Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 7 luglio 2012

Sentenza della Corte di Cassazione per i fatti della scuola Diaz: importante ma incompleta e tardiva

Amnesty International



Quella emessa oggi dalla Corte di Cassazione su quanto accaduto alla scuola Diaz di Genova nel luglio 2001 è, per Amnesty International, una sentenza importante, che finalmente e definitivamente, anche se molto tardi, riconosce che agenti e funzionari dello stato si resero colpevoli di gravi violazioni dei diritti umani di persone che avrebbero dovuto proteggere. 


Tuttavia, Amnesty International ricorda che i fallimenti e le omissioni dello stato nel rendere pienamente giustizia alle vittime delle violenze del G8 di Genova sono di tale entità che queste condanne lasciano comunque l'amaro in bocca: arrivano tardi, con pene che non riflettono la gravità dei crimini accertati - e che in buona parte non verranno eseguite a causa della prescrizione - e a seguito di attività investigative difficili ed ostacolate da agenti e dirigenti di polizia che avrebbero dovuto sentire il dovere di contribuire all'accertamento di fatti tanto gravi. Soprattutto, queste condanne coinvolgono un numero molto piccolo di coloro che parteciparono alle violenze ed alle attività criminali volte a nascondere i reati compiuti.



Per Amnesty International, la conclusione di questo difficile processo non può rappresentare la fine del tentativo di dare piena giustizia alle vittime del G8 di Genova. Terminata la fase degli accertamenti delle responsabilità individuali, resta infatti tutta da fare un'analisi che porti a conclusioni condivise su cosa non funzionò a Genova nel 2001 a livello di sistema e su come fare in modo che ciò non si ripeta più.



Amnesty International continuerà a chiedere alle istituzioni italiane di:


· condannare pubblicamente le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di polizia 11 anni fa e fornire scuse alle vittime;



· impegnarsi ad assicurare che violazioni quali quelle accadute a Genova nel 2001 non si verifichino di nuovo attraverso l'attuazione di misure concrete per garantire l'accertamento delle responsabilità per tutte le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di polizia;



· introdurre nel codice penale il reato di tortura e adottare una definizione di tortura che includa tutte le caratteristiche descritte nell'articolo 1 della Convenzione Onu contro la tortura;



· creare un'Istituzione nazionale sui diritti umani in linea coi "Principi riguardanti lo statuto delle istituzioni nazionali" (Principi di Parigi);



· ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione Onu contro la tortura e istituire un meccanismo indipendente nazionale per prevenire torture e maltrattamenti;



· condurre una revisione approfondita delle disposizioni in vigore nelle operazioni di ordine pubblico, incluse quelle in materia di addestramento e dispiegamento delle forze di polizia impiegate nelle manifestazioni, di uso della forza e delle armi da fuoco e che tenga conto della necessità di introdurre elementi di identificazione individuale degli appartenenti alle forze di polizia nelle operazioni di ordine pubblico.



FINE DEL COMUNICATO 
Roma, 5 luglio 2012


giovedì 5 luglio 2012

Il canzoniere illustrato ll nuovo lavoro di Daniele Sepe

Daniele Sepe


Canzoniere Illustrato" è il titolo del nuovo album di Daniele Sepe.

In realtà è molto di più di un semplice album... "Canzoniere Illustrato" è un bel volume di ben 106 pagine contenente12 fumetti per 12 canzoni. Fumetti realizzati da geniali maestri del colore (Mauro Biani, Squaz, Kanjano, Akab, Kranti, Rosaria Cefalo, Shaone, Fulvio Cozza, Giuseppe Guida, Antonino Iuorio, Marcella Brancaforte, Tony Afeltra, Enzo Troiano, Giuseppe Guida, Luigi De Michele) ed arricchito da una splendida copertina del grande Altan.

La musica prevede un menù internazionale di canzoni provenienti da tutto il mondo e dal folklore italiano e con la partecipazione delle voci di Floriana Cangiano, Paolo Romano Shaone, Ginevra DI Marco, Flori N Barbu, Mazouk Mejri, Josè Seves, Robero Argentino Lagoa e Brunella Selo, oltre ad una nutritissima schiera di fantastici musicisti.
Libro + Cd audio a 25 euro


Distribuito da Lucky Planet - Edel

Le  clip editate con i fumetti e le musiche sono veramente belle è nostra intenzione proporle tutte, divise in tre post da quattro ciascuno. Ecco le prime
Buona visione.



