Vittorio Arrigoni da Gaza risponde a Roberto Saviano che sostiene Israele |
Il blogger pacifista decostruisce pezzo per pezzo la retorica filoisraeliana e la complicità dello scrittore Roberto Saviano. Uno "scrittore di fama" che qualcuno ha definito coraggiosamente e in controtendenza "Un eroe di carta". I fatti hanno dimostrato che è veramente così. |
Le rovine
"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Buenaventura Durruti
mercoledì 13 ottobre 2010
Restiamo umani!
da Forum Palestina
Cassino non sarà un'altra Pomigliano
di Ignazio Mazzoli
Aquino. E' stata un importante centro dei Volsci e poi città romana posta sulla via Latina. Oltre che di San Tommaso è patria di Decimo Giunio Giovenale poeta satirico romano, di Pescennio Negro governatore della Siria e Imperatore d'Oriente nel 193 e di Rinaldo d'Aquino poeta della "Scuola Siciliana".
Venerdì 8 ottobre ore 17,30. La sala del consiglio comunale di questa cittadina di così lontane tradizioni ha tenuto a battesimo la prima iniziativa esterna della Associazione Per l'Alternativa di centrosinistra, che ha voluto affrontare il tema dei contratti dei lavoratori dopo il prendere o lasciare che la Fiat ha imposto nello stabilimento di Pomigliano in Campania.
L'iniziativa si è avviata dopo una importante riunione di operai Fiat dello stabilimento di Piedimonte S. Germano, iscritti alla Fiom. C'è da dire che molti altri, già fuori, aspettavano per seguire la riunione dell'Associazione e questo ha dato subito il segno che la scelta del tema per questa iniziativa era stato azzaccato e rivestiva interesse.
Si è entrati subito nel vivo attraverso gli interventi di Enrico Ceccotti che per il dipartimento economico del Pd segue le aree di crisi, e in particolar modo dopo che ha preso la parola il segretario nazionale della Fiom Enzo Masini che ha ripercorso le tappe e le amarezze della vicenda di Pomigliano e la lacerazione fra sindacati che ne è seguita. Importante il suo dire che ancora una volta ha messo in luce come troppo si sia mistificata la posizione del sindacato da lui rapprersentato. La Fiom in tutti i contratti che ha firmato in questi anni mai si è tirata indietro rispetto ai sacrifici di orario e di retribuzione per affrontare la crisi, ma sempre è stata irremovibile rispetto ai diritti costituzioinali e quindi sindacali dei lavoratori. Tutti gli interventi che sono seguiti si sono misurati con questi temi.
E mentre oggi Cisl e Uil, senza Cgil, hanno manifestato a Roma in piazza del Popolo per un fisco giusto, per «meno tasse e più lavoro» su cui c'è l'accordo di tutti e che per questo obiettivo i tre sindacati all'inizio avevano lavorato insieme. Alla domanda "perché arrivare divisi?" Bonanni ha risposto "Perché in questi ultimi mesi ci siamo allontanati così tanto, che credo sia meglio per tutti arrivare a una piazza tutta nostra con richieste tutte nostre".
Ad Aquino invece ieri sera Fiom, Fim e Uilm erano tutte insieme e c'è da dire che tutte hanno compiuto uno sforzo di dialogo.
"Cassino non sarà un'altra Pomigliano". Questa importante affermazione è stata di Mario Spicola della Fim-Cisl ed è stata molto apprezzata da tutti. Certo a nessuno sfugge che in un momento in cui si tenta di cancellare definitivamente un contratto nazionale di riferimento potrebbe essere una battufa facile da pronunciare e fors'anche scontata come Francesco Giangrande della Uilm non ha tardato a rammentare, ma lo spirito con cui l'impegno è stato dichiarato beneficiava del contesto di un clima che ha costantemente evocato come la sopravvivenza della Fiat di Cassino sia frutto di una duratura unità sindacale. Ed in questo quadro che il sindacalista della Uil ha rivolto un apprezzamento all'iniziativa che si stava svolgendo perchè a suo dire c'era particolarmente bisogno di una sede dove rappresentare liberamente e a tutti, non solo operai, le ragioni di scelte e decisioni prese.
