Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 14 aprile 2016

La battaglia per la difesa della democrazia e' iniziata.

juri carlucci


  Ieri ho partecipato alla manifestazione a Montecitorio dei comitati in difesa della Costituzione italiana e contro la legge elettorale "Italicum".
    La partecipazione e' stata buona se considerato l'orario.Il sit-in ha coinciso con l'approvazione definitiva, per ciò che concerne i lavori parlamentari, del Ddl Boschi-Renzi. La votazione finale non vedeva la presenza di chi si oppone a tale deforma costituzionale. La piazza e' stata raggiunta da decine di parlamentari che nel'occasione hanno potuto firmare inseme ad altri/e cittadini e compagni i due moduli referendari predisposti per le modifiche alla legge elettorale "Italicum"
Molti gli interventi di giuristi, politici e professori tra questi anche il candidato a  sindaco di Roma Fassina. Centinaia di volantini sono stati distribuiti per alimentare l'informazione e per spiegare ai passanti il motivo della mobilitazione.
   Tra pochi giorni vi sara' la presentazione del testo per la richiesta di referendum oppositivo al Ddl Boschi-Renzi. Di li a poco arriveranno i moduli per fare banchetti.
  Dunque in sostanza saranno più di tre mesi di mobilitazione a caccia di 1.500.000 firme con un primo appuntamento molto probabilmente ad ottobre 2016.
   I comitati nazionali hanno reso noto, durante gli interventi al microfono,  di aver avuto i primi riscontri quantitativi di versamenti sottoscrizione da tutta Italia e hanno fatto appello a continuare a versare utilizzando i codici bancari segnalati nei siti internet.




Per altre foto sulla manifestazione cliccare QUI

Sulle sponde del Liri nascono gli Infermieri Senza Frontiere – onlus

Infermieri Senza Frontiere - onlus


Il 24 Marzo 2016, nasce a Sora (Fr), l’ associazione di volontariato onlus: INFERMIERI SENZA FRONTIERE. Questo è il volto che ,un gruppo di giovani professionisti della medesima provincia, ha deciso di dare alla neo associazione. Laureatisi presso l'Università degli studi di Roma Tor Vergata, sede di Sora e fermamente convinti di mettere in pratica i principi su cui si fonda il nursing, questi giovani infermieri vogliono impegnare la propria professionalità al servizio del cittadino e senza scopo di lucro. L'orientamento dell'associazione è quella di fornire a tutta la popolazione ma in particolare alle fasce più vulnerabili, un'assistenza infermieristica di base spendibile sul territorio, ovvero erogare un'assistenza in una dimensione più ampia dei soli limiti delle strutture sanitarie.
Gli infermieri senza frontiere diventano così, promotori di una cultura che incoraggi lo sviluppo di una fiducia comunitaria-territoriale della professione infermieristica,nonché i responsabili della corretta gestione di problematiche di salute reali o potenziali, facilmente trattabili al di fuori di strutture, in contesti familiari e di comfort. Nello specifico, gli obiettivi che gli infermieri senza frontiere si pongono vengono così riassunti:
- portare a conoscenza del cittadino della figura dell'infermiere di quartiere;
- informare e sostenere il cittadino e la comunità verso corretti stili di vita attraverso una politica di prevenzione ed educazione sanitaria;
-sviluppare la cultura del "salvavita"attraverso la conoscenza delle manovre di primo soccorso;
- fornire un'assistenza socio-sanitaria;
-promuovere l'integrazione tra le diverse culture del territorio.
-aiuto e sostegno all'immigrazione;
- assistenza sanitaria a persone anziane, disabili e malati cronici.
Particolare attenzione va rivolta all'attivazione della figura dell'infermiere di quartiere. Lo scopo del progetto è quello di creare un punto di riferimento per le persone che necessitano di prestazioni che incidano sulla propria quotidianità (dal monitoraggio dei parametri vitali alla gestione di patologie croniche, alla pratica del counseling ) all'interno di un quartiere. Questo permetterà all'infermiere di garantire risposte puntuali e qualificate ai bisogni dell'utenza e al cittadino di soddisfare le proprie richieste senza incorrere in lunghe trafile che le strutture sanitarie a volte regalano. Il progetto INFERMIERI SENZA FRONTIERE, nasce dall'idea di uno dei soci fondatori dell'associazione,Paolo Ceccano,infermiere presso il polo ospedaliero ”F. Spaziani” ed attuale Presidente della stessa. Noi soci, ringraziamo il Presidente per averci dato la possibilità di costituire e dare vita tutti insieme a questo bellissimo progetto. Tutti i soci e il presidente tendono inoltre a sottolineare che l'associazione è aperta a collaborare con qualsiasi persona che voglia condividere con essa lo sviluppo del benessere collettivo e la promozione della salute.
Il progetto che nei prossimi giorni verrà presentato ai cittadini e già in molti si stanno adoperando per non far mancare la propria collaborazione.
Ringraziamo il Dott. Stefano Marini titolare della Farmacia Marini ed  il Presidente del Consiglio Comunale di Sora Salvatore Meglio per essere stati i primi a sposare i nostri  progetti con decisione e fiducia.
Presto gli infermieri senza frontiere saranno fra i cittadini per promuovere i primi progetti.
I soci Fondatori dell’associazione  sono : Paolo Ceccano, Katia Pompilio, Elisa Parravano, Carla Ceccano, Ludovica Savona,Pede Luigi, Antonello Pinna, El Bouhmi Ghizlane, Martina Palma.

