Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 6 luglio 2016

Devono i cittadini frusinati pagare o meno la raccolta rifiuti visto che la differenziata è ferma al 15%?

Associazione Culturale Oltre l'Occidente


Devono i cittadini frusinati pagare o meno la raccolta rifiuti visto che la differenziata è ferma al 15%?
Se ne parla a Frosinone in largo Paleario 7, mercoledì 6 luglio h.18

La situazione sui rifiuti è disciplinata dall’art. 24 del Regolamento comunale per l’applicazione della tassa sui rifiuti. Questa norma non è stata emendata con le modifiche approvate con la delibera di consiglio Comunale n. 31 del 29.04.2016, con la quale sono state apportate variazioni alla precedentedisciplina (approvata con Delibera di Consiglio comunale n. 34 del 19.05.2014) soltanto riguardo all’art. 7 ed alle ipotesi di estendere l’imposizione tributaria anche agli alloggi privi di mobili e suppellettili e sprovvisti di contratti attivi di fornitura di servici pubblici a rete (acqua, gas, elettricità etc.). Quanto ad eventuali riduzioni del tributo in presenza di determinate carenze nell’erogazione del servizio, la norma in esame (art. 24) non introduce distinzioni tra raccolta ordinaria (cumulativa) e raccolta differenziata. In particolare il tributo è soggetto a riduzioni fino al 40% (tanto nella quota fissa che in quella variabile) per le utenze poste ad una distanza superiore a 1 Km dal più vicino punto di conferimento. Inoltre il tributo è dovuto per una misura non superiore al 20% della tariffa nei periodo di mancato svolgimento del servizio di gestione rifiuti, determinati da motivi vari (interruzione del servizio per motivi sindacali, impedimenti attribuibili alla gestione ed alla organizzazione del servizio, etc.). Infine, per ciò che concerne eventuali riduzioni dovute ad un insufficiente raccolta differenziata rispetto ai livelli annunciati bisogna riconoscere le normative di settore (statali e regionali che regolano la materia).In generale si vedano alcune decisioni sia dei Giudici di Pace (Campania) che della Corte dei Conti: in presenza di situazioni determinanti specifici danni hanno sanzionato sia le amministrazioni che i singoli amministratori a rifondere i pregiudizi subiti in base alla regola generale dettata dall’art. 2043 del codice civile (responsabilità per fatto illecito).

SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ANAGNI DI VENERDI 1° luglio 2016

IL COMITATO SALVIAMO L’OSPEDALE DI ANAGNI


Il Consiglio Comunale del  1° luglio ha approvato all’ unanimità la delibera con la quale il Sindaco Bassetta  si impegna, con i suoi colleghi di  9 Comuni del territorio a presentare  precise richieste di intervento  riguardanti la struttura ospedaliera di Anagni a:

1) ministro della  Salute  Lorenzin 
  2) al pres. della Regione Lazio  Zingaretti 
3 ) al prefetto di  Frosinone  Zarrilli   
4 ) al Comm. ASL  Fr  Macchitella.

Nella  delibera si  sottolinea la “ specificità”  della situazione di Anagni e dei Comuni limitrofi per emergenza  sanitaria e ambientale, si elencano i servizi assolutamente indispensabili per rispondere a  queste esigenze, si fa riferimento alle dichiarate  risorse  economiche  regionali, ora disponibili, per la  sanità.
Il consigliere Roiati, con delega  alla  sanità, ha illustrato con puntualità  la delibera e le leggi  vigenti alle  quali essa   si appella e  maggioranza e  opposizione l’ hanno approvata all’ unanimità.
I comuni coinvolti, Acuto, Filettino, Fiuggi, Paliano, Piglio, Serrone, Sgurgola, Trevi, hanno già approvato o si apprestano a farlo, la stessa dichiarazione affinché sia  celermente inviata ai destinatari.
Sembrerebbe di essere  sulla strada buona per venire a  capo  di una situazione per la quale finora  non
 c’ erano stati  interventi né  convinti né convincenti, né scelte chiare e incisive, anche nelle passate  amministrazioni.
Tuttavia, nel clima di fiduciosa attesa che tutti sembravano esprimere,  nonostante lo scontento e la rabbia  accumulati da  anni, è emerso, in modo inequivocabile il marcato, chiaro riferimento ad un  interlocutore determinante per il buon esito dell’ impresa che, come un fantasma si aggirava in sala : l’ interlocutore politico diretto, vero efficace strumento di risoluzione del problema ospedale di Anagni.
                     Ora  ai sindaci è affidato il mandato di non lasciarlo fuori dalla  partita!