Floriana Cangiano voce
Tommy De Paola pianoforte e Hammond
Aldo Vigorito contrabbasso
Daniele Chiantese batteria
Daniele Sepe sax tenore







Francesco Citera Fisarmonica
Illustrazioni di Akab








Floriana Cangiano voce
Daniele Sepe sax tenore
Rosaria Cefalo illustrazioni




Votare contro questo govenro

Oreste Della Posta


Ormai la Ciociaria è in una grave crisi sociale ed economica dalle proporzioni spaventose, a tal fine basta ricordare che molte famiglie non sono riuscite a pagare l’IMU, nonostante i commercialisti abbiano compilato il famigerato F24.
A questo va aggiunto che anche nelle piccole imprese, l’IMU tassa in modo vergognoso i capannoni indu-striali e le stalle agricole, si sono visti F24 di migliaia di euro che non riescono a pagare. Questa situazione dimostra che abbiamo un governo che sta distruggendo l’economia del paese e massacrando i ceti più poveri. A questo pun-to bisogna fare alcune riflessioni;
1) Abolire l’IMU sulla prima casa anche perché la prima casa è una necessità e gli italiani se la sono fatta con grandissimi sacrifici;
2) Un reddito agricolo praticamente inesistente, come fa a pagare l’IMU sulle stalle se il reddito non c’è più. Invece toccherebbe rilanciare l'agricoltura, invece con questa tassa l’agricoltura è praticamente annientata;
3) Un piccolo imprenditore, ad esempio con 7 operai che non riuscirà a pagare migliaia di euro di IMU, sarà costretto a diminuire la manodopera e lo stato incasserà meno IRPEF, contributi INPS e contributi INAIL alla fine lo Stato ci avrà comunque rimesso. Ormai questo governo con questa politica ci ha portato nell’abisso con una recessione che aumenta sempre di più e con decine di imprese che chiudono ogni giorno. Un’altra strada è possibile per esempio imponendo una patrimoniale finanziaria oltre i 100.000 euro, riducendo tutte le spese improprie della politica per esempio tagliando il 50% degli stipendi dei politici tassando i capitali scudati dal 5% al 20% come l'hanno fatto gli inglesi. Non capiamo perché il governo non fa questa politica che porterebbe soldi nelle casse dello stato e sviluppo. Ma Monti è l’erede di Quintino Sella della tassa del macinato, prima va a casa e meglio è per tutti la logica di questo governo è: “bisogna pigliare i soldi ai poveri, hanno poco ma sono tanti” di Petrolini.

L’associazione 20 ottobre fa appello ai cittadini della provincia di Frosinone di organizzarsi per le prossime politiche e votare partiti alternativi chi sostiene questo governo.
Oreste Della Posta
Per la A.P.C. 20 ottobre

