Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 9 giugno 2015

Riforma della scuola: stop al Senato su costituzionalità

fonte: http://www.controcopertina.com/

Il Governo Renzi è stato battuto oggi in Senato sul parere di costituzionalità alla riforma della scuola. Determinante per lo stop il no di Mario Mauro, senatore di Gal che nei giorni scorsi aveva già annunciato l’uscita dalla maggioranza. Con 10 voti contrari e 10 favorevoli in commissione Affari Costituzionali, quella che il premier Matteo Renzi ha ribattezzato “La Buona Scuola” non passa.
"Da un punto di vista costituzionale la riforma della buona scuola è scritta male – ha spiegato il “dissidente” Mauro – pertanto fermiamoci e riscriviamola meglio".
Come riferiscono alcuni organi di stampa, i senatori di Ncd non sarebbero stati presenti in commissione e la presidente Anna Finocchiaro avrebbe espresso voto favorevole, nonostante i presidenti di commissione di solito non votino.

Nadia Urbinati esprime un giudizio sulla riforma
Video di Bruno Moretto

Comunicato Asl di Frosinone: Avviso agli utenti: Per la diagnostica rivolgetevi ai privati !

Coordinamento Provinciale della Sanità 


I cittadini della provincia di Frosinone possono stare tranquilli. I tempi di attesa per le visite specialistiche diagnostiche strumentali sono state azzerate.
Infatti la mammografia non si prenota da più di un anno mentre per la risonanza magnetica sono bloccate le prenotazioni.
Per l‘ecografia a Frosinone al momento non esiste alcuna disponibilità. Qualcosa è possibile dal 2016 a Ferentino, Ceprano e Sora.
Per la Tac addominale a Frosinone  c’è il blocco totale. La macchina adibita a questo esame, presso l’ospedale del Capoluogo, funziona solo il giovedì pomeriggio. Gli altri giorni riposa. La prima possibilità esiste per Alatri da ottobre 2015 mentre per le prime visite ematologiche si va oltre il 30 maggio 2016.
L’esame morfologico è bloccato per i mesi di luglio e agosto e  per un Holter cardiaco a Frosinone ci vogliono oltre 12 mesi.
Immaginiamo che alcune strutture private gioiscano: I loro affari e i loro guadagni sono garantiti al punto che al cup della ASL viene distribuito un volantino ai pazienti che hanno bisogno di risonanza magnetica e tac con un elenco e i numeri telefonici di strutture private convenzionate (ADITERM Ferentino – Laboratorio chimico del cassinate – Figebo Cassino – ospedale Valmontone – Neuromed Pozzilli – Città Bianca Veroli – Laboratorio chimico del cassinate – ospedale Avezzano).
 E’ oramai evidente, finanche ai passeri ed alle capinere,  che i soldi  dei cittadini  non saranno usati per costruire una rete sanitaria ospedaliera e territoriale pubblica che possa rispondere ai bisogni sanitari dei cittadini ma appare chiaro che vengano a rimpinguare,  le casse di taluni soggetti.
( Andranno ad ingrassare, sempre di più, i profitti dei “padroni”, singoli o associati,  delle strutture private convenzionate).
Com’è  ormai ampiamente dimostrabile la mobilità passiva aumenterà anche per un semplice esame diagnostico specialistico.
È chiarissimo: la sanità pubblica della provincia di Frosinone va velocemente verso la disintegrazione.

Il Coordinamento  provinciale della sanità chiede l’immediata convocazione della conferenza dei sindaci con all’ordine del giorno la verifica del’attuale gestione della ASL e l’arresto dello sfascio oramai arrivato al punto del non ritorno.

NOTIZIA INQUIETANTE.

Giuliano Giuliani

"E' notizia di ieri che il capo della Polizia, Alessandro Pansa, d'intesa con il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ha chiesto al ministro della Giustizia Orlando "di valutare eventuali profili disciplinari" nei confronti del sostituto procuratore generale di Genova Enrico Zucca, uno dei magistrati che sostenne l'accusa nei processi per i fatti della Diaz, il quale e' accusato di aver dichiarato che dopo il G8 di Genova la polizia non é guarita e che teme "ancora una nuova Diaz".


lunedì 8 giugno 2015

Beat America '50

Fernanda Pivano intervista a cura di Lorenzo Acquaviva
fonte http://www.socialismolibertario.it/

da una segnalazione di "Saxfi"




Lorenzo Acquaviva (LA): Qual'è stato il reale impatto del movimento beat sui giovani americani degli anni '50?

