Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 8 agosto 2016

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

Luciano Granieri



Finalmente un’analisi chiara sulle cause della grave crisi occupazionale ed economica della Provincia di Frosinone. Ad avanzarla è il Circolo del Pd di Coreno , secondo il quale il mancato utilizzo del marmo  di Coreno  , in luogo della pietra di Trani scelta dal sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani  per pavimentare la piastra antistante la chiesa della Sacra Famiglia, costituisce un grave atto di depauperamento del tessuto economico provinciale. 

Ma non è solo il sindaco del Capoluogo ad essersi macchiato della colpa  di portare al fallimento la Ciociaria. In passato  il circolo del Pd di Coreno ha accusato della stessa nefandezza  il rettore dell’Università degli Studi di Cassino, reo di non aver utilizzato il marmo autoctono per il completamento della facoltà di Ingegneria e il Comune  di Pignataro il cui Commissario, allora seduto sulla poltrona di Primo Cittadino, preferì, per il completamento della piazza principale del paese, il marmo di Trani. Anche le rotonde del Cosilam realizzate all’uscita dell’A1 e quelle dell’Astral  progettate quando in Regione comandavano Polverini ed Abruzzese, sono state realizzate senza utilizzare il marmo di Coreno. 

E’ arrivato il momento –scrivono  in una lettera i  dem di Coreno-che le istituzioni locali cambino passo e credano nella qualità ornamentale della pietra locale. Purtroppo con questo ennesimo schiaffo al nostro territorio, ancora una volta è sotto gli occhi di tutti il sostegno al settore marmifero  dei sindaci di Forza Italia, colleghi di partito del sindaco di Coreno e del consigliere regionale (Abruzzese ndr) di Forza Italia”. Dunque il Pd della cittadina corenese valuta  l’ ostracismo nei confronti del perlato locale  un sonoro schiaffo al territorio. 

Può anche essere una considerazione legittima . Ma come valutare l’accordo di programma fatto approvare nel 2013  dalla Senatrice  Democratica ciociara   Maria Spilabotte,    vice presidente della commissione lavoro al Senato per il nostro territorio? Furono stanziati  40 milioni di euro per agevolare le assunzioni in Provincia con particolare attenzione agli ex operai Videocon . C’era il piccolo problema, però,  che per accedere a questi fondi le aziende oltre a dimostrare di assumere personale avrebbero dovuto anticipare un contributo compreso fra i 7 e i 20 milioni di euro. Un piano scritto su misura per le grandi aziende, le uniche ad avere la possibilità di sborsare una somma così elevata, e del tutto inaccessibile per la piccola e media impresa vero motore economico del territorio. 

 Tali stanziamenti  pare siano stati ad appannaggio esclusivamente delle multinazionali farmaceutiche Sanofi Aventis e Acs Dobofar . Sembra  che le due aziende abbiano ricevuto i 40 milioni, nel 2015 senza peraltro dimostrare se l’utilizzo di questi fondi sia stato impiegato per incrementare l'occupazione. Infatti ad oggi i disoccupati  sono oltre 135mila e gli ex operai Vdc stanno  ancora per strada. 

Se ignorare il marmo di Coreno nell’utilizzo degli arredi urbani da parte dei sindaci è uno schiaffo al territorio, l’accordo di programma della Sapilabotte è un attacco nucleare  con i droni. A proposito dei disoccupati ex Videocon, Marangoni, Ilva, etc.etc. La Regione sta attivando un piano per cui qualsiasi azienda dovesse assumere uno di questi ex lavoratori godrà di un contributo pari a 8milla euro. Ci sono, inoltre,  per le imprese che dovessero assumere disoccupati rientrati nel programma di ricollocazione al lavoro,  progetto finanziato dai fondi europei Por Fesr, altri 5mila euro di finanziamento. 

L’esperienza del jobs act dovrebbe insegnare che tali misure sono insufficiente quanto inutili. Infatti  nonostante un contributo di 24 mila euro per assunzione,  elargito alle imprese l’occupazione a livello nazionale , checchè ne dicano i soloni del Governo è aumentata di un’inezia,  e solo per la prima fase del jobs act, quando i contributi erano maggiori . Si è realizzata,  per lo più, la trasformazione dei contratti, da tempo determinato, a  tutele crescenti, cioè a tempo determinato secondo Renzi.  Se quello di Coreno è uno schiaffo questo nuovo programma che si sta preparando come lo vogliamo definire: una gragnuola di  cazzotti al basso ventre?   C’è da dire, ad onor del vero, che gli ex lavoratori Videocon, Marangoni etc., dopo aver incontrato in settimana  la Boschi    e aver ricevuto la benedizione con imposizione delle mani  di Santa  Mariaelena, se voteranno Si al referendum costituzionale sicuramente troveranno un lavoro e anche ben retribuito. 

Per ritornare alla lettera di protesta che i Dem di Coreno  hanno recapitato a Nicola Ottaviani  c’è da rimarcare la risposta del "sindacorum latinorum", secondo il quale la scelta della pietra di Trani in luogo del marmo di Coreno per pavimentare la piazza davanti alla chiesa della Sacra Famiglia, non è il frutto di una sua decisione ma il risultato della necessaria gara d’appalto vinta dal fornitore della pietra di Trani . Siccome sono le gare d’appalto a determinare gli affidamenti per l’acquisizione di beni e servizi c’è poco da protestare. 

Giusto. Peccato che anche per l’affidamento di servizi di manutenzione alla  città Capoluogo,  del valore superiore ai 300mila euro, sarebbe stato necessario  indire una gara,  invece Il sindacorum latinorum su questo capitolo ha chiuso più un occhio,  a danno degli ex lavoratori della Multiservizi che si sono visti estromessi dal loro posto di lavoro.

 Indipendentemente dagli schieramenti: Pd, Pdl, Forza Italia, Partito della Nazione, nessun membro istituzionale del territorio può dirsi estraneo al disfacimento sociale ed economico della Provincia. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, ma almeno che sia di marmo di Coreno .

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