La crisi dell'Europa capitalistica

Alberto Madoglio




ll 28 e 29 giugno scorsi si è svolta la riunione dell’Eurogruppo che negli auspici degli organizzatori avrebbe dovuto placare una volta per tutte le turbolenze  economico finanziarie che da due anni stanno devastando l’Europa. L’accordo trovato ha in un primo tempo creato un clima di entusiasmo tra la maggior parte dei commentatori economici, e nelle borse mondiali. Ma già questo week end sono apparsi i primi dubbi. Tra gli altri, il direttore del Sole 24ore nel suo editoriale di sabato 30 giugno ha raffreddato gli entusiasmi. Ha dovuto ammettere che, se pur non si è arrivati alla rottura che molti temevano (e che molto probabilmente avrebbe segnato al fine dell’euro), l’accordo trovato al momento non è altro che una scatola vuota. All’inizio della nuova settimana, altre notizie sembrano avanzare ulteriori ombre sui risultati del vertice: Finlandia e Olanda (tra i più conseguenti difensori del rigore di bilancio in salsa tedesca) hanno criticato i risultati del vertice, annunciando nei fatti il loro boicottaggio, mentre in Germania alcuni deputati della maggioranza che sostiene la Merkel hanno depositato un ricorso alla Corte Costituzionale di Karlsruhe per chiedere ai giudici di dichiarare l’illegittimità del Fiscal Compact approvato dal Parlamento di Berlino nelle stesse ore in cui si chiudeva il vertice a Bruxelles. La soluzione per i capitalisti appare sempre più lontana.
Il malato è grave ma i medici si accapigliano sulle terapie. 
Le ricette per tentare di uscire dalla crisi che da un biennio paralizza il Vecchio Continente sono varie. Chi sostiene che bisogna fare come la Germania, cioè prima risanare i bilanci pubblici e riformare il sistema produttivo, chi al contrario pensa che eccessive politiche di rigore fiscale non possano far altro che peggiorare la situazione, e che quindi bisogna seguire l’esempio di quei Paesi, come Usa, Giappone e Gran Bretagna che in questi anni hanno usato tutti i mezzi, fiscali e monetari, per rilanciare le loro economie.
In realtà nessuna di queste due ricette (quella monetarista classica e quella neokeynesiana) hanno sortito, dove applicate, gli effetti sperati.
Il rinascimento renano: realtà o speranza?
I partigiani del modello tedesco dicono che le riforme attuate dal governo di Berlino all’inizio degli anni 2000 hanno fatto sì che il Paese diventasse una sorta di paradiso terrestre, in cui la crisi del 2008/2009 ha sì colpito duramente l’economia, ma il sistema nel suo complesso è riuscito a ripartire molto velocemente, tanto che ad oggi rappresenta un esempio di oculatezza nel gestire i bilanci pubblici che ogni altra nazione nel Vecchio Continente, ma non solo, dovrebbe seguire.
Tuttavia, come dice un vecchio adagio popolare, ogni rosa ha le sue spine. Partiamo dal sistema industriale. Il sistema produttivo tedesco ha recuperato abbastanza velocemente i livelli precedenti l’apice della crisi (2008/09). Nonostante ciò notiamo che, nel suo insieme, dal 1991 al 2011 il sistema Germania ha avuto un calo medio della competitività (tenuto conto delle variazioni del tasso di cambio del marco prima e dell’euro poi, e della produttività del lavoro) dello 0,2% annuo. Di più, a livello dell’Europa a 27, la quota della produzione industriale renana nel 2011 era agli stessi livelli del 2001 (1), con ciò smentendo chi ad oggi sostiene che la Bundesrepublik sia la sola vincitrice della contesa economica in atto a livello continentale. Se a ciò aggiungiamo che il peso dell’industria è circa un terzo del Pil del Paese (fonte Cia World Factbook), mentre circa due terzi risultano prodotti dai servizi, che includono il sistema bancario, vero tallone d’Achille del Paese, possiamo affermare che nemmeno sulle rive della Sprea l’aria è tranquilla.
Gli Usa: se lanciare dollari dall’elicottero non serve.
La musica non cambia se si supera l’Atlantico: nonostante la Fed abbia letteralmente invaso il Paese con una quantità enorme di denaro, la situazione non è migliorata di molto rispetto allo scoppio della crisi. Ancora nel maggio di quest’anno il livello di utilizzo degli impianti industriali era pari al 79%, a dimostrazione di un eccesso di capitale investito che nessuna immissione di denaro sostanzialmente gratuito è in grado di sanare. Ecco spiegato perché la disoccupazione negli Usa è ancora a livelli molto alti (oltre l’8% secondo fonti ufficiali, ma molto di più se si tiene conto di chi ha rinunciato a cercare lavoro, e dell’enorme popolazione carceraria, o soggetta a altre forme restrittive della libertà, che sfugge alle statistiche ufficiali), e perché chi è riuscito a mantenere il posto di lavoro lo ha fatto al prezzo di enormi sacrifici salariali dai quali non si è ancora liberato (vedi il cosiddetto salvataggio della Chrysler fatto da Marchionne).
