Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 1 giugno 2011

Impariamo la lezione

Luciano Granieri


Ci siamo divertiti. Una delle caratteristiche principali e sorprendentemente positive di queste tornate elettorali amministrative è stato  il ritorno all’ironia, al dileggio alla presa in giro. Sicuramente le uscite dei vari Moratti, Berlusconi, Lettieri,  le storie del ladro di furgoni, le moschee abusive,  zingaropoli, il quartiere inventato di Sucate, la farsa del concerto di Gigi D’Alessio hanno fornito un materiale così ampio per cui le trovate comiche si sono moltiplicate ingigantite anche dall’effetto dilagante della rete con i social network in prima linea. . Il ritorno dello  slogan “una risata vi seppellirà” è stato un segnale importante. Ma volendo trarre delle conclusioni più complete  giova partire da una considerazione. L’effetto dirompente dei risultati, con  le schiaccianti vittorie di Pisapia, di De Magistris, di Zedda, oltre alla diffusione di un vento nuovo,  debordante l’immagine stantia della società virtuale espressa dal berlusconismo, ha fatto gridare al miracolo. Molti, noi compresi,  mai avremmo immaginato un esito così dirompente. Ma ripercorrendo quanto accaduto negli ultimi anni è possibile identificare il percorso  che ha prodotto questo sbocco elettorale. E’ una storia che comincia da lontano, comincia , guarda caso, dai  movimenti locali e nazionali , dalla piazza. La presa di coscienza che il  berlusconismo, costruito sulle  incrostazioni di un liberismo degradato , non era altro che un’operazione  di redistribuzione delle illusioni, che sotto le immagini scintillanti trasmesse dalle televisioni di regime  si nascondeva la redistribuzione della precarietà, della povertà, del saccheggio dei diritti,  probabilmente risale all’autunno del 2008.  Molti ricorderanno nell’autunno di quell’anno il movimento studentesco, dell’onda e dell’onda anomala. A quella mobilitazione si  è affiancata in seguito la protesta dei precari della scuola, che presto è confluita nei movimenti contro  il precariato diffuso. La lotta operaia ha ripreso vigore alimentata dalle iniziative della Fiom e dei sindacati di base. Insegnanti, operai ricercatori, studenti hanno incominciato ad invadere, tetti, gru e carceri dismessi. La protesta alimentata anche dai sommovimenti presenti in altre  nazioni, si estendeva dal  semplice contrasto al governo alla lotta contro l’intero sistema neoliberista. Quando la consapevolezza ha connesso i singoli ceti sociali nella condivisione di una comune pratica di contrasto il cerchio si è chiuso. Le manifestazioni , “Se non ora quando” e il “C-Day” in difesa della Costituzione pur accompagnati da discussioni e distinguo fra i  vari movimenti  hanno dimostrato  che la stanchezza e l’intolleranza verso un sistema liberal-capitalista asfissiante corrotto da infiltrazioni malavitose era  ampiamente diffusa  in grandi  pezzi della società. I partiti d’opposizione , in qualche caso, hanno provato a cavalcare l’onda   ma il loro comportamento in aula quasi mai era in in linea con le richieste della piazza. Il voto favorevole alla guerra in Libia, nettamente in contrasto con l’art.11 della Costituzione  da parte di quei partiti che in piazza sostenevano di difendere la Carta, è un esempio lampante. Dunque un processo iniziato tre anni fa passato dalla consapevolezza, alla condivisione alla protesta diffusa non poteva non sboccare nell esito elettorale delle ultime amministrative. Non a caso De Magistris, Pisapia, Zedda,  pur provenendo da nomenclature di partito, hanno incluso, dato visibilità e agibilità politica a quei movimenti che in questi anni  hanno alimentato la protesta sociale. “Prossima fermata, Palazzo Chigi” questo gridava un Vendola entusiasta dal palco di P.zza del Duomo. Ma per prendere palazzo Chigi è assolutamente necessario tener conto dalla lezione politica che questa tornata amministrativa ha impartito.  




Ultima ora. La corte di Cassazione ha ritenuto insufficiente la legge inserita nel decreto Omnibus in materia di nucleare per annullare il quesito referendario contro la costruzione delle centrali. Un ennesimo segnale dello stato confusionale del governo . Starà ora a noi fare in modo che lo stato confusionale si trasformi in tracollo andando a votare per raggiungere il quorum. 

