Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 25 marzo 2015

Lotta per l'acqua pubblica. Dalla Piazza ai consigli Comunali per la rescissione del contratto con Acea

Luciano Granieri


Venerdì 27 marzo alle ore 19,30 è stata convocato in seconda seduta il consiglio comunale di Frosinone per discutere una delibera  d’iniziativa popolare  che impegna il comune a: “porre in essere tutte le azioni necessarie a favorire una risoluzione per inadempimento del contratto con l’attuale gestore del servizio idrico –Acea Ato5 ndr- , avviare l’iter per la gestione pubblica e partecipata del Servizio idrico integrato, coinvolgere la cittadinanza sull’avvio dell’iter per la gestione pubblica dell’acqua”.

 La delibera è arrivata all’esame del consiglio grazie ad un raccolta di firme avviata dai giovani del Psi di Frosinone nel novembre scorso. La proposta  ha avuto notevole successo avendo raggiunto il migliaio di sottoscrizioni. Giova ricordare che secondo lo  statuto comunale sono sufficienti 500 firme per presentare una delibera all’esame  consiglio. 

Caso vuole che la proposta  di iniziativa popolare approdi in assise  comunale pochi giorni dopo la movimentata assemblea dei sindaci dell’autorità d’ambito e lo scandaloso comportamento del Presidente Pompeo il quale  ha impedito la votazione, che avrebbe bocciato  il truffaldino piano finanziario proposto da Acea ai comuni.  

Il sindaco Ottaviani, da sempre supino ai voleri di Acea, dovrà discutere un provvedimento, proposto dai cittadini, teso riaffermare la necessità di dare applicazione al risultato dei referendum e a rescindere il contratto con Acea, sulla scia del successo ottenuto dalla manifestazione per l’acqua pubblica, organizzata il 14 marzo scorso. Un corteo che ha percorso le vie cittadine dalla Villa Comunale fino al piazzale della Provincia sede dall’autorità d’ambito. Una manifestazione dove si è ribadita la necessità di rescindere il contratto con Acea e di sciogliere l’assemblea dei sindaci componenti l’autorità d’ambito, in quanto organismo decaduto in base alla legge regionale 5/2014, per la quale si aspettano i decreti attuativi. 

Ritengo indispensabile approfittare dell’occasione che queste felici coincidenze di eventi ci offrono. Faccio mio l’appello del coordinamento di associazioni che ha organizzato la manifestazione del 14 affinchè si partecipi in massa, venerdì prossimo 27 marzo,al consiglio comunale di Frosinone . E’ necessario pressare i consiglieri affinchè si esprimano  in difesa dei cittadini approvando la delibera che i cittadini stessi hanno loro sottoposto. E’ fondamentale che si torni privilegiare gli interessi della collettività, piuttosto che squallidi interessi  di bottega. 

Allo stesso modo sarebbe necessario partecipare al consiglio comunale convocato a Ferentino sempre il 27 marzo ma alle ore 9,30 nella quale è posta in discussione una delibera presentata dai consiglieri: “Bernardini, Maddalena, Valeri, Berretti, che obbliga il Comune di Ferentino  a “Mettere in atto le azioni necessarie per la risoluzione del contratto con il gestore del servizio integrato”. La manifestazione del 14 marzo è stato  solo   l’inizio del percorso volto all'ottenimento della rescissione del contratto con Acea e alla riappropriazione da parte dei cittadini di un bene essenziale alla vita  come l’acqua . Ora è fondamentale che la lotta si sposti nei consigli comunali, per convincere le giunte a riaffermare principi di legalità e rispetto delle leggi. 































Domani 26 marzo 2015, si terrà l'audizione per l'atto aziendale della ASL di Frosinone

Luciano Granieri


Domani 26 marzo 2015  alle 14,30 si terrà la tanto attesa, e più volte rinviata, audizione in merito all’atto aziendale della Asl di Frosinone innanzi alla commissione regionale. Se ciò realmente avverrà, perché dopo i continui rinvii, anche dell’ultima ora,  è lecito mantenere qualche dubbio, finalmente il  management della Asl provinciale potrà avere la benedizione sul suo programma….forse.  Un programma che -nonostante il blocco del TAR sui  decreti attuativi alla riorganizzazione della rete ospedaliera, nonostante certe operazioni di privatizzazione predisposti in regione (appalto recup), simile ad alcune  presenti   nell’atto,  siano finiti nei fascicoli di “Mafia Capitale” - deve risultare "applicabile", così come riportato sul sito della Regione. 