Dulcis in fundo, come ciliegina sulla torta nella messe di dati negativi per il sistema capitalistico mondiale, il Wto prevede per il 2012 un aumento del commercio mondiale al livello più basso degli ultimi venti anni, nonostante il crollo del 2009, e questo in un quadro complessivo in cui le economie che sembrano essere meno in difficoltà, lo sono proprio grazie alle esportazioni, a scapito dei consumi interni (falcidiati da politiche di austerità e riduzioni salariali).
Curano i sintomi, non la malattia.
Ecco quindi perché sono veramente patetici i tentativi che vengono fatti per cercare di raddrizzare la situazione economico-finanziaria dell’Europa: si cerca di curare la febbre non capendo le cause che l’hanno scatenata.
Pensare che gli Eurobond, pacchetti di stimolo alla crescita (al vertice citato all’inizio si è approvato un piano per la crescita di 120 miliardi di euro, circa l’1% del Pil continentale, ma per la maggioranza si tratta di fondi già in bilancio, mentre le risorse realmente nuove ammontano a soli 5 miliardi, cioè lo 0,04% del Pil!), un fondo di garanzia bancaria a livello continentale, siano gli strumenti idonei a stabilizzare le economie in crisi, è una vera e propria menzogna.
Una Europa “unita in pace” dalle forze del mercato ovvero la Shangri-la del xxi secolo (2)
Ma l’inganno più grande, perché ammantato di un’aura di serietà e di visione di lungo periodo, è quello che vuole far credere che la vera soluzione definitiva si avrebbe con la creazione degli "Stati uniti di Europa". In molti la vogliono. Certo, i liberisti puri e duri vorrebbero una Europa in cui fossero abbattute una volta per tutte le barriere che impediscono agli animal spirits del mercato di dispiegare la loro potenza creativa. I riformisti del tipo Ferrero, Vendola e Cremaschi, vorrebbero una "Europa sociale", in cui sarebbe più facile difendere gli interessi dei lavoratori e delle classi subalterne. Pur da versanti differenti, e anche se i secondi in particolare non lo ammetterebbero mai, si tratterebbe di duplicare nel Vecchio Continente, l’esperienza che ha dato vita, oltre oceano, agli Usa.
La prima obiezione che ci viene da fare è che il processo che diede vita a quella che sarebbe diventata la maggiore potenza del pianeta fu tutt’altro che pacifico e lineare. Gli Usa come li conosciamo oggi nacquero sui campi di battaglia della Guerra Civile del 1861/65, un conflitto che causò un numero di vittime superiore a quello di tutte le guerre in cui gli Usa hanno partecipato in seguito (e non sono state poche). E nonostante fosse una nazione relativamente giovane. Si può immaginare che quello che non è successo in un Paese senza tradizioni e interessi consolidati da secoli, creare cioè una unione superiore per via pacifica e “costituzionale”, possa capitare in Europa, dove le varie borghesie nazionali si combattono in varie forme da almeno trecento anni?
E se, per pura ipotesi, ciò avvenisse, è consentito illudersi che una volta spariti i contrasti tra le varie borghesie nazionali non continuino quelli tra i vari settori di questa nuova, fantasmagorica, "borghesia europea"? Già oggi assistiamo in ogni Paese a duri contrasti fra banche e industrie su chi debba fare sacrifici, quali settori della produzione (se la chimica, la siderurgia, le costruzioni) debbano essere privilegiati e così via. A livello europeo non sparirebbero di certo, ma verrebbero amplificati a dismisura. Di contro, possiamo illuderci che una Federazione degli Sati uniti d’Europa -su base capitalistica- attuerebbe politiche sociali meno devastanti di quello imposte dai Governi di Roma, Berlino, Atene, Londra e Madrid?
Keynesismo o monetarismo? I minatori delle asturie “votano” con i lanciarazzi
No! Se questa crisi ha un merito è quello di fare chiarezza una volta per sempre sulla vera posta in gioco oggi per l’umanità. Non qualche abbellimento o ritocco di facciata, non qualche alchimia politica condita da qualche spruzzata di keynesismo fuori tempo massimo. Nel loro piccolo i minatori delle Asturie in lotta da settimane ci danno la risposta: contro i licenziamenti e le cariche della Guardia Civil, rispondono con l’autodifesa a colpi di lanciarazzi e l’occupazione degli impianti dai quali i padroni li vogliono cacciare perché interessati solo al profitto. Lo stesso hanno fatto i lavoratori immigrati di Basiano, che per fermare un pullman di crumiri difesi dalle guardie armate del capitale non hanno chiesto l’intervento di un “giudice a Bruxelles”, ma hanno difeso con il loro corpo e le loro mani il diritto a vivere una vita dignitosa.
Questa dignità non la può certo garantire il capitalismo, ma solo la crescita e lo sviluppo delle lotte che abbiano come scopo la distruzione di un sistema politico e sociale che oggi più che mai appartiene ai rifiuti della storia. Per costruire gli unici veri Stati Uniti d'Europa in grado di far uscire dalla miseria e dalla disoccupazione milioni di persone: gli Stati Uniti socialisti d'Europa, sbocco di un processo rivoluzionario che rovesci i governi della borghesia e li sostituisca con governi dei lavoratori.
 