 A TUTTI I RAPPRESENTANTI  POLITICI, PARLAMENTARI  E  REGIONALI, ELETTI  IN QUESTA  PROVINCIA,  I SINDACI DEBBONO SOLLECITARE  UNA  PRESA DI POSIZIONE NETTA, SENZA INCERTEZZE  E AMBIGUITA’  DI  COMODO,  PER  SOSTENERE  LA DELIBERA NELLE  SEDI OPPORTUNE.

LO DEBBONO  NON SOLTANTO AI CITTADINI CHE LI HANNO VOTATI COME LORO RAPPRESENTANTI MA  A 
                                                                  

                                                                    TUTTI I CITTADINI!

5, 6, 7 luglio - Invia anche tu una mail ai parlamentari "NO al decreto Madia sui servizi pubblici, NO alla privatizzazione dell'acqua e dei beni comuni!"

Forum Italiano dei movimenti per l'acqua

Il decreto sui servizi pubblici locali, attuativo della cosiddetta legge Madia di riforma della Pubblica Amministrazione, se approvato nella versione attuale porterà alla cancellazione dell'esito referendario del 2011 e quindi alla definitiva privatizzazione dell'acqua e dei beni comuni.

Attualmente è all'esame delle Commissioni parlamentari competenti le quali devono esprimere il proprio parere prima che torni al Consiglio dei Ministri per l'approvazione definitiva che deve avvenire entro inizio Agosto.

La discussione nelle Commissioni di Camera e Senato, però, procede molto a rilento.
Ciò rischia di impedire un serio esame del provvedimento e lo svolgimento di un ciclo di audizioni da parte delle realtà interessate.
Così facendo si rischia di arrivare all'espressione di un parere già precostituito.

Inoltre, nei prossimi giorni saranno consegnate al Parlamento centinaia di migliaia di firme a sostegno di una petizione popolare con cui si richiede il ritiro del decreto.

Diviene, dunque, opportuno fare pressione su tutti i parlamentari affinchè si svolga un dibattito reale e approfondito, per richiedere il ritiro del decreto e la sua riscrittura radicale.


Pertanto, il 5, 6, e 7 luglio inviamo tutt* una mail allegando l'analisi delle violazione del referendum e le proposte di modifica del decreto e ribadendo: "NO al decreto Madia sui servizi pubblici, NO alla privatizzazione dell'acqua e dei beni comuni!"


Di seguito e al seguente link il testo della mail che si propone di inviare ai parlamentari (con allegati gli indirizzari email e gli altri documenti).

OGGETTO: "NO al decreto Madia sui servizi pubblici, NO alla privatizzazione dell'acqua e dei beni comuni!"



Gentile Parlamentare,

in questi giorni sarà chiamato ad esprimersi sullo schema di decreto legislativo di esercizio di una delle deleghe legislative di cui alla l. n. 124 del 2015 (c.d. Legge Madia) recante “Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale”.

Si tratta di un provvedimento con cui si dichiara esplicitamente la volontà di rilanciare i processi di privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali, a partire dal servizio idrico, cancellando definitivamente l'esito referendario del 2011 e violando il principio fissato dalla legge delega (art. 19, comma 1, lett. c) in cui si stabilisce che si deve tenere conto di tale esito.  

In concreto:
  • si vieta la gestione pubblica dei servizi a rete (tramite azienda speciale e in economia), si rende residuale la gestione "in house" e si favorisce quella privata attraverso la gara (articoli 7, 10 e 33);
  • si ripristina l’”adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa, nell’esatta dicitura che 26 milioni di cittadini avevano abrogato con il 2° quesito referendario (articolo 25);
  • si rende possibile la cessione della proprietà delle reti e degli impianti (articolo 9).