Perché una tale ostinazione nonostante alla Pisana tiri una così brutta aria?  Perché questo tira e molla di convocazioni e sconvocazioni? Mistero, anche se personalmente un’idea ce l’avrei.  Più che un’idea uno scenario ipotetico che vado ad illustrare nella sua visionaria evoluzione. 

Nel febbraio scorso   filtrò la notizia che la commissione regionale avrebbe bocciato l’atto  presentato dalla Mastrobuono non ritenendolo confacente alle  linee guida regionali. Le obiezioni riguardavano l’eccessiva dispendiosità del dispositivo, tagli all’acqua di rose insomma. Altro che le lamentazioni della associazioni rispetto alla nocività del piano sulla sanità provinciale! Quell’atto concedeva troppo al sistema sanitario locale. La D.ssa Mastrobuono nei giorni successivi,  si prodigò nella strenua difesa del suo programma, ne uscì come la paladina del diritto alla salute del Popolo ciociaro.  

I tira e molla sono continuati, la prima audizione era stata fissata  per il 26 febbraio e ad oggi non è avvenuta (domani sembra sia  il giorno buono),  sono state apportate modifiche note solo a pochi, fra cui il sindaco di Frosinone, si è discusso se a seguito di tali cambiamenti  l’atto dovesse tornare all’esame della conferenza dei sindaci. Una serie di eventi preparatori per il verdetto che presumibilmente domani confermerà il giudizio negativo della commissione regionale ipotizzato a febbraio. Ne confermerà le motivazioni circa un  programma dispendioso poco rispondente alle linee di austerity decise dalla Regione. 

Inizierà  così un gioco delle parti, con indignazione dei politici, della D.ssa Mastrobuono, prese di posizione  per la crudeltà dei commissari regionali,  minacce di dimissioni in caso di  altre privazioni verso   la  sanità provinciale.  Proteste contro la decisione di non avvallare il piano della D.ssa Mastrobuono fiumi di comunicati stampa ecc. ecc. Il tutto per far sembrare la successiva approvazione dell’atto, che avverrà  così come redatto, cioè senza il recepimento delle restrizioni suggerite dalla commissione, come una vittoria della manager, dei sindaci che l’hanno approvata. Una vittoria determinata dal fatto che la D.ssa Mastrobuono  sarà  riuscita, contro tutto e tutti, ad evitare ulteriori tagli alla sanità della Provincia, attraverso la definizione di uno strumento programmatico , che si trasformerà,  da arma distruttrice, a presidio di difesa della sanità pubblica. 

Insomma sospetto che si stia   predisponendo  una squallido teatrino per farci fessi e contenti. Ritenete che questo scenario sia troppo fantasioso? Chi vivrà vedrà e speriamo di non ammalarci nel frattempo.

Sanità segnali che non possono passare inosservati

Coordinamento Provinciale per la Sanità

Il Coordinamento sta assistendo a  dei segnali inequivocabili che non possono passare inosservati.
La Commissione tecnica regionale, la commissione regionale sanità, molti consiglieri regionali, si stanno esprimendo tutti contro l’atto aziendale della Asl di Frosinone. Il TAR, per di più, ha sospeso i decreti di Zingaretti che sono i progenitori dell’atto aziendale.
I nodi che il coordinamento da agosto dello scorso anno aveva previsto stanno venendo al pettine , e  non ci voleva certo un grande sforzo a capire che questo atto aziendale è la celebrazione della distruzione della sanità di questa provincia.
E finalmente, dopo otto mesi di confronti pubblici serrati promossi dal Coordinamento con iniziative di ogni tipo ed in tutto il territorio della provincia, anche il PD ha capito la validità delle nostre critiche e dei nostri obbiettivi. Anche quei rappresentanti istituzionali che sostenevano la giustezza dell’operato della manager generale della ASL, oggi si muovono nella direzione opposta evidenziando riserve e criticità di questo famigerato atto aziendale.

