Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 21 luglio 2016

230.000 firme alla Camera per l'acqua bene comune La petizione popolare contro i decreti Madia consegnata domani alla Presidente Boldrini

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua


Domani 22 luglio, alle ore 12.30, una delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua consegnerà alla Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, le circa 230.000 firme raccolte a sostegno della petizione popolare "Per legiferare in materia di diritto all'acqua e di gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico integrato". 

È il frutto del lavoro diffuso sui territori durato tre mesi, nell'ambito della campagna sui referendum sociali, per una petizione che in primis chiede il ritiro dei decreti Madia su servizi pubblici e società partecipate, allo studio del Parlamento e del Governo, che nella loro attuale formulazione ripropongono quelle stesse privatizzazioni bocciate dai referendum del 2011.

Nella petizione sono contenute anche altre due proposte: l'approvazione della legge per la gestione pubblica del servizio idrico nella sua formulazione originaria, perfettamente compatibile con la disciplina europea, e l'inserimento del diritto all'acqua nella Costituzione. 

Un diritto che in Italia viene quotidianamente violato attraverso i distacchi idrici messi in atto dai gestori. Una proposta che, nell'attuale dibattito sulle modifiche costituzionali, rappresenta senz'altro una spinta in avanti sul terreno della tutela dei diritti.

Roma, 21 Luglio 2016.

mercoledì 20 luglio 2016

Precisazioni per la vicenda lavoratori Frosinone Multiservizi

Comitato di Lotta per il lavoro



Al Prefetto
P.c. Ai Consiglieri Comunali Comune di Frosinone

P.c. Ai Parlamentari eletti nella provincia

P.c. Ai Consiglieri Regionali eletti nella provincia
P.c. Al Presidente Amministrazione Provinciale Antonio Pompeo
P.c. Al Sindaco Giuseppe Morini di Alatri
P.c. Alle forze sociali
P.c. Alla stampa



