Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 26 ottobre 2011

Valsusa storie di ordinaria intimidazione

Simonetta Zandiri

Sembra surreale, ma non lo è. Succede davvero, in Valsusa. Storie di ordinaria intimidazione, trasformata in repressione. Lascio anonimo l'autore del racconto, ma è una storia vera e, purtroppo, è solo l'inizio.


"Capita un giorno, mentre rientri a casa dopo una settimana di lavoro, di imbatterti in 2/3 blindati della polizia di stato che stanno percorrendo la tua stessa strada andando verso Chiomonte. Solito orario, è il cambio turno. Situazione (non) "normale" dalle nostre parti negli ultimi mesi questo continuo via vai di mezzi blu, neri o grigio verdi che cambiano i turni "incontrandoti" con una precisione tale che neppure se ti dessi appuntamento saresti così preciso nell'incrociarti . Quello che non dovrebbe capitare in questa (non) "normalità" è che in una sera in cui la stanchezza della settimana lascia spazio ai pensieri verso il week end tanto atteso e guidi sereno verso casa ad un certo punto noti che i 3 mezzi alla tua sinistra in sorpasso appena vedono che sei un NO TAV con i tuoi adesivi orgogliosamente in mostra sulla tua auto che fanno?...rallentano, ti affiancano, ti guardano per un attimo e tirando giù il finestrino ti salutano mostrandoti un bel "dito medio in divisa blu" ...ma come??? ti chiedi stupefatto, indispettito e stralunato...queste cose accadono alle volte tra automobilisti indisciplinati! tra cafoni vorrei aggiungere in quel momento! un funzionario dello stato per lo più in servizio, non diresti mai che potrebbe commettere una bassezza del genere! Invece succede e rimani incredulo, senza parole, sono frazioni di secondo, ti rendi conto dell'offesa subita proprio da coloro dovrebbero difendere il tuo interesse e tutelare noi cittadini...e ti chiedi: ma con che arroganza fai questo?? e perchè? quindi un "va a quel paese" mentre prosegui per la tua strada ti sembra il minimo per ringraziare quel "caloroso" saluto. Punto, e accapo, pensi che la tensione forse è un po' alta da parte di tutti in questo periodo, passato lo stupore di quel gesto non ci pensi più e vai avanti nel tuo cammino quotidiano . Invece no, "qualcuno" che ha deciso di "investire" tempo e soldi (nostri) decide dopo quasi un mese dall'accaduto quando tu te ne sei completamente dimenticato, di ribaltare le carte del gioco....per fini politici forse? E così capita che un giorno ti suona il telefono e all'improvviso ti ritrovi catapultato in una realtà completamente diversa, che non conosci affatto, che non sai gestire da solo perchè non ti era mai capitato di ritrovarti all'interno di un ufficio della sezione investigativa della digos di Torino a sentirti dire che quel giorno tu hai oltragiato un pubblico ufficiale facendo lui un gesto offensivo! ti scrutano, ti chiedono, ti parlano mentre tentano di carpire chissà cosa perfino dai tuoi movimenti e ti dicono che quello che ha oltraggiato facendo il dito medio non è la persona in divisa che si sporgeva da quel finestrino, ma sei tu.!!!
Da oggi sono indagato per il reato di "oltragio a pubblico ufficiale" di cui l'art 341 bis del codice penale per un atto che HO RICEVUTO da chi in quel momento andava a rappresentare quello che mi sforzo ancora di voler chiamare lo stato italiano. Inizia un nuovo percorso della mia vita e della mia lotta che in un certo senso avevo anche pensato di dover mettere in conto ma non per una cosa così sciocca e priva di significato. Già...il significato...forse sciocco per me ma evidentemente non sciocco per chi ha deciso che ogni teatrino da montare può essere utile a cercare di metterci i bastoni tra le ruote.
Non dimentichiamoci mai che dobbiamo RESISTERE PER CONTINUARE AD ESISTERE!"