Se il Tar sospende i decreti, se l’atto aziendale viene osservato e le note di correzione diventano misteriose e se la commissione sanità rimanda continuamente l’appuntamento con il manager della Asl senza spiegarne i motivi, se alcuni consiglieri regionali della provincia silenti fino ad ora esprimono critiche non celate all’atto aziendale, ai sindaci che lo hanno approvato non viene proprio nessun dubbio? Perché non sono i primi a chiedere la convocazione della conferenza locale della sanità? Quali sono i loro veri interessi? E’ un caso che il sindaco di Frosinone, presidente della conferenza locale sanità accetti di essere declassato a portavoce della manager senza alcuna reazione?
Ma è possibile che proprio i sindaci rimangano gli ultimi passivi conniventi con questa dirigenza aziendale artefice del progetto di smantellamento sanitario provinciale? Proprio loro, gli unici eletti da quei cittadini che sono le vittime quotidiane dello sfascio sanitario.
Siamo di fronte a una svolta. Le bugie sparate a raffica, le promesse da marinaio, le rappresentazioni di scatole vuote fatte passare per policlinici ad alta specializzazione, sono state impietosamente smascherate.
Se consiglieri regionali esterni a questa provincia, conducono la difesa del nostro territorio e della salute della nostra popolazione, condividendo analisi, valutazioni e obiettivi del coordinamento, è ora che gli elettori della ciociaria prendano coscienza del piatto avvelenato che è stato loro riservato dai tecnocrati romani.
 








martedì 24 marzo 2015

Centro storico di Frosinone. Uno squallido backstage

Luciano Granieri

La rappresentazione della  passione di Cristo, dai costi hollywoodiani, andata in scena  domenica scorsa,  presso il   centro storico di Frosinone è  stata una ulteriore operazione utile ad enfatizzare     un  palcoscenico  che nasconde uno squallido  backstage.  Il festival estivo dei conservatori, operazione peraltro  assolutamente meritoria, le baracchette di Natale, di una tristezza infinita nel tentativo mal riuscito di scimmiottare i mercatini natalizi del  nord Italia, non sono altro che il nobile tappeto, sotto cui nascondere l’immondizia di un quartiere degradato. 

Cosa c’è dietro piazza Vittorio Veneto,  con la fontana tricolore ultimamente usata per fare gavettoni ai manifestanti  grillini?  Quale è la realtà che appare  dopo che le bancarelle di antiquariato  del mercatino mensile domenicale, hanno smobilitato?  Cosa c’è sotto il tappeto? Vicoli semi deserti, cornicioni che cadono in pezzi, risse fra disperati in preda a raptus alcolici,  in una parola “degrado”.  

Puntualmente la riqualificazione del centro storico è  diventata  il cardine   dei programmi elettorali dei sindaci che si sono succeduti alla guida della città e puntualmente è rimasta  disattesa. Non fa eccezione  l’attuale sindaco Nicola Ottaviani.  La scaltrezza nell’organizzare grandi eventi fra le mura antiche,  potrà aver intortato qualche mercenario delle truppe cammellate al soldo del sindaco, ma non ha fermato il processo di degrado del centro storico, anzi ne ha impresso un’ulteriore accelerazione.  

Non incanti la trovata  di nominare un assessore ad hoc, la piddina per un giorno , passata alla concorrenza,  Rossella Testa. Lo  sappiamo tutti che questa operazione è parte del piano escogitato dal sindaco utile a creare una squallida rotazione di deleghe  per soddisfare la fame di poltrone dei suoi caporali. 

Proprio il neo assessore al centro storico ha organizzato  una serie di incontri con i commercianti per raccogliere proposte utili a rianimare la zona. Pare che gli invitati fossero pochi, non tutti,   una sparuta cerchia collaterale all’attuale amministrazione. Quanto giovi alla causa un tale approccio, soprattutto se non si convocano tutti gli interessati è tutto da verificare. 

Ma cosa servirebbe per far risorgere il centro storico ? Molto semplice, la gente,  quelli già vivi non il Cristo morto in attesa di risorgere .  Le abitazioni si stanno svuotando, lasciando interi vicoli disabitati, i pochi locali stanno chiudendo e quelli che rimangono devono subire la concorrenza dei distributori automatici di bevande, soprattutto  alcoliche, a prezzi stracciati. E’ fuggita la cultura e l’intrattenimento, sono fuggite le persone. E’ rimasto il vuoto. 

Radical chic e notabili, soggetti da Rotary o Lyon club, che sfilano davanti ai musicisti  durante il festival dei conservatori, non capendo un cazzo di musica, ma impegnati a sfoggiare la borsetta o il sandaletto firmato, non servono a rivitalizzare il centro storico. E’ necessaria le presenza delle persone sempre, servono posti  stanziali dove si eroghi  cultura e intrattenimento in tutti i periodi dell’anno, non solo durante il festival dei conservatori o le passioni dei  vari cristi. 

