Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 19 aprile 2015

Il museo dei bambini sognanti

Luciano Granieri



Il museo archeologico comunale di Frosinone è uno straordinario palcoscenico in cui reperti archeologici, in parte trovati nel sottosuolo della città, in parte donati,  portano in scena il documentario storico della genesi del popolo ciociaro. 

Dalle capanne dell’età del bronzo, ai fossili degli animali della preistoria e della protostoria,  dalle testimonianze della storia e della cultura del popolo volsco,  alle origini di Frusino fino alla città romana di epoca imperiale,  l’evoluzione sociale sviluppatasi nel nostro territorio scorre su un’immaginaria pellicola cinematografica, fatta di reperti, di opere scultoree, di vasi, suppellettili, utensili, sopravvissuti alle insidie del tempo. 

Ma la magia del museo non  è solo quella di illustrare civiltà lontane, ma di provocare, grazie all’impegno di Natascia, Serena, Martina e della direttrice D.ssa Maria Teresa Onorati, guarda caso tutte donne, l’incontro fra la  storia e il futuro. I bambini nellen ore pomeridiane    affollano il museo,    sognano  gli scenari preistorici, immaginano  i loro antenati, ne imparano l’arte del modellare la ceramica, partecipano allo straordinario gioco della vita partendo dalle loro origini. 

Dall’archeologia al sogno, questa è la straordinaria magia che si consuma fra le anguste mura del museo archeologico di Frosinone. Ma è la cruda realtà dell’ingranaggio speculativo affaristico, a sottrarre sogni, storia e cultura. Con una insana delibera il Comune di Frosinone, ha deciso che quel luogo di sogni e archeologia deve rimanere costretto nel suo limitato spazio. 

Tanti altri reperti, trovati nel sottosuolo della città sono buttati in chissà quale scantinato di chissà quale sopraintendenza perché non hanno lo spazio per poter diffondere la loro porzione di sogno. Una delibera falcidiante  ha decretato che per il Museo di Frosinone neanche più un centesimo verrà investito. Né ore e né mai, perché i fondi originariamente destinati per l’ampliamento della struttura museale e per gli arredi urbani limitrofi, sono stati dirottati sulla ristrutturazione  dello stadio Casaleno. 

Il popolo  del calcio frusinate ha il diritto di sognare la serie A, ma non si può togliere a bambini, giovani e meno giovani il diritto di ripercorrere la propria genesi storica e sociale ed  immaginare il proprio futuro partendo dalla testimonianza di un glorioso e millenario passato.  