Frosinone 2 Giugno Festa della Repubblica

Rete degli studenti medi


































“FESTA DELLA REPUBBLICA”

In data 2-06-2011 presso Piazzale dei tre Martiri toscani, dalle ore 8:00 alle ore 19:00 si terrà un convegno-dibattito sulla festività e che vedrà i relatori esprimersi secondo il seguente programma:

-ore 8:00: raduno in Piazzale dei tre Martiri toscani.
-ore 9:00: presentazione dei relatori e inizio delle attività.
-ore 9:15: relazione introduttiva sulla festività e analisi storica dell’evento a cura di Marco Tallini in qualità di membro dell’esecutivo provinciale della Rete degli Studenti Medi di Frosinone.
-ore 10:00: analisi storica sulle fasi precedenti la Repubblica a cura di Antonio Folchetti in qualità di membro dell’esecutivo provinciale della Rete degli Studenti Medi di Frosinone.
-ore 11:00: relazione sull’evoluzione storica della Repubblica dal 1946 ad oggi, con specifici riferimenti alla trasformazione delle classi sociali e del processo capitalistico-liberista a cura di Enrico Morsillo in qualità di coordinatore provinciale della Rete degli Studenti Medi di Frosinone.
-ore 12:00: sospensione delle attività per pausa pranzo.
-ore 14:00: analisi politica sul ruolo del sindacato studentesco nella profondamente mutata società odierna e analisi sul rapporto tra sindacato, partiti e associazioni a cura di Alessandro Marino in qualità di membro dell’esecutivo provinciale della Rete degli Studenti Medi di Frosinone.
-ore 14:30: intervento dell’A.N.P.I. sulla festività a cura di Giovanni Morsillo in qualità di Presidente provinciale dell’associazione.
-ore 15:15: lectio magistralis del Partigiano Sergio Collalti sulla conquista dei valori fondanti e caratterizzanti la Repubblica italiana.
-ore 16:30: interventi dei relatori dei sindacati, delle associazioni e dei partiti invitati.
-ore 18:00: dibattito sul ruolo sociale del cittadino medio all’interno del panorama politico-sociale italiano.
-ore 19:00: chiusura dei lavori.


Il convegno sarà diretto da Matteo Oi in qualità di membro dell’esecutivo provinciale della Rete degli Studenti Medi di Frosinone.
L’invito è rivolto a tutte le associazioni pervenute, e libero verso ogni conoscente.




                                                                                                                                            

martedì 31 maggio 2011

Salo' come l'ossola?

da  www.repubblica.it


Pdl: "Riconoscimento ex combattenti Salò
Per loro contributi statali come per Anpi"

La proposta di legge, di cui Gregorio Fontana è il primo firmatario, prevede che possano essere riconosciute dal ministero tutte le associazioni di ex ''belligeranti'', senza limitazioni di sorta. Scontro con le opposizioni. Il "no" dell'Anpi. De Luca (Pdl): "Ci mancava pure questa"

ROMA - Le Associazioni degli ex combattenti della Repubblica sociale di Salò potrebbero avere lo stesso riconoscimento dell'Anpi e delle altre associazioni ex combattentistiche, ricevendo anche contributi statali: l'apertura è prevista da una proposta di legge del Pdl al voto della commissione Difesa della Camera. Ma è scontro con le opposizioni.

La proposta di legge, di cui Gregorio Fontana è il primo firmatario, nasce dalla volontà di dotare le associazioni ex combattentistiche di una personalità giuridica, visto che tra l'altro ricevono dei fondi dal ministero della Difesa (tra il 2009 e il 2011 hanno ricevuto 1,5 milioni annui complessivamente). Il provvedimento stabilisce i requisiti perché queste associazioni ricevano il riconoscimento di Associazioni di interesse delle Forze Armate: tra i requisiti ci deve essere la loro apoliticità e che i loro statuti rispettino i principi di democrazia interna. I problemi cominciano perché la proposta assegna al Ministero un compito di vigilanza non solo sulla legittimità dei loro statuti, ma sulle attività stesse delle associazioni. E qui il centrosinistra vi ha visto la volontà di sottoporre a controllo l'Anpi, cioe' l'Associazione nazionale partigiani.
 