 Oggetto: Precisazioni per la vicenda lavoratori Frosinone Multiservizi


Il Tribunale del lavoro di Frosinone per la terza volta, il 18 luglio c.a., si è pronunciato in favore dei lavoratori della Frosinone Multiservizi esclusi dal passaggio alle cooperative sociali Sol.CO. nel lontano ma sempre presente 2013. Lo stesso tribunale in data 11 giugno 2015 e 1° giugno 2016 aveva sempre riconosciuto ad altri 35 lavoratori l’avvenuta costituzione tra ciascuno dei ricorrenti del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato dal 26/4/13 ordina alla cooperativa di ricevere le prestazioni di lavoro dei ricorrenti”.
In data 22 giugno u.s. lo stesso Sindaco di Frosinone, ascoltato dal giudice per provare a conciliare le parti a fronte dell’impossibilità dichiarata dalla cooperativa Sol.Co. di ottemperare alla sentenza emessa dallo stesso tribunale di Frosinone nel 2015, sentenza n. 501/2015 che realizza gli effetti del contratto di lavoro non concluso tra gli ex lavoratori Multiservizi e la Sol.Co., ha espressamente detto che non ha intenzione di intervenire né tantomeno rivedere le proprie posizioni difronte anche al fatto che altri lavoratori non del bacino della Frosinone Multiservizi hanno sostituito i [legittimi] titolari.
Si richiama lo statuto comunale dove all’art. 4 Diritti della persona c.1 ”Il Comune impronta la sua attività ai valori della partecipazione e della solidarietà e garantisce a ciascun individuo il diritto alla pari dignità nella società e nel lavoro, contrastando qualsiasi forma di discriminazione”, invece di favorire, con l’inoperosità, lo stato attuale delle cose, senza impegnarsi a ricomporre socialmente ed economicamente quello che oramai è chiaro è stato un vero e proprio abuso contro i lavoratori che furono esclusi, per cui la clamorosa protesta che continua da 806 giorni sotto una tenda e continue (l’ultima il 31 maggio u.s.) istanze per la riconvocazione della Commissione Consiliare per affrontare tutti questi problemi.
A Frosinone alla coop Sol.Co. è appaltato i servizio del Museo e Biblioteca (per ca €1 milione) e, tramite alcune consorziate, anche un altro servizio, supporto alla gestione funzionale degli impianti sportivi ed agli eventi culturali e di spettacolo (€515 mila), e due affidamenti, cimitero (per ca €1 milione) e segnaletica (€381 mila), per un totale di ca €2,9 milioni da aprile 2013 fino ad aprile 2016.
La coop Sol.Co. è stata colpita a dicembre da una “informazione antimafia interdittiva” emessa dalla Prefettura di Roma per le note vicende di “MafiaCapitale”. Ieri si è appreso che a seguito delle indagini per le irregolarità legate all'appalto per l'acquisizione del servizio Cup della Regione Lazio, è stato condannato il dirigente della cooperativa Sol.Co. Mario Monge ad un anno e 4 mesi di reclusione con l’accusa di turbativa d’asta.
Questi accadimenti noti a tutti da anni (si ricordi la vicenda dei cassonetti gialli che raccolgono vestiario), si ritiene, debbano essere tenuti in debita considerazione dalle istituzioni locali, a cominciare dal Comune di Frosinone che appositamente adotta il Regolamento anticorruzione considerando che il “termine corruzione va inteso in una accezione ampia che comprende l’intera gamma dei delitti contro la pubblica amministrazione. Se si focalizza l’attenzione per esempio sull’affidamento di servizi, azione di livello di rischio alto, considerando che l’elevato livello di rischio proviene proprio da quegli elementi come la discrezionalità nell’affidamento, il valore economico dei servizi, la frazionabilità degli affidamenti e degli importi, allora la vicenda dell’affidamento dei servizi alle coop, anche alla luce di quello che è accaduto dopo, andava e va considerato con maggiore attenzione con l’introduzione di interventi correttivi.
La coop sociale Nexus è altro operatore che negò ai lavoratori della Frosinone Multiservizi quel diritto di passaggio al “loro” posto di lavoro così come recitava l’Avviso Pubblico del 9/3/13 allegato alla delibera gc n. 96/2013. Nemmeno in questo caso l’ente intervenne fino a quando il giudice del lavoro ha riconosciuto in data 1/6/16, con sentenza n. 631/2016, la “costituzione tra ciascuno dei ricorrenti del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato dal 26/4/13” e ha ordinato “alla cooperativa di ricevere le prestazioni di lavoro dei ricorrenti”.