sabato 18 aprile 2015

I crimini degli altri

Noam Chomsky – 16 aprile 2015
Questo mese Dan Falcone e Saul Isaacson, entrambi docenti delle superiori, hanno incontrato Noam Chomsky nel suo ufficio di Cambridge, Massachusetts. In una breve conversazione, rivista e condensata qui per chiarezza, hanno passato in rivista una vasta gamma di temi: la proiezione all’estero della potenza statunitense e le storie raccontate per giustificarla; COINTELPRO e la repressione interna; le carenze dei media prevalenti; l’atteggiamento dell’occidente nei confronti di Putin, e molto altro. Come sempre siamo lieti di pubblicare le inestimabili idee del professor Chomsky.
***
Dan Falcone
Sono stato recentemente in corrispondenza con un suo buon amico, Richard Falk, e abbiamo discusso l’idea di Juan Cole dell’”essenzialismo” in rapporto con il mondo mussulmano.  E questo mi ha portato a pensare a come l’essenzialismo sia presente nell’istruzione liberale.
Prendiamo, ad esempio, una causa buona e appropriata come l’istruzione delle ragazze mussulmane e come queste subiscono l’oppressione talebana. E’ qualcosa per cui è importante battersi, ma spesso la lotta è insegnata senza citare la politica estera statunitense o i nostri crimini internazionali, isolati dalla completezza del fenomeno. Questo genere di pianificazione delle lezioni nell’istruzione superiore ottiene recensioni elogiative. Può aiutarmi a contestualizzare?
Noam Chomsky
Beh, prendiamo, per dire, l’istruzione talebana che si ottiene nelle madrasse in Pakistan ed è finanziata dal nostro principale alleato, l’Arabia Saudita, ed è stata appoggiata dall’amministrazione Reagan, poiché faceva parte del sostegno al Pakistan, principalmente come guerra contro i russi.
Bene, gli Stati Uniti cercarono di trattenere i russi in Afghanistan e l’obiettivo fu dichiarato molto esplicitamente dal capo della stazione CIA di Islamabad, che visse l’insurrezione. Ciò che egli disse fu: “Non ci interessa la liberazione dell’Afghanistan. Vogliamo uccidere i russi.” Gran parte di ciò fu anche per appoggiare la peggior dittatura in Pakistan, la dittatura del generale Zia-ul-Haq, cui fu consentito di sviluppare armi nucleari.
I reaganiani finsero di non sapere, ma naturalmente sapevano, per poter continuare a riversare fondi. L’altra cosa che stava facendo era “islamizzare” radicalmente la società pachistana. Dunque, i sauditi non sono solo i fondamentalisti radicali più estremisti del mondo islamico e i nostri principali alleati, ma anche una specie di missionari, e sono pieni di soldi. Hanno anche altri settori ricchi, ma riversano soldi nella costruzione di moschee, di scuole coraniche e via di seguito. E’ da lì che sono venuti molti talebani.
Dunque, sì, avemmo un grosso ruolo e inoltre è peggio di così. Voglio dire, se si dà un’occhiata alla storia seria dopo la ritirata dei russi, essi si lasciarono dietro il governo Najibullah, che era molto ragionevole per molti versi. In realtà le donne, almeno a Kabul e in luoghi simili, dall’arrivo dei russi stavano molto meglio di quanto fossero mai state.
E il governo Najibullah, che era parecchio popolare, restò in carica fino a quando non accaddero due eventi: (1) i russi si ritirarono, si tirarono fuori, interruppero il sostegno e (2) gli Stati Uniti mantennero il sostegno ai mujaheddin, che erano prevalentemente estremisti e fondamentalisti religiosi, tizi che gettano acido sulle donne se non indossano le vesti giusti, eccetera. E loro devastarono Kabul, praticamente la distrussero. Presero il potere. Il loro dominio fu così orribile che quando arrivarono i talebani furono realmente accolti come benvenuti.
Bene, anche questo fa parte della storia, sapete? Inoltre molto di quanto è accaduto dopo di allora non è granché bello. Dunque, sì, se si vuole studiare l’istruzione dei talebani, queste sono cose da considerare. E non è che non siamo in grado di leggere le cose, come ad esempio la storia di Malala Yousafzai, che è molto evocativa.
