Federazione della sinistra di Roma e Lazio Gruppo consiliare Regione Lazio
Le rovine
"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Buenaventura Durruti
venerdì 2 settembre 2011
Partecipare allo sciopero del 6 settembre è doveroso
Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista FROSINONE
Anche la Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista parteciperà allo Sciopero Generale indetto dalla CGIL per il prossimo 06 Settembre. Secondo il Segretario Provinciale ,Giuseppe Sacco,è giusto e sacrosanto respingere con tutti gli strumenti possibili la nuova manovra del governo,che può considerarsi la peggiore azione economica messa in campo per reagire alla crisi,perché pesa tutta sulle spalle dei lavoratori e non colpisce le vaste aree del privilegio,della speculazione,della ricchezza. Non appare affatto esagerata la reazione della segreteria del maggiore sindacato italiano, che definisce “classista” questa manovra e “golpista” questo governo. L’ipotesi tragica di poter colpire ancora le pensioni agendo su un ulteriore aumento degli anni di contribuzione,qualora verrà paventata, porterà sicuramente ad un contenzioso giuridico molto delicato che aprirà uno scontro forte tra esecutivo e parti sociali. Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene che ci sarebbe bisogno di ben altre misure per rimettere in moto questo Paese, cooptando altrove le risorse necessarie per ripartire,ad esempio introducendo la Patrimoniale e riducendo drasticamente le spese militari per le nostre missioni all’estero. Ma la cancellazione del contributo di solidarietà dalla manovra la dice tutta sull’etica politica di un governo,che è sempre più in balia di se stesso e sempre più lontano dalle esigenze del Paese Reale.
I pullman per lo Sciopero Generale di Martedì 06 Settembre partiranno da:
Cassino - Piazza Nicolas Green - Ore 07:00
giovedì 1 settembre 2011
Il caso Tarantini - D'Addario - Berlusconi Le intercettazioni di AUT
a cura di Luciano Granieri

Gianpaolo Tarantini, 36 anni, e sua moglie Angela Devenuto, 34ennne, arrestati a Roma. Latitante l'ex direttore dell'Avanti! Valter Lavitola, 38 anni. Il reato ipotizzato sarebbe estorsione ai danni del premier Silvio Berlusconi. Questa volta ad indagare è la procura di Napoli, che ha chiesto e ottenuto un'ordinanza di custodia cautelare dal gip Amelia Primavera. Tarantini è stato al centro dell'inchiesta sul giro di escort svelato da Patrizia D'Addario alla procura di Bari. E nell'ambito di quella vicenda fu già arrestato e detenuto per diverse settimane.
LE PAURE DI TARANTINI - La chiave dell'inchiesta sarebbe la paura di Berlusconi. Tarantini ha sempre sostenuto che il premier non era a conoscenza del fatto che le ragazze ospitate nelle sue dimore romane e sarde fossero state pagate. Affinché non modificasse questa versione, l'imprenditore barese avrebbe ottenuto mezzo milione di euro e forse uno stipendio mensile. Non una bugia secondo l'imprenditore, tant'è che al telefono ripete più volte che «quella è la verità». Secondo l'accusa, però, sarebbe stato indotto dai pagamenti a scegliere la strada del patteggiamento nel procedimento sul favoreggiamento della prostituzione in corso a Bari. Un modo per salvare il premier da un altro processo pubblico, con conseguente diffusione di un gran numero di intercettazioni telefoniche dal contenuto hard.
IL RUOLO DI LAVITOLA - Al centro delle indagini ci sarebbero cinquanta conversazioni intercettate, tra Tarantini e sua moglie e Lavitola, personaggio che negli ultimi mesi appare e scompare in diverse vicende tra il politico e il giudiziario, dal caso della villa a Montecarlo di Fini alla cosiddetta P4. L'estorsione ai danni del Cavaliere consisterebbe in un versamento di 500 mila euro a Tarantini e di altre somme versate ogni mese per un totale di 20mila euro. Ma il sospetto della Procura è che Lavitola in questa situazione non abbia agito in modo trasparente, trattenendo per sé 400 dei 500 mila euro che avrebbe dovuto veicolare a Tarantini. Una ricostruzione che sembra essere giustificata da alcune telefonate con il direttore dell'Avanti! e di quest'ultimo con diversi suoi collaboratori.
