Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 11 febbraio 2015

Zanotelli: no a banche armate, sì a difesa non armata

Alex Zanotelli
La guerra imperversa ormai dalla Somalia all’Iraq, dalla Siria al Sud Sudan, dal Califfato Islamico(ISIS) al Califfato di Boko Haram (Nigeria), dal Mali all’Afghanistan, dal Sudan (la guerra contro il popolo Nuba) alla Palestina, dal Centrafrica al Libano. La Libia sta sprofondando in una paurosa guerra civile di tutti contro tutti, come sta avvenendo nello Yemen. L’Ucraina sta precipitando in una carneficina che potrebbe portare l’Europa in guerra contro la Russia. E’ già ritornata la Guerra Fredda fra Russia e i paesi del Patto NATO che persegue una politica di espansione militare che va dall’Ucraina alla Georgia. “La grande Spada”, di cui parla l’Apocalisse, è ritornata a governare la terra e sospinge tutti i paesi ad armarsi fino ai denti. A livello mondiale infatti oggi si spendono quasi cinque miliardi di dollari al giorno in armi. Solo in Italia spendiamo 70 milioni di euro al giorno in armi, senza contare i 15 miliardi di euro stanziati per gli F-35 e 5,4 miliardi per una quindicina di navi militari. Ma ancora più grave è il ritorno trionfale delle armi atomiche. Gli USA spenderanno nei prossimi anni 750 miliardi di dollari per ‘modernizzare’ il loro arsenale atomico. La lancetta dell’ “Orologio dell’apocalisse “è stata spostata dagli scienziati per il 2015, a tre minuti dalla mezzanotte della guerra nucleare, lo stesso livello del 1984, allora in piena guerra fredda. In questo contesto, dopo i fatti di Parigi, sarebbe grave che l’Occidente cadesse nella trappola mortale di una ‘guerra santa’ contro l’Islam. Sarebbe davvero la “Terza Guerra Mondiale”. Per questo dobbiamo rilanciare con forza la nonviolenza attiva inventata da Gesù e messa in pratica da uomini come Gandhi , Martin Luther King, Nelson Mandela. Aldo Capitini. E per incamminarci su questa strada, abbiamo oggi a disposizione due strumenti importanti: la campagna per la Difesa Non Armata e Nonviolenta e la campagna contro le Banche Armate.
Arena di Pace e Disarmo. La prima campagna, lanciata all’Arena di Verona il 25 aprile 2014, è una raccolta di firme per una Legge di iniziativa popolare che porta il titolo: ”Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta”. L’iniziativa , sostenuta da un ampio schieramento del movimento per la pace, chiede l’istituzione e il finanziamento di un Dipartimento che comprende i corpi civili di Pace e l’Istituto di Ricerca sulla Pace e il Disarmo. Questo per dare concretezza all’articolo 11 della Costituzione (“L’Italia ripudia la guerra…!) e per dare fondamento istituzionale e autonomia organizzatrice al principio fondante della legge che vuole il pieno riconoscimento della difesa alternativa a quella militare , come afferma la legge n. 30 del 1998. Il finanziamento invece di questa Difesa civile dovrà venire sia dai fondi provenienti dalla riduzione delle spese per la difesa militare sia dalle possibilità dei contribuenti da destinare la quota pari al 6 per mille dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). Infatti la Difesa non armate e nonviolenta, per essere efficace, deve essere preparata, organizzata e finanziata. Come si è sviluppato a dismisura il Genio militare deve ora svilupparsi il Genio civile per una difesa alternativa. La Campagna per essere efficace ha bisogno che in ogni regione, provincia, città e comuni si formino dei comitati per la raccolta firme che terminerà entro il 28 maggio 2015. (Per informazioni vedi info@difesacivilenonviolenta.org) Non possiamo accontentarci delle 50.000 firme richieste, ma dobbiamo portarne almeno mezzo milione che consegneremo al Presidente della Camera, perché la legge venga discussa al più presto in aula. Dobbiamo mobilitarci tutti in questa importante campagna.
Ma mi appello soprattutto ai vescovi, ai sacerdoti, alle comunità cristiane perché si impegnino per questa Difesa Nonviolenta che nasce proprio dall’insegnamento di Gesù di Nazareth.
In questo clima di violenza e di guerra, non è certo un compito facile, sfidare il “complesso militare-industriale” che oggi governa il mondo. Per questo trovo significativo che allo stesso tempo della campagna di Difesa Civile, sia stata rilanciata la Campagna contro le Banche Armate , da tre riviste missionarie e nonviolente, Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi. Se vogliamo infatti contrastare la Difesa Armata, dobbiamo mettere in crisi la produzione e la vendita di armi (l’Italia è all’ottavo posto nel mondo per la produzione di armi pesanti e al secondo per le armi leggere). Chi finanzia la produzione e l’esportazione di armi sono le banche: le cosidette “banche armate”. Non possiamo dichiaraci per la pace ed avere i nostri soldi in banche che finanziano le armi. E’ immorale! Oggi, grazie alla legge 185, il Parlamento italiano è obbligato ogni anno a dirci quali sono state le banche che pagano per l’export di armi italiane. Unicredit e Deutsche Bank risultano quest’anno tra le principali banche armate nella lista della presidenza del consiglio. Ma sono tante altre ad avere le mani sporche di sangue.
Questa campagna era stata lanciata già nel 2000 rivolta soprattutto ai vescovi, parroci, responsabili di istituti religiosi . Purtroppo pochi hanno risposto in questi 15 anni! Eppure la pace è il cuore del Vangelo!
Per questo la rilanciamo con forza, chiedendo ai nostri vescovi, parroci, responsabili degli istituti religiosi di scrivere alla direzione della propria banca per chiedere se è coinvolta nel commercio delle armi. In caso di risposta vaga o di non risposta, chiediamo di interrompere i rapporti con la banca,rendendo pubblica la scelta.Mi appello , in particolare, alle comunità cristiane perché le trovo ancora “fredde”. Ma ci appelliamo a tutti i cittadini perché insieme, credenti e non, diamo una mano perché le nostre banche impieghino i soldi per la pace, non per la guerra.(Per ulteriori informazioni vedi i siti di Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi e quello della Campagna http://www.banchearmate.it/, dove troverete anche un fac-simile di lettera da inviare alla ‘banca armata’).