Lei parla della società dei signori della guerra, eccetera, istituita dagli Stati Uniti. Ci sono altre cose che si possono leggere. Intendo dire, c’è un ottimo libro di Anand Gopal, uscito di recente. Anche se mostra parecchia simpatia per la posizione statunitense, si occupa prevalentemente di quelli che egli chiama “errori”: il modo in cui gli Stati Uniti hanno essenzialmente ricostruito i talebani, fraintendendo la società.
Ma ciò che egli descrive è molto persuasivo. Va in profondità e conosce molto bene il paese. E descrive in grande dettaglio come i delinquenti e i signori della guerra e i criminali manipolavano le forze statunitensi. Un qualche gruppo diceva “dovete attaccare quei tizi là”, affermando che erano sostenitori dei talebani, e capitava fossero dei nemici personali. Così gli Stati Uniti inviavano le forze speciali e bombardavano e facevano a pezzi tutti … e aumentavano il sostegno ai talebani.
Gopal dice che i talebani fondamentalmente si ritirarono quando ci fu l’invasione statunitense. Ma poi noi li aiutammo a tornare con mezzi come questi; ricostruendo l’insurrezione, che il governo ora non è in grado di controllare.
DF
Così c’è un contemporaneo sostegno ai banditi …
NC
In parte fu fatto di proposito dall’amministrazione Reagan. In parte si tratta forse solo di una specie di ignoranza arrogante. Supponendo di sapere come fare le cose quando in realtà non si sa nulla della società e non si fa che usare la mazza e si finisce per appoggiare, forse inconsapevolmente, gli elementi più criminali che poi usano la mazza per i propri fini personali. Sapete, per schiacciare i loro nemici personali.
DF
Ricordo alcuni dei suoi discorsi dopo l’11 settembre 2001. Lei citava come ci fosse un mucchio di elogi per il lavoro in sociologia, in cui autori recensivano libri che dicevano che in realtà la sola colpa degli Stati Uniti era di non fare abbastanza in reazione ai crimini degli altri.
NC
Accade tuttora. Date un’occhiata all’ultimo numero del Middle East JournalE’ una delle riviste professionali più libere, più aperte e più critiche. E’ stata parecchio buona in passato, ma c’è un simposio. Costituisce gran parte del numero e comprende ambasciatori, generali e ogni sorta di pezzi grossi. Dibattono i problemi in Medio Oriente, il caos totale e cosa possiamo fare meglio che in passato per stabilizzare il Medio Oriente.
Intendo dire, da dove è venuto il caos in Iraq e in Libia? Lo abbiamo provocato noi. Ma la sola domanda che si può porre è come possiamo far meglio per stabilizzare il Medio Oriente. Allora, naturalmente, ci sono questi elementi destabilizzanti, come l’Iran, uno stato canaglia e la maggior minaccia alla pace mondiale. Come vanno stabilizzati in Medio Oriente?
Se si guarda all’accordo sul nucleare, ci sono immediatamente moltissimi commenti. Il New York Timesaveva una prima pagina, un articolo d’opinione, di uno dei suoi grandi pensatori, Peter Baker. Dice fondamentalmente che nell’accordo non ci si può fidare dell’Iran. Sapete, destabilizza il Medio Oriente e poi l’autore fornisce una lista di motivi, ciascuno molto interessante. Ma il più interessante è che uno dei maggiori crimini dell’Iran è che aveva appoggiato milizie che hanno ucciso soldati statunitensi.
In altre parole, quando siamo noi a invadere e distruggere un altro paese, quella è stabilizzazione e se qualcuno si difende quella è destabilizzazione. Ciò appare nella cultura popolare come nell’orribile filmAmerican SniperGuardatelo. La biografia è peggiore del film, ma vien fuori che la prima uccisione, quella di cui è veramente orgoglioso, è quella di una donna e di un bambino con in mano una granata quando la loro cittadina è attaccata dai marines statunitensi.
Sono selvaggi, mostri, li odiamo, devono essere uccisi, e tutti applaudono. Voglio dire, persino le pagine artistiche del New York Times hanno parlato di quanto meraviglioso fosse il film. E’ semplicemente sbalorditivo.
DF
Parlando di cose sbalorditive, e del terrorismo internazionale, volevo chiedere del terrorismo interno. Volevo chiederle di COINTELPRO. Non è citato molto nei programmi di sociologia o di storia. Può parlarmi di COINTELPRO e dell’importanza di insegnare e apprendere al riguardo nella società democratica?
NC