LA VERSIONE DI BERLUSCONI - Il presidente del Consiglio non ha negato i pagamenti. Ma smentisce decisamente l'estorsione e il ricatto. Il 25 agosto scorso, con il diffondersi delle prime indiscrezione, il premier ha infatti dichiarato a Panorama, nel numero scorso che anticipava la notizia: «Ho aiutato una persona e una famiglia con bambini che si è trovata e si trova in gravissime difficoltà economiche. Non ho fatto nulla di illecito, mi sono limitato ad assistere un uomo disperato non chiedendo nulla in cambio. Sono fatto così e nulla muterà il mio modo di essere».
INDAGINI ANCORA IN CORSO - Le indagini sulla presunta estorsione ai danni di Silvio Berlusconi «sono tuttora in pieno svolgimento, anche con perquisizioni domiciliari», spiega in una nota il procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco. Secondo il quale le indagini stesse sono state «fortemente compromesse dalla criminosa sottrazione di numerosi e rilevanti contenuti della richiesta cautelare ad opera di ignoti, cui ha fatto seguito nei giorni scorsi la pubblicazione degli stessi su alcuni giornali nazionali». Greco ha spiegato che l'indagine sulla presunta estorsione nasce dall'inchiesta su alcune società del gruppo Finmeccanica, «dove Valter Lavitola (direttore ed editore de L'Avanti!, ndr) sembra svolgere non meglio definite attività di consulenza». Gli esiti delle investigazioni della sezione criminalità economica della procura sono poi confluiti nelle indagini della sezione reati contro la pubblica amministrazione riguardanti lo stesso Lavitola e altri indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P4, che vede coinvolti tra gli altri il parlamentare del Pdl Alfonso Papa e l'uomo d'affari Luigi Bisignani.
Queste le notizie tratte dal Corriere della Sera.
Come qualcuno dei nostro fedeli navigatori ricorderà, AUT E' IN POSSESSO DI INTERCETTAZIONI TELEFONICHE E AMBIENTALI riguardanti un colloquio fra TARANTINI E LA D'ADDARIO E FRA QUEST'ULTIMA E BERLUSCONI. Ve le riproponiamo. QUESTO SI CHE E' GIORNALISMO D'INCHIESTA.
Manovra: Lettera del Governo alla BCE
Alessandro Robecchi tratto da "il manifesto" del 1 settembre 2011
l’accavallarsi simultaneo di due importanti scadenze ha agitato ieri per qualche ora la vita della Repubblica Italiana. La chiusura del calciomercato e il temine ultimo per la presentazione degli emendamenti alla manovra economica (bis, ter e quater) hanno creato notevole agitazione e anche un po’ di sconcerto, che tenteremo di dissipare con una precisa ricostruzione delle frenetiche ore della serata di ieri. Come saprete, Zarate è passato dalla Lazio all’Inter, cosa assai gradita a tutte le altre squadre e molto meno ai tifosi nerazzurri che avrebbero preferito tenersi Eto’o e rinunciare al riscatto dell’anno di militare nel computo della pensione. Dal canto suo, il governo ha preferito rinunciare al sacrificio del riscatto degli anni universitari in cambio di Nocerino e un nuovo portiere. Purtroppo però Nocerino, all’ultimo minuto, ha firmato per il Milan. Prontissima la risposa del governo che ha offerto un contributo di solidarietà per i redditi sopra i centomila euro più la comproprietà di Brunetta, riscattabile a fine campionato. L’Udinese ha rifiutato asserendo che Brunetta non è forte di testa, è rissoso, cattivo, e che comunque a lei serve un centrocampista di fantasia. Gago è invece passato dal Real Madrid alla Roma, arrivo confermato con un fax giunto in extremis all’hotel Gallia di Milano. Con un fax arrivato in extremis all’hotel Chigi di Roma, invece, si opziona l’aumento dell’Iva di un punto percentuale, eventuali premi partita e gettoni per la Champions, più il taglio delle risorse per i Comuni, che passerebbe in prestito al Bologna. La doccia fredda di un nuovo infortunio a Umberto Bossi ha scompaginato i piani della Lega, che si è detta interessata a Brighi, che invece è stato ceduto dalla Roma all’Atalanta con promessa di riscatto se si aboliranno le province entro la fine del girone di andata. Ancora incerte, al momento, le sorti del contributo di solidarietà per i redditi medio-alti, che potrebbe far parte della manovra economica, ma anche passare al Lecce in cambio di un certo Giandonato che dicono giocasse nella Juventus, ma probabilmente è una pippa (se no la Juve se lo teneva, o lo scambiava con Prestigiacomo dell’Ambiente, considerato inutile dalla squadra di governo). La fine delle agevolazioni fiscali per le cooperative resta al Palermo, mentre passano alla manovra economica di Tremonti Floccari, più una straordinaria stangata per i lavoratori statali, gli unici che non riescono a giocare nemmeno nelle serie minori. Per tutta la giornata si è attesa la decisione del Pd sull’adesione allo sciopero generale della