Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

venerdì 23 luglio 2021

Un'improvvisazione ci salverà

 Luciano Granieri


Anche quest’anno, la Whistle Jazz Band ha partecipato all’evento organizzato dal Comune di Anagni “Cultura in Corso”. Una kermesse in cui diversi artisti dislocati lungo le vie del centro storico della città, offrono un saggio della loro, più o meno maestria creativa. 

Per noi Whistlers si trattava della seconda partecipazione. La prima è stata l’anno scorso. Per il 2021, è cambiato il sito da cui abbiamo suonato. Non più P.zza Innocenzo Terzo, ma davanti la liuteria Noro, che ringraziamo per l'ospitalità e il supporto,  lungo Via Vittorio Emanuele, poco lontano da Piazza Cavour. 

Rispetto al 2020 cambiavano, e molto, anche le previsioni del tempo. Per sabato 17 luglio, il meteo prevedeva pioggia fino a tarda notte. Si va? Non si va? Rimaniamo appesi alla decisione definitiva dell’organizzazione che scioglie il dubbio solo nella tarda mattinata di sabato. Si va ma si portano cose leggere, soprattutto il sottoscritto. Non tutta la batteria ma il rullante, il piatto ride, lo hi-hat, in modo da fare presto a portare tutto nella liuteria in caso di intemperanze di Giove Pluvio

Freddo e pioggerellina autunnale in effetti hanno sferzato il centro storico per tutto il pomeriggio, ma verso sera, come d’incanto è tornato il sereno. Quindi fuori cimbali pelli, chitarra, sax ,basso. Si va ad incominciare. 

Mentre si stava cercando un minimo di equilibrio sonoro, dalla vicina Piazza Cavour, c’investe una boato di suoni proveniente da una macchia da guerra di amplificatori dall’inaudita straripanza wattesca. Era la Hype Band, un gruppo di ragazzi, (basso, chitarra, tastiera e batteria) giovani e bravissimi intenti a finire il loro sound check con musica funky e rock. 

 Appariva subito evidente che se suonavano loro non suonavamo noi, perchè gli eravamo troppo vicini e i nostri volumi erano molto inferiori. Lo spettacolo di burattini, in programma prima dell’esordio della Hype Band, ci consentiva di portare a termine la prima parte della nostra dignitosa esibizione di “jazzisti da strada”. Chi ci stava ascoltando (oltre mia moglie Maria Lucia e altri nostri amici) sembrava apprezzare. 

Poi però i ragazzi della Hype hanno inziato a mettere in campo la piena occupazione dei decibel con dei brani eccellenti, frutto di una grande maestria, ma che ci hanno ridotto al silenzio, non potendo noi superare la potenza dei loro amplificatori. 

Abbiamo provato a continuare ugualmente. Ad un certo punto io e Antonello, ci siamo trovati a suonare Comfortably numb” dei Pink Floyd, i nostri compagni Alberto e Raimondo ci stavano guardando male. In effetti il brano dei Pink Floyd veniva dagli Hype. Lo ammetto. Ci eravamo confusi accompagnando un pezzo di una band che non era la nostra. 

In effetti suonando con i volumi usati fino ad allora era difficile sentirci anche fra noi Whistlers. Scoramento e disappunto, anche perchè gli Hype, onestemante erano molto, ma molto, bravi. Alberto il sassofonista sembrò arrendersi. Lo abbiamo visto riporre il suo tenore per abbandonare la tenzone

Ma potevamo deprimerci

Certo che no. Rivalsa....tremenda rivalsa. 

