Un Video di George Carlin
Le rovine
"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Buenaventura Durruti
martedì 19 ottobre 2010
Un neo- realista particolare
di Fausta Dumano
Una giornata con Giuseppe Cristaldi l’occasione nasce per la presentazione del suo libro “Belli di papillion verso il sacrificio” ad Ithaca, la libreria di Via Garibaldi 64. Giuseppe, scrittore salentino , arriva all’alba a Frosinone, perché “per presentare un libro bisogna interagire con la città, entrare nel microcosmo” Sin dalle prime ore insieme realizzi che la sua presentazione è contaminata, dal modo in cui interagisce con il luogo e le persone. Giuseppe Cristaldi nonostante la sua giovane età si è già affermato nel panorama della letteratura contemporanea. “Storia di un metronomo capovolto”, la sua prima opera con presetnazione di Battiato è introvabile. Belli di papillion verso il sacrificio, prefazione di Teresa De Sio . Giuseppe Cristaldi è uno scrittore impegnato nella denuncia sociale è stato definito “il Saviano del Salento” . Senti l’eco di Pasolini. La location di questo romanzo è la Taranto della mente, la voce narrante della storia costruisce un monumento al padre morto. Un libro costruito in quindici più ultimo martirio. Don Papà è un cozzaro, un contrabbandiere, un teatrante dalle mille risorse, uno della razza dei “ddritti” nato e cresciuto in un quartiere Tamburi. Spinto dalla disperazione dello sfratto l’uomo con l’aiuto del figlio farà a pezzi la casa, prima di compiere il suo gesto ultimo, lasciando al figlio il compito della scrittura della vita. Una mamma che è la coprotagonista che accompagna sempre, una mamma che bisogna anche cercare nel detto, tra le parole bianche della scrittura. Un figlio che parte per l’Iraq non per amor di patria, ma con la speranza di tornare “come vitalizio” alla madre che così può racquistare la casa. Un romanzo che nella storia individuale diventa un romanzo corale, su come eravamo e come saremmo adesso sotto un cielo di nubi tossiche. Una scrittura nervosa, espressionista con un dettato pluri-linguistico con il salentino e il tarantino . E la chiesa, casa di Dio diviene nella coralità del gesto, una casa del popolo, mentre siamo circondati dall’acqua, quella di un mare, che continua ad ordirci tranelli e la spuma è come una corda di violino al vento . Spuma e speme....La Puglia da qualche anno sta “sfornando” diversi scrittori, anche se Cristaldi non ama essere definito pugliese , ma del Salento, mi ha anche informata del referendum per la regione del Salento, una regione nuova libera dalla Puglia. Io ho un grosso limite sono un’insegnante come dice Cristaldi e parlo di scrittori pugliesi. Si parla spesso di narrativa pugliese, prima erano pochissimi, è un fatto innegabile, le condizioni del sud sono schiaccianti, la camorra in Campania ha portato una sorta di folklore sulla devianza, in Sicilia Sascia e Camilleri hanno attinto alla mafia, in Puglia si è verificato secondo me un corto circuito, l’Italsider , lo spettro del nucleare da un lato, dall’altro i trulli, le masserie hanno spinto la produzione letteraria. Il movimento della pizzica e della taranta nello stesso tempo il degrado della terra. L’allontanarsi dalla Puglia genera poi un flusso di narrativa, Cristaldi è forse uno dei pochi che vive ancora in Puglia dove fa l’operaio. Nicola Lagioia, Mario Desiati, Alessandro Leogrande, Carlo De Amicis sono tutte voci pugliesi, ognuno con il suo stile come il Cristaldi, raccontano la Puglia nella loro profondità contemporanea ma anche scardinando il passato, senza però cadere nella trappola di una letteratura stereotipata della Napoli del sole e del mandolino. Giuseppe Cristaldi tornerà a Frosinone per parlare del suo primo libro quello introvabile , ma parteciperà anche alla performance di 03100. “I Racconti sopra e sotto/sottosopra dell’ascensore inclinato, con un racconto particolare: il mostro del nucleare che dal Garigliano approda al fiume Cosa. Dicevo che Cristaldi è uno che interagisce con il luogo dove presenta i suoi libri, ha girato per la città, nel quartiere degli invisibili, i migranti del centro storico, ne ha sentito gli odori e visto i colori nei panni stesi, ha individuato le tracce delle invasioni di Nostra Signora Art. Cristaldi è uno attento alla realtà che lo circonda .....un neo-realista particolare.