E’ ancora una delle tragedie nella storia dell’umanità che, come diceva Gesù, “ i figli di questo mondo sono più scaltri dei figli della luce!”. Diamoci tutti da fare perché vinca la Vita.

martedì 10 febbraio 2015

Salvini alla conquista del Mezzogiorno Quale risposta agli aspiranti garibaldini in camicia verde?

Mauro Buccheri
Matteo Salvini, da poco più di un anno segretario della Lega Nord, è partito con le sue camicie verdi alla conquista di Terronia. Sembrano lontanissimi i tempi in cui Salvini attaccava pesantemente i meridionali (1), i tempi dei cori a Pontida contro i napoletani “colerosi” e delle proposte per riservare alcuni vagoni della metropolitana ai milanesi, contro l'invadenza di “terremotati” e “bingo bongo”. E sembra appartenere ad un'altra era geologica – sebbene siano passati solo pochi mesi - anche la crociata del segretario del Carroccio contro l'esodo degli insegnanti precari meridionali che “invadono” le graduatorie del nord.
Alcune settimane fa, infatti, Matteo Salvini ha recitato pubblicamente il mea culpa, sostenendo di aver sbagliato sinora ad attaccare i meridionali (2). Non si tratta ovviamente di un ripensamento sincero, ma di un'autocritica ipocrita e funzionale al nuovo progetto che la Lega sta lanciando. Un progetto che, per riuscire, punta fortemente sull'immagine del neo segretario, giovane dal volto pulito e dai toni tanto risoluti quanto distanti dalla violenza verbale e dagli atteggiamenti rissosi dei Borghezio e dei Gentilini. Insomma, un leader giovane, fermo e deciso, ma allo stesso tempo più moderato dei capi leghisti della prima generazione (3), alcuni dei quali travolti oggi dagli scandali, e dunque capace di allargare l'area del consenso verdano a settori borghesi ieri intimoriti dai toni urlati e dai “fucili” di Bossi. Su questa figura in Padania si sta investendo tantissimo, e, infatti, negli ultimi mesi la visibilità mediatica di Salvini è aumentata enormemente, al punto che è ormai difficile accendere la televisione senza imbattersi nel leader leghista ospite di qualche trasmissione, persino se non direttamente dedicata alla politica.
La svolta meridionalista di Matteo Salvini
Un nuovo leader che guida un nuovo corso della politica leghista. Un cambiamento di rotta finalizzato a sdoganare la Lega a sud dell'Emilia, in territori dove fino ad oggi il Carroccio non ha mai attecchito, e dove, anzi, è stato per lo più considerato un nemico. La svolta meridionalista di Salvini passa attraverso le scuse alle popolazioni del Sud per gli insulti passati, e attraverso una precisazione alla linea da lui espressa in precedenza. Salvini corregge oggi , infatti, il tiro e precisa che il bersaglio delle sue accuse non sono i meridionali bensì i “politici del sud”. Miracoli del populismo. Basta cambiare qualche parola e confidare nella diffusa rimozione della memoria storica: in questo modo, l'antimeridionalismo si trasforma in critica alla “casta politica”, cavallo di battaglia dei populisti di tutte le epoche e latitudini, buona per ogni stagione.
“Il Sud va salvato dalla sua classe dirigente”, leggiamo nel vangelo secondo il nuovo Matteo. Dirottare gli attacchi dai “terroni” ai loro “politici” consente a Salvini di guadagnare simpatie all'interno della galassia destrorsa meridionale e magari di intercettare settori che fino ad ieri si erano lasciati sedurre dalle sirene grilline. La Lega si candida, difatti, a capitalizzare anche a sud la pesante crisi che attanaglia il grillismo in tutta Italia, sia in termini di consensi elettorali che d’attivisti. Del resto, in questo progetto di conquista, finalizzato a salvare il partito dall'implosione all'interno dei suoi recinti localistici, è in gioco l'esistenza stessa della Lega. Qui (al meridione) si fa la Lega o si muore, è il motto che starà circolando nello stato maggiore padano.
Forse perché s’immedesima sempre più in Giuseppe Garibaldi, giorni fa Matteo Salvini ha lanciato una frecciata anche al Papa, reo a suo avviso di voler “dialogare con l'Islam” (4). Del resto, la Lega avrà fatto la pace coi “terroni”, ma non ha certo la minima intenzione di arretrare rispetto all'attacco contro gli ultimi: migranti, rom, “clandestini”. Se ciò avvenisse, infatti, la Lega non avrebbe più alcuna ragion d'essere. Sulla scia della vicenda di Charlie Hebdo, anzi, i leghisti danno ancora più fiato alle trombe islamofobe, paventando scontri di civiltà con i musulmani ed ergendosi a paladini della cristianità contro il rischio di “invasioni” ed “occupazioni militari e culturali”.
“Noi con Salvini” in Sicilia
Salvini ha messo al centro della sua agenda politica la conquista del Sud e si è dimostrato poco interessato ad altre questioni, inclusa quella (tanto cara alla stampa borghese) del nuovo presidente della Repubblica che doveva insediarsi al posto del dimissionario Napolitano, questione che il segretario leghista ha liquidato indicando come suo candidato ideale la presidente del Fronte nazionale francese Marine Le Pen! I suoi sforzi principali sono rivolti oggi allo sbarco in Terronia, tanto che nelle ultime settimane Salvini e i suoi fedelissimi hanno girato in lungo e in largo il tacco e la pianta dello stivale, e parecchie sono state le iniziative per presentare nelle principali città del meridione il movimento “Noi con Salvini” (questo è il nome scelto per il nuovo contenitore elettorale, con il blu che nel simbolo ha preso il posto del verde). Alla vigilia del tour nel Mezzogiorno il condottiero padano ha spiegato che la nuova classe dirigente meridionale dovrà essere composta da persone “nuove”, gente comune priva d’esperienza politica, che non ci saranno “riciclati” e che solo “una piccola parte” sarà composta da politici, comunque politici dal pedigree “impeccabile”.