Nelle conosciute diversità una nota è stata chiara e martellante. Quella di dubitare della Fiat, dei sui impegni e del suo reali interesse per "Fabbrica Italia". In molti hanno sottolineato come il cuore degli affari della Fiat si fa sempre più lontano dal nostro Paese, dall'italia. Ermisio Mazzocchi del Pd ciociaro lo ha affrontato con forza questo problema , ma su di esso sono tornati il socialista Spiridigliozzi ed il comunista Orlando Cervoni. Non solo dirigenti politici e sindacali hanno occupato le oltre due ore di confronto. Particolarmente atteso e seguito è stato l'intervento dell'operaio Pompeo Rasi, responsabile Fiom Cgil della Fiat di Piedimonte S. Germano che ha esposto una ricostruzione lucida e puntuale delle condizioni di crisi e di lotta dei lavoratori che sono dominati da incertezze per il loro futuro e quello delle famiglie. Preoccupazoione si, ma nessuna incertezza a misurarsi con le difficoltà ed i rischi.
Tutto bene dunque? La voglia di parlarsi oggi è già molto. Guai a non apprezzarla. Almeno tre riflessioni sono opportune, tuttavia, e si possono fare con serenità proprio grazie alle novità positive che abbiamo citato.
La prima considerazione riguarda l'unità sindacale. In particolare per un aspetto molto importante che è quello relativo alla rappresentanza e quindi la democrazia fra i lavoratori. Il tema anche ad Aquino è stato evocato più volte e con sottolineature diverse.
Non pare a noi che la Cgil si rifiuti di discutere di democrazia sindacale e di rappresentanza. Ci potrebbero essere anche altri temi comuni: la legalità, ad esempio. C'è una gran voglia di buone notizie, ma abbiamo dovuto aspettare per sapere dal segretario della Cisl Bonanni quando riprenderanno a discutere insieme. E' importante saperlo per tutta l'Italia, dal momento che il sindacato è una solida barriera allo sfascio di questo paese. Abbiamo letto oggi su l'Unità la risposta a questa domanda: «Aspetto il nuovo segretario della Cgil per riaprire questo discorso e spetterà al nuovo segretario riaprire questo discorso...». Molto garbo verso Susanna Camussi. Ma non potrà farsi tardi perchè intanto si continuano a scavare profonde trincee?
A proposito di sindacato ci piacerebbe riprendere la discussione appena accennata da Giangrande su sindacato riformista e sindacato antagonista. Con l'aggettivo riformista in questi anni ci si è fatto a palla. tutti erano riformisti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Forse vale proprio la pena di riparlarne ed anche presto avendo idee chiare di cosa riformare e come. Non come per la riforma della Magistratura.
La seconda riflessione riguarda le forze politiche. Ieri oltre un dirigente sindacale nazionale quale Enzo Masini, c'erano anche altri due dirigenti impegnati in attività che li proiettano su tutta l'Italia, Enrico Ceccotti del Pd e Franco Argata della presidenza nazionale dell'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra (ARS). Insieme a loro dirigenti provinciali di altre forze del centrosinistra.
L'Associazione Per l'Alternativa di centrosinistra nasce con lo scopo di sollecitare costantemente una visione unitaria fra le forze del centrosinistra facendo conoscere tutte le proposte positive utili ai cittadini ed alla società; favorendo la presenza dei cittadini sui problemi, insegnando l'indispensabile indignazione contro le ingiustizie e la lotta democratica conseguente; svolgendo corsi di formazione per gli eletti (costituzione, leggi, normative e procedure) per una presenza nelle istituzionie sempre più all'altezza delle situazioni sociali, economiche e giuridiche.
Questo compito che si ritiene utile e importante per tutta la società proviciale deve vedere i rappresentanti dell'associazione assolutamente imparziali nelle iniziative unitarie. Che senso ha avuto far aprire e chiudere il dibattito al rappresentante del Pd? Sicuramente questa scelta viene interpretata come la volontà di imporre un interlocutore e quindi denota una atteggiamento subalterno di chi ha promosso e costruto l'iniziativa. Ma così si fa un danno anche al Pd al quale va un grande apprezzamento per gli sforzi del suo segretario generale Pier Luigi Bersani, ma che qui non vengon apprezzati perchè la traduzione ciociara di questo partito è considerata responsabile di infiniti danni, di malcostume e della sconfitta del centrosinistra. Basta? Il giorno che si vorrà conoscere le posizioni di un singolo partito l'Associazione convocherà e svolgerà, alla luce del sole, un'apposita iniziativa.
