Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 2 settembre 2014

Un atto di obbedienza civile

Luciano Granieri


Nell’assemblea pubblica organizzata dal Coordinamento provinciale per la sanità il 25 agosto scorso, si è ben illustrato ad associazioni, sindacali e di cittadini, ad alcuni sindaci della Provincia,  come l’atto aziendale DCA  247/2014 (2013-2015), redatto per l’Asl di Frosinone, sia assolutamente deleterio, nocivo, tossico, per i cittadini della Provincia. 

Al di là delle notevoli carenze riguardanti il DEA di II livello, le case della salute, le assunzioni in deroga del personale sanitario, emerge come alcuni provvedimenti siano in violazione alle prescrizioni di legge. La legge 135 del 2012 individua il rapporto di posti letto ospedalieri nel livello di 3,7 posti letto per  mille abitanti. Nell’atto aziendale alla Provincia di Frosinone vengono assegnati 922 posti letto pari all’ 1,8. Notevolmente al di sotto di quanto previsto dalla sopracitata norma . 


C’è inoltre da aggiungere che tale atto risulta in contrasto e in violazione a trattati Europei stilati in seno all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il risultato di un recente rapporto  definito a seguito dello “Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento” (S.E.N.T.I.E.R.I),  evidenzia come nel complesso idrografico del fiume Sacco, zona pesantemente inquinata,  che occupa un’ampia porzione del territorio della nostra Provincia, più tristemente nota come Valle del Sacco,  si siano osservati un eccesso di mortalità per tutte le patologie,  nessuna esclusa. 

In salvaguardia di questi territori,  e in generale per difendere il  diritto ad un servizio sanitario decente, 53 Stati membri  del comitato Regionale dell’ OMS     europeo, fra cui figura l’Italia,   nel settembre 2012 hanno definito il programma “Health 2020”. Un piano di riferimento europeo a sostegno  di un’azione trasversale ai governi e alla società per la salute e il benessere. Tale programma vincola il ministero della salute, il ministero dell’ambiente e le regioni, a rispettare norme molto precise. 

La normativa A.1 della priorità n. 3, ad esempio,  prevede il rafforzamento dei sistemi sanitari, la salvaguardia della salute pubblica, la capacità e la  preparazione per la gestione delle emergenze, un adeguato sistema di sorveglianza dello stato di salute della popolazione,  nonchè il miglioramento dello stato di salute dei cittadini rafforzando le capacità e le funzioni della sanità pubblica, in particolare laddove situazioni di crisi o di grave deterioramento dell’ambiente abbiano provocato danni e la diminuzione dei livelli di benessere e salute.
Nelle azioni stabilite dalla Priorità n.3 di Health 2020, figurano:

1 Sorveglianza della salute della popolazione e del benessere.

2 Monitoraggio e risposta ai rischi per la salute e le emergenze ambientali, del lavoro, della sicurezza alimentare e altri aspetti.

3 Assicurare la governance per la salute e il benessere.

4 Assicurare un sufficiente e competente personale sanitario pubblico.

5 Assicurare strutture organizzative sostenibili e finanziamenti adeguati.

6 Advocacy, comunicazione e mobilitazione sociale per la salute

7 Ricerca sulla salute pubblica.

E’ di tutta evidenza che quanto previsto dall’atto DCA 247/2014 e cioè:il depotenziamento dei presidi sanitari con la trasformazione di altri ospedali in  case della salute,  il taglio di posti letto, imposto per lo più al settore  pubblico,  il numero degli stessi  ampiamente insufficiente, sottodimensionato persino a quanto stabilito dalle leggi italiane, la completa eliminazione dei laboratori d’analisi pubblici, con 34 presidi alienati e la cessione dei rimanenti centri a lobby private del settore, sono i contrasto e violazione della priorità n.3 della normativa A.1 di Health 2020. Così come non rispetta il programma il blocco del turn-over del personale sanitario, minimamente alleviato dall’esiguo numero di assunzioni in deroga, o il drastico taglio delle risorse finanziarie. Questo atto aziendale, quindi, non solo offende i cittadini della provincia di Frosinone negandogli la disponibilità di un sistema sanitario che assicuri la salute, ma viola norme e leggi, nazionali ed europee. Risulta perciò fondamentale partecipare alla fiaccolata organizzata dal Coordinamento provinciale per la sanità che avrà luogo a Frosinone giovedì 11 settembre con partenza dalla Villa Comunale alle ore 20,00. Non è una manifestazione di protesta ma è un atto di civiltà. Si tratta infatti di pretendere il rispetto della costituzione, della legge nazionale e delle normative europee. Non protesta, ma atto di obbedienza civile.



   La manifestazione del 12 luglio scorso.

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