Raimondo dalla sua chitarra all’improvviso tirava fuori una sequenza armonica velocissima, Antonello con il suo basso seguiva , figuriamoci il sottoscritto con la batteria! Iniziava una performance serrata piena di trovare ritmiche melodiche e armoniche inconsuete e affascinanti . La gente cominciava a fermarsi, ci siamo trovati circondati da facce ammirate non sapendo se apprezzassero di più il fatto musicale o muscolare. Gli Hype non li sentivamo più, non capivo se stessero suonando ancora. Fatto sta che quell’improvvisazione pura escogitata da Raimondo ci ha dato coraggio

Alberto si convinceva a tornare consentendoci di finire il nostro set senza ulteriori tentennamenti, anzi con il premio di un ascoltatore che, avendoci molto apprezzato, ci ha offerto dello spumante. Anche gli straordinari ragazzi dell Hype Band hanno portato a termine il loro concerto. E vorrei scusarmi se in qualche modo li abbiamo disturbati. Ma la colpa non è nè la nostra nè la loro.

  E’ degli organizzatori, i quali per quanto volenterosi, avrebbero dovuto evitare di collocare gruppi musicali così vicino gli uni agli altri, consentendo ad ognuno di avere spazi sonori congrui per non interferire con gli altri.

 E’ anche una questione di rispetto per chi, sia livello professionale che amatoriale, ha il diritto di esibirsi nelle condizioni migliori per esprimere in modo compiuto la propria arte, grande o piccola che sia. 

C’è una morale in questa storia? Certo. Suonare jazz è fantastico, perchè anche nelle situazioni più critiche ricorrere alla salvifica pratica dell’improvvisazione può trasformare una serata incolore in una grande serata, per chi suona e chi ascolta. 

Mi sento di rivolgere un grande grazie ai mie compagni della Whistle Jazz band e ai formidabili ragazzi della Hype Band, per la splendida serata.




venerdì 9 luglio 2021

La richiesta di rinvio a giudizio per Acea Ato5 squarcia il velo sulle malefatte della gestione privata dell'acqua.

 Rigenerare Frosinone



La formulazione della richiesta di rinvio a giudizio per i vertici amministrativi e di controllo di ACEA-ATO5- depositata il 25 febbraio scorso presso il Tribunale di Frosinone, a seguito delle indagini condotte dai Pubblici Ministeri Dr. Adolfo Coletta e Dr. Vittorio Misiti –costituisce il quadro preciso delle dinamiche insite nella privatizzazione di un bene comune come l’acqua e il danno che essa arreca ai cittadini.

Nel documento si chiede di accertare processualmente reati commessi al fine di: “Far conseguire -così si legge nell’atto di accusa - ad ACEA, e ad altre società del gruppo ACEA, un ingiusto profitto derivante dalla gestione illecita del servizio idrico integrato nell’ATO5, attraverso più azioni ed omissioni dal medesimo disegno criminoso. "

Come sempre ribadito dai comitati per l’acqua della Provincia di Frosinone e da altre associazioni che da decenni si sono battuti, e si battono, per l’erogazione pubblica e partecipata della risorsa idrica, il profitto è ingiusto solo per il fatto che si debba realizzare su un bene necessario alla vita delle persone, così come sancito dal referendum del 2011. In questo senso l’acqua non è che un elemento al quale possiamo aggiungere: la salute, l’istruzione e la salvaguardia sociale.

I PM aggiungono, al danno sociale accertato dai movimenti, quello derivante da un - cosi lo definiscono - “disegno criminoso”. La formulazione dell’accusa di peculato, esplica come il principale obiettivo delle lobby finanziarie, e della multinazionale in questione, sia assicurare i profitti degli azionisti ad ogni costo. Questo è il mantra a cui obbedire, sacrificando tutto, compresa la qualità del servizio verso i cittadini indispensabile per una vita dignitosa.

In particolare si accusano i vertici di ACEA del mancato trasferimento su un fondo di ATO5, quindi dell'ente pubblico, delle quote derivanti da una parte della tariffa di depurazione. Tale fondo, come da obbligo legale e da disciplinare tecnico, era necessario a finanziare gli interventi di manutenzione e riparazione della rete. Le quote in questione, invece, hanno preso un'altra strada: sono magicamente finite nelle tasche degli azionisti, per un importo totale di 53 milioni e seicento mila euro calcolato per il periodo 2009- II trimestre 2017.