mercoledì 13 aprile 2016

CHIEDO AL MINISTRO DELL’AMBIENTE CHE RIESAMINI SUBITO IL PROGETTO DI MESSA IN SICUREZZA DEL SITO VISCOLUBE

Ufficio Stampa Luca Frusone deputato M5S


E’ necessario intervenire subito sulla messa in sicurezza del sito della Viscolube, non possiamo correre il rischio che l’inquinamento dilaghi mettendo in serio pericolo la popolazione. La nota dell’Arpa diramata a febbraio è molto chiara, la barriera idraulica che dovrebbe contenere gli agenti inquinanti, non è efficace ed è molto probabile che si possa verificare una preoccupante diffusione della contaminazione all'esterno del sito con grave rischio di inquinamento delle falde acquifere. Per questo motivo ho chiesto attraverso un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente, di intervenire urgentemente e accelerare le procedure di messa in sicurezza del sito.” – a dichiararlo è il Deputato 5 Stelle Frusone che continua – “E' da almeno 2 anni infatti che il Ministero dovrebbe riesaminare il progetto di messa in sicurezza del sito, ma finora tutto giace nel totale disinteresse. D’altronde sappiamo quanto poco stia a cuore al PD e al premier Renzi, la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini. Lo vediamo coi nostri occhi quello che stanno facendo al nostro Paese, si preferisce investire nel petrolio, negli inceneritori, nelle discariche, piuttosto che investire sulle energie rinnovabili e sulla green economy. Basta vedere cos’ha in cantiere il PD per la nostra provincia, facendo un rapido excursus, si prevede per il territorio di Ferentino l’ennesimo impianto di trattamento rifiuti, per Piedimonte San Germano un gigantesco quanto inutile impianto di compostaggio da 40000 tonnellate di rifiuti, per Roccasecca l’ampliamento della discarica, per Anagni un possibile impianto di smaltimento di rifiuti al posto dell’ex polveriera, per San Vittore il potenziamento dell’inceneritore. Tutto questo con il bene tacito del PD a cominciare dall’Assessore all’Ambiente Buschini, passando per il Presidente della Provincia Pompeo e tutti gli amministratori complici di questo disastro ambientale che si sta perpetrando in modo diabolico sul nostro territorio.” – e conclude – “Spero che un giorno non avremo più bisogno di ordinanze che ci vietino di attingere l’acqua dai nostri pozzi per paura che possano essere così inquinate da farci morire di tumore. Fino ad allora, impariamo a conoscere i nomi dei responsabili.”