Cgil, ma la direzione del maggiore partito di opposizione ha comunicato in serata che per una decisione definitiva aspetta le visite mediche di Cigarini, passato all’Atalanta, oltre al via libera della Federazione sulla cessione di Sacconi (dal ministero del Lavoro al Siena). Per qualche ora si è temuto per la sorte di Bonanni: il suo passaggio dalla Cisl al Napoli (in cambio di Lavezzi e due stecche di Marlboro) era dato per certo finché il suo agente ha smentito con un secco comunicato: “Per il governo Berlusconi Bonanni è considerato incedibile, di Angeletti invece possiamo parlare, ma so che interessa al Chievo”. In serata l’Unione Europea ha fatto sapere che “servono urgenti misure per la crescita”. Brunetta, credendo si parlasse di lui, ha lasciato il consiglio dei ministri e si è offerto come centromediano alla Fiorentina, che ha rifiutato con raccapriccio considerandolo inaffidabile e comunque inferiore a Montolivo. In un comunicato congiunto Berlusconi, Calderoli e Galliani hanno detto che non è il caso di preoccuparsi e che troveranno la quadra.
l’accavallarsi simultaneo di due importanti scadenze ha agitato ieri per qualche ora la vita della Repubblica Italiana. La chiusura del calciomercato e il temine ultimo per la presentazione degli emendamenti alla manovra economica (bis, ter e quater) hanno creato notevole agitazione e anche un po’ di sconcerto, che tenteremo di dissipare con una precisa ricostruzione delle frenetiche ore della serata di ieri. Come saprete, Zarate è passato dalla Lazio all’Inter, cosa assai gradita a tutte le altre squadre e molto meno ai tifosi nerazzurri che avrebbero preferito tenersi Eto’o e rinunciare al riscatto dell’anno di militare nel computo della pensione. Dal canto suo, il governo ha preferito rinunciare al sacrificio del riscatto degli anni universitari in cambio di Nocerino e un nuovo portiere. Purtroppo però Nocerino, all’ultimo minuto, ha firmato per il Milan. Prontissima la risposa del governo che ha offerto un contributo di solidarietà per i redditi sopra i centomila euro più la comproprietà di Brunetta, riscattabile a fine campionato. L’Udinese ha rifiutato asserendo che Brunetta non è forte di testa, è rissoso, cattivo, e che comunque a lei serve un centrocampista di fantasia. Gago è invece passato dal Real Madrid alla Roma, arrivo confermato con un fax giunto in extremis all’hotel Gallia di Milano. Con un fax arrivato in extremis all’hotel Chigi di Roma, invece, si opziona l’aumento dell’Iva di un punto percentuale, eventuali premi partita e gettoni per la Champions, più il taglio delle risorse per i Comuni, che passerebbe in prestito al Bologna. La doccia fredda di un nuovo infortunio a Umberto Bossi ha scompaginato i piani della Lega, che si è detta interessata a Brighi, che invece è stato ceduto dalla Roma all’Atalanta con promessa di riscatto se si aboliranno le province entro la fine del girone di andata. Ancora incerte, al momento, le sorti del contributo di solidarietà per i redditi medio-alti, che potrebbe far parte della manovra economica, ma anche passare al Lecce in cambio di un certo Giandonato che dicono giocasse nella Juventus, ma probabilmente è una pippa (se no la Juve se lo teneva, o lo scambiava con Prestigiacomo dell’Ambiente, considerato inutile dalla squadra di governo). La fine delle agevolazioni fiscali per le cooperative resta al Palermo, mentre passano alla manovra economica di Tremonti Floccari, più una straordinaria stangata per i lavoratori statali, gli unici che non riescono a giocare nemmeno nelle serie minori. Per tutta la giornata si è attesa la decisione del Pd sull’adesione allo sciopero generale della Cgil, ma la direzione del maggiore partito di opposizione ha comunicato in serata che per una decisione definitiva aspetta le visite mediche di Cigarini, passato all’Atalanta, oltre al via libera della Federazione sulla cessione di Sacconi (dal ministero del Lavoro al Siena). Per qualche ora si è temuto per la sorte di Bonanni: il suo passaggio dalla Cisl al Napoli (in cambio di Lavezzi e due stecche di Marlboro) era dato per certo finché il suo agente ha smentito con un secco comunicato: “Per il governo Berlusconi Bonanni è considerato incedibile, di Angeletti invece possiamo parlare, ma so che interessa al Chievo”. In serata l’Unione Europea ha fatto sapere che “servono urgenti misure per la crescita”. Brunetta, credendo si parlasse di lui, ha lasciato il consiglio dei ministri e si è offerto come centromediano alla Fiorentina, che ha rifiutato con raccapriccio considerandolo inaffidabile e comunque inferiore a Montolivo. In un comunicato congiunto Berlusconi, Calderoli e Galliani hanno detto che non è il caso di preoccuparsi e che troveranno la quadra.