Dunque si accusa Acea di furto privato ai danni del pubblico. Cioè aver arricchito i propri azionisti con i soldi necessari a riparare la rete distributiva, incuranti del fatto che, ad oggi, il 70% della preziosa risorsa idrica si perde per strada.

Un altro elemento, fra i tanti, che emerge dalle indagini dei PM è come la tariffa inusitatamente lievitata, tre volte superiore a quanto pagano le altre province del Lazio, sia illegittima. Essa sarebbe frutto di false comunicazioni ad ARERA (l'ente di controllo che la determina) , inerenti i costi operativi. In base alla legge, più questi sono elevati, più la tariffa è alta. Nell'accusa di falso in bilancio si contesta l'inserimento di spese e addebiti inesistenti, con la mancata segnalazione delle entrate attive, proprio allo scopo di aumentare fittiziamente le spese operative.

Ciò che i PM espongono nella richiesta di rinvio a giudizio dei vertici di Acea ATO5 non fa altro che corroborare tutte gli abusi e le storture denunciate dai movimenti per l'acqua e da altre associazioni, in decenni di proteste, contro la multinazionale. Istanze raramente accolte, o al massimo strumentalizzate a fini elettorali, dai gruppi politici e dalle istituzioni locali, che mai hanno operato per ottenere l'unico vero risultato plausibile: la rescissione per colpa del contratto con Acea e la gestione della risorsa idrica attraverso un ente pubblico partecipato dai cittadini.

Ci piace pensare che sia stata proprio l'azione dei movimenti, insieme alla protesta dei cittadini, ad indurre i PM a condurre le indagini e richiedere il rinvio a giudizio, la cui udienza per l'eventuale concessione è stata fissata, dal giudice per le indagini preliminari Dott. Antonio Bragaglia Morante, il 26 ottobre 2021.

Ma ciò che si può affermare con ancora più forza è che il confine sul profitto legale e illegale è estremamente labile. Esso è comunque sempre illegittimo, quando proviene dall'azione malevola di multinazionali private alle quali una politica, succube dei comitati d'affari liberisti, ha ceduto la vita delle comunità.

Ciò dovrebbe far riflettere. La vicenda di Acea, non costituisce un'eccezione ma è lo sviluppo di una dinamica consolidata nella vulgata capitalista e liberista per la quale i privilegi di pochi ricchi speculatori prevalgono sui diritti universali di tutti.

Proprio per questo Rigenerare Frosinone invita cittadini, movimenti , associazioni (quelli già attivi e quelli che vorranno aggiungersi) a proseguire la lotta. Andando oltre la contestazione al singolo sopruso prevaricatore da parte di una lobby privata ai danni dei cittadini, per impegnarsi, con forza, a mettere in discussione il sistema capitalista, liberista e ordoliberista, elargitore di questi frutti avvelenati che stanno dispensando, anche nella nostra terra, diseguaglianze, povertà e disagio sociale.


Basta con nuclei e comitati tecnici, per un PNRR dei diritti!

 Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua



Appello

Il PNRR appena nato si ammanta di nuovo ma odora già di vecchio: sono annunciati forti investimenti pubblici che, però, sono finalizzati unicamente a sostenere il mercato e le sue logiche e costituiscono, sotto altre forme, un elemento di continuità con le solite ricette liberiste che ci propinano da 30 anni, che mai sono riuscite a portare benessere generale, né in Italia né altrove sono state applicate: privatizzazioni e ancora privatizzazioni, anche dell’acqua.

Per coordinare la gestione dei fondi del PNRR viene individuato un nucleo tecnico: tutto al maschile, con nomi più o meno noti al grande pubblico, ma sicuramente conosciuti negli ambienti che contano per il loro impegno a riformare il paese in un’ottica neo-liberista.