Dire che riceve scarsa attenzione significa minimizzare. COINTELPRO è stato un programma della polizia politica nazionale, dell’FBI, che è fondamentalmente questo.  Ha attraversato quattro amministrazioni, ed è stato condotto consapevolmente. E’ cominciato attaccando il Partito Comunista negli anni ’50. E’ stato esteso al movimento per l’indipendenza di portoricana e ai movimenti dei pellerossa statunitensi, al movimento delle donne e all’intera Nuova Sinistra. Ma il principale obiettivo era il movimento dei neri.
E’ stato un grosso programma di repressione e si è spinto fino all’assassinio politico diretto. Il caso peggiore è stato quello di Fred Hampton e di Mark Clark, che sono stati semplicemente assassinati dall’FBI in un attacco in stile Gestapo. Erano organizzatori neri molti efficaci. L’FBI non si curava molto dei criminali, ma voleva attaccare gli organizzatori efficaci. E’ stato denunciato in tribunali quasi contemporaneamente al Watergate. Voglio dire, in confronto con questo programma il Watergate è un intrattenimento sociale, un nulla.
Mi fu chiesto dalla New York Review di scrivere un breve articolo e di partecipare a un simposio quando fu denunciato il Watergate. Ma avevo appena letto a proposito di questo. Dissi: “Guardate, il Watergate sta dimostrando come gente famosa è insultata in privato e ciò scuote le fondamenta della repubblica? E contemporaneamente avete la rivelazione di questo programma incredibile, che si è spinto fino all’assassinio politico e dunque è molto più significativo.”
DF
Il seguito delle storie relative a crimini secondari isola i potenti dai crimini maggiori.
NC
Se si guarda il New York Times di ieri, c’è un paragone molto interessante tra due articoli. Uno di essi è unarticolo di prima pagina, con un grossa pagina di continuazione. Parla del misfatto giornalistico scoperto in un articolo di Rolling Stone. E’ una grossa dichiarazione a proposito di pessimo giornalismo. Sapete, hanno detto che il crimine è consistito in assenza di scetticismo, un crimine giornalistico terribile.
C’è un altro articolo, sul Laos, che è molto interessante. Parla di una donna importante, una donna laotiano-statunitense che lavora per cercare di fare qualcosa riguardo alle bombe inesplose che stanno mietendo vittime nel Laos settentrionale. E cita una fonte, la fonte giusta, Fred Branfman, e il suo libro ‘Voci dalla Piana delle Giare’. Ed è da lì che sono ricavate le informazioni.
Poi dice che per gli Stati Uniti l’obiettivo dei bombardamenti era il Sentiero di Ho Chi Minh, da dove i nord-vietnamiti arrivavano nel Vietnam del sud, insieme con i collaboratori laotiani del nord-vietnamiti. Quali sono i fatti nel libro di Fred Branfman? Gli Stati Uniti stavano attaccando il Laos settentrionale. Di fatto è mostrato sulla mappa che stavano attaccando e ciò non aveva nulla a che fare con il Sentiero di Ho Chi Minh, né con i nord-vietnamiti.
Perché lo facevano? Fred lo ha documentato. Egli cita Monteagle Stearns, cui fu chiesto dal Comitato del Senato per le Relazioni con l’Estero: “Perché stiamo bombardando quest’area remota del Laos settentrionale e la stiamo spazzando via?” Ed egli risponde. Dice che c’era uno stop ai bombardamenti sul Vietnam del Nord. E avevano tutti quegli aerei in giro e non avevamo nulla da far fare loro. Così abbiamo distrutto il Laos settentrionale.
Sul New York Times ciò è tramutato in pura propaganda governativa. Ed è una menzogna assolutamente colossale. Ci sarà un’inchiesta della Columbia Journalism Review? Avremo articoli di prima pagina? No. E’ un confronto straordinario, e succede ogni giorno.
Saul Isaacson
Stephen Cohen ha sostenuto che siamo più prossimi a una guerra con la Russia di quanto lo siamo mai stati dopo la crisi dei missili cubani. Pensa che stia esagerando la crisi in Ucraina?
NC
No. Voglio dire, il governo ucraino salito al potere dopo il colpo di stato, il parlamento, ha votato quasi all’unanimità per perseguire l’adesione alla NATO.  Come ha segnalato Cohen, e molti altri, è qualcosa di totalmente intollerabile per qualsiasi leader russo. E’ un po’ come se il Patto di Varsavia si fosse impossessato dell’America del Sud e stesse per includere il Messico e il Canada. Dunque sì, è una cosa grave.