La malafede dei comunisti
di Luciano Granieri
E’ proprio vero, l’invidia e l’acredine contro il partito dell’AMMOORE e del suo profeta rode dentro i comunisti, ne acceca l’intelletto e ne offusca le menti. Su tutti i giornali bolscevichi tipo Repubblica o il Fatto Quotidiano si grida al regime allo squadrismo mediatico . Si accusa il direttore generale della Rai Mauro Masi di essere servo di padron Berlusconi perché ha osteggiato con ogni mezzo la messa in onda di Annozero, non sottoscrivendo i contratti con Travaglio e Vauro, i quali comunque prestano la loro opera a titolo gratuito, ha punito Santoro accusato di lesa maestà decretandone la sua temporanea espulsione dal video per le prossime due puntate di Annozero che probabilmente andranno ugualmente in onda. Sta creando notevoli difficoltà alla trasmissione “Vieni via con me” che sarà condotta da Fabio Fazio e Roberto Saviano, contestando l’elevato compenso di Roberto Benigni, invitato alla prima puntata, paventando addirittura il blocco della trasmissione stessa perché tropo costosa. Anche in questo caso, pur di non oscurare il programma Benigni si è offerto di partecipare gratuitamente. Certo i pericolosi comunisti di Repubblica, il Fatto Quotidiano, l’Unità sono proprio coglioni. Non si rendono conto che quella di Masi è una geniale strategia di marketing tesa a far guadagnare molti più soldi alla Rai? Grazie alla sua trovata Annozero giovedì scorso si è confermato, con una performance di ascolto mai ottenuta in passato , trasmissione regina della fascia di prima serata, quella che gli sponsor pagano di più. Inoltre, a fronte delle maggiori entrate pubblicitarie si sono risparmiati i soldi dei compensi di Travaglio e Vauro. La stessa strategia è in atto per il programma “Vieni via con me” programmato di lunedì in concomitanza con il Grande Fratello. La campagna denigratoria contro la trasmissione di Fazio e Saviano ne accrescerà sicuramente la popolarità e le potenzialità pubblicitarie a scapito di Canale 5 . Inoltre la stessa strategia consentirà alla Rai di risparmiare il soldi del compenso di Benigni che parteciperà, anche lui a titolo gratuito, per difendere la libertà di espressione. Insomma cari coglioni che non avete votato Berlusconi possibile che non vi rendete conto della sottile strategia di Masi orientata ad aumentare le entrate pubblicitarie e a limitare i costi inducendo gli ospiti a non pretendere compensi? Come.? Voi dite che Masi è talmente leccaculo e incapace da non rendersi conto che la sua rappresaglia anziché danneggiare le trasmissioni indigeste al suo padrone Berlusconi le promuove e ne aumenta a dismisura la popolarità ? Secondo voi è più coglione Masi o i comunisti? Secondo la vostra opinione è possibile che questo signore sia talmente inetto da non rendersi conto che i suoi attacchi a certe trasmissione invise al capo non fanno altro che moltiplicarne gli ascolti? Si, è possibile diciamo noi . Dunque ONORE e GLORIA al servo sciocco Masi che grazie alle sue sciagurate posizioni non fa altro che promuovere alla grande i programmi che vorrebbe eliminare secondo i desiderata del suo PADRONE.
lunedì 18 ottobre 2010
La Regione Lazio ha bloccato i pagamenti al Cotral
di Associazione Politico- Culturale 20 ottobre
“Da maggio scorso la Regione Lazio , guidata da centrodestra, ha bloccato i pagamenti dovuto al Cotral per 320 milioni di euro. Questo da ottobre mette a rischio gli stipendi dei lavoratori, la solvibilità delle imprese dell’indotto e soprattutto le corse anche in provincia di Frosinone”. A denunciarlo è l’Associazione Politico-Culturale “20 Ottobre” per voce del suo massimo esponente Oreste Della Posta.
“Quelli che la Presidente Polverini ha bloccato sono soldi che spettano al Cotral. Il loro versamento non è discrezionale da parte della Regione Lazio. Sono soldi che servono all’azienda per il pagamento degli stipendi dei dipendenti e per pagare le imprese collegate. Se ciò non avviene subito gli autobus si potrebbero fermare – dice Oreste Della Posta – con pendolari e studenti che non potranno più raggiungere né i posti di lavoro né le scuole. Si andrebbe nel caso più totale nella provincia di Frosinone. Per non parlare poi- continua- della stangata che si abbatterà su tutte le imprese dell’indotto che dovrebbero chiudere e quindi licenziare. Sarebbe drammatico e ciò si andrebbe ad aggiungere alla già gravissima situazione economica, lavorativa e sociale della provincia di Frosinone”.
“L’Associazione “20 Ottobre” – annuncia- sostiene convinta l’interrogazione presentata dai consiglieri Peduzzi e Nobile di Sinistra e Libertà. I due consiglieri – spiega Oreste Della Posta – chiedono all’assessore ai trasporti che in commissione risponda e chiarisca se la gestione diretta affidata al Cotral e la riunificazione Contral e Cotral Patrimonio saltano, se salta la programmazione e l’integrazione del sistema regionale dei trasporti”.