(1) “L’industria italiana perde peso”, Focus, settimanale del servizio studi Bnl, 18 maggio 2012.
(2) Luogo mitologico fondato su una società perfetta, descritto nel racconto “Orizzonte Perduto” di Hilton,




mercoledì 4 luglio 2012

Invertire la rotta dei sindaci PODESTA'

Vito De Russis



Se per risolvere i problemi dell'ATO4 Latina dobbiamo ricorrere al soggetto terzo (magistratura) significa che le due parti attrici non si capiscono ovvero non vogliono capirsi. Così nasce e vive il gioco delle tre carte; così vivono le tre scimmiette. E, vissero tutti felici e contenti (amareggiando nostra sorella Acqua, umile, preziosa e casta e pura).
Tra appena 31 giorni scatteranno i 10 anni di gestione da parte della Soc. Acqualatina  dell'ATO4 Latina: 2.8.2002 - 2.8.2012.
Altri 10 anni come quelli trascorsi?
Siamo tutti impazziti?
Vogliamo sperare che ci sia la volontà politica e, quindi, la forza di mettere la parola fine ai "difficili" comportamenti di tutti gli attori di questo particolare circum Barnum:
-    utenti-azionisti e le loro rappresentanze elette democraticamente (amministratori locali e dirigenti associazioni);
-    istituzioni (politiche-amministrative comunali, provinciali, regionali e nazionali; uffici giudiziari civili, penali e amministrativi; consulte ed organismi di tutela);
-    gestore e suoi azionisti pubblici e privati (capitale a maggioranza pubblico con manovratore privato investito di immenso potere).
Per poter "vivere tutti felici e contenti" con nostra sorella Acqua, umile, preziosa e casta e pura.
Che fare?
Rompere la continuità. Rompere col passato.
Rompere la continuità dei primi 10 anni. Invertire la rotta spogliando i Sindaci dal loro vestito da Podestà e rivestendoli con i vestiti di Sindaco.
Quale passato?
2.8.2002.    Partenza tipo tavolinetto stradale per il giuoco delle tre carte. Omogeneizzati nella stessa persona il Controllore (presidente della prov. di Latina) ed il controllato gestore (presidente Soc. Acqualatina) - notizia che fa il giro del mondo - che "facilita" il gestore a non applicare alcune clausole contrattuali (es.: i previsti investimenti del 2002, del 2003, ecc.; i previsti costi; la lettura dei contatori) e che "non vede, non sente, non parla" (tre scimmie) sulle numerose clausole vessatoria applicate contro gli utenti-azionisti (vedi: Carta dei servizi),. In questa assurda realtà assume un ruolo determinante l'azionista pubblico (i Sindaci dei Comuni dell'ATO4) con il suo potere del capitale di maggioranza e la sua importantissima investitura democratica (eletto dagli "utenti-azionisti").
Ed, invece ...........
Che fare?
Ripristinare l'istituto della partecipazione democratica dei cittadini a gestire i loro capitali politici, amministrativi ed i beni comuni; specie i vitali beni comuni, come l'acqua,  l'aria, la strada, la dignità delle persone,  le libertà, l'uguaglianza, la fratellanza, i diritti.
Signor Sindaco di .........,
                        iniziando dalla prossima conferenza dei sindaci sui problemi dell'acqua dell'ATO4, butti alle ortiche il suo assurdo ruolo di "Podestà" (che non le compete ed è, anche, disdicevole offensivo e non dignitoso) e svolga, invece, la sua funzione di Sindaco eletto democraticamente dai suoi concittadini insieme al Consiglio Comunale. Convochi, in seduta pubblica, il Consiglio Comunale con all'OdG quello da discutere e deliberare nella citata conferenza dei sindaci fissando la riconvocazione del CC per il giorno successivo alla conferenza al fine di relazionare sui lavori e sui risultati di quella conferenza dei sindaci. Con il verbale del suo Consiglio Comunale in tasca vada alla Conferenza e decida secondo il mandato ricevuto. Il giorno dopo la Conferenza relaziona al suo CC gli esiti.
E' una proposta per eliminare il gioco delle tre carte e dimenticare il ruolo delle tre scimmiette da parte degli eletti dal popolo (utenti-azionisti della Società gestrice dell'Acqua, vitale bene comune).
Visti gli enormi egoistici appetiti in giuoco potrebbe non essere sufficiente.
Se così fosse, vedo gli utenti-azionisti in prima linea intenti ad impedire la restaurazione ed a proseguire il cammino del consolidamento democratico della gestione dell'Acqua, vitale bene comune.
Con viva cordialità.