I fatti sembrano smentire però i proclami di Salvini. Basti pensare che il punto di riferimento leghista in Sicilia è l'ex democristiano, e già lombardiano, Angelo Attaguile, eletto nel 2013 alla Camera col Pdl (5). E' stato lui a condurre nei giorni scorsi l'incontro di presentazione di “Noi con Salvini” a Palermo, presso il lussuoso Hotel delle Palme. Un incontro cui hanno preso parte anche un drappello d’ex giovani del Pdl, qualche esponente della vecchia classe dirigente isolana (quella che Salvini a suo dire dovrebbe contrastare), come il deputato regionale del Mpa Pippo Gennuso (che, segnala il Fatto quotidiano, è indagato dalla procura di Palermo per concorso in falso), nonché alcuni giovani di Casapound, gruppo neofascista notoriamente vicino alla Lega (6). Superfluo dire che uno dei temi centrali dell'incontro è stato quello relativo agli immigrati (7), ormai principale bersaglio dei leghisti dopo la riconciliazione padana col Mezzogiorno italiano, oltre alla lotta all'Europa e all'Euro, altri temi su cui Salvini ha cambiato radicalmente posizione ultimamente, dato che fino a poco tempo fa si esprimeva a favore della moneta europea (sebbene specificasse che i meridionali non la meritano!).
Nelle ultime settimane la Lega è sbarcata, sia pur con piccoli nuclei, in alcuni centri siciliani, avviando sin da subito la consueta propaganda xenofoba (ad esempio nel nisseno), e in alcune città il movimento “Noi con Salvini” ha già preannunciato la propria partecipazione alle elezioni comunali della prossima primavera. Così, ad esempio, a Licata, oppure ad Agrigento, dove il candidato sindaco sarà il deputato leghista Marco Marcolin, che ha incassato il supporto d’alcuni settori di destra riconducibili all'ex missino Nello Musumeci, già presidente della provincia di Catania ed oggi parlamentare regionale (8).
Le ambizioni di Salvini nel meridione
E sempre a proposito di riciclati e di “nuovo” che avanza, la musica non cambia se si guarda a quanto sta accadendo nelle altre regioni meridionali. Alla presentazione di “Noi con Salvini Puglia”, presso la Camera dei deputati, avvenuta il mese scorso, erano presenti fra gli altri Rossano Sasso, dirigente della Ugl di Bari e candidato alle ultime elezioni comunali nella lista civica vicina al sindacato destrorso, e Mimmo Foglietta, foggiano, ex segretario provinciale dell’Udeur (9).
Il gruppo di Salvini rivendica già un nutrito seguito in Calabria, mentre cerca di far breccia anche in Campania. Lo scorso 19 gennaio si è svolto, presso l'Hotel Ramada, l'incontro di presentazione di “Noi con Salvini” a Napoli, sotto la direzione di Raffaele Volpi, vicecapogruppo della Lega Nord al Senato. Si tratta dell'uomo di fiducia cui Salvini sembra avere affidato il delicato compito di effettuare il reclutamento in meridione. Una piazza difficile per la Lega, quella di Napoli, come conferma anche la forte contestazione operata da un gruppo di studenti e attivisti dei centri sociali all'esterno dell'albergo dove si teneva il meeting (10). Così come difficile sarà per Salvini conquistare “Roma ladrona”. Una missione ardua per il segretario del Carroccio, che tenterà il primo approccio il prossimo 28 febbraio (quindici anni dopo l'ultima manifestazione organizzata dalla Lega nella capitale) con un'adunata in piazza del Popolo (11).
Il leader dei leghisti siciliani, Attaguile, ha pronosticato grandi risultati elettorali per il nuovo soggetto politico: “potenzialmente potremmo andare oltre il 10 per cento, anche il 15, o forse anche più su”. Auspici che trovano riscontro in alcuni sondaggi, secondo i quali i salviniani al Sud Italia potrebbero raggiungere consensi a doppia cifra (12). Proprio in Sicilia, qualche precedente aumenta l'ottimismo dei leghisti: ha fatto notizia il caso del comune di Maletto, nel catanese, dove la Lega alle ultime elezioni europee si è affermata come primo partito, con un consenso pari al 32%! Un risultato storico, cui seguì una visita di Salvini da quelle parti per festeggiare l'importante traguardo. In quell'occasione il leader leghista ricevette una calorosa accoglienza da parte della gente del luogo (13): una piccola grande soddisfazione per i padani, se si considera che lì nei pressi, a Bronte, le camicie rosse garibaldine che stavano facendo l'Italia lasciarono al contrario un pessimo ricordo, fucilando i contadini insorti contro i latifondisti.
Quale via d'uscita contro gli attacchi padronali, il razzismo e il fascismo?
Di là di quello che sarà il responso delle urne, è certo che Matteo Salvini si candida a catalizzare al meridione le diffuse pulsioni di destra e fasciste, rimaste orfane di riferimenti politici dopo il crepuscolo del berlusconismo e la crisi del grillismo, e che settori neofascisti, ex berlusconiani, ex Mpa, “trombati”e arrampicatori d’ogni risma potrebbero approfittare del momento felice di Salvini per salire sul suo carro (14), con gli effetti reciprocamente benefici (ma non certo per le masse popolari) che ciò comporterebbe.
Il diffuso sentimento d’ostilità verso il Pd e il premier Matteo Renzi, i cui “obbedisco” alla Troika ne hanno smentito i proclami populisti, potrebbe poi dare un'ulteriore mano all'altro Matteo, Salvini, che ha fatto dell'opposizione a Renzi uno dei suoi punti di forza agli occhi dei potenziali interlocutori. Mentre altre forze di destra (Ncd, ma in buona parte anche Forza Italia) appaiono agli stessi occhi ormai compromesse col governo a trazione Pd.
