Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 8 novembre 2011

Ryanair sceglie il premier come testimonial

 Federica Cresci

 Silvio Berlusconi e' ancora una volta testimonial inconsapevole Ryanair. Sull'home page del sito internet della compagnia aerea low cost irlandese compare il viso del Cavaliere in primo piano, scelto per pubblicizzare un'offerta di voli a basso costo (9.99 euro). Accanto al volto del Cavaliere compare lo slogan, anch'esso rivolto al Cavaliere: "Caro Silvio - si legge - un'altra occasione per scappare con Ryanair". Non e' la prima volta, anzi in ordine di tempo e' la quarta, che la compagnia aerea sceglie il capo del governo come protagonista delle sue campagne pubblicitarie.


L'ultimo episodio risale a luglio quando Ryanair prese come spunto la sentenza Cir usando il risarcimento che il capo del governo a Carlo de Benedetti come slogan: "Ho 560 milioni di buoni motivi per scappare", scritta comparsa sempre accanto all'immagine del Cavaliere. La prima volta che il premier fu 'assoldato' come testimone fu nel 2009 quando venne ritratto circondato da cinque donne e l'ultima il due giugno scorso quando sopra il premier, fotografato in Aula con una mano sulla fronte, campeggiava la scritta: "...Solo una cosa mi tirerebbe su in questo momento! Una scappatella con Ryanair a 12 euro".



lunedì 7 novembre 2011

Elicottero militare precipita in fase di atterraggio

Paolo Papillo


Situazione DRAMMATICA in un paesino vicino Milano, Arcore, elicotteri militari stanno evacuando una villa ..stanno giungendo sul posto Bersani&Casini/Fini, Di Pietro Vendola la Camusso con l'amica Emma .al bar del paese un vecchietto di nome Giorgio N. monita e chiede coesione ai coetanei...noi tocchiamoci le palle o ferro dipende..e camminiamo con il culo rasente al muro.domani è un altro giorno, di merda...



Alluvione: Lettera al presidente della Repubblica Napolitano

di  Marco Marcio Varano


Egregio Sig. presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
sono un amministratore comunale di un piccolo paese all’ imbocco della Valle di Susa in Piemonte e le scrivo in merito alle sue dichiarazioni che ho avuto modo di leggere in merito alla disastrosa alluvione che ha colpito il levante ligure e la lunigiana. Lei attribuisce i morti ai cambiamenti climatici. Purtroppo non sono d’ accordo con Lei.
Il responsabile di quella tragedia sono io: amministratore, cittadino italiano nonché elettore.

Sono io amministratore quando sono costretto ad ampliare le aree edificabili e quindi a cementificare il territorio che non è più in grado di assorbire l’ acqua piovana che così “scivola” altrove, per poter incassare oneri di urbanizzazione e quindi mantenere sano il bilancio del Comune. Quando non so urlare abbastanza la mia rabbia per i soldi che mancano per le piccole cose : mantenere puliti i canali, i torrenti di montagna, mettere in sicurezza gli argini, monitorare le frane ma che miracolosamente piovono dal cielo per le grandi, grandissime opere. Quando imploro l’ aiuto dei volontari della protezione civile che sostituiscono le gravi lacune delle Istituzioni pubbliche anziché pretendere con ancora maggior forza ( se mai fosse possibile) i fondi necessari.
Quando i fondi me li procuro, ma con gli oneri di urbanizzazione creando così un circolo viziato senza fine.

Sono io cittadino italiano quando per pigrizia, disinformazione, troppa fiducia nei miei rappresentanti evito la partecipazione diretta, la cittadinanza attiva e lascio che presunte “scelte strategiche” quali TAV, ponte sullo stretto, rigassificatori, inceneritori sottraggano denaro alla manutenzione del territorio, delle sponde dei fiumi, alla messa in sicurezza delle scuole, alle energie alternative, tutte cose che creerebbero moltissimi posti di lavoro immediati e diffusi su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto controllabili dagli enti locali e non fagocitati dalle scatole cinesi del General contractor o peggio dalla criminalità organizzata. Quando non faccio sentire la mia voce , quando resto a casa perché macinare km in un corteo è faticoso, rischioso o peggio sconsigliato a parteciparvi dagli stessi politici ( se non sono stati loro a organizzarlo e promuoverlo!) o peggio ancora perché minacciato di essere “radiato” dal mio partito di riferimento se vi partecipo.