Le ricordo, infine, che nei prossimi giorni saranno depositate presso i Presidenti di Camera e Senato centinaia di migliaia di firme a sostegno di una petizione popolare con cui si richiede il ritiro di questo decreto.

Per queste ragioni esigo che:
  • si svolga un approfondito dibattito su tale provvedimento nelle Commissioni parlamentari competenti;
  • si svolga un serio ciclo di audizioni di tutte le realtà interessate, tra cui il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, tra i promotori dei referendum del 2011;
  • si esprima un parere contrario e si ritiri questo decreto che contraddice la volontà popolare e la Costituzione;
  • si chieda al Ministro Madia e al Consiglio dei Ministri di riscrivere il decreto secondo le proposte allegate alla presente così da renderlo compatibile con l'esito referendario.

Cordiali saluti.

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martedì 5 luglio 2016

Asl Frosinone. L'ambulatorio dermatologico e il videodermatoscopio part-time

Francesco Notarcola  - Presidente dell’Osservatorio Peppino Impastato e presidente onorario dell’AIPA


Mentre il sindaco e gli assessori si del Capoluogo si attardano  a contare l copie di Inchiesta-quotidiano che si vendono in Città, l ’ospedale “Fabrizio Spaziani”   marcia, ormai dai tempi del nuovo Atto aziendale,  verso un’inarrestabile declassazione che umilia gli operatori sanitari che vi lavorano e i cittadini dell’intera provincia di Frosinone.

La dirigenza della ASL  stupisce sempre di  più per la sua efficienza  e per la sua tempestività.  Dopo la   macchina per urodinamica per curare l’incontinenza, ferma da cinque o sei anni, perché non si riesce ad acquistare  le “Linee per il passaggio dell’acqua”,  pur essendoci il parere  favorevole del commissario della asl dal mese dicembre 2015,  è ora il turno della dermatologia.

Com’è noto nell’Atto aziendale della ASL non è prevista una UOC Unità (Operativi Complessa ) di dermatologia.  Il Sindaco di Frosinone, approvando l’Atto, non ha voluto e saputo difendere nemmeno una specializzazione di cui era direttore  il Presidente del Consiglio comunale.  All’interno del nosocomio  “Fabrizio Spaziani” opera, però, un ambulatorio diretto da due medici.

A questa struttura  si rivolgono ogni anno circa 6.000 cittadini e si  realizzano circa 600 interventi di chirurgia dermatologica. Si gestiscono,inoltre,  servizi  importanti: fototerapia per la cura della psoriasi e delle malattie veneree, ambulatorio medico e chirurgico , cura per gli ustionati,  osservazione dei nei, ecc.

Per l’osservazione dei nei  esiste una macchina chiamata “Videodermatoscopio”.  Ebbene questo importante strumento di lavoro e di cura,  dal mese di dicembre dello scorso anno si rompe continuamente. Viene riparato e si rompe.  La lista di attesa cresce, circa un anno, mentre i pazienti aspettano.
Se si considera che, quando la macchina funziona vengono visitati e diagnosticati 14 pazienti ogni settimana,  in 52 settimane  le persone interessate ammontano a 728. Se la macchina non funziona i pazienti si rivolgono altrove con grave danno per le finanze della ASL e degli stessi pazienti.

Ma a chi conviene cercare di mantenere in funzione un macchinario che si rompe continuamente e che crea inefficienza e spreco di denaro e di lavoro professionale? Qualcuno ci guadagna?

Ma non sarebbe opportuno e necessario valorizzare e rilanciare questa branca di attività visto  la mole di lavoro e la richiesta  crescente  anche perché da  Roma a  Caserta  non esistono strutture sanitarie dermatologiche?
Inoltre, sarebbe anche opportuno conoscere a quale struttura sanitaria  sono accreditate le  attività ospedaliere svolte dall’ambulatorio di dermatologia.