Fernanda Pivano (FP): E' stato un impatto colossale, limitato tuttavia ad un primo momento, a frange minoritarie. Perché la generazione degli anni '50, quella che è stata chiamata la "generazione silenziosa", la generazione che non parla, non vede e non sente, era la generazione di un'amministrazione come quella di Eisenhower che non era stata in grado di limitare o quanto meno attenuare l'enorme impatto che aveva avuto Joseph McCarthy nella costituzione di un neofascismo strisciante grazie alle famose interviste concesse alla televisione. In questa storia l'America è stata molto saggia perché - come mi diceva il senatore Paul Douglas - è riuscita ad assorbire questo fenomeno senza ricorrere a modi cruenti, in tempo utile. E io ho avuto lo straordinario privilegio di assistere all'ultima volta che McCarthy è andato al ristorante del Senato nel '56. Douglas mi aveva invitata proprio lì a colazione dove, a un certo punto, si è affacciato sulla porta questo omone grande e grosso con un garofano all'occhiello, come usano fare i cattolici americani nel giorno di St. Patrick.
Accompagnato da due guardie del corpo, McCarthy è entrato e tutte le persone che si trovavano nello sterminato salone del ristorante sono rimaste ammutolite. Paul Douglas mi ha fatto segno, così, di stare zitta, e siamo stati tutti immobili e senza fiatare fino a quando lui ha attraversato il salone e si è seduto al suo tavolo con le sue guardie del corpo. Subito dopo tutti quanti hanno ricominciato a chiacchierare e Douglas mi ha detto: "Vedi, noi ora gli stiamo facendo sabotaggio, e con questo sabotaggio noi lo espelleremo dal senato". Poi ha proseguito: "questa è una lezione della democrazia americana perché noi siamo riusciti ad eliminare questa persona senza spargimento di sangue", e questa è una cosa che io ho proprio recepito.
Poi avrebbero dovuto fare la stessa cosa con il Vietnam, ma lei mi sta chiedendo degli anni '50. Comunque in questa situazione si è formata questa frangia minoritaria di giovani che, nata per reagire all'amministrazione di Eisenhower, ha formulato una serie di pensieri coi quali si è raccolta come gruppo. I pensieri erano liberazione omosessuale e liberazione sessuale in genere perché regnava una grande apprensione, naturalmente, mentre si stava formando il neofascismo e si può capire che genere di repressione esisteva in quel momento. Le richieste, ovviamente, riguardavano anche la liberazione femminile perché è lì che è nato il movimento della liberazione delle donne...

LA: Anche se poi Joyce Johnson ha scritto un libro intitolato "Minor Characters", con ciò significando che le donne sono state dei personaggi minori nella cultura beat, che hanno avuto spesso la funzione di mogli o fidanzate che aspettavano i propri uomini in casa; lei forse è stata una privilegiata in mezzo a tutti questi uomini.

FP:  Si, si, certo, però sono stati loro che le hanno liberate; la liberazione femminile è cominciata da lì. Poi c'è stata la liberazione razziale, nel senso che loro sognavano che finisse la segregazione razziale che negli anni '50 era molto forte e che qualsiasi cosa se ne dica è ancora molto forte oggi, perché loro sono sempre lì a giocare ai bianchi e neri, insomma. Poi esisteva una forte spinta verso l'ecologia, perché l'ecologia è incominciata allora. Noi avevamo dei giornalini underground, così li chiamavamo, e uno di questi aveva come titolo una "E", che voleva dire ecologia; ed è stato Gary Snyder che ha cominciato a creare una coscienza ecologista. Poi, naturalmente, c'era una forte spinta antiatomica. E' l'unica di tutte queste cose che ha avuto veramente una risposta, perché oramai tutti se ne fregavano e se ne fregano, oltre a quella di suscitare l'interesse verso le religioni orientali perché in queste - contrariamente a quel che avviene nel sistema giudaico cristiano, dove esiste il senso del giudizio e della punizione - ognuno si regola sulla sua coscienza cercando, senza violenza e senza sovrapporsi agli altri, di raggiungere le sue finalità. In questa situazione i ragazzi si sono trovati a dover scegliere e lentamente, molto lentamente, una frangia minoritaria, costituita da una trentina di persone, è diventata una frangia ben più consistente che si è sparsa capillarmente da New York agli altri stati.