La terza ed ultima riflessione riguarda la donne e gli uomini di questa Associazione. Molti l'hanno già fatto notare: nei comportamenti bisogna fare sforzi in più per metter in luce questa organizzazione e per farla apprezzare. No c'è da mimetizzarsi dietro altre sigle. Qualcuno iersera ha detto nel suo intevento "che bellissimo nome Associazione Per l'Alternativa di centrosinistra". Forse gli richiamava alla mente l'Ulivo 2? Forse! Ma certamente per noi che l'abbiamo pensato significa voglia di far misurare, crescere, convivere, tutte le forze del centrosinistra italiano partiti e associazioni e questa è la nostra bussola. L'Italia ha bisogno di tutte queste forze. Questi anni di vuoto artificiale prodotti dalla veltroniana vocazione maggioritaria ci pesano mortalmente sulle spalle. Ciò non significa disconoscere i rapporti di forza fra i diversi partiti, anzi mi sento di dover augurare a Pier Luigi Bersani ogni successo per riuscire a fare grande il suo partito, ma ciò che dico significa che dobbiamo rispettare le organizzazioni tutte come soggetti egualmente importanti del patrimonio politico della sinistra italiana. Un invito mi sento di dover fare a tutti noi: dimostriamo in ogni nostro impegno di essere preparati, di aver studiato, di sapere cosa vogliamo dire e a chi vogliamo dirlo. Tutti capiranno quanto li rispettiamo.
Turbogas Tutti convocati
da Rete per la tutela della Valle del Sacco
Tutti convocati, ricercatori del cnr, consiglieri dell’opposizione, di maggioranza, tecnici della turbogas, sindacalisti, ambientalisti e assessori provinciali, regionali e comitati di cittadini. Assente non convocato, il Comune di Artena, forse per la posizione assunta nei confronti dell’impianto. La convocazione, frutto della pressione degli ambientalisti che per primi hanno soccorso i cittadini, dimostra che quando voluta, la democrazia partecipata è un percorso sempre attivabile. Solo che cercarla ora, scandita dal conto alla rovescia delle ore concesse e con l’autorizzazione già rilasciata, rappresenta tutto, tranne la restituzione del diritto leso. Metaforicamente si può affermare che il “bagno di sangue” è assicurato ed anche chi lo versa, rimangono da stabilire le modalità. Due gli scenari possibili: o revocare l’autorizzazione pagando un risarcimento super milionario a favore della Termica Colleferro, con soldi pubblici, in altre parole nostri, oppure tenere la borsa chiusa e scaricare il danno su ambiente e salute, sempre dei cittadini. Vedremo cosa sceglieranno. Per evitare che i cittadini rimangano vittime di simili procedure, stiamo valutando con i nostri legali, di sollecitare l’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia da parte della Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea con riferimento all’avvio delle procedure autorizzative per la turbogas, in palese violazione alla Convenzione di Aarhus, per poi chiedere alla Corte dei Conti che il danno erariale derivato dalla sanzione sia risarcito dai singoli responsabili amministrativi. Pensare che il vicolo cieco nel quale siamo stati messi, si poteva evitare con l’esercizio tempestivo del buon senso, rende ancora più amara questa vicenda. L’istallazione di fonti di energia rinnovabili, ad esempio, avrebbe ridotto il fabbisogno energetico complessivo ed azzerato, per quota parte, sia l’emissioni nocive, sia l’impiego di fonti fossili. La turbogas, presentata come la tecnologia più efficiente per produrre energia, e prevista all’interno del comprensorio industriale Secosvim produrrà elettricità e vapore, quest’ultimo, necessario principalmente all’Avio SpA. La responsabilità per un concreto miglioramento ambientale, sanitario ed energetico, se estesa anche alle imprese, determina interventi sui processi industriali al fine di renderli meno “energivori”e dunque meno impattanti. Provvedimento che, se adottato dall’Avio, avrebbe due effetti: ulteriore riduzione del fabbisogno energetico e garanzia occupazionale. Per quanto