Ma l'elemento deflagrante è l'apertura al riconoscimento delle associazioni dei combattenti di Salò. Il testo infatti prevede che possano essere riconosciute dal ministero tutte le associazioni di ex ''belligeranti'', senza limitazioni di sorta. Immediata la replica preoccupata dell'Anpi per bocca del presidente Carlo Smuraglia: "L'Anpi ha manifestato più volte netta e ferma opposizione a un'operazione del genere inammissibile sotto ogni profilo, storico e politico". "Continueremo ad opporci con ogni mezzo - prosegue Smuraglia - , anche chiamando alla mobilitazione iscritti e cittadini contro manovre di questo tipo che negano la storia e la realtà".

Il braccio di ferro in Parlamento si è protratto nelle scorse sedute della Commissione Difesa, dopo che gli emendamenti delle opposizioni che correggevano questi elementi sono stati tutti bocciati. Per bloccare l'iter il Pd ha presentato oggi una propria proposta, a prima firma Antonello Giacomelli, che è stato abbinato al testo Fontana. Questa proposta di legge prevede il riconoscimento solo per le associazioni di quanti sono stati ''legittimamente belligeranti'', il che escluderebbe i reduci della Repubblica sociale; in secondo luogo la vigilanza del Ministero non è sulle attività, ma unicamente sullo statuto delle Associazioni; infine le Associazioni sono sotto l'Alto patronato della Presidenza della Repubblica, per ''sottrarle alla maggioranza di turno''. ''Capisco che qualcuno possa dire - commenta Giacomelli - che l'omissione della dicitura 'legittimamente belligeranti' sia solo una dimenticanza, ma ultimamente queste coincidenza si moltiplicano: solo poche settimane fa era stata presentata proprio dal Pdl una proposta che abrogava il divieto di ricostituire il Partito fascista, ed oggi si strizza l'occhiolino ai reduci di Salò. Alla vigilia del 2 giugno è meglio mettere dei punti fermi''. "In una giornata come questa mancava la proposta di dare soldi ai reduci di Salò. Veramente qui dentro c'è chi lavora per il re di Prussia" è stato il commento del parlamentare del Pdl Franco De Luca, vicino alle posizioni del ministro Rotondi.


 
Sperando di raccattare qualche consenso, fidando nella trasformazione egoistica e volgare da loro operata sulla società negli anni del loro sciagurato dominio, ancora peraltro non del tutto concluso, fanno leva sull'argomento soldi, oltretutto omettendo di dire che i loro governi hanno già tagliato di oltre il 60% i finanziamenti alle associazioni combattentistiche come l'ANPI.
Questo ulteriore immiserimento della discussione sul tema va rigettato a pieno! L'ANPI e tutte le Associazioni di combattenti per la Libertà non svolgono certo le loro attività per lucrare qualche migliaio di euro che non sono sufficienti nemmeno a tenere aperte le sedi principali.
Riconoscere ai repubblichini che hanno operato a fianco (un po' più in basso, per la verità) dell'esercito invasore la dignità di combattenti al pari dei partigiani, dei volontari della libertà, raffigura davvero un assurdo storico e giuridico, oltre che politico. chi ha mai sentito di uno stato che attribuisca onori pari ai suoi combattenti ed ai suoi nemici? Il fatto che avessero scelto la parte sbagliata non è cosa secondaria, ma dirimente, perché non si trattò di semplice errore bensì di scelta determinata e feroce al servizio di chi invase l'Italia e la seviziò senza pietà.
Questa Repubblica va difesa, perché solo da essa può trarre alimento un nuovo progetto di società che possa superare lo sfascio immane che sia socialmente, sia economicamente, sia culturalmente i poteri delle destre e delle estreme destre hanno determinato in questi martoriati decenni.
Augurarselo non basta: bisogna lavorare perché questo accada.
 