Creare spazi di incontro per le persone, luoghi dove tornare a parlarsi, confrontarsi. Per fare ciò è necessario che l’amministrazione investa risorse economiche ed umane, agevolando chi vuole tornare ad abitare e lavorare  in centro,  favorendo l’apertura di locali dove sia  possibile ascoltare musica fruire di altre espressioni artistiche e culturali.  Aprire botteghe artigiane, in cui organizzare laboratori aperti ai giovani e a chiunque voglia accostarsi alla tradizione manifatturiera popolare. 

Ma all’attuale amministrazione tutto ciò non interessa. Questa è un attività che non porta consenso elettorale. Infatti, si è potuto serenamente rinunciare al progetto denominato “Sistemazione del museo archeologico” - un piano in cui era prevista , oltre che la riqualificazione del  complesso museale sito nel centro storico, la sistemazione della piazza e degli arredi urbani limitrofi alla struttura -per dirottare il finanziamento ottenuto dalla Cassa depositi e prestiti, stanziato per quest’opera, alla realizzazione del nuovo stadio. Un progetto molto più efficace in termini di consenso elettorale, ma soprattutto,  funzionale e rendere disponibile  l’area del Matusa, liberata dall’attuale campo d calcio, alla mega speculazione edilizia ordita dalla nota lobby fondiaria vera padrona della città. 

E qui ritornano i soliti noti. Fino  a quando continueremo a subire la tirannia dei padroni muratori di Frosinone, che si impone ai cittadini attraverso i servigi di amministrazioni dal diverso  colore politico, ma dallo stesso alto grado di asservimento, non ci sarà speranza né per il centro storico, né per ogni altro spazio di vivibilità in città. Bisogna dunque attrezzarsi e costruire delle soggettività politiche consapevoli, che partendo dal rispetto delle esigenze della collettività abbiano il coraggio di liberarsi dalla schiavitù dei padroni muratori e offrire alla cittadinanza un scelta diversa.


Di seguito un video realizzato nell’ottobre del 2010 dove nel corso di un’evento organizzato da Sinstra Ecologia e Libertà, si chiedeva ai cittadini di contribuire con idee e proposte alla rivitalizzazione del centro storico. Come si vede la faccenda è storia vecchia.

Venezuela Di fronte all’ingerenza degli Usa: come difenderla dall’imperialismo?