Ipocrisia del non voto

Luciano Granieri


Molti commentatori ed esponenti del Pd hanno accusato di ipocrisia i Deputati che ieri hanno lasciato l'aula rinunciando al voto sull'ultimo passaggio della riforma costituzionale, dopo aver accusato il Presidente del Consiglio di spendersi per esortare i cittadini a disertare le urne in occasione del referendum sulle trivelle. Chi accusa gli altri di esortare  a non votare poi rinuncia egli stesso a non esprimersi ? Questo il concetto in estrema sintesi. Purtroppo come tutte le conclusioni semplicistiche anche questa suscita approvazione e consensi, ma il discorso è ben diverso. La genesi della DEFORMA è essa stessa un inno all’ipocrisia e ai sotterfugi.  Come si ricorderà  nella commissione affari costituzionali del Senato  i membri piddini contrari al dispositivo (Marco Minniti, Luciano Pizzetti, Vannino Chiti)  sono stati proditoriamente sostituiti da membri favorevoli al decreto Renzi-Boschi (Luigi Zanda, Roberto Cociancich, Maurizio Migliavacca). Facile ottenere  il voto d'approvazione  in commissione dopo aver epurato i dissidenti. Non è un imbroglio questo? L’avesse fatto Berlusconi…..Ma torniamo al renziano Cociancich, che si intesta, da bravo servo, un emendamento omnicomprensivo il quale riassume e sostituisce tutti gli emendamenti dell’opposizione. Grasso lo ammette in aula   ignorando  (o forse no) che, secondo il regolamento  del Senato, una proposta di modifica  non può essere riassuntiva  di quelle già presentate, ma deve proporre elementi nuovi e originali. Pare, fra l’altro, che il provvedimento  in questione sia stato scritto da Paolo Aquilanti, ex capo di gabinetto  del ministro Boschi. I servi evidentemente,  se non avessero qualcuno che li imbeccasse,  resterebbero nel loro limbo di nullità. In sostanza il blitz di Cociancich fa saltare le trappole dei voti segreti e il dibattito al Senato su una riforma, quella costituzionale, che invece avrebbe bisogno di approfondimenti ed analisi, perché  determina le regole del gioco per tutti  e per le legislazioni future. Si  dirà che gli emendamenti erano troppi, che la discussione sarebbe andata per le lunghe. E da quando una riforma costituzionale è provvedimento di urgenza?  Proprio la stessa Costituzione sancisce che alle leggi  costituzionali  non si applicano le modalità di urgenza previste, ove sia necessario, per l’approvazione delle  altre norme.    E’ evidente che il pronunciamento di Palazzo Madama è stato “acchitattato”, per evitare che un regolare dibattito e successiva votazione parlamentare, in presenza di una maggioranza non certa  e di faide interne al Pd, affossassero il provvedimento . Il testo arrivato alla Camera quindi,  dove invece  la maggioranza  ha i numeri, è il risultato di una partita truccata. Allora vi chiedo  : Come vi comportereste se , seduti ad un tavolo di poker,  vi rendeste  conto che la partita che si sta  per giocare è truccata? Vi alzereste  e salutereste  la compagnia per evitare di essere presi in giro. E’ quello che hanno fatto le opposizioni ieri alla Camera. Fra l’altro mentono i pasdaran renziani, (sapendo di mentire, o perché ignoranti)  anche sul referendum contro le  trivelle. Le autorizzazioni cui si vuole togliere la scadenza, prevedono che per la durata della concessione, illimitata secondo  la nuova legge,  o comunque legata allo svuotamento completo dei pozzi, sia possibile effettuare prospezioni e sondaggi per la scoperta di altri giacimenti.  Ma ci prendete per il culo?  Quello che esce dalla porta della modifica della legge  di stabilità sulla possibilità di effettuare nuove ricerche  di idrocarburi in mare,  scongiurando uno dei  quesiti referendari , entra dalla finestra della durata illimitata delle autorizzazioni con prospezioni  già in previsione. Del resto sostenere l’interesse pubblico di certi provvedimenti, dopo la vergogna della vicenda Guidi, mi sembra quantomeno  penoso. Infine legare l’esito del referendum costituzionale alla permanenza  in carica del Presidente del Consiglio  è palesemente scorretto. Una riforma Costituzionale è di origine parlamentare, o almeno dovrebbe esserlo. Né il governo e men che meno il Presidente del Consiglio, secondo le regole istituzionali, dovrebbero esprimere giudizi in merito, perché l’Esecutivo non ha competenza su provvedimenti di origine parlamentare. Non conoscere e non  rispettare  questa etica è indice di indisciplina istituzionale per un  Presidente del Consiglio. Ricordo infatti  che l’art.54 della Costituzione recita al comma 2: I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. Se si rispettasse questo articolo Renzi non dovrebbe aspettare l'esito eventualmente contrario del referendum per dimettersi, dovrebbe farlo subito.