Fraterni saluti
ANPI Frosinone

"Un successo, ma andiamo avanti"

Carlo Smuraglia, Presidente nazionale Anpi



C'è un entusiasmo, un'emozione diffusa, a fronte dei dati che ci provengono da tutta Italia, che non è possibile non condividere. Da queste amministrative esce un' indicazione fortissima e chiara, una volontà di cambiamento, che non riguarda solo la gestione delle città e delle provincie in cui si è votato, ma va molto al di là ed esprime un sentimento popolare lungamente atteso e che ora finalmente si manifesta. Ho scritto pochi giorni fa che il degrado e la deriva in cui sta precipitando il nostro Paese, avevano superato ormai il livello di guardia; e sottolineavo il fatto che, a fronte dell'indifferenza e della rassegnazione di molti, stavano emergendo molti segnali di volontà di riscossa.
Ecco, oggi, essi si sono manifestati, con una presa di posizione collettiva e popolare che non può non essere raccolta. C'è un forte desiderio di buona amministrazione, di correttezza, di moralità; ma c'è anche una forte volontà di ritorno ai valori di fondo, su cui si basa la nostra convivenza civile ed attorno ai quali è costruita la nostra Costituzione.
Ce lo dice il fatto che questo anelito non si esprime solo a Milano o a Napoli, ma anche in tante città, con lo stesso segno e la stessa indicazione politica. C'è una manifestazione che viene dal profondo della società civile, preme nella direzione della politica buona, della pulizia, della democrazia. E questo che ci rende partecipi dell'entusiasmo con cui vengono accolte le notizie trasmesse dalle radio e dalle televisioni, è per questo che si batte l'ANPI, nell'aspirazione ad un Paese, civile, democratico, antifascista, un Paese in cui trionfino il rispetto delle istituzioni, la tolleranza reciproca, l'uguaglianza, i diritti. Un Paese nel quale non ci sia posto per il disprezzo delle regole, per il razzismo, per la sopraffazione e nel quale davvero la legalità, il lavoro e la dignità costituiscano il fondamento della Repubblica.
Tutto questo ci dicono i risultati di oggi, che spero vengano colti da tutti nella loro interezza e nei loro più profondi significati.
E' chiaro che non possiamo fermarci su questo successo della ragione e della democrazia; dobbiamo impegnarci tutti perché il Paese assuma un volto nuovo, corrisponda alle attese, ai sogni, alle speranze di chi ha combattuto per la libertà, spesso sacrificando la propria vita. Insomma, non fermiamoci qui, sugli allori; ma andiamo avanti, difendiamo ed attuiamo la Costituzione, ridiamo il loro posto ai valori, ai princìpi che davvero devono regolare la vita di un Paese democratico e civile.