Racconto anonimo ma vero. Succede, purtroppo, in Valsusa.

martedì 25 ottobre 2011

Torniamo a dar fiato alla partecipazione

Giuseppina Bonaviri  Segretaria IdV città di Frosinone

Per dare vigore ed autorità al cambiamento nel nostro territorio come nella nazione è ora di invertire la marcia. l’Italia dei Valori, con le sue battaglie e proposte diviene luogo naturale dove definire un  nuovo modello di intervento ritenendo che il rinnovamento di un processo politico deve essere inclusivo. Tenere insieme istituzioni, esecutivi politici, tessuto sociale, movimenti, indignazione per evitare sommatorie scontate e reazioni devastanti. Non può esistere modernizzazione senza consapevolezza. Il primo tema diviene allora il confronto. Se teniamo a cuore la nostra città, il nostro paese sarà importante da subito attivare processi di sintesi entrando nel merito delle questioni ( urbanistica, ambiente, salute e sanità, welfare, lavoro, famiglie, legalità) e posizionando al centro la partecipazione e l’informazione trasparente, il merito anzicchè le clientele. Le amministrazioni più illuminate e lungimiranti, non da meno la nostra quale capoluogo di provincia, necessitano di scelte che non possono passare dalla semplice individuazione di un nome imposto o deciso a tavolino con giochini di prestigio o ancora da strane alleanze. Rovesciare questa logica  appare urgente partendo dal progetto, non dal candidato -che sarà scelto democraticamente- per produrre riflessioni sintoniche su una piattaforma programmatica dove enti, amministrazioni, palazzi comunali e logiche connesse non rimangano fortino per pochi ma sede di tutti, siti dove responsabilità ed autorevolezza facciano da guida maestra, in grado di dare immediate risposte ai diritti lesi di disoccupati, precari, stranieri, famiglie. Siti dunque dove contino le regole non l’appannaggio ed il tornaconto di coloro che “più portano più pigliano”. Contrapporsi insieme a queste logiche affinché i prossimi amministratori da noi scelti non abbiano a sentirsi soli e, dopo l’approvazione di una sventurata manovra nazionale, solo in qualità di referenti di una anagrafe o di una mappa predeterminata di strutturine debitorie ma tornino ad essere i veri depositari di un grande tesoro che, portato alla luce, va tutelato e protetto, amato in quanto ricchezza comune e storia di una intera comunità.

La Casa di cristallo

Giuseppina Bonaviri  Segretaria IdV città di Frosinone

C’è tanta voglia di partecipazione.
Ci sono interi settori sociali che vogliono contare non rimanendo patrimonio di una politica che non li rappresenta più in un momento in cui cambiamento, riforme, governabilità, stile di vita appaiono scelte fondamentali per il nostro tempo.
Ci sono nuove soggettività da affermare.
Ci sono tanti silenzi a cui dare finalmente voce: riconsegniamo la parola a chi vuole esserci irriducibilmente.
Serve una svolta radicale, basta con lo spirito di appannata conservazione (veti, privilegi, nominati, conflitti di interessi) basta con l’opulenza dei poteri padronali, con gli arrampicatori frustrati a caccia di candidature, i lacchè, con i bassi profili. La soluzione non può essere l’antipolitica. I partiti non resistano al richiamo che echeggia ovunque e tornino ad essere guida. Diritti civili, Costituzione, libertà di mercato, crescita, risanamento, questione morale, equità sono i cardini da cui ripartire.
Viene naturale fare un appello, accorato, in un momento-luogo in cui crisi economica, sociale, etica ci avviluppa e strangola.
Come figlia d’arte mi rivolgo agli intellettuali della nostra terra- come mio padre fu, poeta e narratore del mondo- che instancabilmente, coraggiosamente proseguono le loro battaglie di contaminazione culturale fuori da ghetti e monopoli.
Voglio rivolgermi poi ai tanti amici dei movimenti referendari che lottano quotidianamente nelle strade delle nostre città, alle associazioni pro-legalità, ai gruppi ambientalisti, ai giovani della rete e dei movimenti che sperano che qualcosa di nuovo avvenga, alle donne che con il loro coraggio e la loro determinazione rimangono baricentro e cerniera tra tradizione e nuovi saperi.
Occorre osare con ambizione ed equilibrio, con audace leggerezza.
Ognuno di noi può giocare un ruolo irripetibile nel rispetto e nella valorizzazione del pluralismo. Chiediamo -a chi ancora dei nostri amministratori sapesse ascoltare- una casa comune che, luogo aperto e flessibile di consultazione possa diventare circolazione di liberi saperi, stimolo per l’organizzazione del confronto e della consapevolezza, per la diffusione delle conoscenze, delle autonomie, delle competenze tutte rigorosamente da tutelare.
Una “casa di cristallo” per repertare sviluppo, sapere, benessere.
Con la nostra presenza, con smalto e dinamismo critico costruiamo, allora, quelle azioni necessarie a realizzare il nostro destino consapevoli che non può esiste libertà senza futuro.