non di nostra specifica competenza, l’ultimo aspetto, offre un elemento di riflessione sia ai sindacati sia ai lavoratori. Quando un imprenditore smette di investire nella sua impresa, è sempre un segnale negativo. Il doppio ruolo, infatti, della Avio come principale consumatore di vapore da una parte e socio turbogas (per il 40%) dall’altra, ci induce a ritenere che l’operazione in atto, altro non è che un’esternalizzazione dei costi. Si abbattono i costi del vapore e aggiungono i ricavi, fuori del “core business” aziendale, della vendita dell’energia elettrica. Uno scenario che spianerebbe all’impresa, la strada per una futura delocalizzazione. L’incremento del 1150% di potenza elettrica, in una situazione di consumo che rimane stabile, è un altro elemento che il buon senso avrebbe potuto intercettare sollevando almeno un interrogativo. Una maggiore attenzione, inoltre, nella lettura dello Studio di Impatto Ambientale, redatto dalla società proponente, avrebbe permesso l’individuazione di altri punti meritevoli di approfondimento. Per esempio, tra pag. 58 e 61 si legge “ si quantifica in 18 t/h il fabbisogno di vapore alle utenze del consorzio”, successivamente “ Data la notevole estensione del comprensorio non esiste una rete di raccolta delle condense. Tuttavia la Centrale è predisposta per poter ricevere le condense, fino al 100% del vapore inviato, qualora in futuro fosse realizzata la rete di raccolta. La Centrale inoltre è predisposta per servire una futura rete di teleriscaldamento” ed infine, “ Come detto precedentemente la Centrale è predisposta a riutilizzare, reintroducendola nel ciclo termico, l’acqua di condensa di ritorno dal comprensorio, fino al 100% del vapore inviato, qualora in futuro fosse realizzata la rete di raccolta”. Alla faccia dell’efficienza energetica ! questo appare un inutile e clamoroso spreco di ben 18 tonnellate/ora di vapore. Sempre sullo studio, pag. 81 si evince che la quantità annua emessa di monossido di carbonio aumenterà nonostante la diminuzione della sua concentrazione nei fumi di scarico, sorprende che nessun Ente locale abbia sentito la necessità di approfondire quest’aspetto chiedendo una riduzione percentuale quantitativa almeno pari a quella delle concentrazioni, avallando, di fatto, emissioni nocive a scopo di lucro. Sempre sul monossido di carbonio a pag. 150 dello studio ci si limita a presentare il dato triennale rilevato dalla centralina posta in Via Oberdan, ma non si riportano le previsioni nello scenario di progetto. Lo studio riporta l’oggettivo incremento complessivo dei fumi emessi nello scenario di progetto, ma sorvola sulla quantità di anidride carbonica (CO2) e sul particolato fine e relative conseguenze sanitarie, che invece meritano specifici approfondimenti. Sull’incremento di CO2 occorre ricordare l’esistenza di un protocollo d’intesa sottoscritto da molti Comuni della provincia che si sono impegnati a perseguirne la riduzione. Nel caso di specie, con una mano si sottoscrive un impegno e con l’altra si contraddice. Il confronto vero, però, non è sul piano tecnologico, ma culturale. E’ tra due letture diverse dello stesso problema. L’una enfatizza la necessità di produrre energia, l’altra propone la sostenibilità dei consumi attraverso l’efficienza energetica, il rispetto e difesa di ambiente e salute e ponendo attenzione all’uso razionale delle risorse, che non sono infinite, da lasciare alle future generazioni ed è a quest’ultima che come ambientalisti siamo orientati.. Non trascurabile inoltre, è il probabile costo, a totale carico pubblico, del danno sanitario ed ambientale causato dalle emissioni dell’impianto che stimiamo essere mediamente di circa 350.000,00 euro l’anno. Paradossalmente se la “bolletta” energetica dell’azienda al netto degli interventi sopra citati di riduzione del fabbisogno, fosse inferiore al danno, converrebbe offrire un contributo per risparmiare soldi pubblici e sofferenze ai cittadini, oppure richiederli