Tra questi spicca Stagnaro, Direttore Ricerche e Studi dell’istituto Bruno Leoni, think tank neoliberista. Per capire il personaggio: è autore di un libello dove chiede l’apertura del mercato delle armi, sfacciato tanto da citare Hitler, e noto negazionista climatico, tanto da attaccare il movimento globale Fridays for Future e, più in generale, tutte le istanze che chiedono un cambiamento in difesa del Pianeta.

Ma non è una singola figura, per quanto inopportuna, ad allarmare, è l’insieme di questo gruppo, costituito da negazionisti climatici e da persone che ritengono che lo Stato debba intervenire unicamente per favorire e ricostruire i mercati, lasciandoli liberi di autoregolarsi.

Progetti da decine di miliardi del PNRR passeranno al vaglio di queste persone, che dovranno garantire una transizione verde già progettualmente precaria, all’interno del PNRR, con uno Stato presente solo come finanziatore, lasciando all’iniziativa privata la gestione e i profitti.

Costoro pensano che la “virtuosità” di un’azienda pubblica si calcoli in base al suo fatturato, e non al come gestisce e per chi.

Per questo li giudichiamo non solo incapaci di affrontare la sfida della ripresa, che deve partire dai diritti, a cominciare da quello alla salute, ma anche di fatto contrari ad affrontare la sfida del futuro, quella del contrasto al cambiamento climatico, che ha bisogno di scelte importanti e di rendere protagonistə le/i cittadinə, e non di un “green washing” di facciata.

Facciamo un appello a tutte le realtà, a tutti i cittadini/cittadine che hanno a cuore il paese; che pensano che i diritti vengano prima dei profitti dei grandi gruppi industriali; che pensano che le aziende pubbliche non debbano essere spolpate ma essere il volano della ripresa: contestiamo le nomine, contestiamo il PNRR, mettiamo in campo l’alternativa.

Cominciamo dal chiedere la rimozione di Stagnaro dal gruppo dei 5 e la trasparenza assoluta sul loro operato: che siano pubblicati il loro pareri, i verbali delle riunioni, i documenti prodotti. Non dimentichiamo che il PNRR ci riguarda tutt@.


domenica 20 giugno 2021

Gli strani consiglieri del Presidente Draghi

 Luciano Granieri



Quando la presidentissima Ue Ursula Von Der Leyen  giungerà in Italia per verificare la corretta allocazione delle risorse dei Recovery Fund, il capo del governo Mario Draghi si farà trovare pronto a dimostrare, come neanche mezzo euro del PNRR verrà speso male, cioè al di fuori della logica per cui tutto deve andare alla grande impresa, ai grandi possessori di capitali e alle multinazionali. 

Ce lo chiede l’Europa, ce lo chiede  l’ordoliberismo imperante. A tale scopo l’ex presidente della BCE presenterà alla Von Der Layen l’ultima sua trovata. Una task force denominata Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica” sarà questo organismo a decidere come spendere l’elemosina in arrivo dalla UE. Il nucleo è compostda cinque “migliori” e non poteva essere diversamente. Chi sono costoro? Carlo Cambini, Francesco Filippucci, Marco Percoco, Riccardo Puglisi e Carlo Stagnaro. Una sorta di “Fabolous Five” ultraliberista che considera lo Stato come un impiccio, utile solo quando deve caricare su tutti i contribuenti le perdite causate dalle scorribande dei cosiddetti capitani coraggiosi privati

A tale scopo giova approfondire almeno la conoscenza degli ultimi due. 

Riccardo Puglisi, professore associato all’università di Pavia. Sostenne, durante la prima ondata pandemica, che era un errore calmierare il prezzo delle mascherine, allora arrivate a costare uno sproposito,  era un insulto al libero mercato. Altra sua convinzione era che le scuole avrebbero potuto aprire subito se solo ci fosse stata la possibilità di mettere i professori in cassa integrazione. 

Carlo Stagnaro, fondatore e direttore dell'istituto di ricerche e studi Bruno Leoni, noto think tank della destra neo liberale, la cui sottodenominazione recita: “Idee per il libero mercato”. La mission è: “Dare il contributo alla cultura politica italiana, affinchè siano meglio compresi il ruolo della libertà e dell’iniziativa privata, fondamentali per una società davvero prospera e aperta”. 

