Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 11 giugno 2015

Affossiamo la riforma renziana.

Dionisio Paglia
Presidente Comitato Provinciale in difesa della Costituzione.


Il disegno di legge renziano sulla "buona scuola" ha subìto un primo stop in Commissione "Affari Costituzionali" del Senato. L'ulteriore iter parlamentare si presenta come un percorso ad ostacoli: il testo dovrebbe passare al vaglio della Commissione "Bilancio" del Senato, ma c'è un problemino, essendo stata chiesta l'autorizzazione a procedere all'arresto del Presidente della commissione stessa, il senatore Azzollini; il testo poi dovrà passare anche in Commissione "Istruzione" e lì la maggioranza viaggia sul filo di uno-due voti. In caso di modifiche il testo dovrà tornare alla Camera, ragion per cui se non si chiude la "pratica" entro il 30 giugno, slittano riforma e assunzioni dei precari di un anno. Questo è il ricatto che i renziani stanno usando per spingere i più riottosi a far passare la riforma. Ovviamente l'assunzione dei "centomila" precari potrebbe essere stralciata dal disegno di legge, ma Renzi non lo farà mai, come rappresaglia nei confronti della minoranza del suo partito.
Avete capito ora perché Renzi vuole abolire il Senato elettivo? Perché lo ritiene un intralcio alla sua opera riformatrice. La bocciatura in Commissione Affari Costituzionali viene giudicata dalla sua maggioranza come un incidente tecnico di percorso: questa è la sensibilità istituzionale dei renziani ! 
Questo disegno di legge è incostituzionale perché mina la libertà d'insegnamento, tutelata dall'art. 33 della Costituzione, sottoponendola ad una logica aziendalistica del sistema scolastico, affidato a un preside-manager dotato di poteri enormi sia per la questione del personale che per gli stessi contenuti della didattica, con il definitivo superamento delle prerogative degli organi collegiali ridotti  ad organismi consultivi.
Questo disegno di legge prevede l'ennesima incostituzionale elargizione di fondi alle scuole paritarie: circa 200 milioni di euro che si aggiungono alle altre risorse che direttamente o indirettamente Regioni ed Enti locali versano nelle casse delle scuole private.
La scuola Statale dovrà affidarsi al 5 x mille (momentaneamente stralciato ma che il Governo ha dichiarato di voler ripresentare nella Legge di stabilità) con tutte le disuguaglianze che questo comporta, in virtù della dislocazione geografica degli istituti.
Dopo lo sciopero del 5 maggio e il riuscito boicottaggio delle prove Invalsi, la mobilitazione degli insegnanti continua in questi giorni con lo sciopero degli scrutini, ma già ci si attrezza e si discute sul dopo voto, qualora non si riuscisse ad arrestare la riforma, sulla possibile celebrazione del referendum abrogativo.
Sosteniamo la resistenza del mondo della scuola a questa riforma renziana, per salvare la scuola pubblica, la sola in grado di realizzare l'art. 3 della Costituzione, vale a dire la rimozione delle disuguaglianze.

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