Nel ripercorrere la storia di questo affidamento si scopre che il servizio del verde passò nell’aprile 2013 dalla società pubblica Frosinone Multiservizi alla coop sociale Nexus “temporaneamente”… fino a dicembre 2016 (ca €.700 mila). Oggi lo stesso è affidato ancora a Nexus, per un ammontare di €139 mila dopo una procedura negoziata dove vi hanno preso parte due cooperative (det. 509/2016), sorvolando l’art.57, c. 6 del D.Lgs n. 163/2006.
Nella penultima procedura negoziata è stato affidato, unico spazio temporale non occupato da Nexus in tre anni, “il servizio di che trattasi per il periodo dal 16/09/2015 al 15/01/2016”, quattro mesi ad una cooperativa sociale tra cinque partecipanti. Due di queste coop, di cui una poi affidataria del servizio, erano impigliate, da mesi prima, nelle indagini di “Mafiacapitale”. Quali strumenti previsti dal Regolamento Anticorruzione sono stati utilizzati dal Comune di Frosinone nella scelta del contraente?    
Precedentemente, nonostante il “valore economico”, si optò di affidare direttamente per un lungo anno (settembre 2013- 14) il servizio verde alla stessa società Nexus, con la sola motivazione che  “la Società Cooperativa Sociale Nexus a.r.l. attuale gestore di tale servizio si è resa disponibile al proseguimento delle attività agli stessi patti e condizioni per un ulteriore anno, conseguendo la continuità e la stabilità del personale attualmente impegnato sui servizi ed effettuando una miglioria d’asta di circa il 3 % sul prezzo del servizio”(DET 2327 del 24-09-2013).
Quale significato si è dato alla “procedura negoziata” nei sette affidamenti tra il settembre 2014 e il settembre 2015, ai sensi degli artt. 57 comma 6 che chiarisce: “Ove possibile, la stazione appaltante individua gli operatori economici da consultare sulla base di informazioni riguardanti le caratteristiche di qualificazione economico finanziaria e tecnico organizzativa desunte dal mercato, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza, rotazione, e seleziona almeno tre operatori economici”.
L’art. 57 stabilisce principalmente che la “procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara”, si concede nei contratti pubblici relativi a lavori, forniture, servizi (comma 2), in presenza: a) qualora, in esito all'esperimento di una procedura aperta o ristretta, non sia stata presentata nessuna offerta, o nessuna offerta appropriata, o nessuna candidatura; b) qualora, per ragioni di natura tecnica o artistica ovvero attinenti alla tutela di diritti esclusivi, il contratto possa essere affidato unicamente ad un operatore economico determinato; c) nella misura strettamente necessaria, nei casi urgenti di bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati ai sensi della Parte quarta, Titolo V, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, o quando l'estrema urgenza, risultante da eventi imprevedibili per le stazioni appaltanti, non è compatibile con i termini imposti dalle procedure aperte, ristrette, o negoziate previa pubblicazione di un bando di gara.
In quali di queste tre procedure si inscrive un normale contratto di servizio di verde pubblico che è in essere almeno dal 2006? Nel migliore dei casi le determine dirigenziali si limitano a riportare nelle motivazioni delle proroghe che la coop “si è resa disponibile al proseguimento delle attività agli stessi patti e condizioni”.
 Si ribadisce un appello: ad una valutazione più idonea delle conseguenze drammatiche che l’esternalizzazione dei servizi ha causato alla città e a centinaia di lavoratori che hanno dovuto subire per l’esclusione dal loro legittimo posto di lavoro; alla sollecitazione degli enti competenti alla riconvocazione delle assisi necessarie a ricomporre la vicenda.
 Si rimane a disposizione per un incontro volto all’approfondimento dei temi trattati.
 Distinti saluti.
 Frosinone 20 luglio 2016                                    Paolo Iafrate



