Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 7 maggio 2015

La dittatura dell'acqua

Luciano Granieri



Che lo strapotere delle multinazionali fosse stratosferico era noto, ma ciò che è accaduto all’assemblea dei sindaci di Acea Ato5 del 7 maggio puzza di regime lontano un miglio. Il regime dei Caltagirone, della multinazionale Gdf Suez , che hanno messo in un angolo l’azionista pubblico di maggioranza di Acea , il Comune di Roma.  

La conferenza dei sindaci, presieduta dal Presidente della Provincia, nonché sindaco di Ferentino  Antonio Pompeo, era chiamata all’approvazione del piano di investimenti proposto da Acea per la gestione del servizio idrico. Un piano nettamente insufficiente a fronte anche dell’esosità delle bollette richieste. Un passaggio delicato, il cui esito è stato già fortemente messo in dubbio da una parte dei sindaci nel corso della conferenza tenutasi  nel mese di marzo. 

Oggi non si dovevano correre rischi perché il padrone  vuole essere servito senza se e senza ma. Per cui l’assemblea pubblica è stata interdetta non solo ai cittadini, ma anche a quegli amministratori  in disaccordo con i soprusi di Acea e gli atteggiamenti servili dei controllori.  Emblematico il caso del consigliere comunale Marco Maddalena,   oppositore di Antonio Pompeo in veste di sindaco di Ferentino  e del consigliere provinciale Gianni Bernardini, oppositore di Antonio Pompeo in veste di Presidente della Provincia e presidente dell’autorità d’ambito, i quali non riuscivano ad entrare in un  luogo, la sede della Provincia, dove soprattutto Bernardini, esercita il suo mandato di consigliere. 

Dopo estenuanti trattative i due amministratori  hanno avuto accesso al Palazzo, e non poteva essere diversamente perché in caso contrario l’amministrazione Provinciale avrebbe rischiato un bell’esposto. Ma come ricordato il manovratore non doveva essere disturbato, per cui i due consiglieri sono stati segregati, nella stanza di Bernardini, guardati a vista, perché mai e poi mai avrebbero dovuto accedere nella sala dove l’assemblea dei sindaci stava discutendo e approvando i piani di Acea. 

E’ stato riferito che l’emissione di un’ordinanza del Presidente Pompeo, peraltro resa nota all’ultimo momento, interdiva la presenza ad altre figure che non fossero i sindaci. Allora perché è entrato un’assessore insieme al sindaco di Cassino Petrarcone? Perché è entrato il consigliere provinciale di maggioranza Danilo  Magliocchetti ? 

Al di là delle decisioni che sono state prese, su cui riferiremo in altra parte del blog, oggi a Frosinone si è consumata la devastazione di ogni principio democratico.  L’interdizione di cittadini e amministratori non allineati  ad un assemblea pubblica dove venivano decisi  provvedimenti  fondamentali per la vita della collettività , quali le modalità di gestione del servizio idrico, non è solo  mancanza di rispetto verso i cittadini stessi, ma anche un enorme vulnus democratico.  

Da un lato non è il caso di stupirsi, siamo nell’era buia del becero e cafone dispotismo renziano, fatto proprio da tutti gli amministratori locali targati Pd, Pompeo ne è un formidabile esempio, dall’altro questi fatti dovrebbero chiamare alla sollevazione tutti i cittadini sinceramente democratici a cominciare da quegli elettori del Pd che hanno creduto di votare un partito rispettoso del dettato Costituzionali e della Repubblica nata dalle lotte Partigiane. Oggi è dittatura a tutti i livelli, nazionale e locale. E’ quindi ora che inizi una nuova lotta di liberazione dal dittatore lobbista e dai suoi ignobili servi che infestano le istituzioni democratiche.

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