LA: Quindi non moda, non sandali, barbe, capelli più o meno o lunghi, c'era una coscienza nei giovani di appartenere ad una generazione in trasformazione.

FP: Ma certo, certo, quella storia dei sandali è un affare borghese che è venuto fuori quando i mercanti hanno messo nelle vetrine della Fifth Avenue la scritta: "Jeans usati da un vero beat".

LA: Quindi possiamo parlare, signora Pivano, di movimento beat? Voglio dire: l'atteggiamento degli stessi esponenti beat spesso è stato di critica nei confronti di una categorizzazione. Ricordo ad esempio che il titolo suggerito dallo stesso Ginsberg per la famosa introduzione a "Jukebox all'idrogeno" è: "Un poeta non soltanto un minestrone beat". Quindi possiamo parlare di movimento beat?

FP: Ad un certo momento sì, si è potuto parlare di un movimento beat, da principio non era un movimento ma solo dei ragazzi che avevano delle idee comuni e che si riunivano, si sedevano per terra in un luogo isolato per non disturbare nessuno, a gambe incrociate, a fumare un joint, perché allora non si chiamava ancora spinello, dividendoselo magari tra dieci o dodici persone. E ciò non era per ubriacarsi o per drogarsi ma era per fumare una specie di pipa della pace, come avevano fatto a loro tempo gli indiani, cosa che poi ha preso altre vie, altri canali. Questa nostra illusione è durata fin quando non sono intervenuti i mercanti della droga, perché prima la droga era un puro simbolo. La droga era come l'alcool negli anni '20, quando non si poteva sopportare la repressione del proibizionismo e per reagire a ciò loro bevevano, con il risultato che al momento in cui il proibizionismo è finito si sono ritrovati alcolizzati. Con la marijuana invece ciò non si verifica, perché non dà questa assuefazione, sicchè‚ ad un certo punto, quando è cominciato il commercio della droga vera (come i derivati degli oppiacei, come l'eroina, la cocaina e tutte queste cose terribili) hanno smesso di fumare marijuana perché poteva essere frainteso.

LA: Signora Pivano possiamo considerare i beats una sottocultura, visto che la controcultura emergerà decisamente negli anni '60, direttamente influenzata dal fenomenobeat e caratterizzata da una coesione, da una consapevolezza politica che i beats non avevamo o non volevamo avere, oppure una via intermedia, né sottocultura, né controcultura?

FP: La controcultura è venuta più tardi: all'inizio era una sottocultura perché era una cultura costituita da giovani che lasciavano l'università, che rifiutavano l'insegnamento universitario e facevano le università libere, come le chiamavano, dove insegnavano gli argomenti che interessavano i giovani.
LA: Il Black Mountain College?
FP: No, la Black Mountain era una comune università, dove sono nate le forme d'arte moderna, dove è nata Merce Cunningham, dove è nato John Cage, ed era soprattutto una università di avanguardia, di totale avanguardia, dove hanno dato luogo al primo happening; l'hanno svolto lì perché lì si trovavano tutti questi artisti che non volevano sottostare alla regola conformista dell'accademismo e hanno fatto un loro accademismo.

LA: Lei quindi dice che è una sottocultura, però una sottocultura presuppone una accettazione sociale che il movimento beat non aveva, quindi forse neanche sottocultura. Cosa ne pensa?

FP: No, era una sottocultura nel senso che rifiutava la cultura universitaria perché era una cultura a sé stante; la controcultura invece è venuta anni dopo quando sono incominciati i movimenti rivoluzionari, allora quella si è chiamata controcultura.