Difesa della Costituzione. Una lotta impari. Ma Davide riuscì a battere Golia

Comitato locale CDC Frosinone

Il 16 luglio 2016 a Roma si è tenuta l'Assemblea Nazionale dei Comitati Locali, provenienti da tutta Italia per confermare la propria determinazione a sostenere le ragioni del NO:
Anche gli attivisti di Frosinone hanno portato il suo contributo.
Intervento di Carla Corsetti per il Comitato Locale di Frosinone.


Intervento ai lavori dei Comitati per il No, del 16 luglio 2016, del Presidente del Comitato per il No, prof. Alessandro Pace.

Alessandro Pace

Una premessa è d’obbligo. La legge costituzionale Renzi-Boschi (di seguito, legge Boschi) è stata approvata dalle Camere nonostante la Corte costituzionale, con la sentenza n. 1 del 2014, avesse dichiarato l’incostituzionalità della legge elettorale (c.d. Porcellum) sulla cui base era stata eletta la XVII legislatura. Il che solleva dei gravissimi dubbi sulla legittimità costituzionale di tale legge, avendo il Governo e il Parlamento consapevolmente violato un giudicato costituzionale.
 La Corte costituzionale aveva infatti bensì ammesso che le Camere avrebbero potuto continuare ad operare, non però indefinitamente, ma solo per alcuni mesi e al fine di sostituire il Porcellum con altra legge elettorale rispettosa della Costituzione.
Il risultato di questo azzardo, portato avanti dall’ex Presidente Napolitano e dal Presidente del Consiglio Renzi, è una riforma costituzionale consentanea all’indirizzo politico del governo, irrispettosa delle opposizioni parlamentari, preoccupata da un lato di eliminare possibili contropoteri nei confronti del governo e, dall’altro, di ridimensionare le Regioni nei confronti dello Stato.   
Passo alle critiche di dettaglio. La legge Boschi è una legge di riforma dal contenuto disomogeneo che conseguentemente coercisce la libertà di voto degli elettori che hanno a disposizione un solo voto mentre i quesiti, nella specie, sarebbero  almeno tre. Privilegia, grazie alla nuova legge elettorale (c.d. Italicum) - sotto questo profilo, identica al Porcellum -, la governabilità sulla rappresentatività prevedendo di fatto un “premierato assoluto”. Contraddice la sovranità popolare - di cui «la volontà dei cittadini, espressa attraverso il voto, costituisce il principale strumento» (Corte cost., sent. n. 1 del 2014) - attribuendo ai consigli regionali, e non ai cittadini, il diritto di eleggere il Senato. Ribadisce la spettanza al Senato della funzione legislativa e di quella di revisione costituzionale ancorché esso sia privo di legittimazione democratica. Prevede che i senatori esercitino anche le funzioni di consigliere regionale e di sindaco, senza considerare che la duplicità delle funzioni impedirebbe il puntuale adempimento delle importanti e onerose funzioni sia legislative sia di controllo connesse alla carica senatoriale. Amplia il potere d’iniziativa legislativa del Governo mediante disegni di legge attuativi del programma di governo da approvare entro 70 giorni dalla deliberazione d’urgenza dell’assemblea, restringendo ulteriormente gli spazi per l’iniziativa legislativa parlamentare. Sottodimensiona irrazionalmente la composizione del Senato (100 senatori) rispetto alla composizione della Camera dei deputati (630 deputati) rendendo irrilevante il voto dei senatori nelle riunioni del Parlamento in seduta comune. Prevede almeno otto tipi diversi di approvazione delle leggi ordinarie, in luogo degli attuali due, con pregiudizio per la funzionalità della Camera dei deputati e il rischio di vizi di costituzionalità. Elimina il Senato come contro-potere politico esterno della Camera dei deputati, senza compensarne l’eliminazione con la previsione di contropoteri interni, quale il diritto delle minoranze qualificate di istituire inchieste parlamentari; anzi rinvia ai regolamenti parlamentari - per la cui approvazione è necessaria la maggioranza assoluta (sic!) - lo “Statuto delle opposizioni” e la previsione dei “Diritti delle minoranze”. Qualifica il Senato “rappresentante delle istituzioni territoriali”, ancorché le sue funzioni restino quelle tipiche di un organo dello Stato. Elimina, nei rapporti dello Stato con le Regioni, la potestà legislativa concorrente senza prevedere una potestà d’attuazione nelle materie nelle quali lo Stato si limiterebbe a dettare «disposizioni generali e comuni». Attribuisce allo Stato la competenza legislativa esclusiva in materie quali le politiche sociali, la tutela della salute, il governo del territorio, l’ambiente e il turismo che costituiscono il cuore dell’autonomia legislativa regionale. Dimentica di attribuire a chicchessia (Stato o Regioni) la competenza legislativa esclusiva in materia di circolazione stradale, di lavori pubblici, di industria, agricoltura, artigianato, attività mineraria, cave, caccia e pesca, con la conseguenza di non attenuare e tanto meno risolvere il problema del  contenzioso costituzionale Stato-Regioni. Introduce una clausola di supremazia statale, grazie alla quale una legge dello Stato, senza alcun limite di materia, potrebbe intervenire in materie di competenza delle Regioni «quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica ovvero la tutela dell’interesse nazionale». In definitiva lo Stato “regionale” viene degradato ad un livello «prevalentemente amministrativo».
 Sia dall’ex Presidente Napolitano sia dalla Ministra Boschi si è però pubblicamente ammesso che questa  riforma richiederebbe degli “aggiustamenti” necessari. Senza evidentemente rendersi conto che le loro affermazioni pongono in dubbio la stessa superiorità formale e sostanziale delle modifiche costituzionali da loro caldeggiate. Una costituzione è infatti rigida perché è intrinsecamente superiore a tutti gli atti normativi che compongono l’ordinamento, non già per il fatto che sarebbe modificabile secondo il procedimento speciale previsto dall’art. 138 (il che è una conseguenza di quella superiorità). Del resto, quand’anche si fosse trattato di una costituzione ottocentesca, modificabile dallo stesso legislatore, mai e poi mai si sarebbe pensato, dagli studiosi dell’epoca, di sottoporla ad aggiustamenti il giorno dopo della sua approvazione, perché ciò ne avrebbe destituito l’intrinseca superiorità.
 Il vero è che l’ex Presidente della Repubblica e la Ministra delle Riforme così dicendo confermano, volenti o nolenti, il diffuso giudizio che si tratta di una riforma “sgangherata”, che non merita di essere confermata dal popolo italiano nel referendum del prossimo ottobre.


