Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

venerdì 5 febbraio 2016

DALLA RISOLUZIONE ALLA SOLUZIONE: PIENA ATTUAZIONE ALLA LEGGE REGIONALE SULL’ACQUA PUBBLICA

Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone

Finalmente anche i Sindaci, dopo anni di inerzia o complicità, sembrano concordi sulla necessità di risolvere il contratto con Acea Ato5 S.p.A.
Contemporaneamente, però, il Governo e le grandi società multiutilities - tra cui Acea S.p.A. - procedono di concerto per conseguire il loro vero obiettivo: dividere la gestione dell’acqua in Italia tra le quattro maggiori società (Acea, A2a, Iren e Hera), in modo da consentire loro di poter competere più facilmente sui mercati mondiali.
Per queste società è quindi necessario che il trattamento della “merce” acqua sia il più possibile standardizzato, cioè che siano i territori ad adattarsi ai modelli organizzativi e produttivi dei gestori e non il contrario.
La fusione tra Acea Ato2 e Acea Ato5 può sembrare una mera riorganizzazione societaria, ma è in realtà un primo passo per la conquista da parte di Acea S.p.A. di tutto il centro-sud, progetto a più riprese indicato come un obiettivo prioritario dal management di ACEA.
L’interesse delle comunità locali, il diritto fondamentale di ogni persona all’acqua, rappresentano per questi gestori solo un fastidioso accidente in un’operazione di alta finanza!
Purtroppo per loro, nel Lazio è in vigore la Legge 5/2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, promossa dai comitati e dai comuni virtuosi, che ha il fine di modificare in toto l’assetto gestionale dell’acqua, in particolare i servizi idrici integrati forniti negli attuali ATO provinciali. Questa legge propone un modello di governo della risorsa (e quindi del territorio) basato su nuovi Ambiti di bacino idrografico, di dimensioni decisamente inferiori agli ATO e includenti un numero di comuni molto minore, proprio con il fine di favorire il controllo da parte degli enti locali e la partecipazione delle comunità. Tale indirizzo è evidentemente in contrasto con l'ipotesi di una gestione unica per le provincie di Roma e Frosinone.
È indispensabile, quindi, che la Regione Lazio dia attuazione quanto prima alla legge 5/2014. Una proposta di legge in tal senso c’è già da parecchi mesi, la n. 238 del 2 marzo 2015, proposta dai comitati, che definisce i nuovi Ambiti di Bacino Idrografico e detta le regole che ne assicurino il governo democratico e partecipato.
Se questa proposta non sarà approvata in tempi brevi, nella migliore delle ipotesi nulla cambierà rispetto alla situazione attuale, e se anche arriveremo alla risoluzione del contratto con Acea Ato5 S.p.A., il nuovo gestore sarà comunque una controllata di Acea S.p.A.
La vera soluzione, quindi, è l’approvazione, senza ulteriori ritardi, della norma attuativa della legge n. 5 del 2014, ovvero la proposta di legge n. 238/2015.
Chiediamo a tutte le amministrazioni comunali facenti parte del vecchio ATO 5 di sostenere l’attuazione dell’unica legge regionale di iniziativa popolare in Italia che ha recepito il referendum sull’acqua del 2011.

video luciano granieri

Alvito. Mozione di risoluzione del contratto con ACEA

Il consigliere comunale Dionisio Paglia.