REFERENDUM ITALICUM DATI E DICHIARAZIONI RACCOLTA FIRME

Comitato per il Si nei due referendum abrogativi relativi alla Legge 6 maggio 2015 n.52

Dichiarazione di Massimo Villone, Alfiero Grandi, Silvia Manderino del Comitato contro l’Italicum che ha promosso i due referendum abrogativi
Le firme raccolte per i due referendum abrogativi di norme dell’Italicum sono giunte a 420.000 (418.239 per il premio di maggioranza e 422.555 per i capilista bloccati). Non bastano, ma sono comunque uno straordinario risultato della mobilitazione organizzata dal Comitato nazionale e dai comitati territoriali.
Abbiamo proposto l’abrogazione del premio di maggioranza, compreso il ballottaggio senza soglia, che consegna i poteri di governo a un singolo partito, anche ampiamente minoritario nei consensi reali, e dei capilista a voto bloccato, per cui almeno i 2/3 dei futuri deputati sono nominati dai vertici di partito. Norme ancora più gravi alla luce delle modifiche costituzionali – volute dal governo e oggetto del referendum di ottobre – che affidano alla sola camera dei deputati il rapporto di fiducia con il governo e tolgono al senato la natura di assemblea elettiva.
Abbiamo inteso inserire i due quesiti abrogativi sull’Italicum in una più vasta stagione referendaria, volta anche a decisivi temi sociali come la scuola, il lavoro, l’ambiente. Siamo convinti di avere per la nostra parte contribuito a un fondamentale recupero di partecipazione e di consapevolezza democratica. L’impegno di decine di migliaia di cittadini, che hanno dato vita a 400 comitati locali, è di grandissimo valore. Si sono spesi senza limiti nel raccogliere le 420.000 firme, avendo un unico, comune, interesse: la rinascita collettiva della democrazia nel Paese e l’impegno a diffondere e a comprendere quanto siano vitali coscienza e responsabilità di essere cittadini. A loro va il nostro apprezzamento e la nostra gratitudine. Il loro generoso impegno ha confermato che ci sono importanti potenzialità democratiche nel paese, che dovrebbero essere valorizzate da quanti hanno a cuore una democrazia viva.
Denunciamo gli ostacoli palesi e occulti frapposti alla raccolta delle firme, che nonostante le chiacchiere sul radioso futuro informatico del nostro paese viene fatta secondo modalità che si possono definire ottocentesche. Il governo non ha mosso un dito per consentire l’uso della Pec per ottenere le certificazioni dai comuni. Con l’istituzione delle aree metropolitane i funzionari hanno perso il potere di certificazione che avevano nelle preesistenti province. Ringraziamo il Comitato promosso dai radicali per avere fatto con noi questa denuncia pubblica.
Ha pesato l’assenza pressoché totale dell’informazione sulla raccolta delle firme e sulle sue ragioni, effetto del prevalente conformismo dettato dai gruppi di potere dominanti nell’informazione e da autocensure che non fanno onore alla categoria. Ringraziamo i pochi che ci hanno sostenuto, come il Fatto e il Manifesto. Questo assordante silenzio mediatico ha grandemente ostacolato il contatto con l’opinione pubblica, rendendo difficile spiegare perché Italicum e modifiche costituzionali sono un tutto unico, da valutare e modificare insieme. Soprattutto per questo deficit informativo non siamo riusciti a rendere evidente che meccanismi elettorali e modifiche costituzionali non riguardano solo la “casta”. Determinando le scelte politiche e la loro traduzione in regole giuridiche toccano in prospettiva le concrete condizioni di vita delle persone come, ad esempio, l’occupazione, l’istruzione, la salute, le pensioni.
La convinzione di questo nesso inscindibile ci ha indotto a perseguire con la via referendaria anche quella del giudizio davanti alla Corte costituzionale, avviando iniziative giudiziali in venti tribunali con l’obiettivo di far sollevare una questione di costituzionalità. Una iniziativa particolarmente gravosa, che ha già prodotto un primo risultato. La Corte si pronuncerà il prossimo 4 ottobre. Auspichiamo che voglia accogliere le nostre motivazioni di incostituzionalità. Denunciamo i tentativi di premere sulla Corte, fino ad anticiparne il giudizio, segno evidente del degrado di comportamenti pubblici che richiederebbero ben altro stile. E se l’Italicum dovesse superare indenne il giudizio della Corte, non escludiamo la possibilità di riprendere in futuro l’iniziativa referendaria, se ci sarà l’appoggio non episodico di organizzazioni politiche e sociali che possono consentire di raggiungere l’obiettivo.
In ogni caso, la raccolta delle firme è stata un’esperienza positiva e importantissima. I 400 comitati territoriali fin qui sorti sono presenti in ogni parte del paese. Siamo oggi molto più radicati e diffusi di quando siamo partiti. Questo patrimonio va pienamente messo a frutto nella campagna elettorale per il referendum costituzionale di ottobre, Questo è l’impegno prioritario per la difesa della Costituzione e della democrazia, nel quale dobbiamo spendere tutte le nostre energie nazionali e locali con un secco e forte NO alle deformazioni della Costituzione. Un successo del NO riaprirebbe anche il confronto sulla legge elettorale, che, non a caso, le oligarchie nazionali ed internazionali vorrebbero tale da imbrigliare la volontà popolare e bloccare la partecipazione democratica.
La riunione congiunta dei Comitati direttivi per il No alle modifiche della Costituzione e contro l’Italicum, convocata per l’8 luglio, varerà un programma per la campagna elettorale per il referendum costituzionale e per il suo autofinanziamento. Queste proposte verranno portate ad un incontro nazionale dei comitati territoriali convocato per il 16 luglio a Roma.