Sono io elettore, il responsabile, quando non vigilo sull’ operato degli eletti, non li stimolo,controllo, quando dopo aver espresso il mio voto delego ad altri in toto e mi allontano per 5 anni ( o quanto dura la legislatura) dalla cosa pubblica, dalla vita associativa, dal volontariato.
Quando mi lascio: abbindolare dai media e fatico a farmi una mia opinione, terrorizzare dal voto utile( per non lasciare il paese in mano alle destre dicono gli uni o alle sinistre dicono gli altri) ,ingannare dagli apparentamenti di coloro che parenti stretti non potranno mai esserlo.
Quando non mi accorgo che miliardi di euro vengono impegnati e promessi nei programmi elettorali per l’ acquisto di aerei da combattimento ( ma l’ Italia non ripudia la guerra?) o per un inutile buco in valle di Susa mentre una dopo l’ altra le regioni italiane si sgretolano sotto frane, alluvioni, terremoti (non sempre così intensi rispetto ai danni arrecati anche agli edifici pubblici che dovrebbero essere i più sicuri).
In una democrazia “imperfetta” quale la nostra, la responsabilità è sempre mia , cioè di tutti i cittadini che liberamente e senza condizionamenti dovrebbero scegliere il meglio. Secondo me i cambiamenti climatici, purtroppo, non c’entrano o c’entrano poco.
Non so se questa lettera giungerà a destinazione, sicuramente arriverà nelle mani di chi la giudicherà inopportuna, infarcita di demagogia e populismo sostenendo che il Presidente della Repubblica ha sempre ragione. Io posso solo immaginare i motivi profondi della sua dichiarazione in cui cita i cambiamenti climatici come responsabili della disastrosa ultima alluvione. In questo caso è da ringraziare, per la sua prudenza e grande senso di responsabilità. 
La saluto cordialmente.

Sant’Ambrogio di Torino, 26 ottobre 2011 

Mauro Galliano, Assessore Comune di Sant’Ambrogio di Torino ( valle di Susa), Comune di 8,59 kmq. con 4.843 abitanti

L'acqua non è un debito

Severo Lutrario 




PER L’ACQUA E LA DEMOCRAZIA
Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico. Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare è ferma nei cassetti del Parlamento e gli enti locali continuano a gestire il servizio idrico come prima.
Non solo. Grazie ai diktat della BCE, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni. Governo e poteri forti resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.
L’ACQUA NON E’ UN DEBITO
Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. Ma i poteri forti ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua 
restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito
e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l'art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società.
“OBBEDIENZA CIVILE” PER UN’ALTRA USCITA DALLA CRISI
Vogliamo lanciare la campagna di “Obbedienza civile”, che, obbedendo al voto referendario della maggioranza del popolo italiano, esiga da subito l’eliminazione dalle tariffe della parte relativa ai profitti garantiti. Se ciò non avverrà procederemo all’autoriduzione collettiva delle stesse. 
Perché i beni comuni e i diritti sociali vengono prima delle banche e dei capitali finanziari.
VI ASPETTIAMO TUTTE E TUTTI
Vogliamo che la manifestazione sia il luogo di tutte e di tutti come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua: radicale nei contenuti e per la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione. Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita. 
E un futuro diverso per tutte e tutti.

Regione Lazio : Maggioranza Inoperosa

Associazione Politico-Culturale 20 ottobre


“Quello che succede al Consiglio Regionale del Lazio sa dell’incredibile: ad Agosto l’assise regionale si è riunita per 7 volte.  In sei sedute non si è raggiunto il numero legale. Ma, beffa della beffa, i consiglieri regionali firmano la presenza (gettone da 200 euro) e non partecipano al Consiglio. Incredibile ma vero”.

A parlare è Oreste Della Posta, esponente di spicco dell’Associazione Politico Culturale “20 ottobre”.
Quello che accade alla Pisana, dove l’unica volta che si è raggiunto il numero legale ad Agosto si è approvato un provvedimento bipartisan, è la testimonianza tangibile della inoperosità della maggioranza di centrodestra. Non hanno alcun provvedimento da approvare?”

“Eppure – continua Della Posta – la nostra Regione, ed in particolare la Provincia di Frosinone, avrebbero bisogno di interventi consistenti ed urgenti per il rilancio del turismo, delle eccellenze locali e di un sostegno massiccio alle piccole e medie imprese. Tutti provvedimento che farebbero da stimo alla ripresa economica ed occupazione che, in un momento di crisi come questo, sono indispensabili.”