Foto: Mapi Trevisani
Brano "Gioia e Rivoluzone" degli Area
Editing: Luc Girello

La seconda rivoluzione spagnola

  Metalmeccanici Autorganizzati




Cronaca
Barcellona, venerdì mattina, ore 7. La polizia interviene con mano dura in Piazza di Catalunya per sgomberarla, arrivano presto le prime notizie di feriti, gambe e teste rotte...
La scusa ufficiale, quella presentata sui media mainstream, è di pulirla per motivi di salubritá. La classe dirigente considera le in piazza sporca. Vogliono mandare via tutti, ma un gruppo di alcune centinaia di persone non si muove, rimane seduto pacificamente al centro della piazza. Il cordone della polizia tutto intorno tiene lontano col manganello chi sopraggiunge e permette che il servizio di pulizia inizi la distruzione totale dell'accampamento. Tutto viene caricato alla rinfusa su una decina di camion della spazzatura: tendoni, computer, documenti, vettovaglie e strumenti di cucina, libri della biblioteca, megafoni e materiale audiovisivo, etc. Poco a poco, arrivano altre persone, molte, le forze dell'ordine vengono circondate, tutte le entrate presidiate: una presenza sempre più rumorosa sostiene chi sta al centro, incita alla calma e a non reagire. Migliaia di persone in poche ore circondano la piazza. Alcuni cercano di bloccare l'uscita dei camion per non permettere di portare via i sogni di quella piazza. Nonostante la resistenza pacifica con un sit-in in mezzo alla strada, la polizia inizia a caricare colpendo alla cieca per creare uno spazio utile al passaggio dei camion. I gas lacrimogeni sono illegali, la polizia non esita a sparare in quantitá proiettili di gomma sulla folla indifesa. Persa la battaglia che voleva impedire l'uscita dei camion, qualcuno inizia a rinforzare l'anello attorno alla piazza. Un cordone di polizia circonda il gruppo che sta al centro, mentre impedisce l'entrata di quelli che stanno attorno. La tensione sale cosi come la pressione da fuori sul cordone di polizia. Sempre più persone giungono in piazza. Finalmente, dopo sei ore di resistenza, il cordone viene rotto e i manifestanti entrano esultanti nella piazza. La polizia si ritira ma riprende a sparare sulla folla. Molti pensano che gli agenti sparino per aprirsi un varco e proteggere la ritirata, ma ci si rende subito conto che, già fuori dalla piazza, camionette arrivavano a tutta velocità sulla folla dall'esterno, aprono gli sportelli
e sparano per poi ritirarsi: una signora anziana si mette a fronteggiare una camionetta, tutta la folla la protegge. A ogni incursione la gente avanza senza violenza, con le mani aperte in alto. Verso l'una, sotto il sole cocente, stanchissime ma felici, migliaia di persone festeggiano al centro della piazza al grido «É ancora nostra!»Qualcosa di mai visto Se pensiamo che i manifestanti hanno ripreso la piazza senza l'uso della violenza, potremmo dire che é successo qualcosa di mai visto negli ultimi decenni di storia catalana. Per trovare un evento simile dovremmo tornare indietro fino alla Rivoluzione spagnola del 1936. La memoria storica di quegli eventi é senza dubbio viva tra gli indignados. Allora si trattava di una rivoluzione con una base ideologica nell'anarcosindacalismo, nel comunismo libertario e nel marxismo rivoluzionario. C'erano gruppi organizzati come il Poum [Partito Operario di Unificazione Marxista], la Cnt [Confederazione Nazionale del Lavoro], il Psoe [Partito Socialista Operaio Spagnolo] e la Ugt Unione Generale dei Lavoratori]. Oggi gli indignados non hanno ideologie facilmente etichettabili e non appartengono a gruppi organizzati. Addirittura si oppongono alla legittimitá di alcuni di quei gruppi storici, ormai totalmente degradati [il Psoe é al governo e la Ugt é uno dei sindacati maggioritari]. «Rivendichiamo un cambiamento profondo del sistema politico, sociale ed economico - spiegano -Vogliamo giustizia e la vogliamo adesso!».