Ancora più illuminanti alcune sue dichiarazioni sprezzanti sul referendum per l’acqua pubblica nel decennale della vittoria referendaria: “In questi dieci anni non c’è stato spazio per un’operazione verità sul reale contenuto dei quesiti (referendari) e sull’ingannevolezza retorica che li ha circondati e animati e che ha fatto letteralmente deragliare il dibattito pubblico. Sarebbe sbagliato dire che il populismo è nato in quelle giornate di giugno, ma i referendum sull’acqua ne hanno rappresentato una poderosa prova di forza” 

In relazione alla crisi climatica, oltre a dileggiare Greta Thumberg, definita una liceale priva di ogni modestia intellettuale, il nostro sostiene che: “Le basi scientifiche del global warming sono ancora controverse e gli effetti dell’attività umana sul clima sono motivo di accesi dibattiti. L’organismo preposto ad informare e consigliare i governi sulle politiche climatiche (l’IPCC) si è dimostrato parziale e tendenzioso”. C’è da aggiungere che l’istituto Leoni ha aderito alla Cooler Heads Coalition, una coalizione internazionale dedita esclusivamente ad affermare e promuovere il negazionismo climatico. 

Infine non va sottaciuto che il buon Stagnaro, nel 2003, ha dato alle stampe un libro dal titolo: “Una società armata è una società libera” con tanto di citazione di Hitler in aperura, in cui si rivendica il sacrosanto diritto privato di possedere armi senza alcun controllo da parte dello Stato. 

Dunque a questi signori sarà affidato il compito di allocare le poche risorse che arriveranno dall’Europa. Non è un caso che nel PNRR è inserita la privatizzazione della distribuzione idrica anche al sud, il finanziamento di nuovi armamenti. 

L’ex ministro per il Sud del Pd, Giuseppe Provenzano, ha avuto un sussulto di protesta alla nomina dei "Fab Five", contestando un sbilanciamento un tantino liberista. Sussulto subito rientrato,  bacchettato dal suo segretario Letta, perchè giudicato inopportuno, lesivo della totale e piena adesione al governo dei “migliori”. In fin dei conti, è questo il ragionamento, in un governo che va da LeU alla Lega, bisognerà pure accettare qualche intemperanza padronale. Ma in cambio di che? Di nulla. 

Questo esecutivo ha esordito con un condono, prassi di vecchia memoria berlusconiana, ha proseguito con la prossima abolizione dei limiti ai subappalti, in un contesto in cui i macchinari impegnati nelle fabbriche e nei cantieri vengono trasformati in strumenti di morte perchè, in nome dell’abbattimento dei tempi di produzione per conseguire maggior profitto, ne vengono manomessi i sistemi di sicurezza. 

Sta supportando la più grande operazione di schiavizzazione dei lavoratori. Lo sblocco dei licenziamenti significa esattamente questo. Il via libera alla crudele alienazione di persone  assunte a tempo indeterminato, quelle che hanno sostenuto la produzione durante la pandemia, per sostituirle con nuovi schiavi, precari, interinali senza diritti e con paghe da fame. 

Tutto ciò già sta accadendo grazie alle aziende apripista attive nella logistica. La Sda ha licenziato 360 lavoratori a tempo indeterminato a Carpiano, vicino Milano, e ne assunti 400 a tempo determinato. La stessa operazione è stata messa in piedi dalla Fedex-TNT. In questo quadro s’inserisce il licenziamento di 274 addetti del sito di Piacenza di prossima chiusura. Qui il picchetto dei lavoratori organizzato dai sindacati di base per difendere la loro occupazione, è stato assaltato a bastonate da picchiatori della vigilanza privata, assoldati, pare, dalla locale camera del lavoro (dai grandi sindacati, quindi, non dai padroni). E’ forse questa la collaborazione promessa a Draghi da CGIL, CISL e UIL