18/10/2010, Aquino
Dopo Piazza San Giovanni
di Paolo Ciofi
La Fiom, insieme alla Cgil e a tutti coloro che hanno partecipato, è stata all’altezza: la straordinaria manifestazione di Piazza S. Giovanni è stata grande e civile, entusiasta e partecipata, e ha reso un servizio a tutti i lavoratori e all’intero Paese. Una vera prova di civiltà democratica, come lo sono stati gli scioperi del marzo 1943 alla Fiat, che aprirono la strada al crollo del fascismo. I commenti non sono stati invece all’altezza. Non si è colta, o non si è voluta cogliere, la questione centrale che gli operai, i precari, i lavoratori intellettuali, i movimenti sociali e culturali hanno posto all’attenzione di tutti: quale deve essere il posto del lavoro nell’economia, nella società, nella politica italiana? La Costituzione lo dice, e perciò la vogliono rottamare. Mentre i fatti si sono incaricati di dimostrare che colpendo le lavoratrici e i lavoratori nel salario e nell’occupazione, nei diritti e nella dignità, l’Italia va a picco e la democrazia si trasforma in oligarchia. Perciò la risposta alla domanda è semplice, e sta nel rovesciamento delle politiche seguite in questi anni: non c’è ripresa, se non crescono i salari e il potere d’acquisto; e non c’è democrazia, se vengono amputati i diritti dei lavoratori. Insomma, c’è bisogno di un altro modello di società. Tuttavia dire questo non basta, perché senza rappresentanza politica le lavoratrici e i lavoratori non hanno peso, e dunque difficilmente possono tutelare se stessi, difendere la democrazia, salvaguardare l’unità del Paese. D’altra parte, non c’è sinistra senza rappresentanza politica del lavoro, come dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, l’ambiguità del Pd. Perciò non basta neanche constatare, come fa Lerner su la
Repubblica, che la politica è lontana dalle persone che lavorano. C’è bisogno di qualcosa in più: occorre concretamente operare perché le lavoratrici e i lavoratori, operai, tecnici scienziati, stabili e precari, giovani e anziani, nativi e extracomunitari, costruiscano una loro autonoma e libera coalizione politica che li rappresenti. E’ nell’interesse generale e di classe, e riguarda la prospettiva a venire di questo Paese.
La questione è politica? Certo, ma per chiunque si reputi democratico ritenere che la democrazia possa fare a meno della rappresentanza politica dei lavoratori è un palese controsenso.
Bonanni non la pensa così? Pazienza, le cose viste e ascoltate a Piazza S. Giovanni hanno acceso una speranza.
domenica 17 ottobre 2010
Per battere chi ci sfrutta
di Luciano Granieri
Come è d’obbligo per un autorevole organo di contro informazione (mi sa che ci stiamo montando la testa) , andiamo a riportare il nostro contributo in scritto e in video sulla eccezionale giornata vissuta sabato alla manifestazione della FIOM. Prima di affrontare i temi più strettamente legati alle rivendicazioni, forniamo qualche informazione su dove e come abbiamo partecipato all’evento. Secondo indole di Aut-Frosinone la nostra collocazione nell’ambito del corteo era fra i movimenti più a rischio di “infiltrazione pilotata”, OLTRE LA FIOM. Infatti abbiamo sfilato dietro le tute blu di Cassino, in mezzo ai centri sociali riuniti dietro lo striscione “UNITI CONTRO LA CRISI”, davanti al gruppo di Action, guidato da Nunzio D’Erme, Andrea Alzetta (in arte Tarzan) e Luca Casarini, con cui abbiamo scambiato due parole sulle potenzialità della costellazione dei collettivi presenti in piazza di ricostituire un movimento popolare forte simile a quello No global che tanta speranza aveva suscitato agli inizi del 2000 e che dopo la mattanza di Genova aveva subito una sorta di diaspora. Naturalmente non potevamo trascurare, vista la nostra passione, di assicurarci un posto da cui fosse facile raggiungere tamburi e cimbali “PER BATTERE I PADRONI E NON SOLO IN SENSO METAFORICO” abbiamo, fra l’altro, apprezzato il drumming, un po’ grezzo, per la verità, del nostro amico e compagno Guglielmo Maddè metalmeccanico della FIOM di Frosinone. Riassumendo Aut era vicino ai centri sociali, ai disobbedienti, e ai percussionisti. Dopo queste informazioni logistiche, veniamo alle questioni importanti. Per la prima volta abbiamo avuto la forte sensazione che una manifestazione potesse veramente costituire il punto di partenza per la determinazione concreta di un programma di democrazia partecipata. Il dato più importante che è emerso mette in luce come finalmente dietro la