“Per questo – dice – rivolgo un appello al Presidente del Consiglio Regionale, Mario Abbruzzese, perché si adoperi per porre fine a tale situazione. Inoltre, come Associazione “20 Ottobre”, facciamo una proposta: il gettone di presenza va assegnato solo a chi effettivamente partecipa ai lavori. La brutta pratica di firmare la presenza e non partecipare deve finire, soprattutto in un momento di crisi come questo. È logico che i cittadini se la prendono con la casta che non fa il suo dovere ama viene ugualmente pagata”.

07/11/2011, Frosinone 

Stanley Kubrick

domenica 6 novembre 2011

Circolo Carlo Giuliani: Fase due della Rivoluzione d'ottobre

Luciano Granieri



Sono giorni fondamentali  per il partito della Rifondazione Comunista sia a livello locale che nazionale .  il 2 il 3  e il 4 dicembre prossimi si terrà a Napoli  l’VIII  congresso nazionale. Un assise importante dove,  ancora più che in passato,  le decisioni uscite dall’assemblea segneranno,  non solo la linea politica del partito , ma   anche  la sopravvivenza di un movimento organizzato secondo una declinazione  prettamente comunista.  Al congresso saranno presentate tre mozioni. Il primo documento , proposto dalla maggioranza ,  sottoscritto dallo stesso segretario Ferrero e da altri dirigenti fra cui  Claudio Grassi e Pierluigi Pegolo ,  prevede la continuazione dall’esperienza, pur giudicata in modo non esaltante,  della Federazione della Sinistra insieme con il partito dei Comunisti  Italiani, il gruppo di Socialismo 2000 e   Lavoro e Società.  Si  prefigura  la costruzione di una  unione di tutte le sinistre per battere le destre al governo.   Per  questo si auspica  un patto  di desistenza , e di contiguità    con le attuali forze del centro sinistra, PD, Sel e Italia dei Valori.  La seconda mozione  invece  afferma una linea opposta, contraria alla forma federata della FdS, ma soprattutto contraria a qualsiasi ipotesi di alleanza con le forze del centro sinistra. La terza mozione ripercorre a grandi linee il temi  della seconda, ponendo in maniera ancora più decisa l’incompatibilità programmatica del partito con le forze di centro sinistra,  giudicate dai firmatari di entrambi documenti affini con le politiche neo liberiste dettate dalla Bce e dall’Unione Europea.  La mozione che risulterà vincente al congresso determinerà  i destini  organizzativi del partito  e la linea politica conseguente . Il percorso congressuale prevede il coinvolgimento dei circoli cittadini, i cui militanti saranno chiamati a scegliere  una delle tre proposte , a designare i delegati  che le rappresenteranno  a livello provinciale,  regionale e   i compagni che  parteciperanno  al congresso. Anche a livello di  circoli l’organizzazione dirigenziale e la linea politica locale saranno determinati dal prevalere di una delle tre mozioni.  Per questo motivo  ogni circolo scioglie i propri quadri direttivi per riorganizzarli in funzione dal documento risultato vincente. Chi ha seguito le vicende del rinnovato Circolo Carlo Giuliani di Frosinone  potrà capire l’importanza  di tale risultato.  Dopo la rivoluzione politica molto coraggiosa  compiuta dal circolo con l’uscita dalla Lista la sinistra, composta da  PdCI e Verdi,  grazie alla quale    sedeva nei banchi  della maggioranza cittadina di centro sinistra   esprimendo un consigliere,  dopo l’uscita dalla stessa maggioranza e la netta presa di distanza dalle politiche del comune   poco inclini alla difesa delle tutele sociali e connivente con i poteri forti cittadini, dopo  la sconfessione  del comportamento del proprio consigliere Smania,   che tali politiche ha spesso votato non tenendo conto delle indicazioni del suo circolo, la vittoria della mozione  uno, quella del patto  con il centrosinistra, avrebbe determinato,  il fallimento del  processo di rinnovamento.  Nonché  la restaurazione della vecchia linea governista, gettando a mare tutto il lavoro fatto spesso in aperto contrasto con la dirigenza nazionale . La vittoria della mozione due  era dunque vitale per dare al circolo, guidato dal segretario  Andrea Cristoforo, la  necessaria legittimazione a  tutto il programma svolto.  