LA: Con Mario Savio nel '63 a Berkeley, c’è l'inizio di una consapevolezza...


FP: Si, Mario Savio è stato quello che ha dato inizio al movimento studentesco di tutto il mondo, poi è finito facendo il barista, questo per dire che era una persona onesta, che non voleva guadagnare soldi.

Video a Cura di Luciano Granieri


Il brano del video è tratto dal recital di Stefano Benni, con la partecipazione di Umberto Petrin al pianoforte, dal titolo "Misterioso viaggio intorno a Thelonius  Monk" . Thelonius Monk, insieme a Charlie Parker, Dizzy Gillespie e altri musicisti,  è stato il profeta del BeBop. La rivolta dei jazzisti  neri del dopo guerra contro lo stravolgimento   commerciale  della musica nera operata dallo  swing bianco. Le mielose accattivanti melodie delle orchestre da ballo, venivano stravolte  dai boppers con i loro arpeggi frenetici,  le loro impetuose imporvvisazioni. Il Be-Bop, proprio per la sua natura rivoluzionaria,  musicale  e non solo,  di rivendicazione dei diritti civili da parte dei jazzisti neri, fu la musica preferita della beat generation, ne costituì un elementi distintivo e Charlie Parker divenne un  loro eroe un icona, simbolo di una vita trasgressiva, vissuta pericolosamente fra eccessi e protesta. 

Luciano Granieri

Di seguito il link al recital intero di Stefano Benni.

Misterioso viaggio intorno a Thelonius Monk

Lettera aperta ai Consiglieri Comunali di Frosinone

Comitato di lotta per il lavoro Frosinone




P.c. Al Prefetto
Ai Parlamentari eletti nella provincia
Ai Consiglieri Regionali eletti nella provincia
Al Presidente Amministrazione Provinciale Antonio Pompeo
AL Sindaco Giuseppe Morini di Alatri
Al Vice Sindaco Francesco Trina Comune di Frosinone
Alle forze sociali

Oggetto: Lettera aperta ai Consiglieri Comunali di Frosinone

Giovedì 11 giugno, a Roma, si terrà l’ennesimo incontro per la vicenda riguardante gli ex lavoratori della Frosinone Multiservizi per la ricostituzione di un organismo che possa ricomprendere almeno 240 lavoratori dei 306 licenziati nel 2013. 

Che le attese dei lavoratori siano mal riposte è chiaro, alla luce delle scelte operate dalla Giunta Comunale di Frosinone che anche al ritorno dell’ultimo incontro romano si è affrettata a trovare una modalità per la continuità degli affidamenti dei servizi alle coop che dal 2013, e dopo almeno 79 proroghe, sono ancora lì a gestire i servizi. 
Il 1° giugno sono comparse sull’albo pretorio quattro determine, due del 30/12/14 e due del 27/4/15. Quelle di dicembre prorogavano i servizi di Manutenzione della segnaletica stradale verticale ed orizzontale e di Controllo e Sorveglianza dei parcheggi a pagamento fino alla fine di aprile ‘15… Le altre due, di aprile, prorogano alle coop Sol.Co. e Consorzio Uno fino all’espletamento di una Manifestazione d’interesse che affiderebbe i servizi per mesi 7. Considerando che i servizi culturali e sportivi sono già appaltati; che i servizi cimiteriali con determina 631/15 vanno a gara per  l’appalto per anni 3; che per il nuovo anno scolastico probabilmente non sarà assicurato come negli anni precedenti il servizio di assistenza agli scuolabus e il servizio di supporto alla funzionalità degli asili nido, a Roma, su cosa si discuterà? 
I lavoratori, tuttavia, non demordono davanti all’incomprensibile esclusione dal lavoro e alla volontà di punirli ogni oltre umana spiegazione, convinti che l’Amministrazione non potrà continuare a operare a lungo con tali modalità amministrative. 