Chi sono e cose vogliono gli indignados?
Sono domande complesse alle quali é difficile rispondere. Senza dubbio molti sono giovani
[studenti, precari e disoccupati] insoddisfatti del presente e preoccupati per il loro futuro. Sarebbe peró un errore ridurre il tutto a questioni materiali, il lavoro o la casa. C'é molto di piú. Lo slogan «gioventù senza futuro» esprime un malessere emotivo generalizzato, che é cresciuto nelle pance seppur piene. Da un lato la quotidianitá, con le insicurezze e la paura, dall'altro le questioni sociali, con la crisi multidimensionale e l'inadeguattezza dell'ordinamento politico e la sua classe dirigente.
Possiamo fare un parallelismo con i grillini? A differenza dei grillini, gli indignados non hanno un leader e si sono fortemente opposti a far emergere una nuovo soggetto politico. Il movimento inizió con lo slogan «Democrazia reale adesso!» e ha mantenuto la coerenza attraverso l'organizzazione assembleare con partecipazione diretta ed orizzontale. Tuttavia gli interventi nelle assemblee di questi giorni hanno mostrato l'etereogenitá di chi partecipa. A parte le diversitá delle tematiche di interesse degli indignatos, si possono identificare due posizioni differenti. La prima é la riformista, condivisa sopratutto da chi é piú vergine di mobilizzazioni; la seconda é radicale e propone cambiamenti strutturali. Per esempio, la prima é favorevole a esigere dai politici delle riforme sui temi del lavoro, l'educazione o la sanitá, mentre la seconda rifiuta il dialogo con i politici per la loro illegitimitá ed appoggia l'auto-organizzazione. Ad ogni modo i punti in comune sono tanti e sufficienti per mantenere compatto il movimento. In primo luogo, tutti sono insoddisfatti della classe politica per la sua distanza dalle persone comuni, per la corruzione e per la gestione delle crisi economica. L'indignazione viene dalla sensazione che con la scusa della crisi economica, si stia smantellando lo stato sociale tanto per le riforme sul lavoro e le pensioni, quanto per i tagli alla sanitá ed educazione. Perdipiú il sistema finanziario invece di essere giudicato per le sue responsabilità, é stato salvato senza condizioni con ingenti flussi di denaro pubblico e le banche hanno incrementato i loro utili proprio con la crisi. Questa volta la tradizionale terapia shock per introdurre le riforme neoliberali ha fallito nel suo tentativo di schivare la resistenza popolare. «Abbiamo perso la paura», si legge su un cartello. Una mobilitazione, insomma, che numericamente va molto al di là da quelle usuali dei movimenti sociali organizzati [centri sociali, femministe, ecologisti, anarchici,...], ma che ha beneficiato di quanto quei movimenti hanno offerto. Per prima cosa il «know-how» nell'auto-organizzarsi [come moderare un'assemblea o preparare una cucina in tre giorni]. Se non ci fosse stato un bagaglio di esperienza che era stata acquisita negli anni, in piccoli gruppi, sarebbe stato impossibile farlo per migliaia di persone in cosí poco tempo. In secondo luogo la conoscenza sui vari temi é profonda grazie alle lotte degli ultimi anni che hanno permesso identificare con chiarezza le rivendicazioni. Mancano due giorni perché il movimento compia le due settimane. I livelli di organizzazione raggiunti fino a ieri erano incredibili. Le piante dell'orto potevano crescere rigogliose ed orgogliose. I pannelli solari avevano sostituito i generatori per la produzione di elettricitá. C'era anche un gruppo di poeti che pedalava a turno per generare l'energia che amplificava la loro voce. La commissione della cucina offriva regolarmente pasti completi e gratis ad orari prestabiliti.
La commissione di infrastruttura aveva organizzato un'accampamento completo, con servizi
igenici, sala studio, biblioteca, tende per proteggersi dal sole, tra le tante cose. La commissione internazionale manteneva i contatti con altri paesi traducendo nelle diverse lingue i comunicati che escono ed arrivano alla piazza. Durante un'assemblea era stato anche letto un comunicato in Urdu [lingua dei musulmani di India e Pakistan] per spiegare ai lateros, che storicamente vendono lattine di birra per strada, che cosa stava succedendo nella piazza, invitarli a rispettarla, a vendere acqua o rinfreschi. Le commissioni informazione e diffusione si erano occupate di far uscire il messaggio della piazza e costruire alleanze con altri collettivi in lotta, come i lavoratori licenziati dalle fabbriche o dai settori pubblici dell'educazione e sanitá. La commissione azioni e attivitá offriva un nutrito programma di azioni dirette e pacifiche fuori dalla piazza come varie attivitá interne [dalle conferenze ai concerti]. La commissione contenuti, forse la piú numerosa, era composta da oltre dieci gruppi tematici che lavoravano intensamente per produrre conoscenza ed elaborare proposte politiche. Infine la inter-commissioni si occupava di far fluire l'informazione e coordinare le attivitá. Per una mezza giornata questa normalitá auto-organizzata é stata distrutta dall'intervento della polizia. Le migliaia di persone che hanno riconquistato le piazza stanno lavorando per ricostruirla. Nessuno pensa che distruggendo una tenda o un accampamento intero, possano spegnere il fuoco che brucia dentro. Senza paura, si ricomincia da capo.
E' venerdì notte: in questo momento la piazza è stracolma, non è mai stata così piena finora. In poche ore si sta riorganizzando tutto, ognuno porta qualcosa, la cucina ricomincia a funzionare, dal mercato della boucheria i commercianti offrono cibo alla piazza, ci telefonano dalla Porta del sol di Madrid e il grido della loro piazza è che «Barcellona non è sola».Molti invitano i giovani e gli indignati di tutta Europa ad unirsi, a manifestare. Dopo Madrid e Barcellona, Atene?
Per il terzo giorno consecutivo migliaia di persone stanno occupando le piazze di diverse cittá in Grecia. Ad Atene si sono riunite 100.000 persone, nonostante la pioggia. Non si sono viste né bandiere, né atti di violenza. Chiaramente s'é alzato un vento, forte e inarrestabile, dal Nord Africa che sta arrivando in tutta Europa attraverso i suoi porti del sud, la Spagna e la Grecia. L'Italia non puó mancare. L'elicottero della polizia sorvola minaccioso le nostre teste mentre la gente torna a ri-organizzarsi nelle commissioni. Hanno calpestato le piante dell'orto comunitario, «ma noi, come quelle piante  -dicono alcuni   ragazzi - torneremo a crescere per raccogliere i frutti dei nostri sogni. Vi invitiamo
tanto a sognare come a seminare, cosi da poter arrivare assieme al raccolto. Juntas podemos! Insieme possiamo!».

