Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 5 ottobre 2013

Migrantes

Luciano Granieri


Non solo Lampedusa. Guerre e povertà, imposte da una dittatura criminale e diffusa, quella del liberismo, provocano milioni di vittime e profughi  sparsi dalla Grecia al Libano alla stessa Tunisia. Da Sabra e Chatila a Beirut , va in scena l’insostenibile dramma della disperazione. Gente che fugge dalla miseria e dal rischio di soccombere definitivamente. Intere società cercano di trovare riparo allo sterminio di un regime per cui la dignità è solo un costo, la povertà è un effetto collaterale se non proprio una colpa. Questa è la non civiltà.  Si globalizzano i capitali, ma anche disperazione, precarietà e indifferenza alla sofferenza, mentre si alzano i muri e si armano eserciti per bloccare l’esodo delle vittime che cercano brandelli di vita, proprio in quei paesi responsabili del loro dramma . Se i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea in favore dei paesi di frontiera come il nostro, vengono utilizzati esclusivamente per finanziare respingimenti e rimpatri,  senza pianificare uno straccio di politica di accoglienza,  non ci si può lamentare per  la latitanza dell’Europa. Se degli innumerevoli trattati stipulati fra le nazioni occidentali si esige il rispetto ferreo   solo di quelli economici, non si può scaricare ad altri la colpa dei genocidi che avvengono nel mediterraneo, ma anche sulle coste dei paesi dai quali partono i barconi della disperazione,    e  su tanti troppi campi profughi e lager sparsi per tutto il mondo.



Foto degli operatori di "Operazione Colomba"
Brano: "Migrantes" della Casa del Vento

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