Le acque nelle quali si è nuotato in questi due anni si sono di molto intorbidite. Gli affidamenti alle coop sociali di tipo B in Italia appaiono come un “sistema” non sempre trasparente come risulta da indagini della magistratura. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha avvertito della “possibile elusione delle regole di affidamento degli appalti, mediante l’improprio utilizzo del modello procedurale dell’affidamento delle concessioni”.  Il Legislatore, quindi, è recentemente intervenuto, con il comma 610 dell’art.1 della Legge di Stabilità 2015 (legge n. 190/2014), che prevede che: “al comma 1 dell'articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le convenzioni di cui al presente comma sono stipulate previo svolgimento di procedure di selezione idonee ad assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di efficienza». In base a tale norma, dunque, le Pubbliche Amministrazioni e gli enti ad esse assimilati, non potranno più effettuare affidamenti diretti alle Cooperative Sociali di Tipo “B” dovendo ricorrere a iter di scelta basati su criteri comparativi di più offerte, preservando i posti a lavoratori realmente svantaggiati. A Frosinone questo ancora non è stato compreso.

Nel corso dei mesi si sono sottolineate continuamente le anomalie presenti negli appalti: lo spacchettamento, il frazionamento, l’affidamento a cooperative sociali di tipo B che non rispettando il requisito di lavoratori svantaggiati, il superamento della soglia di affidamento diretto, le reiterate proroghe, il mancato risparmio. A queste, parallelamente, i lavoratori hanno proposto e portato avanti una strada diversa per la gestione dei servizi pubblici che ridarebbe pieno contro alla PA sulla gestione dei servizi e la loro qualità e certezze in merito a salario e continuità lavorativa. Una  strada, questa, condivisa dall’intero Consiglio comunale ma che però la Giunta continua a non tenere in considerazione.

Ai Consiglieri, ultimo baluardo in favore di una gestione pubblica dei servizi, un ultimo appello:
- ritiro della determina 631/2015 del 27/2/15 Affidamento a mezzo di Procedura Aperta per l’affidamento dei Servizi Cimiteriali;
- ritiro della determina 1206 del 27/4/15 per Affidamento del Servizio di Controllo e Sorveglianza dei parcheggi a pagamento, e  det 1207 del 27/4/15 Affidamento del Servizio di Manutenzione della segnaletica stradale verticale ed orizzontale; 
- in applicazione del Regolamento Comunale Anticorruzione 2015/2017 di voler “provvedere al monitoraggio” dei servizi in affidamento temporaneo e quelli in appalto definitivo a cooperative sociali di tipo B (L. 381/91) nell’ambito dei quali è tendenzialmente elevato il rischio di corruzione (d.lgs. n165/2001 art.16), mettendo in atto misure "ulteriormente individuate" oltre a quelle “comuni e obbligatorie”, alla luce delle inchieste nelle quali risultano implicati soggetti che hanno appalti e affidamenti con il Comune di Frosinone;
- il rispetto delle posizioni del Consiglio Comunale con le quali si è ribadito più volte la volontà della costituzione di una nuova società pubblica, proposta che ha trovato la condivisione e la sottoscrizione degli enti Provincia di Frosinone, Comune di Alatri e Regione Lazio;
- una presenza dell’Amministrazione, al tavolo regionale dell’11 giugno, propositiva con un piano tecnico definito e una bozza di statuto per la nuova società.

Cordiali saluti.

Frosinone 7 giugno I lavoratori della tenda che all’11 giugno saranno al loro 431 giorno di presidio

domenica 7 giugno 2015

Laboratorio di giornalismo civico e partecipato. Una vera buona scuola di "cittadinanza attiva"

Luciano Granieri


Si è concluso ieri 6  giugno 2015 presso il LeBò club di Frosinone la prima sessione del Laboratorio di giornalismo Civico e Partecipato, organizzato dall’Osservatorio Peppino Impastato . 

Nel corso dell’ultimo incontro sono stati consegnati agli iscritti gli attestati di frequenza. Non possiamo nascondere, come Osservatorio e organizzatori di questa ennesima scommessa, la grande soddisfazione per l’andamento della serie di seminari compresi nel programma del laboratorio.  Una programmazione così prolungata nel tempo (da aprile a giugno) presentava il rischio di perdere partecipanti lungo il percorso. In realtà la frequenza  è un po’calata ,  ma ogni incontro ha comunque avuto un buon numero di persone attente alle tematiche che venivano svolte. 