 Di seguito la mia richiesta al Sindaco di Alvito di inserire all'ordine del giorno della prossima seduta consiliare la discussione della mozione tesa alla risoluzione della convenzione per la gestione del servizio idrico stipulata in data 27.06.2003 tra il Presidente dell'Amministrazione Provinciale e la Società ATO5 Frosinone s.p.a. (ora divenuta ACEA ATO5 s.p.a.) per inadempimento del soggetto gestore. Non conoscendo le intenzioni del Sindaco circa la eventuale convocazione del Consiglio, ho voluto usare questa forma di pressione affinché partecipi alla imminente Conferenza dei Sindaci e voti per la risoluzione contrattuale, avendo il gestore ampiamente dimostrato la propria inadeguatezza a gestire il servizio idrico in generale ed in particolare, per quanto riguarda la mia giurisdizione, sul territorio del Comune di Alvito.
La battaglia va fatta anche per lanciare dal basso un segnale contro le velleitarie intenzioni del Governo nazionale di procedere ad accorpamenti ancora più estesi degli ambiti territoriali, come quello paventato tra ATO2 e ATO5. CHI RIPARERA' LA PICCOLA PERDITA D'ACQUA DAVANTI LE NOSTRE CASE, QUANDO SAREMO ACCORPATI A ROMA CAPITALE ?


N.B.: la mozione è quella standard presentata nei diversi Comuni della nostra Provincia.





Al Sig. Sindaco 
del Comune di Alvito


Oggetto: Richiesta inserimento dell’allegata mozione all’Ordine del giorno della prossima seduta consiliare, ai sensi degli articoli 50-51 del Regolamento del Consiglio.
               


Il sottoscritto consigliere comunale Dionisio Paglia chiede alla S.V. di disporre l’inserimento all’Ordine del giorno della prossima seduta consiliare dell’allegata mozione, tesa alla risoluzione della convenzione per la gestione del servizio idrico stipulata in data 27.06.2003 tra il Presidente dell’Amministrazione Provinciale e la Società ATO5 Frosinone s.p.a .(ora divenuta ACEA ATO5 s.p.a.) per inadempimento del soggetto gestore.



Alvito, 5 febbraio 2016                                                                       

Il Consigliere Dionisio Paglia  

mercoledì 3 febbraio 2016

REGIONE: EPPUR SI MUOVE (?)

COORDINAMENTO REGIONALE ACQUA PUBBLICA


Questa mattina, dopo 4 mesi di silenzio, l'assessore Refrigeri ha dovuto rendere conto, grazie alle interrogazioni presentate al Question Time da parte dei consiglieri del M5S e SEL degli impegni assunti davanti allo stesso Consiglio regionale che, dopo aver approvato all'unanimità la legge 5/2014, sempre alla unanimità alla fine della ormai lontano mese di settembre 2015,  aveva dato alla giunta 90 giorni per presentare la proposta di questa in ordine alla definizione dei nuovi ambiti di bacino idrografico.
Di fronte al consiglio regionale l'assessore Refrigeri ha assunto l'ennesimo impegno a presentare detta proposta in commissione ambiente nelle prossime 2/3 settimane.
I quasi 2 anni di impegni assunti e non rispettati non ci lasciano tranquilli su quanto effettivamente avverrà in questo mese di febbraio.

Bisogna infatti rilevare che ai ritardi della giunta regionale fa da riscontro l'attivismo di Acea Spa che in questo momento punta ad assoggettare ad una unica compagine societaria il servizio erogato sui vecchi Ato di Roma e Frosinone e nello stesso tempo l'attivismo del governo nazionale  che costruisce una architettura legislativa che sollecita e premia le grandi operazioni di fusione nei programmi delle 4 grandi mutiutility del Paese.
Ma è anche sui contenuti che non possiamo non manifestare timori in quanto nell'unico incontro propedeutico al tavolo tecnico, che non è mai stato attivato, che l'assessore ha avuto con i  comitati il 2 ottobre 2015, la proposta avanzata dallo stesso Refrigeri non era accettabile sullo stesso piano dei principi fissati dalla legge 5/2014.
Come coordinamento regionale per l'acqua pubblica nei prossimi giorni chiederemo con forza la convocazione del tavolo con i comitati per discutere della possibile soluzione a partire dalla proposta di legge n.238, l'unica proposta allo stato esistente e rispondente allo spirito, ai requisiti, alla lettera e alla norma della legge 5/2014. Su questo non possiamo che sollecitare la mobilitazione dei cittadini e degli enti locali a tutela di una gestione democratica e partecipata di un bene fondamentale come quello dell'acqua.