La questione meridionale continua ad essere strumentalizzata da partiti di sistema e politicanti privi di scrupoli. La soluzione ai problemi del meridione italiano, così come delle masse oppresse a qualsiasi latitudine e longitudine, non si potrà trovare certo nelle secessioni (un tempo al centro dell'agenda leghista), nei federalismi o nelle autonomie all'interno del sistema capitalista, ma soltanto attraverso una lotta politica radicale e ad oltranza che promuova le ragioni della classe proletaria contro il padronato. L'unico progetto politico che può restituire un futuro alle masse oppresse del Mezzogiorno italiano, e d’ogni parte del mondo, è un progetto comunista, rivoluzionario,internazionalista che, a partire dalle battaglie quotidiane e sulla base di un programma transitorio, lavori costantemente nella prospettiva dell'abbattimento del sistema capitalista e della presa del potere politico da parte delle classi oppresse. La costruzione di questo progetto, che vede impegnati la Lit-Quarta Internazionale e il Pdac, che della Lit-Qi è sezione italiana, anche in diverse regioni del sud Italia, è allo stesso tempo l'unico argine possibile contro i rigurgiti razzisti e fascisti, che emergono con forza maggiore in questa fase di grave crisi economica e sociale e in assenza di una risposta adeguata a sinistra alla violenza dell'attacco padronale.
Postilla
Per completezza d'informazione sul tema, e a ulteriore conferma rispetto a quanto esposto in questo articolo scritto alcuni giorni fa, segnaliamo l'arresto avvenuto ieri di un consigliere comunale di Palermo, tale Giuseppe Faraone, ex Udc e Il Megafono (cartello riconducibile al presidente della Regione Rosario Crocetta), che da gennaio aveva aderito al movimento “Noi con Salvini” ( http://www.huffingtonpost.it/2015/02/09/giuseppe-faraone_n_6643200.html ;http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/02/09/news/l_ambasciatore_dei_boss_del_racket_
era_un_consigliere_comunale_quattordici_imprenditori_denunciano_il_pizzo_scattano_27_ar-106824632/ ).
L'arresto è scattato per “tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso”: secondo la procura distrettuale antimafia di Palermo, infatti, il politicante in questione sarebbe un “ambasciatore dei clan” (non mancano, stando a quanto riportato da alcuni giornali locali, delle intercettazioni che ne dimostrerebbero la vicinanza a uno dei più potenti boss di Palermo, Francesco D'Alessandro, del clan di San Lorenzo). Ironia della sorte, l'arresto è avvenuto il giorno dopo la visita effettuata da Matteo Salvini a Palermo per incontrare i suoi supporters locali presso l'hotel delle Palme, incontro  che ha fatto registrare la contestazione di centinaia di giovani ed attivisti politico-sindacali all'esterno dell'albergo. E pensare che, durante l'incontro di Palermo, Matteo Salvini, intervistato dalla stampa locale, ha detto che “la mafia è il pericolo numero uno”! (
http://palermo.gds.it/2015/02/08/salvini-a-palermo-parte-la-protesta_309342/ )
Note
1. Oltre ad immigrati e omosessuali (contro i quali ha celebrato la politica omofobica di Putin), bersaglio ricorrente delle invettive di Salvini sono sempre stati, almeno fino ad ieri, i “terroni”:http://www.articolotre.com/2013/12/salvini-contro-tutti-terroni-e-migranti-ladri-gay-magistrati-rimbambiti-e-giornalisti-infami/
2.http://www.lastampa.it/2014/12/02/italia/politica/salvini-sui-meridionali-ho-sbagliato-li-conoscevo-poco-phELIRgpI2VOkQpfdeMesN/pagina.html
3. Salvini ci tiene spesso a precisare, per rassicurare il padronato, che i suoi (apparenti) attacchi alle istituzioni borghesi si mantengono entro i limiti della “civiltà”. Così ha fatto anche recentemente, dopo che la Consulta ha bocciato la sua proposta referendaria in merito alla Legge Fornero, iniziativa che aveva ottenuto anche il supporto della segretaria della Cgil Susanna Camusso:http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/01/20/pensioni-consulta-inammissibile-referendum-sulla-legge-fornero-proposto-dalla-lega-nord-ira-di-salvini_45e88f63-f546-4c0f-8be9-636b404894ad.html
4. Come al solito, la Lega cerca di solleticare i più bassi istinti delle persone. In questo caso, la frecciata al Papa è finalizzata ad intercettare le pulsioni razziste e xenofobe interne ed esterne al mondo cattolico: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/08/charlie-hebdo-salvini-papa-sbaglia-dialogare-islam-in-guerra/1323711/
6. Proprio pochi giorni fa il progetto meridionalista di Salvini è stato celebrato entusiasticamente dai militanti calabresi di Casapound nel corso della presentazione dell'associazione “Sovranità – prima gli italiani”, svolta a Lamezia Terme, cui ha preso parte anche il vicepresidente nazionale di Cpi, Simone Di Stefano: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/01/10/calabria-casapound-siamo-con-la-lega-ha-ammesso-sbaglio-su-centro-sud/328641/
8.http://www.sicanianews.it/cartello-marcolin-sindaco-di-agrigento-riunione-di-simpatizzanti-di-destra-presso-la-sede-del-movimento-di-piu/
9.http://www.corrieresalentino.it/2014/12/nasce-al-sud-e-nel-salento-noi-con-salvini-puglia-la-presentazione-alla-camera-dei-deputati/
14. In tal senso iniziano a notarsi nel panorama di destra alcuni movimenti e cambi di casacca. A titolo esemplificativo: http://www.loraquotidiano.it/2015/01/02/trapani-consigliere-passa-con-la-lega-salvini-un-grande-leader-moderato_18486/