Un ignobile articolo sul sito di Contropiano

Piero Bernocchi

Carissimi/e,

non pensavo più di usare questa lista. ma oggi è successa una cosa che a noi pare di una gravità inaudita e, almeno per quel che mi riguarda, senza precedenti. E' la risposta più brutale e ignobile a chi in questi giorni, a partire da Anna e da tanti/e altri di voi, si domandava se fosse ancora possibile ricostruire una qualche unità all'interno del Coordinamento 15 Ottobre. Nel sito di Contropiano, giornale della Rete dei Comunisti (è un segreto di Pulcinella che questa formazione costituisce da sempre il "braccio politico" della RdB, oggi parte costituente principale dell'Usb) - che nelle settimane scorse aveva continuamente pubblicato e diffuso resoconti delle nostre riunioni per il 15 che accusavano i promotori di S.Giovanni di essere al servizio del centrosinistra per depotenziare e riassorbire la protesta - è comparso questo ignobile scritto, una vera dichiarazione di guerra nei confronti miei, di Luca Casarini e delle rispettive "formazioni politiche".
In esso il sottoscritto e Casarini (e "le loro formazioni politiche") sono dichiarati "nemici di classe...personaggi e forze politiche simili a Noske e a quelli che hanno armato prima e poi protetto le mani degli assassini di Karl e Rosa (n.d.s. Liebknecht e Luxemburg) e che hanno fatto scempio degli spartachisti..che hanno dato un pieno appoggio alla guerra imperialista in Libia..e che lo hanno tradotto sul piano nazionale nel partito della delazione al servizio delle classi dominanti..e che vanno combattuti (n.d.s. manu militari?) in ogni contesto di classe come agenti attivi della borghesia imperialista". C'è poi la accusa, già fatta circolare ossessivamente in questi giorni, sui posti nel "sottobosco politico governativo" che ci sarebbero stati promessi dal centrosinistra, e che è stata il leit-motiv di coloro che, sulla base di questa folle tesi, per un mese hanno bollato la proposta di concludere a P.S.Giovanni come scelta di "collaborazione di classe" e di resa alla borghesia e al centrosinistra.
La pubblicazione del lurido scritto mi pare una testimonianza decisiva e inappellabile sul ruolo svolto da questa gente nell'ultimo mese e sull'insanabilità del conflitto scagliatoci contro in tale periodo. L'aggressione è personificata ma è diretta alle nostre "formazioni politiche". Per quel che mi riguarda neanche i gruppi armati degli anni'70 e '80, malgrado io non ci andassi leggero nei loro confronti, avevano mai scritto o fatto circolare cose di tale virulenza nei miei confronti, che ovviamente invitano alla aggressione fisica anche in forme pesanti, come meriterebbero "assassini alla Noske" o "nemici di classe" con le mani sporche di sangue delle Rose e Karl odierni. Mi pare ovvio che, come COBAS, noi ne trarremo le immediate conseguenze in ogni sede, troncando ogni rapporto con gente del genere e invitando alla massima vigilanza nei confronti di chi osa farci minacce di tale gravità. Ma mi pare altrettanto scontato che nessuno/a può sottovalutare la faccenda. Se gente che è stata nel Coordinamento pubblica materiale infame come questo, che di fatto invita a "combattere" (data la furia e le accuse, questo significa "con ogni mezzo") i Noske odierni, non può non sapere che sta facendo una dichiarazione di guerra nei nostri confronti, mio, di Casarini, dei Cobas, di Global Project, di Uniti per l'alternativa e, aggiungerei, di tutti coloro che si sono battuti per una gigantesco corteo di massa verso S.Giovanni, con accampate connesse. Domani scriveremo una risposta dettagliata in merito come COBAS e la diffonderemo tra voi e in ogni lista utile. Per il momento, spero che la vostra indignazione sia pari alla mia e alla nostra.
Un abbraccio, Piero