Certi di avervi rassicurato sulla mano ferma e decisa che guida l’economia italiana, oltre che sulla credibilità e sulle capacità dell’attuale governo del paese, porgiamo distinti saluti.
Il nuovo inno leghista
Luciano Granieri
Belli i tempi in cui i parlamentari leghisti mostravano dai banchi dell’aula le forche contro Craxi, simulacro del sistema di corruttele che aveva invaso la politica. Tangentopoli stava seppellendo la prima repubblica mentre Bossi e i padani trovavano forza e legittimazione popolare al grido di ROMA LADRONA!!!. Hanno accompagnato l’ascesa di Berlusconi nel nuovo sistema in cui i corruttori del post tangentopoli, dopo aver buttato a mare i vecchi corrotti, avevano costituito una classe unica di comando . Finanza e politica erano la stessa cosa, dunque non era necessario che l’una corrompesse l’altra. I padani ,traendo forza populista da quelle forche hanno mosso le leve del potere quasi ininterrottamente per 17 anni, salvo qualche breve pausa. Con quali risultati? Bossi, Maroni, Calderoli &C. se da un lato tenevano buone le folle padane al grido di Roma Ladrona, dall’altro si integravano perfettamente nel sistema Roma Ladrona. Hanno imparato il trasformismo tipico della prima Repubblica, operando il ribaltone alla fine del 1994 per rimanere al potere nelle fila dello schieramento opposto , e ritornare poi alla corte di Berlusconi dopo averlo insultato dandogli del mafioso fascista. Hanno occupato ministeri, usufruito di tutti quei privilegi contro cui hanno sempre gridato e aizzato le folle. Bossi ha sistemato suo figlio Renzo (detto il trota) alla Regione Lombardia con un irrisorio stipendio di 12mila euro mensili , dopo una vita di studi passata nella stessa classe e nella biblioteca del Senato per capire come era fatto un libro. Tutti, da Maroni Bobo, a Reguzzoni , fino alla donna Cannone Rosi Mauro, AUTOREVOLE???? Quanto sbrigativa Vice presidente del Senato, hanno conquistato la loro bella porzione di privilegi e prebende. Incuranti del continui sbertucciamenti di tutta Europa nei riguardi del proprio elettorato , hanno mandato il rude Borghezio a svernare a Bruxelles fra un gestaccio e un grugnito contro extra comunitari e islamici. Che ne è stato nel frattempo del federalismo, della secessione, della Padania? In 17 anni nessuna di queste presunte battaglie è arrivata all’auspicata conclusione. Loro a MAGNA’ a Roma e la base a strillare in Padania. Sembra però che qualcosa cominci a non tornare al popolo del nord. Forse qualcuno si è accorto che al grido di ROMA LADRONA, l’allegra brigata BOSSI &C., con il suo seguito di portaborse e lacchè stile prima repubblica, continua ad arricchirsi nell’accogliente pancia dell’odiato Palazzo senza curarsi di quei poveracci che ce li hanno mandati. Il popolo leghista comincia a scalpitare e dopo 17 anni (ce ne è voluto di tempo!!!) sta prendendo atto di essere stato il bolso mezzo per cui una èlite di affaristi sta facendo festa e vuole continuare a farla .Quindi comincia a ribellarsi, mettendo paura ai propri ex osannati leader. Da qui la preoccupazione dalle stato maggiore leghista di battere un colpo al cerchio del popolo padano e un colpo alla botte del governo che gli consente la vita del beato porco. Ogni giorno che passa la preoccupazione aumenta perché cresce le presa di coscienza dei Lumbard di essere stati presi in giro. Mentre scrivo queste note alcuni imprenditori leghisti si stanno radunando sotto le sedi dei ministeri della Semplificazione normativa, delle Riforme e del federalismo , dell’economia , per protestare contro la manovra economica . Naturalmente si tratta delle sedi finte di Monza dove i rispettivi titolari Calderoli, Bossi e Tremonti non avendo neanche l’ufficio a loro destinato mai andranno a svolgere alcun tipo di funzione. Altro che Roma ladrona!!!!! Al posto di Va Pensiero la dirigenza della Lega ha già adottato un nuovo inno “GRAZIE ROMA”.