L’obbiettivo reale del laboratorio di giornalismo civico e partecipato  era ricreare, attraverso l’apprendimento delle tecniche di comunicazione tradizionali e via web, una condivisione di intenti  fra i partecipanti, base fondamentale per la formazione di quella "cittadinanza attiva" di cui il nostro territorio ha estrema necessità. Ciò è avvenuto. Abbiamo ricevuto ARTICOLI dai partecipanti e avviato, la redazione di un blog a totale gestione dei corsisti.  Probabilmente ancora non no siamo riusciti a formare  dei buoni giornalisti, ma dei cittadini consapevoli, attenti, in una parola “attivi” forse si. Numerosa è stata la partecipazione dei giovani, il che ci ha reso molto orgogliosi e ha confermato la nostra convinzione per cui il mondo giovanile non è solo composto da ebeti  prigionieri  dei social network. Anzi questi soggetti sono una esigua minoranza. 

Tutto ciò è stato possibile  perché in una città come la nostra, che si vuole socialmente dormiente, esistono giovani giornalisti disposti a sacrificare una parte del loro prezioso tempo per  formare “cittadinanza attiva”. I seminari tenuti da Denise Compagnone, Marzia Modesto ed Alessandro Redirossi si sono rivelati eccellenti, per chiarezza di esposizione e importanza delle tematiche trattate. Denise, Marzia e Alessandro  ci hanno trasferito un po’ della loro passione che li porta costantemente  in giro per la Provincia, e oltre,  in cerca delle testimonianze, delle fonti della notizia . 

L’apporto notevole e autorevole  del professor Tarcisio Tarquini, giornalista e scrittore è stato illuminante  nella illustrazione di  come nasce un’inchiesta. Fondamentali  i contributi storici forniti dal professor Mario Saverio Morsillo , elementi decisivi per capire l’evoluzione nei secoli del modo di fare informazione. Un grande ringraziamento va al Pubblico Ministero Adolfo Coletta, anch’egli disposto a dedicarci un pomeriggio per dispensare la sua saggezza ai partecipanti del corso. 

La sezione relativa al web journalism  ha visto l’eccellente contributo dell’architetto Anita Mancini che, insieme al sottoscritto, ha spiegato  le enormi opportunità che la rete fornisce a chi vuole fare informazione. Infine Mario Catania ci ha spigato come tutto quanto appreso nel laboratorio sia prezioso per diventare cittadino consapevole e attivo nella vita sociale della collettività. 

Un enorme ringraziamento, inoltre, va a Christian Bellincampi per averci messo a disposizione i locali del LeBò club, un’ambientazione ideale per svolgere le attività del laboratorio. 

Per tornare alla scommessa ribadiamo che è stata vinta, anzi l’organizzazione di una seconda fase del laboratorio,  da tenersi a partire dall’autunno prossimo,  ci è stata richiesta con forza. Inizieremo a lavoraci presto. Ma nel prossimo laboratorio dovremo uscire dai pur accoglienti locali del LeBò club e andare in mezzo alla gente per documentare gli accadimenti, gli eventi che caratterizzano la nostra collettività, dovremo cioè dare spessore pratico a quanto appreso in questi mesi . Arrivederci all’autunno prossimo.


FROSINONE:PER UNA CITTA' DA SERIE A

Associazione "Oltre l'Occidente"


Frosinone 8 giugno - 29 giugno 2015
L’esigenza di dover definire un quadro unitario delle singole iniziative, con la necessità di riconnettere le battaglie locali all’universo Italia e a quello mondo, nell’auspicio di moltiplicare le forze, metterle a regime e allargare con maggior impegno e competenza le azioni sul territorio che subisce un tracollo economico e sociale, culturale e politico senza precedenti, si propongono una serie di incontri come un percorso comune di azione e riflessione per un’altra politica e un’altra informazione sul territorio.





Frosinone 8 giugno Società Operaia Via San Martino 

(centro storico) h.20.30