E’ interessante il modo in cui è trattato Putin. Penso sia stato sullo stesso Middle East Journal che ho letto recentemente, a proposito del sostegno della posizione statunitense sull’Ucraina, che alcune persone serie hanno affermato che a essa si opporranno la Corea del Nord, dallo Stato Islamico e da Stephen Cohen. [Mettere in discussione la posizione statunitense sull’Ucraina significa che riceverete minacce da] apologeti stalinisti e ricevere dure pronunce di disprezzo e ridicolo.
SI
Egli suggerisce anche che siamo sull’orlo di una nuova Guerra Fredda.
NC
E’ grave. Voglio dire, Gorbaciov accettò l’unificazione della Germania e persino la sua incorporazione nella NATO, cosa che è una sorprendente concessione se si guarda alla storia. Ma c’era un quid pro quo: che la NATO “non si espanda di un centimetro a est”, quella era l’espressione, intendendo la Germania Est.
Una volta che la NATO si estese alla Germania Est, Gorbaciov s’infuriò. Fu informato dall’amministrazione 41 di Bush che si trattava soltanto di una promessa verbale. Non era scritta e l’implicazione era che se sei tanto scemo da accettare un accordo tra gentiluomini con noi, quello è un problema tuo. Poi è arrivato Clinton, ha esteso la NATO ai confini con la Russia. E oggi ci si è spinti più in là, persino in Ucraina che, a parte i legami storici, è al cuore degli interessi geostrategici russi. E’ molto grave.
SI
E ottiene così poca stampa, così poca copertura negli Stati Uniti.
NC
Non solo poca copertura, ma quella che c’è è folle. Voglio dire, è tutta su quanto è pazzo Putin. C’è un articolo in una delle riviste di psicologia sul fatto che deve essere malato di Asperger o alcuni altri articoli sul fatto che deve avere danni cerebrali. Voglio dire, può piacerci o no, ma la sua posizione è perfettamente comprensibile.
DF
Per finire, può commentare il Memoriale dell’Olocausto e come il museo si collega alla dottrina della “Responsabilità di Proteggere”? (R2P). Qual è l’interesse degli Stati Uniti alla R2P o “Responsabilità di Proteggere”?
NC
Il Museo Memoriale dell’Olocausto fu creato negli anni ’70, parte di un’enorme espansione degli studi sull’Olocausto, dei memoriali, eccetera. La data ha un certo significato. Il momento giusto sarebbe stato decenni prima, ma era prima che fossero stabilite tra USA e Israele relazioni nella loro forma attuale (dopo la guerra del 1967), e avrebbero potuto sorgere domande scomode sull’atteggiamento degli Stati Uniti riguardo all’Olocausto e particolarmente nei confronti dei sopravvissuti.
Impressionante è anche l’assenza di qualsiasi reazione remotamente paragonabile agli enormi crimini statunitensi, quali la virtuale eliminazione della popolazione indigena e i malvagi campi di lavoro schiavo che ebbero un ruolo enorme per la prosperità del paese. La lezione sembra essere chiara: possiamo lamentare i crimini odiosi degli altri, quando ci conviene, ma solo i crimini degli altri.
Quanto alla R2P, ci sono due versioni della dottrina. Una è stata adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU. I cambiamenti rispetto alle prime risoluzioni dell’ONU sono limitati e, crucialmente, sono conservate le prescrizioni essenziali della Carta dell’ONU che vieta l’uso della forza senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza (o in reazione a un’aggressione armata, irrilevante qui).
La seconda versione, in un rapporto di una commissione guidata da Gareth Evans, è quasi la stessa, ma con una differenza cruciale: autorizza gruppi regionali a intervenire con la forza, senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza,  all’interno di quelli che ritengono propri domini. C’è un solo gruppo regionale che può agire in questo modo: la NATO.
Così la versione Evans essenzialmente consente alla NATO (cioè agli Stati Uniti) di ricorrere alla forza ogni volta che vuole. Questa è la versione operativa. Fa appello alla versione innocua dell’ONU per giustificare il ricorso alla forza.
Il caso nella mente di tutti è  l’attacco della NATO alla Serbia nel conflitto del Kosovo, duramente condannato dalla maggior parte del mondo, ma applaudito dai paesi della NATO come un magnifico tributo alla loro eccellenza.

