Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

venerdì 4 marzo 2011

Spegnere il fuoco con la benzina

di Luciano Granieri


Come è ormai evidente a tutti dopo svariate analisi, considerazioni, valutazioni dei misuratori economici, la crisi non è affatto conclusa. Anzi la smania capitalista di voler risolvere il crack  usando le armi che l’hanno provocato, acuisce ancora di più gli effetti nefasti che si riversano  su lavoratori, disoccupati, insegnanti, ricercatori.  Risolvere con artifizi finanziari e speculativi i  problemi che proprio la finanza e la speculazione hanno creato è da mentecatti, oppure è da furbi. Infatti, proprio in nome della crisi che diminuirebbe la nostra competitività sui mercati, si è approfittato per ridurre ulteriormente  salari, diritti, accesso ai servizi pubblici  fondamentali come scuola e sanità. Sono passate bestialità come il piano Marchionne e lo statuto dei lavori  del Ministro Sacconi. Insomma si è continuato ancora di più a rubare ai poveri per dare ai ricchi. Il risultato è che chi aveva la yacht da 40 metri ora può acquistarne uno da 50, chi aveva a malapena il reddito necessario per  sopravvivere, oggi non ha nemmeno quello. Tutto ciò in nome di una competitività che per le persone normali, significa competere  contro  il tempo per arrivare a fine mese con un misero stipendio. Ciò detto  troviamo utile ogni contributo e discussione  che si attivi su tali questioni, per cui con molto piacere abbiamo partecipato all’assemblea pubblica  organizzata dal coordinamento  provinciale dell’Unione Sindacati di Base (Usb) che ha voluto riunire, sindacati, associazioni, cittadini e amministratori locali, per un’analisi del problema e una sua eventuale proposta di soluzione.  L’11 marzo scorso,  ci siamo ritrovati,  presso il salone di rappresentanza della Provincia di Frosinone a dibatterne  con  Paolo Sabatini dell’Esecutivo Confederale Nazionale USB, Severo Lutrario del coordinamento Acqua Pubblica della provincia di Frosinone, nonché membro dell’esecutivo provinciale USB, Francesco Notarcola, presidente della consulta delle associazioni di Frosinone e due amministratori locali Francesco Trina  Assessore Provinciale per le attività produttive, e il sindaco di Frosinone Michele Marini. In particolare Trina aveva il compito di  illustrare le conseguenze  della crisi sul tessuto produttivo provinciale e le eventuali misure che la Provincia ha messo o metterà in atto per ridurne gli effetti, mentre il Sindaco Marini doveva    spiegare le conseguenze dei  tagli effettuati dal governo sulle  risorse destinate ai comuni. Le analisi sono state totalmente concordi. Si è certificata una devastante crisi che attanaglia in modo selvaggio la nostra provincia. Si è altresì certificato che le conseguenze ricadono esclusivamente sul lavoro dipendente e, ancora, si è accertato   che Province e Comuni , privati progressivamente dei fondi statali , costretti inoltre ad anticipare somme dovute dalla Regione,   poco possono fare. Tutti d’accordo dunque? Sull’analisi si,  è il rimedio che non ci convince , soprattutto ascoltando le ricette proposte dell’Assessore Trina.  Nell’esposizione del programma provinciale per limitare gli effetti della crisi,  Francesco Trina ha posto soluzioni  trite e ritrite, sintomo che la questione non è ancora chiara o non vuole essere percepita.  Abbiamo sentito discettare  di masterplan, di microcredito, di finanziamenti agevolati il tutto per consentire a chi è  senza lavoro o è in cassa integrazione di aprire un’attività propria, con l’aiuto di consulenti messi a disposizione della Provincia.  Ve lo immaginate un dipendente della Multiservizi che non percepisce gli stipendi arretrati perché fagocitati dai  voraci manager pagare anche la rata di un ulteriore finanziamento , o un cassaintegrato della Videocon  che,  oltre alle bollette e la multa per occupazione dell’autostrada, deve farsi carico di un altro esborso per   l’apertura di un’attività dal futuro incerto?  Non sarà il caso di rivedere il sistema  e mettere qualche soldo in più nelle tasche dei lavoratori ? Attraverso le maggiori entrate di una “PATRIMONIALE” ,ad esempio. Oppure, rimanendo a livello locale, cosa impedisce di effettuare degli incroci fra le utenze, le proprietà e la denuncia dei redditi di un cittadino per scoprire se esiste evasione fiscale?  La crisi si è determinata per colpa di quegli stessi istituti che dovrebbero erogare  il microcredito e il finanziamento per consentire l’apertura delle nuove imprese di cui parla Trina. E’ chiaro o no che non si può spegnere l’incendio con taniche di benzina?  Affinché chi deve intendere intenda, per ribadire ancora una volta che la crisi la devono pagare i veri colpevoli e non le vittime diventa necessario e fondamentale scioperare e scendere in piazza  l’11 marzo prossimo affianco  dell’USB. Cominciamo a prendere in mano il nostro futuro !!!!!
Di seguito alcuni interventi :











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