I numeri che avevano assicurato la prima parte dalla rivoluzione d’ottobre (l’uscita dalla maggioranza in comune) ,  avrebbero dovuto assicurare     anche la riuscita della seconda parte della rivoluzione,  ossia la vittoria della linea anti coalizione con il centro sinistra . Ma  in certi frangenti, soprattutto quando le decisioni  locali sono in contrasto con la maggioranza  nazionale del partito, le trappole sono sempre in agguato. Una defezione improvvisa, un ripensamento, una folgorazione sulla via di Damasco possono sempre essere possibili.  In realtà  qualcuno  è stato colto dalla sindrome di Scilipoti  ,  ma non è bastato .   I numeri si sono confermati  sufficienti    ed il Circolo di Rifondazione Carlo Giulliani ha decretato la vittoria della seconda mozione.  Non vorrei annoiare ulteriormente con questa argomentazione asettica. Riporto quindi  alcune mie considerazioni sulla votazione di ieri mattina.  Le formazioni in campo erano le seguenti:  Ornella Carnevale, avrebbe dovuto presentare la MOZIONE N.1 espressione della maggioranza del partito,  Andrea Crsitofaro,  segretario uscente del circolo,  era deputato all’illustrazione della seconda mozione,  dopodiché si sarebbero susseguiti gli interventi degli scritti a favore dell’uno o dell’altro documento. La terza mozione non era rappresentata .  Prima  dell’inizio dei lavori  la tensione si tagliava con il coltello.  La posta in gioco era veramente alta. Ma  con lo svilupparsi del dibattuto  il clima si è sciolto e si è arrivati ad un confronto  leale ed interessante. A dire il vero la discussione sul merito dei documenti  ha spesso lasciato il posto ai temi locali. Solo i sostenitori del secondo documento hanno  esposto le ragioni della loro scelta.  Dei sette iscritti sostenitori della mozione uno, nessuno si è espresso.  Due di loro  non hanno neanche partecipato, presi da improrogabili  impegni,  hanno  votato e abbandonato l’assise , dagli altri silenzio assoluto.  Forse  c’era  poca consapevolezza  sulla scelta?  O ha prevalso la  fedeltà cieca alla dirigenza nazionale?   Vai a  saperlo  .   In realtà  il consigliere Smania,   favorevole al documento uno,  ha preso la parola ma  per  stigmatizzare  ancora una volta il comportamento del Circolo che è uscito dalla maggioranza e lo ha di fatto sfiduciato come consigliere,  non un accenno al documento che avrebbe votato.  Neanche Fausta Dumano si è espressa ,     nè ha fornito alcuna spiegazione sulla sua scelta favorevole alla mozione uno .dopo la sua condivisione della posizione a favore dell’uscita dalla maggioranza in comune , i contenuti del secondo documento   la partercipazione con noi a tante  manifestazioni  non ultima quella del 15 ottobre,   Su questa scelta  cala un  buio  fitto su cui personalmente non mi  interessa fare luce.  Va reso merito alla povera Ornella Carnevale che, da sola, con passione e  onestà intellettuale ha difeso le ragioni del programma espresso nella mozione uno. Ha sostenuto con forza la necessità di stare dentro alle istituzioni per incidere, pur in minima parte nell’attività di governo, ha riaffermato  la necessità di non isolarsi e di combattere con forza il berlusconismo  anche  accordandosi con quelle forze di centrosinistra non propriamente affini a noi . Efficace è stato l’intervento del giovane Samuel studente dell'accedemia delle belle arti il quale ha confutato la tesi di Ornella dicendo che se in una coalizione sei più debole, fatalmente  sarai poco considerato  e dovrai sottostare alla legge del più forte.  Il sottoscritto, Andrea Cristofaro,  il compagno D’Alessandris,  Laura Scappaticci, Maria Lucia Giovannangelo  hanno sottolineato come  riempirsi  la bocca  nelle piazze di anticapitalismo di  comunismo e poi allearsi con forze che sono a favore del capitalismo e dei dettami della Bce segnerebbe una ulteriore perdita di credibilità del partito.  Non è possibile proporsi come riferimento politico agli operai di Pomigliano  di Mirafiori  e poi stare in una federazione con il movimento Lavoro e Società  che  è favorevole agli accordi del 28 giugno  firmati  dalla CGIL e gli altri della triplice con i padroni.  Così a livello locale è difficile farsi paladini dei diritti sociali e poi votare in consiglio comunale un aumento spropositato delle tariffe della mensa scolastica. Alla fine della mattinata il  risultato è stato 10 a 7 per la mozione due. Un esito  che ha sancito la voglia di cambiamento  del Circolo Carlo Giuliani  verso la definizione di  un Partito per cui la falce e martello sulla bandiera  e la parola comunista  abbiano ancora un significato e non siano un semplice feticcio .