Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 19 settembre 2013

Continuo ed immotivato attacco al presidio ospedalieri di Anagni

COMITATO SALVIAMO L’OSPEDALE DI ANAGNI – ASSOCIAZIONE DIRITTO ALLA SALUTE www.dirittoallasalute.com

La Das ospedaliera denuncia il continuo e immotivato attacco nei confronti del presidio ospedaliero di Anagni da parte della dirigenza aziendale nonostante l’ordinanza del Consiglio di Stato.
 I pochi operatori rimasti,  avrebbero dovuto garantire quelle attività ambulatoriali attive, a  partire da settembre, ma sembra che anche questo non sarà più concesso ad Anagni. Tutto questo accade in contrasto allo stesso decreto 80 della Polverini, che disponeva la riconversione dell’Ospedale  con un ospedale distrettuale di tipo B: con annessi servizi di diagnostica di laboratorio e radiologico, 15 posti di degenza infermieristica e attività ambulatoriali e un punto di primo intervento h 24.
A conforto di quanto sopra fu presentato in azienda un progetto elaborato da molti  medici e dal Comitato Salviamo l'ospedale di Anagni, che garantiva il funzionamento di diversi ambulatori con la disponibilità di professionisti sanitari, quali il pediatra, l'otorino, l'allergologo, il diabetologo, il ginecologo e non ultima  la riapertura del servizio di mammografia già tecnicamente ripristinato ma che resta inutilizzato.
 Tutte promesse, non mantenute,  dallo  stesso Direttore  Generale (D.G.) nel suo tour di presentazione durante la visita degli ospedali ciociari.
 Al momento, funzionano, in misura minima, gli ambulatori di urologia, angiologia, chirurgia, pneumologia, nefrologia e dialisi, ortopedia, cardiologia ,la Tao il laboratorio analisi e la radiologia, fisiokinesi terapia e neurologia  oltre al reparto di Nefrologia e dialisi, l'unico rimasto aperto e operativo, e il punto di primo intervento che ha sostituito il pronto soccorso. Gli ambulatori attualmente  funzionano un giorno a settimana e non sono minimamente rapportati alla enorme richiesta sanitaria.
 Come mai a distanza di mesi non se ne è fatto più nulla? Come mai la Direzione del Polo e quella Aziendale sono  latitanti? Perché nel piano Aziendale che il D.G.  ha presentato e per ben due volte respinto,  l’ ospedale di Anagni non viene menzionato? Cosa intende fare l’Azienda nei confronti della sentenza del  Consiglio di Stato e del  decreto 80? Ci sono forse interessi per favorire la sanità privata?  Una sanità pubblica che invece  è  sempre più richiesta in un momento come questo in cui il lavoro sta scomparendo, a causa della crisi che attanaglia il territorio, dovrebbe essere favorita.
Pertanto rivolgiamo un appello a chi può e ne ha il dovere, in particolare agli  eletti in questa zona,  a cambiare le cose... possibilmente in meglio!

Nessun commento:

Posta un commento