lunedì 18 luglio 2016

Schonberg e il parmigiano di Orietta Berti

Luciano Granieri


Inizio  subito con una doverosa precisazione. La conduttrice del festival nazionale dei conservatori di musica Città di Frosinone, Mary Segneri, può stare tranquilla. Se qualche ensemble, partecipante alla rassegna, presenterà formale protesta perché un gruppo ha potuto esibirsi cinque minuti in più rispetto ai 25 stabiliti dalle regole  la colpa è del sottoscritto, Luciano Granieri. Stia  serena la signora Segneri, (che una volta credevo avesse il cognome,   Del  Grande Fratello)  qualsiasi contestazione arrivi sono pronto a testimoniare su come si sono svolti i fatti. 

Già ma come   sono andati  i fatti?  Domenica 17 luglio ho deciso  di concedermi  un po’ di buona musica. Quale migliore occasione del Festival dei Conservatori?  Mi sono recato presso P.zza Vittorio Veneto, suggestiva location della manifestazione, organizzata dal musicologo, nonché sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani. Sono arrivato in piazza alle 9,50. Era appena  iniziata l’esibizione del gruppo ATA, del conservatorio di Brescia, un quartetto jazz molto particolare composto da Silvia Iris Andrè  -voce, Gabriele Guerreschi- basso, Andrea Ragnoli –tastiere, Michele Zuccarelli Gennasi -batteria. La proposta dei quattro ragazzi era molto suggestiva con dei brani dalla struttura armonica molto complessa dove la voce di Silvia, spaziava in modo originale.   Peccato che alle note del gruppo spesso si sovrapponeva  il  rumore di ferraglia dell’ascensore inclinato. Ma come il chiasso dello street food proveniente dal lontano Casaleno disturbava e lo sferragliare dell’ascensore no?  

A seguire era previsto il set del Lorenzo Fronti Ensemble. La serata è  terminate alla mezzanotte e dieci circa. Gli ATA si sono esibiti per 25 minuti, il Lorenzo Fronti Ensemble un po’ di più ,35 minuti circa. I due gruppi in gara per il Festival hanno occupato la scena per un oretta scarsa. E l’altra ora e venti ?  Abbiamo assistito alla beatificazione del maestro Franco Micalizzi, salito sul palco prima dell’esibizione del  gruppo di Lorenzo Forti. 

Franco Micalizzi è  autore di colonne sonore per film "memorabili" quali : “Lo chiamavano trinità” con Bud Spencer e Terence Hill, il mieloso “ Lultima neve di Primavera” (la cui colonna sonora suonata dai juke box  balneari ha ammorbato l’estate del ’74   ad un’ intera generazione),  il filone dei polizieschi all’italiana, Napoli violenta, Roma a mano armata, e tutte le  città a mano armata che il cinema  abbia potuto inventarsi, tranne Milano Calibro 9 la cui colonna sonora degli Osanna è uno straordinario manifesto del Progressive italiano.