video di Luciano Granieri

Terme romane, montagna e topolino

Francesco Notarcola – Presidente della Consulta delle associazioni  della città di Frosinone


Le associazioni, i comitati ed i cittadini del capoluogo, gridano forte la loro protesta e la loro indignazione nei confronti del Ministero per i Beni Culturali per la risposta alla interrogazione  presentata dai Senatori dello Stato Maria Spilabotte e Francesco Scalia sulle Terme Romane e sul sito archeologico di Via De Matthaeis.
Dopo una lunga attesa durata 6 mesi, la montagna ha partorito il topolino. Il Ministero attraverso il Sottosegretario ha, con cognizione di causa e per scelta politica, evaso le richieste contenute nell’interrogazione.  In questa si chiedeva al Ministro:
1)quali azioni intendesse intraprendere  al fine di tutelare e salvaguardare un’area ove insistono ritrovamenti archeologici e storici di rilevante importanza
2) se non ritenesse opportuno adottare i provvedimenti necessari al fine di trasformare l'area in  un parco archeologico da integrare alla villa, includendovi a tal fine anche le Terme romane.
Ma, con un linguaggio piatto e noioso, degno di un qualsiasi burocrate dello Stato, ci è stata riproposta un’argomentazione logora e vecchia, da sempre contestata in tutte le sedi con dossier e controdeduzioni dai cittadini e dall’associazionismo del territorio, che da anni si battono in luogo di Istituzioni e Autorità contro gli interessi della speculazione edilizia, per salvare e valorizzare reperti archeologici di grande pregio, ancora invisibili per i cittadini di Frosinone.
 Purtroppo quando il Sottosegretario afferma che la valorizzazione del sito archeologico “con il concorso dell'ente locale, potrà attuarsi appena reperite le risorse”  ci sembra di rileggere le parole della Soprintendenza nel lontano 2011, quando nella lettera di risposta alle associazioni sottolineava che a impedire la valorizzazione del complesso fu “la mancanza di risorse sia da parte del Comune che della Soprintendenza”. Da un Ministro dei Beni Culturali della Repubblica Italiana ci aspettavamo un contributo concreto e un’ipotesi progettuale per poter avviare finalmente la valorizzazione dell’intera area di De Matthaeis, ricostruendo l’antico villaggio dei nostri antenati e riscoprendo le Terme Romane. Quest’ultimo grande patrimonio è ancora seppellito sotto un parcheggio concesso per 60 anni ad un privato all’ “imponente” cifra di 69mila euro (circa 1000 euro l’anno), con cui il Comune ha sicuramente risanato i suoi bilanci. Le associazioni ritengono invece da sempre che il bilancio dissestato del capoluogo potrebbe rifiorire a nuova vita puntando in maniera decisa sulla valorizzazione delle risorse e dei tesori locali. Grazie Ministro per tanta generosità.
FROSINONE 10 feb. 2015