mercoledì 31 agosto 2011
APPELLO PER UNA ASSEMBLEA OPERAIA E POPOLARE PER PREPARARE LA RESISTENZA AL PIANO MARCHIONNE!
Delegati ed operai della FIAT DI CASSINO
Siamo delegati ed operai della FIAT di Cassino e di altri posti di lavoro del basso Lazio,
attivisti politici e sindacali, convinti sostenitori della vera democrazia. Dopo Pomigliano e Mirafiori, Marchionne si prepara a colpire anche alla FIAT di Cassino: per allora dovremo avere le idee molto chiare, prepararci a resistere e a costruire il più ampio fronte di forze in risposta al Piano Marchionne!
Siamo decisi a fare la nostra parte per sbarrare la strada al generalizzato attacco ai diritti che governo e padronato stanno muovendo contro i lavoratori e il popolo in generale! L’a.d. FIAT Marchionne con il sostegno e la complicità di Confindustria, del governo Berlusconi, dell’ “opposizione” parlamentare e delle dirigenze sindacali “complici” di CISL, UIL, UGL e FISMIC sta sferrando un attacco senza precedenti non solo contro gli operai FIAT, ma contro tutti i lavoratori. Con un colpo solo stanno cercando di smantellare lo Statuto dei Lavoratori, il CCNL, l’art. 41 della Costituzione! Vogliono eliminare i sindacati non asserviti ai voleri dei padroni!
Dobbiamo proseguire la resistenza che prima a Pomigliano e dopo a Mirafiori gli operai e le operaie FIAT e le organizzazioni sindacali come la FIOM e i sindacati di base USB, CUB, SLAI-COBAS, COBAS hanno opposto al Piano Marchionne. I NO di Pomigliano e Mirafiori hanno messo in moto un’altra Italia, fatta da lavoratori, studenti, precari, pensionati e disoccupati che si stanno mobilitando per costruire una via d’uscita dalla crisi positiva, alternativa, diversa da quella che progettano Marchionne, Berlusconi e i caporioni dell’industria e dell’alta finanza.
Per preparare la resistenza al Piano Marchionne, per raccogliere il testimone lasciatoci dalla straordinarie giornate di Pomigliano e Mirafiori, per impedire l’estensione del Piano Marchionne anche a Cassino, per contribuire a rafforzare la lotta per un’altra Italia messa in moto dalla sua parte migliore fatta da chi suda i soldi e da chi lotta per migliorare la propria situazione: costruiamo un’assemblea operaia e popolare da tenersi a Cassino in cui discutere, confrontarci, organizzarci e decidere iniziative comuni.
Prime adesioni:
Luigi Sorge, operaio, USB FIAT Cassino(FR); Lucio Ribaudo, operaio, FIOM FIAT Cassino(FR); Gigi Ferrara, operaio, FIOM FIAT Cassino(FR); Aldo Zanni, operaio, FIOM FIAT Cassino(FR); Angelo De Siena, FIOM FIAT Cassino(FR); Grazia Di Giorgio, FIOM FIAT Cassino(FR); Luca Di Lucci, FIOM FIAT Cassino(FR); Fraveto Arduino, operaio Fiat Cassino, USB, Ceprano; Diego D’Agostino, operaio USB FIAT Cassino(FR); Rita Di Fazio, operaia Fiat Cassino, FLMU-CUB; Domenico Mazzieri, operaio FIOM SKF Cassino(FR);Guglielmo Maddè, operaio FIOM, Cassino(FR); Americo Celani, operaio FIOM Termopack 2000 srl Ceprano(FR); Giuseppe Delle Chiaie, operaio FIOM Termopack 2000 srl Ceprano(FR); Ruben Caloggi, operaio FIOM Termopack 2000 srl Ferentino(FR); Giuseppe Antonelli, operaio, FLMU-CUB UNIFER Ceprano(FR); Severo Lutrario, coordinamento provinciale USB; Vincenzo Durante, movimento disoccupati organizzati, Cassino; Aldo Barone, cassaintegrato Nexans Latina(LT); Daniele Alessi, cassaintegrato Nexans Latina(LT); Ivan Dal Col, operaio, FILCTEM CGIL Wyeth gruppo Pfizer Aprilia(LT); Paolo Iafrate, Comitato di Lotta per il Lavoro Frosinone(FR); Sebastiano Salis, operaio