E non c’è da stupirsi se, mentre governano i “migliori”, un sindacalista del Si Cobas, Adil Belakhdim, viene ucciso da un camionista che forza il blocco organizzato dai lavoratori della logistica davanti alla Lidl di Biandrate, nel novarese, per contestare il far west dei diritti nel comparto, e il pestaggio di Piacenza. Così come non c’è da stupirsi che le reazioni di condanna e protesta all'assassinio di Adil, a parte quelle organizzate dai sindacati di base, si siano state quasi impalpabili

In altri tempi l’Italia sarebbe stata bloccata da un conflitto, duro, lungo, organizzato, altro che manifestazioni da scampagnata, il cui massimo atto di protesta è agitare una bandiera mentre si addenta un panino con la mortadella.

Ma, si sa, oggi ci guida un tecnico illuminato, guai a contraddirlo. Si è sempre invocato il governo tecnico per salvare l’Italia. Ma quale Italia? Ormai dovrebbe essere chiaro che il governo tecnico è sempre il governo dei banchieri, chiamati a salvaguardare l’interesse degli speculatori finanziari e delle grandi imprese multinazionali quando, per svariate cause, esogene o endogene, gli esecutori politici diventano inadeguati. 

E ciò dovrebbe essere chiaro proprio a quelle formazioni riformiste, o sedicenti di sinistra, che supportano Draghi, in nome di una unità che non è nazionale ma liberista. Personalmente non ho a cuore le sorti del Pd e del pulviscolo diasporato alla sua sinistra, ma mi sento di dire che,  se l’appoggio al governo Monti è stato deleterio, provocando la debacle elettorale,  partorendo il cancro renziano, e gli inconcludenti 5 stelle, l’endorsement all’esecutivo Draghi sarà quasi letale e consegnerà il paese a Salvini, Meloni e Bonomi.

Meditate riformisti, meditate.

mercoledì 16 giugno 2021

Il paradiddle moderatore

 Luciano Granieri



Tutela del patrimonio naturale, paesaggistico e storico culturale (2°comma articolo 9 della costituzione), arte (musica e recitazione). Questi i temi che l’ANPI di Frosinone, di cui faccio parte, e la rete “Schioppo Bene Comune”, hanno trattato in una splendida domenica sulle rive del Fiume Cosa, vicino alla cascata dello Schioppo. 

All’evento hanno partecipato partiti e sindacati (a parole tutto l’arco costituzionale antifascista a partire dal Pd fino alla sinistra ex radicale, fattivamente solo Democrazia Atea, Art.1, Possibile, Socialisti e Spi CGIL). Le associazioni, invece, non hanno fatto mancare la loro partecipazione (Legambiente, Stonewall Frosinone Associazione Arcigay, Il Collettivo UgualMente, Rigenerare Frosinone, Oltre l’Occidente, AUT-Frosinone, Osservatorio Peppino Impastato).

L’apporto artistico è stato assicurato da una straordinaria performance dell’attrice Damiana Leone che ha letto alcune lettere dal carcere di Gramsci tratte dal libro “Tutto ciò che senti”, i sofisticati e suggestivi brani del cantautore Emanuele Zolli, accompagnato dal chitarrista Pierluigi Paniccia, e la musica del diavolo: blues e jazz a cura della Whistle Jazz (blues) band, composta da Alberto Bonanni Sax (alto e tenore) Pierluigi Paniccia (chitarra) Raimondo Pisano (chitarra), Antonello Panacchia (basso) e il sottoscritto Luciano Granieri alla batteria. 

Abbiamo passato un bel pomeriggio fra interventi stimolanti sull’art.9 della Costituzione, sulla tutela dell’ambiente in genere, e buone performance artistiche, con l’eccellenza raggiunta da Damiana Leone, in un ambiente naturale affascinante. Un’oasi di biodiversità che è riuscita a sopravvivere, grazie all’aiuto dei partigiani di Schioppo Bene Comune, alla dittatura e all’occupazione dei palazzinari frusinati, che a differenza delle truppe tedesche non se ne sono mai andate dalla città. 