video di Luciano Granieri

lunedì 9 febbraio 2015

"Cosa". Un fiume perduto e non ancora ritirovato

Luciano Granieri 
video Alberto Spaziani


Fiume Cosa croce, molta, e delizia, quasi nulla, della città di Frosinone.  La bonifica, la riqualificazione e la valorizzazione del  fiume che attraversa Frosinone, sono stati i punti programmatici principali di tutti i candidati a sindaco che hanno partecipato alle varie contese elettorali degli ultimi decenni. Buoni propositi, risultati zero. 

Il parco fluviale da strutturare sulle sponde del corso d’acqua, pure è stato oggetto di programmi, progetti, convention e simposi di varia natura.  In realtà, lungo le sponde  del Cosa, in questi ultimi  anni molto è stato realizzato. Non certamente un parco ma dei bei palazzoni, vista fiume, frutto della speculazione edilizia che devasta la città dal dopoguerra ad oggi. 

Il fiume, il cui corso in parte è stato deviato , si vendica erodendo, con il suo incessante scorrere, il piede della collina che sostiene il viadotto Biondi. Proprio il corso d’acqua è  stato una delle cause della frana del versante, in concorrenza con gli innumerevoli scarichi fognari abusivi che hanno inzuppato il terreno di arenaria.  

In verità una parte attiva di cittadinanza si è adoperata per difendere questa ricchezza naturale  e non lasciare che si sciogliesse nell’oblio di una insignificante  fogna a cielo aperto.  Molte associazioni ambientaliste, da Zerotremilacento a Frosinone Bella e Brutta, hanno incalzato politici e amministratori affinchè si curassero del fiume di Frosinone.  

Sono stati organizzati eventi lungo le sponde, mostre d’arte, reading poetici, installazioni .  Gli stessi cittadini ripulendo e curando alcune aree del greto  hanno riportato in vita  e alla fruibilità di tutta la comunità scorci affascinanti, come la cascata dello Schioppo.  Un attività mortificata dall’insensibilità di qualche avido proprietario terriero che ha recintato il posto, bollato come proprietà privata, scippandolo alla collettività e lasciandolo di nuovo al suo destino di degrado.  

Recentemente” l’affaire Cosa” è tornato ad animare propositi e programmi.  Lo strumento scelto per la riqualificazione e la valorizzazione del corso d’acqua è il “Contratto di fiume”. Un comitato operativo formato dalla Provincia e dal Comune di Frosinone in collaborazione con un rappresentante del coordinamento delle associazioni  ambientaliste sta lavorando per ottenere i benefici del “Contratto di fiume”. Una cabina di regia è stata insediata  per attivare le procedure  necessarie tese alla riqualificazione del Cosa.  Non sappiamo se il tutto finirà come la miriade di altri progetti, partiti e mai giunti a conclusione, lo scopriremo solo vivendo. 

Ad oggi però, stando alla relazione del piano di gestione acque  del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, che è la zona in cui ricade il bacino del fiume Sacco compreso il suo più importante affluente , il Cosa, la situazione non è delle migliori. I corsi d’acqua compresi nel distretto definito dalle regioni:  Abruzzo, Basilicata, Lazio, Campania, Molise e Puglia, vengono valutati e qualificati secondo una scala di valori ambientali   che  da pessimo e arriva a buono passando per  i livelli di scadente e sufficiente. 

La direttiva 2000/60 CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque stabilisce che entro dicembre del 2015 tutti i corsi d’acqua del distretto compreso il Sacco ed il Cosa  dovranno raggiungere il livello  ambientale di buono, pena l’avvio di una procedura d’infrazione in sede UE.  

Nella citata relazione il fiume Cosa è classificato a livello di “pessimo” dall’impianto di depurazione di Frosinone fino alla confluenza nel Sacco e “scadente” dalla confluenza del F.sso Bagno, presso Alatri, fino al depuratore di Frosinone. Ricordiamo che dal fosso Bagno in poi il fiume per un fenomeno carsico sparisce.  Si infiltra nel  terreno e inizia a scorrere sotto terra di fatto scompare per ricomparire nei pressi di Trisulti.  

