Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 24 giugno 2012

In Paradiso i matrimoni non ci sono ma l’amore si

Luciano Granieri



 Sabato 23 giugno, nella suggestiva piazzetta S.Ormisda il deputato del Pd Paola Concia ha presentato ai lettori il suo libro scritto con Maria Teresa Meli “La vera storia dei miei capelli bianchi”. L’incontro organizzato da  Ithaca  Frosinone è stato presentato dalla giornalista Marina Testa. Ho  trovato una Paola Concia un po’ provata ma soddisfatta, arrivava direttamente  dal gay pride di Roma e i temi svolti nel suo libro hanno dato agio   di analizzare meglio lo stato dei diritti civili nel nostro paese.  Il quadro che ne viene fuori, è assolutamente desolante. Come è noto Paola Concia è omosessuale e nel suo libro racconta il suo percorso verso il “coming  out” , evidentemente lastricato di difficoltà e pregiudizi. Nelle pagine scritte con la giornalista del Corriere della Sera Maria Teresa Meli, traspare la forza e la determinazione con cui la parlamentare di Avezzano ha portato e sta portando avanti le lotte per il riconoscimento dei diritti civile a gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Mi ha molto colpito il concetto per cui queste sono lotte per riaffermare non dei principi morali, ma di amore e libertà. In realtà ciò che le coppie gay vogliono difendere è il loro diritto a donarsi amore e a donarlo ad eventuali figli. Paola Concia si è unita in matrimonio in Germania con Ricarda, una ragazza tedesca, e la legislazione tedesca  consente alle coppie gay di godere quasi degli stessi diritti delle coppie eterosessuali. Al di là del sacrosanto principio di civiltà, il riconoscimento giuridico delle coppie gay, comporta secondo le esperienze tedesche, ma anche francesi, una qualità del welfare migliore, cui le coppie gay contribuiscono anche in termini fiscali, ma soprattutto aumentano la coesione sociale. Da qui secondo me nasce uno dei tanti motivi per cui a gay, lesbiche, omosessuali e trans sessuali, non vengono riconosciuti  gli stessi diritti attribuiti a tutti i cittadini. Penso che soprattutto in questa fase, la coesione sociale è un fenomeno del tutto  osteggiato dal neoliberismo imperante. Il potere della finanza per potersi esplicare ai massimi livelli necessita di un corpo sociale frammentato, un blocco disintegrato formato da tante solitudini disperate che lottano fra di loro . Non solo, ma è necessario individuare delle categorie sociali contro cui rivolgere la rabbia della gente che si impoverisce ogni giorno di più. E quali categorie migliori dei “diversi” , per etnia, genere e abitudini sessuali, possono costituire l’oggetto della rabbia popolare distogliendo  l’attenzione dalle vere ragioni della crisi?  Per la causa capitalista , quindi,  è necessario far passare l’idea che le coppie gay, distruggono la famiglia tradizionale, come è fondamentale imporre il pregiudizio che gli immigrati tolgono il lavoro agli italiani e altre corbellerie  simili. Sono d’accordo con Paola, inoltre,  quando afferma che  il ruolo del Vaticano nell’osteggiare una legislazione a favore dei gay lesbiche e transessuali è sicuramente notevole, ma la colpa vera è di quei partiti che per non perdere il consenso dei cattolici, mai si azzarderebbero a licenziare delle leggi ostili alla Chiesa di Roma. Paola Concia  attribuisce in questo senso colpe anche ai politici di sinistra  che,  per espiare la grave colpa di essere stati comunisti, sono ancora  più succubi delle gerarchie ecclesiastiche. Fortunatamente la deputata piddina non rinnega il suo passato comunista, ma anzi lo ha ritenuto e lo ritiene  utile alla  sua formazione politica. Già la politica. Ecco le dolenti note. Purtroppo disquisire di politica con un esponente del Pd mi risulta sempre molto difficile. Si è arrivato alla conclusione, ad esempio,  che una delle cause  per cui in Italia non esiste una legge che riconosca i diritti di gay , lesbiche, transessuali, è che la politica rimane sorda alle richieste di questa parte di popolazione,  ma anche alle  istanze che arrivano dagli altri cittadini. Pur riconoscendo a Paola Concia il suo impegno per queste lotte anche all’interno del Parlamento, rimango sempre un po’ basito quando sento dire da un politico, parlamentare  di maggioranza,  che la colpa di certe brutture è dei politici.  Non me ne voglia Paola Concia, ma un parlamentare  che lamenta  l'inettitudine dei propri colleghi dovrebbe forse evidenziare al massimo  tale inettitudine, combatterla anche con azioni eclatanti,  altrimenti  che ci sta a fare in Parlamento, per giunta seduto nell’emiciclo della maggioranza? Comunque tralasciando queste contraddizioni che abbondano in tutti i partiti, ma in particolar modo nel Pd, ritengo che l’incontro con  Paola Concia sia stato veramente interessante. E’ fondamentale che ogni tanto si squarci il velo di pregiudizio che copre e osteggia il sacrosanto diritto di donare e ricevere amore verso chiunque, che sia dello stesso sesso o dell’altro sesso. Ed è altresì fondamentale che uno Stato possa riconoscere il diritto ad una esistenza civile e dignitosa  a tutti: Etero sessuali, transessuali, gay, lesbiche, senza distinzione di orientamento religioso. Chiudo il post prima di lasciarvi ai video con un concetto bellissimo e significativo  espresso dal padre di Paola, nella lettera scritta in occasione del suo matrimonio con Ricarda:  “ Quello che voglio dirvi è che né a me né ad altri dovete rendere conto, solo l’una all’altra. Perché il diritto di amarvi è scritto  più in cielo che in terra. In Paradiso i matrimoni non ci sono ma l’amore si.”



Nessun commento:

Posta un commento