all’azienda per i futuri impieghi. Per ultimo, ma non per importanza, è il danno patrimoniale che la prossimità dell’impianto al recente insediamento abitativo, recherà ai residenti. I tecnici della turbogas minimizzano, in tal caso non dovrebbe costituire un problema il rilascio di garanzie reali a favore dei residenti, nell’eventualità, si verifichi il danno. Ci appelliamo, dunque, a tutti i cittadini, associazioni e forze politiche che non intendo consolidare una cultura insostenibile a danno dei cittadini violandone i diritti, a sottoscrivere la petizione popolare che in questi giorni ha preso il via nei Comuni di Artena e Colleferro
Le Associazione ambientaliste del territorio
martedì 12 ottobre 2010
Sanità Ciociara fra fasce e fasci
di Luc Girello
Non è vero che la sanità non ha colore. La sanità ha il colore della giustizia sociale, della Costituzione antifascista. La sanità ha il colore della salute pubblica che non deve essere oggetto di mercificazione e prerogativa di pochi. Questo colore non può che essere uno solo, come una sola può essere la musica che accompagna i riflessi filmati della manifestazione contro i tagli alla sanità della Provincia di Frosinone maldestramente decisi dalla Polverini.
Per chi avesse qualche problema a riconoscere la traccia musicale segnaliamo che si tratta de “L’Internazionale” splendidamente eseguita dagli Area.
Sindaci contro la Polverini
di Luciano Granieri
Prosegue la protesta del popolo ciociaro contro la cancellazione della sanità pubblica nella Provincia di Frosinone operata dal governatore della Regione Lazio Renata Polverini. Dopo la manifestazione per sollecitare l’apertura del nuovo ospedale “Fabrizio Spaziani”, che non sarà mai DEA di II livello come sostengono Apruzzese e Fiorito se, come è certo, Frosinone sarà inserita nella macro area Roma est, dopo varie sollevazioni locali culminate con l’impiccagione del fantoccio di Renata Polverini da un balcone dell’ospedale di Pontecorvo, alcuni sindaci e amministratori della Provincia, movimenti, associazioni di liberi cittadini, hanno dato vita lunedì 11 ottobre ad un corteo di protesta che dalla sede del Comune di Frosinone si è snodato per le vie del centro fino a raggiungere il palazzo dell’Amministrazione provinciale. Questa manifestazione precederà quella di mercoledì 13 ottobre a Roma con sindaci e popolazione che chiederanno di essere ricevuti dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, visto che Renata Polverini ha rifiutato l’incontro. Come è nostra consuetudine abbiamo seguito il corteo da manifestanti, interloquendo e scambiandoci opinioni con gli altri: amici, compagni della Rete Antifascista Antirazzista del Basso Lazio, e semplici cittadini. La manifestazione, come testimoniano i video è stata molto partecipata, con il coordinamento contro la chiusura dell’ospedale di Pontecorvo in prima linea. Le modalità di svolgimento hanno ricalcato quanto è avvenuto nel corso della protesta per sollecitare l’apertura del nuovo ospedale “Fabrizio Spaziani” . Ovvero, con l’esponente di Rifondazione Comunista , il metalmeccanico Guglielmo Maddè, a dettare i tempi del corteo e i sindaci, i movimenti , i coordinamenti a seguire le indicazioni dell’operaio comunista. Che la manifestazione sia stata efficace è fuori dubbio, ma come spesso accade quando politici e amministratori si accodano alle sacrosante rivendicazioni delle persone comuni i conti non tornano. L’esortazione ripetuta al bypartizanismo da parte di tutti gli amministratori presenti ci ha nauseato. E’ lapalissiano che il diritto ad una sanità pubblica efficiente come sancito dall’art. 32 della Costituzione, riguarda tutti i soggetti senza distinzione di censo, di razza e nemmeno di appartenenza politica, ma è pur vero che molti di quei sindaci e amministratori piazzati alla testa del corteo con tanto di fasce tricolori in bella vista sono conniventi e complici del sistema che vuole negare quel diritto alla salute che loro stessi