 Il  Nostro ha imperversato anche in TV partecipando alla terza serie di Domenica In con Corrado,  musicando le cento eccitanti puntate della serie Passioni , ma soprattutto coinvolgendo Orietta Berti come singer della sigla del cartone animato Lupin III.  

Grazie alle "argute" sollecitazioni della signora Mary Segneri, che credevo, una volta, si chiamasse Mary Del Grande Fratello, siamo venuti a sapere, come il nostro autore abbia avuto rapporti contrastati, ma sinceri e amichevoli,  con Corrado, per altro reduce del tragico incidente in cui morì la giovane soubrette Dora Moroni, abbiamo avuto contezza  della grandezza della forma di parmigiano che Orietta Berti  gli regalò in occasione della registrazione della sigla di Lupin III e tante altre notizie, forse interessanti, ma poco inerenti alla musica. 

Dopo più di un’ora di questa illuminante  rivisitazione gossip dell’arte del Maestro , quando sembrava finalmente giunto il turno del  Lorenzo  Fronti Ensemble, la Signora Segneri annunciava lo spottone per l’Amministrazione di Frosinone. Sono saliti sul palco, l’assessore alle finanze Riccardo Mastrangeli, l’assessore alla cultura Gianpiero Fabrizi, e al centro storico Rossella Testa. La scusa era la consegna di una targa ricordo al Maestro Micalizzi. Si stavano facendo tardi  e la gente cominciava ad abbandonare la piazza, stanca delle chiacchiere. Finalmente finito il mieloso scambio di complimenti fra assessori e presentatori, salivano sul palco i musicisti del Lorenzo Fronti Ensemble.

Un  settetto rappresentante del conservatorio di Alessandria Antonio Vivaldi  e del Conservatorio di Milano Giuseppe Verdi. Il programma, preparato dai  sette musicisti era composto da  sei brani: Suspension, Saturnalia, Glaspernespiel, Hexameron, Sinesthesia I, Sineshesia II. In un breve video proiettato prima dell’esibizione ,  il maestro Lorenzo Fronti, diplomato al conservatorio di Alessandria in composizione jazz,  spiegava la struttura dei pezzi . 

Abbiamo sentito discettare  di Schonberg di musica dodecafonica, di sinestesia, altro che il cacio di Orietta Berti! Quando il gruppo ha iniziato  la sua straordinaria esibizione eravamo rimasti  in quattro gatti. Dopo il brano Suspension , Fronti annunciava che non c’era il tempo per proporre  tutti i brani, quindi ne sarebbero stati eseguiti solo altri  due. 

Qui è scattata la rabbia. Siamo stati più di un’ora ad ascoltare gli aneddoti della vita del Micalizzi, e a questi ragazzi straordinari non era consentito terminare il loro set? Cercavo con gli occhi gli assessori  per protestare. Erano  andati già via il che da l’idea di come siano in grado di apprezzare la musica. Non potendo prendermela con i membri della Giunta mi sono rivolto alla signora Segneri. Alla fine dell’esibizione dei ragazzi di Alessandria, nel deserto più assoluto, mi è scappato un urlo: “Bis fate un altro brano”, poi rivolto alla presentatrice contrariata per il fuori programma  ho aggiunto: “Meno chiacchiere e più musica”. I  ragazzi hanno  eseguito Glaspernespiel, contenti dell’inaspettata possibilità di esibirsi ancora. Sono stati comunque costretti a chiudere in anticipo perché qualche imbecille ha pensato bene di sparare fuochi d’artificio che hanno coperto la musica. 