Perchè “tanta furia” nel dibattito sulla manifestazione del 15 ottobre?

www.contropiano.org

Una nota redazionale di Contropiano online replica alla lettera di Piero Bernocchi



L'intervento di  KARLA E KAMO sul 15 ottobre che abbiamo pubblicato qualche giorno fa sul nostro giornale, ha sollevato - com'era giusto – commenti diversi. Del resto abbiamo previsto uno spazio “interventi” proprio per sollecitare il confronto anche e soprattutto al di fuori dei confini, spesso troppo stretti, di organizzazione. E in tanti, essendo esclusi proprio dai media mainstream, stanno utilizzando questo spazio di dibattito per intervenire con valutazioni, commenti o interventi veri e propri.
Come ogni lettore di giornali o di siti sa, gli “interventi” non sono “editoriali”. Non necessariamente rappresentano, come dicono i giornali mainstream, il punto di vista della redazione. Possono essere condivisi in parte, totalmente o quasi per nulla; ma sono stati evidentemente considerati “interessanti”, “stimolanti discussione”. Al limite anche “un po' provocatori”. Se non si amano le discussioni ingessate, sono semplicemente necessari.
Piero Bernocchi, non l'unico dei nomi citati nell'intervento, se n'è invece risentito molto. Pubblichiamo anche la sua nota apparsa sulla lista del “Coordinamento 15 ottobre”. E ci sia consentita qualche pacata considerazione.
La prendiamo larga. In Italia, grazie a Berlusconi, e in Occidente (grazie a molti altri soggetti pensanti, think tank o ideologi vari), nell'ultimo ventennio si è fatta strada una retorica che chiameremo “vittimismo aggressivo”. In pratica, consiste nel dichiararsi “vittime” di un attacco violento, intollerante, insopportabile in occasione di qualsiasi divergenza di opinione; per farne poi discendere la “necessità” di mettere al bando (nel migliore dei casi) il/i responsabili di quell’attacco. Certo, è difficile raggiungere le vette del Cavaliere o di alcuni suoi cortigiani (Cicchitto, Stracquadanio, Belpietro, solo per citarne alcuni), ma questo modo di fare ha fatto scuola. “Tira” sia in televisione che sulla carta stampata, ma anche sul web o qualsiasi altro media. E' diventato “senso comune”. “Si fa così...”
Se ne serve anche il buon Piero, con cui ci accomunano 40 anni di attività politica, dissensi aspri, convergenze temporanee, visioni diverse. Senza che mai sia volato un solo schiaffo tra noi.
Ci sorprende e quasi ci diverte – dunque – il fatto che stavolta abbia preso cappello in modo così viscerale e vittimistico, fino a dipingersi come “possibile vittima di un pestaggio”. Se non avessimo guardato per anni gli sketch di Beppe Braida ci saremmo arrabbiati. Ma siamo ormai vaccinati...
Si indigna per essere stato avvicinato a Noske, e lo si può capire. Però, detto amichevolmente, non è carino nemmeno sentirsi catalogati come assaltatori dei palazzi o sabotatori di manifestazioni che abbiamo contribuito a costruire. Basta leggersi l'editoriale “15 ottobre. Fatti, cause, conseguenze” per avere la “posizione ufficiale” della Rete dei Comunisti. Se avessimo avuto una posizione diversa, l’avremmo espressa nero su bianco. Come facciamo sempre.
Non è simpatico neppure affermare come “notorio” che un sindacato (l'Usb) - risultato di un processo unificante ancora incompiuto del sindacalismo di base, cui anche Bernocchi ha fino a un certo punto partecipato per poi tirarsene fuori - sia schiacciato su una posizione politica particolare. Come ognun sa, per aderire a un sindacato (Usb o Cgil, in questo, differiscono poco) non occorre presentare una tessera di partito. Certo, si tengono lontani i fascisti e assimilabili, ma non molto di più. Sappiamo che i Cobas hanno un'idea molto più “simbiotica” del rapporto tra sindacato e partito. La conosciamo, la comprendiamo, ma non è la nostra. E Piero lo sa. Perché creare confusione di proposito?