lunedì 4 luglio 2016

La delibera fantasma.

Luciano Granieri.

E' noto come il Comune di Frosinone non sia così meticoloso nella pubblicazione di delibere e determine sull'albo pretorio. Non è facile  trovare i documenti approvati, figuriamoci quelli ancora da votare. Ma Aut-Frosinone ha fatto lo scoop.  Abbiamo scovato  una delibera di Giunta redatta il 1 luglio. Una provvedimento  che non ha avuto  mai attuazione, leggendo ne capirete le ragioni.



                                                                 
                                                        COMUNE di FROSINONE


       
                                  Numero:             Data:
                                  DGC                  01 luglio 2016



Oggetto:  
Comunicazione all' UEFA  per  rinvio partita Nazionale  italiana impegnata nella semifinale dei campionati europei di calcio Uefa Euro 2016, a seguito  concomitanza con il  Festival Nazionale dei Conservatori di Musica Città di Frosinone


              DELIBERAZIONE ORIGINALE DELLA GIUNTA COMUNALE

L’anno duemilasedici  addì uno del mese di luglio alle ore 10,30 e seguenti  nella sala delle adunanze  previa l’osservanza di tutte le formalità prescritte dal vigente atto  T.U. 18.08.2000 n.267 e dello Statuto vennero oggi convocati a seduta i componenti della Giunta:

Segue Appello…

LA GIUNTA COMUNALE

Vista la qualificazione della Nazionale italiana alla partita di semifinale dei campionati europei di calcio Uefa Euro 2016, che si terrà giovedì 7 luglio 2016 e che la stessa sarà trasmessa in televisione.

Premesso :

 -Che prima dell’insediamento della presente Giunta la musica a Frosinone non esisteva

-Che l’introduzione della musica è stato il primo provvedimento della presente Giunta

-Che prima dell’insediamento della presente Giunta, non essendo nota la musica, il Conservatorio arrecava inenarrabili molestie ai cittadini. Dalle aule dell’istituto  esondavano  terribili ululati di trombe, lamenti di violini, fragori di percussioni, in un marasma cacofonico tale da rovinare i timpani dei cittadini stessi.

-Che prima dell’insediamento della presente Giunta gli animatori delle  feste di compleanno dei bambini erano terrorizzati per il timore di subire violente aggressione da genitori e fanciulli perché, al momento della presentazione della torta al festeggiato, nessuno era in grado di cantare la nota canzone “tanti auguri a te

-Che prima dell’insediamento della presente giunta i frusinati si umiliavano nel vedere le partite della Nazionale di calcio non sapendo cantare l’inno all’inizio delle gare.

