto pubblico degno di tal nome, di un piano regolatore e altro ancora. L’importante per lui è inaugurare salotti.

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