Non esagero nel dire che ANPI, Schioppo Bene Comune, gli intervenuti e gli artisti sono rimasti entusiasti

Vorrei qui svelare un curioso aneddoto sull’organizzazione. L’ANPI di Frosinone si è riunita per designare colui il quale sarebbe dovuto intervenire,  oltre al segretario Provinciale Giovanni Morsillo. E’ stato proposto il mio nome. Ho ringraziato ma ho fatto presente che già sarei intervenuto come musicista, e quello sarebbe bastato

Nonostante ciò mi è stato conferito l’incarico di moderatore. Avrei dovuto, cioè, combinare i tempi delle performance artistiche con gli interventi degli oratori. Un compito piuttosto ingrato, perché conoscendo l’umana tensione allo sfoggio delle proprie attitudini , retoriche o artistiche che siano, mi è subito sembrato improbo il compito di limitare il tempo degli interventi allo scopo di rendere l’evento il più scorrevole possibile. Tanto più che l’ambientazione non era quella più consona ai dibattiti: Un palco con sopra degli strumenti musicali, niente tavoli e poltrone con la postazione dedicata a oratori e coordinatore. 

Facendo di necessità virtù ho scelto di esercitare il mio ruolo di “moderatore” seduto dietro la batteria. Da moderatore a suonatore senza muovere un passo. 

Prima di snocciolare la sequenza degli interventi, accogliendo il suggerimento di Maria Lucia, ho fatto presente la necessità di contributi non troppo lunghi per rendere più scorrevole la trattazione. Ma se da un lato era necessario limitare i tempi, dall’altro risultava maleducato interrompere chi stava parlando sollecitandolo alla conclusione. La soluzione mi è arrivata proprio dal ritmo.

Quando mi rendevo conto che “l’ars retorica” stava debordando cominciavo a picchiettare con le bacchette un paradiddle sul mio ginocchio. Il paradiddle è una figura ritmica che i batteristi eseguono per esercitarsi o  riscaldarsi i polsi prima di suonare. Di solito lo fanno su un tamburo o sul pad di gomma.

Quando il picchiettio sul ginocchio non era sufficiente, mi lasciavo scappare un discreto colpo sul bordo del rullante. Gli oratori hanno recepito? A giudicare dai lividi che a fine serata avevo sul ginocchio forse no. Ma comunque è stato meglio così vista la qualità e  spessore degli interventi.

 Al prossimo appuntamento con l’ANPI, la Costituzione e la difesa dei beni paesaggistici e culturali.




venerdì 11 giugno 2021

Riflessioni sull'art.9 della Costituzione insieme all'ANPI di Frosinone

 ANPI Frosinone



Domenica 13 giugno, a partire dalle ore 16,30, avrà luogo a Frosinone, presso le cascate dello Schioppo, lungo il fiume Cosa, zona De Matthaeis, un incontro aperto a cittadini, partiti, movimenti ed associazioni, sull’art.9 della Costituzione. La nostra Repubblica prefigura una comunità inclusiva dove i cittadini hanno pari dignità sociale, in cui libertà ed eguaglianza, interamente realizzati, concorrono al pieno sviluppo della persona umana. Essa si raggiunge anche con la valorizzazione di quel patrimonio storico e culturale che ha reso, o dovrebbe rendere, la nostra comunità socialmente avanzata e consapevole delle proprie radici, coscienti di quale evoluzione sociale e culturale ci ha reso cittadini e non sudditi. Così come il pieno sviluppo della persona umana si raggiunge vivendo in un ambiente accogliente, costituito da luoghi in cui è possibile un’aggregazione sana, in cui si è parte della natura e non padroni di essa . L’idea che proprio la natura possa essere sfruttata e soggiogata agli interessi umani ci ha portato a subire devastanti tragedie dovute al degrado idrogeologico e alle terribili angherie della pandemia. Nonostante ciò la lezione non sembra appresa e ci ostiniamo ancora a voler violentare l’ambiente che ci circonda. Partendo da queste riflessioni chiamiamo tutti al confronto i cittadini, i partiti, i movimenti e le associazioni.