lunedì 30 maggio 2011

Berlusconi è scoppiato

Luc Girello


Elezioni tragiche per i razi-fascisti camorristi  del Pdl e della Lega . Sindaco di Napoli è un magistrato  appoggiato, oltre che dall’Idv   dell’odiato Di Pietro, anche da Rifondazione Comuinista e dai Carc acronimo di  “Comitati di appoggi alla resistenza per il comunismo”. Un Magistrato comunista è quanto di peggio potesse capitare al povero cavaliere. Il sindaco di Milano   viene da Rifondazione Comunista, è stato avvocato di soccorso rosso, ma anche legale di De Benedetti. Un avvocato comunista, e difensore degli avversari di tribunale è ugualmente una sciagura . Ma quando è arrivata la notizia che anche Arcore era diventata comunista il sultano non ha retto. I suoi bodyguard non l’hanno trovato nella suite  dell ’albergo di Bucarest dove avrebbe dovuto alloggiare con la nipote di Basescu   durante la visita ufficiale in Romania. Passati momenti di panico è arrivata una segnalazione dai carabinieri di Lainate. Alcuni avventori di un bar situato vicino all’Amnesy , discoteca a la page del milanese, hanno denunciato  di essere stati molestati da un un’ometto grasso, basso, dai capelli disegnati sulla testa alla Pinocchio, con due orecchie smisurate , completamente  ubriaco che continuava ad elemosinare una sigaretta. A seguito della denuncia di queste molestie  una pattuglia si è recata sul posto e ha identificato nell’ometto il povero Berlusconi completamente ubriaco che continuava  ad urlare “Son s’cioppaa, Son s’cioppaa”  Non avendo il coraggio di mostrare le immagini della desolante performance , riportiamo solo una registrazione ambientale delle farneticazioni del pover’uomo .

domenica 29 maggio 2011

Premiazione concorso Premio Roberto Cocco per la sicurezza e l’educazione stradale 2010-2011