venerdì 17 aprile 2015

E dopo il danno, non solo la beffa ma anche le provocazioni

Comitato di Lotta per il lavoro

Non bastava l’arroganza dell’Amministrazione per calpestare la dignità dei lavoratori Multiservizi da due anni in lotta ed un anno in tenda in p.zza VI dicembre per riavere il posto di lavoro perso dopo 17 anni.
Anche le provocazioni ora. Ecco anche i sindacati delle coop a manifestare davanti alla tenda contro i tagli sui servizi degli ausiliari del traffico! Con loro gli affiliati che con una decisa faccia di bronzo a reclamare ore di lavoro dopo che due anni prima gli operai della Multiservizi furono scalzati proprio per lo stesso motivo!
La Cisl, sindacato responsabile in negativo della vicenda Multiservizi, che ha deliberatamente offerto il fianco all’Amministrazione che aveva interesse a chiudere in fretta e senza tante chiacchiere il trasferimento dei servizi, che con un suo dirigente regionale ha testimoniato contro i lavoratori in causa proprio contro le coop, oggi, non contenta evidentemente degli accordi allora stipulati, presidia il Comune! Ma per chi? Per i lavoratori o per le coop?
Tante sarebbero state le motivazioni per non far manifestare davanti alla tenda! Eppure, stranamente, la questura dimenticava la presenza degli attendati e i motivi per i quali protestavano. Ma la regia di tutto ciò viene da lontano ed appartiene a chi fa e disfa a proprio piacimento in questa città, utilizzando l’indifferenza come arma letale.
I lavoratori Multiservizi, il cui posto di lavoro è stato occupato non si sa in nome di quale concorso o selezione pubblica [chiedere ai consiglieri comunali di maggioranza], nonostante il bando recitasse chiaramente “la società dovrà impegnarsi ad assumere il personale necessario dal bacino LSU confluito nella società Frosinone Multiservizi S.p.A. in liquidazione”, dG Comune di Frosinone n.96 APPROVAZIONE AVVISO PUBBLICO PER LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE DA PARTE DELLE COOPERATIVE SOCIALI DI TIPO “B” ISCRITTE NELL’ELENCO REGIONALE, a chi fosse destinato quel posto, rimangono esterrefatti che il valore della dignità sia così scarso osservando, soprattutto, i più giovani….
Tante altre sarebbero le domande volte a chiarire la posizione dell’ente e dei sindacati: perché, ad esempio, si taglia in alcuni servizi mentre per altri si è congelato tutto?
Niente paura, ragazzi, taglieranno lavoro e servizi, ma avremo una comoda poltrona coperta nel nuovo stadio per cantare “chi non salta occupato è”. E quando il circo calcistico, dopo l’abbondanza,  sarà scomparso, trasferiremo le vicende come quella di oggi allo stadio come l’arena per più feroci combattimenti tra poveri disgraziati che si contenderanno i pochi posti di lavoro offerti. E sulle tribune i “pavoni” e “cazzabubboli” locali a godersi lo spettacolo.

giovedì 16 aprile 2015

Progetto "analisi completa dell'aria": ultima chiamata

Alessandro Barbieri
Presidente Consulta dell'Ambiente di Piedimonte San Germano
 


Ultima chiamata per i Comuni del territorio del cassinate per aderire al progetto dell'analisi completa dell'aria - caratterizzazione delle particelle, promossa dalla Consulta dell'Ambiente di Piedimonte San Germano e condivisa, ad oggi, solo dai Comuni di Cassino, Villa Santa Lucia, San Giovanni Incarico, San Vittore del Lazio e Castrocielo. Il progetto, partito nel dicembre 2013, sta volgendo al termine e solo 5 Comuni su 20 consentiranno, attraverso l'unico laboratorio in Italia in grado di caratterizzare le particelle nanoscopiche (il Nanodiagnostics di Modena) di sapere per la prima volta lo stato della qualità dell'aria. Saranno direttamente i responsabili del Nanodiagnstics, i dottori Stefano Montanari e Antonietta Gatti, a prelevare i campioni di aria nei vari Comuni per poi analizzarli attraverso il sofisticato microscopio elettronico a scansione ambientale ESEM. Rimaniamo in attesa della risposta dei Sindaci dei Comuni di Pignataro Interamna, Sant'Elia Fiumerapido, Sant'Apollinare, Colfelice, Cervaro, Roccasecca, Pico, Pontecorvo, Piedimonte San Germano, San Giorgio a Liri, Terelle, Sant'Ambrogio sul Garigliano, Aquino, Colle San Magno e Rocca D'Evandro. Sarebbe superfluo rimarcare l'importanza che tale progetto, unico e primo del suo genere, avrebbe sulla lotta all'inquinamento sul nostro territorio. Non ci resta che attendere dalle massime autorità sanitarie (sindaci) le adesioni mancanti.

mercoledì 15 aprile 2015

Frosinone - "Alla Corte dei Conti, cara Stefania, ci vado quando dico io non quando dici tu!" - Riccardo Mastrangeli

Claudio Martino. fonte Egodellarete


Amabile discettazione fra i Calimero's:  Fiorenzo Fraioli, Claudio Martino   e Luciano Granieri sulle dinamiche democratiche del Comune di Frosinone. Considerazioni scaturite dal commento ad un video girato dallo steso Luciano Granieri, in occasione di  un question time in consiglio Comunale. L'interrogazione è rivolta dal consigliere comunale Stefania Martini, già assessore al bilancio nella giunta Marini, all'attuale assessore al bilancio Riccardo Mastrangeli.