La redazione di Contropiano online

UN IGNOBILE ATTACCO AI COBAS, L'ANALISI DEL 15 OTTOBRE E COME CONTINUARE

Riportiamo di seguito un intervento firmato Karla e Kamo sulla manifestazione del 15 ottobre. Nello scritto si rileva un  forte attacco ai COBAS e a SEL che si muove sull'asse, BERNOCCHI - CASARINI-VENDOLA. A margine dell'intervento pubblichiamo il link al documento di risposta dei COBAS. La lunghezza dello scritto, non compatibilie con il format del blog, non ci consente di pubblicarlo per intero ma dal link si può leggere l'intera piccata risposta. Ognuno ne tragga le prorie conclusioni.
La redazione.
------------------------------------------
Dopo Roma. Appunti per un bilancio



di Karla e Kamo  dal sito  http://www.contropiano.org/

A una settimana dalla “giornata romana” diventa possibile tratteggiare le prime linee di un possibile bilancio. La prima cosa che possiamo notare è l’assenza di presa di parola da parte di coloro che, della giornata, sono stati parte attiva.
Questo, però, non deve sorprendere. A manifestarsi, nella “giornata romana”, è stata un’insorgenza sociale la quale, per sua natura, è ricca di voce ma povera di linguaggio.
Impensabile, pertanto, che una qualche forma di sintesi politica da quell’esplosione prendesse forma. A parlare, e non avrebbe potuto essere altrimenti, sono state tutte quelle realtà che fanno parte della cornice politica. In maniera piuttosto netta si sono delineate due posizioni.
Da un lato l’asse Bernocchi, Casarini, Vendola che, proprio in quel frangente, hanno compiuto un ulteriore passo verso la fondazione di quel “partito della collaborazione di classe” tenuto a battesimo, questo va sottolineato con forza, con l’inizio dell’aggressione imperialista alla Libia. Il pieno appoggio fornito da queste formazioni alla guerra imperialista sul piano internazionale non ha potuto che tradursi, sul piano locale, nel “partito della delazione”. Come tanti novelli Noske in pectore, dentro la crisi, non potevano che porsi immediatamente al servizio delle classi dominanti. I plausi che, se la partita fosse andata secondo i loro piani, stavano per ricevere da banchieri e industriali ne sono una non secondaria esemplificazione. Del resto non è una novità.
Come nella Germania del 1918 tutti si fecero socialisti nell’Italia del 2011 tutti si fanno indignati basta che, questo è il punto, il potere politico rimanga saldamente tra le mani della borghesia imperialista. A tali condizioni un qualche posto nel sottobosco governativo potrebbe essere dato persino a “sovversivi” quali Bernocchi e Casarini mentre, a Vendola, un sottosegretariato, anche in virtù del suo felice rapporto con il fascismo israeliano, non lo negherebbe alcuno.
La “giornata romana”, se non altro, ha permesso di mettere definitivamente a nudo il ruolo apertamente controrivoluzionario che questi leader e le loro formazioni politiche si accingono a svolgere. Non dimentichiamoci mai che sono stati proprio personaggi e forze politiche di queste fattezze a fare scempio degli spartachisti. Non dimentichiamoci mai che personaggi simili hanno armato prima e protetto poi le mani degli assassini di Karl e Rosa. Costoro vanno smascherati, denunciati, contrastati e combattuti in ogni contesto di classe. Non sono l’ala destra del movimento proletario ma agenti attivi della borghesia imperialista. Sono nemici di classe, non compagni che sbagliano.
Una seconda posizione, ben diversa dalla prima, si è però altrettanto velocemente delineata. Senza cadere nell’infantile entusiasmo della rivolta per la rivolta, in molti hanno iniziato a ragionare sulle indicazioni che la “giornata romana” oggettivamente si porta appresso. Centrale, o almeno così sembra, è il riconoscere il ritardo insieme alla necessità e all’urgenza di costruire un organismo politico di classe in grado di agire da partito. Un organismo in grado di dare rappresentanza politica a quelle masse proletarie e subordinate che oggi sono obiettivamente fuori da ogni cornice politica. In altre parole in molti sembrano aver, se non compreso, di certo intuito come la questione dell’esclusione sociale si ponga, oggi, tutta dentro la materialità della classe. A differenza del mondo di ieri, dove i socialmente esclusi si collocavano al di fuori dei processi lavorativi e di valorizzazione del capitale, oggi è il modo di produzione capitalista stesso che genera produttori socialmente esclusi e quindi ben distanti da quella condizione marginale, e in fondo politicamente inessenziale, ai quali classicamente i mondi dell’esclusione rimandano. L’organizzazione politica di queste masse è il nodo che, qui e ora, occorre sciogliere. La strada del riot è un vicolo cieco ma senza l’organizzazione politica è lì che necessariamente le masse andranno a infilarsi.
Avevamo scritto, poco prima del 15 ottobre, che quella scadenza doveva essere vista in funzione dell’accumulo di forza. Un passaggio, importante ma non risolutivo, di una “lotta di lunga durata” dentro gli scenari sempre più inquietanti che la crisi prefigura. Sembra sensato affermare che, in quella giornata, di forza ne è stata espressa non poca. Si tratta, ora, di raccoglierne tutto il potenziale. Organizzarlo e disciplinarlo. Occorre porre, in maniera ordinata, sotto assedio il Governo europeo delle Banche e delle Multinazionali mentre, sul piano locale, far sì che nelle piazze si ponga all’ordine del giorno la caduta del regime per questo, i tempi per l’organizzazione, si fanno sempre più stretti.