Le cause del pessimo stato ambientale sono da attribuirsi alla mancata regolamentazione degli scarichi oltre che  ad un sistema di collegamento e depurazione  della acque reflue del tutto insufficiente, quando non funzionante.  Sembra ormai  evidente che la multa dell’Unione Europea non ce la toglie nessuno.  

Ma com’era il fiume Cosa dieci anni fa?  Il prezioso documento video realizzato dal pittore Alberto Spaziani, illustra in modo chiaro e suggestivo lo stato ecologico ed ambientale del fiume.  In  un escursione effettuata  nell’agosto del ’95 l’artista frusinate ha ripercorso l’asta fluviale dalla confluenza nel Sacco, fino alle sorgenti di Ponte dei Santi oltre la Certosa di Trisulti. 

Il titolo del video è emblematico. “Alla ricerca del fiume perduto”.  Già un decennio fa era radicato il timore di dover perdere una bellezza naturale e paesaggistica di inestimabile valore.  Il filmato di Alberto Spaziani mostra  la forza della natura che riesce a nascere, riprodursi  e prosperare dibattendosi fra inquinamento e degrado. A dieci anni di distanza nulla è cambiato, anzi la situazione è decisamente peggiorata.  Speriamo che questa preziosa testimonianza possa svegliare le coscienze di chi governa il territorio, e lo induca a spendersi realmente nella difesa e nella valorizzazione del nostro disastrato fiume.






La Grecia… E noi?

Associazione Oltre l’Occidente, Comitato di Lotta per il Lavoro, Confederazione Cobas Frosinone, 

Martedì 10 febbraio ore 17,30 presso la sede di largo Paleario 7 in Frosinone alle ore 17,30 un incontro collettivo. Le vicende politiche greche e conseguentemente europee coinvolgono economicamente ed emotivamente tutti noi che viviamo la cosiddetta crisi con grande apprensione. La vittoria di Syriza, le scelte di politica economica di grande rilevanza, la sollevazione di Podemos in Spagna, l’attenzione internazionale sulle mosse del nuovo governo greco non possono che destare in noi profonda attenzione e magari grande partecipazione. La vicenda euro si-euro no, austerità fa bene-austerità fa male, debito da ripagare-debito da annullare coglie il senso più generale della politica del nostro tempo che noi purtroppo ogni giorno subiamo nei nostri rispettivi campi d’intervento. Le ravvicinate tappe nel prossimo mese potrebbero far vacillare quella rigida posizione favorevole al grande capitale oppure potrebbero far cadere le residue speranze che l’Europa possa cambiare o essere emendata per di più con movimenti ed idee di “sinistra radicale”.
  • 09-feb Programma di Tsipras, con il voto di fiducia all’esecutivo
  • 11-feb Eurogruppo
  • 12-feb Eurogruppo e Consiglio Europeo
  • 14-feb Manifestazione nazionale
  • 18-feb Mobilitazione della CIS
  • 28-feb Scadenza domanda prolungamento aiuti
  • 18-mar Blockupy Francoforte
  • 25-mar Default Grecia
Non è escluso che perdurando l’azione di “sacrificio” del popolo italiano si continuerà ad arretrare dal punto di vista politico e sociale, come arretra la democrazia e la pace: l’intervento sulla costituzione  ha un chiaro intento di ridurre la rappresentanza, scelta ed eletta dalla casta politica; in Ukraina una guerra civile con posizioni da guerra fredda è in atto, come una guerra è in atto in Siria ed in Iraq, nonché in Libia, che implica questioni di convivenza con altre culture, con altre civiltà. Dobbiamo provare a confrontarci rapidamente ma profondamente per tentare di capire insieme cosa pensiamo e dove potremmo dirigerci. Cosa possiamo fare in questi convulsi giorni per sostenere coloro che ora anche per noi sono in trincea; chi e come coinvolgere, informare, affinché magari domani diventasse protagonista anche in Italia di un tentativo di cambiamento. Non ultimo un confronto sulle modalità di applicazione del “memorandum” a livello territoriale che vedono comuni con piani di riequilibrio economici finanziari, e non solo, chiudere servizi pubblici, privatizzare, alienare, svendere,  tassare e quanto altro già conosciamo. Si invita a promuovere, ad aderire o partecipare (oltreloccidente@libero.it

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Sanità. L'impegno dei partiti politici della Provincia di Frosinone

Comitati/Associazioni distretto B del Coordinamento Provinciale Sanità  - Francesco Notarcola



INCONTRO DEI COMITATI E DELLE ASSOCIAZIONI, ADERENTI  AL COORDINAMENTO PROV.LE DELLA SANITA,’ CON I PARTITI ED I MOVIMENTI POLITICI DEL CAPOLUOGO

DOCUMENTO CONCLUSIVO

I comitati e le Associazioni del Distretto sanitario B della provincia di Frosinone, aderenti al Coordinamento Provinciale per la Sanità, si sono incontrate con i rappresentanti dei Movimenti e dei Partiti Politici del Capoluogo (FI, IDV, NCD, M5S, PD, PSI, SEL) il 06.02.2015.