Ust (sezione venezuelana della Lit-Quarta Internazionale)
Gli Stati Uniti hanno dato una nuova prova di cinismo e ipocrisia. Il presidente Obama ha appena firmato una legge che dichiara che il Venezuela “rappresenta una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti e pertanto dichiaro un’emergenza nazionale”. Con questo argomento ha congelato i conti e le attività negli Stati Uniti di sette funzionari del governo.
Se non fosse tragico e patetico, provocherebbe risate (ma anche indignazione) che il Paese che è il principale violatore dei diritti umani e democratici dei popoli, si preoccupi di questi in Venezuela. Hanno organizzato le invasioni più genocide di cui sia stata testimone l’umanità, con migliaia di morti di civili, donne, bambini e anziani; e inoltre hanno avallato le dittature più repressive e sanguinose, come quella di Pinochet in Chile e Stroessner in Paraguay, per citarne solo alcuni. Obama e il suo governo, che non rispettano nemmeno i diritti dei neri e dei latinoamericani nel loro stesso Paese, dichiarano che il Venezuela è una minaccia per la sicurezza yankee!
Senza nessun dubbio dobbiamo respingere gli intenti di intervenire nella politica del nostro Paese da parte del governo imperialista degli Stati Uniti. Rifiutiamo l’arroganza con la quale gli yankee si intromettono nei Paesi come se fossero loro. Gli Usa e il governo di Obama mancano di qualsiasi autorità morale e politica per esigere il rispetto dei diritti umani e democratici in Venezuela e in qualunque Paese del mondo.
I lavoratori e le masse popolari di tutto il mondo sanno cosa significa quando gli yankee“intervengono con i loro aiuti democratici e umanitari”, bombardando, assassinando e appoggiando governi burattini. Saranno i lavoratori, i contadini e i settori popolari, con l’organizzazione, la mobilitazione e la lotta, quelli che recupereranno e faranno valere i loro diritti calpestati; e, sia detto di passata, ne conquisteranno molti di più senza l’ingerenza yankee e di nessun Paese imperialista.
Il governo Maduro non prende misure per difendere la nazione
Diosdado Cabello, presidente dell’Assemblea nazionale, ha denunciato che gli Stati uniti “starebbero preparando un’invasione del Venezuela”. E Maduro da parte sua ha dichiarato che “Obama ha deciso di rovesciarmi”. Lo scorso mercoledì 11 marzo l’Assemblea nazionale ha approvato una nuova Ley Habilitante [che dà poteri straordinari al presidente], per “difendere la pace nel nostro Paese”.
Tuttavia, oltre a questo il governo non sta agendo secondo quanto esso stesso denuncia. Il Venezuela fornisce il petrolio che nella supposta invasione che gli yankee utilizzerebbero per rifornire i loro aerei e veicoli. Negozia con la Bank of America, la Barclay’s e i fondi avvoltoio l’acquisto dei titoli del debito pubblico venezuelano e parte delle sue riserve di oro.
Venezuela permette il rimpatrio dei profitti di società petrolifere come Chevrón, Weatherford, Halliburton e Schlumberger. Nel frattempo queste fanno affari molto buoni. Gli impianti di assemblaggio, i laboratori farmaceutici, tutti continuano a ricevere dollari preferenziali… Così pensano di difendere il Paese da un’invasione? Non un singolo conto di un’impresa o entità finanziaria yankee è stato bloccato, non uno dei loro beni è stato confiscato. Forse che questi capitali non saranno utilizzati per finanziare l’eventuale invasione?
Il Mud e la Chiesa
Il Mud [Mesa de unidad democrática, ossia Ufficio di unità democratica, opposizione borghese di destra] si ritrova tra l’incudine e il martello. Le misure di ingerenza del suo padrone, Obama, lo obbligano a prendere una posizione che in una congiuntura elettorale non gli lascia molto margine. Per questo ha mostrato il carattere pro-imperialista dei suoi dirigenti che non hanno rifiutato chiaramente la politica yankee.
La Chiesa ha tentato di salvare la situazione con l’aiuto del vescovo di Caracas, monsignor Urosa Savino. Secondo El Universal, il 12-3-2015 ha dichiarato che era “inaccettabile” l’ingerenza yankee. (…) “Sembra una esagerazione” che il Venezuela sia una minaccia. E fa appello alla “sensatezza e al discernimento”.
Anche questa “equanimità” ha dimostrato il suo carattere pro-imperialista. La Chiesa venezuelana, tanto “sensata” e difensora dei “diritti umani”, “dimentica” sempre di denunciare gli impresari e l’imperialismo come responsabili di sfruttamento, crimini e genocidi. Agisce come “quinta colonna” pro-imperialista.
Né i discorsi né la Ley Habilitante risolveranno la crisi
Il governo di Nicolás Maduro e del Psuv, ha ridotto la sua “lotta anti-imperialista” ai discorsi sulla televisione nazionale. Abbiamo denunciato il montaggio del supposto colpo di Stato e ora usano l’ingerenza yankee per sviare l’attenzione delle masse popolari angosciate per l’inflazione incontrollata, la scarsità di prodotti, i licenziamenti, la crisi ospedaliera, l’aumento della miseria e tante calamità che devono sopportare.
Ora l’Assemblea nazionale gli ha concesso una nuova Ley Habilitante, “per mantenere la pace”. La precedente fu approvata con l’argomenti di affrontare la “guerra economica” e il “golpe morbido”. Ma lungi dall’aver risolto alcuni dei problemi, oggi la crisi economica si è aggravata a livelli insopportabili. Al contrario, gli adeguamenti in economia sono stati accompagnati con una maggiore repressione delle masse. Non sarà diverso ora. Per questi motivi condanniamo categoricamente l’approvazione di questa Ley Habilitante.
Ci sarà un’invasione?
Non crediamo che in questa congiuntura l’imperialismo yankee stia preparando una invasione. Le ottime relazioni commerciali e finanziarie con gli yankee sono un indizio di quanto che diciamo. Tuttavia affermiamo che tenta di imporre la sua politica per altre vie. Questo è dimostrato dal riavvicinamento e dai negoziati con Cuba, per esempio, dove le imprese yankee potranno fare buoni affari, approfittando della “apertura” cubana. Per questo non dobbiamo dubitare nel condannare, denunciare e affrontare qualsiasi forma di ingerenza dell’imperialismo in Venezuela e in tutta l’America latina.
Per difenderci seriamente dall’imperialismo
Per poter affrontare l’imperialismo dobbiamo fare appello all’organizzazione e alla mobilitazione dei lavoratori e delle masse popolari. Con questa lotta dobbiamo imporre: la sospensione immediata del pagamento del debito estero; la nazionalizzazione di tutte le banche e il blocco di tutti i conti delle imprese, sotto controllo operaio per evitare la fuga di capitali; l’espropriazione e la nazionalizzazione di tutte le imprese petrolifere che saccheggiano il nostro petrolio finendo con le imprese miste; dare un taglio alla corruzione dei dollari “preferenziali” per l’importazione alle multinazionali e la borghesia “nazionale”. Con tutte queste misure cominceremo a recuperare i dollari che ci servono per investirli in un programma operaio e popolare che risolva veramente i problemi più urgenti.
Facciamo appello all’organizzazione e alla mobilitazione per affrontare l’aggiustamento economico che porterà più miseria per le masse lavoratrici, mentre le multinazionali yankee continueranno con i loro buoni affari.
(traduzione di Matteo Bavassano dall'originale in spagnolo)