-----------------------------------------

La risposta dei Cobas

 (-) Miserabili farneticazioni staliniste
Nel miserabile e farneticante testo stalinista Bernocchi e Casarini (e "le loro formazioni politiche") sono dichiarati "nemici di classe...personaggi e forze politiche simili a Noske e a quelli che hanno armato prima e poi protetto le mani degli assassini di Karl e Rosa (n.d.s. Liebknecht e Luxemburg) e che hanno fatto scempio degli spartachisti..che hanno dato un pieno appoggio alla guerra imperialista in Libia, e lo hanno tradotto sul piano nazionale nel partito della delazione al servizio delle classi dominanti…che vanno combattuti (n.d.s. manu militari?) in ogni contesto di classe come agenti attivi della borghesia imperialista". C'è poi la accusa, già fatta circolare ossessivamente in questi giorni, su posti nel "sottobosco politico governativo" che ci sarebbero stati promessi dal centrosinistra, leit-motiv di chi, sulla base di questa folle tesi, per un mese ha bollato, nel Coordinamento 15 ottobre e fuori, la proposta di concludere a P.S.Giovanni come scelta di "collaborazione di classe" e di resa alla borghesia e al centrosinistra. La pubblicazione del delirante scritto, che ripropone le peggiori argomentazioni staliniste di parecchi decenni fa, ci pare una testimonianza decisiva e inappellabile sul ruolo svolto da questa gente nell'ultimo mese e sull'insanabilità del conflitto scagliatoci contro in tale periodo. Pensiamo che nessuno/a debba sottovalutare la faccenda. Se gente che è stata nel Coordinamento pubblica tale materiale infame, che invita a "combattere" (con ogni mezzo, si capisce dalla furia delle accuse) i Noske odierni, significa che ha deciso di dichiarare guerra in primis ai COBAS, a Global Project, a Uniti per l'Alternativa ma, più in generale, a tutti coloro che volevano un gigantesco corteo verso S.Giovanni, con accampate successive, come strumento per garantire non solo la più ampia partecipazione ma soprattutto la prosecuzione e l’allargamento della lotta contro la crisi. Il lurido attacco è personificato ma è diretto alle nostre "formazioni politiche" e, data la violenza delle argomentazioni, lascia facilmente intendere che si possa (o si debba) arrivare nei nostri confronti alla aggressione fisica anche in forme pesanti, come meriterebbero "assassini alla Noske" o "nemici di classe" con le mani sporche di sangue delle Rose e Karl odierni. E’ ovvio che, come COBAS, noi ne trarremo le immediate conseguenze in ogni sede, troncando ogni rapporto con gente del genere e invitando alla massima vigilanza nei confronti di chi osa farci minacce di tale gravità. Ma ci pare altresì utile estendere il discorso a una serie di altre infamie nei nostri confronti che, pur non raggiungendo il parossismo violento di questo scritto, spiegano il clima in cui è maturato. (-)

L'INTERO DOCUMENTO DEI COBAS



lunedì 24 ottobre 2011

Berlino. Affonda la sinistra e volano i Pirati

Marco Verruggio : Fonte “Resitenze” Foglio di Controcorrente per una Sinistra dei lavoratori.