Spes ultima dea per il bilancio del Comune di Frosinone... l'assessore Riccardo Mastrangeli... farmacista... pillola o supposta?
L'assessore emerito al bilancio, Stefania Martini, tenta (fa finta) di criticare l'attuale Amministrazione... l'assessore al bilancio in carica, Richard I (now is the winter of our discontent... about budget...) replica (traduzione di Claudio Martino): "stai buonina, rispetta il primo comandamento ("non nominare la Corte dei Conti invano"), ora il sommo sacerdote sono io... e la Corte dei Conti la evoco quando dico io..."
Riccardo Mastrangeli e Stefania Martini
  

martedì 14 aprile 2015

E’ morto Eduardo Galeano, cronista del suo tempo

Pagina 12

Lo scrittore e giornalista uruguaiano, autore di libri emblematici come “Le vene aperte dell’America latina,” “Memoria del fuoco”,  e “Il libro degli abbracci”, è morto a 74 anni a Montevideo. La giuria che gli aveva assegnato  il Dottorato Honoris  Causa all’Università dell’Avana nel 2001, lo ha definito “un redentore” della memoria reale e collettiva del Sud America e un cronista del suo tempo.”
Eduardo Germán  Hugues Galeano era nato a Montevideo il 3 settembre 1940, figlio di Eduardo Hugues Rosen e di Licia Ester Galeano Muñoz il cui cognome ha preso come scrittore e giornalista. Da ragazzo ha iniziato a pubblicare fumetti sul El Sol, un giornale socialista dell’Uruguay, con lo pseudonimo “Gius.” Ha lavorato anche come operaio in una fabbrica di prodotti insetticidi e pittore di insegne , oltre ad altri lavori, malgrado venisse da una famiglia della classe alta.
Ha iniziato la sua carriera di giornalista all’inizio degli anni’60, come direttore del settimanale Marcha(Marzo) e del quotidiano Época.  Quando c’è stato il golpe nel suo paese, è stato messo in prigione e poi si  è stabilito in Argentina. Dieci anni dopo è diventato direttore della rivista culturale e politica Crisis,fondata da Federico Vogelius (1919-1986). “E’ stato un grande atto di fede nella parola umana solidale e creativa…Per credere nella parola, in quella parola, Crisis ha scelto di stare zitta. Quando la dittatura militare ha impedito alla rivista di dire ciò che aveva necessità di dire, si è rifiutata di continuare a parlare,” ha detto quando Crisis ha chiuso nell’agosto del 1976.
Lo stesso anno, il suo nome figurava nella lista dei ricercati della dittatura militare argentina, presieduta da Jorge Rafael Videla, e quindi si è trasferito in Spagna. Lì ha scritto la trilogia “La memoria del fuoco” (“Genesi” nel 1982; “Facce e maschere” nel 1984, e “Il secolo del vento”, nel 1986) dove ha rivisitato la storia del continente latino-americano.
Era cronista del suo tempo, e la visione di un’America Latina unita era riflessa nelle sue opere:  “I giorni seguenti”  [Los dias siguentes] (1962),  “Vagamundo” (1973) “Il libro degli abbracci” (1989) e “A testa in giù” (1989).
Nel 1985 è ritornato a Montevideo quando Julio Maria Saguinetti aveva assunto la presidenza del paese per mezzo di elezioni democratiche. Insieme a Mario Benedetti, e Hugo Alfaro, tra gli altri, aveva fondato il settimanale Brecha (breccia, apertura), e poi la sua pubblicazione, El Chancito. Era anche entrato nella “Commissione Nazionale a favore del Referendum (tra il 1987 e il 1989), costituita allo scopo di revocare la Legge per la Scadenza della Presunzione Punitiva dello stato, messa in atto nel dicembre 1986 per ostacolare il giudizio dei crimini commessi durante la dittatura militare nel suo paese (1973-1985).
Per la sua opera di scrittore Galeano ha ricevuto il Premio Casa de las Américas nel 1975 e nel 1978; il Premio del Ministero della Cultura dell’Uruguay nel 1982, 1984, e 1986; the American Book Award nel 1989, il Premio Stig Dagerman  nel 2010, and il Premio Alba per la Letteratura nel 2013.
Quando ha ricevuto il Dottorato Honoris Causa dall’Università dell’Avana nel 2001, lo scrittore ha detto: “Ho amato questa isola nell’unico modo   degno di lei:  con le sue luci e le sue ombre,” mentre la giuria definiva lo scrittore e giornalista “un redentore della memoria reale e collettiva del Sudamerica e un cronista del suo tempo.”
Nel 2004 ha scritto una “Lettera al Signor Futuro,” che riassumeva le sue ambizioni.
“Stiamo restando senza un mondo. I violenti lo prendono a calci come se fosse una palla. I signori della guerra ci giocano come se fosse una bomba a mano; e i voraci lo spremono e lo prosciugano come se fosse un limone. Di questo passo, temo, più presto che tardi il mondo potrà non essere altro che una sasso morto in giro per lo spazio, senza terra, senza acqua, senza aria e senza anima.