Plastipak Sud, Anagni(FR); Nadia Ciardiello, lavoratrice ex LSU ATA, Anagni(FR); Gino Grappella, operaio Videocon in cig, Anagni(FR); Gianni Santigli, operaio Videocon in cig, Anagni(FR); Giuseppe Zagra, operaio edile, Anagni(FR); Rosetta Brescia, operatrice sociale, Anagni(FR); Fausta Dumano, insegnante, Frosinone(FR); Laura Scappaticci, impiegata, Roma; Leonardo Salis, operatore sociale, Anagn(FR)i; Simone Salis, studente, Anagni(FR); Andrea Cristofaro, veterinario, Frosinone(FR); Marina Navarra, operaia Sanofi Aventis, Anagni(FR); Giuseppe Sacco, operaio, Piedimonte San Germano(FR); Massimiliano Palombi, artigiano edile, Monte San Giovanni Campano(FR); Martina Cretaro, disoccupata, Monte San Giovanni Campano(FR); Ilaria Capogrossi, disoccupata, Pontecorvo(FR); Luigi Pede, operaio, Sora(FR); Paolo Ceccano, infermiere professionale, Sora(FR); Nicoli Antonio impiegato INAIL –exISPESL;; Rolando Graziosi R.S.U. - UIL INAIL - EX ISPESL; Luciano Granieri Aut-Frosinone; Elena Gaetti, disoccupata, Sanremo; Antonio Folchetti, studente, Sora; Matteo Oi, studente, Frosinone; Paolo Sabatini, operaio Videocon, cordinatore nazionale USB, Anagni; Filippo Cannizzo, direttore Istituto Culturale Castelli; Debora D'Alessio, bracciante, Sindacato Lavoratori in Lotta (SLL), Priverno(LT); Chiara De Marchis, precaria Beni Culturali, FP-CGIL, Roma; Eugenio Oi, pensionato, Frosinone; Emiliano Tatafiore, disoccupato, Sindacato Lavoratori in Lotta(SLL), Roma; Silvio Paone, studente, Formia(LT); Sito Luigi, tecnico ARPAC Multiservizi, Segretario Generale del SLL, Napoli; Mimmo Cordone, tecnico ARPAC Mutiservizi, SLL Napoli; Daniele Lalli FP CGIL di Roma centro; Ilario Germinaro rap.te prov di Grosseto AS.I.A.\USB; Matteo Moretti, RSU FIOM GKN, Firenze, Michele Di Paola, RSU FIOM GKN, Firenze, Enrico Ricci, lavoratore FP-CGIL Croce Bianca, Massa; Monica Sigismondi, educatrice Comune RM, delegata USB, Fabiola Varacalli, precaria, Roma; (altri…)
SABATO 03 SETTEMBRE 2011 – ORE 10:00
presso la Sala Restagno del Comune di Cassino
DIVENTA PROTAGONISTA!
ADERISCI ALL’APPELLO, PARTECIPA ALL’ASSEMBLEA!
UNIAMOCI E ORGANIZZIAMOCI PER PREPARARE
LA RESISTENZA AL PIANO MARCHIONNE!
Per contatti e adesioni: e-mail: assemblea.cassino@gmail.com;
Blog: assembleanomarchionne.blogspot.com
Unire le lotte – Area Classista Usb sarà in piazza contro il governo, contro Confindustria, contro la concertazione
6 settembre: sciopero generale
TRASFORMIAMO LO SCIOPERO GENERALE
IN UNA MOBILITAZIONE DI MASSA E A OLTRANZA
FINO A RESPINGERE LA MANOVRA FINANZIARIA
IN UNA MOBILITAZIONE DI MASSA E A OLTRANZA
FINO A RESPINGERE LA MANOVRA FINANZIARIA
Il 28 giugno la Camusso ha siglato un accordo ignobile con Confindustria, Cisl, Uil e Ugl: è un accordo che, aumentando il peso della contrattazione aziendale, ha posto una pietra tombale sul Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro; che prevede limitazioni al diritto di sciopero; che ha lasciato alla Marcegaglia (cioè alla rappresentante dei padroni) il ruolo di portavoce unico delle cosiddette “parti sociali” (cioè i sindacati concertativi e gli industriali insieme, ipocritamente chiamati così, come se avessero interessi comuni, anziché contrapposti!). Soprattutto, quello del 28 giugno è un accordo che ha aperto la strada alle pesanti misure contenute nella manovra di Ferragosto: Tremonti, Berlusconi e Sacconi hanno colto al balzo la palla lanciata loro dalla Camusso per rincarare la dose e smantellare addirittura l’articolo 18.