In una sinistra italiana che vive di miti usa e getta, dopo il tonfo di Zapatero, e le sconfitte di Obama scricchiola in modo inquietante anche la LINKE tedesca, nata qualche anno fa dalla fusione della WASG di Oskar Lafontaine con la PDS il “partito del socialismo democratico” fondato in Germania est dopo il crollo del Muro. E’ un fenomeno interessante, perché qui da noi la LINKE ha suscitato ( e continua a suscitare) sin dalla nascita gli entusiasmi un po’ di tutta la nomenkaltura di sinistra. Circa un anno e mezzo fa il segretario di Rifondazione Ferrero, al ritorno da Rostock, raccontava il congresso delle LINKE con toni da quindicenne appena tornato dal Luna Park. “Imparare dalla LINKE” era il titolo dell’articolo in cui ci veniva descritta “una sinistra in salute che voleva invertire la tendenza “, un partito che “non sta nei governi del meno peggio” e che veniva presentato come la prova che anche in Italia va costruita una federazione dei partiti della sinistra. E ai primi di settembre , anche Nichi Vendola, ospite a Berlino in occasione della campagna elettorale, addirittura definiva la LINKE “un faro per la sinistra”. Ora, è vero che è tutto relativo e, certo, la LINKE sta alla sinistra italiana come il Barcellona sta all’Albinoleffe . Tuttavia i risultati delle elezioni svoltesi a Berlino a settembre ci dimostrano che gli entusiasmi di Vendola e di Ferrero si fondano più sul disperato bisogno di trovare modelli che legittimino le loro scelte, piuttosto che su un’analisi attendibile dei fatti. Klaus Wowereit vince e dunque sarà sindaco per la terza volta consecutiva, ma l’SPD perde il 2,5% (5 seggi) e la LINKE l‘1,7% (3 seggi) . Crollano i liberali dell’FDP (dal 7,5% al 2%), mentre guadagnano i verdi (+4,5% e 7 seggi), addirittura la CDU (+2,1% e 2 seggi). Ma soprattutto esplode il Partito dei Pirati. Ripetendo l’exploit dei loro omologhi svedesi qualche anno fa, i Pirati, al loro battesimo elettorale, sfiorano il 9% e ottengono 15 seggi (5 meno della LINKE), grazie ad una immagine “alternativa” e a un programma che chiede il salario minimo a 12 euro l’ora, mense scolastiche e trasporti gratuiti, la pubblicazione di tutti i contratti stipulati dall’amministrazione con società private e che dice no alle privatizzazioni - mentre i verdi sono per le privatizzazioni del trasporto pubblico - e all’energia atomica (a qualcuno degli pseudo sinistri della nostra città fischieranno le orecchie ndr). Risultato : SPD e LINKE insieme non hanno più la maggioranza al Senato e, dopo dieci anni di governo rosso-rosso (prima SPD e PDS poi SPD e LINKE), Wowereit scarica la sinistra e prova a sostituirla con i