rivendicano. Ad esempio che ci faceva il post fascista sindaco di Supino Alessandro Foglietta in mezzo ai manifestanti? Un soggetto che militava nel partito dell’ex governatore del Lazio, fascista anch’egli, Francesco Storace vero artefice dalla voragine finanziaria che ha inghiottito nel vortice dalla corruzione la sanità laziale (remember Lady Asl?), Un figuro che non avendo ottenuto una posizione privilegiata all’interno del Pdl locale si è inventato il partito “Ribellati Ciociaria” per fare un dispetto a chi lo aveva accantonato e che ora veleggia verso i lidi di Fini. E che dire del sindaco di Arpino Fabio Forte che, da esponente Udc ha concorso all’elezione di quella stessa Polverini che oggi contesta? E’ possibile ipotizzare che questi signori insieme a tanti altri che erano presenti e che non citiamo possano dirsi contrari alle convenzioni con le cliniche private, alla mercificazione e alla privatizzazione della sanità? Perché questa è la questione di fondo. La lotta non è finalizzata a contrastare il tagli alla sanità pubblica nella nostra Provincia, ma è estesa a combattere tale criminale procedura in ogni luogo della Nazione. Se mancano i soldi si riducano gli stipendi milionari dei manager delle Asl che spesso occupano quelle poltrone proprio grazie ai buoni uffici di chi, lunedì scorso, stava alla testa del corteo . Si eliminino le costosissime convenzioni con le cliniche private degli amici e amici degli amici, sodali in molti casi con qualcuno di quelli che gridavano contro la Polverini davanti al palazzo della Provincia. Ma il cortreo di lunedì non puzzava solo dalla testa , come il pesce marcio, anche la coda emanava fetidi effluvi. Infatti quella posizione era indebitamente occupata dai “fascisti del terzo millennio” , i protetti del mafioso Dell’Utri, i delfini del sindaco Alemanno vero padrone della Regione visto che la Polverini per parare il culo al capo e salvarlo dai suoi processi è stata declassata a badante di Bossi. In base a quali motivazioni, se non quelle di farsi vedere in una città che neanche li “caga”, questi contestano coloro i quali li finanziano e li tengono in vita contro ogni principio di legalità sancito dalla Costituzione antifascista? Ha regione la redattrice di Aut e mia amica Fausta: in questa manifestazione mancava solo la Polverini che protestava contro se stessa, poi il quadro era completo. Attenzione, non facciamoci imbrogliare, la lotta vera è contro la privatizzazione e mercificazione di diritti fondamentali quali, la salute, l’istrusione, l’accesso ai beni comuni. Diritti che sottratti al popolo da un capitalismo vorace diventano privilegio di pochi. Ed è allora che il popolo deve difendersi da questi espropri non delegando attraverso imbrogli elettorali la propria tutela agli aguzzini che li affamano, ma provvedendo autonomamente alla propria salvaguardia. Non popolo sovrano, ma popolo strenuo difensore dei propri interessi. L’unico sistema affinché questo diventi il solo e unico artefice del suo destino consiste nel prendere direttamente il potere. Vittoria del popolo? Una volta si diceva vittoria del proletariato. L’unico colore che la sanità può esibire per essere elemento cardine di giustizia sociale è quello della vittoria diretta del popolo che a noi piace chiamare ancora proletariato.
domenica 10 ottobre 2010
GIORNATA di MOBILITAZIONE a salvaguardia della sanità pubblica
di Francesco Notarcola
Lunedì 11 c.m., alle ore 18.00 a Frosinone si terrà una prima GIORNATA di
MOBILITAZIONE a salvaguardia della sanità pubblica, contro il decreto
dell’On. Polverini che, nella veste di commissario regionale, ha deciso di chiudere gli
ospedali, ridurre i posti letto e comprimere i servizi. In una parola vogliono
distruggere quel poco che è rimasto a beneficio della sanità privata e dei notabili
cattedratici delle Università romane.
La manifestazione è provinciale ed è unitaria. Per questo la Consulta ha lavorato
insieme a tutte le altre associazioni.