Di questo si tratta, signor Futuro. Io le chiedo, noi le chiediamo, di non  sfrattarci. Per essere, per esistere abbiamo bisogno che lei continua a esserci, abbiamo bisogno che lei continui a esistere,  abbiamo bisogno che  lei ci aiuti a difendere la sua casa, che è la casa del tempo.”
Traduzione di Maria Chiara Starace

Seminario Bonifica Valle del Sacco

Rete per la Tutela della Valle del Sacco


Seminario sulle attività di bonifica nelle aree inquinate del
Sito di Interesse Nazionale (SIN) “Bacino del fiume Sacco”

Sabato 18 Aprile - ore 15,00
Sala Ludus - Via Leonardo Da Vinci – retro chiesa S. Barbara
Colleferro (Rm)


Il 18 aprile 2015 l’associazione Rete per la tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) promuove un seminario sul Sito di interesse nazionale (SIN) "Valle del Sacco".
Il seminario mira a colmare un deficit di informazione sul SIN capace di rendere conto dei fatti accaduti, di fornire un quadro unitario ed esauriente della situazione presente e a dare indicazioni sugli sviluppi futuri del sito in questione.

Alcuni autorevoli ospiti ci aiuteranno in questo percorso mediante l'approfondimento degli aspetti più rilevanti della storia e della gestione del SIN.

Siamo ad un passaggio cruciale poiché non vediamo le istituzioni di governo centrale esercitare un’azione efficace di coordinamento, pianificazione e sintesi da cui possa emergere la spinta a mobilitare le istituzioni locali e le reti associative. Ciò non ostante associazioni e istituzioni locali, sollecitate dalla riapertura del percorso di definizione SIN, hanno espresso a più riprese la volontà e l’interesse a ricostruire la storia dei propri territori, realizzando una mappa degli episodi di contaminazione. Tutti stiamo imparando a distinguere ciò che ricade entro la normativa che regola i SIN e ciò che richiederà invece ulteriori interventi regolati da dispositivi normativi di altro tipo.
 La volontà di collaborare deve essere valorizzata ed il primo nodo da affrontare è quello dello stato dell’arte degli interventi sul SIN, sciolto il quale si può entrare nel merito degli sviluppi possibili.

L'incontro seminariale vuole mettere in condivisione conoscenza, strumenti e metodi di lavoro, ponendo le basi di una collaborazione fattiva e strutturata tra istituzioni, enti e cittadinanza attiva. 



Info:    Rete per la Tutela della Valle del Sacco (retuvasa) - Tel.: 3356545313
            mail: retuvasa@gmail.com - PEC: retuvasa@pec.it - web: www.retuvasa.org



Programma

Alberto Valleriani -  Rete per la Tutela della Valle del Sacco (retuvasa)
Il percorso amministrativo del Sito di Interesse Nazionale “Bacino del Fiume Sacco”.

Prof. Paolo Viotti - Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale - Univ. La Sapienza di Roma
L'intervento nell'area denominata"ARPA1".

Ing. Fabio Ermolli – Arpa Lazio Sezione Provinciale di Roma - Servizio suolo, rifiuti e bonifiche
Attività di caratterizzazione nelle aree del Comprensorio Industriale di Colleferro.

Dott. Francesco Blasetti - Dipartimento Igiene Pubblica Ambientale sede di Colleferro
La sorveglianza sanitaria nella popolazione della Valle del Sacco.

Dott.ssa Sara Taviani – Idrogeologa
Struttura delle falde acquifere e rischi di contaminazione.



Valle del Sacco, 14 aprile 2015