Alla fine il confronto con la Signora Segneri e con il suo compagno è stato inevitabile. Mi sono preso del maleducato perché ho gridato, in modo inconsulto “Meno chiacchiere e più musica” Ho spiegato che al di là del gradimento o meno del maestro Micalizzi, sarebbe stato opportuno fare l’intervista prima dell’esibizione dei ragazzi, magari consentendo proprio agli allievi dei conservatori di porre domande in modo da suscitare risposte più interessanti e inerenti l’argomento musicale.

 La Mary Segneri, mi ha spiegato che era una questione di format per cui l’ospite andava presentato fra le  esibizioni dei concorrenti. E poi che ne capivo io di format?
La Signora mi ha reso edotto del regolamento, per cui ad ogni gruppo sono concessi 25 minuti. Dal momento che,  a causa del mio maleducato intervento i ragazzi guidati da Lorenzo Fronti hanno potuto allungare la loro performance di qualche minuto, mettevo a rischio la signora Segneri di subire  denuncia da parte di altri gruppi per non aver  potuto godere del  medesimo prolungamento. 

Non solo,  essendo la prima volta che assistevo al festival dei Conservatori, secondo la Segneri ed il suo compagno, avendo disertato le altre edizioni, non mi sarei neanche dovuto permettere di criticare l’evento. Infatti per criticare Sanremo bisogna assistere almeno a cinque o sei edizioni altrimenti si è prevenuti. 

Ometto di riportare gli altri termini della discussione, francamente inutile. Ma qualche riflessione sorge spontanea. Non si può racchiudere la creatività di preparatissimi musicisti dentro un format. Non siamo mica a  X Factor e a The Voice! Sono le regole della gara? E allora lasciamola stare la gara, trasformiamo il festival in una mostra dei conservatori dove i ragazzi possano liberamente esprimere la loro creatività evitando di fare da spalla all’ospite famoso di turno. La musica non si può rinchiudere in un format. La musica è libera e nessuno neanche l’illustre musicologo, nonché sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani la può ingabbiare come fa con i suoi assessori e consiglieri di maggioranza e minoranza.

Comunque per rendere giustizia ai ragazzi che hanno suonato domenica riproponiamo alcuni loro brani non sfregiati dallo sferragliare dell'ascensore inclinato e da fuochi d'artificio inopportuni.

domenica 17 luglio 2016

Condanniamo l'attentato di Nizza

dichiarazione del Segretariato Internazionale
della LIT-Quarta Internazionale
 
 

Un nuovo atto terrorista, il terzo in meno di due anni, scuote la Francia. Nel mezzo delle celebrazioni per la festa nazionale francese, almeno 84 persone sono morte investite da un camion che si è lanciato contro la folla a grande velocità sulla Promenade des Anglais a Nizza. Decine sono i feriti.
Il governo francese assicura che si tratta di un “attacco terroristico”. Anche se nessun gruppo ancora rivendicato l'attacco (nella mattinata di oggi 16 luglio è poi arrivata una tardiva rivendicazione dell'Isis, ndTrad), è probabile che si tratti di un altro attentato perpetrato da parte dello Stato Islamico o come minimo da suoi simpatizzanti, nel quadro di un aumento degli attacchi in concomitanza con la dinamica di arretramento territoriale del “Califfato” che questo gruppo ha “fondato” in Medio Oriente.
 