lunedì 11 aprile 2016

APPELLO AL SI REFERENDUM CONTRO LE TRIVELLE

Partito della Rifondazione Comunista - SE - Federazione di Frosinone

Il PRC invita a votare SI al referendum del 17 aprile per dire NO e fermare l’insensata e altrimenti inarrestabile trivellazioni dei fondali dei nostri mari e del territorio.
Son molti, troppi i motivi che possono e debbono indurre a smetterla con queste pratiche devastatrici del territorio. Non fosse altro che, appena fresca di stampa, è la notizia che questo governo, per via della ministra Guidi, sulla storie di sfruttamento dei cosiddetti giacimenti petroliferi ha perpetrato le solite pratiche del familismo e occupazione parentale.
Oltre la cronaca, il PRC ribadisce che il problema energetico nazionale non può essere risolto solo sulla base del criterio degli approvvigionamenti crescenti, che induce a considerare risolutive del problema le effimere quantità di petrolio e di gas estraibile sul patrio suolo quanto piuttosto sunuove politiche energetiche.
Gli investimenti impegnati nelle risibili estrazioni dovrebbero essere impegnati sul fronte del risparmio energetico riducendo le inefficienze e recuperando in questo modo quote di energia ben superiori a quelle che i trivellatori blaterano di estrarre.
Il PRC afferma che è importante e doveroso votare SI. Inoltre andare a votare è necessario per fermare chi agita l’astensionismo per far si che non si superi il quorum del 50% e che vuole impedire la popolazione di esprimersi su un tema fondamentale per il futuro delle politiche energetiche di questo paese.
Blocchiamo le trivellazioni per difendere il territorio e per un futuro in cui si consumi meno energia, concentriamoci invece in favore delle energie verdi che non inquinano e creano moltissimi  posti di lavoro.

                                                                                 Il Segretario Paolo Ceccano



Sottrazione di letti all'ex ospedale di Anagni

ASSOCIAZIONE DIRITTO ALLA SALUTE 

                   