Claudio Martino


Venerdì 27 maggio 2011 - Villa Comunale di Frosinone

Venerdì 27 maggio 2011, presso la Villa Comunale di Frosinone, a partire dalle 9.30, si sono svolti i momenti finali del Premio Roberto Cocco per la sicurezza e l'educazione stradale, giunto alla sua sesta edizione.
All'inizio della mattinata, con un giudice di gara d'eccezione (l'ispettore superiore della Polizia locale di Frosinone Pietro Giannitti), si sono scontrate la VA della scuola primaria "Lombardo Radice e la VB della scuola primaria "Giovanni XXIII". Queste due classi erano risultate le meglio classificate, nel girone interno al 2° circolo didattico di Frosinone, nell'ambito del concorso "Strada più sicura con la conoscenza", inserito nel Premio Roberto Cocco. Ad avere la meglio è stata la VB.
Si è passati successivamente alla IIIH e alla IIIA della scuola media statale "Frosinone 3" (ex "Ricciotti"), anch'esse risultate le meglio classificate nella competizione interna all'istituto. Il primo posto è andato alla IIIA.
Le gare, sia quelle svolte nell'ambito dei due istituti, sia quelle finali alla Villa Comunale, consistevano nella risposta a quiz sulla sicurezza stradale ed il regolamento della strada.
Dopodiché è iniziata la premiazione. A presentare i vari vincitori, Paola Palleschi, storica conduttrice della cerimonia finale del Premio.
In rappresentanza del comandante della polizia stradale, Bruno Agnifili, impossibilitato a partecipare per impegni precedenti, era presente l'ispettore superiore della polizia di Stato Pietro Alonzi.
Nel corso della cerimonia hanno preso la parola Pietro Giannitti, che ha commentato le risposte date dagli studenti nelle gare svoltesi precedentemente; Michele Marini, sindaco di Frosinone; Maurizio Ciotoli, Massimo Calicchia e Giuseppe Langella, assessori comunali di Frosinone. Erano inoltre presenti la consigliera comunale Gerardina Morelli e Giancarlo Tofani, vicecomandante della Polizia locale di Frosinone.
Il concorso era suddiviso in cinque sezioni:
1) scuole primarie, con svolgimento di temi e/o esecuzione di disegni a tema libero, purché attinenti alla sicurezza stradale; non era prevista alcuna graduatoria; a tutti gli alunni e le maestre delle numerose scuole primarie che hanno partecipato sono stati consegnati biglietti per il cinema Nestor di Frosinone;
2) scuole medie inferiori, con svolgimento di un tema stabilito dal comitato organizzatore del concorso ("Quali sono le tue reazioni, emotive e razionali, nei confronti delle ‘stragi del sabato sera’, in cui, molto spesso, sono coinvolti tuoi coetanei? Se tu fossi legislatore, quali pene prevederesti per i responsabili, quali misure adotteresti per prevenirle? Pensi anche tu, ad esempio, come molti, che la chiusura delle discoteche andrebbe anticipata?); sono risultati vincitori:
1°, Gianmarco CAMPAGNA, classe IIIC, scuola media istituto comprensivo Boville Ernica;
2°, Alessandro RAMANDI, classe IIA, scuola media istituto comprensivo Ripi;
3°, Martina ANTONUCCI, classe IIII, scuola media “Frosinone 3”;
3) scuole medie superiori, con svolgimento dello stesso tema previsto per le inferiori; sono risultati vincitori:
1°, Arianna Turriziani Colonna, IVC, liceo scientifico "Francesco Severi" di Frosinone;
2°, Enrico Schiavi, IVC, liceo scientifico "Francesco Severi" di Frosinone;
3°, Fabiola Falsetti, IC, ITIS "Alessandro Volta" di Frosinone;
4) scuole medie inferiori, sezione speciale, più tecnica, avente ad oggetto lavori che individuino luoghi pericolosi per la circolazione stradale, con proposta di soluzioni migliorative; la commissione esaminatrice ha ritenuto che nessuno dei lavori pervenuti rispondesse ai criteri stabiliti dal bando; pur non assegnando, perciò, dei premi veri e propri, la commissione ha deciso di dare un riconoscimento ai seguenti lavori, per l’impegno profuso, regalando biglietti per il cinema, in aggiunta a quelli previsti per ogni concorrente:

-         plastico sul luogo dell’incidente di Davide Silenzi, realizzato da Edoardo Pizzutelli (IIH), Lorenzo Piscitelli (IIH), Francesco Bianchi (IID), scuola media “Frosinone 3”;
-    pannello su “Incrocio superstrada Sora-Frosinone”, realizzato da Matteo Taglione (classe IIG, scuola media “E. Facchini”, sede di Carnello);
-    pannello su incrocio senza rotatoria per cui si propone la creazione di una rotatoria, realizzato da Marco Venditti, Lorenzo Caruso, Riccardo Venditti (classe IIG, scuola media “E. Facchini”, sede di Carnello);
-    pannello dal titolo “Tutti in strada”, realizzato da Francesca Lucchetti e Aurora Di Cocco (classe IIG, scuola media “E. Facchini”, sede di Carnello);
5) scuole medie superiori, sezione speciale; la commissione esaminatrice ha espresso un parere analogo a quello descritto nel punto precedente; ed anche in questo caso ha assegnato dei riconoscimenti, per l'impegno profuso, nonché per l'originalità nella scelta del mezzo comunicativo, sempre con biglietti per il cinema, ai seguenti lavori:
-   serie di 14 tavole, realizzate dalla classe IIA, liceo artistico “A.G. Bracaglia”, di Frosinone;
- un video, realizzato da Erika Astolfi, Chiara Venditti, Irene Cavalli e Alessia Lisi (classe VC, liceo scientifico “Francesco Severi” di Frosinone).
( Foto e video alla pagina http://www.claudiomartino.com/2011-05-27_premiazione.htm )