Si ricorda l'appuntamento dell'8 febbraio alle 10 a palazzo Valentini a Roma e il 18 febbraio alle ore 15 a Frosinone al palazzo della provincia dove sono convocate le assemblee dei sindaci.

VIDEO DI LUCIANO GRANIERI.

Boppers vs Coolsters

Luciano Granieri

Venerdì 5 febbraio a  partire della ore 16,00 presso l’associazione culturale “Oltre l’Occidente” in L.go Aonio Paleario n.7 si terrà il sesto appuntamento del seminario “Jazz, suoni ritmi e pulsioni vitali dell’era post-moderna. Nelle vicende storiche degli  Stati Uniti d’America, inerenti gli anni ’40 e ’50, l’humus jazzistico fu estremamente fertile.  Nacque l’irriverente, sfavillante e rivoluzionario Bebop  nero, ma contestualmente ebbe diffusione uno stile più acculturato, etereo e tranquillo, il Cool,  prettamente bianco. Furono i due stili in contrapposizione? Sicuramente  nel contesto sociale ed economico dell’America dell’epoca, il Cool era genere più accomodante e appetibile per il musical business, altro che le scalmanate sortite di quei pazzi del Bebop, ribelli e per di più neri.  Ma fra i musicisti?  Vi fu contrasto fra Lee Konitz  e Charlie Parker, fra Thelonius Monk  e Lennie Tristano?  E’ ciò che scopriremo insieme   venerdì prossimo 5 febbraio nella sala del "Minton’s"  frusinate. Ci riferiamo ad Oltre l’Occidente, obviously.



martedì 2 febbraio 2016

La bidonVILLA post moderna

Luciano Granieri




Nella città più inquinata d’Italia, l’orrido è diventato  categoria estetica imperante. In particolare nella parte bassa di Frosinone, ogni spazio, anche il più  piccolo, deve essere riempito con palazzi, palazzetti, muri, rispettando evidentemente la categoria estetica sopra citata.  L’operazione sta dando i  suoi frutti,  l’omogeneità del quadro urbanistico della città è praticamente assicurato, rispettando rigorosamente l’estetica dell’orrido. 

Ma! Esiste e resiste imperterrito un edificio all’espandersi di questa nouvelle vague urbanistica. E’ la Villa Comunale. La sua armoniosa architettura settecentesca, con la torretta di origine medioevale, fa a cazzotti con l’estetica dell’orrido, inoltre trattasi di luogo pubblico, di proprietà dei cittadini. Quale insulto all’omogeneità urbanistica della città  più inquinata d’Italia, e alla vulgata della giunta guidata dall’azzeccagarbugli abbelatore,  novello Superciuk , per cui  di pubblico, nel paesotto  che lo ha acclamato podestà, non  deve rimanere nemmeno  la più piccola pietruzza.  

Abbattere la Villa COMUNALE PUBBLICA, sarebbe l’ideale, ma per l’acquisizione del consenso è mossa azzardata. Però  per l’abbelatore sindaco di Frosinone (ormai la qualifica di rottamatore è abbondantemente passata di moda),  occultare l’edificio settecentesco abbelandolo con  orrendi capannoni in  pvc si è rivelata la soluzione ideale. E’ dalle feste di Natale che la Villa Comunale è circondata da orrendi capannoni i quali  ne inibiscono la vista ai cittadini. La bidonville post-moderna finalmente contribuisce a ristabilire l’omogeneità urbanistica fondata sull’estetica dell’orrido. L’armonizzazione con le altre brutture della città più inquinata d’Italia è finalmente ristabilita. 

I cittadini s'indignano nel veder deturpata l’unica zona decente della zona  bassa, per altro pubblica e quindi a loro destinata?  Non importa, per l’azzecagarbugli  abbelatore, essere eletti a primo cittadino, non significa avere il mandato per governare Frosinone, ma diventare direttamente proprietario  del  Capoluogo, tanto da  disporne a piacimento come se fosse una dependance di casa sua.