L’ennesimo tentativo di  prelevare materiale inutilizzato dall’ex Ospedale di Anagni anche questa volta è andato a vuoto. Non si è trattato di prelevamento di macchinari o componenti, ma di due letti che giacciono ammassati  arrugginiti e inutilizzati da anni nei locali ormai deserti dei reparti del nosocomio anagnino che sarebbero serviti all'Ospedale di Alatri. Il furto è stato sventato dalla vigilanza del personale ancora attivo presso la struttura di Anagni, ma anche forse dalla solita disorganizzazione aziendale che non ha fornito una richiesta scritta di prelievo dei letti. La notizia, riportata dai media in questi giorni, ha sollevato un vespaio di commenti anche polemici: ci si è lamentati che di Anagni ci si ricorda solo di togliere e mai di metterci qualcosa di utile per i cittadini, si è ricordata l'eterna disputa con l'Ospedale di Alatri che vede puntualmente Anagni soccombente causa carenza di adeguato patronato politico, si è ricordato che l'Ospedale di Anagni ha più volte, ai tempi d'oro, prestato personale e attrezzature al nosocomio di Alatri senza peraltro riceverne adeguata contropartita, anzi meritandosi la chiusura dei reparti di degenza. In un funzionamento normale non ci sarebbe nulla di strano nello spostare attrezzature e personale da un reparto all'altro di un'azienda, ma non è questo il caso dell'azienda Asl di Frosinone. L'Asl di Frosinone dovrebbe garantire la tutela del Diritto alla salute con strutture pubbliche sul territorio provinciale, ma di fatto questo non avviene sia per palesi carenze organizzative e sia per carenza di obiettivi e strategie. E' inutile ricordare le disfunzioni che il cittadino ciociaro rileva quotidianamente quando ha bisogno di assistenza sanitaria (liste d'attesa infinite, carenza di posti letto, affollamenti assurdi nei pronto soccorso ...). Dal punto di vista delle strategie invece siamo arrivati al paradosso  di un atto aziendale approvato con grandi lacerazioni da parte dei sindaci ciociari,  ma di fatto sconfessato dalla stessa Regione Lazio che ha rimosso dalla direzione aziendale la Prof. Mastrobuono dopo che lo aveva redatto e, con arti di consumata politica, fatto approvare dalla maggioranza dei sindaci. In quell'atto aziendale erano state spese poche righe che comunque riconoscevano un ruolo a quello che rimane dell'Ospedale di Anagni. Di fatto oggi non esiste più neanche quello: la Mastrobuono è stata messa alla porta e al suo posto è stato  nominato un commissario che si trova provvisoriamente a gestire la Asl nel marasma generale e senza chiare strategie di riorganizzazione. Per l'Ospedale di Anagni, che dopo la sentenza di merito del Tar del 2014 è chiuso, il futuro è sempre più incerto. Da lungo tempo non esiste nessuna struttura direttiva interna che controlli l'andamento dei servizi e le prestazioni del personale, pur conservando una serie di servizi sia di diagnostica che di pronto intervento. Tutto ciò lo abbiamo evidenziato nell’assemblea del 13 NOVEMBRE 2015. Recentemente è stato comunicato l'intento da parte di una benemerita istituzione bancaria cittadina di acquisire un'attrezzatura tecnologicamente avanzata da donare all'Ospedale civile di Anagni. In questa situazione però rimane difficile da capire se questa attrezzatura verrà mai resa funzionante cioè dotata di personale che ne assicuri il funzionamento per il primario servizio di diagnostica per cui è stata acquistata ad un costo veramente molto oneroso. In quest'ottica di incertezza non sarebbe male stringere accordi di partenariato con altre strutture ospedaliere, come quella di Alatri ad es., per cercare di aiutarsi reciprocamente e pianificare, per quanto possibile, dei servizi utili alla popolazione della zona nord della provincia di Fr. Magari questo atteggiamento potrebbe aiutare a far pesare di più anche Anagni a livello di direzione aziendale. Nelle ultime ore si fanno sempre più insistenti le voci della nomina a coordinatore delle attività del presidio di Anagni del Dott. Massimo Natalia. Se confermata questa nomina potrebbe essere un significativo punto di svolta in quanto, il Dott. Natalia, è stato da sempre vicino al movimento di difesa dell’Ospedale di Anagni e, ne siamo certi, le proverà tutte per scongiurarne la definitiva chiusura: in bocca al lupo e buon lavoro!