L'incontro è stato molto proficuo e tanto utile da determinare una posizione comune sul gravissimo e drammatico stato dell'organizzazione sanitaria della provincia di Frosinone e del suo peggiorare quotidiano, favorito dalle decisioni poste in essere dalla dirigenza Asl.

Decisioni che , pur senza l'approvazione dell'atto aziendale, continuano a falcidiare servizi e prestazioni con grave nocumento per la salute e per i bilanci familiari, in un contesto di progressiva ed inarrestabile disgregazione dell'organizzazione sanitaria.

I Comitati e le Associazioni hanno ribadito con forza le loro richieste ed i loro obiettivi: il rispetto e l'applicazione rigorosa ed integrale di tutta la vigente normativa in merito a dotazione di posti letto, strutture semplici e complesse, servizi ospedalieri e territoriali, nonché copertura con procedimento concorsuale di tutti i posti vacanti dei primari.

In tal senso è stata anche ribadita l'esigenza di restituire all'Ospedale di Frosinone la dignità di DEA di primo livello, annullata dalle continue decisioni della direzione aziendale unitamente al rilancio dell'Ospedale di Alatri.

Tutto ciò come premessa per la realizzazione del DEA di secondo livello allo “Spaziani” di Frosinone, diritto irrinunciabile per tutti i presenti.

I Comitati e le Associazioni hanno chiesto ai rappresentanti delle forze politiche un impegno, per forza e intensità e unità, pari a quello da loro già espresso in occasione delle elezioni del presidente della Saf e di quello della Provincia.

Tutti i rappresentanti dei partiti, nei loro interventi, dopo aver sottolineato e riconosciuto il valore e il ruolo propositivo e propulsivo del Coordinamento Provinciale per la Sanità per tutte le iniziative messe in campo, condividendo e facendo propri gli obiettivi posti, hanno sottolineato la necessità di un ruolo della politica come fronte comune con il Coordinamento e ne hanno assunto il relativo impegno.

In tal senso sono stati assunti i seguenti impegni:

A) convocazione del Consiglio Comunale del Capoluogo

B) convocazione del Consiglio Provinciale di Frosinone

C) Convocazione della Conferenza Locale della Sanità


A queste istituzioni i presenti tutti chiedono la adozione rapida di una delibera per la realizzazione di un osservatorio paritetico permanente sulla sanità, atto propedeutico alla preparazione di un incontro con il Presidente della Regione Lazio perchè siano adottati urgenti provvedimenti per impedire il disintegrarsi di ciò che è rimasto dell'organizzazione sanitaria in questa provincia e per determinare il rilancio di essa.

Tutti i partecipanti hanno concluso esprimendo ampia soddisfazione per l'unità di intenti scaturita dall'incontro che vede uniti Partiti, Comitati e Associazioni un percorso comune.

Frosinone, 06.02.2015

FI          - Danilo Magliocchetti
IDV     -  Carlo Marino
NCD    -  Gianfranco Pizzutelli
M5S     -  Luca Frusone
PD       -  Norberto Venturi
PSI      -  Vincenzo Iacovissi
SEL      - Alberto Gualdini

Partecipazione come alto esercizio della democrazia. Non per la Regione Lazio

Luciano Granieri

Conformemente alla  legge 241/90 concernente: “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” L’Osservatorio Peppino Impastato di Frosinone  e il sindacato SNAMI, il 22 novembre 2014,  hanno presentato istanza di partecipazione al procedimento di approvazione del  piano strategico e dell’atto aziendale presentato dalla Asl di Frosinone alla Regione Lazio. La legge 241/90 stabilisce che : “Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento”.  La Regione Lazio  risponde alle associazioni richiedenti il 3 febbraio 2015 , nettamente in ritardo rispetto ai termini di legge i quali prevedono un limite di  45 giorni  per  la risposta . La Regione inoltre  rigetta la domanda di partecipazione della associazioni  in quanto ritiene il piano strategico e il l’atto aziendale, provvedimenti  di pianificazione e  programmazione che l’art. 13  sottrae alla partecipazione dei cittadini. In realtà sempre la stessa legge stabilisce che gli atti di pianificazione debbano essere preliminarmente individuati dalla Regione. Il documento  aziendale determina invece processi amministrativi della Asl che vengono sottoposti alla valutazione della Regione e non sono preliminarmente determinati da essa. Al di là dei  cavilli da azzeccagarbugli come al solito la partecipazione dei cittadini è un diritto sancito solo sulla carta. Un diritto  che difficilmente potrà avere un’applicazione pratica, soprattutto in materie delicate come la sanità pubblica.  E’ noto a tutti che attorno al sistema sanitario ruotano inconfessabili strategie di foraggiamento delle clientele. La sanità è una sterminata prateria di profitto per grandi gruppi privati. Un eldorado che non può essere ostacolato dalla partecipazione dei cittadini. Di seguito la lettera della Regione e la risposta della associazioni.

Comunicazione della Regione Lazio


La risposta dell'Osservatorio Peppino Impastato e dello SNAMI