Nella bidonville postmoderna in pvc  pare si terrà il gran ballo in maschera di Carnevale. Un evento di beneficenza i cui proventi andranno alla Comunità di S.Egidio. La classica occasione per consentire ai notabili speculatori  della città, bacino elettorale dell’azzeccagarbugli  abbelatore, di lavarsi la coscienza sfoggiando la loro costosa mise a fronte dell’obolo donato in beneficenza. 

Resiste però  davanti alla sede del Comune in Piazza VI Dicembre, una bidonville meno moderna, diremmo quasi arcaica, tanto da meritare l’appellativo di  “tenda” che non occulta nulla. Li  dentro, non spocchiosi notabili, ma lavoratori, a cui l’azzeccagarbugli abbelatore ha sottratto il posto di lavoro, tanto da indurre qualcuno a tentare il suicidio,  vogliono  tornare in possesso di ciò che gli è stato sottratto per favorire i benefattori della Comunità di S.Egidio. Non chiedono   elemosina, men che meno alla Comunità di S.Egidio,  ma pretendono  la dignità di tornare ad essere cittadini. Quella tenda, se ci fate caso, è  architettonicamente e moralmente,  molto più bella della bidonville postmoderna che abbela la Villa Comunale. 

CHI DORME E CHI PIGLIA PESCI

Newsletter n° 7 del Comitato Provinciale Acqua Pubblica di Frosinone


Mentre finalmente i nostri sindaci sembrano concordi sulla necessità di dare il benservito ad Acea Ato 5 S.p.A. ed assistiamo ad una generale levata di scudi contro la pretesa di fusione in un’unica società di coloro che già separatamente così tanti danni fanno.
Mentre da tre mesi la regione Lazio, tra bilanci e rimpasti,  ha totalmente accantonato la definizione dei nuovi ambiti di  bacino idrografico e le nuove regole di governo degli stessi.
Mentre in rete e sui giornali c’è chi si azzuffa in cerca di gloria o di poltrone.
Il governo “innovatore” va avanti come un treno sfornando decreti sulla base di leggi  delega profuse a piene mani da un Parlamento che ha rinunciato in maniera vergognosa a fare il proprio lavoro.
Tra gli undici decreti sfornati il 26 gennaio (e che diverranno legge dopo il parere – non vincolante – delle commissioni parlamentari) c’è quello che definisce il Testo Unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale, tra i quali rientra il servizio idrico integrato.
In questa perla di modernità il modello di gestione ideale qual’è?
Ma proprio quello che ci tocca subire da quasi tre lustri e per il quale i nostri cari innovatori sono pronti a fare carte false!
E sapete qual è un indice di “virtuosità”? (Proprio questo termine viene usato)
Esattamente le fusioni, magari per incorporazione dei gestori.
Mentre da noi c’è ancora chi fa dell’acqua un pretesto per risse da cortile e per mediocri interessi elettorali, governo nazionale e multiutility – che per noi significa ACEA S.p.A. - procedono di concerto per conseguire il loro obiettivo condiviso: dividere la gestione dell’acqua in Italia tra le quattro grandi: Acea, A2a, Iren e Hera, in modo da assicurare a queste società di poter competere in maniera aggressiva sui mercati mondiali.
Ma non si accontentano solo di questo.
E’ necessario che, nell’interessa dei gestori, il trattamento della “merce” acqua sia il più possibile standardizzato, cioè occorre creare le condizioni perché siano i diversi territori ad adattarsi ai modelli organizzativi e produttivi dei gestori in modo da razzionalizzarne i costi.
E dell’interesse dei territori, del diritto fondamentale di ogni persona all’acqua?
Questo rappresenta solo un fastidioso accidente, il possibile, accettabile, danno collaterale in un’operazione di alta finanza!
Questo decreto detta dei tempi stringenti nel cui orizzonte è ancora possibile intervenire.
Prima che la fessura della porta venga chiusa è indispensabile che la regione Lazio dia attuazione alla legge 5/2014.
Se questo avverrà la visione di una gestione partecipata dalle comunità e dai cittadini sarà salvaguardata, se non  avverrà, nella migliore delle ipotesi nulla cambierà rispetto alla situazione attuale e se anche arriveremo alla risoluzione del contratto con ACEA ATO 5 S.p.A., il nuovo gestore sarà comunque una controllata di ACEA S.p.A.
Non abbiamo mesi, ma, forse, settimane.
  