-Che la squadra di Calcio del Frosinone è stata promossa in serie A, proprio perché i tifosi, grazie all’introduzione della musica da parte della presente Giunta, hanno imparato a cantare  gli slogan. Ma siccome i tempi di apprendimento sono stati più lunghi del previsto,  e in qualche partita i cori si sono trasformati in orrendi latrati, non consoni alla massima serie,  la squadra è retrocessa di nuovo in serie B.

Visto che:

 -La presente Giunta per introdurre la musica nella città e educare i cittadini alla fruizione della stessa ha organizzato il Festival Nazionale dei Conservatori di Musica Città di Frosinone, giunto  alla IV edizione.

 -L’intera cittadinanza non può disertare l’appuntamento perché ancora non sufficientemente  introdotta nel mondo musicale.

-L’intera cittadinanza è leggermente contrariata per essere  stata privata dei servizi sociali essenziali il cui finanziamento è stato dirottato  sul Festival.

-La  semifinale dei campionati  Uefa Euro 2016 in cui è impegnata la Nazionale italiana è prevista per giovedì 7 luglio 2016, giorno in cui si terrà il primo appuntamento del Festival Nazionale dei Conservatori di Musica Città di Frosinone

-La cittadinanza già poco frequentava il festival,ma   per assistere alla  partita di calcio della Nazionale italiana , diserterà completamente l’appuntamento di preminente valore culturale costituto dal Festival stesso

-L’Unione Europea intende salvaguardare il patrimonio culturale comune dell’Europa e contribuire a renderlo accessibile agli altri oltre che sostenere le arti e il settore creativo.

-Lo svolgimento della semifinale dei campionati Europei Uefa Euro 2016 in cui sarà impegnata la squadra italiana, essendo previsto nella stessa data e orario del Festival Nazionale dei Conservatori di Musica Città di Frosinone,  è atto contrario alla salvaguardia del patrimonio culturale così come determinato delle regole dell’Unione Europea

DELIBERA:

1) L’invio di una lettera all’Uefa in cui si intima il rinvio ad una data successiva al 31 luglio 2016 della semifinale dei campionati europei di calcio Uefa 2016,  in cui è impegnata la squadra italiana, per non turbare il corretto svolgimento del  Festival Nazionale dei Conservatori di Musica Città di Frosinone.

2) La richiesta di risarcimento  per danni, morali e materiali  in caso di diniego da parte dell’Uefa al rinvio della  partita, prefigurando una trasgressione delle norme europee e un ostacolo all’emancipazione culturale e musicale della città di Frosinone


3) Dichiarare la presente deliberazione, con separata unanime votazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’art’134, comma 4 del  D.Lgs 18.08.2000, n. 267

 Approvato e sottoscritto



Del presente atto deliberativo viene iniziata oggi la pubblicazione all'Albo Pretorio per quindici giorni consecutivi, ai sensi del T.U. 18.08.2000, n. 267. Data di pubblicazione 01.07.2016

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Allegato 1:  lettera  da inviare all'UEFA


                                                          Esteemed
                                                          Union of European  Football Association
                                                          Nyon  
                                                           Switzerland

                                                          For known

                                                           To FIFA


At  the courtesy  attempion of President Michel  Platini.

Object: Postponement of semifnal football match of European championship Uefa Euro 2016

Esteemed President,  the semifinal in object  where will play Italian team, is expected for the 7th of july 2016. In the same date here in Frosinone  was organized a National Festival of Conservatory Frosinone  City. If the people stay in front of the TV  watching the  Italy football game, nobody will participates at the Festival. In this case we have a big trouble. We spend much money to organize this event, and the absence of the public will be a sheet situation. So we intimate you to postpone the football match on another date  at least after the 31th of july.  You must allow the cultural and musical development of our Town, and for this reason, you must postpone the match. We cannot afford, that our musical event will go in prostitutes. So postpone the match otherwise we will quote you for damages.