rivendicazione dei diritti negati da una classe politico-imprenditoriale, lanciata verso la reimposizione del dominio del mercato, con un cinismo incattivitosi dopo i nefasti effetti della crisi, ci sia la voglia di riappropriarsi della possibilità di decidere del proprio futuro. Tutti, ma proprio tutti, operai, insegnanti, studenti, ricercatori, rifiutavano la logica criminale per cui il predominio nel mercato globale comporta e giustifica l’emarginazione di intere pezzi di società. Finalmente ieri il nemico da combattere si è mostrato chiaramente in tutta la sua devastante potenza: Il capitalismo. Proprio la condivisione da parte di tutte le componenti presenti in piazza sul reale pericolo di questo mostro criminale, dà una grande speranza nella possibilità di un riscatto popolare. Certo gli avversari identificati erano comunque Berlusconi, la Gelmini, Tremonti ma questi per la prima volta sono stati qualificati per ciò che sono, ossia mano armata dei mandanti: Marchionne, Marcegaglia, Montezemolo, le organizzazioni finanziarie , e le multinazionali. Attenzione però, perché quando l’avversario vede scoperti i propri giochi, diventa molto più pericoloso. Ecco perché la manifestazione del 16 deve costituire il primo atto di una lotta aspra ed articolata nel tempo, al di là degli scioperi generali già decisi. Questa lotta deve essere condotta da ognuno anche nel proprio privato, spiegando agli altri che affidarsi a sindacati che dicono di stare dalla tua parte ma che in realtà sono agenzie di collocamento al ribasso e servi dei padroni, identificare come causa del proprio stato precario l’extracomunitario, o il compagno di lavoro meno tutelato, credere che sia possibile a tutti raggiungere quel tenore di vita dorato che una tivvù ammazza cervelli, manganello occulto del potere, millanta ogni giorno, (basta vincere la competizione con il tuo vicino anche imbrogliando), significa determinare la propria emarginazione. Per finire una notazione sulla guerra dei numeri. Bene ha fatto la FIOM ad ignorarla. Eravamo in tanti, molti di più di ciò che si prevedeva, questa è la valutazione degli organizzatori. E per la questura?...... Noi abbiamo accertato senza ombra di dubbio la presenza di otto persone perchè le conosciamo, ci riferiamo agli amici......pardon COMPAGNI ( se no Spaziani si incazza)
Marco Maddalena della Rete per la Tutela della Valle del Sacco, Bruno Roveda della sezione provinciale di Frosinone di Sinistra Ecologia e libertà, Guglielmo Maddè della FIOM di Frosinone,
Ilaria Capogrossi dei Giovani Comunisti di Frosinone, Roberto Spaziani della sezione provinciale di Sinistra Popolare Di Frosinone , Andrea De Marchis, della Sezione Luigi De Rosa dei CARC, Maria Lucia Giovannangelo, collaboratrice di Aut nonché mia moglie, Luciano Granieri, cioè io, redattore di Aut e membro della Rete Antifascista Antirazzista del Basso Lazio. Per le altre centinaia di migliaia di persone che erano intorno a noi, non assicuriamo nulla, magari erano li casualmente per una passeggiata con bandierina o striscione al seguito ignari di cosa stesse accadendo.
sabato 16 ottobre 2010
Figli della stessa rabbia
di Luc Girello e Maria Lucia Giovannangelo
Di ritorno dalla manifestazione indetta dalla FIOM a Roma, stiamo montando il materiale video. In attesa di pubblicare la documentazione filmata, offriamo a tutti i compagni di AUT, questa anteprima.
Roma 16 ottobre, la manifestazione organizzata dalla FIOM ha portato in piazza oltre ai lavoratori, studenti, insegnanti, movimenti, collettivi, TUTTI INSIEME PER DIFENDERE I DIRITTI AL LAVORO, ALL'I STRUZIONE, INSOMMA AD UNA VITA DIGNITOSA NON SCHIAVA DELLE TIRANNIE DELLA CLASSE PADRONALE E POLITICO-FINANZIARIA
Il brano è "Figli della stessa rabbia" della Banda BassottI, le foto sono di Maria Lucia Giovannangelo
Di ritorno dalla manifestazione indetta dalla FIOM a Roma, stiamo montando il materiale video. In attesa di pubblicare la documentazione filmata, offriamo a tutti i compagni di AUT, questa anteprima.
Roma 16 ottobre, la manifestazione organizzata dalla FIOM ha portato in piazza oltre ai lavoratori, studenti, insegnanti, movimenti, collettivi, TUTTI INSIEME PER DIFENDERE I DIRITTI AL LAVORO, ALL'I STRUZIONE, INSOMMA AD UNA VITA DIGNITOSA NON SCHIAVA DELLE TIRANNIE DELLA CLASSE PADRONALE E POLITICO-FINANZIARIA
Il brano è "Figli della stessa rabbia" della Banda BassottI, le foto sono di Maria Lucia Giovannangelo
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