Verdi. Al momento in cui scriviamo i colloqui tra SPD e Verdi, che peraltro avrebbero una maggioranza di due soli seggi, sembrano essere naufragati e si annuncia quindi una possibile Grosse Koalition tra i socialdemocratici e la CDU di Angela Merkel. Una sberla anche per la stampa italiana, che, subito dopo il voto, aveva presentato i risultati elettorali come una “nuova sconfitta della Merkel”. L’elettorato di sinistra a Berlino evidentemente – a differenza dei leader della sinistra italiana – non pensa che il governo rosso-rosso sia stato “un governo del meglio” . La LINKE rispetto al 2006 ha perso 14mila voti e oggi prende la metà dei voti che la PDS aveva prima di entrare nella coalizione di governo . Allo stesso tempo dei circa 130mila voti ottenuti dal Partito dei Pirati (l’8,9%, ma il 17% tra gli elettori di età compresa tra i 18 e i 34 anni) 21mila provengono dall’astensione e 12mila proprio da ex elettori della LINKE. Le ragioni di questa debacle sono nei numeri e nei fatti. Solo nel pubblico impiego i posti di lavoro dal 2001, anno di insediamento dell’alleanza SPD-Sinistra , sono scesi di 48mila a 24mila. Sempre nel 2001 l’amministrazione locale disponeva di circa 400mila appartamenti pubblici e di questi 64mila finiscono in blocco ad un gruppo finanziario partecipato da Goldman Sachs, con l’ovvia conseguenza che gli affitti esplodono. Le scuole vengono chiuse e accorpate e si calcola che vi siano lavori di manutenzione agli edifici scolastici da realizzare per quasi un miliardo di euro. La S-Bahn, il treno di superficie, che insieme alla metropolitana, al tram e ai bus costituisce la spina dorsale del trasporto pubblico locale è nel caos: incidenti, guasti tagli alle linee mettono in moto una campagna per salvare la S-Bahn che ad oggi ha raccolto 10mila firme. Qualche anno fa, quando il movimento per l’acqua pubblica chiede all’amministrazione di rendere pubblici i contratti siglati nel ’99, all’atto della privatizzazione, tra Veolia e l’amministrazione comunale, Wowereit risponde di no e al successivo referendum convocato su questo tema il 98,2% dei votanti si schiera contro di lui. Insomma niente di nuovo sotto il sole. Si tratta ancora una volta della dimostrazione che le alleanze di governo con la sinistra moderata non sono in grado di dare risposte concrete ai lavoratori e ai ceti popolari, producono una crescita della destra, una marginalizzazione della sinistra anticapitalista e persino la sua progressiva espulsione dalle sedi istituzionali. Quando i gruppi dirigenti della sinistra italiana cominceranno a ragionare su questo fatto – ammesso che lo facciano mai- sarà sempre troppo tardi.