domenica 31 gennaio 2016

Tutto sono, meno che un ingenuo.

Severo Lutrario



Ho anche una memoria decisamente buona e fino a quando mi sorreggerà non c'è alcun pericolo che dimentichi chi, come e quando sulla vicenda dell'acqua ne ha fatte di cotte e di crude.
Non credo alle “folgorazioni sulla via di Damasco” e certe conversioni dell'ultim'ora le imputo a calcoli diversi rispetto ad un “tardivo ravvedimento”.
Ma sono una persona che le cose e le battaglie le fa perché sono giuste e devono portare ad un reale e concreto risultato che cambi sia la qualità della vita delle persone e sia in una qualche misura lo stesso loro modo di pensare.
E' questo che significa fare politica sociale, cioè agire perché la realtà concreta in cui ci è dato vivere si modifichi nella direzione che riteniamo migliore.
Per fare questo bisogna fare i conti con le istituzioni politiche ed amministrative che ci sono ed interagire con queste a prescindere dal giudizio politico ed umano che se ne ha, ed esclusivamente sulla base degli atti concreti posti in campo da queste istituzioni.
A chi si sfoga con il “sono tutti uguali”, “è tutto inutile”, “tanto faranno come al solito” voglio dire che rimandare la difesa di diritti e qualità della vita alla nemesi vendicatrice di una conquista elettorale delle istituzioni o all'assedio del palazzo con i forconi, si scontra con l'esperienza storica.
Banalmente, il momento più alto in cui in Italia la Costituzione materiale si è più avvicinata alla Costituzione repubblicana è stato nel biennio 1969-1970, in cui al governo del paese non c'era nessun rivoluzionario e nessun comitato di salute pubblica, ma nel paese reale i rapporti di forza erano tali da imporre a quelle istituzioni la riforma previdenziale e lo Statuto dei Lavoratori.
Io non sono un bilioso scontento, non sono un arruffapopolo col mal celato desiderio di entrare nelle istituzioni, io sono un rivoluzionario e vivo ogni ingiustizia nei confronti di chiunque come se fosse fatta a me e mi adopero, qui ed ora, per cancellarla.
Non sono nato ieri ma prendo atto che in pratica tutte le parti politiche ed istituzionali fino a ieri complici, silenti, accomodanti con ACEA ATO 5 S.p.A. si dichiarano oggi a favore della risoluzione del contratto.
Questo è il dato di fatto che interessa e lasciamo al gossip politico le baruffe su chi si accoda a chi e sull'entità delle rispettive rogne.
A noi preme e serve “capitalizzare” questa “convergenza astrale” sapendo perfettamente che la partita è tutt'altro che finita e che per giungere all'effettiva risoluzione passeranno mesi e per avere un nuovo gestore passeranno anni in cui quel che si definisce oggi potrà essere rimesso in discussione.
A noi serve che a questo risultato parziale segua il fatto che questo Consiglio Regionale (questo e non un altro futuro, scaturito dai nostri sogni e dalle nostre aspettative) dia attuazione alla legge regionale 5/2014 in modo da scongiurare che ACEA, cacciata dalla finestra, rientri dalla porta.
Per quelli che ritengono inutile tutto questo c'è solo una possibilità: domani, facciamo alle 15.00 (insomma dopo mangiato) forconi alla mano, potete fare un bell'assalto al palazzo d'inverno.