Nel corso dell’evento, organizzato grazie alla collaborazione della rete “Schioppo Bene Comune”, che ha reso fruibile l’area, verranno proposte riflessioni e contributi sull’importanza della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale e della tutela dell’ambiente. Seguirà al dibattito un monologo dell’attrice Damiana Leone, un concerto con il cantautore Emanuele Zolli e il gruppo Whistle Jazz Band

Hanno dato la loro adesione:

Pd, Partito Socialista, Art1, Rifondazione Comunista, Partito Comunista dei Lavoratori, Possibile, Potere al Popolo, Democrazia Atea, SPI Cgil, Giovani Socialisti, Stonewall Frosinone Associazione Arcigay, Il Collettivo UgualMente, Rigenerare Frosinone, Oltre l’Occidente, AUT-Frosinone, Osservatorio Peppino Impastato.

lunedì 31 maggio 2021

PRODUCI CONSUMA CREPA !

 Umberto Franchi



Il governo Draghi dopo aver regalato il 74% dei 240 miliardi del Recovery Plan ai padroni delle imprese, anche a quelle che hanno lavorato di più durante il Covid, ha deciso di fargli fare ancor più PROFITTI attraverso i seguenti provvedimenti :

a) AVRANNO LA POSSIBILITA' DI LICENZIARE "LIBERAMENTE" DAL 1° LUGLIO 2021, tutti i lavoratori che vogliono licenziare, in alternativa (bontà loro) avranno la possibilita' di non farli lavorare mettendoli in cassa integrazione. Inoltre , solo se lo vorranno, potranno assumere personale piu' giovane capace di sgobbare di più;

b) il CODICE DEGLI APPALTI VIENE ABOLITO E SOSTITUITO DANDO ALLE IMPRESE : la libertà di fare subappaltare ad imprese più piccole, o cooperative, il 50% dei lavori fino ad ottobre 2021. E dopo la liberta' di appalto diverrà totale, così le imprese che concedono l'appalto guadagneranno solo speculando senza fare niente, e quelle subappaltanti cercheranno di ridurre tutti i costi del lavoro compresa la sicurezza e prevenzione dagli infortuni;

c) inoltre le "Stazioni appaltanti" potranno concedere affidamenti senza obbligo di fare la gara, ciò fino al 30 giugno 2023;

d) le imprese che partecipano alle gare dovranno "garantire" in caso di assunzioni di lavoratori, che il 30% di loro abbiano meno di 36 anni ... (forse pensavano che le imprese volessero assumere chi sta per andare in pensione ?;

e) formalmente le gare al massimo ribasso non ci saranno , ma si chiameranno "gare basate sulla massima convenienza", che in Toscana si dice: " se non e' zuppa e' pan bagnato "... a mio parere e' la stessa cosa;

COSA RESTA A TUTELA DEI LAVORATORI CHE HANNO CONTINUATO A LAVORARE ANCHE DURANTE LA PANDEMIA, CON PIU' MORTI SUL LAVORO ? E PIU' MORTI DI COVID ?

NIENTE ! DEVONO SOLO RINGRAZIARE IL "BUON PADRONE SE LI FANNO LAVORARE A TESTA BASSA" .

L'IMPORTANTE PER "LOR SIGNORI" E' VELOCIZZARE LA PRODUZIONE AFFINCHE' TUTTO RITORNI PEGGIO DI PRIMA DELLA PANDEMIA !

PRODUCI, CONSUMA E CREPA !

MA FINO A QUANDO SOPPORTERANNO SIMILI VERGOGNOSE INGIUSTIZIE ???

Come diceva Lenin , prima o poi saranno i capitalisti a vendere la corda con cui impiccarli...