La burocrazia Cgil sciopera per rilanciare la concertazione
Ora, dopo aver stretto la mano alla Marcegaglia, la Camusso chiama i lavoratori allo sciopero generale, proclamato per il 6 settembre. Si tratta di uno sciopero che ha, come esplicitamente rivendicato dalla direzione Cgil, principalmente lo scopo di rafforzare l’accordo concertativo di fine giugno: la burocrazia del più grande sindacato italiano vuole far valere il suo peso di fronte a un governo che, per cercare di sopravvivere al proprio declino, non esita a ignorare persino le indicazioni dei rappresentati della grande borghesia industriale. Nelle intenzioni della burocrazia sindacale, quindi, lo sciopero del 6 settembre è uno sciopero che serve per rilanciare gli accordi truffaldini di fine giugno, per rilanciare cioè, sulla pelle dei lavoratori, la concertazione. La piattaforma dello sciopero presentata dalla Cgil parla da sola. Se escludiamo la rivendicazione della tassazione delle “grandi ricchezze” e dei “grandi immobili”, per il resto ricalca la contromanovra presentata dal PD (che non a caso, nella sua componente maggioritaria, sosterrà lo sciopero), cioè ha lo scopo di apportare modifiche correttive alla manovra Tremonti-Berlusconi, accettandone gli assi di fondo. Per fare qualche esempio: si rivendica il federalismo; si accetta il pagamento del debito, indicando in due anni i termini della decorrenza dei vincoli di bilancio; si celebrano i fondi pensioni, definiti una risorsa strategica; si approva il taglio alle spese dei Ministeri; si chiedono incentivi pubblici per le imprese; si chiede un potenziamento dell’apprendistato con incentivi alle industrie che ne fanno uso; si spaccia l’emissione di Eurobond come vantaggiosa per i lavoratori, ecc. A tutto questo, va aggiunto il fatto che la direzione Cgil, anziché chiamare i lavoratori a una grande manifestazione nazionale, ha deciso, ancora una volta, di optare per manifestazioni provinciali: manifestazioni che, come abbiamo visto in occasione dello sciopero generale del 6 maggio, rischiano di trasformarsi in innocue passeggiate dimostrative.
Lo sciopero deve invece inaugurare un autunno caldo!
Nonostante questo, nonostante, cioè, le motivazioni della direzione Cgil, Unire le lotte – Area Classista Usb giudica positivamente l’indizione dello sciopero generale. Come ci dimostrano le lotte nel resto d’Europa, anche uno sciopero convocato su piattaforme concertative può innescare, tanto più in un contesto di profonda crisi economica, una dinamica di lotta di grandi dimensioni. L’indizione dello sciopero generale da parte della Cgil ha costretto l’Esecutivo nazionale di Usb a ritirare gli scioperi inutili già proclamati (2 ore nel Pubblico Impiego, 4 ore nei trasporti) e a indire lo sciopero generale proprio in contemporanea con lo sciopero della Cgil. E’ una scelta che è stata condivisa anche dalle altre sigle del sindacalismo di base (Cub, Si.Cobas, Slai Cobas, ecc). Si tratta di un risultato importante, ma che non era per nulla scontato: la nostra area, fin dalla nascita di Usb, ha dato battaglia proprio contro il settarismo nella questione degli scioperi e sempre, fin dal congresso fondativo, ci siamo sentiti dire che mai e poi mai Usb si sarebbe accodata agli scioperi della Cgil. Addirittura, la coordinatrice della nostra area è stata pretestuosamente espulsa: tra i motivi addotti (e scritti nero su bianco nel provvedimento di espulsione) anche l’aver dichiarato l’adesione allo sciopero di altri sindacati (di base). Evidentemente, i fatti ci hanno dato ragione, dimostrando che la pratica degli scioperi e delle manifestazioni separate è una scelta suicida, che non serve a far crescere il sindacato e che, soprattutto, non permette di interloquire con le masse lavoratrici. Riteniamo necessario che l’Esecutivo nazionale Usb faccia autocritica e ammetta di avere fino ad oggi sbagliato tattica. Confondere i lavoratori e gli attivisti, proponendo cambi repentini di linea senza fare bilanci, induce solo alla rassegnazione e mette in dubbio la stessa credibilità del sindacato. Soprattutto, una reale autocritica è il presupposto per un reale cambio di linea che ancora non c’è stato: i sindacati di base avrebbero dovuto organizzare una grande manifestazione nazionale e unitaria a Roma, dato che questo sciopero potrebbe e dovrebbe diventare un’occasione per assediare i palazzi del governo, come ci hanno insegnato i lavoratori greci. Si è invece optato per cortei territoriali (regionali): ancora più grave il fatto che saranno separati da quelli organizzati dalla Cgil e dalla Fiom. Questo conferma la tendenza, da parte delle direzioni dei sindacati di base, a ghettizzarsi nel proprio orticello: se si sciopera lo stesso giorno al fianco dei lavoratori chiamati dalla Cgil e dalla Fiom, allora bisogna essere in piazza con loro, smascherando i veri intenti della burocrazia concertativa, presentando un’altra piattaforma, chiamando quei lavoratori alla lotta a oltranza fino a respingere la manovra finanziaria.