Thanks for attention.
Frosinone's  Mayor


Il motivo per cui la delibera non ha avuto seguito mi sembra abbastanza chiaro. La semifinale sarà disputata dalla Germania. Anzi non avrà portato un po' di iella?















domenica 3 luglio 2016

Terrorismo in Bangladesh. Drammatico effetto collaterale

Luciano Granieri



Come si sta nel mondo globalizzato? Bene tutto sommato. 2,7 miliardi di persone vivono con meno di 2,5 $  al giorno. Però  85 super ricchi possiedono l’equivalente di quanto detenuto da metà della popolazione mondiale.  In Africa le grandi multinazionali – in particolare quelle dell’industria mineraria/estrattiva – sfruttano la propria influenza per evitare l’imposizione fiscale, riducendo in tal modo la disponibilità di risorse che i governi potrebbero utilizzare per combattere la povertà.  

Altro vantaggio del mondo globalizzato è che non si pagano le tasse. In molti paesi, i ricchi non solo guadagnano di più, ma sono gravati da minori imposte. Questa conquista di opportunità dei miliardari,  a spese delle classi povere e medie, ha contribuito a creare una situazione in cui, nel mondo, 7 persone su 10 vivono in paesi dove la disuguaglianza è aumentata negli ultimi trent’anni, e dove l’1% delle famiglie del mondo possiede il 46% della ricchezza globale (110.000 miliardi dollari). 

In questo eldorado non sono evitabili alcune seccature, o effetti collaterali. 230 milioni di persone, estromesse dalle loro economie,  o profughi  di guerre scatenate per accaparrarsi risorse energetiche e incrementare il business delle armi, invadono la nostra isola felice, sempre che  riescano a non diventare mangime per i pesci in fondo al mare. Vengono a turbare la nostra serenità di consumatore contento. Bisogna perfino darsi pena di andarli a salvare o di spendere dei soldi per riportare in superficie un’imbarcazione naufragata la cui  stiva potrebbe contenere più di 800 cadaveri. 

Anche in Bangladesh, la globalizzazione offre notevoli opportunità. Il piccolo Paese asiatico, confinante con l’India, presenta  una popolazione  estremamente povera.  Però qui   aziende di abbigliamento a grande distribuzione,  come Walmart, Benetton, ma anche marchi di lusso del calibro di Armani, Ralph Laurent, Hugo Boss, possano trovare degli schiavi disposti a lavorare giorni interi senza mai riposare se non per assolvere  le funzioni fisiologiche. Bambini di 12-14 anni sgobbano in lager malsani  percependo una paga di 2 euro al giorno. Circa un anno fa nella capitale, Dacca, uno di queste fatiscenti prigioni è crollata uccidendo più di  mille bambini che li sotto stavano lavorando. 

E’ dunque assolutamente normale che imprenditori,  manager del tessile, da tutto il mondo globalizzato, giungano in Bangladesh  per aumentare i loro profitti, sfruttando una mano d’opera schiavizzata il cui stipendio medio va  dai 50 ai 68 dollari al mese. Un costo del lavoro che incide solo per lo 0,6% sul prezzo finale è una vera e propria manna. Però anche in questo frangente capita qualche  spiacevole, e in questo caso drammatico, effetto collaterale. L’altro  ieri a Dacca  imprenditori, operatori, per lo più impegnati nel business del  tessile, ospiti del ristorante Holey Artisan Bakery, sono stati vittime di un sanguinoso assalto da parte di un commando di jihadisti. 

20 persone sono state trucidate fra queste 9 erano italiani. Al di la delle motivazioni che hanno mosso i terroristi, resta il fatto che se il Bangladesh non fosse un grande serbatoio di schiavi per la manifattura e l’abbigliamento, molti di quei manager  sarebbero restati a casa. Avrebbero realizzato meno profitti? Certamente, ma forse avrebbero creato posti di lavoro nel proprio Paese e sicuramente avrebbero avuto salva la pelle. 

E’ drammatico forse crudele, cinico, ma i nostri connazionali, più che vittime della furia jihadista, sono stati coinvolti nella  tragica dinamica  di un effetto collaterale. Già perché il mondo globalizzato, la corsa neoliberista, sono ingranaggi  inarrestabili, meravigliosi , ma gli effetti collaterali spesso sono drammatici.

Le vittime.