Marcus Miller - Renaissance Tour 2012

Simona Massimi : fonte http://www.guitar-nbass.com



Marcus Miller, una delle leggende del Basso Elettrico Jazz torna finalmente sulla scena romana accompagnato da una talentuosa band di giovani promesse della musica e da uno spettacolo denso delle sue uniche sonorità e abilità tecniche.

La sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma ha accolto l’evento con una semplice ma efficace scenografia caratterizzata dalla gigantografia della copertina  dell’ultimo disco di Marcus (Reinassance) mentre sul palco era ben visibile la sua strumentazione, costituita da tre bassi Fender, di cui un quattro corde fretless, e due casse EBS.

L’entrata della giovane band (Alex Han al sax, Maurice Brown alla tromba, Adam Agati alla chitarra, Kris Bowers al pianoforte e tastiere, Louis Cato alla batteria) prelude all’ingresso tanto atteso del bassista: l’immancabile  copricapo si fa strada sul palco e l’inconfondibile suono slap invade subito la sala.
Già dai primi brani il talento di ogni singolo musicista concorre a formare una combinazio-ne perfetta di suoni e ritmi: le diversità dei generi si mescolano, le armonie si compenetra-no, le improvvisazioni si susseguono senza soluzione di continuità. In questo quadro spicca con fermezza  la grandezza di Marcus Miller con la sua straordinaria precisione nell’accompagnamento  (il cosiddetto groove) e con la sua altrettanto eccezionale musicalità, misurandosi in soli dalle semplici ma geniali frasi.
La scaletta del concerto piuttosto che ai grandi classici ha dato ampio spazio ai nuovi brani dell’ultimo disco, in uscita, in cui i suoi giovani musicisti danno prova di tutto il loro talento: segnaliamo, ad esempio, Adam Agati che sul brano Jekyll & Hyde esprime un bellissimo solo di chitarra, oppure Louis Cato che su Redemption  si distingue per le molteplici dinamiche  e in Detroit regala fill di grande competenza tecnica, infine  Alex Han e Maurice Brown in Mr Clean improvvisano dando prova di notevole estro artistico.

Per finire l’artista di Brooklyn si diverte prima  con un solo di basso, in parte percussivo, di grande effetto agli occhi del pubblico e poi con due dei suoi brani più conosciuti come bis:Tutu, scritto per Miles Davis, sul quale la band esprime tutta la sua carica espressiva improvvisando tra il funk, il reggae e lo swing, e Blast!, compreso all’interno del disco Marcus  (2008), gran finale dell’evento.
Il pubblico, compiaciuto e soddisfatto,  riconferma Marcus Miller tra i più grandi jazzisti  della scena musicale contemporanea.


Videocon Day

fonte: http://www.unoetre.it



Centinaia di lavoratori della Videocon hanno dato vita ad una giornata di lotta pacifica e democratica che li ha visti riuniti nella loro fabbrica ad Anagni sin dalla prima mattina del 2 luglio 2012. L'iniziativa si è avviata con un consiglio comunale aperto alla presenza dei lavoratori, delle rappresentanze delle Istituzioni provinciali e regionali per proporre e trovare soluzione alla disoccupazione forzata dei 1300 lavoratori di questa azienda, dopo che il Tribunale di Frosinone l'ha dichiarata fallita. I lavoratori tutti hanno rilanciato ancora con più vigore la lotta per difendere il loro lavoro ed il reddito delle proprie famiglie. Erano presenti alcune forze politiche, fra cui Federazione della sinistra e Italia dei Valori, i sindacati che insieme alle maestranze hanno dato vita ad una prima risposta per impegnare le Istituzioni a rilanciare un'azienda moderna che è un'eccellenza in provincia di Frosinone e nel Lazio. Continueremo a fornire, nei prossimi giorni, ai nostri lettori notizie su questa dolorosa vicenda di crisi occupazionale ed industriale cercando di capire e far capire quali realistiche soluzioni possono essere trovate per scongiurare disoccupazione e danno economico di una intera area dell nostra provincia che contuau ad impoverisi paurosamente.
Nel video che segue ci sono immagini e alcune interviste che testimoniano le presenze, le proposte, il clima di questa giornata.
(unoetre.it ha potuto intervistare Orlando Cervoni, segretario prov.le PdCi; Anna Maria Tedeschi, consigliere reg.le Idv; Franco Nobile, consigliere reg.le Fds; Ivano Peduzzi, capogurppo alla Regione lazio della Fds; Domenico De Santis, segretario generale Cgil Frosinone, Paolo Sabatini, esecutivo nazionale Usb)