Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 7 maggio 2015

Il ponte proletario

Luciano Granieri


Alla locomotiva proletaria cantata da Francesco Guccini, oggi si affianca una infrastruttura altrettanto proletaria.  E'  il pontile sul Canal Grande installato a Ca’ Corner della Regina sede della fondazione Prada a Venezia. Gli effetti dell’azione di questo ponte, manifestatisi ieri - lungi dall’essere così cruenti rispetto al sacrificio del macchinista anarchico, cantato da Guccini,  lanciato con la locomotiva verso il treno pieno di signori - hanno comunque fatto trionfare la  giustizia proletaria. La passerella  gravata di velluti e ori si è ribellata e ha disarcionato, scaraventandoli in acqua, i signori imbellettati, cravattai  ed incravattati, che si stavano recando all’esclusivo cocktail organizzato dalla fondazione Prada. Sicuramente i proletari sono più buoni dei padroni, ogni tanto, raramente , si limitano a gettare i signori dal ponte ma dove sotto c’è l’acqua. I padroni lobbisti e speculatori, invece sono molto più crudeli, infatti quasi ogni giorno scaraventano interi pezzi di popolazione giù nel burrone della disperazione. Uno strapiombo dove al fondo non c’è l’acqua ma la dura roccia. Onore al ponte proletario dunque.

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