L’appuntamento è in Piazza VI Dicembre (Piazza del Comune). Da qui partirà il
corteo con la presenza dei Sindaci con i gonfaloni dei comuni e con la partecipazione
dei cittadini e delle associazioni, con i loro striscioni e cartelli.
Mercoledì 13 ottobre, una manifestazione identica si terrà a Roma, presso la sede del
Consiglio regionale del Lazio.
Nel pomeriggio tutti i sindaci, con la fascia tricolore, si recheranno a Palazzo CHIGI,
sede del Governo.
Gli autobus partiranno alle ore 07.00 da Piazzale Europa.
In questo particolare ed importante momento è necessario e decisivo mobilitarsi e
partecipare. Lamentarsi non serve.
La Consulta invita, pertanto, i cittadini e le associazioni ad essere presenti.
Grati a tutti coloro che faranno girare via mail questo invito a tutte le associazione e
le persone con cui si è in contatto.
Cordialità
Francesco Notarcola.
Bisogna elevare il livello della lotta di classe
di Luciano Granieri
Di seguito riportiamo il giudizio che il presidente degli industriali ciociari Marcello Pigliacelli da del piano di tagli alla Sanità ordito ai danni dei cittadini della Provincia dalla “governatora” regionale Renata Polverini. L’imprenditore Pigliacelli esterna le sue farneticazioni al giornalista del”Messaggero” Vittorio Buongiorno in un intervista pubblicata oggi dal quotidiano dei fratelli Caltagirone.
L’Imprenditore ciociaro trova che la decisione partorita da Renata Polverini e dalla sua giunta sia più che necessaria, la considera indispensabile.
Infatti per Marcello Pigliacelli, negare l’assistenza sanitaria pubblica a quella gran parte di cittadini della provincia di Frosinone, che tira avanti giorno per giorno, schiava di lavoro precario e sottopagato per “VALORIZZARE L’OFFERTA SANITARIA PRIVATA” riservata ai quei pochi che possiedono gli ingenti mezzi, indebitamente accumulati sulla pelle dei lavoratori, per usufruirne, NON E’ CRIMINALE E ANTICOSTITUZIONALE (Art.32), ma è necessario per dare un impulso allo sviluppo. Secondo Marcello Pigliacelli chiudere otto ospedali nella Provincia, negando a gran parte della comunità ciociara il diritto di curarsi al meglio e gratuitamente nella propria città o in comuni vicini senza rischiare la vita in trasferimenti verso nosocomi lontani, per finanziare le infrastrutture “atte a completare una logistica vera” e fare affari con Gheddafi, che usa le nostre navi per sparare sui nostri pescatori, e tortura nelle sue carceri i migranti da noi respinti, NON E’ CRIMINALE E PASSIBILE DI DENUNCIA PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, ma necessario per dare un impulso all’economia. Il fatto che la masnada piratesca confindustriale, guidata da Pigliacelli si sia schierata a fianco della Marangoni nel suo tentativo di scippare la salute ai cittadini di Anagni e della Valle del Sacco attraverso le velenose emissioni di un inceneritore di car fluff è dimostrazione tangibile delle malefatte che questi accattoni sono disposti a compiere in nome del profitto. La confindustria ciociara non ha impiegato molto ad assimilare il sistema schiavista di Marchionne, crediamo anche che tale lezione si stata ben appresa dalle altre associazioni confindustriali locali. Per cui riteniamo necessario elevare la qualità del conflitto di classe. Infatti la lotta dei lavoratori dipendenti, degli studenti, degli insegnanti non è più contro chi detiene il capitale e i mezzi di produzione, ma contro un’associazione criminale che attenta alla vita umana, un’associazione a delinquere senza scrupoli che non esita a calpestare i diritti fondamentali delle persone per il proprio profitto. Ecco dunque che la lotta di classe diventa inesorabilmente anche un atto di ordine pubblico; lo scopo non è solo la vittoria del proletariato, ma anche la difesa della legalità e della costituzione.
P.S
Gli articoli della Costituzione che violati dal giudizio di Pigliacelli sono almeno tre
Art 3. Nella parte in cui è scritto che “ ... è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguagluanza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Art. 32 Nella parte in cui è scritto che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti....)
Art.41 in toto il quale afferma: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi, e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
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