La Lega Internazionale dei Lavoratori – Quarta Internazionale condanna fortemente questo attacco ed esprime la propria solidarietà con tutti i feriti e i familiari delle vittime.
Azioni di questo tipo non meritano altro che il ripudio categorico del movimento operaio, sociale e di tutti i partiti che si definiscono di sinistra. Per quanto si tenti di giustificarli politicamente, il fatto è che questi attacchi non sono diretti contro i governi europei, veri responsabili delle politiche di austerità, degli attacchi alla classe lavoratrice, dei saccheggi e delle guerre coloniali in Medio Oriente, ma contro i lavoratori –molte delle vittime erano bambini e immigrati– che non hanno alcuna responsabilità per le politiche genocide dell'imperialismo europeo e nordamericano. Al contrario, questi lavoratori ne sono vittime a loro volta.
Questo attentato è tanto più reazionario per il momento politico in cui accade. Da mesi la classe operaia organizzata, in alleanza con altri settori sociali, sta affrontando l'offensiva del “socialista” Hollande, che pretende di imporre un nuovo codice del lavoro che elimina le conquiste storiche della classe lavoratrice e della gioventù precarizzata. La sconfitta di questo piano di attacchi è all'ordine del giorno. La disposizione di lotta della classe è enorme. Il principale ostacolo continua ad essere la posizione conciliatrice e vacillante della burocrazia sindacale, specialmente della Cgt. In questo contesto, questo attentato senza dubbio sarà usato per cercare di sconfiggere questa eroica lotta, allo stesso tempo in cui favorisce un possibile rafforzamento, ancorché relativo, di Hollande oltre a settori dell'estrema destra, come il Fronte Nazionale.
In questo senso, a livello interno questo attacco è già servito come scusa per il governo imperialista di Hollande per prorogare per altri tre mesi lo “stato di eccezione”, che è in vigore dagli attentati di novembre a Parigi. Ciò significa maggiore limitazione dei diritti democratici elementari per la classe lavoratrice in Francia, le cui città sono sotto “vigilanza assoluta”, secondo lo stesso presidente d'oltralpe, da parte di oltre 10.000 militari.
Allo stesso tempo, sul piano esterno, ridà ossigeno all'offensiva francese –alleata di Stati Uniti, Regno Unito e Russia– in Iraq e Siria, che si basa sul mantenere Assad al potere per poter soffocare la rivoluzione siriana e regionale, in nome della “lotta globale” contro il reazionario Stato Islamico.
La LIT-Quarta Internazionale sottolinea che sono i governi e l'imperialismo i colpevoli per le catastrofi che vediamo in Medio Oriente e alle frontiere europee. Sono i gabinetti ministeriali dell'Unione Europea i responsabili della miseria crescente e della disoccupazione tra gli europei. Questo attentato, come i precedenti, sarà utilizzato per scatenare una nuova offensiva repressiva contro i lavoratori che stanno lottando per i loro diritti storici, gli immigrati, i musulmani e i rifugiati.
Solo la mobilitazione indipendente delle masse popolari oppresse, insieme con la classe operaia e le masse popolari dei paesi europei, sarà capace di sconfiggere l'Isis e l'imperialismo che promuove guerre sanguinarie per difendere i suoi meschini interessi.

No alla vendita di frutta esposta all'aperto

Alessandro Barbieri
Consulta dell'Ambiente di Piedimonte San Germano





In tema di tutela della salute pubblica, la Consulta dell'Ambiente di Piedimonte San Germano ritorna a trattare la problematica del rispetto delle norme igienico-sanitarie, e precisamente dell'esposizione all'esterno di frutta e verdura, ribadendo che dal 2014, con la Sentenza n.° 6108 della Corte di Cassazione - Terza sez. Penale in materia di contravvenzioni (art. 5, lett. b) della legge 283/1962) si evince che "la messa in commercio di frutta all'aperto esposta agli agenti inquinanti costituisce una violazione dell'obbligo di assicurare l'idonea conservazione delle sostanze alimentari". «Così la nostra associazione - dichiara il presidente Barbieri - ha inoltrato a oltre 20 sindaci del territorio la richiesta di attuazione della suddetta sentenza con lo scopo di tutela la salute dei consumatori, essendo il prodotto agroalimentare, posizionato all'esterno dell'attività commerciale per diverse ore al giorno (in alcuni casi anche 24 ore al giorno), molto più esposto agli inquinanti atmosferici rispetto a quello interno. Pertanto - conclude - ci auspichiamo dalle "massime autorità sanitarie" quali sono i sindaci l'applicazione della sentenza affinché si regolamenti la vendita di questi prodotti in rispetto delle norme in materia, tutelando così la salute dei consumatori.»