lunedì 23 marzo 2015

Rinviata l'audizione dell'atto aziendale dell'Asl di Frosinone. Sui tempi e sulle modalità deciderà il TAR

Luciano Granieri


L’audizione relativa  all’atto aziendale della Asl di Frosinone, prevista per le 10,30 di domani 24 marzo presso la commissione regionale, è stata annullata e rimandata a data da destinarsi. 

Lo abbiamo appreso da fonte riservata ma autorevole. In realtà tutte le audizione sarebbero state sospese  in attesa del pronunciamento del Tar del Lazio che ha accolto l’istanza cautelare chiesta dai comuni di   Bracciano, Manziana e Trevignano Romano,  in merito  alla  sussistenza di gravi motivi di danno connessi alla attuazione dei decreti relativi“alla riorganizzazione della rete ospedaliera a salvaguardia degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio”.  

Decreti da cui gli atti aziendali delle varie Asl, devono obbligatoriamente discendere.  I giudici amministrativi , con ordinanza depositata il 19 marzo 2015, hanno dunque sospeso l’attuazione della riorganizzazione ospedaliera, così come definita dalla Regione Lazio, fino all’emissione di un giudizio di merito che sarà espresso il 21 luglio prossimo.  Di  fatto  prima del 21 luglio, data del pronunciamento del TAR, qualsiasi valutazione sui vari atti aziendali, compreso quello della Asl di Frosinone, sarà congelata. 


Nel frattempo, però, la stessa Asl  sta già applicando le direttive del documento. Sul sito della Regione è riportato che il piano definito dalla Mastrobuono, e votato da una minoranza di sindaci , è “Applicabile”. Una formula ambigua che vorrebbe far passare l’idea per cui comunque il programma è legittimo. Appare  evidente a tutti infatti che l’accorpamento e l’alienazione  di reparti, il declassamento di unità operative complesse in semplici, lo smembramento della rete pubblica dei laboratori  di analisi, e tutte le altre azioni volte a disintegrare  la sanità pubblica ciociara, definite dall’atto aziendale,  sono in piena attuazione. 

Ciò è ancora più grave perché si sta dando operatività ad un programma le cui direttive generali sono state bloccate dal Tar del Lazio per “gravi motivi di danno connessi alla loro attuazione”. La dirigenza Asl, e i sindaci che hanno avvallato il piano, si stanno assumendo delle responsabilità enormi nei confronti dei cittadini applicando proditoriamente un documento bloccato dai giudici amministrativi.  Marcia indietro dunque compagni! Andare a Roma domani, visto  la non effettuazione dell’audizione è perfettamente inutile. Più produttivo sarebbe diffidare la dirigenza Asl dal continuare nell’applicazione di linee aziendali per le quali l’iter di approvazione in Regione non è certo, né nei tempi e né nei contenuti, vista la spada di Damocle del Tar.  Sotto con la carta bollata!


domenica 22 marzo 2015

Audizione Atto aziendale sanità

a cura di Luciano Granieri

Martedì prossimo 24 marzo alle ore 10,30 si svolgerà presso la Commissione regionale a Roma,l'audizione  per la valutazione dell'atto aziendale della Asl di Frosinone.  Il coordinamento provinciale per la sanità di Frosinone ha deciso di esserci. A tal proposito  è previsto un pullman che partirà da Alatri alle ore 8,00, farà tappa a Tecchiena per le ore 8,15 ed infine presso il centro commerciale le Pigne alle ore 8,30.

Nel video che segue è possibile capire come si è arrivato all'approvazione di questo atto da parte della conferenza dei sindaci.