Unire le lotte – Area Classista Usb chiede ai lavoratori di scendere in sciopero il 6 settembre, ma non per rilanciare la concertazione, bensì per rivendicare:
* Ritiro immediato della Manovra Tremonti-Berlusconi!
* No al patto concertativo del 28 giugno tra la Marcegaglia e Cgil, Cisl, Uil: i lavoratori hanno interessi contrapposti a quelli di Confindustria!
* No alla messa in discussione dei contratti collettivi, del diritto di sciopero, dell’articolo 18: occorre anzi estenderli a tutti i lavoratori, a partire dai precari!
* Ritiro dei tagli, già effettuati negli anni scorsi (anche dal centrosinistra), alla Scuola, alla Sanità, alla Cultura! Per un piano di finanziamenti ai servizi sociali che renda l’istruzione, la salute e la cultura diritti reali!
* Assunzione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori precari!
* Scala mobile dei salari e delle ore lavorative: lavorare meno, lavorare tutti e a salari dignitosi!
* No agli ammortizzatori sociali: i lavoratori sono stanchi di pagare per i profitti dei padroni!
* Abolizione dei Cpt! Cittadinanza e diritto di voto agli immigrati! Parità di condizioni salariali e lavorative per lavoratori immigrati e nativi!
* Creazione di un’unica banca pubblica, sotto controllo dei lavoratori!
* Esproprio sotto controllo dei lavoratori delle industrie, a partire da quelle che licenziano, che mettono i lavoratori in cassa integrazione, che minacciano di trasferire la produzione all’estero (come la Fiat)!
* Solidarietà alle rivoluzioni arabe! Solidarietà agli indignados, alle lotte in Grecia, Inghilterra, Portogallo e negli altri Paesi d’Europa!
* No al patto concertativo del 28 giugno tra la Marcegaglia e Cgil, Cisl, Uil: i lavoratori hanno interessi contrapposti a quelli di Confindustria!
* No alla messa in discussione dei contratti collettivi, del diritto di sciopero, dell’articolo 18: occorre anzi estenderli a tutti i lavoratori, a partire dai precari!
* Ritiro dei tagli, già effettuati negli anni scorsi (anche dal centrosinistra), alla Scuola, alla Sanità, alla Cultura! Per un piano di finanziamenti ai servizi sociali che renda l’istruzione, la salute e la cultura diritti reali!
* Assunzione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori precari!
* Scala mobile dei salari e delle ore lavorative: lavorare meno, lavorare tutti e a salari dignitosi!
* No agli ammortizzatori sociali: i lavoratori sono stanchi di pagare per i profitti dei padroni!
* Abolizione dei Cpt! Cittadinanza e diritto di voto agli immigrati! Parità di condizioni salariali e lavorative per lavoratori immigrati e nativi!
* Creazione di un’unica banca pubblica, sotto controllo dei lavoratori!
* Esproprio sotto controllo dei lavoratori delle industrie, a partire da quelle che licenziano, che mettono i lavoratori in cassa integrazione, che minacciano di trasferire la produzione all’estero (come la Fiat)!
* Solidarietà alle rivoluzioni arabe! Solidarietà agli indignados, alle lotte in Grecia, Inghilterra, Portogallo e negli altri Paesi d’Europa!
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